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Who Gives a Funk presenta C.W. Stoneking

Who Gives a Funk non è la classica rassegna di concerti. Uno stile musicale raro, a tratti obliquo e composto da innumerevoli sfumature, vede il progetto meneghino portare in scena artisti per il sostegno a cause benefiche. I risultati ottenuti da chi è al centro di questa iniziativa sono tangibili e rendono Who Gives a Funk (cosa assai rara) un progetto da sostenere.

Il primo concerto lo scorso settembre ha visto esibirsi un’artista come King Charles, ascrivibile al genere musicale Indie Rock, ma sicuramente fuori dai classici risvolti racchiuso in una nostalgia per il rock che fu. Una notte particolare quella dello scorso 13 settembre presso Garage Italia di Milano. Subito dopo il sold-out di settembre l’organizzazione di Who Gives a Funk è passata subito all’azione finanziando un’operazione chirurgica innovativa, in una clinica austriaca per (Luchia), una ventenne affetta da una grave forma di tetraparesi.

  Non nobis solum nati sumus – Non solo per noi stessi stiamo nati.
(Marco Tullio Cicerone)

Una frase limpida che racchiude l’essenza di un progetto come Who Gives A Funk, il quale unisce alla musica l’esperienza diretta di chi verrà sostenuto nella sua sfida. Un progetto che trasla le energie positive e gli attimi di musica ai luoghi e alle persone che stanno vivendo la sofferenza. Un progetto nato da tre ragazze per non disperdere la bellezza della musica e dar ritmo ad altre sfide.

Il 13 dicembre al Nombre de vin a Milano, per il II appuntamento di Who Gives a Funk, si esibirà è CW Stoneking. Cantante e polistrumentista dalle sonorità blues e country blues. Australiano e blues-singer di vecchio stampo, unisce sapientemente il blues a sensazioni che riportano a mondi lontani. Un blues quasi archetipo, impregnato di whisky che non cade nella trappola della mera nostalgica, ma approda a nuove sonorità. Special Guest della serata sarà la gitana e travolgente Sierra Ferrell.

Who Gives a Funk Milano Live Concert

I fondi raccolti dalla vendita dei biglietti saranno devoluti al Progetto “Laboratorio Teatrale”. Il progetto selezionato da Who Gives a Funk è un percorso multisensoriale di Clown Terapia che attraverso  la musica, la diffusione di colori, le manipolazioni di materiali, le esperienze tattili e visive e attraverso la narrazione di una storia ben definita recitata dagli operatori mediante un copione teatrale, operativo almeno una volta alla settimana per due ore circa, per dieci mesi all’anno, coinvolge dieci bambini per volta.

La Missione è quella di rendere migliore, attraverso il sorriso, la qualità di vita dei bambini durante la loro degenza in ospedale. Il senso del percorso è generare nei bambini un senso di sicurezza, che nasce dalla ripetitività di semplici gesti e di momenti quotidiani. L’altro obiettivo è di stimolare un’interazione, modulando il racconto della storia ed il percorso sensoriale in base alle risposte che di volta in volta arrivano dai bambini.

Non lasciate che le vostre giornate passino senza musica. Non spendete una vita senza lasciare una traccia di bene a questo.

Il ritorno dei Metallica in Europa nel 2019

I Metallica hanno rilasciato i dettagli del prossimo tour europeo 2019, incluso il concerto a Milano.

Le icone del Metal saranno supportate dalle band di appoggio Ghost e Bokassa, che sono stati precedentemente descritti dal batterista Lars Ulrich come la sua “band preferita”.  Nel frattempo è uscita l’indiscrezione sulla data di vendita dei biglietti incomincerà venerdì 28 settembre. Ma, vi sono importanti novità per i fans storici.

