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Perché e per come del contouring

Sono sempre stata scettica nei confronti di quelle che fanno i tutorial di make up su You Tube perché nella maggior parte dei casi si truccano come delle battone. Ombretti glitterati, guance con pomelli rossi alla Bambola Assassina e eyeliner come Amy Winehouse. Le aspiranti truccatrici che anche a 50 anni sono pettinate e acconciate stile Lelly Kelly per dare un’immagine bon ton dispongono inoltre di una serie sterminata di strumenti del mestiere.

Per chi come me ha iniziato a mettersi la matita in adolescenza avanzata perché le faceva impressione, si trucca in macchina, pratica sugli occhi solo il marrone o il nero, stende il fondotinta con le dita e in caso di estrema necessita usa il rossetto come blush, è un universo che si schiude. Centinaia di pennelli, migliaia di palette di ombretti, basi di tutte le consistenze. Hanno tutte quelle cose con cui le brave venditrici delle profumerie riescono a affascinarti e a farti sentire un’aliena che ha vissuto su questa terra fino a quel momento senza conoscere l’importanza fondamentale del primer per le labbra o dell’illuminante occhi (che non è il copri occhiaie che distribuiamo a grandi manate e senza nessun riguardo per la nota tecnica del “picchiettamento con i polpastrelli”). “Come non hai mai visto i tutorial che ti insegnano come fare con lo scotch la linea netta della matita?” mi ha detto ieri una zelante commessa. “No, mai”.

Un tutorial però l’ho visto. Quello del contouring. Avevamo appena capito la differenza tra BB cream e CC cream quando ecco che un’altra moda make up ha preso il sopravvento. La pratica è di per se affascinante e misteriosa, non si capisce infatti come una tizia che all’apparenza sembra si stia truccando da guerriero Maori, con un’abile opera di sfumatura si trasformi in una diva.

Facendo una serie di tratti sul viso con ciprie e terre di tonalità differenti in punti strategici e poi sfumando, questa tecnica permette di nascondere un po’ il doppio mento (scurendolo), minimazzare un naso troppo grande (delineando con delle linee ben sfumate i suoi lati o la punta) o alzare gli zigomi (illuminando la parte più alta e scurendo quella più bassa).

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Per ogni forma del volto, quadrato, triangolare, tondo o lungo, sono indicate le zone da schiarire o scurire. La regola base è che i colori chiari allargano e mettono in evidenza e quelli scuri rimpiccioliscono e minimizzano.

contouring

È diventata popolare grazie ai truccatori delle celebrità, che riescono praticamente a creare anche l’effetto di una rinoplastica. L’apripista è stata Kim Kardashian. La sorellina Kylie Jenner potrebbe ora lanciare una sua palette per il contouring.

Dai saloni di bellezza si è arrivati alla quotidianità dei comuni mortali: da Kiko a Sephora, tutti vendono il kit per il contouring. Pare addirittura che una ragazza coreana si sia riuscita a trasformare in Taylor Swift. Con il “body contouring” pare poi che sia possibile ricreare addominali scolpiti e seni prosperosi.

Qualche ombra di fard qui, un’altra pennellata di ombretto chiaro là e il gioco è fatto? In realtà non è proprio così semplice e serve una discreta abilità nell’individuare i punti giusti da chiarire e scurire per non assomigliare a un clown. Inoltre è essenziale la base: la tecnica infatti va applicata solo dopo aver messo in maniera impeccabile il fondotinta per dare omogeneità al viso. Sicuramente è un trucco più adatto alla sera che al giorno, quando si rischia l’effetto mascherone.

Insomma, non so quale sia il vostro grado di abilità , ma se anche voi non avevate mai sentito parlare di come mettere la matita con lo scotch, diffidate del kit per diventare Taylor Swift, in “pochi semplici gesti”.

Le tendenze primavera estate 2016

È arrivato quel periodo dell’anno in cui quando hai la giacca a vento ci sono 25 gradi e quando sfoggi il rennino piove. Oggi le previsioni del tempo davano sole a Pasqua, segno inconfutabile che il cambiamento climatico è in atto e che nella vita non ci sono più certezze. Ci troviamo nella situazione in cui gli stessi che al primo weekend primaverile sono corsi a mangiare gli spaghetti allo scoglio, due giorni dopo partono per la settimana bianca. Ottima soluzione in realtà, che permette di evitare le vacanze pasquali al mare. Il tradizionale primo banco di prova della nostra forma fisica quest’anno arriva troppo presto.

Non abbiamo finito il ciclo di sedute del laser, non abbiamo completato il programma in palestra ne’ la famosa dieta che abbiamo iniziato il giorno dopo il famoso spaghetto allo scoglio, non sappiamo cosa indossare. I cappotti convivono con le ballerine senza calze, gli spolverini con il colorito ancora troppo pallido. Quindi nel caso vi trovaste in partenza o nell’ipotesi in cui vi troviate costrette a buttarvi dentro Zara a rifarvi il look perché tutti vi guardano come se foste una emo perché avete inavvertitamente indossato le calze nere in un giorno di sole, ecco la guida su cosa comprare.

