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Coachella 2016, cose da gente “in”

Se non vai al Coachella non sei nessuno. Questo è più o meno il messaggio che tra i social network sembrava serpeggiare nelle ultime due settimane. Tripudi di coroncine di fiori su Instagram, solo feste in piscina indossando vestitini hippie su Facebook. H&M ha addirittura creato una collezione apposita per il Coachella, come se per tutte le ragazze che entrano nel negozio fosse scontato prendere il giorno dopo un aereo per la California e farsi un paio di giorni in mezzo al deserto. “Dove andiamo per il 25 aprile?”, “Non saprei, è brutto tempo su tutta l’Europa!”, “Va bene allora andiamo a Indio!”.

Indio, è questa la meta da cerchiare sulla cartina. Per due weekend consecutivi, 15 – 17 aprile e 22 – 24 aprile, in questa località del sud della California, ignorata per il resto dell’anno, si tiene il Coachella Valley Music and Art Festival.

Si tratta di un grosso evento non solo dal punto di vista musicale: partecipano attori, personaggi più o meno celebri in tv e sui social network. Ogni fashion blogger che abbia qualche aspirazione di gloria deve passare da qui. È la tipica situazione in cui i vip amano “mischiarsi con la gente”, come se nascoste da dei mini top di pizzo e dagli occhiali tondi e specchiati le modelle di Victoria Secrets, assidue frequentatrici, potessero passare inosservate. Decine di giornalisti fotografano e commentano minuziosamente i look delle celebrità. Negli anni, da evento radical alla Burning Man, dove quello che fai li deve rimanere, Coachella è diventata un’occasione in cui anche per il pubblico è fondamentale mostrarsi “cool” rispettando uno stile a metà strada tra l’Indie e l’Hippie che nel tempo ha incanalato una serie di cliché: coroncine fiori (o da ballo del liceo come quella di Chiara Ferragni), pizzi e gonnelline.

Ma che cos’è il Coachella? L’annuale music festival offre in tre giorni per 12 ore al giorno, da mezzogiorno a mezzanotte, concerti che variano dall’hip hop all’elettronica, dal rock all’indie. Il tutto su 7 diversi palchi dislocati nella Coachella Valley. Nell’edizione 2016 si sono esibiti i Guns N’Roses, gli LCD Soundsystem, Calvin Harris, Ellie Goulding e molti altri.

La gente è tanta, tantissima, la polvere del deserto è tanta, tantissima. C’è la possibilità di acquistare dei biglietti VIP che danno accesso a una zona con bar e food trucks per prendersi una pausa dalla folla. È qui che si ritrovano le celebrità: quest’anno sono state avvistate Kate Bosworth, Diane Krueger, Alexa Chung, le sorelle Hilton, Chiara Biasi. Alessandra Ambrosio con una schiera di amiche brasiliane e colleghe di VS è stata al Coachella entrambi i weekend, Chiara Ferragni solo al primo e, stando a Instagram, è ora volata in oriente.

 

Nella Gallery alcuni dei migliori look.

 

E sono 90..Happy Birthday Queen Elizabeth

Le rare volte in cui twitta si firma “Elizabeth R.”, dove “R” sta per “regina” in latino. Ha il rigore di un direttore marketing, il senso della scena di una rockstar, e da 64 anni ha plasmato il passato , il presente e il futuro dell’Inghilterra. Il 21 aprile Elisabetta II compie 90 anni.

Sarà la stessa sovrana ad accendere la prima delle mille torce che verranno installate in tutto il Regno Unito per le celebrazioni che si terranno nei giardini del castello di Windsor. Uno dei momenti centrali dei festeggiamenti sarà l’evento-spettacolo trasmesso in diretta tv e sold out già da novembre. Sul palco si esibiranno tra gli altri anche Kylie Minogue e Andrea Bocelli e interverrà l’attrice Dame Helen Mirren, che ha vinto un Oscar per la sua interpretazione di Elisabetta II nel film ‘The Queen’ del 2006. Attraverso le performance di cantanti, attori, star internazionali, verrà ripercorso il regno di Her Majesty.

Tutto iniziò con l’abdicazione di Edoardo VIII per amore di Wallis Simpson che portò sul trono il padre della “princess Lilibet”. Salita sul trono il 6 febbraio 1952 a 25 anni, Elisabetta il 9 settembre 2015 ha battuto il record del regno più lungo, strappandolo alla trisavola Victoria, al potere per 63 anni, sette mesi e due giorni, fra il 1837 e il 1901.