Infatti i biglietti saranno disponibili in anteprima per il Fan Club a partire dalle ore 10.00 di martedì 25 settembre (per maggiori informazioni cliccare qui), per i possessori di carta American Express a partire dalle ore 10.00 di mercoledì 26 (per 48 ore) e per gli iscritti a MyLiveNation su www.livenation.it a partire dalle ore 10.00 di giovedì 27. La messa in vendita generale partirà invece dalle ore 10.00 di venerdì 28 settembre su www.ticketmaster.it, www.ticketone.it e in tutti i punti vendita autorizzati.

La band ha inoltre annunciato anche il ritorno a Manchester, dopo esser divenuti una delle prime band a suonare alla Manchester Arena dopo la riapertura seguita all’attacco terroristico del 2017. Attacco dove rimasero uccise 22 persone. In quell’occasione suonarono il celebre brano simbolo degli Oasis ‘Do not Look Back In Anger, che è divenuto un inno di resistenza e forza all’indomani dell’attacco.

L’acquisto dei ticket del concerto garantirà una copia fisica in edizione standard dell’album Hardwire…To Self-Destruct  o una copia digitale del disco (a discrezione del consumatore). Ancora una volta tutti i biglietti includeranno lo scaricamento gratuito in MP3 dello show a cui si è partecipato, mixato e masterizzato dal team dietro la creazione di Hardwired…To Self-Destruct. Per scaricare l’audio dello show basta scannerizzare o inserire il barcode contenuto nel biglietto su LiveMetallica.com/scan.

Rigenerazione urbana e beni comuni – SIBEC a Milano

“Rigenerazione urbana e beni comuni” è un workshop di due giorni organizzato da SIBEC – Scuola Italiana Beni Comuni che si terrà il 14 e il 15 giugno 2018 presso il Politecnico di Milano, entrambi i giorni dalle 9:00 alle 19:00.

SIBEC è dedicata a tutti coloro che sono interessati alla gestione sostenibile e condivisa dei beni comuni.

Gli obiettivi della scuola:
• Analizzare gli elementi teorici e definitori dei beni comuni e dell’amministrazione condivisa;
•Studiare casi studio e buone prassi di gestione di beni comuni locali;
•Visitare realtà sul campo;
• Proporre strumenti concreti, condividere soluzioni efficaci e replicabili sui territori locali, disegnare insieme nuovi scenari di sviluppo.

Il programma

Giovedì 14 Giugno dalle 9.30 alle 18.00 presso il Politecnico di Milano

Beni Comuni e principi dell’amministrazione condivisa – Fabio Giglioni (Labsus)

Potenzialità imprenditoriali dei Beni Comuni – Gianluca Salvatori (Euricse)

Venerdì 15 Giugno dalle 9.00 alle 17.30

I beni comuni in pratica – Gabriele Pasqui (Politecnico di Milano)

Visita sul campo: Mercato Lorenteggio con Francesca Santaniello (InPatto Locale) in collaborazione con Dynamoscopio

I docenti

Fabio Giglioni è professore di Diritto Amministrativo dell’Università La Sapienza, è tra i fondatori di Labsus, di cui, oltre ad essere caporedattore della sezione diritto, è stato anche vicepresidente negli ultimi 4 anni. Si occupa di amministrazione condivisa da tempo, è uno dei più autorevoli esperti in tema di regolamento per l’amministrazione condivisa e di applicazione dei patti di collaborazione, di cui segue l’evoluzione giurisprudenziale.
Gianluca Salvatori è amministratore delegato di Euricse dal 2009. Esperto del sistema delle cooperative, negli ultimi venti anni ha operato nel campo dell’innovazione sociale da diversi fronti e con vari approcci, accumulando una discreta esperienza pratica e teorica.
Gabriele Pasqui è Direttore del Dipartimento di Architettura e Studi Urbani del Politecnico di Milano, Professore Ordinario nell’area disciplinare di Tecnica e Pianificazione Urbanistica, si occupa da sempre di urbanistica e sostenibilità sociale, temi di cui ha scritto in numerosi libri e articoli.
Francesca Santaniello è specializzata in politiche urbane, ha lavorato nel campo della ricerca e della consulenza strategica in progetti di rigenerazione di territori fragili, con attenzione ai temi dell’abitare e del coinvolgimento di soggetti di natura diversa. Ha esperienze sul territorio sia in Italia che negli USA ed è fondatrice di InPatto Locale, una giovane impresa che promuove un approccio inedito e sperimentale alla progettazione del territorio.