Le tendenze primavera estate 2016 più adatte a questo periodo:

Le righe: verticali, orizzontali, oblique o a zig-zag, le righe hanno contrassegnato le passerelle delle collezioni primavera estate 2016. Da ricordare: 1. il bianco e blu fa tanto chic ma tanto marinaretto quindi date un’occhiata al meteo prima di uscire di casa. 2. Le strisce orizzontali allargano.

Righe

Il rosso e il verde militare: sono i colori di stagione che meglio si portano in questo periodo. Tirate fuori sahariane e giacche da esploratore. Si anche al rosa confetto e all’azzurro. Per ora evitate il giallo, la vostra carnagione non è ancora pronta.

Fiori: Non più fiori stampati ma fiori che prendono vita, sono applicati sui pantaloni e su camicette trasparenti, hanno un volume. Perfetti per il pranzo di pasquetta nel caso in cui le previsioni avessero davvero ragione

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Animalier: mini abiti, bluse, scarpe, va bene su tutto, basta sdrammatizzarlo.

Il giubotto: Di pelle da motociclista oppure college, si trova ormai anche nei negozi low cost, meglio se personalizzato con qualche dettaglio. Pefetto su abitini a sottoveste.

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Oro, Argento e Bronzo: l’importante è che sia effetto metallizzato. La tonalità argento letteralmente spopola per la prossima primavera. Il medagliere della moda schiera sul podio tessuti lamé, pellami perlescenti, cascate di glitter e riflessi olografici che riverberano sia i colori dei metalli sia soft palette nei toni del rosa.

argento

Nature patchwork: Stampa patchwork rivisitata in chiave naturale, i pattern sono diversi e si accostano l’uno con l’altro su abiti estivi.

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Jeans: Anni ’70 o a vita alta, in denim chiaro oppure scuri, fortunatamente non passano mai di moda. Porto sicuro per ogni situazione e potremo anche dire di essere di tendenza!

Moda e diamanti: per Bulgari è tutto SerpentiForm

Da Cleopatra fino ai giorni nostri, è simbolo di seduzione, rinascita e trasformazione. Il serpente in tutte le sue forme e rappresentazioni artistiche è il protagonista di “Bulgari – SerpentiForm: Arte gioielleria e design” in mostra a Palazzo Braschi a Roma dal 10 marzo al 10 aprile 2016. Oggetti d’arte antica e opere d’arte moderna firmate da Keith Haring, Alexander Calder e Niki de Saint Phalle fanno da contorno ai gioielli di Bulgari. Jean Christophe Babin, amministratore delegato della maison, ha commentato: “A Roma noi siamo immersi nella cultura giorno e notte per sognare la Bulgari di domani”.

Video

Le foto della Mostra SerpentiForm

Perché tutti parlano della sfilata di H&M a Parigi

Dopo la settimana della moda di New York, Londra e Milano, è a Parigi che si chiudono le sfilate. In passerella ci sono i più grandi, le location sono le più spettacolari. Dior ha allestito maxi specchi deformanti alla Dalì all’ingresso della Cour Carré del Louvre, Olivier Rousteing per Balmain ha voluto un’orchestra per la colonna sonora dal vivo, eppure ad attirare di più l’attenzione sono state le chiome di Kendall Jenner e Gigi Hadid e la sfilata di H&M.

Gigi Hadid e Kendall Jenner

Qualche giorno fa “Kendall e Gigi” diventa improvvisamente trending topic su twitter. Niente scambi di fidanzati o liti tra gatte, a scatenare i cinguettii è stata la nuova tinta delle due modelle: per la sfilata di Balmain Gigi Hadid è diventata mora e Kendall Jenner si è fatta bionda. A vedere i loro selfie, di primo impatto si tende a confondere l’una con l’altra: nel mondo social si chiama “faceswap” ed è diventato virare. Internet impazzisce, i siti pubblicano titoli con il punto esclamativo. Eppure credevamo che i cambi di acconciature avessero smesso di suscitare interesse dopo che Britney Spears si era rasata i capelli negli Anni 90’. Comunque tranquilli, a quanto pare sono parrucche.

Gigi e Kendall da Balmain

Sicuramente c’è più da parlare della sfilata di H&M per l’Autunno Inverno 2016/2017. All’ombra della Tour Eiffel, nel tempio della moda per eccellenza, il colosso del low cost sfida ogni tabù, ogni convenzione e ogni regola sedimentata nei decenni. Diceva Coco Chanel: “Non si è mai troppo ricche o troppo magre”. H&M convoca nel team anche la modella plus-size Ashley Graham, prima modella per taglie forti scelta come cover girl della Swimsuit Issue nella storia di Sports Illustrated.

