Home / Tag Archives: moda (page 2)

Tag Archives: moda

Fashion Week: Dalla caduta di Bella al furto a Kim Kardashian

New York, Londra, Milano, Parigi. Si è conclusa la maratona delle settimane della moda. Al momento sembra un po’ prematuro pensare a come ci vestiremo nella primavera 2017 quando ancora stiamo cercando di capire in che stagione ci troviamo adesso e se dobbiamo fare o meno il cambio negli armadi. Ma si sa che gli abiti sono solo una delle componenti delle fashion week quindi ecco le curiosità dalle città della moda.

NEW YORK FASHION WEEK (8 – 15 settembre)

Bella Hadid Cade alla sfilata di Michael Kors
Bella Hadid Cade alla sfilata di Michael Kors

BELLA HADID CADE IN PASSERELLA – Mentre sfilava sui vertiginosi tacchi Michael Kors durante la New York Fashion Week, Bella Hadid, è scivolata, inginocchiandosi sulla passerella. Non ha avuto un attimo di titubanza: si è rialzata e ha continuato la sua cavalcata esibendo un grazioso sorriso. Nonostante lo scivolone Bella 19 anni e 6.5 milioni di follower, insieme alla sorella Gigi 21 con 23 milioni di follower, sono le top di punta del momento. Nate da papà palestinese, Mohamed Hadid, e mamma olandese, la ex top model Yolanda Foster, 52 anni, che come le figlie ha dominato le copertine negli anni ’80.

LONDRA FASHION WEEK (16 – 20 settembre)

La sfilata di Burberry alla London Fashion Week
La sfilata di Burberry alla London Fashion Week

LA SFILATA DI BURBERRY – A febbraio era stata la prima azienda ad annunciare che avrebbe unito la collezione femminile e quella maschile in un’unica sfilata, e che i capi si sarebbero potuti acquistare subito dopo, secondo la cosiddetta strategia del “see-now, buy-now”. La sfilata è stata organizzata negli spazi di una ex libreria a Charing Cross Road e già dal giorno si poteva comprare i vestiti online. Chi ha assistito alla sfilata ha trovato sulle sedie il libro di Virginia Wolf Orlando: A Biography, a cui si è ispirato Christopher Bailey, direttore creativo e presidente di Burberry. I vestiti richiamavano infatti l’epoca elisabettiana e alludevano alla mescolanza dei generi, con uomini e donne che indossavano cose molto simili come aveva già fatto Alessandro Michele nelle sue collezioni per Gucci.

MILANO FASHION WEEK (21 – 26 settembre)

modella-sedia-a-rotelle
Manuela Migliaccio

CENSURATA LA MODELLA IN SEDIA A ROTELLE – Manuela Migliaccio, 29enne modella e studentessa, paraplegica dal 2009 a causa di un incidente, ha sfilato in sedia a rotelle sulla passerella della Milano Fashion Week ma il vestito si è aperto lasciando intravedere un capezzolo. L’immagine era stata pubblicata con altre sul profilo del presidente di una Onlus che raccoglie fondi contro la paralisi e Facebook l’ha censurata per nudità. Migliaia di utenti hanno protestato al punto che il social network ha fatto marcia indietro e si è scusato.

VOGUE CONTRO LE BLOGGER – Mentre in Italia ci chiediamo se e quanto il fidanzamento tra Fedez e Chiara Ferragni sia fasullo, quattro giornaliste di Vogue Usa –orchestrate dalla direttrice Anne Wintour, la cui filosofia è sintetizzata dall’interlocutorio “o conosci la moda, o lascia perdere” – hanno candidamente suggerito (dal blog della rivista) alle blogger più famose del pianeta di “trovare un altro lavoro”, poiché “state annunciando la morte dello stile”. L’articolo, simpaticamente intitolato Ciao, Milano!, era una sintesi della settimana della moda, raccontava il trionfo del made in Italy (da Prada a Marni), l’ossessione delle blogger per i cambi d’abito (frutto di sponsorizzazione e praticati, secondo Vogue, almeno una volta l’ora) e per le fotografie (anche in mezzo alla strada, bloccando il traffico o rischiando di procurare incidenti).

PARIGI FASHION WEEK (27 settembre – 5 ottobre)

DEBUTTI DA VALENTINO – Maria Grazia Chiuri e Pierpaolo Piccioli, ex co-designer di Valentino si sono separati. Lei è passata da Dior lasciandolo solo alla direzione creativa. Per entrambi l’esordio a Parigi rappresentava un banco di prova e a spuntarla è stato Piccioli. “Ha superato la prova a pieni voti non solo soddisfacendo le aspettative ma superandole”, scrive entusiasta Sarah Mower su Vogue.com. “La più grande sorpresa – scrive Business of Fashion – non è stata quanto abbia cambiato tutto, ma come sia stato in grado di mantenere le cose semplici visto il suo dichiarato appetito per l’anarchia e una studiata dimenticanza”. Più cauta Vanessa Friedman sul New York Times che ritiene la versione di Piccioli “non così diversa da quella precedente” pur ammettendo che “ha senso”. “Mr Piccioli – spiega – dopo tutto ha aiutato a delineare la precedente estetica di Valentino. In parte è sempre stata una sua espressione”.