Termine per le iscrizioni: 8 giugno.
Tutte le informazioni su costo, modalità e facilitazioni su: http://sibec.eu/milano/

AllDaYeZers – Alla scoperta di Yezers

Questa settimana Mila no avrà la possibilità di andare a conoscere “Yezers – la Startup di Due Generazioni”! Per molti l’incontro con dei giovani ragazzi potrebbe essere una scoperta.

Yezers è la prima startup (al mondo, dicono i fondatori) che entra in politica. Mette insieme due generazioni, la Y e la Z (cioè Millennial e diciottenni) per avvicinarli alla res publica e dar loro voce. E in effetti è composta da persone con un’età media che va dai 23 ai 26 anni.

Una realtà che segue in parte i precedenti italiani di attivazione e partecipazione della cittadinanza dal basso, ma con la forte attenzione alla competenza dei suoi membri e alla creazione di policy universali e accademicamente valide. Un progetto teso a richiamare le generazioni cancellate, dalla burocrazia e politica europea e italiana, al suo ruolo di protagonista del dibattito e dei mutamenti.

Per questo sabato 19 maggio, dalle 9.00 alle 18.00 presso il Starhotels Business Palace di Milano si metterà in gioco l’intera squadra di Yezers un dinamico progetto italiano, nato dall’idea di cambiamento attivo della società. Un cambiamento consapevole e figlio di una rinnovata partecipazione giovanile alla vita pubblica e agli ambiti decisionali.

Nel corso della giornata verranno presentati i risulta dei Team di Ricerca. Durante la giornata verranno presentati ospiti appartenenti a istituzioni, think tank e delle Generazioni Y e Z.

Da anni, le future Generazioni sono scomparse dal dibattito pubblico. A “Yezers – la Startup di Due Generazioni”, vogliamo impegnarci per riportare gli Y e gli Z al centro della politica.

A.Profiles al Salone Satellite

Cinque giovani architetti in mostra al Salone Satellite, l’evento dedicato ai giovani under 35, che accompagna il Salone Del Mobile di Milano, in partenza il prossimo 17 aprile.

In mostra al Salone Satellite 2018, troveremo la linea di living room furniture ideata da A.Profiles, il cui concept è il recupero dei profilati metallici provenienti da strutture dismesse e applicati al design, accostati a materiali di pregio come l’ottone, la noce nazionale e tessuti con elevati livelli di resistenza all’usura. Il risultato è una linea di prodotti dal forte rigore geometrico, con un attento accostamento di materiali. Tutti i prodotti realizzati dal Team testimoniano come la ricerca tecnica e la sperimentazione possano produrre risultati estetici esclusivi.

a.profiles salone del Mobile

Il team di A.Profiles è stato selezionato, tra migliaia di giovani aspiranti designer, per esporre al Salone Satellite, l’evento dedicato gli under 35, che accompagna il Salone del Mobile di Milano. Tra i giovani selezionati a prendere parte a questa importante manifestazione, A. Profiles si distingue per essere l’unico Team composto esclusivamente da architetti. Ciò che li caratterizza è ideare oggetti unici e personalizzabili, grazie a una produzione artigianale interamente made in Italy.

La mission principale dei cinque giovani architetti, Luca Caprioli, Ludovica Ferrari, Domizia Picalarga, Teresa Rossini, Eleonora Vitellozzi, è l’innovazione: “il desing – dicono – si adatterà alla tecnologia circostante semplificando le forme in modo tale da essere attento sia alla funzione che all’estetica. Nel futuro speriamo che l’artigianato possa trovare spazio per nuove produzioni su piccola scala: la conoscenza del passato custodita dagli artigiani può entrare nel futuro in modo democratico”.

