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Le 20 tendenze primavera estate 2017

Per qualche motivo abbiamo deciso che è quasi estate. Guardiamo i cappotti invernali con disprezzo, andiamo a pranzo al mare, ci siamo persino messi a dieta pensando che la prova costume sia imminente. È febbraio. Le previsioni del tempo consigliano di andare a sciare la prima settimana di marzo. Eppure forse convinti da qualche momentaneo grado in più di temperatura, forse per autoconvincimento, abbiamo tirato fuori rennini e giubbotti di pelle primaverili.

Dopo la fine dei saldi i negozi sono un tripudio di rosa confetto e azzurro bebè, camicie con le maniche a sbuffo e magliettine a righe. Mentre rovisti tra gli ultimi stand disordinati e sovraffollati di quello che rimane degli sconti invernali, l’occhio cade sempre su un vestitino in cotone giallo limone della nuova collezione. Il pensiero va a colazioni sull’erba e gite fuori porta. È sempre troppo tardi quando vieni inzuppato dalla pioggia improvvisa e te lo ricordi: è Febbraio.

Così torni a casa con il tuo pacchetto. Non lo togli nemmeno dalla busta perché ti rendi conto che tra maglioni di lana e pantaloni di fustagno stonerebbe.

Ma se anche volessimo assecondare l’aria del momento e comprare qualcosa della prima collezione estiva arrivata nei negozi, cosa dovremmo scegliere? Le passerelle di New York hanno appena aperto le settimane delle sfilate ma quella che vediamo è la moda dell’ autunno inverno 2017-2018. Le collezioni per la prossima primavera estate sono state presentate lo scorso autunno, quando il solo vedere modelle con abiti senza maniche faceva venire freddo.

Per rinfrescare un po’ la memoria ecco le 20 tendenze primavera estate 2017 da andare a ricercare negli stand per poter dire tra qualche mese di aver fatto un ottimo, anticipato, acquisto:

 

  1. Il rosa
    Rosa
    Zara
  2. L’abito total white
    Cos
    Cos
  3. I fiori
    Top Shop
    Top Shop
  4. Il monospalla
  5. Lady Spencer
  6. Il soprabito fantasia
  7. Il turbante
  8. Le ruche
    Zara
    Zara
  9. Spalle tondeZara
  10. L’abito preraffaellita
    Valentino
    Valentino
  11. La mini metal
  12. Il giubbotto di Jeans
    H&M
    H&M
  13. Il blouson da paracadutista
    Top shop
    Top shop
  14. Il blouson da collegiale
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  15. Il top baiadera
  16. La paglia
  17. Il viola
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  18. Gioielli tra i capelli
    Dolce e Gabbana
    Dolce e Gabbana
  19. Reggiseno a vista
  20. Ufficiale gentiluomo
    Zadig e Voltaire
    Zadig e Voltaire

 

 

I look più discussi del Festival di Sanremo 2017

Diletta Leotta, Marica Pellegrinelli, Tina Kunakey Di Vita e tutti gli altri look del festival di Sanremo 2017. Ecco di cosa si è sparlato.

Protagonista di Sanremo è la canzone italiana. Vero, ma non del tutto. Perché Sanremo è Sanremo ma è anche Festival. C’è nel nome quel 50% di popolarità e italianità, tra la storia della tv e l’argomento da parrucchiere. Per una settimana, in alternativa al tempo, chi non ha niente da dirsi può parlare o sparlare di questo. Dai fan irriducibili che fanno a gara per ricordare i vincitori di tutte le passate edizioni, agli integralisti dilaniati dalla polemica sulla presenza di Greta Menchi in giuria con Moroder fino ai nostalgici dei fiori sulla scalinata. Ma il bello di Sanremo è che in quanto festival dà da parlare anche a chi non ha sentito mai neanche una canzone. Ci sono innanzitutto ospiti e vestiti.

Destava perplessità la scelta di Carlo Conti di non avere una valletta in questa edizione 2017. Affiancato da Maria De Filippi che, per di più, non voleva fare la scalinata. La co-conduttrice il punto però l’ha colto: “Sanremo rimarrà Sanremo anche senza che io faccia le scale”. L’importante infatti era che da quei gradini scendesse ogni sera qualcuno con dei vestiti da commentare.

Di parlare dei look di Maria De Filippi ci si è presto stancati. Una Maria in abiti meringa versione Antonella Clerici del Sanremo che fu sarebbe stata una caricatura peggiore di lei con i dentoni finti nella seconda serata del festival. Ognuno deve fare il suo. È entrata nelle case degli italiani dal Teatro Ariston, senza rubare la scena a nessuno, con la sua solita tranquilla pacatezza, occhiali da vista sul naso, stile non gridato ma studiato, da donna ‘tosta’, di sostanza e non di apparenza, che si riflette anche nella scelta dell’abito della prima serata. Lungo, nero, composto da gilet in raso scollato a V, decorato con file di paillettes e jais, e gonna lunga, velata ma non troppo. L’abito del debutto e gli altri quattro capi che Maria De Filippi ha indossato durante il festival, sono firmati da Riccardo Tisci, da pochi giorni dimissionario dalla direzione creativa di Givenchy, che ha guidato per 12 anni. Sobria, quasi esclusivamente in neutrale nero o bianco ma haute couture.