Ashley Graham da H&M
Ashley Graham da H&M

Il caso di Sofia Mechetner, la modella israeliana scelta come nuovo volto di Dior a soli 14 anni aveva riaperto il dibattito sull’età giusta per sfilare. Johnny Depp e Vanessa Paradis sono stati criticati per aver permesso alla figlia Lily Rose di salire in passerella a soli 16 anni. Da H&M Anna Cleveland ha sfilato insieme a sua madre, Pat Cleveland. Sguardo fiero, posa perfetta, 65 anni, ancora e sempre “catwalk queen”. Anche un’altra leggenda della moda, la modella americana Amber Valletta, 42anni, ha calcato il palco insieme alle colleghe più giovani Freja Beha Erichsen, Anja Rubik e Natasha Poly.

Pat Cleveland H&M
Pat Cleveland H&M

Ma la vera battaglia che il marchio svedese ha portato avanti a Parigi è quella del gender, inteso non come negazione della sessualità di uomini e donne, quanto più come desiderio di rendere ciascuno libero di poterla vivere senza stereotipi. Per questo ha scelto anche Hari Nef e Andrej Pejic, icone del movimento transgender. Il messaggio è arrivato forte e chiaro: la bellezza non ha età, non ha taglia e non ha confini.

Andreja Pejic da H&M
Andreja Pejic da H&M

La Milano Fashion Week per outsider

Premessa: il mondo della moda ha i suoi linguaggi e le sue regole spesso inaccessibili e in gran parte incomprensibili a chi ne è al di fuori.

Esempio: Avevo un paio di pantaloni a righe bianche e nere. Per il tipo con lo shatush bianco e viola e il cappello fez (quello di Aladdin) e per il suo amico con le scarpe con zip seduti accanto a me in treno, erano gli stessi indossati da Kendall Jenner nella pubblicità di H&M per Balmain. Per il controllore quei pantaloni dovevano essere il segno che tifavo Juventus.

 

Dopo New York e Londra, ora tocca alla Milano Fashion Week. In 7 giorni saranno concentrate 73 sfilate, 98 presentazioni, 16 presentazioni fashion Hub Market, 9 presentazioni su appuntamento e 19 eventi, per un totale di 184 collezioni che attireranno in città migliaia di persone da ogni parte del mondo. C’era persino Matteo Renzi, il cui curriculum modaiolo vanta una canotta a maniche lunghe, pantaloni troppo corti e giubbotti di pelle alla Grease. Al pranzo inaugurale della settimana della moda era seduto accanto a Anne Wintour. Cosa si saranno detti (e in che lingua) rimane un mistero. Tra i commensali c’erano anche Giorgio Armani, Donatella Versace, Diego Della Valle, Tomaso Trussardi, Lavinia Biagiotti, Donatella Versace, Lapo Elkann e Franca Sozzani. L’evento si è svolto a Palazzo Reale e ovviamente era blindatissimo.

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Matteo Renzi tra Anne Wintour e Franca Sozzani

È questo il concetto chiave: nella settimana della moda c’è una netta separazione tra chi entra dentro e chi rimane fuori. L’abbigliamento è la prima scriminante per capire se “sei qualcuno”. Di fronte all’ingresso del palazzo dove stava per tenersi la sfilata di Luisa Beccaria, l’uscere inerme cercava di capire chi far passare e chi no, destreggiandosi tra le decine di persone che vantavano un invito vero o presunto. In suo aiuto è giunta un’addetta stampa che gli ha detto all’orecchio la formula magica: “Quelli vestiti normali sono giornalisti e devono essere in lista, quelli vestiti in modo assurdo falli passare”. Ecco quindi che a un tipo con cappotto bordato di pelliccia stile Hatefull Eight seguito da tre appariscenti donne orientali in abito lungo, occhiali da sole fiorati e vistosi gioielli, basta dire: “Ho portato le girls!” per aprire le folle come Mosè.

Esistono due tipi di inviti: “standing” o con posto assegnato. A loro spetta la priorità di accesso. È il gotha della moda, si conoscono e riconoscono tra di loro, per questo all’ingresso basta un “ciao caro”. Anche tra questi però ci sono differenze: it girl, personalità e celebrità occupano il front row e il successo di uno stilista si misura da chi siede in prima fila, non meno che dalla sua collezione. Eccentrici o elegantissimi, spesso indossano le creazioni del designer al cui show prendono parte. Ma se ad Anna Dello Russo o a Chiara Ferragni nessuno si sognerebbe neanche di chiederlo l’invito, non tutti riconoscerebbero immediatamente l’attrice cinese Zhang Yuqi o l’attrice e conduttrice taiwanese Dee Hsu. Ecco quindi che torna utile il consiglio dato all’uscere di cui sopra.

