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Presentazione bando Culturability

Bando culturability – presentazione a Roma il 26 marzo presso  Fusolab 2.0, viale della Bella Villa 94, alle ore 17.30.

Al via la nuova edizione del bando Culturability, la cui scorsa edizione è già stata trattata nella nostra rivista.

Il bando culturability gira l’Italia con un tour di presentazioni in dieci città italiane. Il 26 marzo verrà presentato a Roma per la tappa organizzata in collaborazione con Fusolab 2.0, Generazioni Legacoop Lazio, Legacoop Nazionale e LabGov – LABoratorio per la GOVernance dei beni comuni.

Nel corso della serata sarà possibile approfondire tutti i dettagli della call e fare domande di carattere generale o legate alla propria idea. L’appuntamento sarà anche un’occasione per confrontarsi sulle tematiche al centro dell’iniziativa – cultura, innovazione e coesione sociale, collaborazione, sostenibilità – assieme agli ospiti presenti.

*PROGRAMMA IN CORSO DI DEFINIZIONE

ISCRIZIONE OBBLIGATORIA –> http://bit.ly/2FqFKEF


Culturability – rigenerare spazi da condividere è il bando promosso dalla Fondazione Unipolis per sostenere progetti culturali innovativi capaci di rigenerare e dare nuova vita a spazi, edifici, ex siti industriali, abbandonati o sottoutilizzati. La call è aperta dal 22 febbraio fino alle ore 13 del 20 aprile 2018. Tutte le info su www.culturability.org

 

IL PROGETTO

450 mila euro per progetti culturali e sociali innovativi che rigenerano e danno nuova vita a spazi, edifici, ex siti industriali, abbandonati o in fase di transizione situati in Italia, generando un impatto sociale positivo e creando occasioni di rigenerazione urbana a vocazione culturale e di sviluppo, favorendo processi e percorsi di collaborazione e cittadinanza, soprattutto giovanile.

Al via la quinta edizione del bando culturability, promosso da Fondazione Unipolis: 450 mila euro per progetti culturali e sociali innovativi che rigenerano e danno nuova vita a spazi, edifici, ex siti industriali, abbandonati o in fase di transizione. Cultura, innovazione e coesione sociale, collaborazione, sostenibilità economica, occupazione giovanile: questi gli ingredienti richiesti per riempire di creatività questi vuoti e restituirli alle comunità.

Il bando è aperto a qualsiasi partecipante e per qualsiasi progetto che rispecchi i fini indicati dal bando: vi possono partecipare infatti organizzazioni senza scopo di lucro, imprese private che operano nel settore culturale orientate a produrre significativi impatti sociali per la collettività, team informali purché, in caso di accesso alla selezione finale, ci sia un dichiarato e formale impegno a costituirsi giuridicamente in una organizzazione che risponda ai requisiti, reti di soggetti che presentino un progetto in partnership, anche con organizzazioni che abbiano sede all’estero. Per quanto riguardo il progetto, non è richiesto che lo stesso abbia raggiunto un determinato stadio: si può trattare infatti progettualità ancora da avviare; progettualità avviate di recente (nel corso degli ultimi mesi o dell’ultimo anno) che necessitino di consolidarsi; progettualità già consolidate che intendono avviare una nuova rilevante iniziativa.

Unico onere richiesto ai partecipanti è la presenza di un organo di gestione (Consiglio di Amministrazione o Consiglio/Comitato Direttivo) costituito in maggioranza assoluta (50% più uno) da membri fra i 18 e i 35 anni non compiuti entro la data di chiusura della call (20 aprile 2018).

I 15 progetti selezionati alla fine di una prima  selezione beneficeranno di un percorso di formazione e mentoring, curato da Unipolis in collaborazione con i partner Fondazione Fitzcarraldo e Make a Cube, che si svilupperà nei mesi di giugno e luglio 2018. Attraverso tale percorso, i team selezionati avranno la possibilità di sviluppare le proprie competenze attraverso un processo di empowerment che possa supportare l’avvio e lo sviluppo dei progetti proposti. Tra questi la Commissione di Valutazione selezionerà (entro il 24 settembre 2018) i 6 progetti migliori, ciascuno dei quali accederà al contributo economico di 50.000 euro a fondo perduto e ad un ulteriore percorso di mentoring.

