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Roma Rocks #9: Marcello e il mio amico Tommaso – Nudità

Ho deciso di scrivere qualcosa su questo disco perché tutto ciò che ho letto da recensioni di siti più o meno specializzati sono le solite generiche insipide cazzate noiose. Devo dire la verità, ci ho messo veramente tanto a digerire il primo disco di Marcello e il mio amico Tommaso (intervista qua), non ho mai capito bene cosa mi piacesse e cosa mi desse fastidio della band messa in piedi dal talento chitarristico e compositivo di Marcello Newman (prima Jaqueries, ora Alpinismo). 

In questo inizio 2014 è successo qualcosa che ha cambiato, e non di poco, la mia prospettiva: sto preparando un esame sul Decameron (in particolare la II giornata). La quête erotica, infatti, domina entrambe le opere, l’eros diventa il territorio privilegiato per “coloro i quali per li dubbiosi paesi d’amore sono caminanti”. Se il corpo è spesso al centro delle novelle del Decameron, è al centro dell’intero disco del gruppo romano; e se in Boccaccio la nudità è spesso un risarcimento solare alla premessa iniziale della peste, nell’album sembra porsi come faticoso punto di arrivo quasi mai soddisfatto dal racconto dei brani, con la piccola eccezione di ‘Bossanova’, non a caso uno dei pezzi più gratificanti (e belli) dell’album. O magari questo paragone non ha senso, non lo so. Il vero punto è che ho cambiato nettamente la mia prospettiva su una serie di canzoni che per un sacco di tempo trovavo estremamente presuntuose. Devo essere chiaro, penso ancora che a volte Marcello in questi pezzi sia più impegnato a concentrarsi su quale possa essere l’effetto delle sue parole piuttosto che sulle parole stesse. Eppure è come se avessi improvvisamente trovato una chiave di lettura convincente di Nudità, che già mi aveva convinto con la qualità degli arrangiamenti (altro grandissimo merito di Marcello), che però sono talvolta accompagnati da una performance vocale insufficiente. Non perché Marcello sia stonato (cioè lo è, però sticazzi), ma perché la voce è spesso ritoccata in maniera innaturale, cosa che penalizza non poco un disco che dovrebbe suonare lo-fi. Niente di irrecuperabile, soprattutto perché Marcello è spesso accompagnato dalla deliziosa voce di Margherita Vicario, assolutamente straordinaria, tanto da risollevare i pezzi che sembravano faticare fino a pochi secondi prima. 

Riguardo al sound dell’album ci sarebbe veramente tantissimo da dire, ma mi limiterò ad accennare che la gestazione è stata particolarmente lunga per un disco che, a mio modesto parere, avrebbe guadagnato molto da una maggiore urgenza. E’ evidente che il passaggio da un EP in inglese a un disco in italiano non è un lavoro semplice, anzi è sorprendente come la qualità di alcuni brani sia così convincente. Sono convinto, tuttavia, che Nuditàviva di un’insanabile contraddizione fra desiderio di immediatezza ed eccessiva incubazione, tanto che ci si ritrova in mano con solo ventisette minuti di musica che però suonano sin troppo prodotti. So anche che le registrazioni sono state fatte all’interno di una chiesa, ma devo dire che non si sente per niente. 

Insomma, l’impressione è che, nonostante l’innegabile qualità dei brani, qualcosa sia andato storto in fase di registrazione. Poco male, se si considera che Marcello Newman a ventidue anni appena compiuti (qualche giorno fa) si lascia alla spalle un album convincente nell’aspetto che più dovrebbe interessare un’artista: il songwriting. Nudità non è un disco per tutti, e dalle mie parti questa è una cosa positiva.

Luigi Costanzo – PoliRitmi

Roma Rocks #5: intervista a Marcello e il Mio Amico Tommaso

Abbiamo intervistato Marcello Newman, voce, chitarra e testi di Marcello e Il Mio Amico Tommaso, gruppo romano fresco del nuovo singolo ‘Blues Balneare’, in attesa dell’uscita del primo LP Nudità. 

Il gruppo è composto da Marcello Newman, Tommaso Venanzi, Gianlorenzo Nardi, Adelaide Albinati, Giorgio Ruzziconi, Lorenzo Autorino.

 

Sta per uscire il vostro primo disco ‘Nudità’, anticipato dal singolo e dal video di ‘Blues Balneare’. Perché avete scelto questo brano come singolo?