Zhang Yuqi
Zhang Yuqi da Gucci

Parlando di celebrità, per ora si sono visti, tra gli altri, Natasha Poli e Bianca Brandolini D’Adda da Cavalli, Elizabeth Olsen da Gucci. Emma era da Francesco Scognamiglio. Belén Rodriguez ha sfilato per Fausto Puglisi e poi è stata paparazzata a una cena con Fedez. Hopper e Dylan (rampolli della dinastia Sean Penn – Robin Wright) erano al party di Fay.

Anna Dello Russo e Belen Rodriguez da Fausto Puglisi
Anna Dello Russo e Belen Rodriguez da Fausto Puglisi

L’invito è condizione necessaria per accedere agli show, ma fuori dalle location si assiste a una passerella non meno variegata. In decine e da tutte le parti del mondo, le aspiranti blogger, fashioniste e modelle domani, si presentano davanti a ogni sfilata. Sfoggiano look altamente modaioli o iper eccentrici e, fingendo noncuranza, si fermano in pose plastiche sperando di attirare l’attenzione dei fotografi e finire in qualche gallery sullo street style. Per suscitare interesse le più attrezzate si portano dietro un fotografo. Di solito gli altri seguono a ruota.

Fuori dalla sfilata di Fendi
Fuori dalla sfilata di Fendi

Ciabatte di pelo con i calzini, tutù fosforescenti, gorgiere ottocentesche, stampe manga: infinita la varietà degli outfit completati da due immancabili accessori: cover del’I-phone e occhiali da sole. Tra le più paparazzate una ragazza orientale con scarpe da ginnastica verde acido, mini abito verde acido con le super chicche stampate sopra, cellulare e occhiali da sole verde acido, ovviamente niente calze.

È una vera e propria Milano Fashion Week parallela, con le sue modelle, i suoi giornalisti e il suo pubblico che, anche qui, può essere più o meno clemente ed è sempre armato di telefono. Comunque le foto vengono postate sui social, che sia con l’hashtag “MFW streetstyle” o con l’hashtag “guarda sti scemi”. Un po’ come i pantaloni della Juventus.

NY Fashion Week: se la tuta diventa di moda

In quale momento la tuta è diventata sexy? Quando è successo che felpone e leggings immancabilmente accoppiati a capelli sporchi di tre giorni sono stati classificati come un “outfit” potenzialmente glamour? Forse avremmo dovuto intuirlo in quelle mattine al supermercato, verso le 11,30, quando aitanti giovani mamme sfilano tra il banco frigo e la panetteria in tuta sì, ma abbinata a capelli perfetti, borse di Chanel e mega occhiali. Forse avremmo dovuto vedere i segnali nella nostra vicina di tapisroulant con pantaloni fluo, scarpe fluo e reggiseno sportivo fluo. Non ci abbiamo mai prestato troppa attenzione. Le strane erano loro.

Poi sono arrivati i selfie delle top. Da Karli Kloss a Gigi Hadid, le modelle hanno iniziato a mostrare l’allenamento che c’è dietro ai fisici perfetti. Ovviamente ogni fatica del #TrainingLikeAnAngel si fa indossando le mise sportive di Victoria’s Secret. Hanno seguito a ruota le nostre amiche Instagrammer, e se dietro al numero dei tuoi follower c’è una K, la tuta con il selfie di fronte allo specchio è scelta con cura.

Stella McCartney per Adidas
Stella McCartney per Adidas

Sempre le star hanno fatto cadere l’ultimo dei tabù: in palestra con il fidanzato. Un tempo c’erano cose che il tuo ragazzo non doveva sapere mai: tutte le donne nascono con i peli alle gambe, tutte le donne non si svegliano con il rimmel, tutte le donne hanno inconfessabili abiti da palestra e sudano tremendamente per avere gambe e glutei da far girare la testa. Ora gli amori delle celebrities crescono tra una flessione e un piegamento. Si fa ginnastica insieme e lui tiene il conto mentre lei, alla moda e meravigliosa anche struccata, fa gli addominali.

È successo così che senza accorgercene abbiamo iniziato a guardare diversamente le nostre scarpette da corsa e a iniziare a considerare l’idea di abbinarle anche ad abiti civili. Chi non ha mai classificato un compagno delle medie come “quello con le Adidas”?. Ora Stella McCartney ora disegna per Adidas una linea di abbigliamento sportivo super fashion. Carlo Cracco fa da testimonial nelle pubblicità Diadora. Le Puma disegnate da Rihanna sono andate subito sold out. Le indossano anche Jessica Alba, Cara Delevingne e Lena Dunham.

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Quest’anno alla New York Fashion Week ha debuttato la prima collezione Fenty Puma by Rihanna. Una completa di calzature, abbigliamento e accessori uomo e donna disegnati dalla pop star in veste di creative director. Maglie a maniche lunghe, giacche e felpe con cappucci oversize ispirati dalla street culture giapponese mescolata con sfumature gotiche, volumi e proporzioni esagerati.