Elisabetta II da giovane
Elisabetta II da giovane

Il segreto dell’eterna rilevanza della sovrana è nell’aver adottato il principio in base al quale “un monarca deve essere visto se vuole essere creduto”. Il che spiega le 266 visite ufficiali in 116 Paesi (anche se The Queen non ha passaporto) ma anche il suo approccio al guardaroba. Gli abiti sono di colori brillanti, spesso inusuali, per agevolare l’individuazione tra la folla; il cappello aggiunge qualche centimetro ed è sempre disegnato in modo da lasciare il volto scoperto. L’obiettivo è quello di dare a tutti la possibilità di dire: “Oggi ho visto la regina”. Fu sempre Elisabetta nel 1970 a introdurre il rito della “passeggiatina”: il breve tragitto da compiere a piedi tra la macchina e la destinazione finale per farsi salutare il più possibile.

La regina al matrimonio di Zara Phillips
La regina al matrimonio di Zara Phillips

C’è un colore che Sua Maestà predilige per nozze, battesimi e insomma appuntamenti lieti: il giallo sinonimo di felicità. Lo ha indossato in occasione del matrimonio di William e Kate nel 2011 ma anche nella sua prima copertina, a tre anni, nel lontano 1929 quando era ancora solo l’adorabile primogenita del duca di York.

la regina al matrimonio di William e Kate
la regina al matrimonio di William e Kate

Oggi la sua stilista è Angela Kelly, affiancata da un team di 12 sarte e costumiste. Il primo a vestirla fu invece Norman Hartnell che disegnò per lei anche l’abito da sposa. Negli Anni ’60 e ’70 fu invece la volta di Hardy Amies, poi John Anderson e Stewart Parvin, il più giovane ad aver vestito Sua Maestà da oltre un decennio. Proprio Parwin ha confidato che la regina ama i colori forti e nitidi che esaltano la figura minuta.

la regina alla celebrazione delle nozze di diamante
la regina alla celebrazione delle nozze di diamante

Her Majesty non mette mai due volte lo stesso abito per una occasione ufficiale, ha una mania per gli accessori (possiede oltre 200 borse tutte firmate da Launer London) e calza le scarpe (dicono) solo dopo che un assistente le ha ammorbite indossandole per lei. Si dice che i suoi vestiti siano tutti rigorosamente schedati e catalogati, per non correre il rischio di essere riproposti durante visite o incontri con lo stesso capo di stato o di governo.

La regina con Kate
La regina con Kate

Dopo di lei ci saranno Carlo, William e George. Sicuramente non sarà Camilla a raccoglierne l’eredità, forse Kate, chissà.. Elisabetta è il souvenir e il simbolo del Regno Unito più forte delle tazze con la faccia del Royal baby. Regina di tutti, immedesimabile per nessuno. Happy Birthday Queen Elizabeth.

 

Rosa quarzo: il colore di tendenza per la primavera

Dalle passerelle allo street style la tendenza colore per la primaveraappena iniziata è una: il rosa. Il nome della sfumatura giusta da indossare è Rose Quartz, rosa quarzo. Come ogni anno a rispondere è arrivato puntuale l’Oracolo del Colore alias Pantone, precisamente il Pantone Color Institute, che ogni anno studia e raccoglie il best of dei 10 colori di tendenza.

Dakota Johnson in Prada rosa quarzo al Festival di Venezia 2015
Dakota Johnson in Prada rosa quarzo al Festival di Venezia 2015

Il gioco, sottile, tra ultra classico e disinvolta aristocrazia, sempre matericamente alleggerito. Il fil rouge è in tinta rosa, un Romanticismo poco ingenuo, adatto a una finta coquette, perfetto per una bambola rock. Un pallore rosa che può essere uniform, che è già stato (vedi Vogue archivio) molto dandy,rosa+maschile, rosa+taglio sartoriale, rosa+ che mai.