Viaggio noir fra i monumenti e l’arte cimiteriale di Milano

La guida turistica Valeria Celsi organizza tour fra i luoghi meno conosciuti del Capoluogo lombardo

C’è un angolo di Milano sconosciuto ai più, dove è possibile scoprire storie noir e paesaggi misteriosi, un viaggio insolito fra l’arte cimiteriale e i luoghi dove riposano i defunti. Per la verità tanti sono i cimiteri in giro per l’Italia, ognuno con le sue vicende e i suoi aneddoti, ma non tutti sanno che essi raccolgono opere artistiche di sopraffina qualità. Dal Monumentale di Milano, al Verano di Roma, da quello di Sassari a quello di Vigevano (l’unico senza una facciata, dove la parte antica è stata inglobata da quelle successive). Tutti luoghi dove poter respirare storie di vite vissute, stranezze e curiosità, con un tocco di ironia per nulla cupa. A fare da tramite – o meglio da guida – è Valeria Celsi, titolare del blog ‘Percorsi d’arte funeraria’. “Sono visite abbastanza diverse – racconta – vanno dalle storie sui fantasmi alla cronaca nera, dalla peste ai templari. Il Monumentale è un cimitero che conosco bene perché è lì che ho svolto il servizio civile. Sono visite generiche per chi non lo ha mai visto. O più specifiche, basate su tematiche che riguardano la moda. Ci sono infatti tombe con immagini di uomini o donne dell’800”. È grazie a questi monumenti che possiamo vedere il vestiario dell’epoca, capire l’importanza di una famiglia dalla maestosità della tomba, o anche il peso artistico dei monumenti anonimi, circondati da un alone di mistero.

 

 

“Mi piace scoprire la storia di qualsiasi persona dalla tomba”, aggiunge Celsi. “Spesso riesco a capire chi erano, facendo anche delle ricerche dall’anno di morte di una persona. Per me i cimiteri sono come un libro”. Le famiglie ricche infatti amavamo mostrare il loro status sociale non soltanto in vita, ma anche da morti tanto da ingaggiare artisti – anche famosi – per costruire imponenti tombe. Monumenti spesso usati come vetrina, dove gli artisti apponevano la propria sigla sulla lapide. Una netta differenza rispetto a oggi, dove le tombe sono anonime e tutte uguali e le grandi città si fanno concorrenza nel gioco “dimentica” il morto. Una partita di sicuro a cui non partecipano i piccoli centri, ancorati alle vecchie tradizioni e ai ricordi dei cari scomparsi. Purtroppo, come sottolinea la Celsi, a partire dalla II Guerra Mondiale l’arte funeraria è considerata molto meno, quasi non esiste più. “Se all’inizio c’era stato un avvicinamento verso la morte, oggi ci siamo staccati”, dice la guida turistica. “Si va meno al cimitero per pregare, si portano meno fiori. Nei paesi è diverso, a Milano, parlo per esperienza personale, questa abitudine è meno sentita. Al cimitero si va giusto nel periodo dei morti. Ma, ad esempio, questo a Vigevano è più sentito. Pensiamo che ci sono alcune famiglie che pagano i fioristi esterni per mantenere i fiori delle tombe e pulire le lapidi, poi magari loro vengono 1 volta ogni 3 anni a trovare i propri cari morti”. Dunque, per un itinerario insolito, ma dal volto affascinante, è possibile seguire Valeria Celsi fra i suoi innumerevoli tour, a cominciare da quello al Monumentale di Milano ‘casa eterna’ di personaggi famosi come Alessandro Manzoni, Dario Fò, Filippo Tommaso Marinetti, Arturo Toscanini, Alda Merini solo per citare alcuni. Non resta che mettersi in cammino.