Maria De Filippi
Maria De Filippi

Nella prima serata a far parlare di sé per abito e spacco di ha pensato Diletta Leotta. Giovanissima e bellissima ma in tanti si chiedevano: “Basta per andare come ospite all’Ariston a fianco di star come Robbie Williams e Keanu Reeves?”. La giornalista sportiva è stata invitata per parlare di cyberbullismo e dell’importanza di difendersi dai bulli e denunciare sempre gli aggressori. Lei stessa è stata una vittima. Alcune sue foto private sono state diffuse in rete senza il suo consenso. Più dell’importanza sociale del messaggio si è parlato del suo vestito. Di rosso vestita con crop top e gonna dallo spacco inguinale, secondo alcuni un po’ troppo provocante per la tematica affrontata. Caterina Balivo ha attaccato pesantemente Diletta. «Non puoi parlare della violazione della privacy con quel vestito e con la mano che cerca di allargare lo spacco della gonna», ha twittato la collega. La conduttrice si è difesa dicendo che non esistono abiti giusti o sbagliati ma che quando si parla conta il messaggio che viene dato. La vicenda successivamente è diventata virale attirando un numero enorme di interessati, è stata oggetto di domande alla conferenza stampa del giorno successivo (“Ci si concentri su ciò che ha detto e non sul vestito” è stata la risposta della De Filippi) e di numerosi Talk Show. Anche questo Sanremo ha avuto il suo abito dello scandalo.

Diletta Leotta
Diletta Leotta

La terza sera tocca a Annabelle Belmondo e Anouchka Delon. Sono la nipote di Jean Paul Belmondo e la figlia di Alain Delon ma a vederle scendere da quella scalinata le avremmo scambiate per la versione sexy delle sorellastre di Cenerentola. Annabelle, nota modella, ha indossato un abito con corpetto in pizzo nero con profondo scollo a V e lunga gonna a balze gialla firmato Alberta Ferretti. Anouchka ha scelto il color corallo, indossando un lungo abito stile impero con drappeggio sul corpetto e strascico di Giambattista Valli.

Annabelle Belmondo e Anouchka Delon
Annabelle Belmondo e Anouchka Delon

Stella della quarta serata è Marica Pellegrinelli. Talmente bella che Maria De Filippi ironicamente lascia il campo con un “ciaone”. Modella conosciuta per le campagne pubblicitarie della Yamamay, mamma di due bambini ma soprattutto moglie di Eros Ramazzotti. Per lei 3 abiti Atelier Versace e gioielli di Pasquale Bruni. Il primo vestito con uno spacco laterale smorzato da una fodera in voile nero e con frange, a trama metallica, sui toni del nero e argento, con applicazioni a tema floreale. Il secondo in verde acqua marina, il terzo nero con profondi spacchi laterali.

Marica Pellegrinelli
Marica Pellegrinelli

Nella serata finale si parla di Tina Kunakey Di Vita, la nuova fidanzata di Vincent Cassel. Nata a Toloda, ha 19 anni, mamma e nonni siciliani ma padre del Togo. Fa la modella e ha 80 mila follower su Instagram. Chioma leonina e abito nero aderente Dsquared2. Scollatura audace. Alcuni dicono che le si sia intravisto il seno. E con questo Sanremo 2017 in quanto a chiacchiere e polemiche di look ha dato davvero tutto. Anche senza vallette.

Tina Kunakey Di Vita
Tina Kunakey Di Vita

Greenery, il colore di moda del 2017

Hanno nomi come blu aereo, corteccia di cedro, pelle di squalo argentato, sono i colori di tendenza secondo Pantone. L’azienda statunitense determina ogni anno le tonalità di moda di ogni stagione analizzando le sfilate durante le fashion week di New York, Londra, Milano e Parigi. Questa volta ci è andata male. Se il mostarda piccante e il rosso aurora erano i must dello scorso autunno inverno e l’estate passata aveva visto il trionfo del rosa quarzo, il 2017 sarà Greenery

“La tonalità viene scelta sulla base delle nostre esperienze concrete. Nel caso del ‘greenery’ abbiamo notato che stilisti come Balenciaga, Gucci, Michael Kors e Prada lo hanno usato per le loro collezioni, mentre le grandi aziende hanno inizato ad usare erba sintetica nei loro uffici”

ha spiegato Leatrice Eiseman, direttore esecutivo del Pantone Color Institute, al New York Times. Il miglior esempio dell’uso di questa tinta nella cultura pop è tuttavia rappresentato dal film “Doctor Strange”: “Il personaggio interpretato da Benedict Cumberbatch indossa un amuleto verde, e quello stesso colore è usato di frequente per gli effetti speciali della pellicola”, ha continuato l’esperta.

green

Letteralmente piante verdi, già dal nome si capisce quale sia l’ispirazione: le foreste, i giardini in fiore, le piante, la menta e il tè verde. Più luminosa dell’army, meno accesa del verde fluo, questa nuance è legata alla speranza e al relax. Un messaggio, quello di Pantone, che vede nella scelta del verde un modo per riappropriarsi in tutti gli ambiti della vita – architettura, design, moda e stile di vita – di una visione più intimamente connessa con il mondo naturale.

greenery

Molto bello in teoria, molto meno in pratica. Colore di per se difficile (“chi di verde si veste di sua beltà si vanta” dicevano le nonne), il colorito invernale non aiuta. In quelle mattine in cui ci svegliamo con le occhiaie e l’incarnato verdognolo smog, il greenery darebbe il colpo di grazia.

Non è propriamente fluo, non è smeraldo, ha una punta di giallo. Ma è tosto da abbinare. Ecco perché, soprattutto nella moda, è stato declinato in modi più o meno accesi. Non va meglio per quanto riguarda il beauty. La scelta di Pantone è infatti totalizzante: Greenery gli abiti ma anche l’arredamento, gli accessori, le pareti di casa, i trucchi. L’ombretto verde notoriamente è off limits per chiunque non abbia gli occhi di Sophia Loren, lo smalto verde mela è quasi un attentato.

Come fare dunque? Basta un tocco. Un accessorio, un singolo capo di abbigliamento da alleggerire con il blu, il bianco o il grigio in inverno o da sdrammatizzare con il fucsia appena la stagione, e l’abbronzatura, lo permetterà.