Pierpaolo Piccioli
Pierpaolo Piccioli

IL FURTO A KIM KARDASHIAN – L’ereditiera star dei reality era a Parigi per la settimana della moda quando il 3 ottobre è stata rapinata da cinque uomini travestiti da agenti di polizia. Kardashian è stata legata e chiusa in bagno mentre i rapinatori hanno portato via beni per un valore complessivo di 10 milioni di dollari. Tra le cose rubate un anello da quattro milioni di euro e una scatola di gioielli del valore di cinque milioni di euro. Dal residence di gran lusso nel quartiere della Madeleine, nel cuore di Parigi, sono stati rubati anche i due cellulari di Kim con un contenuto di foto e video privati che da solo potrebbe fruttare milioni. I giornali di tutto il mondo avevano parlato di come Kim fosse sconvolta e non facesse altro che piangere. Ora la novità è che pare che si sia inventata tutto e abbia inscenato il furto per aumentare la sua popolarità e ci sarebbe anche un video che sostiene questa tesi. Per tutta risposta Kim ha querelato per diffamazione il sito americano che ha dato la notizia.

kim-kardashian-balmain-2017-800x599
Kim Kardashian alla sfilata di balmain

PFW. I segreti dello stile parigino

Non sono ancora salita sull’aereo e i miei capelli che in teoria avrebbero dovuto avere una piega decente hanno già l’effetto sfatto tipico di Parigi. È iniziata la Paris Fashion Week e con lei gallery, foto e commenti sullo street Style. Un po’ eccentriche e un po’ raffinate perché si sa che maggiore è lo sforzo per conquistare i click della macchina fotografica, minore la resa del look. Ed è così che vediamo Olivia Palermo in pantaloni neri, camicia bianca e famosi capelli accroccati. Anche senza volerlo piove, c’è vento e cielo grigio e nemmeno il boccolo con il ferro di Aldo Coppola più resistente potrebbe sopravvivere quindi tanto vale prevenire.

Belle senza sforzo, eleganti senza impegno. Quei capelli che sembra non vedano una spazzola da mesi, sono infinitamente più chic del boccolo plastico stile Maria Antonietta fatto dal parrucchiere. Quel viso senza trucco mostra una pelle bianchissima dove anche le occhiaie hanno un ché di attraente. Non le vedrete mai accapigliarsi per un paio di appariscenti Louboutin perché loro collezionano Repetto, o meglio, Repettò. È lo stile parigino. Per le francesi innato, per il resto delle donne è un’ arte che si può imparare.

Inès de la Fressange insegna che si può essere parigina in ogni parte del mondo, anche senza baguette sotto braccio, perché l’allure made in Paris, tanto invidiato quanto copiato, è un atteggiamento mentale, da conquistare con il buongusto. Righe e basco a parte.

Ines de la Fressange
Ines de la Fressange

Un solo nome per due icone di stile. Non si parla più di Chiara (Biasi o Ferragni), ma di Charlotte, come Charlotte Gainsbourg e Charlotte Casiraghi.

Charlotte Gainsbourg
Charlotte Gainsbourg

Gli stilisti preferiti. Si spazia dalla Maison di moda più note e lussuose, come Chanel, Celine, Chloé, a marchi più abbordabili ma ugualmente trés chic come Sandro, Maje, Etoile Isabelle Marant, Vanessa Bruno. La parigina è sempre a caccia di nuove griffes, soprattutto se sono creative e abbordabili. Il suo guardaroba consiste in un abile accostamento di capi vintage, pezzi economici e qualche capo di lusso. Banditi i loghi, con un’unica eccezione: L’H di Hermes.

No ai coordinati. È la regola da tenere sempre presente. Decontestualizzare un capo invece che accettarne l’uso canonico è lo sport preferito della vera parisienne. Prima di Yves Saint Laurent nessuno aveva osato l’accostamento blu-nero che oggi è considerato uno dei più eleganti. Aggiungere un paio di dettagli vagamente assurdi può dare risultati follemente eleganti. Un vestito di chiffon stampato con i biker, un pullover di paillettes con i pantaloni da uomo. Una vecchia giacca denim con una camicetta di seta. Un golfino di lana sul vestito da ballo (non c’è niente di più Kitch delle stole o del bolerino). Lo scopo è di dare l’impressione che l’elemento di lusso (il vestito elegante o la camicia di seta), sia capitato lì per caso. Se traspare la ricerca dell’effetto, lo scopo è fallito e si finisce catalogate come “try to hard”, espressione che definisce le ragazze che cercano a tutti i costi di fare stile. Un esempio? Cappello nero a falde larghe, collana di Zara su camicia di jeans, leggings neri, scarpe con la para. Mai e poi mai la borsa abbinata alle scarpe.

Vanessa Paradis
Vanessa Paradis

Gli immancabili. Il buon look si fa con i buoni basici: una giacca da uomo, un trench, un pullover blu marine, una canottiera in cotone sottile, un tubino nero, dei jeans e un blouson di pelle. Le parigine non hanno idoli anche se ammirano Jane Birkin e Charlotte Gainsbourg che azzeccano immancabilmente il casual look (pull di cachemire grigio, jeans, converse o stivali vintage) o Jackie Kennedy nel periodo Onassis: pantaloni bianchi, t-shirt di cotone sottile, occhialoni da sole.

Charlotte Casiraghi
Charlotte Casiraghi

Assimilare le tendenze. Se va di moda il maculato, non vuol dire che bisogna conciarsi in modo da sembrare appena scappate dallo zoo. Basta un dettaglio, come una pochette stampata animalier. Prima di comprare un capo chiedetevi sempre: “Mi va di indossarlo stasera?” se la risposta è “no” oppure: “L’indosserò solo in casa”, oppure: “Magari una volta, a una festa..” lasciate stare.