Commodore 64 Day. Intervista a Diego K. Pierini

Il Commodore 64 è un oggetto mitico, la console di ieri ma soprattutto di domani. Abbiamo intervistato Diego K. Pierini che insieme a Emanuele Martorelli ha ideato, concepito e diretto l’evento che celebra questo oggetto meravigliosamente nerd, il C64Day- Previsioni sull’oggi da un computer di ieri.

Apparso sul mercato nel 1982, il Commodore 64 ha segnato l’immaginario collettivo di diverse generazioni. Su questa macchina è stata concepita una moderna idea di musica, software e videogioco, per non parlare delle esperienze cinematografiche e letterarie. Un home computer dove sperimentare un’idea diversa di presente. Una scatola a prezzi modici su cui si è immaginato qualche tipo di futuro, con una spinta in prospettiva tanto forte da vantare una scena ancora attiva.

Abbiamo intervistato Diego K. Pierini che insieme ad Emanuele Martorelli ha deciso di celebrare il Commodore 64 organizzando il Commodore 64 Day. Al Santeria Social Club di Milano, scrittori, giornalisti e musicisti interverranno per raccontare come questo computer abbia segnato l’approccio con il proprio lavoro attraverso incontri, performance e proiezioni, in un evento tra live set e narrazione. Il c64 day è un ponte tra passato e presente, una riflessione sull’oggi attraverso una macchina di ieri. Che ha insegnato a superare in maniera creativa i propri limiti, nell’alt(R)a qualità degli 8bit.

-Il tuo primo approccio al Commodore 64 e il ricordo più caro che leghi a questo oggetto?

Giunto chiaramente alla fase declinante dell’esistenza, le mie memorie sono confuse – e piuttosto spixellate – si sovrappongono, però, alcuni flash: cene da amici di famiglia i cui figli mi facevano sbavare mostrandomi cubettosi giochi di calcio cui non avrei giocato perché il joystick era puntualmente rotto, scatole di scarpe piene di nastri copiati e afrore residuo di calzino adolescenziale. Una parabola piuttosto esemplare della vita: grandi aspettative, legge di Murphy, un bel po’ di cattivi odori.

-In che modo il Commodore 64 ha segnato il tuo lavoro/la tua creatività?

La weltanschauung a 8 bit, fatta di contenuti grezzi e un po’ naif da completare con un ponderoso sforzo immaginativo, ha segnato inesorabilmente il mio percorso, sia nella sfera creativa – che è un ticchettante crogiolo pop e melanconico in cui mi perdo come un’allodola dietro lucine e colori fluo – sia in quella più strettamente lavorativa, dato che sono finito a tradurre videogiochi e masticare linguaggi digitali e affini. Ma soprattutto nella sfera erotica, che è rimasta inchiodata a un rapporto diadico col joystick.

-Come hai scoperto di avere questa passione in comune con Emanuele Martorelli ideatore dell’evento e insieme a te direttore artistico del C64Day?

Ci siamo conosciuti alla presentazione del mio ultimo libro, “Vite infinite”, testo pop semiserio sulla parabola di giochi e giocatori, dove Emanuele, che il Commodore l’ha vissuto in modo più artisticamente produttivo rispetto a me, aveva l’ingrato compito trasformare una conversazione potenzialmente dedicata solo a Bionic Commando e alla semiotica della spada laser in qualcosa di più interessante. C’è riuscito, ricorrendo anche a tecniche di comunicazione evolute quali lo spegnimento del microfono.

-Come è stato organizzare questa giornata, come è nata l’idea?

 Un giorno Emanuele mi invita a pranzo e mi dice di aver avuto una visione: un evento che parli della contemporaneità, ma dedicato al Commodore 64. L’idea pare bislacca, ma c’è del genio: mi lascio coinvolgere con entusiasmo. Dopo un paio d’ore di brainstorming, ci è esploso tutto in mano: temi, nomi, spunti, scintille. Ci siamo guardati pensando che forse stavamo esagerando e… no, non è vero: non l’abbiamo pensato neanche per un minuto. Va da sé, le settimane seguenti sono state un complicatissimo andirivieni di telefonate, bozze di scaletta, qualche porta chiusa in faccia. Ma noi ci siamo fatti le ossa aspettando i caricamenti del Commodore, quindi altro che zen.