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Da modella a First Lady. Melania Trump, Carla e Juliana

Melania Trump da modella a First Lady

La stilista di Michelle Obama, Sophie Theallet, ha pubblicato su Twitter una lettera aperta per invitare i suoi colleghi a non vestire Melania Trump. Una ex modella che appena avuta la notizia dell’elezione del marito a presidente degli Stati Uniti, nel cuore della notte, ha aperto l’armadio e ha tirato fuori su due piedi una tuta in seta bianca di Ralph Lauren, siamo sicuri che se ne farà una ragione.

Che piaccia o meno, che si condividano o no le posizioni politiche di Trump, Melanija Knavs per i prossimi 4 anni sarà la First Lady degli Usa. E ovviamente l’attenzione è tutta puntata su di lei. L’ultima mania sui social è il suo sguardo: “Dove ci siamo già visti?”. Ma anche: “Ci conosciamo?”. Oppure: “Non riesco a leggere l’insegna lì in fondo” scrivono gli utenti che ironizzano sul fatto che strizzi spesso gli occhi e tenga le labbra socchiuse. Ma la vera ossessione è il suo passato da modella.

Melania Trump
Melania Trump

È la prima inquilina della Casa Bianca di origini straniere in quasi due secoli di storia americana (l’altra fu la britannica Louisa Adams, moglie John Quincy Adams, presidente dal 1825 al 1829). Nata 46 anni fa in Slovenia, nel piccolo paese di Sevnica, a 16 anni viene scoperta dal fotografo sloveno Stane Jerko a Lubiana, dove studiava design e architettura.

A 18 anni la svolta: Melania Trump viene arruolata a Milano nell’agenzia di modelle Riccardo Gay, e sfila con alcuni dei brand più prestigiosi, da Gucci a Valentino. Nel 1996 si trasferisce negli Usa. In poco tempo si guadagna le copertine di ‘Vogue’, ‘Harper’s Bazaar’, ‘In Style’, ‘Allure’, ‘Vanity Fair’, ‘Glamour’ e ‘GQ’ (per il quale posò nuda nel gennaio 2000).

È a una festa organizzata durante la Fashion Week newyorkese che incontra Donald Trump. A quei tempi era molto meno raffinata di adesso. Capelli neri corvini con frangetta di tanto in tanto un po’ unta, seno in vista, un amore sfrenato per pailettes e lustrini. Lui le fa la corte, lei resiste quel tanto che basta. Dopo un anno di fidanzamento nel 2005 si sposano.

I look di Melania Trump
I look di Melania Trump

Inizia la trasformazione. Oggi i capelli sono di un castano d’orato ingentilito da onde. Via i top senza maniche che mettono in mostra il decolleté e benvenuti tubini di Galliano. Addio a brillantini e sbrilluccichii vari: meglio la classica pussybow Gucci (per i profani, la camicia con il fiocco accollata come nonna vuole) con una sobrissima gonna al ginocchio. Se la transizione Obama – Trump non sarà senza problemi, sicuramente il look della first lady non sarà uno di quelli.

Melania Trump è solo l’ultima delle modelle diventate first lady.

Carla Bruni, la premiere dame

Non sempre si è distinta per simpatia ma è stata e rimane una icona di stile Origini italiane e piglio indiscutibilmente francese, Carla Bruni proviene da una ricca famiglia torinese, proprietaria del castello di Castagneto Po, costretta a fuggire a Parigi quando la piccola Carla aveva solo sei anni a causa delle minacce delle Brigate Rosse. Dopo un’adolescenza vissuta a cavallo tra Svizzera e Francia, inizia la sua carriera nella moda all’età di 19 anni. In poco tempo diventa una delle modelle più pagate del mondo, arrivando a guadagnare fino a 7,5 milioni di dollari l’anno.

PARIS, FRANCE: Italian model Carla Bruni shows a pink evening gown 20 January designed by Gianni Versace for the Haute-Couture 1996 Spring/Summer collection in Paris. AFP PHOTO (Photo credit should read GERARD JULIEN/AFP/Getty Images)
Carla Bruni, 1996

Appena abbandonato l’Eliseo, nel dicembre 2012 Vogue le dedica la copertina. Compare ringiovanita, sexy, e libera di tornare a dedicarsi alla moda e mettere i tacchi che la differenza di statura con Nicolas Sarkozy aveva imposto di accantonare.

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I look da premiere dame di Carla Bruni

Juliana Awada, icona argentina

È considerata una delle donne più eleganti del mondo. La nuova first lady argentina per ora non ha sbagliato un colpo. La moglie del presidente Mauricio Macrì è considerata la trend setter del Paese da quando ha incantato anche il presidente degli Stati Uniti Barack Obama durante la cena al Kirchner Cultural Centre di Buenos Aires nel marzo 2016. Così ora le donne di mezzo mondo cercano le sue foto sul web, per copiare i look di una donna che, nonostante il ruolo sociale autorevole, non rinuncia a jeans e blazer sportivi, per essere comoda ma sempre affascinante. C’è chi la paragona a Jackie Kennedy o alla Regina Rania di Giordania.

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Juliana Awada

Alta, bruna, 42 anni, Juliana è prima di tutto un’imprenditrice: ha ereditato dai genitori, immigrati libanesi di religione musulmana, l’azienda tessile con la quale produce e vende tessuti in tutta l’America Latina. Ha studiato a Oxford, ed è forse da lì che ha rubato l’aplomb e un certo modo di porsi, sempre molto british, senza dimenticare però il caldo carisma argentino. Cresciuta tra i tessuti, ha imparato l’arte del vestire durante i viaggi che faceva con la madre attorno all’Europa. Nel 2009 ha sposato Macrì.

