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Roger Waters – La leggenda torna in Italia

L’estate esalta l’arte custodita in Italia, soprattutto a Roma, che da sempre è la capitale dei live musicali durante la stagione più calda. Così, oltre a Björk, tornerà a suonare e incantare Roma, la leggenda dei Pink Floyd. Lo farà Roger Waters, compositore e musicista che ha scritto la storia del rock e della musica. Allo stesso tempo e modo si esibirà in Toscana, che vede come sua capitale musicale Lucca.

Il ritorno di Roger Waters è previsto a Luglio. Lo farà però con una rappresentazione molto diversa, una produzione imponente e spettacolare finora messa in scena solo a Città del Messico e allo storico Desert Trip Festival lo scorso anno. Una lunga attesa che la più eclettica mente creativa d’Europa ha scelto di far approdare nel continente. Il format live del Desert Trip, portato in Italia da D’Alessandro & Galli, prevede elementi di altissima spettacolarità, a partire da un palco innovativo che riproduce la Battersea Power Station di Londra che evoca la storica copertina di Animals. Un album decisamente degno di un maggior rilievo, ma racchiuso in penombra dalla portata musicale e soprattutto dell’immaginario collettivo evocato di due colossi come Wish You Were Here e The Wall.

Se la Brexit spaventa i salotti e gli alternativi di Monti, stavolta un inglese, Roger Waters ha scelto solamente tre città europee. Partirà da Londra, la capitale culturale del vecchio continente, che ospiterà il concerto ad Hyde Park a cui si aggiungono ben due date italiane: Lucca e Roma. 

Lo spettacolo di una delle colonne portanti dei Pink Floyd, debutterà in Italia l’11 Luglio al Lucca Summer Festival, nell’area adiacente alle Mura Storiche. Non si tratta di una scelta casuale ma di un indirizzo preciso dell’Artista affascinato dal collegamento tra le Mura cinquecentenarie che avrà al fianco del palcoscenico e The Wall, la sua opera principe, i cui brani avranno una parte fondamentale nella scaletta di questo show che vedrà Roger Waters interpretare tutti i grandi classici del repertorio dei Pink Floyd insieme ai brani del suo nuovo album “Is This The Life We Really Want?”

La seconda data Italiana si terrà invece nell’affascinante scenario del Circo Massimo di Roma, laddove si respira come in nessun altro posto il fascino della storia. Un concerto che segnerà il ritorno di Roger Waters a Roma a 5 anni di distanza dalla sua rappresentazione di The Wall allo Stadio Olimpico.

Due occasioni imperdibili per coloro che amano la musica e dopo Venezia e Pompei, vogliono poter dire di aver visto la leggenda suonare. Incantare. A pochi chilometri dal cimitero di Anzio che è sede delle sue origini e dei motivi per cui la musica si è evoluta così come la conosciamo noi.

Lucca Comics & Games 2015 (parte 2)

In questo articolo continuiamo, con il mio elenco delle novità e degli acquisti, lo speciale iniziato da Francesco su Lucca Comics & Games 2015.  Quest’ultimo – prendendo in prestito un’espressione di Mauro Longo di GG Studio – è un vero e proprio rave nerd: dove il maschio italico nerd fa scorte di dadi, fumetti e giochi per l’inverno che sta arrivando.

In questa edizione abbiamo vissuto meno eventi rispetto all’anno scorso, avendo deciso di visitare la kermesse lucchese di Giovedì 29, onde evitare la ormai nota calca del weekend (nonostante l’idea della prevendita online dei biglietti per evitare congestionamenti vari).

Oltre a un must di ogni giocatore come Bruti di Gipi (di cui mi sono accaparrato la Collector), la parte più importante del mio bottino è rappresentata proprio dal settore Giochi di Ruolo.