-Come penseremo al C64 Day nel futuro?

In quelle tecnologie passate c’è in primis una visione della realtà creativa, un flusso di pensiero, tecniche di espressione inesplorate: non vogliamo solo analizzare, tantomeno ricordare. Vogliamo lanciare una sfida: recuperarne lo stupore, l’amore per il superamento degli argini, per l’invenzione dove pare non essercene. Quindi la speranza è che questo evento metta in moto nuove esperienze creative che riscrivano lo spazio di cui parlare in una manifestazione futura. Forse non sarà più C64. E forse neanche Day.

 

INFO EVENTO

La giornata:

 Il C64Day è un evento che tenta di ricollegare passato e presente interrogandosi sul futuro. Dalle ore 15.00 autori, musicisti, giornalisti e addetti ai lavori si alterneranno offrendo testimonianze dirette sul proprio lavoro con incontri, performance e proiezioni. Una lente di ingrandimento su un’invenzione che ha stimolato per anni la creatività del pubblico, e ancora non del tutto esaurita. A celebrare una spinta dal basso durata quattro decadi che ha visto coinvolti milioni di utenti nella creazione appassionata di una qualche idea.

Dove:

Santeria Social Club.  Una grande piazza indoor, una factory creativa, lo spazio di viale Toscana 31 si inserisce nel piano di rilancio delle aree di interesse culturale e sociale voluto dal Comune di Milano. SSC è un modello unico di intrattenimento, impresa e lavoro, con altissime finalità produttive, culturali e ricreative, per tutta la città.

Intervengono:

Rocco Tanica –tastierista, scrittore, conduttore televisivo
Makkox – fumettista, autore (Propaganda Live, La7),
Kenobit – alias Fabio Bortolotti, musicista chiptune e organizzatore eventi tra Italia ed estero

Matteo Bittanti – scrittore, docente, giornalista (Rolling Stone, Wired, curatore della collana Ludologica)
Emilio Cozzi – giornalista e autore (Wired, Rolling Stone, Il Sole 24 Ore)
Federico Ercole – “il Manifesto”, curatore “Alias”
Andrea Minini Saldini – direttore IGN Italia, ex direttore “Giochi per il Mio Computer”
Lorenzo Fantoni – Fondatore di “N3rdcore”, collaboratore de “La Stampa” e “Wired”
Carlo Santagostino – Fondatore di Retrocampus, ex redattore di Zzap! e The Games Machine
Bonaventura Di Bello – blogger, programmatore, ex direttore Zzap! e The Games Machine
Paolo Tortiglione – compositore informatico, docente di Film Composing al Cons. Giuseppe Verdi di Milano
Diego K. Pierini – Scrittore e autore televisivo
Emanuele Martorelli – scrittore, musicista, giornalista (starmale.net, Fatto Quotidiano, Vice Italia)
Retroedicola Videoludica – associazione di divulgazione della cultura del videogioco

Durante l’evento sarà possibile utilizzare il THEC64® Mini sviluppato da Retro Games Ltd e distribuito da Koch Media, la console in miniatura che segna il ritorno di un’icona.

C64 DAY

Idea&Concept: Emanuele Martorelli

Direz. Artistica: Emanuele Martorelli e Diego K. Pierini

 

 

 

 

Gli Arctic Monkeys annunciano due concerti in Italia

Sono passati ben quattro anni dall’ultima apparizione in pubblico per la band più seguita d’oltremanica. Gli Arctic Monkeys hanno annunciato il loto ritorno in Italia. Nome di spicco del post punk revival si esibiranno il 26 maggio al Roma Summer Fest, il nuovo Festival dell’Auditorium Parco della Musica, nella Cavea che per la prima volta avrà un parterre con soli posti in piedi, e il 4 giugno a Milano, al Mediolanum Forum.