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Juliana Awada look

 

Carla Bruni, Juliana Awada, Melania Trump. Tutti i look delle modelle diventate First Lady

Vero o falso? Moda made in China

Se pensate che il cinese con la macchina fotografica in mano sia un luogo comune come il panino con la lasagna beh sappiate che non lo è. Nelle grandi città della Cina non c’è uomo, donna o bambino che non abbia un cellulare e un selfie stick in mano. Ho visto una ragazza di Pechino organizzare una sorpresa al fidanzato per il compleanno, l’ha portato in un ristorante lussuoso e panoramico con vista sulla città e gli ha fatto trovare una torta enorme. Prima di ringraziarla, prima di spegnere le candeline, prima di essere sorpreso, aveva il telefono in mano. La ragazza non se l’è presa perché tanto stava facendo una foto anche lei.

La fotografia d’altra parte può essere considerata un aspetto dell’arte in cui i cinesi sono maestri: la riproduzione della realtà. La moda made in China ne è un esempio.

Come in occidente, anche gli stilisti cinesi si occupano di prêt à porter e di alta moda. Non c’è però ancora una uniformità nel loro stile, un qualcosa che renda “il look cinese” identificabile come “il look alla francese” o “all’inglese”. Tutto questo perché la Rivoluzione culturale promossa da Mao Tse-Tung ha cancellato molti aspetti tradizionali e culturali del paese, compresa la storia del costume. Mao ha per esempio introdotto lo zhongshan, una giacca-divisa con quattro tasche e il colletto alla coreana che tutti dovevano indossare allo stesso modo. Solo le riforme che sono state fatte dagli anni Ottanta in poi hanno permesso la nascita dell’industria della moda e quindi l’affermarsi di stilisti, ognuno con una sua interpretazione personale dello stile tradizionale cinese.

Wang Yiyang
Wang Yiyang

Nell’attesa che Wang Yiyang, Laurence Xu o Yiyang si affermino a pieno nella scena internazionale, è nei Fake Market, i mercati del falso, che si esplica la massima creatività della moda made in China. Sono molte la fabbriche che si trovano in Cina e non è raro che i dipendenti riescano a sottrarre qualche pezzo, magari fallato o in sovrapproduzione, per rivenderlo poi a prezzi stracciati. Per avere un’idea, una borsa dal costo di 3000 euro viene venduta a 300. Naturalmente è tutto falso, ma un falso in grande stile, con tanto di numero di serie, scatola e cartellino di originalità. Spesso la merce migliore è nascosta nei magazzini e solo quando il negoziante pensa di avere davanti un acquirente interessato le tira fuori. La contrattazione poi è tutto. Un portafoglio Ferragamo in pelle: prezzo iniziale richiesto 39 euro, aggiudicato dopo il consueto tira-e-molla a 10 euro. Una cintura in cuoio Armani: prezzo di partenza 45 euro, accordo finale a 10 euro. Un paio di mocassini Tod’s da uomo, in pelle marrone. Si parte da 98 euro, si chiude l’affare a quota 39. Cinque magliette Dolce & Gabbana per 40 euro in tutto.

Nelle grandi città del Paese l’80% delle persone che incontrerete per strada hanno una borsa di Chanel dell’ultimo modello o una Birkin di Hermès.

Susie Lau, Style Bubble
Susie Lau, Style Bubble

In Cina anche le fashion blogger sono un fenomeno recente. Sempre attente a quello che succede nei paesi occidentali e stufe di quello che propone il sito “mainstream” di Vogue China, si sono cominciate a dare da fare, cercando un approccio più personale al tema della moda. Il nome di Susie Lau probabilmente non vi dirà nulla eppure è la più famosa nel suo paese: il suo stylebubble, nato nel 2006, conta 30.000 visitatori il giorno. Un altro esempio di blogging è quello di Nancy (Xiaoxi) Yang, giovane cinese che vive e lavora a Berlino.

La via da seguire non è quella dei social tradizionali che in Cina non sono autorizzati, quindi al posto di facebook e twitter, si usa Weibo. Simil-twitter, ma usato come Simil-facebook. In un Paese con oltre un miliardo di abitanti essere famose non è una cosa da poco.

Chelsea Clinton e Ivanka Trump, first daughter a confronto

Dicono di essere amiche e che la campagna elettorale non intaccherà il loro rapporto ma il posto da First Daughter è uno solo. Chelsea Clinton e Ivanka Trump, amore di mamma e cocca di papà, hanno avuto nella campagna elettorale di Hillary e Donald un ruolo forse più importante di quanto si rendano conto. Nell’America che scandaglia la vita privata dei due candidati alla Casa Bianca, anche loro sono diventate oggetto di confronto.

Chelsea Clinton e Ivanka Trump
Chelsea Clinton e Ivanka Trump

Trentenni, mamme e lavoratrici, sposate con uomini ricchissimi legati alla fede ebraica, cresciute in un ambiente privilegiato, le due donne sono vicine anche perché le rispettive case a Manhattan si trovano a pochi metri l’una dall’altra.

“Il nostro rapporto non ha mai avuto valenza politica e non la avrà ora. Sarà lo stesso anche dopo la campagna. Siamo molto grati che lei (Ivanka Trump, ndr) e i suoi figli siano parte delle nostre vite e che noi e nostra figlia facciamo parte della loro”, ha dichiarato Chelsea.

Chelsea e Hillary Clinton
Chelsea e Hillary Clinton

In un’intervista Ivanka Trump ha fatto altrettanto: “Tra me e Chelsea va tutto bene. La considero un’amica molto vicina e per lei è lo stesso. Abbiamo un grande rapporto. Nessuna sta correndo per un incarico pubblico. Non ho ancora conosciuto il nuovo bambino ma le ho inviato un regalo”.

Mentre Chelsea Clinton è un volto famigliare per gli americani, quello di Ivanka appare fresco e nuovo. Ma chi sono le due candidate First Daughter?