Acconciature lazy-chic.  I capelli sono fondamentali nel dare quell’allure francese e intrigante, “ce je ne sais quoi” che regala un fascino innocente. Il segreto della francesi è acconciarsi in modo “effortless”: “le parigine fingono di lasciare i capelli al naturale o di averli raccolti in modo casuale e pigro, quando in realtà lo styling è ben studiato e calibrato. A Parigi esistono addirittura dei Bar à Chignon che in 10 minuti realizzano degli chignon meravigliosamente, ma non casualmente, morbidi e disordinati.

Lea Seydoux
Lea Seydoux

Le regole beauty. Per imitare lo stile parigino si dovrà optare per un make up rigorosamente acqua e sapone, della serie il trucco c’è ma non si vede. Unico tocco di colore concesso: le unghie laccate di rosso che donano un tocco di femminilità un po’ retrò.

I 7 must autunno inverno da comprare

I 7 must autunno inverno e come indossarli.

  1. ROSAdusty-pinkCome indossarlo: Somigliare alla protagonista della Rivincita della Bionde è un attimo (giusto per fare un esempio un po’ più attuale visto che anche Barbie ha abbandonato il total pink già negli Anni ’80). Basta un tocco, un singolo capo di abbigliamento o un accessorio, dal cappotto over ai calzini, dalla borsa al cappello. Da abbinare a un outfit neutro, grigio chiaro, blu o nero.
  2. MILITAREstile-militareCome indossarlo: Una delle tendenze per i capispalla della primavera 2016 è certamente lo stile militare. Trench e giacche si fanno mimetici, ma ammiccano volentieri anche a mostrine e alamari, ricordando in tutto e per tutto le divise di esercito, marina e aviazione di ogni nazionalità ed epoca. Perfetti su un vestitino bon ton o su un semplice tubino. Sì alla maglietta tinta unita bianche o nere. No agli stivali e alle camicie ricercate per evitare l’effetto D’Artagnan
  3. VELLUTOvelvetCome indossarlo: tailleur in velluto, giacche in velluto sui jeans, mini abiti in velluto. Da abbinare ad accessori neri, con qualche gioiello. Mantieniti sul basic, è lui il protagonista.
  4. METALLICOmetallicCome indossarlo: Maglie laminate con gonne in cady di seta. Pull senza maniche e gonne metallizzate. La giacca over accostata a top lamé e pantaloni. Gold, silver, bronzee o colorato: l’importante è riflettere i bagliori freddi del metallo.Se non ti senti pronta per il total look prova con la borsa o un paio di scarpe laminate.
  5. CHEQUEREDchecksCome indossarlo: Non pensate solo alla classica camicia da boscaiolo, la stampa chequered compare su bluse bon ton, soprabiti e vestitini.
  6. FRANGEfrangeCome indossarle: sulle gonne le frange esigono un look molto pulito, possibilmente tinta unita o tono su tono. Sulle giacche e sui cappotti sono perfette per il giorno quanto per la sera. Si indossano facilmente con jeans, pantaloni, gonne.
  7. BROCCATO
    China
    Come indossarlo: Broccati, damascati, disegni e grafismi ispirati all’arredamento d’interni prendono vita su giacche, abiti, e accessori. Sofisticati e chic, gli elementi floreali dai toni brillanti che spuntano da abitini e cappotti a fondo scuro, tinte a contrasto su tessuti traslucidi e disegni operati si mescolano a linee moderne ed attuali. Tracolle e maxibag in pelle, sono mixati a dettagli patchwork in tessuto jacquard e camoscio.

I look più belli del Festival di Venezia 73

Si è chiusa la 73esima Mostra del Cinema di Venezia, celebrata dall’ Hollywood Reporter come un’edizione che ha superato per titoli e glamour la contemporanea kermesse di Toronto (“Sorry Toronto” era il titolo). Ecco quindi tendenze, gossip e curiosità, ma soprattutto i look più belli del festival di Venezia 73.

LE COPPIE

  • Alicia Vikander in Louis Vuitton e Michael Fassbender. Quando l’anno scorso presentò al Lido The Danish Girl in pochi conoscevano l’attrice svedese, adesso non solo è una star internazionale ma con il suo red carpet versione coniugale ha conquistato Venezia 73. Naturalmente sexy e innamorata, è arrivata mano nella mano e occhi negli occhi con Michael Fassbender. L’ha conosciuto proprio sul set di The Light Between Oceans, presentato quest’anno alla Mostra. E così anche l’abito versione fashion Heidi di Nicolas Ghesquière acquista un qualcosa di romantico. La forza dell’amore.
alicia-vikander
Alicia Vikander
  • Naomi Watts in Elie Saab Couture e Liev Schreiber. Insieme hanno portato a Venezia The Bleeder, e insieme hanno atteso che lui ricevesse il Persol Tribute to Visionary Talent Award, con la stessa naturalezza con cui si fanno i selfie al supermercato o festeggiano la festa del papà in spiaggia con i due figli. Se il primo posto va ai piccioncini di Hollywood, il secondo spetta a una coppia certa/innamorata/affiatata: Naomi Watts e Liev Schreiber. Belli ed elegantissimi, l’attrice ha scelto due abiti floreali, uno blu e giallo (il colore più di moda al Lido quest’anno) di Roksanda per il giorno e un impalpabile e ricamato Elie Saab Couture per la sera.
    Naomi Watts e Liev Schreiber
    Naomi Watts e Liev Schreiber