12041927_842183929229277_960583456_nIn particolare a farla da padrone quest’edizione della fiera, è stata la GG Studio/Jolly Troll che oltre ad inaugurare un negozio stabile a Lucca, ha portato ben dodici manuali per il GdR ad ambientazione universale Savage Worlds. La parte del leone di tale scuderia è stata l’uscita in pompa magna della riedizione, a distanza di trent’anni e poco meno per l’edizione EL, di Kata Kumbas: il primo originale GdR italiano scanzonato e umoristico creato nel 1982, ispirato a L’Armata Brancaleone e all’immaginario mediterraneo; adesso ripubblicato per Savage Worlds con nuovi disegni della bravissima Francesca Baerald e le regole di Umberto Pignatelli. Offerto agli appassionati in due versioni: normale e deluxe. Senza dirlo preordinai tempo fa con ritiro in fiera proprio quest’ultima, in pelle in serie limitata con uno dei disegni originali allegati e dediche di ambo gli autori.

Ma le altre pubblicazioni, tra quelle che personalmente ho acquistato, non sono state da meno: MERCs, setting Sci-Punk a tema mercenari in un lontano futuro, East Texas University, ambientazione della Pinnacle Entertaiment che riprende a piene mani da film come Animal House e da serie tv come Buffy e Supernatural e Ultima Forsan: 20226_103774_VBLS008
Rutenia Macabra
, supplemento per l’ambientazione a tema zombie nel Rinascimento Italiano del fantastico Mauro Longo, che si concentra invece sull’area della Russia e del Baltico Macabri. Proprio quest’ultimo insieme al co-autore Giuseppe Rotondo ci ha intrattenuto in maniera disponibile e squisita, personalizzando con dediche le nostre copie. A ciò si aggiungono l’acquisto di altri episodi della Collector’s Edition dei librigame fantasy di Lupo Solitario, autografati dallo stesso Joe Dever: il numero 8 La Giungla degli Orrori e in esclusiva per l’Italia e la variant in serie limitata del numero 29 Le Tempeste del Chai. Ultimo capitolo della saga che attendeva l’uscita da ben quindici anni! Oltre a dadi poliedrici Q-Workshop e Chessex a più non posso!

Elfequest_cover.inddMa non solo giochi, anche i fumetti hanno avuto ampi spazi nella mia lista. Partendo dalla ripubblicazione in volumi economici di classici come L’Eternauta di Oesterheld-Solano Lòpez, Elfquest di Wendy e Richard Pini, ed infine (come albi brossurati) la serie di Universal War One di Denis Bajram, da parte di 001 Edizioni. Per Bao Publishing l’ultima graphic novel di LRNZ, Astrogamma (che l’autore ci ha gentilmente autografato) e per Tunué Brigada di Enrique Fernández e Beowulf di David Rubin e Santiago Gàrcia. A differenza degli anni passati, la prima parte del pomeriggio è stata spesa nella purtroppo sottovalutata area-self di Piazza San Romano, spesso invece ricca di piacevoli sorprese: ho acquistato infatti il primo numero di due di L-Tiers, fumetto che omaggia i picchiaduro anni ‘80 realizzato da Walter Baiamonte. Il quale mi ha gentilmente disegnato uno sketch con dedica.

Oltre all’immancabile visita ai padiglioni delle fumetterie indipendenti, dove ho potuto reperire i numeri mancanti per la mia collezione di Brendon della Sergio Bonelli. E proprio allo stand Segio Bonelli Editore ho acquistato le immancabili variant di Orfani: Nuovo Mondo (realizzata dal Leo Ortolani) e quella di Morgan Lost. Ultima creatura del papà di Brendon Claudio Chiaverotti e nuova serie dell’editore milanese.