Dal rosa magenta al rosa confetto, passando per il rosa shocking e per le divertenti tonalità del rosa Barbie, via libera dunque a tutte le gradazioni di rosa per i capi moda di primavera estate 2012 e per tutti gli accessori come cinture, occhiali, borse, scarpe, sciarpine, spille e collane. Il colore simbolo della femminilità sarà la cromia base di un ventaglio di sfumature che vestiranno solo un capo del nostro look, come può essere un accessorio in contrasto su una mise interamente black, oppure l’intero outfit, per un total look senza compromessi per chi non ha paura di osare.

 Carolina Herrera
Carolina Herrera

Abiti in voile, gonne a balze e capi ultra femminili si vestiranno di questo colore di tendenza per primavera estate 2012; ma anche i capi dalla linea più maschile come tute, pantaloni lineari e capispalla dalle forme severe troveranno una nuova dimensione con il colore rosa declinato nelle sue mille sfumature. In tinta nude gli oltraggiosi anni Venti, appunto impudicamente Ruggenti, declinato al cipria il rosa delle dive hollywoodiane tutte piume e gloria, decisamente saturo il pink delle donne e delle ruote delle gonne degli anni Cinquanta, decennio molto Doris Day seppur di assoluta couture. Di declinazione etnica, da hippie& happy jet set nei Settanta, un girare di rosa e arancio che comprendeva tutti i figli dei fiori, quindi tanti anche non happy, non hippy, e nemmeno jet set.

Tadashi Shoji
Tadashi Shoji

Torna a tinte forti, non si scinde dal fucsia, il rosa che colora i notturni e sgargianti anni Ottanta Via il rosa dai minimal e cupi e neri Novanta, tornano nel Duemila perché torna tutto. Oggi, basta tornare al principio del discorso.
Una trama da fiaba d’avant-garde, tutta in rosa. Più couture che mai, l’ estate scorre a tinte pastello, lastricando passato-presente-futuro d’elegante dolcezza.

Perché e per come del contouring

Sono sempre stata scettica nei confronti di quelle che fanno i tutorial di make up su You Tube perché nella maggior parte dei casi si truccano come delle battone. Ombretti glitterati, guance con pomelli rossi alla Bambola Assassina e eyeliner come Amy Winehouse. Le aspiranti truccatrici che anche a 50 anni sono pettinate e acconciate stile Lelly Kelly per dare un’immagine bon ton dispongono inoltre di una serie sterminata di strumenti del mestiere.

Per chi come me ha iniziato a mettersi la matita in adolescenza avanzata perché le faceva impressione, si trucca in macchina, pratica sugli occhi solo il marrone o il nero, stende il fondotinta con le dita e in caso di estrema necessita usa il rossetto come blush, è un universo che si schiude. Centinaia di pennelli, migliaia di palette di ombretti, basi di tutte le consistenze. Hanno tutte quelle cose con cui le brave venditrici delle profumerie riescono a affascinarti e a farti sentire un’aliena che ha vissuto su questa terra fino a quel momento senza conoscere l’importanza fondamentale del primer per le labbra o dell’illuminante occhi (che non è il copri occhiaie che distribuiamo a grandi manate e senza nessun riguardo per la nota tecnica del “picchiettamento con i polpastrelli”). “Come non hai mai visto i tutorial che ti insegnano come fare con lo scotch la linea netta della matita?” mi ha detto ieri una zelante commessa. “No, mai”.

Un tutorial però l’ho visto. Quello del contouring. Avevamo appena capito la differenza tra BB cream e CC cream quando ecco che un’altra moda make up ha preso il sopravvento. La pratica è di per se affascinante e misteriosa, non si capisce infatti come una tizia che all’apparenza sembra si stia truccando da guerriero Maori, con un’abile opera di sfumatura si trasformi in una diva.

Facendo una serie di tratti sul viso con ciprie e terre di tonalità differenti in punti strategici e poi sfumando, questa tecnica permette di nascondere un po’ il doppio mento (scurendolo), minimazzare un naso troppo grande (delineando con delle linee ben sfumate i suoi lati o la punta) o alzare gli zigomi (illuminando la parte più alta e scurendo quella più bassa).

Contouring-viso-ovale1

Per ogni forma del volto, quadrato, triangolare, tondo o lungo, sono indicate le zone da schiarire o scurire. La regola base è che i colori chiari allargano e mettono in evidenza e quelli scuri rimpiccioliscono e minimizzano.

contouring

È diventata popolare grazie ai truccatori delle celebrità, che riescono praticamente a creare anche l’effetto di una rinoplastica. L’apripista è stata Kim Kardashian. La sorellina Kylie Jenner potrebbe ora lanciare una sua palette per il contouring.