LE MAMME

  • Teresa Palmer in Prada. Se calcare il tappeto rosso in due ha sempre il suo glamour, anche Teresa Palmer in un certo senso ha fatto un red carpet di coppia. La protagonista femminile del film di Mel Gibson Hacksaw Ridge ha esibito con orgoglio il suo pancione ai fotografi in uno splendido abito Prada rosa. Sarà femmina?
Teresa Palmer
Teresa Palmer
  • Natalie Portman in Dior. La protagonista di Jackie quando vede i flash invece si tocca la pancia come a volerla proteggere. Natalie Portman aspetta il suo secondo figlio dopo Aleph, 5, avuto dal marito, il coreografo francese Benjamin Millepied. Per la premiere ha scelto un vestito monospalla bianco e scivolato. Se interpreti Jackie Kennedy non puoi che superare la prova eleganza.
    Natalie Portman
    Natalie Portman

LE MODELLE

  • Bianca Balti in Jean Paul Gaultier per Ovs. Avete presente quanto inizia a piovere all’improvviso e vi mettete la prima cosa addosso per andare a togliere i panni che avevate lasciato fuori ad asciugare? Ecco, anche se magari lo spolverino dell’OVS è più o meno uguale, l’effetto su Bianca Balti è un po’ diverso… La modella ha sfilato sul red carpet inaugurale della manifestazione indossando in anteprima la nuova collezione del designer Jean Paul Gaultier, creata in esclusiva per il marchio low cost.
bianca-balti
Bianca Balti
  • Barbara Palvin in Philosophy. Ventitre anni, ungherese e bellissima, la top del momento era a Venezia come testimonial L’Oreal. Sul red carpet ha rubato la scena alla madrina Sonia Bergamasco con questo abito a sirena che di più non si può. Con quel tocco di romanticismo, però, che sa dare all’insieme il giusto equilibrio
barbara-palvin
Barbara Palvin
  • Suki Waterhouse in Dolce&Gabbana. Ora si è data al cinema (è la protagonista di The Bad Batch di Ana Lily Amirpour) ma una vita passata a sfilare per Burberry e Tommy Hilfiger, Louis Vuitton e Valentino rende praticamente impossibile che sbagli un look. Il suo abito rosa, firmato Dolce e Gabbana, è stato uno dei più belli visti al Lido.
suki-waterhouse
Suki Waterhouse

LE NUOVE PROMESSE

  • Matilde Gioli in Valentino. Ha vinto il premio L’Oréal Paris per il Cinema 2016, assegnato ogni anno a un’attrice che si sia distinta per il talento, il fascino e una brillante stagione cinematografica. L’interprete de Il capitale Umano e Un posto sicuro, fin dal suo arrivo al Lido, ha dato prova di eleganza con una serie di look tutti firmati Valentino (di cui è testimonial). Il più bello è forse questo total pink, niente acconciature costruite ma lunghi capelli sciolti. D’altra parte ha solo 27 anni.
    Matilde Gioli
    Matilde Gioli
  • Lily-Rose Depp in Chanel. Diventa sempre più bella Lily-Rose Depp, figlia 17enne di Johnny Depp e Vanessa Paradis, che arriva a Venezia per presentare Planetarium sfoggiando un abito giallo di paillettes con dettagli bianchi. Il look, ovviamente firmato da Chanel. Ai piedi un paio di Chanel con tacco gioiello che è formato da un serpente di metallo attorcigliato. Ma la ragazza bionda, testimonial di Chanel per la linea occhiali e adesso anche di un profumo, ha già l’attitude da star. Vogue UK l’ha nominata “style leader” tra le nuove generazioni di Hollywood.
    Lily Rose Depp
    Lily Rose Depp

Siamo pronti a metterle alla prova anche l’anno prossimo…

Perché non cedere alla moda dello zaino

Anche i grandi della moda sbagliano o forse certe volte ci mettono davanti a delle prove per testare il nostro senso critico. Di tendenze strane ne abbiamo viste molte. Ogni volta che riapriamo un vecchio album di fotografie ci chiediamo: “Ma guarda come andavo vestita! Eppure le Silver mi sembravano così fiche in quel momento!”.

Tutti abbiamo avuto una fase fascia per capelli, pantaloni cargo, stivali a calza, cappello all’indietro, snake o collarino con il dente da squalo. É stato propedeutico alla crescita, ne siamo usciti, ed é per questo che non cadremo nella trappola della moda dello zaino.

Direttamente dal ripostiglio dove avevate riposto la vostra cartella Invicta insieme al primo quaderno con le righe strette di terza elementare, é arrivato prima su qualche profilo instagram e poi sulle passerelle.

Sono nati essenzialmente come sacche in tela robusta munite di cinghie e tasconi e destinate agli sportivi. Negli Anni ’80 furoreggiava il modello Prada con i suoi zainetti in tessuto vela, ovvero confezionati con un nylon speciale, ritorto, molto resistente e leggero. Erano gli stessi anni delle foto di vostra madre con le spalline imbottite e i pantaloni a vita alta, e direi che già con questi due capi nei nostri armadi il ritorno al passato l’abbiamo onorato. Oggi lo zaino Prada é arricchito da immagini di Robot, su quelli di Chanel la doppia C é tracciata con spray colorati, per Gucci é personalizzato con fiori, cuori e tigri. Valentino si distingue per le borchie e la stampa maculata. Fendi resta fedele ai suoi “bud bugs” pupazzetti simili a mostriciattoli, un po’ come quando attaccavamo i peluches e gli scooby doo all’eastpak.