Chelsea Clinton

Chi negli Anni ’90 guardava lo spettacolo del bagaglino ricorderà che la piccola Chelsea veniva teneramente soprannominata “cessa”. Crescendo, e con un buon estetista e un buon parrucchiere, a nessuno verrebbe mai da chiamarla così, ma se Ivanka è imbattibile dal punto di vista del glamour, questa first daughter si è sempre distinta per la sua intelligenza. Figlia unica, università a Stanford, Columbia e Oxford, un primo lavoro come giornalista per la Nbc, un passaggio da McKinsey, e ora una posizione di leadership nella Clinton Foundation. Pare non abbia un carattere facilissimo. “Quella ragazzina viziata ci farà impazzire”, ha confessato in tempi recenti – e con tono esasperato – lo staff di Hillary parlando di sua figlia, nelle mail rivelate da Wikileaks. Nel 2010 ha sposato il banchiere ebreo Marc Mezvinsky, insieme hanno due figli: Charlotte, 2 anni, e Aidan, 4 mesi. “Casa” è un appartamento sopra il Madison Square Park di Manhattan.

Chelsea bambina
Chelsea bambina

I rapporti con la mamma

Il suo profilo Twitter è tutto un “my mom” (“la mia mamma”), mentre i selfie di lei sorridente la immortalano con le coetanee durante i comizi. Chelsea è entrata alla Casa Bianca a 13 anni, quando Bill diventa presidente. Viene travolta anche lei da quello che per il mondo è il sex-gate, ma per lei “l’amante di papà” e un dramma familiare. Lei era ancora una bambina ma i giornali la sbattono in prima pagina insieme a Hillary. L’unione tra mamma e figlia è sempre stata fortissima e Chelsea era in prima linea già nella campagna del 2008: “Mia madre è una lottatrice, non si arrende, sono orgogliosa di lei”.

Chelsea Clinton
Chelsea Clinton

Ivanka Trump

Bionda e sexy, la figlia di Donald e della ex-modella Ivana Trump a 34 anni è una donna in carriera e mamma di Arabella, Theodore e Joseph. Newyorkese, ha studiato in una delle università della Ivy League, Wharton. A 17 anni era sulla copertina di Seventeen, e poco dopo calcava le passerelle per Versace e Thierry Mugler, oltre ad apparire in una pubblicità di Tommy Hilfiger. Ha un suo sito web dove trovare consigli fashion e una sua linea di abbigliamento. Un po’ it girl alla Paris Hilton ma senza chihuahua e scandali imbarazzanti, anche se in tribunale è stata citata anche lei. Pare abbia copiato nella sua linea di moda il design di un paio di scarpe con il tacco di uno stilista fiorentino. Perché anche nei peccati bisogna mantenere un certo glamour. Ivanka è a capo di un azienda del padre che produce abbigliamento e accessori, sfila di tanto in tanto in passerella ed è spesso ospite nei salotti tv americani. Nel 2009 ha sposato l’imprenditore edile ebreo e editore del New York Observer Jared Kushner che ora è impegnato attivamente nella campagna elettorale del suocero.

Ivanka al Met Gala 2016
Ivanka al Met Gala 2016

I rapporti con il papà

“Se non fosse mia figlia uscirei con lei”. È la cocca di Donald che ne ha più volte sottolineato la bellezza anche con frasi imbarazzanti definendola “un pezzo di fica”. Ivanka ha sempre difeso il padre dalle accuse di sessismo. Il suo discorso dal palco della convention repubblicana di Cleveland, dove indossava un sexy tubino rosa, ha stregato gli elettori più di qualunque uscita sgraziata di Trump.

Ivanka Trump alla convention repubblicana
Ivanka Trump alla convention repubblicana

Fashion Week: Dalla caduta di Bella al furto a Kim Kardashian

New York, Londra, Milano, Parigi. Si è conclusa la maratona delle settimane della moda. Al momento sembra un po’ prematuro pensare a come ci vestiremo nella primavera 2017 quando ancora stiamo cercando di capire in che stagione ci troviamo adesso e se dobbiamo fare o meno il cambio negli armadi. Ma si sa che gli abiti sono solo una delle componenti delle fashion week quindi ecco le curiosità dalle città della moda.

NEW YORK FASHION WEEK (8 – 15 settembre)

Bella Hadid Cade alla sfilata di Michael Kors
Bella Hadid Cade alla sfilata di Michael Kors

BELLA HADID CADE IN PASSERELLA – Mentre sfilava sui vertiginosi tacchi Michael Kors durante la New York Fashion Week, Bella Hadid, è scivolata, inginocchiandosi sulla passerella. Non ha avuto un attimo di titubanza: si è rialzata e ha continuato la sua cavalcata esibendo un grazioso sorriso. Nonostante lo scivolone Bella 19 anni e 6.5 milioni di follower, insieme alla sorella Gigi 21 con 23 milioni di follower, sono le top di punta del momento. Nate da papà palestinese, Mohamed Hadid, e mamma olandese, la ex top model Yolanda Foster, 52 anni, che come le figlie ha dominato le copertine negli anni ’80.

LONDRA FASHION WEEK (16 – 20 settembre)

La sfilata di Burberry alla London Fashion Week
La sfilata di Burberry alla London Fashion Week

LA SFILATA DI BURBERRY – A febbraio era stata la prima azienda ad annunciare che avrebbe unito la collezione femminile e quella maschile in un’unica sfilata, e che i capi si sarebbero potuti acquistare subito dopo, secondo la cosiddetta strategia del “see-now, buy-now”. La sfilata è stata organizzata negli spazi di una ex libreria a Charing Cross Road e già dal giorno si poteva comprare i vestiti online. Chi ha assistito alla sfilata ha trovato sulle sedie il libro di Virginia Wolf Orlando: A Biography, a cui si è ispirato Christopher Bailey, direttore creativo e presidente di Burberry. I vestiti richiamavano infatti l’epoca elisabettiana e alludevano alla mescolanza dei generi, con uomini e donne che indossavano cose molto simili come aveva già fatto Alessandro Michele nelle sue collezioni per Gucci.