Rihanna per Puma alla NY Fashion Week
Rihanna per Puma alla NY Fashion Week

Sempre alla NY Fashion Week Kanye West ha presentato al Madison Square Garden la sua terza collezione per Yeezy, la linea creata da Adidas Originals apposta per lui. In passerella Naomi Campbell ha sfilato insieme a modelli e modelle tutti di colore. In prima fila Anna Wintour sedeva accanto alle sorelle Kardashian. La collezione era ispirata all’esodo dei migranti: maglioni con buchi e tute molto aderenti, che univano elementi più sportivi a dettagli di streetstyle, come scarponi o giubbini in montone. Look non più sportivo ma “sporty”, ossia atletico ma sexy e glam.

Kanye West per Adidas alla NY Fashion Week
Kanye West per Adidas alla NY Fashion Week

San Valentino: per amore, per forza o per necessità

Vorresti svegliarti il 14 febbraio e bere il tuo solito caffè, nel solito bar, nella solita tazzina, ma probabilmente te ne daranno una a forma di cuore, con accanto un cioccolatino a cuore e un tovagliolo a cuore. Vorresti mangiare una bistecca ma ti consiglieranno di provare i “petali di chianina in salsa al cioccolato”. Vorresti scartare un Bacio Perugina e trovare un bigliettino di Pablo Neruda sull’amicizia, troverai le frasi d’amore di Fedez. Rassegnati, è San Valentino. Pochi giorni fa volevo ingenuamente comprare dei palloncini blu per il compleanno di mio padre: “Blu? Non ne abbiamo! Signorina ma lo sa in che periodo siamo?”. Alla fine ne ho preso uno rosso a forma di cuore e ci ho scritto “Auguri papà” con il pennarello.

Siti, giornali e riviste non fanno che dare consigli su come passare la Festa degli Innamorati, per i fidanzati o per i single, perché l’unica certezza è che, in un modo o nell’altro, domani dovrai affrontare questa giornata.

Per chi è in coppia e incline ai festeggiamenti, il problema è riuscire a schiavare l’universo del banale (orsetti, portachiavi a cuore spezzato, cornice con la vostra foto), saltare il fosso del melenso ma riuscire comunque a essere romantici. Per chi crede al principio “ti amo tutti i giorni non vedo perché oggi dovrebbe essere diverso” l’obiettivo è trovare il sottile equilibrio tra moderazione e menefreghismo.

Per chi è single l’importante è fare quello che si farebbe in uno degli altri 364 giorni dell’anno ignorando gli sguardi di bonaria compassione degli integralisti del San Valentino. Perché se i fanatici sono di per se sgradevoli, i fanatici del 14 febbraio possono essere inarginabili. Effusioni pubbliche al di la del pudore, regali imbarazzanti (ho impresso nella memoria lui che regala a lei un vibratore, seduti al tavolo accanto a me), fino a pubblici rimproveri ai gruppi di semplici amici che “occupano” i tavoli nei ristoranti. Anche se pensate sia una festa tenuta in piedi dalle multinazionali per incentivare il consumismo di massa, ogni critica che muoverete verrà presa come invidia.

Pro o contro, in ogni caso tutti cavalcano l’onda San Valentino. Quest’anno al “dona una stella” si è sostituita la tendenza “green”: adottare un albero e dargli il nome del tuo lui o della tua lei. Nella mia palestra propongono uno sconto speciale per regalare una seduta di depilazione laser anche se mi domando quale ragazza la prenderebbe bene se il suo fidanzato le comprasse una seduta di ceretta. L’illustratrice Chiara Rapaccini, in arte Rap, propone il suo primo e-book di vignette sulle passioni sfortunate, dove lui alla fatidica domanda: “Mi ami?” risponde “Perché dovrei?”. Sarà sfortunato invece anche chi ha deciso di puntare sul weekend fuori: dopo settimana di caldo innaturale, pare che proprio questo weekend si scatenerà il maltempo.

Anche se decidete di chiudervi a casa, San Valentino vi inseguirà sotto forma di post su Facebook e immagini su Instgram. Tra chi si autocommisera e chi si vanta della propria situazione sentimentale, il settimanale Grazia.it ha elaborato la regola d’oro per mantenere la propria dignità social il 14 febbraio:

“Qualunque sia il vostro stato d’animo, c’è un’unica grande soluzione che vi eviterà di dover sopportare la mole di post sul giorno di San Valentino: il tasto nascondi. Potrete scegliere di non vedere le singole notizie o di eliminare dalla vostra timeline tutti i romanticoni incalliti dell’ultim’ora. Poi, nel caso, li riaggiungerete l’indomani”.

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Festival di Sanremo, storia di moda e bellezza

L’anno scorso è stato il Festival delle vallette – cantanti, Emma e Arisa, il cui punto di forza era sicuramente più la voce delle gambe. L’edizione precedente, la co-conduttrice Luciana Littizzetto non ha avuto paura a vestirsi da struzzo, facendo dell’ironia il principio ispiratore anche dei suoi look. Il 2010 è stata la volta del one-woman show di Antonella Clerici, che ha affrontato la prova dell’Ariston come la prova del cuoco, sfoggiando look da fata madrina di Cenerentola.