Parliamoci chiaro, esulando dal valore tecnico, gli Arctic Monkeys sono i 5 Stelle della musica. Infatti, il gruppo è spesso citato come esempio di band emersa dal web, una delle primissime emerse in questo modo, in questo senso essi hanno plasmato la possibilità di un cambiamento nel modo in cui i gruppi ottengono attenzioni e promuovono la loro musica. Il grosso del lavoro su internet è stato fatto dai loro amici e fan, mentre il gruppo si è limitato a dare gratuitamente dei demo ai loro concerti. Una mossa che li ha resi celebri e li ha portati nell’olimpo della sfera musicale indie rock, anche se successivamente ha cambiato nettamente stile ad ogni album, un tratto distintivo della band.

AM, l’ultimo album della band, è uscito nel 2013, è stato l’album che ha emancipato la formazione dai perenni e nostalgici accostamenti con il Brit Pop.  L’ultima volta che li vidi dal vivo fecero saltare per ore ed ore Rock in Roma a Capannelle.

La notizia del nuovo tour, e conseguente album, è arrivata da una fonte inaspettata, il magazine di moto For the Ride, che ha scattato alcune foto al bassista Nick O’Malley “il giorno prima dell’inizio delle registrazioni del sesto disco, iniziate in una location segreta a settembre”.

Special guest di Arctic Monkeys sarà l’australiano Cameron Avery, l’ultima volta erano stati i The Vaccines ad accompagnarli. Ma, ne varrà comunque la pena. A produrre sarà Live Nation Italia.

Ricordiamo che sia i biglietti per il concerto di Roma che quelli per il concerto di Milano saranno in vendita dalle ore 10 di venerdì 9 marzo: quelli per la data romana potranno essere acquistati su Ticketone, quelli per la data milanese su Ticketone e Ticketmaster. Sempre dalle ore 10 di venerdì 9 i biglietti saranno disponibili anche presso tutti i punti vendita autorizzati.

10 Cities 10 Views, European showcase of social innovation policies a Milano

10 Cities 10 Views – European showcase of social innovation policies

presso Milano Luiss Hub Via Massimo D’Azeglio, 3,

Evento in lingua inglese. Partecipazione solo tramite registrazione al link in fondo all’articolo.
Evento inserito nell’ambito dell’attività dell’attività di promozione di innovazione sociale BoostInno, una rete URBACT di 10 città dell’UE e 1 osservatore non UE (Lviv dall’Ucraina) che lavora per migliorare o creare gli ecosistemi, che stimola, promuove e sviluppa l’innovazione sociale. La rete sta consentendo alle Amministrazioni di svolgere un nuovo ruolo di richiamo pubblico e broker / facilitatori di attività / progetti / politiche di innovazione sociale, guidando l’innovazione sociale all’interno, all’esterno e all’esterno del settore pubblico. 

In che modo le città stimolano l’innovazione sociale? Quali sono le strategie e le politiche emergenti?
Le città stanno sviluppando strategie che possono trarre ispirazione da altri contesti, ma sono uniche e specifiche come la città stessa.
L’obiettivo del progetto europeo BoostInno è di collegare le città in modo che ciascuno possa sviluppare un piano d’azione integrato per l’innovazione sociale.
Questo evento è un’occasione rara per conoscere 10 diversi approcci. Durante la serata, ogni città presenterà a breve la sua strategia per consentire una panoramica europea. I rappresentanti delle città saranno quindi disponibili per lo scambio di informazioni e la rete con gli altri membri e il pubblico in generale.