Nessuno dice che non siano comodi. Sono sicuramente capienti, pratici per chi va a lavoro in moto o in bici, utili per chi si deve portare dietro le cose dell’ufficio. Insostituibili per chi fa trekking in zone impervie o chi scala le montagne. Ma belli proprio no.

Attenzione insomma a cedere allo zaino, domani potreste trovarvi a riabilitare il marsupio.

Marta Marzotto, ovvero l’arte di portare il caftano

L’icona più glamour per lei era Jackie Kennedy, l’icona assoluta Diane Von Furstenberg. Come presidente della Repubblica non le sarebbe dispiaciuto Giorgio Armani. La moda e Marta Marzotto. Una storia iniziata quando ancora faceva di cognome Vacondio e lavorava come sartina e modella nell’atelier delle sorelle Aguzzi a Milano, e mai finita. Il primo marito, il conte Umberto Marzotto era erede dell’omonimo impero tessile vicentino. Il figlio, Matteo, è stato a capo del Gruppo proprietario di Valentino e la nipote, Beatrice, ex modella considerata icona di stile.

Quattro gli amori nella sua vita. “Ho avuto solo tre uomini. E tutti lo sanno: Marzotto, Guttuso e Magri”. Con l’artista Renato Guttuso la passione è durata vent’anni: “Lo conobbi l’anno in cui nacque il mio primo figlio maschio, Vittorio. Anni dopo lo rincontrai a Roma, nel suo studio. Mi diede il primo bacio quando lasciai la casa. All’improvviso, sulla bocca. Non ricordo se lo restituii. Ero emozionatissima. Era un uomo da corteggiamento all’antica. Mi scrisse subito decine di lettere con frasi irresistibili: “nuvola bionda, dove sei?”. Negli anni, poi, mi scrisse migliaia di lettere. Scriveva tutto di sé”. Mentre è ancora sposata con Marzotto ed è la musa di Guttuso, Marta inizia una storia anche con Lucio Magri, intellettuale e parlamentare comunista. “Era un formidabile rivoluzionario da salotto. Colto, un grande intellettuale e bellissimo, uno degli uomini più belli. Fu di un’abilità diabolica nell’accendermi. È durata dieci anni: lui in fondo amava solo se stesso, il resto era tutta una posa plastica”. Una sintesi dei suoi amori? “Il fascino di Umberto. La fantasia di Renato. La stronzaggine di Magri”.

Il quarto amore è quello per i caftani. Nessuno li indossava quanto e come Marta Marzotto. Da 25 anni, era la sua divisa. Se n’era innamorata a Marrakech e la sua era la Marrakech non del turismo di massa, ma degli antichi riad, delle storiche famiglie del luogo che conosceva una a una e che le passavano gli indirizzi segreti dei migliori tessitori. Caftani colorati e larghissimi, in estate e in inverno, persino con il colbacco. E poi gioielli, a volte anche bigiotteria perché no, lunghe collane, orecchini e bracciali. Mai scontata. Che fossero mostre, eventi, sfilate o spiagge, la regina dei salotti si faceva ritrarre con il suo capo simbolo e l’immancabile ventaglio. L’abbiamo visto leopardato, a fiori, bordato di pelliccia, in seta impalpabile o a righe.

Al matrimonio di Pierra Casiraghi e Beatrice Borromeo
Al matrimonio di Pierra Casiraghi e Beatrice Borromeo

Il caftano la identificava al punto che gli stilisti più celebri gliene facevano omaggio, creandone alcuni solo per lei. Giorgio Armani le regalò quello indossato per il matrimonio della nipote Beatrice Borromeo con Pierre Casiraghi, altri le sono stati donati da Luisa Beccaria, Roberto Cavalli, Alberta Ferretti. Ne possedeva quasi mille, diceva.

Tanto riconoscibile e così importante nella storia della moda italiana che a Marta Marzotto è stata anche dedicata una mostra nel 2011, dal titolo La musa inquieta. Vita, arte e miracoli di Marta Marzotto. Raccontava la sua vita attraverso i suoi caftani.

Saldi estivi 2016: cosa comprare oggi per la prossima stagione

L’inverno sta arrivando. Qualunque fan della serie tv di cui sto parlando saprà che è dalla prima puntata della prima stagione che ce lo sentiamo ripetere ma abbiamo dovuto attendere sei anni e 60 episodi per il fatidico evento. Eppure l’inverno è arrivato. Quello che voglio dire è che a volte bisogna adottare una prospettiva di lungo periodo.

saldi 2016

Nulla di più vero quando si parla di saldi. Per due motivi:

