Home / Tag Archives: Mies Award

Tag Archives: Mies Award

Mies Award 2015, l’Europa parla italiano

Il premio Mies van der Rohe, istituito nel 1987 dall’omonima fondazione, è divenuto a partire dal 2001 il premio di architettura ufficiale dell’ Unione Europea.

Tra gli obiettivi dichiarati del riconoscimento, leggiamo:

  • to recognise and commend excellence in European architecture in conceptual, social, cultural, technical and constructive terms
  • to highlight the European city as a model for the sustainably smart city, contributing to a sustainable European economy
  • to support Emerging architects and Young Talents, as they start out on their careers
  • to highlight the involvement of the European Union in supporting architecture as an important element that reflects both the diversity of European architectural expression and its role as a unifying element to define a common European culture.

Il premio ha una cadenza biennale e viene assegnato esclusivamente ad architetture realizzate in Europa nei due anni precedenti l’indizione del concorso. Oltre al vincitore, scelto tra un gruppo di finalisti, viene premiato anche uno studio di architettura emergente.

Ad oggi, possiamo riconoscere al Mies award una certa capacità nel comporre giurie all’altezza di un compito così importante, e di individuare professionisti ed opere capaci di sintetizzare un certo atteggiamento europeo nella progettazione in campo architettonico.

In arancione i progetti vincitori delle quattordici edizioni, a partire dal 1988. In nero i finalisti.

 

Benché all’Italia non sia ancora concesso l’onore di ospitare un’opera insignita del premio, la quattordicesima edizione ha dato segnali confortanti. Su cinque opere finaliste due, o meglio una e mezzo, sono italiane: la cantina Antinori, in Val di Pesa, ad opera dello studio italiano Archea Associati; ed il vincitore del Mies van der Rohe award 2015, lo studio Barozzi / Veiga, con la Philharmonic Hall a Szczecin, Polonia.

La Philharmonic Hall a Szczecin, Polonia, di Barozzi / Veiga.

 

Fabrizio Barozzi è originario di Rovereto. Formatosi tra Italia e Spagna – con un’esperienza anche a Parigi – si associa nel 2004 allo spagnolo Alberto Veiga, aprendo Ebv con sede a Barcellona. Quello che, a mio modo di vedere, diverrà ben presto il sodalizio più vicino alla strategia progettuale di un altro grande binomio europeo contemporaneo: Herzog & de Meuron.

Riportiamo di seguito un’efficace commento di Massimo Ferrari:

E’ forse l’aderenza senza riserve all’interpretazione più disincantata e contemporanea del fare architettura una delle cifre più originali del lavoro di Barozzi e Veiga. La capacità di affrontare la professione sempre “in diretta”, se possiamo utilizzare una metafora televisiva, la necessità di riflettere solo a posteriori sui risultati ottenuti cercando di trarne una regola ripetibile, senza la possibilità di rivedere le scelte nel momento preciso nel quale sono state prese perché già assorbite dal sistema network internazionale. L’incertezza come regola di lavoro, la trasformazione veloce tanto dei processi di progettazione quanto delle tecnologie di realizzazione stabilisce, nell’accettazione delle regole proprie, un rapporto stretto solo con le memorie brevi, una storia personale che allinea in un vortice cronologicamente compresso intuizioni felici e risposte dirette che solo la chiarezza e la semplicità di un pensiero autentico riescono a far progredire.

Certamente la presenza di Cino Zucchi come Chair of the Jury Principle, avrà influito nella nomina di Barozzi / Veiga. Ma questo poco ci interessa. Altrettanto certo è che il premio risiederà a Barcellona, ma in fondo anche questo conta poco. Riconosciamo all’Italia mezzo Mies award. Finalmente.