Dai saloni di bellezza si è arrivati alla quotidianità dei comuni mortali: da Kiko a Sephora, tutti vendono il kit per il contouring. Pare addirittura che una ragazza coreana si sia riuscita a trasformare in Taylor Swift. Con il “body contouring” pare poi che sia possibile ricreare addominali scolpiti e seni prosperosi.

Qualche ombra di fard qui, un’altra pennellata di ombretto chiaro là e il gioco è fatto? In realtà non è proprio così semplice e serve una discreta abilità nell’individuare i punti giusti da chiarire e scurire per non assomigliare a un clown. Inoltre è essenziale la base: la tecnica infatti va applicata solo dopo aver messo in maniera impeccabile il fondotinta per dare omogeneità al viso. Sicuramente è un trucco più adatto alla sera che al giorno, quando si rischia l’effetto mascherone.

Insomma, non so quale sia il vostro grado di abilità , ma se anche voi non avevate mai sentito parlare di come mettere la matita con lo scotch, diffidate del kit per diventare Taylor Swift, in “pochi semplici gesti”.

Le tendenze primavera estate 2016

È arrivato quel periodo dell’anno in cui quando hai la giacca a vento ci sono 25 gradi e quando sfoggi il rennino piove. Oggi le previsioni del tempo davano sole a Pasqua, segno inconfutabile che il cambiamento climatico è in atto e che nella vita non ci sono più certezze. Ci troviamo nella situazione in cui gli stessi che al primo weekend primaverile sono corsi a mangiare gli spaghetti allo scoglio, due giorni dopo partono per la settimana bianca. Ottima soluzione in realtà, che permette di evitare le vacanze pasquali al mare. Il tradizionale primo banco di prova della nostra forma fisica quest’anno arriva troppo presto.

Non abbiamo finito il ciclo di sedute del laser, non abbiamo completato il programma in palestra ne’ la famosa dieta che abbiamo iniziato il giorno dopo il famoso spaghetto allo scoglio, non sappiamo cosa indossare. I cappotti convivono con le ballerine senza calze, gli spolverini con il colorito ancora troppo pallido. Quindi nel caso vi trovaste in partenza o nell’ipotesi in cui vi troviate costrette a buttarvi dentro Zara a rifarvi il look perché tutti vi guardano come se foste una emo perché avete inavvertitamente indossato le calze nere in un giorno di sole, ecco la guida su cosa comprare.

Le tendenze primavera estate 2016 più adatte a questo periodo:

Le righe: verticali, orizzontali, oblique o a zig-zag, le righe hanno contrassegnato le passerelle delle collezioni primavera estate 2016. Da ricordare: 1. il bianco e blu fa tanto chic ma tanto marinaretto quindi date un’occhiata al meteo prima di uscire di casa. 2. Le strisce orizzontali allargano.

Righe

Il rosso e il verde militare: sono i colori di stagione che meglio si portano in questo periodo. Tirate fuori sahariane e giacche da esploratore. Si anche al rosa confetto e all’azzurro. Per ora evitate il giallo, la vostra carnagione non è ancora pronta.

Fiori: Non più fiori stampati ma fiori che prendono vita, sono applicati sui pantaloni e su camicette trasparenti, hanno un volume. Perfetti per il pranzo di pasquetta nel caso in cui le previsioni avessero davvero ragione

fiori

Animalier: mini abiti, bluse, scarpe, va bene su tutto, basta sdrammatizzarlo.

Il giubotto: Di pelle da motociclista oppure college, si trova ormai anche nei negozi low cost, meglio se personalizzato con qualche dettaglio. Pefetto su abitini a sottoveste.

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Oro, Argento e Bronzo: l’importante è che sia effetto metallizzato. La tonalità argento letteralmente spopola per la prossima primavera. Il medagliere della moda schiera sul podio tessuti lamé, pellami perlescenti, cascate di glitter e riflessi olografici che riverberano sia i colori dei metalli sia soft palette nei toni del rosa.

argento

Nature patchwork: Stampa patchwork rivisitata in chiave naturale, i pattern sono diversi e si accostano l’uno con l’altro su abiti estivi.

patchwork

Jeans: Anni ’70 o a vita alta, in denim chiaro oppure scuri, fortunatamente non passano mai di moda. Porto sicuro per ogni situazione e potremo anche dire di essere di tendenza!