Tutto sommato il 2015 ha confermato ciò che i frequentatori di questa mostra-mercato già intuivano da tempo: Lucca C&G è ormai uno dei punti di riferimento più importanti, non solo nel panorama italiano ma anche a livello internazionale, per quanto riguarda il fumetto e l’entertaiment in senso lato (elettronico e non). L’unica cosa che dispiace è l’avere avuto un solo giorno per visitarla; in effetti la cosa migliore sarebbe avere a disposizione più giorni aldilà di una semplice toccata e fuga, per godersi tutti gli incontri, eventi e le mostre che ogni anno arricchiscono Lucca. Sarà per la prossima.

Lucca Comics 2015 secondo me (parte 1)

L’universo del Lucca Comics & Games ha vissuto negli ultimi dieci anni un’espansione tale da rendere impossibile un reportage esauriente ed accurato di tutte le realtà presenti. Quella che un tempo era senza dubbio un’ottima fiera del fumetto ha infatti aperto le porte alle più svariate forme d’intrattenimento nerdico: accanto al padiglione fumetti usati-esauriti campeggia infatti la spada laser a croce del nuovo Star Wars, mentre allo stand Bonelli si firmano copie di Tex dall’altra parte della strada è di scena un flash-mob di Assassin’s Creed, poco distante dal tendone di Sky torme di adolescenti seguono su maxischermo le finali nazionali di League of Legends. Potrei andare avanti a lungo. Su tutto, dominano indisturbati (e in alcuni casi “disturbanti”) i COSPLAYERS.

lucca comics

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Non stupiscono pertanto gli oltre 220.000 biglietti venduti, l’eterogenia sia per interessi che per età del pubblico, la calca per muoversi praticamente presso OGNI padiglione ed in definitiva il successo di questa manifestazione, che il prossimo anno sogna di estendere la durata dell’evento a 5 (cinque) giorni.
E’ inevitabile quindi che questo resoconto assuma delle connotazioni molto soggettive anche per il fatto che, ahimé, ho potuto scorrazzare a Lucca solo per una giornata, dovendo quindi concentrare le mie attenzioni su pochi e necessari obiettivi. Per quanto riguarda i miei acquisti si può facilmente affermare che per me questo è stato l’anno di GIPI. Lo so che per la maggior parte di voi esperti fumettari è stato lo scorso anno, ma avendolo colpevolmente perso ho deciso di recuperare.

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Gianni Pacinotti non ha bisogno di presentazioni, credo sia un vanto del fumetto italiano poter avere tra le sue fila un artista di così rara sensibilità e allo stesso tempo potenza espressiva. Oltre al pluripremiato UNASTORIA e ad un omnibus con alcuni dei suoi migliori racconti brevi, mi sono però portato a casa Bruti, il cosiddetto “giocone”: gioco di carte di combattimento ideato e interamente illustrato da Gipi. Questa è una delle novità di Lucca: successo di crowdfunding su Ulule, fresco di stampa, il “brutale” gioco mantiene quanto promette. E’ un titolo per “non giocatori”, quindi rapido, semplice, coinvolgente, caciarone e volutamente dominato dal Caso (o culo che dir si voglia). Ogni giocatore va ad interpretare un personaggio medieval-fantasy ispirato “più all’Armata Brancaleone che a Tolkien”, viene equipaggiato di armi, scudi ed oggetti speciali, e si lancia nella Fossa dove a suon di colpi fendenti e scorrettezze se la dovrà vedere con 1, 2 o 3 altri combattenti tentando di evitare la temibile carta Morte.

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Sempre di Gipi è la copertina del mio altro acquisto cartaceo in uscita qui a Lucca, YA – la battaglia di Campocarne, primo volume di una trilogia e primo romanzo di Roberto Recchioni. Ora, voi sapete già quanto io sia in fissa con questo autore, fissa che risale a ben prima del suo recente successo che lo vede seguitissimo blogger, supervisore di Dylan Dog, “pezzo grossissimo” della Bonelli e promotore di numerose iniziative di “svecchiamento” e crossmedialità della rinomata casa editrice, nonchè attuale autore di Orfani e molto altro. Questo romanzo, indirizzato senza dubbio ad un pubblico giovane, mi ha subito incuriosito per via di alcuni stralci molto particolari che l’autore ha pubblicato nelle scorse settimane: parliamo ancora una volta di un fantasy, con protagonisti degli adolescenti, degli Young Adults appunto. Staremo a vedere se si tratta dell’ennesimo colpo messo a segno dal fumettista romano.