  1. Gli sconti sono iniziati ormai due settimane fa in tutta Italia. Il primo impulso è quello di comprare tutto subito, il primo giorno, nell’orecchio la voce della commessa che ti dice che la tua taglia (qualunque essa sia) finisce subito. Mi viene da dire che se quei capi di abbigliamento hanno resistito in esposizione per un’intera stagione senza che nessuno li comprasse, c’è il margine per pensare positivo. Di solito poi la commessa incline a insinuare l’ansia da saldi è la stessa che si guarderà bene dal dirvi che dopo i primi saldi ci sono anche i secondi e i terzi. Regola vuole infatti che una settimana dopo l’inizio dei ribassi, il prezzo si abbassi ancora e così il 20% diventa il 30% e poi il 40% negli ultimi giorni. Questo quindi è il momento perfetto darsi allo shopping e trovare cose davvero convenienti.
  1. Ma cosa comprare? Ecco il secondo motivo per cui è bene proiettarsi avanti. In questo periodo fa così caldo che la sola idea di provare un pullover sembra stonata. Il cappottino provato sopra il copricostume poi è ancora più strano. L’abbronzatura ci attira verso il bianco. È vero che i saldi sono l’occasione perfetta per togliersi uno sfizio, comprare il capo alla moda di stagione. La gonna midì, la borsa con le frange, il costume intero che a prezzo pieno non avresti comprato, diventano ora molto più appetibili. Ma c’è anche altro da considerare. L’unica area dei negozi più spopolata durante i saldi estivi di quella che espone i capi della nuova collezione (nonostante i tentativi di indurre in tentazione mettendoli sempre in primo piano) è quella dove sono appesi cappotti e maglioni, residui della mezza stagione relegati invece nell’angolo più dimenticato della boutique. Eppure è proprio lì che si possono trovare grandi occasioni per comprare a metà prezzo abiti che indosseremo per tutta la prossima stagione. Basta solo scegliere con un occhio puntato alle tendenze del prossimo autunno. Ecco tre idee per fare acquisti lungimiranti ai saldi estivi 2016:

 

  • Il chiodo di pelle. Il ritorno agli anni ’80 e ’90 riporta in auge anche il giubbotto da motociclista in pelle. Presentato in molteplici varianti: con impunture, decorato da zip o completamente rivestito in paillettes.
  • Il fascino del vecchio West ritorna in passerelle. Per cavalcare e dominare lo stile non possono mancare: frange, stivaletti, giacchine ricamate e capi in pelle.
  • Il colore giallo. A voi scegliere la sfumatura: limone, senape, canarino, ocra o curry. L’importante è avere almeno un tocco di questa nuance per i look dell’inverno.
  • Il giubbotto di jeans. Lavato, trattato, decolorato, diventa la giacca più cool da portare sull’abito da sera. Mentre – di giorno – si reinventa con scritte e pins. Una buona idea da copiare per rinnovare quello che avete già nell’armadio.
  • Il bomber. Sportivo o rivisitato in versione chic. Tinta unito o stampato. Super trendy quello in tessuto matelassé da indossare tono su tono sugli abiti.

 

L’inverno sta arrivando.

Tutti i costumi di tendenza dell’estate 2016

Ormai non possiamo più temporeggiare. Giunti alla metà di giugno neanche la legge non scritta per cui il bel tempo ti illude dal lunedì al giovedì ma il weekend il sole magicamente scompare, ci potrà salvare. Il barattolo di crema rassodante è ancora a metà, le sedute di laser non sono ancora finite, il tempo per lo scrub non l’abbiamo ancora trovato eppure il momento è arrivato: prova costume per tutti.

Orientarsi nella scelta del beachwear non è facile. Le grandi firme hanno prezzi spesso inaccessibili e anche la compratrice più compulsiva ha qualche remora nel pagare cifre a due zeri per pezzetti di stoffa tanto piccoli. Quando si parla di bikini l’ispirazione viene soprattutto guardando cosa indossa la vicina d’ombrellone, l’amica o il profilo Instagram di qualche blogger.

Due anni fa è esploso Janne Ibiza, la linea di micro kini indossati da Belen Rodriguez. Il costume di tendenza della scorsa estate è stato invece sicuramente quello indossato da Alessia Marcuzzi sulla copertina di una nota rivista e poi postato anche sui suoi social. Subito è partita la caccia allo stilista. “Di chi sarà mai il misterioso bikini?” Mentre fan e follower erano ancora alla ricerca, eccolo spuntare anche nelle foto di Anna Dello Russo e in poco tempo è diventato il must have della stagione.

Alessia Marcuzzi indossa il bikini di Kiini
Alessia Marcuzzi e il bikini di Kiini

Probabilmente avrete già capito che si tratta del modello di Kiini che mixa crochet e tessuti tecnici. Sold out in poche settimane. Oggi lo trovate sul sito di Kiini ma consiglierei di dare un’occhiata anche a Yamamay che ha creato un modello molto simile.

Yamamay - Estate 2016
Yamamay – Estate 2016 – Costume rosso con cuciture ai lati

Il 2016 potrebbe essere l’anno del romantico bikini cotone bianco con bordi in pizzo di For Love and Lemons, tra il costume da bagno e la lingerie, ha conquistato anche Chiara Ferragni che l’ha sfoggiato in spiaggia a Copacabana e ha postato la foto su Instagram. La strada direi che è spianata.

Chiara Ferragni con costume For Love and Lemons
Chiara Ferragni con costume For Love and Lemons

Nel mondo del beachwear bisogna considerare che è spesso tra i marchi che vendono prevalentemente online o alle vendite private che si trovano i modelli più interessanti. Ognuna di noi ha poi il suo modello del cuore, non importa da quanti anni lo possediamo e se è o no passato di moda perché è solo con quel costume che ci sentiamo sicure di noi stesse.