Fabio Fazio e Luciana Littizzetto
Fabio Fazio e Luciana Littizzetto

Quest’anno al Festival di Sanremo lo stacco di coscia torna protagonista. In 65 edizioni, mentre sul palco si alternavano conduttori, si toglievano e mettevano i fiori, aumentava o diminuiva il numero delle serate (questa volta sono 5), le donne alla conduzione hanno dimostrato di non essere solo manichini e ora Madalina Ghenea e Virginia Raffaele possono affrontare Sanremo 66, condotto per il secondo anno da Carlo Conti, consapevoli che i cambi d’abito delle vallette contribuiscono all’audience quanto le canzoni.

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Virginia Raffaele, Carlo Conti, Madalina Ghenea e Gabriel Garko

Dal 1960 i vestiti degli artisti non vengono più offerti dagli organizzatori ma ciascuno sceglie la sartoria di fiducia a proprie spese: molto si parlò del milione pagato complessivamente da Jula De Palma e Nilla Pizzi per i loro abiti (esclusi gioielli e accessori) nell’edizione del 1960. La Pizzi si servì nell’atelier Anna Mode, la fornitrice di costumi di Canzonissima. Particolare cura è stata da sempre dedicata allo stile delle donne conduttrici. Per iniziativa del settimanale “Amica”, sempre nel ’60, i cantanti uscirono sul palco affiancati da indossatrici vestite con modelli di alta moda.

Da Armani a Cavalli, da Dolce&Gabbana a Versace, da allora tutti gli stilisti si sono cimentati nel disegnare abiti per i protagonisti del Festival di Sanremo. Yves Saint Laurent vestì Laetitia Casta nel 1999, Valentino si occupò di Manuela Arcuri nel 2002. Nel 2004 la conduttrice Simona Ventura durante la prima serata indossò un abito di Dolce&Gabbana da 10 chili.

Ma l’abito dello scandalo al Festival di Sanremo è sicuramente quello disegnato da Fausto Puglisi per Belen Rodriguez nel 2012. In quell’edizione, lo spacco abissale e la sua farfallina hanno oscurato completamente le scelte di stile di Elisabetta Canalis, nonostante l’abito bianco firmato Emilio Pucci, accollato davanti, ma scollatissimo dietro.

Elisabetta Canalis
Elisabetta Canalis – Sanremo 2011

Che dire di Ivana Mrazova, la modella ceca, anche lei al fianco di Gianni Morandi e Rocco Papaleo in quell’edizione. Pressoché ignota al grande pubblico, si è fatta conoscere per la sua bellezza oltre che per aver disertato le prime due serate del festival a causa di una cervicale.

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Ivana, Elisabetta e Belen – Sanremo 2012

Memorabile l’abito rosa pallido firmato Fausto Sarli, che ha indossato per la serata finale del festival.

Ivana Mrazova
Ivana Mrazova

E quest’anno? Ancora una volta ci saranno la bionda e la mora, scelta che, dal 1994, quando Pippo Baudo portò sul palco Anna Oxa e la prorompente modella di colore Cannelle, si è sempre rivelata vincente. Nel 1995 toccò a Claudia Koll e Anna Falchi, l’anno successivo a Sabrina Ferilli e Valeria Mazza, mentre nel 1998 vediamo Eva Herzigova e Veronica Pivetti. Bellezze diverse con ruoli distinti, come accadrà a partire dal 9 febbraio per la modella e attrice Madalina Ghenea e la bellissima comica e imitatrice Virginia Raffaele.

Madalina Ghenea Sanremo
L’abito di Alberta Ferretti per Madalina Ghenea

Non molto si sa degli abiti. L’unica certezza è che per la prima serata, l’attrice romena, ex di Leonardo Di Caprio e Michael Fassbender, indosserà un abito rosso di Alberta Ferretti. E’ stata la stessa Maison a pubblicare il bozzetto sulla propria pagina Faceboo. Bustier aderente, gonna in chiffon e rouches laterali. A vestire Carlo Conti sarà invece, come l’anno scorso, Salvatore Ferragamo, che giocherà, in tutta probabilità, sui toni del nero e del blu. Ancora mistero per Virginia Raffaele, ma la comica che tante volte ha suscitato polemiche per le sue imitazioni, potrebbe lasciare tutti senza parole per i suoi look.

PFW: anche con la moda Parigi torna alla normalità

Si è appena conclusa a Parigi la settimana della Haute Couture. Si è parlato della casa delle bambole gigante in un giardino zen in cui ha sfilato la collezione ecologica di Chanel, delle principesse inglesi di Elie Saab, di Gigi Hadid in passerella da Versace insieme a Irina Shayk, Joan Smalls e Stella Maxwell. L’alta moda, l’olimpo degli stilisti, la consacrazione delle modelle. Negli anni abbiamo visto tutto e il contrario di tutto, dalle donne vestite da balena ai cavalli in passerella, una moda inavvicinabile, un gioco per i grandi. Che succede quando uno dei più grandi tra i grandi decide di riportare il tutto alla normalità? Stiamo parlando della nuova campagna New Normal di Giorgio Armani presentata alla PFW.