Moda e diamanti: per Bulgari è tutto SerpentiForm

Da Cleopatra fino ai giorni nostri, è simbolo di seduzione, rinascita e trasformazione. Il serpente in tutte le sue forme e rappresentazioni artistiche è il protagonista di “Bulgari – SerpentiForm: Arte gioielleria e design” in mostra a Palazzo Braschi a Roma dal 10 marzo al 10 aprile 2016. Oggetti d’arte antica e opere d’arte moderna firmate da Keith Haring, Alexander Calder e Niki de Saint Phalle fanno da contorno ai gioielli di Bulgari. Jean Christophe Babin, amministratore delegato della maison, ha commentato: “A Roma noi siamo immersi nella cultura giorno e notte per sognare la Bulgari di domani”.

Video

Le foto della Mostra SerpentiForm

Perché tutti parlano della sfilata di H&M a Parigi

Dopo la settimana della moda di New York, Londra e Milano, è a Parigi che si chiudono le sfilate. In passerella ci sono i più grandi, le location sono le più spettacolari. Dior ha allestito maxi specchi deformanti alla Dalì all’ingresso della Cour Carré del Louvre, Olivier Rousteing per Balmain ha voluto un’orchestra per la colonna sonora dal vivo, eppure ad attirare di più l’attenzione sono state le chiome di Kendall Jenner e Gigi Hadid e la sfilata di H&M.

Gigi Hadid e Kendall Jenner

Qualche giorno fa “Kendall e Gigi” diventa improvvisamente trending topic su twitter. Niente scambi di fidanzati o liti tra gatte, a scatenare i cinguettii è stata la nuova tinta delle due modelle: per la sfilata di Balmain Gigi Hadid è diventata mora e Kendall Jenner si è fatta bionda. A vedere i loro selfie, di primo impatto si tende a confondere l’una con l’altra: nel mondo social si chiama “faceswap” ed è diventato virare. Internet impazzisce, i siti pubblicano titoli con il punto esclamativo. Eppure credevamo che i cambi di acconciature avessero smesso di suscitare interesse dopo che Britney Spears si era rasata i capelli negli Anni 90’. Comunque tranquilli, a quanto pare sono parrucche.

Gigi e Kendall da Balmain

Sicuramente c’è più da parlare della sfilata di H&M per l’Autunno Inverno 2016/2017. All’ombra della Tour Eiffel, nel tempio della moda per eccellenza, il colosso del low cost sfida ogni tabù, ogni convenzione e ogni regola sedimentata nei decenni. Diceva Coco Chanel: “Non si è mai troppo ricche o troppo magre”. H&M convoca nel team anche la modella plus-size Ashley Graham, prima modella per taglie forti scelta come cover girl della Swimsuit Issue nella storia di Sports Illustrated.

Ashley Graham da H&M
Ashley Graham da H&M

Il caso di Sofia Mechetner, la modella israeliana scelta come nuovo volto di Dior a soli 14 anni aveva riaperto il dibattito sull’età giusta per sfilare. Johnny Depp e Vanessa Paradis sono stati criticati per aver permesso alla figlia Lily Rose di salire in passerella a soli 16 anni. Da H&M Anna Cleveland ha sfilato insieme a sua madre, Pat Cleveland. Sguardo fiero, posa perfetta, 65 anni, ancora e sempre “catwalk queen”. Anche un’altra leggenda della moda, la modella americana Amber Valletta, 42anni, ha calcato il palco insieme alle colleghe più giovani Freja Beha Erichsen, Anja Rubik e Natasha Poly.

Pat Cleveland H&M
Pat Cleveland H&M

Ma la vera battaglia che il marchio svedese ha portato avanti a Parigi è quella del gender, inteso non come negazione della sessualità di uomini e donne, quanto più come desiderio di rendere ciascuno libero di poterla vivere senza stereotipi. Per questo ha scelto anche Hari Nef e Andrej Pejic, icone del movimento transgender. Il messaggio è arrivato forte e chiaro: la bellezza non ha età, non ha taglia e non ha confini.

Andreja Pejic da H&M
Andreja Pejic da H&M

La Milano Fashion Week per outsider

Premessa: il mondo della moda ha i suoi linguaggi e le sue regole spesso inaccessibili e in gran parte incomprensibili a chi ne è al di fuori.