MILANO FASHION WEEK (21 – 26 settembre)

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Manuela Migliaccio

CENSURATA LA MODELLA IN SEDIA A ROTELLE – Manuela Migliaccio, 29enne modella e studentessa, paraplegica dal 2009 a causa di un incidente, ha sfilato in sedia a rotelle sulla passerella della Milano Fashion Week ma il vestito si è aperto lasciando intravedere un capezzolo. L’immagine era stata pubblicata con altre sul profilo del presidente di una Onlus che raccoglie fondi contro la paralisi e Facebook l’ha censurata per nudità. Migliaia di utenti hanno protestato al punto che il social network ha fatto marcia indietro e si è scusato.

VOGUE CONTRO LE BLOGGER – Mentre in Italia ci chiediamo se e quanto il fidanzamento tra Fedez e Chiara Ferragni sia fasullo, quattro giornaliste di Vogue Usa –orchestrate dalla direttrice Anne Wintour, la cui filosofia è sintetizzata dall’interlocutorio “o conosci la moda, o lascia perdere” – hanno candidamente suggerito (dal blog della rivista) alle blogger più famose del pianeta di “trovare un altro lavoro”, poiché “state annunciando la morte dello stile”. L’articolo, simpaticamente intitolato Ciao, Milano!, era una sintesi della settimana della moda, raccontava il trionfo del made in Italy (da Prada a Marni), l’ossessione delle blogger per i cambi d’abito (frutto di sponsorizzazione e praticati, secondo Vogue, almeno una volta l’ora) e per le fotografie (anche in mezzo alla strada, bloccando il traffico o rischiando di procurare incidenti).

PARIGI FASHION WEEK (27 settembre – 5 ottobre)

DEBUTTI DA VALENTINO – Maria Grazia Chiuri e Pierpaolo Piccioli, ex co-designer di Valentino si sono separati. Lei è passata da Dior lasciandolo solo alla direzione creativa. Per entrambi l’esordio a Parigi rappresentava un banco di prova e a spuntarla è stato Piccioli. “Ha superato la prova a pieni voti non solo soddisfacendo le aspettative ma superandole”, scrive entusiasta Sarah Mower su Vogue.com. “La più grande sorpresa – scrive Business of Fashion – non è stata quanto abbia cambiato tutto, ma come sia stato in grado di mantenere le cose semplici visto il suo dichiarato appetito per l’anarchia e una studiata dimenticanza”. Più cauta Vanessa Friedman sul New York Times che ritiene la versione di Piccioli “non così diversa da quella precedente” pur ammettendo che “ha senso”. “Mr Piccioli – spiega – dopo tutto ha aiutato a delineare la precedente estetica di Valentino. In parte è sempre stata una sua espressione”.

Pierpaolo Piccioli
Pierpaolo Piccioli

IL FURTO A KIM KARDASHIAN – L’ereditiera star dei reality era a Parigi per la settimana della moda quando il 3 ottobre è stata rapinata da cinque uomini travestiti da agenti di polizia. Kardashian è stata legata e chiusa in bagno mentre i rapinatori hanno portato via beni per un valore complessivo di 10 milioni di dollari. Tra le cose rubate un anello da quattro milioni di euro e una scatola di gioielli del valore di cinque milioni di euro. Dal residence di gran lusso nel quartiere della Madeleine, nel cuore di Parigi, sono stati rubati anche i due cellulari di Kim con un contenuto di foto e video privati che da solo potrebbe fruttare milioni. I giornali di tutto il mondo avevano parlato di come Kim fosse sconvolta e non facesse altro che piangere. Ora la novità è che pare che si sia inventata tutto e abbia inscenato il furto per aumentare la sua popolarità e ci sarebbe anche un video che sostiene questa tesi. Per tutta risposta Kim ha querelato per diffamazione il sito americano che ha dato la notizia.

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Kim Kardashian alla sfilata di balmain

PFW. I segreti dello stile parigino

Non sono ancora salita sull’aereo e i miei capelli che in teoria avrebbero dovuto avere una piega decente hanno già l’effetto sfatto tipico di Parigi. È iniziata la Paris Fashion Week e con lei gallery, foto e commenti sullo street Style. Un po’ eccentriche e un po’ raffinate perché si sa che maggiore è lo sforzo per conquistare i click della macchina fotografica, minore la resa del look. Ed è così che vediamo Olivia Palermo in pantaloni neri, camicia bianca e famosi capelli accroccati. Anche senza volerlo piove, c’è vento e cielo grigio e nemmeno il boccolo con il ferro di Aldo Coppola più resistente potrebbe sopravvivere quindi tanto vale prevenire.

Belle senza sforzo, eleganti senza impegno. Quei capelli che sembra non vedano una spazzola da mesi, sono infinitamente più chic del boccolo plastico stile Maria Antonietta fatto dal parrucchiere. Quel viso senza trucco mostra una pelle bianchissima dove anche le occhiaie hanno un ché di attraente. Non le vedrete mai accapigliarsi per un paio di appariscenti Louboutin perché loro collezionano Repetto, o meglio, Repettò. È lo stile parigino. Per le francesi innato, per il resto delle donne è un’ arte che si può imparare.

Inès de la Fressange insegna che si può essere parigina in ogni parte del mondo, anche senza baguette sotto braccio, perché l’allure made in Paris, tanto invidiato quanto copiato, è un atteggiamento mentale, da conquistare con il buongusto. Righe e basco a parte.

Ines de la Fressange
Ines de la Fressange

Un solo nome per due icone di stile. Non si parla più di Chiara (Biasi o Ferragni), ma di Charlotte, come Charlotte Gainsbourg e Charlotte Casiraghi.