Nadja Auermann, Yasmin Le Bon, Stella Tennant ed Eva Herzigova gli scatti di queste donne firmati da Peter Lindbergh dimostrano che la bellezza vera non ha età e che lo stile autentico è misurato, perfetto per la quotidianità, mai eccessivo.

Le quattro modelle di fama mondiale sono ritratte in uno studio fotografico di Parigi, addosso una semplice camicia, i capelli raccolti, le immagini in bianco e nero.

L’idea che Armani vuole trasmettere è che la classicità è un valore, che le blogger con vestiti improbabili possono guadagnare milioni di like su Instagram ma l’eleganza è un’altra cosa, che lo shatush può andare di moda ma non sarai meno bella se hai i capelli tutti dello stesso colore.

Esiste uno stile che non solo non ha tempo, ma non ha luogo. Le stesse scarpe con la para di 5 cm con le quali ci sentiamo fashion icon se veniamo fotografate per strada, ci fanno sentire delle cantanti degli Abba di fronte allo sguardo di disapprovazione di nostro padre.

Parlando della campagna New Normal, lo stesso Giorgio Armani ha dichiarato:

“Ho voluto quattro donne iconiche dalla forte personalità a dimostrare che la bellezza femminile non ha età. Ho scelto Peter Lindbergh, con il quale ho più volte collaborato, perché le sue foto non hanno tempo e non conoscono l’artificio. Volevo trasmettere il senso della realtà, di abiti che accompagnano con naturalezza ed eleganza la normalità della vita di tutti i giorni”.

La vita di tutti i giorni è fatta di camicie che ci buttiamo addosso alla rinfusa, di capelli non fonati in boccoli e onde ma “accroccati” alla meno peggio, di tute da ginnastica anti-sesso. Certo la mia crocchia non è come quella di Eva Herzigova ma è l’idea che conta..

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Nella sua biografia lo stilista raccontava che per lui la prima emozione estetica è stata il dondolio di un paio di orecchini. Quegli stessi orecchini lunghi e preziosi pendono ora dalle orecchie delle sue modelle in passerella durante la PFW, la settimana della Haute Couture parigina.

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Hanno tutte i capelli neri, raccolti, come Merle Oberon, l’attrice inglese che ha ispirato Armani. Vestono abiti da principessa in organza, seta e cristalli. Lughi, a balze, con profonde scollature sul davanti e sulla schiena. Ma anche parka (di seta) e short svasati dal taglio più sportivo. Niente tacchi solo scarpe basse da cui spuntano leziosi calzini. Il colore è uno solo: il glicine. “Mauve en Mouvement” è infatti il titolo della collezione.

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La paura per gli attentati del 13 novembre è ancora viva, il sospetto verso gli stranieri si legge nello sguardo delle persone, anche il traffico è nel caos per le proteste dei tassisti contro Uber, ma anche con la moda Parigi tenta di tornare alla normalità.

Le diete delle star che non faremo mai

Due giorni dopo Capodanno mia madre mi ha fatto vedere in televisione la sfilata di Victoria’s Secret. E’ bastato un battito d’ala di Adriana Lima e lo stomaco si è chiuso. Improvvisamente il pandoro e i tortellini erano il mio passato, la palestra il mio futuro. Quel gesto inconsapevole ha avuto più potere di qualunque maialino che grugnisce ogni volta che viene aperto il frigo.

Gennaio è il mese delle diete per eccellenza. Ci sono i buoni propositi dell’anno nuovo, la nausea da torrone, l’iscrizione in palestra appena rinnovata. Il grande occhio del World Wide Web che tutto sa e tutto vede non fa che proporre post sui benefici dell’acqua e limone o consigli su come depurarsi dopo le feste. In primo piano le diete delle celebrità, di solito americane, che hanno passato il Natale in costume da bagno in California bevendo succo d’ananas mentre noi eravamo al freddo a brindare con alcolici calorici, lenticchie e cotechino. Ecco una raccolta delle diete delle star che non faremo mai.

L’80% di quello che Gisele Bundchen e Tom Brady mangiano è composto da verdure, le più fresche possibile. E poi cereali: riso integrale, quinoa, miglio, fagioli. Il restante 20% è fatto di carni magre: manzo nutrito con erba biologica, anatra e pollo. Per quanto riguarda il pesce, preferisco il salmone.