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Altro progetto molto interessante lanciato da Recchioni quest’anno a Lucca è Monolith, già nell’aria da parecchio tempo. Si tratta di un graphic novel per le matite di LRNZ (un nome una garanzia) di prossima uscita, che verrà trasposto cinematograficamente da Sky Italia nel 2016: altro esempio di apertura al nuovo della Bonelli. Dal trailer proiettato alla conferenza di Lucca la storia è oltremodo sui generis: una avveniristica automobile super sicura, una madre, un figlio intrappolato all’interno della suddetta macchina, il deserto americano (?). Restate sintonizzati.

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Il padiglione in cui ho passato più tempo è stato però quello enorme dedicato ai GAMES, un lato del quale dedicato al mondo dei videogiochi e l’altro a quello dei giochi di carte collezionabili e da tavolo. Ho girato superficialmente l’area videogiochi, decisamente sovrappopolata e con code infinite per le varie incarnazioni di FIFA, NBA 2K, Wrestling ed altro. Molto più interessante la zona hardware in cui ho visto ottimi prezzi per quanto riguarda cuffie, joypad, tastiere e mouse da gamer. Le mie modeste finanze mi hanno comunque permesso di accaparrarmi una tamarrissima keyboard della CM Storm.

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Piena di un sacco di bella gente anche l’area giochi da tavolo, testimone del rinnovato interesse verso un settore dell’intrattenimento troppo spesso dimenticato. Fra gli innumerevoli “spacciatori” di Magic, tanti erano i tavoli di dimostratori, dedicati in gran parte ai boardgame ma anche a giochi di ruolo nostrani e non. Dei tanti tanti titoli presentati ne nomino solo un paio che bramavo ardentemente… e che sono andati esauriti prima che ci arrivassi io, segno inequivocabile del gradimento del pubblico.

Il primo, direttamente dopo l’enorme successo raccolto ad Essen (la celebre fiera del boardgame tedesca) è Pozioni Esplosive:  si tratta di un entry level la cui idea ispiratrice è quella di ricreare sul tavolo l’esperienza di titoli digitali come Candy Crush. La non trascurabile componente strategica e la grande interazione me lo avevano fatto inquadrare come un possibile successo nelle serate con amici non proprio hardcore gamers ma nemmeno totalmente “babbani”. E poi ci sono LE BIGLIE!

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L’altro titolo di cui accennavo è invece la nuova edizione, per la prima volta localizzata in italiano, di Through the Ages, questa volta sottotitolata “a new story of civilization”. TTA, vero e proprio capolavoro dell’autore ceco Vlaada Chvatil, è un gioco di civilizzazione “card driven” in cui vedremo la nostra civiltà crescere, costruire Meraviglie del mondo, essere guidata da celebri Leader, scoprire nuove tecnologie, edifici, scontrarsi con le altre, stringerci alleanze e via discorrendo… per una modica durata di circa 200 minuti. E’ inutile nasconderci: si tratta di un vero e proprio “cinghiale” difficile da affrontare ma di una profondità e di una “goduria nerdica” che non può esimermi dal consigliarlo a tutti i veri gamers. La nuova edizione opera dei correttivi per quanto riguarda le aggressioni militari e le tattiche, oltre a bilanciare alcune altre carte: modifiche che ad un primo sguardo rendono ancora più oliato l’ingranaggio di un gioco già prossimo alla perfezione.

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La prossima settimana Polinice vi regala un altro articolo dedicato a Lucca insieme ad altri “consigli per gli acquisti” perciò…. restate sintonizzati!