Uno sfizio l’anno però ce lo possiamo togliere e scegliere uno dei costumi di tendenza dell’estate 2016, magari anche a prezzi accessibili.

Ecco tutti i costumi di tendenza dell’estate 2016 :

  1. RIGHE –  bikini a mini & maxi stripes, bicolori o multicolori.
  2. STAMPE A FIORI – romantici o pop, in cotone stile Saint Tropez sui toni pastello o tecnici dalle tinte sgargianti.
  3. ETNICO – influenze etniche, tribali, animalier, tutte unite da colore. E su top e slip compaiono le frange. Quando il Coachella style incontra lo spirito gipsy di Ibiza.
  4. BIANCO – Intero o due pezzi purché sia bianco ottico, il perfetto complemento dell’abbronzatura.
  5. COSTUMI INTERI (meglio se TOTAL BLACK) – cosa c’è di più elegante di un costume intero nero? Davvero niente. E le proposte sono molte. Tutte varianti sul tema della più raffinata semplicità.
  6. SURFER E SPORTIVE – tecnici e zippati. Oppure olimpionici e accollati. compatti e in neoprene, hanno colori accesi e finiture tecniche.
  7. STAMPE TROPICAL – non la classica stampa hawaiana: palme, hibiscus, fiori e uccelli tropicali popolano i bikini 2016 creando nuove fantasie e giochi di colore.
  8. POIS – questa stampa retro torna protagonista delle estati italiane.
  9. ANNI ’50 – gli slip sono a vita alta mentre i reggiseni a fascia ricordano i corsetti. Strutturato e fasciante, da accessoriare con gioielli e accessori per un look da neo diva, perfetto per una festa in piscina o un aperitivo al tramonto.
  10. UNCINETTO – lavorati a maglia, in piqué, di twill e in tessuto a nido d’ape, tutti con lavorazioni a maglia geometriche. Le finiture e i laccetti hanno fantasie grafiche o con sfumature fluo, riflettenti.

 

Perché tutti parlano delle nuove divise Alitalia

Sono cresciuta con un’amica che in fatto di moda ha due sole convinzioni ferree: le calze color carne sono il demonio e il verde sbatte. È stata lei la prima a cui ho pensato quando ho visto l’evento Facebook “Salviamo le hostess Alitalia dalle nuove divise” che in poche ore ha raccolto quasi 10mila partecipanti e 29mile clic. L’obiettivo, come si legge nella pagina, è una “petizione per la sostituzione della calza verde con una più sobria calza color carne!”. Non so quale orrore di moda avrebbe preferito ma sono certa che su una cosa sarebbe stata d’accordo: il motivo per cui si parla tanto delle nuove divise Alitalia è che sono irrimediabilmente brutte.

Le nuove divise Alitalia
Le nuove divise Alitalia

Dimenticati i tempi in cui vestivano Armani e Sorelle Fontana, oggi le assistenti di volo indossano tailleur rossi con le calze verdi per il personale a bordo e verdi con le calze rosse per il personale a terra. Per le divise maschili, invece, i colori sono grigio antracite e verde bosco, con cravatte rosse e verdi che richiamano gli abiti femminili.

Le divise Alitalia nella storia
Le divise Alitalia nella storia
Le divise Alitalia nella storia
Le divise Alitalia nella storia

Condannate a un perenne 25 dicembre, le hostess non possono ovviamente opporsi ma ci ha pensato il web a scatenarsi contro le uniformi ritenute dai più troppo severe, castigate e abbottonate ma soprattutto contro le calze.

Tra le voci del coro spunta anche quella di Selvaggia Lucarelli. “L’ultima (e la prima volta) che ho indossato i collant verdi ero alla recita scolastica e facevo il cespuglio parlante. Molta solidarietà alle hostess di Alitalia, davvero”.

Per molte donne texture, denari e trasparenza sono una scelta di vita, un terreno campale in cui si scontrano le puriste della calza velata e le integraliste dei 50 denari. Che il color carne dia lo stesso effetto lucido di un fondotinta sbagliato è ormai accettato invece dalla maggior parte della popolazione così come il fatto che neanche Elle Macpherson, la supermodella soprannominata “The body”, ha mai ostentato così tanta sicurezza da indossare quotidianamente collant colorati. Divertenti sì, donanti no.

Si sa però che non sempre uomini e donne hanno le stesse idee su cosa l’altro sesso dovrebbe o non dovrebbe mettersi addosso. Ci sono mariti e fidanzati che hanno il feticcio del plateau, impazziscono per le parigine, amano i cerchietti per capelli oppure odiano le ballerine. Non c’è un particolare motivo. Probabilmente il feticcio di Ettore Bilotta, designer italiano indipendente e stilista della nuova collezione di divise per il personale di Alitalia, sono le calze colorate.

Così ha risposto alle critiche in un’intervista all’Huffington Post: “Sono stato io a volere fortemente i collant verdi. Quelli color carne sono orrende, antiche. Era arrivato il momento di cambiare”.

E su questo siamo d’accordo. Ma del nero hai mai sentito parlare?