Charlotte Gainsbourg
Charlotte Gainsbourg

Gli stilisti preferiti. Si spazia dalla Maison di moda più note e lussuose, come Chanel, Celine, Chloé, a marchi più abbordabili ma ugualmente trés chic come Sandro, Maje, Etoile Isabelle Marant, Vanessa Bruno. La parigina è sempre a caccia di nuove griffes, soprattutto se sono creative e abbordabili. Il suo guardaroba consiste in un abile accostamento di capi vintage, pezzi economici e qualche capo di lusso. Banditi i loghi, con un’unica eccezione: L’H di Hermes.

No ai coordinati. È la regola da tenere sempre presente. Decontestualizzare un capo invece che accettarne l’uso canonico è lo sport preferito della vera parisienne. Prima di Yves Saint Laurent nessuno aveva osato l’accostamento blu-nero che oggi è considerato uno dei più eleganti. Aggiungere un paio di dettagli vagamente assurdi può dare risultati follemente eleganti. Un vestito di chiffon stampato con i biker, un pullover di paillettes con i pantaloni da uomo. Una vecchia giacca denim con una camicetta di seta. Un golfino di lana sul vestito da ballo (non c’è niente di più Kitch delle stole o del bolerino). Lo scopo è di dare l’impressione che l’elemento di lusso (il vestito elegante o la camicia di seta), sia capitato lì per caso. Se traspare la ricerca dell’effetto, lo scopo è fallito e si finisce catalogate come “try to hard”, espressione che definisce le ragazze che cercano a tutti i costi di fare stile. Un esempio? Cappello nero a falde larghe, collana di Zara su camicia di jeans, leggings neri, scarpe con la para. Mai e poi mai la borsa abbinata alle scarpe.

Vanessa Paradis
Vanessa Paradis

Gli immancabili. Il buon look si fa con i buoni basici: una giacca da uomo, un trench, un pullover blu marine, una canottiera in cotone sottile, un tubino nero, dei jeans e un blouson di pelle. Le parigine non hanno idoli anche se ammirano Jane Birkin e Charlotte Gainsbourg che azzeccano immancabilmente il casual look (pull di cachemire grigio, jeans, converse o stivali vintage) o Jackie Kennedy nel periodo Onassis: pantaloni bianchi, t-shirt di cotone sottile, occhialoni da sole.

Charlotte Casiraghi
Charlotte Casiraghi

Assimilare le tendenze. Se va di moda il maculato, non vuol dire che bisogna conciarsi in modo da sembrare appena scappate dallo zoo. Basta un dettaglio, come una pochette stampata animalier. Prima di comprare un capo chiedetevi sempre: “Mi va di indossarlo stasera?” se la risposta è “no” oppure: “L’indosserò solo in casa”, oppure: “Magari una volta, a una festa..” lasciate stare.

Acconciature lazy-chic.  I capelli sono fondamentali nel dare quell’allure francese e intrigante, “ce je ne sais quoi” che regala un fascino innocente. Il segreto della francesi è acconciarsi in modo “effortless”: “le parigine fingono di lasciare i capelli al naturale o di averli raccolti in modo casuale e pigro, quando in realtà lo styling è ben studiato e calibrato. A Parigi esistono addirittura dei Bar à Chignon che in 10 minuti realizzano degli chignon meravigliosamente, ma non casualmente, morbidi e disordinati.

Lea Seydoux
Lea Seydoux

Le regole beauty. Per imitare lo stile parigino si dovrà optare per un make up rigorosamente acqua e sapone, della serie il trucco c’è ma non si vede. Unico tocco di colore concesso: le unghie laccate di rosso che donano un tocco di femminilità un po’ retrò.

I 7 must autunno inverno da comprare

I 7 must autunno inverno e come indossarli.

  1. ROSAdusty-pinkCome indossarlo: Somigliare alla protagonista della Rivincita della Bionde è un attimo (giusto per fare un esempio un po’ più attuale visto che anche Barbie ha abbandonato il total pink già negli Anni ’80). Basta un tocco, un singolo capo di abbigliamento o un accessorio, dal cappotto over ai calzini, dalla borsa al cappello. Da abbinare a un outfit neutro, grigio chiaro, blu o nero.
  2. MILITAREstile-militareCome indossarlo: Una delle tendenze per i capispalla della primavera 2016 è certamente lo stile militare. Trench e giacche si fanno mimetici, ma ammiccano volentieri anche a mostrine e alamari, ricordando in tutto e per tutto le divise di esercito, marina e aviazione di ogni nazionalità ed epoca. Perfetti su un vestitino bon ton o su un semplice tubino. Sì alla maglietta tinta unita bianche o nere. No agli stivali e alle camicie ricercate per evitare l’effetto D’Artagnan
  3. VELLUTOvelvetCome indossarlo: tailleur in velluto, giacche in velluto sui jeans, mini abiti in velluto. Da abbinare ad accessori neri, con qualche gioiello. Mantieniti sul basic, è lui il protagonista.
  4. METALLICOmetallicCome indossarlo: Maglie laminate con gonne in cady di seta. Pull senza maniche e gonne metallizzate. La giacca over accostata a top lamé e pantaloni. Gold, silver, bronzee o colorato: l’importante è riflettere i bagliori freddi del metallo.Se non ti senti pronta per il total look prova con la borsa o un paio di scarpe laminate.
  5. CHEQUEREDchecksCome indossarlo: Non pensate solo alla classica camicia da boscaiolo, la stampa chequered compare su bluse bon ton, soprabiti e vestitini.
  6. FRANGEfrangeCome indossarle: sulle gonne le frange esigono un look molto pulito, possibilmente tinta unita o tono su tono. Sulle giacche e sui cappotti sono perfette per il giorno quanto per la sera. Si indossano facilmente con jeans, pantaloni, gonne.
  7. BROCCATO
    China
    Come indossarlo: Broccati, damascati, disegni e grafismi ispirati all’arredamento d’interni prendono vita su giacche, abiti, e accessori. Sofisticati e chic, gli elementi floreali dai toni brillanti che spuntano da abitini e cappotti a fondo scuro, tinte a contrasto su tessuti traslucidi e disegni operati si mescolano a linee moderne ed attuali. Tracolle e maxibag in pelle, sono mixati a dettagli patchwork in tessuto jacquard e camoscio.