ATTRAZIONE-SEN : Il premio Nobel per l’Economia a Lucca per il dialogo: “Citizenship and Higher Education: an Alliance for Social Progress”

(È risaputo il fatto che quando la nostra attenzione si concentra costantemente ed emotivamente su di un oggetto, ogni tanto questo possa manifestarsi a noi in qualche strana forma, coscientemente o inconsciamente. A volte l’oggetto si manifesta durante il sonno, nascosto e confuso nella successione di immagini; ogni tanto appare anche durante la veglia, sfumato in un dé jà vu o collegato dalla fantasia a qualche segno nel contesto circostante. Una volta, addirittura mi è capitato di materializzare un oggetto vero e proprio: cercando un’idea per l’inaugurazione di una galleria d’arte provavo a convincere gli altri a riempirla di palline di polistirolo colorate; mezz’ora dopo un mio amico trovò che nella cantina della galleria c’erano dieci sacchi alti due metri pieni di palline di polistirolo che servivano per le spedizioni dei cesti pasquali per una campagna elettorale romana. Forse follia, eppure accade anche questo. Poi, molto raramente, può succedere che si manifesti anche una persona in carne ed ossa: è molto difficile, eppure ogni tanto si riesce anche in questo.
La mia ossessione degli ultimi anni (sulla quale ora sto ossessionandomi ogni giorno di più causa tesi di laurea) si chiama Amartya Sen, è un omino di ottant’anni originario del Bengala Occidentale, dotato dell’ingegno di un lupo e della forza vitale di un drago; è stato premio Nobel per l’Economia nel 1998, ha insegnato a Oxford, a Cambridge, alla London School of Economics e insegna tutt’oggi a Harvard. Ed è a tutti gli effetti uno degli economisti-filosofi più influenti del nostro tempo. (Poche settimane fa una sua foto in bianco e nero introduceva l’articolo “Valori Asiatici”).

Una volta, poco più di un anno fa, avevo già sperimentato un tentativo di concentrazione/attrazione su Sen, il quale aveva per un pelo tristemente fallito: arrivata a Santiniketan, suo villaggio natale a pochi chilometri da Calcutta, mi dissero di averlo visto poco prima girare in bicicletta tra i vicoli dell’Università (quella fondata dal poeta Tagore); ma, il tempo di metabolizzare la notizia e salire su una vespetta scassata per andare a cercarlo che già era nuovamente in volo per New York. Questa volta, ieri, stava arrivando a Lucca. Ieri ho preso il treno e sono venuta da lui.)

21/5/2013
 Amartya Sen e il filosofo politico ed epistemologo Salvatore Veca, si sono confrontati durante la conferenza “Citizenship and Higher Education: an Alliance for Social Progress”, organizzata dalla Fondazione Campus (Università di management e turismo tra le colline lucchesi) e dal Comune di Lucca nel Conservatorio di msusica Boccherini. Apparentemente formale, l’incontro si è trasformato in un dialogo informale, durante il quale, con l’interazione di giornalisti e pubblico, si sono discusse urgenze e priorità sia degli Stati dell’Unione Europea che di quelli in forte crescita, come la stessa India di Sen. Da un lato trovando nell’educazione scolastica e nell’alta formazione universitaria una soluzione per migliorare gli esiti delle specializzazioni lavorative, dall’altro mostrando la necessità sempre più impellente di impegnarsi affinché un’educazione “globale” aiuti ogni individuo ad avvicinarsi al “senso politico”, ovvero a percepire di essere un cittadino munito di diritti umani e civili da pretendere e preservare, in qualunque parte del mondo esso sia.

Amartya Sen

Sen, come dimostrerà più avanti, sostiene di non credere a chi ritenga che le democrazie siano effettivamente svuotate o danneggiate dalla mancanza di educazione o di alfabetizzazione; crede invece che esse      siano state private, per questa mancanza, di un’enorme libertà, che potrebbe invece essere la molla per migliorare i paradigmi mondiali della globalizzazione.