PROGRAMMA DELL’EVENTO 10 Cities 10 Views:
17:30 Benvenuto da Cristina Tajani
17:40 Panoramica della rete BoostInno – Peter Wolkowinski
18:00 Brevi presentazioni da 10 città
Danzica – Polonia
Wroclaw – Polonia
Baia mare – Romania
Milano – Italia
Torino – Italia
Barcellona, Spagna
Braga – Portogallo
Parigi – Francia
Strasburgo – Francia
Länsstyrelsen Skane – Svezia
18.40 Zoe Romano presenta wemake.cc / digitalsocial.eu
18:45 Ezio Manzini sull’innovazione sociale e il fare città
19:20 Cena a buffet interattiva con le città partner di BoostInno

Link all’evento:

https://www.facebook.com/events/167316153998316/

Link per la registrazione all’evento:

https://www.eventbrite.it/e/biglietti-10-cities-10-views-european-showcase-of-social-innovation-policies-41419091618

Il Fuorisalone, tutto quello che succede fuori da salone del mobile

 

“Il Design è uno Stato a sé. E Milano è la sua capitale”, ecco il motto dell’edizione 2017 del Salone del Mobile di Milano.

La fiera di Rho si trasforma nel più grande palcoscenico di design al mondo e la città di Milano la accompagna con performance, mostre ed eventi creati ad hoc per tutte le persone che giungono da ogni dove.

Decine e decine di eventi d’arte e design nel Fuorisalone http://fuorisalone.it/2017/ che

non va inteso come un evento fieristico, non ha un’organizzazione centrale e non è gestito da un singolo organo istituzionale: è nato spontaneamente nei primi anni ’80 dalla volontà di aziende attive nel settore dell’arredamento e del design industriale. Attualmente vede un’espansione a molti settori affini, tra cui automotive, tecnologia, telecomunicazioni, arte, moda e food. . Il design approcciandosi ad altri settori, uscendo dai suoi spazi ufficiali, diventa accessibile a tutti grazie all’utilizzo di strumenti e servizi studiati su misura.

Per Fuorisalone si intende l’insieme degli eventi distribuiti in diverse zone di Milano che avvengono in corrispondenza del Salone Internazionale del Mobile.

Oggi è l’ultimo giorno di una sei giorni che ha visto organizzarsi e prender vita 1498 iniziative divise su 13 percorsi distribuiti in diversi settori, dal design all’arte.

Tra gli altri eventi da non perdere c’è l’ Isola Design District. All’ombra del vosco verticale è la novità assoluta del FuoriSalone 2017, un progetto di marketing territoriale dove sono coinvolte oltre ai designer le attività commerciali, gli artigiani e i ristoranti della zona. The Essential Taste of Design è invece l’evento, che si svolge nel Castello Ovest di piazza Venezia, sviluppato intorno al tema del cibo in collaborazione con Matteo Ragni Studio ed Essent’ial. In mostra progetti legati al pane, taglieri d’autore e posate per la tavola. Il circuito propone anche un percorso food&wine e un tour gratuito dei aplazzi liberty dell’area.

Il Moleskine Movin Ideas è l’iniziativa che vede la presentazione di uno zaino concepito da Bradley Theodore insieme a Moleskine. Bradley Theodore è uno street artist di origini caraibiche basato a New York. E’ attratto e ispirato dal mondo della moda, famoso per il suo progetto di street art dedicato a due icone della moda: Anna Wintour e Karl Lagerfeld. I volti dei suoi personaggi, trasformati in amabili e cortesi teschi, scheletrici e variopinti, sono ritratti con pennellate rapide che disegnano linee apparentemente imprecise, di sapore vagamente espressionista, dove a predominare sono i colori e le combinazioni di tinte pastello.

Bradley Theodore

Claudio Luti, Ceo di Kartell definisce il Fuorisalone “un evento che abbraccia l’intera città, trasformandola in una vetrina dove la condivisione con la realtà metropolitana permette anche la contaminazione con altri mondi”. Dunque Arte, Moda e Food accompagnano i percorsi della cultura milanese nel Fuorisalone, l’evento nell’evento più atteso del design.