Esempio: Avevo un paio di pantaloni a righe bianche e nere. Per il tipo con lo shatush bianco e viola e il cappello fez (quello di Aladdin) e per il suo amico con le scarpe con zip seduti accanto a me in treno, erano gli stessi indossati da Kendall Jenner nella pubblicità di H&M per Balmain. Per il controllore quei pantaloni dovevano essere il segno che tifavo Juventus.

 

Dopo New York e Londra, ora tocca alla Milano Fashion Week. In 7 giorni saranno concentrate 73 sfilate, 98 presentazioni, 16 presentazioni fashion Hub Market, 9 presentazioni su appuntamento e 19 eventi, per un totale di 184 collezioni che attireranno in città migliaia di persone da ogni parte del mondo. C’era persino Matteo Renzi, il cui curriculum modaiolo vanta una canotta a maniche lunghe, pantaloni troppo corti e giubbotti di pelle alla Grease. Al pranzo inaugurale della settimana della moda era seduto accanto a Anne Wintour. Cosa si saranno detti (e in che lingua) rimane un mistero. Tra i commensali c’erano anche Giorgio Armani, Donatella Versace, Diego Della Valle, Tomaso Trussardi, Lavinia Biagiotti, Donatella Versace, Lapo Elkann e Franca Sozzani. L’evento si è svolto a Palazzo Reale e ovviamente era blindatissimo.

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Matteo Renzi tra Anne Wintour e Franca Sozzani

È questo il concetto chiave: nella settimana della moda c’è una netta separazione tra chi entra dentro e chi rimane fuori. L’abbigliamento è la prima scriminante per capire se “sei qualcuno”. Di fronte all’ingresso del palazzo dove stava per tenersi la sfilata di Luisa Beccaria, l’uscere inerme cercava di capire chi far passare e chi no, destreggiandosi tra le decine di persone che vantavano un invito vero o presunto. In suo aiuto è giunta un’addetta stampa che gli ha detto all’orecchio la formula magica: “Quelli vestiti normali sono giornalisti e devono essere in lista, quelli vestiti in modo assurdo falli passare”. Ecco quindi che a un tipo con cappotto bordato di pelliccia stile Hatefull Eight seguito da tre appariscenti donne orientali in abito lungo, occhiali da sole fiorati e vistosi gioielli, basta dire: “Ho portato le girls!” per aprire le folle come Mosè.

Esistono due tipi di inviti: “standing” o con posto assegnato. A loro spetta la priorità di accesso. È il gotha della moda, si conoscono e riconoscono tra di loro, per questo all’ingresso basta un “ciao caro”. Anche tra questi però ci sono differenze: it girl, personalità e celebrità occupano il front row e il successo di uno stilista si misura da chi siede in prima fila, non meno che dalla sua collezione. Eccentrici o elegantissimi, spesso indossano le creazioni del designer al cui show prendono parte. Ma se ad Anna Dello Russo o a Chiara Ferragni nessuno si sognerebbe neanche di chiederlo l’invito, non tutti riconoscerebbero immediatamente l’attrice cinese Zhang Yuqi o l’attrice e conduttrice taiwanese Dee Hsu. Ecco quindi che torna utile il consiglio dato all’uscere di cui sopra.

Zhang Yuqi
Zhang Yuqi da Gucci

Parlando di celebrità, per ora si sono visti, tra gli altri, Natasha Poli e Bianca Brandolini D’Adda da Cavalli, Elizabeth Olsen da Gucci. Emma era da Francesco Scognamiglio. Belén Rodriguez ha sfilato per Fausto Puglisi e poi è stata paparazzata a una cena con Fedez. Hopper e Dylan (rampolli della dinastia Sean Penn – Robin Wright) erano al party di Fay.

Anna Dello Russo e Belen Rodriguez da Fausto Puglisi
Anna Dello Russo e Belen Rodriguez da Fausto Puglisi

L’invito è condizione necessaria per accedere agli show, ma fuori dalle location si assiste a una passerella non meno variegata. In decine e da tutte le parti del mondo, le aspiranti blogger, fashioniste e modelle domani, si presentano davanti a ogni sfilata. Sfoggiano look altamente modaioli o iper eccentrici e, fingendo noncuranza, si fermano in pose plastiche sperando di attirare l’attenzione dei fotografi e finire in qualche gallery sullo street style. Per suscitare interesse le più attrezzate si portano dietro un fotografo. Di solito gli altri seguono a ruota.