I look più belli del Festival di Venezia 73

Si è chiusa la 73esima Mostra del Cinema di Venezia, celebrata dall’ Hollywood Reporter come un’edizione che ha superato per titoli e glamour la contemporanea kermesse di Toronto (“Sorry Toronto” era il titolo). Ecco quindi tendenze, gossip e curiosità, ma soprattutto i look più belli del festival di Venezia 73.

LE COPPIE

  • Alicia Vikander in Louis Vuitton e Michael Fassbender. Quando l’anno scorso presentò al Lido The Danish Girl in pochi conoscevano l’attrice svedese, adesso non solo è una star internazionale ma con il suo red carpet versione coniugale ha conquistato Venezia 73. Naturalmente sexy e innamorata, è arrivata mano nella mano e occhi negli occhi con Michael Fassbender. L’ha conosciuto proprio sul set di The Light Between Oceans, presentato quest’anno alla Mostra. E così anche l’abito versione fashion Heidi di Nicolas Ghesquière acquista un qualcosa di romantico. La forza dell’amore.
alicia-vikander
Alicia Vikander
  • Naomi Watts in Elie Saab Couture e Liev Schreiber. Insieme hanno portato a Venezia The Bleeder, e insieme hanno atteso che lui ricevesse il Persol Tribute to Visionary Talent Award, con la stessa naturalezza con cui si fanno i selfie al supermercato o festeggiano la festa del papà in spiaggia con i due figli. Se il primo posto va ai piccioncini di Hollywood, il secondo spetta a una coppia certa/innamorata/affiatata: Naomi Watts e Liev Schreiber. Belli ed elegantissimi, l’attrice ha scelto due abiti floreali, uno blu e giallo (il colore più di moda al Lido quest’anno) di Roksanda per il giorno e un impalpabile e ricamato Elie Saab Couture per la sera.
    Naomi Watts e Liev Schreiber
    Naomi Watts e Liev Schreiber

LE MAMME

  • Teresa Palmer in Prada. Se calcare il tappeto rosso in due ha sempre il suo glamour, anche Teresa Palmer in un certo senso ha fatto un red carpet di coppia. La protagonista femminile del film di Mel Gibson Hacksaw Ridge ha esibito con orgoglio il suo pancione ai fotografi in uno splendido abito Prada rosa. Sarà femmina?
Teresa Palmer
Teresa Palmer
  • Natalie Portman in Dior. La protagonista di Jackie quando vede i flash invece si tocca la pancia come a volerla proteggere. Natalie Portman aspetta il suo secondo figlio dopo Aleph, 5, avuto dal marito, il coreografo francese Benjamin Millepied. Per la premiere ha scelto un vestito monospalla bianco e scivolato. Se interpreti Jackie Kennedy non puoi che superare la prova eleganza.
    Natalie Portman
    Natalie Portman

LE MODELLE

  • Bianca Balti in Jean Paul Gaultier per Ovs. Avete presente quanto inizia a piovere all’improvviso e vi mettete la prima cosa addosso per andare a togliere i panni che avevate lasciato fuori ad asciugare? Ecco, anche se magari lo spolverino dell’OVS è più o meno uguale, l’effetto su Bianca Balti è un po’ diverso… La modella ha sfilato sul red carpet inaugurale della manifestazione indossando in anteprima la nuova collezione del designer Jean Paul Gaultier, creata in esclusiva per il marchio low cost.
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Bianca Balti
  • Barbara Palvin in Philosophy. Ventitre anni, ungherese e bellissima, la top del momento era a Venezia come testimonial L’Oreal. Sul red carpet ha rubato la scena alla madrina Sonia Bergamasco con questo abito a sirena che di più non si può. Con quel tocco di romanticismo, però, che sa dare all’insieme il giusto equilibrio
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Barbara Palvin
  • Suki Waterhouse in Dolce&Gabbana. Ora si è data al cinema (è la protagonista di The Bad Batch di Ana Lily Amirpour) ma una vita passata a sfilare per Burberry e Tommy Hilfiger, Louis Vuitton e Valentino rende praticamente impossibile che sbagli un look. Il suo abito rosa, firmato Dolce e Gabbana, è stato uno dei più belli visti al Lido.
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Suki Waterhouse

LE NUOVE PROMESSE

  • Matilde Gioli in Valentino. Ha vinto il premio L’Oréal Paris per il Cinema 2016, assegnato ogni anno a un’attrice che si sia distinta per il talento, il fascino e una brillante stagione cinematografica. L’interprete de Il capitale Umano e Un posto sicuro, fin dal suo arrivo al Lido, ha dato prova di eleganza con una serie di look tutti firmati Valentino (di cui è testimonial). Il più bello è forse questo total pink, niente acconciature costruite ma lunghi capelli sciolti. D’altra parte ha solo 27 anni.
    Matilde Gioli
    Matilde Gioli
  • Lily-Rose Depp in Chanel. Diventa sempre più bella Lily-Rose Depp, figlia 17enne di Johnny Depp e Vanessa Paradis, che arriva a Venezia per presentare Planetarium sfoggiando un abito giallo di paillettes con dettagli bianchi. Il look, ovviamente firmato da Chanel. Ai piedi un paio di Chanel con tacco gioiello che è formato da un serpente di metallo attorcigliato. Ma la ragazza bionda, testimonial di Chanel per la linea occhiali e adesso anche di un profumo, ha già l’attitude da star. Vogue UK l’ha nominata “style leader” tra le nuove generazioni di Hollywood.
    Lily Rose Depp
    Lily Rose Depp

Siamo pronti a metterle alla prova anche l’anno prossimo…