Tom Brady e Giselle Bundchen

Racconta il loro chef personale:

“Per quanto riguarda gli ingredienti, c’è una lunga lista di alimenti del tutto vietati: niente zucchero bianco. Niente farina. Niente che contenga glutammato monosodico (?!?). Uso l’olio di oliva a crudo, mai per cucinare. In questo caso utilizzo l’olio di cocco e al posto del sale iodato il sale rosa dell’Himalaya. E poi niente caffè o caffeina, funghi e latticini. Verdure a volontà? No, anche qui ci sono delle restrizioni: sono banditi pomodori, peperoni, melanzane e in generale tutte quelle che appartengono alla famiglia delle solanaceae (!?!) perché causano infiammazioni”.

Chissà quanti secondi ci metterebbe mia mamma a mandarmi a quel paese se le dicessi: “Per favore la prossima volta che fai la spesa niente glutammato monosodico!”.

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In fatto di diete però nessuna batte Miranda Kerr. Salutista integralista, l’ex angelo di Victoria’s Secret non finge nemmeno di essere una di quelle “mangio di tutto, il mio fisico è merito di madre natura”. Ha fondato una linea di cosmetici biologici e naturali e si riempie di bibitoni a base di “bacche di Goji, acqua di cocco, semi di Chia, polvere di cacao grezzo, polvere di maca e polvere di riso vegano”. Quando proprio vuole sgarrare non si attacca a un barattolo di Häagen-Dazs Belgiam Chocolate ma si concede un muffin mela e banana.

Ecco la sua giornata tipo: appena sveglia ovviamente acqua e limone che sembra diventata la panacea di tutti i mali, un elisir miracoloso che ti permette di dimagrire anche non facendo altro..bha..A colazione centifugati di verdure a base di cetrioli, cavoli, sedano, limone e aloe vera. A metà mattina lo spuntino è un centrifugato di verdure. Ogni volta che ne ha bisogno beve tè verde e frullati energizzanti e ovviamente tanta acqua. Passiamo al pranzo, leggero, solo un’insalata di tonno e una fetta di pane con una tazza di tè verde (un’altra). Inoltre, il frullato alle bacche di Goji. Arriviamo alla merenda, un frutto o delle noccioline. La cena è sempre proteica a base di pesce con verdure. Infine, lo sport della Kerr è il Pilates ma anche lo Yoga. Bikram, Vinyasa, Anusara, Krya, non è specificato. Ma se vi state ponendo questa domanda siete già un pezzo avanti.

Miranda Kerr

Quella di Miranda Kerr assomiglia molto alla famosa dieta liquida o dieta dei bibitoni. La seguono periodicamente molte delle star di Hollywood – da Gwyneth Paltrow a Jennifer Aniston, passando per Drew Barrymoore e Sarah Jessica Parker. Un’unica regola: niente cibi solidi. Accessorio must have: centrifugatore. Puoi mangiare anche una sacher intera se riesci a centrifugarla? Pare di no. Solo frutta e verdura a volontà (preferibilmente bio) per un periodo di tempo limitato (massimo 2-3 giorni).

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Ormai essere vegani è uno status. In ogni tavolata ce n’è uno e ad ogni cena ci sarà un padrone di casa sprovveduto che dovrà affrontare lo sguardo di disapprovazione del convitato vegano di fronte al suo maialino con tanto di mela in bocca. In molti ristoranti c’è una sezione “vegan” del menù, anche se spesso le idea tra vegetariano e vegano sono ancora confuse. Mcdonald ha un gustoso McVeggie: una mega polpetta fritta dove dentro potrebbe esserci qualsiasi cosa. Il regista (carnivoro) Fausto Brizzi racconta che sua moglie (vegana) teme più latticini e salsicce delle corna: “Quando torna da un viaggio non cerca i capelli di un’estranea nel letto, ma apre il frigorifero”.

La dieta Flexitarian è stata lanciata dalla nutrizionista Usa Dawn Jackson Blatner e resa famosa da Gwyneth Paltrow. È un regime vegetariano flessibile, che invita a privilegiare i vegetali biologici senza escludere del tutto proteine animali. Si possono mangiare i cereali integrali (bulgur, farro o kamut), i legumi e i derivati della soia (tofu e tempeh), la frutta secca, l’olio extravergine d’oliva o di semi di lino. Alcuni giorni della settimana vengono introdotti alimenti di origine non vegetale: carne, uova, pesce, latte e latticini purché biologici. Banditi pane, dolci, pizza e alcolici.

La mia bacheca di Facebook continua a propormi la dieta dell’acqua. La promessa è una taglia in meno in trenta giorni. Così a occhio verrebbe da pensare che a pane e acqua per trenta giorni si dimagrisce ben di più. Come funziona? Due bicchieri d’acqua prima di colazione, pranzo e cena. Uno a metà mattina e uno a merenda. Otto al giorno.

Ovviamente è specificato che “per ottenere risultati visibili e duraturi occorre effettuare un’attività fisica costante, bere all’occorrenza anche duranti i pasti, e seguire un programma alimentare idoneo”. Ah ecco…Alla fine è sempre questa l’unica dieta che funziona.