Fuori dalla sfilata di Fendi
Fuori dalla sfilata di Fendi

Ciabatte di pelo con i calzini, tutù fosforescenti, gorgiere ottocentesche, stampe manga: infinita la varietà degli outfit completati da due immancabili accessori: cover del’I-phone e occhiali da sole. Tra le più paparazzate una ragazza orientale con scarpe da ginnastica verde acido, mini abito verde acido con le super chicche stampate sopra, cellulare e occhiali da sole verde acido, ovviamente niente calze.

È una vera e propria Milano Fashion Week parallela, con le sue modelle, i suoi giornalisti e il suo pubblico che, anche qui, può essere più o meno clemente ed è sempre armato di telefono. Comunque le foto vengono postate sui social, che sia con l’hashtag “MFW streetstyle” o con l’hashtag “guarda sti scemi”. Un po’ come i pantaloni della Juventus.

NY Fashion Week: se la tuta diventa di moda

In quale momento la tuta è diventata sexy? Quando è successo che felpone e leggings immancabilmente accoppiati a capelli sporchi di tre giorni sono stati classificati come un “outfit” potenzialmente glamour? Forse avremmo dovuto intuirlo in quelle mattine al supermercato, verso le 11,30, quando aitanti giovani mamme sfilano tra il banco frigo e la panetteria in tuta sì, ma abbinata a capelli perfetti, borse di Chanel e mega occhiali. Forse avremmo dovuto vedere i segnali nella nostra vicina di tapisroulant con pantaloni fluo, scarpe fluo e reggiseno sportivo fluo. Non ci abbiamo mai prestato troppa attenzione. Le strane erano loro.

Poi sono arrivati i selfie delle top. Da Karli Kloss a Gigi Hadid, le modelle hanno iniziato a mostrare l’allenamento che c’è dietro ai fisici perfetti. Ovviamente ogni fatica del #TrainingLikeAnAngel si fa indossando le mise sportive di Victoria’s Secret. Hanno seguito a ruota le nostre amiche Instagrammer, e se dietro al numero dei tuoi follower c’è una K, la tuta con il selfie di fronte allo specchio è scelta con cura.

Stella McCartney per Adidas
Stella McCartney per Adidas

Sempre le star hanno fatto cadere l’ultimo dei tabù: in palestra con il fidanzato. Un tempo c’erano cose che il tuo ragazzo non doveva sapere mai: tutte le donne nascono con i peli alle gambe, tutte le donne non si svegliano con il rimmel, tutte le donne hanno inconfessabili abiti da palestra e sudano tremendamente per avere gambe e glutei da far girare la testa. Ora gli amori delle celebrities crescono tra una flessione e un piegamento. Si fa ginnastica insieme e lui tiene il conto mentre lei, alla moda e meravigliosa anche struccata, fa gli addominali.

È successo così che senza accorgercene abbiamo iniziato a guardare diversamente le nostre scarpette da corsa e a iniziare a considerare l’idea di abbinarle anche ad abiti civili. Chi non ha mai classificato un compagno delle medie come “quello con le Adidas”?. Ora Stella McCartney ora disegna per Adidas una linea di abbigliamento sportivo super fashion. Carlo Cracco fa da testimonial nelle pubblicità Diadora. Le Puma disegnate da Rihanna sono andate subito sold out. Le indossano anche Jessica Alba, Cara Delevingne e Lena Dunham.

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Quest’anno alla New York Fashion Week ha debuttato la prima collezione Fenty Puma by Rihanna. Una completa di calzature, abbigliamento e accessori uomo e donna disegnati dalla pop star in veste di creative director. Maglie a maniche lunghe, giacche e felpe con cappucci oversize ispirati dalla street culture giapponese mescolata con sfumature gotiche, volumi e proporzioni esagerati.