Bando completo e modulo di candidatura sono disponibili su Bando.culturability.org

Informazioni complete al sito web https://bando2018.culturability.org/

Generazione cultura, le imprese culturali scommettendo sui giovani

Il lotto scommette sulla cultura e sulla formazione di 100 eccellenze nella tutela e valorizzazione della cultura: si tratta del bando Generazione cultura, che per il secondo anno consecutivo mira a formare una cinquantina di giovani nel campo culturale per inserirli nelle migliori eccellenze pubbliche e private del settore.

Un percorso d’eccellenza, con la partecipazione del Mibact e della Luiss Business School e di Ales, che si concluderà con il concreto sviluppo della propria attitudine lavorativa: gli studenti di Generazione cultura termineranno infanti il proprio percorso didattico potendo scegliere di svolgere uno stage in una delle realtà culturali del Paese più rilevanti, ovvero ideare campagne di marketing per imprese culturali sviluppando le proprie capacità manageriali o ancora sviluppando precipue campagne di fundraising. Inoltre le migliori 10 idee di impresa culturale verranno portate avanti mediante un’apposita partnership tra Lottomatica e Luiss.

Si tratta di un progetto peculiare, volto a dare la più grande formazione manageriale possibile in ambito culturale tramite un’assunzione di responsabilità sociale da parte di Lottomatica, che ambisce a rivalutare l’immagine collettiva che si ha del gioco, ma che in realtà partecipa attivamente al sostentamento di ambiti di primaria rilevanza per la società: nel nostro paese la legge già stabilisce che parte di proventi derivanti dal gioco del lotto vengano destinati a finanziare il recupero di beni artisti e culturali e non sono rare sponsorizzazioni di manifestazioni artistiche od interventi culturali da parte di imprese attive nel mondo del gioco ludico; tale percorso rappresenta l’ultima evoluzione di una acquisita consapevolezza del ruolo sociale che il gioco del lotto riveste nella società, ora partecipando attivamente al progresso della stessa con la creazione di nuove figure d’eccellenza nell’ambito culturale.

Per informazioni sul progetto e sui risultati raggiunti: https://www.generazionecultura.it

 

 

Da io a noi: la città senza confini

Dal 24 Ottobre 2017 al 17 Dicembre 2017

Il Palazzo del Quirinale, sede della Presidenza della Repubblica, ospita la mostra Da io a noi: la città senza confini, promossa dalla Direzione Generale Arte e Architettura Contemporanee e Periferie Urbane del Mibact e dal Segretariato Generale della Presidenza della Repubblica, curata da Anna Mattirolo.

L’esposizione, che sarà possibile vedere dal 24 ottobre al 17 dicembre 2017 su prenotazione (allo 06.39967557) ospita nei dieci saloni storici degli appartamenti di Alessandro VII Chigi, le opere di 22 artisti italiani e internazionali ma residenti o spesso attivi nel nostro Paese: Lara Almarcegui, Rosa Barba, Botto & Bruno, Maurizio Cattelan, Gianluca e Massimiliano De Serio, Jimmie Durham, Lara Favaretto, Flavio Favelli, Claire Fontaine, Alberto Garutti, Mona Hatoum, Alfredo Jaar, Francesco Jodice, Adrian Paci, Diego Perrone, Alessandro Piangiamore, Eugenio Tibaldi, Grazia Toderi, Vedovamazzei, Luca Vitone, Sislej Xhafa, Tobias Zielony.

Gli artisti e le opere scelti presentano la visione delle odierne metropoli, senza confini e senza centro, sottolineando le potenzialità che animano questi luoghi nella prospettiva contemporanea. Il progetto muove dalla riflessione sul concetto di periferico, utilizzando tutti i linguaggi artistici – pittura, scultura, fotografia, video, installazione – per restituire la dimensione sfaccettata di una società in trasformazione, seguendo le forme di paesaggio che l’azione umana genera e l’identità che il nuovo ambiente, così generato, è in grado di trasmettere.

Informazioni

Palazzo del Quirinale

Indirizzo: Piazza del Quirinale – 00187 ROMA (RM)

Telefono: 06.46991

Fax: 06.46993125

Sito web: http://www.quirinale.it/

Sito web: http://www.aap.beniculturali.it/Mostra_Quirinale.html

Giorni di apertura

martedì, mercoledì, venerdì, sabato e domenica dalle 10.00 alle 16.00. Ultimo ingresso ore 15.00. La visita ha la durata massima di un’ora. È necessario presentarsi 15 minuti prima dell’orario di inizio della visita.