Dal 1950 ad oggi le divise dell’Alitalia sono state rinnovate per dodici volte con le firme di grandi nomi della moda: si va dalle divise più classiche delle sorelle Fontana (tailleur color blu scuro e gonna sotto al ginocchio) ad Alberto Fabiani (1973 divise giallo ‘albicocca’), fino a Giorgio Armani nel 1991 (giacca blazer color verde-grigio), poi le attuali divise Mondrian. Ora tocca a Bilotta, stilista molto amato in Medio Oriente, che disegna le divise di Etihad fin dal 2003 tanto che alcuni l’hanno anche accusato di aver imposto i dettami della cultura araba scegliendo un look tanto castigato (da notare però che le assistenti di volo Ethiad non hanno le calze fluo, fossi dell’Alitalia farei volentieri a cambio).

Divise Ethiad
Divise Ethiad

“Questi abiti sono una rivisitazione della moda anni ’50, con un’inversione di tendenza rispetto alla tradizione – dice ancora Bilotta all’Huffington Post – Per i colori, mi sono ispirato a quelli della nostra bandiera, anche se ho fatto un sogno che mi ha aiutato a definirne le tonalità. Per il cappellino, il cui ritorno è stato apprezzato da molte dipendenti, ho preso ispirazione dai terrazzamenti delle Cinque Terre, un luogo che amo particolarmente”.

Quindi care hostess è tutta colpa di un incubo, ma ringraziate di non essere delle Mauritius altrimenti vi toccava la divisa verde, gialla, blu e rossa.

 

Le 10 fashion blogger più influenti che non conosci

Il mondo è piccolo, piccolissimo. Esci con qualcuno che non è il tuo fidanzato o la tua fidanzata e incontri una sua lontana cugina. “Ma dai non glielo dirà!”. Glielo dice sempre. Sparli di qualcuno e dietro di te c’è il suo migliore amico, vieni invitato da una parte e il giorno dopo hai 18 nuove richieste di amicizia, non vieni invitato e la tua vita sociale è finita. In un mondo in cui 3,5 milioni utenti hanno espresso il loro apprezzamento alla foto throwback di Justin Bieber e Selena Gomez insieme su Instagram, coronando lo scatto come quello con più like di sempre, rischiamo a volte di perdere il senso delle cose.

La tua compagna di classe, assolutamente normo-tipo, normo-alta e normo-carina, è diventata la star dei social network, posta solo selfie ammiccanti, ha occhi enormi e gambe lunghissime. Ormai anche un bambino sa che basta guardare i contorni di braccia e cosce per capire se sulla foto è intervenuto il ritocco e non è più un segreto per nessuno che con 20 euro ti compri “K” follower. Ma ci sono numeri e numeri.

Fino ai 500/1000  seguaci sei una persona normale, che dei social fa uso personale, magari fai delle belle foto e sei particolarmente carino/carina. Le migliaia si comprano facilmente, andando a pescare in ampi bacini di russi, asiatici o utenti di chissà quale parte del mondo che sicuramente non sono amici della tua compagna di classe di cui sopra. Molte fashion blogger nostrane invidiate, venerate e ossessivamente seguite arrivano al milione di follower. Sono sempre in giro per il mondo, ricevono gratis i più bei vestiti e sono invitate ai party più in. Pensiamo siano sul tetto del mondo ma in realtà c’è molto di più.

Ma chi sono i veri re e soprattutto regine dei social? Sicuramente non è solo questione di numeri. Leggete questa classifica e scoprirete che dei 10 fashion blogger più influenti del 2016 probabilmente non avete mai sentito parlare.. tranne che della numero uno.

 

  1. Chiara Ferragni – The Blonde Salad. Italia. Può piacere o non piacere, stare simpatica o antipatica, si può dire che abbia avuto gli agganci giusti ma anche se non te ne frega niente che Theblondesaladgoesto non so dove, una cosa è innegabile: è stata tra le prime, in tanti hanno provato a copiarla ma nessuno ci è riuscito. Chapeau. Follower: 5,9 milioni
  2. Aimee Song – Song of style. Americana di origini asiatiche. Interior designer di Los Angeles, i suoi video raccolgono gradimenti a 5 zeri. Follower: 3,5 milioni
  3. Kristina Bazan – Kayture. Svizzera. Follower: 2,3 milioni. È una modella e blogger svizzera che ora vive a Los Angeles. Nel 2011 ha iniziato l’attività di imprenditrice di se stessa.

 

  1. Julia Engel – Gal Meets Glam. Usa. Laureata presso la Heberhardt School of Business, una carriera da digital marketing ed un blog che ora è il suo lavoro a tempo pieno.
  2. Wendy Nguyen – Wendy’s Lookbook. Usa. ha un canale Youtube con oltre 600 mila iscritti. Dà consigli attraverso il sito «Lookbook of Wendy». Ex impiegata in banca, ha sempre amato la moda ed è stata convinta a dedicarsi al mondo fashion dagli amici.
  3. Julie Sariñana – Sincerely Jules. Messico. Ha aperto il blog nel 2009. Adesso, promuove una sua linea di t-shirt con frasi e citazioni.
  4. Blair Eadie – Atlantic-Pacific. Newyorkese chic. Difficile trovare una foto su Instagram in cui la bionda non abbia gli occhiali da sole.
  5. Chriselle Lim – The Chriselle Factor. Corea. Chriselle Lim è una wardrobe stylist. Dà suggerimenti su come vestirsi in video e ha lavorato con brand come Banana Republic.
  6. Gala Gonzalez – Amlul By Gala Gonzalez. Spagna. Modella, blogger e dj. Vive a Londra e ha una sua linea di vestiti.
  7. Nicole Warne – Gary Pepper Girl. Australia. Classe 1990. È super paparazzata.

Il mondo è grande, grandissimo.