Sen ha sottolineato anche la necessità di concepire la cittadinanza come “connessione” tra individui di tutto il mondo, scavalcando i confini territoriali ed etnici imposti dalla politica statale, facendo forza costantemente sulla tradizione di pensiero europea legata alle teorie filosofiche ed economiche di D. Hume, A. Smith e del Marchese di Condorcet.
Il rischio di non riuscire a risolvere i problemi legati all’ineguaglianza anche in paesi ufficialmente democratici ed il rischio di trasformarci di conseguenza in una comunità illusoria, hanno vie di uscita? “Sono le politiche di austerità la soluzione ai nostri problemi?” ha domandato Salvatore Veca a Sen, il quale ha fortemente criticato l’efficacia delle politiche d’austerità adottate dalle nazioni europee, giudicando quello dell’Austherityun metodo fortemente limitante per l’agire politico nazionale, ed individuando invece l’urgenza di riforme istituzionali ad hoc che si ricolleghino agli esperimenti “ben riusciti” del passato di paesi come l’Italia stessa.
 Per la cittadinanza come per l’educazione l’essenziale è un’azione comunitaria e trans-statale che superi i confini geografici e che cooperi per colmare i vuoti dell’analfabetismo, dell’ignoranza e della disinformazione, i punti deboli dello sviluppo dei paesi emergenti e degli stati in lotta con la Crisi e con il PIL.

   La realizzazione dei principi di apertura della Cittadinanzafarebbe inoltre crescere il potenziale d’azione dell’educazione su basi internazionali, rendendo l’insegnamento non solo “una porta aperta da cui poter evadere” ma anche “a way for minorities to get stronger, also around social issues”.

  A questo proposito il fulcro del discorso si snoda nella stretta connessione tra il concetto di Cittadinanza e quello di educazione, riguardo ai quali Sen delinea “Otto punti” (che ho allegato in video a fine pagina) con l’invito “di comprenderne almeno tre, perché basterebbe la comprensione di questi per apportare veri miglioramenti nel metodo educativo”.

   “The way to learn what to do is to kiss the microphone, but not actually kiss it…so this is the difficult job that I have to do!” Così ha introdotto scherzando il suo discorso, di fronte ad un pubblico di managers incravattati e dirigenti d’azienda, giornalisti, professori e qualche studente, tutti accumunati da una profonda stima per il personaggio e dalla sorpresa di poter ascoltare di persona un suo dialogo, perché, va ricordato, Amartya Sen, oltre ad essere uno dei 100 intellettuali più influenti del mondo (secondo i dati del Financial Times) è l’incarnazione del dialogo per eccellenza: nei suoi libri e durante conferenze e lezioni ha sempre voluto sottolineare prima di ogni altra cosa la fondamentale necessità di costruire un dialogo ricco di prospettive, multiculturale e democratico, ricordando il peso e l’effetto delle parole sulla società, nei suoi diversi aspetti, e sulla politica globale e locale.

Salvatore Veca e Giorgio Napolitano (giovani!)
L’importanza della discussione pubblica ha il fine di rafforzare l’alleanza “a sostegno di un certo modello di progresso sociale differente da quello attuale”, la quale è indirizzata verso il raggiungimento di libertà sociali alle quali la forza comunitaria dell’educazione può portare.

La democrazia ha bisogno di umanità e di libertà nel mondo globalizzato, e perché ciò possa attuarsi l’educazione veste un ruolo decisivo: l’educazione e la Cittadinanza sono necessarie l’un l’altra per formare cittadini globali non solo umani ma anche educati alla responsabilità.

Università di Santiniketan


“GLI OTTO PUNTI”/ Intervento di Amartya Sen: http://www.youtube.com/watch?v=VtEgExGVs-s

Costanza Fino