Rihanna per Puma alla NY Fashion Week
Rihanna per Puma alla NY Fashion Week

Sempre alla NY Fashion Week Kanye West ha presentato al Madison Square Garden la sua terza collezione per Yeezy, la linea creata da Adidas Originals apposta per lui. In passerella Naomi Campbell ha sfilato insieme a modelli e modelle tutti di colore. In prima fila Anna Wintour sedeva accanto alle sorelle Kardashian. La collezione era ispirata all’esodo dei migranti: maglioni con buchi e tute molto aderenti, che univano elementi più sportivi a dettagli di streetstyle, come scarponi o giubbini in montone. Look non più sportivo ma “sporty”, ossia atletico ma sexy e glam.

Kanye West per Adidas alla NY Fashion Week
Kanye West per Adidas alla NY Fashion Week

San Valentino: per amore, per forza o per necessità

Vorresti svegliarti il 14 febbraio e bere il tuo solito caffè, nel solito bar, nella solita tazzina, ma probabilmente te ne daranno una a forma di cuore, con accanto un cioccolatino a cuore e un tovagliolo a cuore. Vorresti mangiare una bistecca ma ti consiglieranno di provare i “petali di chianina in salsa al cioccolato”. Vorresti scartare un Bacio Perugina e trovare un bigliettino di Pablo Neruda sull’amicizia, troverai le frasi d’amore di Fedez. Rassegnati, è San Valentino. Pochi giorni fa volevo ingenuamente comprare dei palloncini blu per il compleanno di mio padre: “Blu? Non ne abbiamo! Signorina ma lo sa in che periodo siamo?”. Alla fine ne ho preso uno rosso a forma di cuore e ci ho scritto “Auguri papà” con il pennarello.

Siti, giornali e riviste non fanno che dare consigli su come passare la Festa degli Innamorati, per i fidanzati o per i single, perché l’unica certezza è che, in un modo o nell’altro, domani dovrai affrontare questa giornata.

Per chi è in coppia e incline ai festeggiamenti, il problema è riuscire a schiavare l’universo del banale (orsetti, portachiavi a cuore spezzato, cornice con la vostra foto), saltare il fosso del melenso ma riuscire comunque a essere romantici. Per chi crede al principio “ti amo tutti i giorni non vedo perché oggi dovrebbe essere diverso” l’obiettivo è trovare il sottile equilibrio tra moderazione e menefreghismo.

Per chi è single l’importante è fare quello che si farebbe in uno degli altri 364 giorni dell’anno ignorando gli sguardi di bonaria compassione degli integralisti del San Valentino. Perché se i fanatici sono di per se sgradevoli, i fanatici del 14 febbraio possono essere inarginabili. Effusioni pubbliche al di la del pudore, regali imbarazzanti (ho impresso nella memoria lui che regala a lei un vibratore, seduti al tavolo accanto a me), fino a pubblici rimproveri ai gruppi di semplici amici che “occupano” i tavoli nei ristoranti. Anche se pensate sia una festa tenuta in piedi dalle multinazionali per incentivare il consumismo di massa, ogni critica che muoverete verrà presa come invidia.

Pro o contro, in ogni caso tutti cavalcano l’onda San Valentino. Quest’anno al “dona una stella” si è sostituita la tendenza “green”: adottare un albero e dargli il nome del tuo lui o della tua lei. Nella mia palestra propongono uno sconto speciale per regalare una seduta di depilazione laser anche se mi domando quale ragazza la prenderebbe bene se il suo fidanzato le comprasse una seduta di ceretta. L’illustratrice Chiara Rapaccini, in arte Rap, propone il suo primo e-book di vignette sulle passioni sfortunate, dove lui alla fatidica domanda: “Mi ami?” risponde “Perché dovrei?”. Sarà sfortunato invece anche chi ha deciso di puntare sul weekend fuori: dopo settimana di caldo innaturale, pare che proprio questo weekend si scatenerà il maltempo.

Anche se decidete di chiudervi a casa, San Valentino vi inseguirà sotto forma di post su Facebook e immagini su Instgram. Tra chi si autocommisera e chi si vanta della propria situazione sentimentale, il settimanale Grazia.it ha elaborato la regola d’oro per mantenere la propria dignità social il 14 febbraio:

“Qualunque sia il vostro stato d’animo, c’è un’unica grande soluzione che vi eviterà di dover sopportare la mole di post sul giorno di San Valentino: il tasto nascondi. Potrete scegliere di non vedere le singole notizie o di eliminare dalla vostra timeline tutti i romanticoni incalliti dell’ultim’ora. Poi, nel caso, li riaggiungerete l’indomani”.

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