Nudità uscirà a giugno per 42 Records. E’ la nostra seconda uscita con questa etichetta dopo ‘Chounette’, di circa due anni fa. Abbiamo scelto Blues Balneare perché ci sembrava un’ottima introduzione ai temi del disco, che parla quasi tutto di sesso. Blues Balneare sembrava un po’ sia il punto di partenza che il punto d’arrivo. Il personaggio del brano – che è anche il protagonista del disco, è distante dalle cose che gli sono più vicine, quindi anche dall’amore, il contatto, il sesso. Mi chiedo se alla fine del disco il protagonista-narratore sia uscito da questa impasse,  ma credo di no.

 

Chi vi segue si sarà senz’altro accorto del vostro passaggio dall’inglese (nell’EP) all’italiano. Come hai maturato questa scelta?

Secondo me questa viene troppo spesso vista come una scelta politica. Per me era importante trovare un nuovo modo di parlare delle cose di cui volevo parlare, mi trovavo in difficoltà a raccontare storie che mi erano successe. Mi sembrava un po’ stupido parlare in inglese di ragazze o posti che frequentavo. Per esempio, come diresti Bar Marani in inglese? Mi sembra di farmi capire e capirmi meglio esprimendomi in italiano.

 

La band si è progressivamente allargata. Pensi che questa sia la formazione definitiva o ti concedi la possibilità di modificarla?

Da una parte vorrei dirti che gli strumenti che stiamo usando adesso saranno quelli che useremo sempre, perché decidendo di avere una formazione fissa sarei costretto a una maggiore creatività nell’arrangiamento. D’altra parte non so dirti se sarò sempre contento di questi strumenti e di questo sound. Vorrei sicuramente mantenere la formazione a sei, però non so se ognuno continuerà a suonare gli stessi strumenti.

 

Che cosa ti piace di quel che gira adesso in Italia?

Faccio fatica a rispondere a questa domanda, sicuramente i primi due dischi dei Baustelle. I Cani, i Gazebo Penguins, i Carpacho! Posso parlare di un disco? Mi sa che il mio disco italiano preferito è Enciclopedia Popolare della Vita Quotidiana dei Distanti, che erano un gruppo di Forlì. Anche se non c’entra niente con la musica che faccio io, è il disco che avrei voluto fare, anche se poi non so neanche bene che genere è. Se adesso penso che valga la pena parlare di sesso è perché quel disco mi ha fatto capire che si poteva fare.

 

Chi vi ha registrato il disco, dove lo avete fatto?

Non ci andava di fare il disco in studio. C’è un libro che ho letto recentemente che si chiama Perfect Sound Forever, che solleva un problema: quando ascolti una canzone registrata stai ascoltando la registrazione di un evento o quell’evento non è mai avvenuto? Per esempio, con il multi-traccia, essendo registrato un musicista alla volta l’ascoltatore assiste a un evento che in realtà non è mai avvenuto. Volevo che il nostro disco desse l’impressione di essere la pura riproduzione di quello che era avvenuto in una stanza, quello che a me rievoca On the Beach di Neil Young. Abbiamo affittato gli strumenti di Matteo Portelli, il bassista dei Mamavegas, e Fabio Grande è stato fonico del disco e produttore a tutti gli effetti. Il disco è registrato a metà fra casa mia a Veiano e la chiesa del paese.

 

A volte ho l’impressione che non solo a livello nazionale, ma anche in un contesto limitato come Roma, ci siano tantissimi microcosmi che credono di fare la miglior musica possibile, e che non si rendono conto di ciò che accade fuori. Che ne pensi? (si potrebbe scrivere un articolo intero sulla risposta che Marcello ha dato a questa domanda, cercherò di riassumerla al meglio, ndr)

Ho l’impressione che quel che dici fosse vero fino a qualche anno fa: non c’erano locali dove si aveva l’impressione di essere in presenza di una vera scena musicale. Adesso penso ci sia una scena: c’è Bomba Dischi, c’è la 42 (Records) che lavora molto su Roma, ci sono locali che riescono a essere contenitori di una scena cittadina. La domanda da porsi è: ‘Qual è il pubblico di questo macrocosmo?’ Forse il pubblico della scena romana è la scena romana. Credo che Roma sia competitiva a livello nazionale, non so se lo sarebbe a livello internazionale. E’ importante confrontarsi non solo all’interno della scena romana, ma con l’intero universo musicale per avere realmente un’idea della qualità e del livello della musica che facciamo.

 

Grazie, ricordaci le date dei prossimi concerti e quando uscirà il disco.

Stiamo organizzando un tour estivo, nel frattempo suoneremo il 24 maggio a Frascati al Fahrenheit, e a inizio giugno presenteremo il disco a Roma in un locale ancora da annunciare. Speriamo di vedervi tutti.

Video Blues Balneare

 

 

Luigi Costanzo – PoliRitmi