Tariffe

La mostra è gratuita. La procedura di prenotazione per l’accesso comporta un costo di 1,50 euro

Cultura come strumento di dialogo fra i popoli

Il 1 gennaio 2017 l’Italia ha assunto la Presidenza di turno del G7 e, nell’ambito delle iniziative programmate durante l’anno, organizza a Firenze il primo G7 in assoluto dei Ministri della Cultura sul tema “Cultura come strumento di dialogo fra i popoli

La promozione del dialogo interculturale e la creazione di una coscienza condivisa rappresentano uno strumento essenziale al servizio della collaborazione, dell’integrazione, della solidarietà, della crescita e dello sviluppo sostenibile.

Promuovendo il primo G7 dei Ministri della Cultura e dei rappresentanti delle grandi organizzazioni mondiali, l’Italia conferma la volontà di esercitare il ruolo di leadership culturale: l’obiettivo è definire un documento comune sul tema della cultura come strumento di dialogo. La comunità internazionale potrà così ribadire il proprio impegno nel recuperare e preservare il patrimonio dell’umanità danneggiato dalle calamità naturali, colpito durante i conflitti e attaccato dal terrorismo e nel contrastare il traffico illecito dei beni culturali. Tra gli obiettivi del vertice anche un’intesa sulla necessità di prevedere una componente culturale nelle missioni di pace promosse dalle Nazioni Unite e di rendere permanente il vertice dei ministri della Cultura nei prossimi G7.

Firenze, città patrimonio UNESCO per la ricchezza e la bellezza dei suoi monumenti, dà così il benvenuto in Italia agli ospiti del G7 anche attraverso un intenso programma culturale realizzato per l’occasione. Qui, dove tra la fine del Trecento e la metà del Cinquecento si ebbe un’eccezionale fioritura della letteratura, delle arti, delle scienze, qui dove nacque il Rinascimento, oggi può prendere il via una nuova consapevolezza della comunità internazionale nei confronti del patrimonio culturale.

www.beniculturali.it/G7Culture    |    #G7Culture

PROGRAMMA DELL’INCONTRO del 30 e 31 marzo

Sessione I – I LIMITI E LE OPPORTUNITÀ DELLA NORMATIVA INTERNAZIONALE

Chair: Giampaolo D’Andrea, Capo di Gabinetto del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo
Moderator: Lorenzo Casini, Professore di diritto amministrativo, Consigliere giuridico del Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo

La sessione mira ad individuare i principali problemi posti dalle Convenzioni internazionali in materia di tutela del patrimonio culturale, con particolare riguardo alla Convenzioni UNESCO 1970 sulla circolazione illecita e alla Convenzione UNESCO 1972 sulla tutela del patrimonio mondiale. Problemi da porre in rilievo possono riferirsi, a titolo di esempio, alle difficoltà di delimitare e identificare i beni da tutelare, ad eventuali mancate ratifiche delle Convenzioni o alle difficoltà di comminare sanzioni.

Ogni relatore si soffermerà sulle seguenti domande: quali sono le maggiori potenzialità e i maggiori limiti della normativa internazionale in materia? Quali sono i principali insegnamenti? Quali sono i prossimi passi? Quali sono gli istituti giuridici e gli strumenti normativi (per es. hard/soft law, operational standards, guidelines, etc.) che possono meglio assicurare l’efficacia delle norme e delle procedure internazionali? Quale è il ruolo delle corti internazionali, anche alla luce della decisione al-Mahdi della Corte penale internazionale?

Sessione II – LE “PRATICHE” DI TUTELA: PUNTI DEBOLI E PUNTI DI FORZA

Chair: Fabrizio Parrulli, Generale di Brigata, Comandante del Nucleo di Tutela del patrimonio culturale dell’Arma dei Carabinieri- TPC

Moderator: Tiziana Coccoluto, Magistrato, Vice-Capo di Gabinetto Vicario del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo

La sessione intende mettere in evidenza le migliori modalità operative per la tutela, anche preventiva, del patrimonio culturale. Particolare attenzione è posta alle pratiche investigative e alle forme di intelligence, all’uso di database e altri strumenti informatici, alle migliori tecniche conservative.

Ogni relatore si soffermerà sulle seguenti domande: quali azioni concrete sono intraprese per la tutela del patrimonio culturale e con quali strumenti? Quali sono le migliore tecniche e soluzioni organizzative e procedurali per la prevenzione e il contrasto del traffico illecito di beni culturali? Come raccogliere in modo efficace i dati e le informazioni? Quali sono le migliori forme di cooperazione internazionale? Quali sono le maggiori difficoltà che si incontrano? Qual è il ruolo delle autorità che debbono contrastare i reati contro il patrimonio culturale nel sensibilizzare la collettività?

Sessione III – LA FORMAZIONE: QUALI MODELLI?

Chair: Francesco Scoppola, Direttore generale Educazione e ricerca, Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo

Moderator: Maria Luisa Catoni, Professore di Storia dell’arte antica e di archeologia, Direttore della Scuola dei beni e delle attività culturali e del turismo

La sessione ha l’obiettivo di ricostruire i modelli formativi nel settore del patrimonio culturale, valutandone i pro e i contro in termini sia di soluzioni istituzionali, sia di risorse umane e finanziarie. L’obiettivo è verificare il ruolo del patrimonio culturale nel sistema formativo dei diversi Paesi, a tutti i livelli (dalla scuola alla specializzazione professionale).

Ogni relatore si soffermerà sulle seguenti domande: quali modelli di formazione sviluppare per assicurare un futuro al patrimonio culturale dell’umanità? Quale ruolo deve avere il patrimonio culturale nei diversi cicli formativi? Quali competenze e professionalità sono necessarie nell’ambito della tutela, della gestione e della valorizzazione del patrimonio culturale? Quali forme di cooperazione internazionale vanno messe in atto nel campo della educazione e della formazione in materia di patrimonio culturale?

I superdirettori dell’arte italiana

Daniela Porro al Museo nazionale romano; Simone Verde al Complesso monumentale della Pilotta a Parma; Filippo Maria Gambari al Museo della Civiltà di Roma; Valentino Nizzo al Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia a Roma; Andreina Contessa al Museo storico e il Parco del Castello di Miramare a Trieste; Adele Campanelli al Parco archeologico dei Campi Flegrei a Napoli; Rita Paris al Parco archeologico dell’Appia antica a Roma; Francesco Sirano al Parco archeologico di Ercolano a Napoli; Fabrizio Delussu prima nominato al Parco Archeologico di Ostia è stato recentemente sostituito; Andrea Bruciati a Villa Adriana e Villa d’Este a Tivoli, forse la scelta più discussa nel panorama.

Andrea Bruciati

Questi sono tutti i nomi dei nuovi superdirettori del Mibact. Sei dei nuovi direttori sono archeologi e quattro storici dell’arte, mentre sei, tre funzionari e tre dirigenti, provengono dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo.

Si tratta della seconda fase della riforma Franceschini avviata tre anni fa, che come tutte le riforme è stata accompagnata da numerose polemiche. La diatriba si è accesa un mese fa all’indomani delle nomine, ma dopo quattro settimane ancora non sembra essersi placata. Su tutte come anticipato, la nomina di Andrea Bruciati, curatore e storico dell’arte già direttore di ArtVerona, esperto anzi super esperto nel suo campo, pochino in quello dell’archeologia, dove altrettanti grandi nomi erano in lizza per ricoprire quel ruolo.

C’è chi definisce questa scelta interessante, ma c’è anche chi dice che forse, una volta organizzate due mostre ed utilizzate Villa d’Este e Villa Adriana come gallerie a cielo aperto, Bruciati non saprà più come gestire il suo mandato.

Triste pensare che due siti archeologici di così grande importanza e attrazione vengano ridotti a mera destinazione di gita scolastica, quando potrebbero rendere, 100, 1000 volte di più. E allora senza far troppa polemica ci si augura che le nomine di Franceschini e del suo presidente di commissione Paolo Baratta siano azzeccate e che l’azzardo di collocare un esperto di arte contemporanea alla guida di uno dei siti archeologici più importanti del mondo sia la scelta più giusta.

Il tutto si inserisce in un momento felice per Musei e Parchi Archeologici. Il varo della Legge sull’Art Bonus, le presenze nei nostri spazi e luoghi di pregio ne sono prova.

Ai posteri, quindi, l’ardua sentenza.