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Con le luci di Natale

Luci d’artista per festeggiare un Meraviglioso Natale.

Il Natale si avvicina e anche i brand sembrano essersene accorti.
Alla domanda cosa sia il Natale Matt Smith, dichiara “È lo stare in famiglia, l’andare al pub locale, il fatto che non c’è mai la neve quando vogliamo che ci sia.” Naomi Campbell risponde che “Il Natale è un giorno fatto per dormire, riposare e passare del tempo con i propri cari.”. M.I.A. che “Cucinare, cucinare tantissimo. È l’unico modo per mantenere calda la casa in una gelida giornata di dicembre.” L’attore di The Crown, la top model più famosa del mondo e la rapper britannica sono protagonisti di Chiudi gli occhi, la campagna per le feste di Burberry, un po’ malinconica ma molto fashion.

E così, fra piogge e venti autunnali, anche le città si destano dalle penombre pomeridiane introdotte dall’ora legale e indossano luccichii e scintillii di luminarie e decorazioni. A Roma si sono accese sabato scorso le Cartoon Christmas Lights, le luminarie realizzate da Turner – editore in Italia dei canali di Cartoon Network e Boomerang – che illumineranno le feste fino al 10 gennaio.

Le Luci d’artista di Torino, le magiche opere realizzate da artisti contemporanei, festeggiano quest’anno la ventesima edizione della manifestazione e illumineranno le strade e le piazze della città fino al 13 gennaio. Il successo di questa iniziativa è stato ed è tanto grande da spingere anche altre città a “replicarla” e, dal 2006, anche Salerno propone la sua suggestiva e non indifferente esposizione di luminarie artistiche – ben 27 chilometri! -.
Ma, come Sally Brown risponde alla traccia del tema, “Per me, Natale è la gioia di ricevere”.

E così, dal 16 novembre, l’albero di Natale più alto della Puglia si è acceso a Polignano a Mare, insieme alle luminarie che addobberanno l’intero borgo nella prima edizione di Meraviglioso Natale. Il suggestivo borgo pugliese e la sua manciata di casette bianche arroccate a picco sul mare hanno inaugurato la manifestazione, dimostrando di essere pronti ad accogliere i tanti, tantissimi turisti e spettatori da tutto il mondo. Se ne aspettano talmente tanti da rendere necessario, almeno nei fine settimana, prevedere la regolazione dei flussi con tornelli. In corrispondenza di questi varchi, si potrà acquistare una Card da 5 euro che garantirà, oltre alla visita al borgo antico, anche zucchero filato e prodotti alimentari in omaggio.

Il sindaco, Domenico Vitto, ha spiegato come il provvedimento sia già stato adottato in passato, in occasione di altri grandi eventi che riuniscono nel piccolo borghi tanti spettatori, come ad esempio la gara di tuffi organizzata dal Red Bull Cliff Diving. Ma chiaramente polemiche e proteste non si sono attenuate, perché la differenza fra un evento che ha una durata limitata temporalmente e spazialmente e l’accesso a pagamento per oltre un mese e mezzo all’intero centro storico non è trascurabile.

Di Roma, Alberto Sordi diceva “è un grande museo, un salotto da attraversare in punta di piedi”, un principio valido forse anche per molti – grandi e piccoli – centri Italiani ma, per riconoscerlo, è proprio necessario rendere la loro esperienza esclusiva?

Dino Borri, urbanista e docente del Politecnico di Bari, ha commentato “Le città sono libere, non sono cose che si possono vendere. Sono fatte di persone, non di merci e non c’è nulla che possa derogare a questo principio. Neanche il controllo dei flussi per ragioni di sicurezza.

Nel frattempo le prime Card sono state vendute, anche se da uno solo dei due infopoint previsti ed unicamente dopo lunghe attese.

Un Natale da Favola anche quest’anno al Nuovo Teatro Orione!

Un Natale da Favola al Nuovo Teatro Orione, 23 dicembre 2018, dalle ore 20:30, Via Tortona 7 (Metro Re di Roma) -Roma.

Torna in scena il 23 dicembre, per il secondo anno consecutivo, Un Natale da Favolalo spettacolo evento per grandi e piccini.Una grande orchestra accompagnata da uno strepitoso coro, formidabili interpreti del musical italiano, una storia originale capace di coinvolgere grandi e piccini e le più grandi canzoni dei cartoni animati, questi gli elementi vincenti che hanno fatto appassionare, ridere ed emozionare il pubblico lo scorso anno e che verranno riproposti in una veste del tutto nuova.

In scena quest’anno Beatrice Baldaccini, strabiliante performer classe ‘90 che già lo scorso anno abbiamo visto calcare il palco del Nuovo Teatro Orione,  Alessandro Arcodia, attore, cantante e youtuber di successo e Igor Petrotto, camaleontico attore di teatro, cinema, televisione e musical internazionali.

I tre, nei panni rispettivamente di una tenace aspirante imprenditrice, un improbabile principe azzurro e lo Spirito del Natale peggio organizzato di sempre, si troveranno protagonisti di una divertente ed emozionante vicenda alla ricerca di quel magico abbraccio natalizio che tutti dovrebbero poter ricevere.

Anche quest’anno “Un Natale da Favola” rinnova la collaborazione con la grande community di Impero Disney: giovani ragazzi appassionati che hanno raccolto sul web tutta la magia del mondo Disney.

Lo spettacolo del 23 dicembre sarà preceduto, a partire dalle 18.30, da un vero e proprio evento pensato e creato per i bambini, con giochi, musica e animazione. Il Teatro stesso diventerà una casa per tutti coloro che vorranno respirare l’inconfondibile aria natalizia!

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CHRISTMAS SORTE : E’ Natale e a Natale si può fare di più 

Il Natale è quasi arrivato e l’Associazione So.R.Te. -Solidarietà Romana sul Territorio- ha deciso di renderlo più speciale organizzando una serata dove “divertimento” è la parola chiave e “solidarietà” l’arma vincente.

Il 21 dicembre dalle ore 20 presso il Centro Sportivo Flaminio – Via Due Ponti 115 ¬- So.R.Te. vi aspetta per una grande tombolata ricca di premi, una riffa con tanti colpi di scena, una tavola imbandita di piatti tipici natalizi, musica di sottofondo e un’atmosfera che non vi lascerà delusi.

Fondamentale per la realizzazione di questa iniziativa, oltre allo straordinario lavoro dei volontari, è stato il supporto e la collaborazione di numerosi sponsor che hanno deciso di sostenere i progetti dell’Associazione e di “mettersi in gioco” per una giusta causa!

Il contributo di 25 euro sarà destinato oltre che alle numerose attività di volontariato che l’associazione svolge nel suo quotidiano anche e soprattutto ai tanti nuovi progetti pronti per essere realizzati.
Tra questi c’è #SmilingToy, una bellissima iniziativa nata in collaborazione con Afron – Oncologia per L’africa Onlus-associazione che da anni si occupa in Africa della prevenzione del cancro, grazie alla quale il prossimo 15 febbraio nella Giornata Mondiale contro i Tumori Infantili sarà organizzata una grande festa presso  l’Uganda Cancer Institute di Kampala  per donare a tutti i bambini ricoverati nuovi giocattoli e materiale didattico di accompagnamento allo studio.

I traguardi raggiunti in questi anni sono tanti ma le speranze per il futuro sono ancora di più, ed è proprio con questo auspicio che “Christmas Sorte” vuole riunire chiunque abbia voglia di offrire il suo contributo.

Dicono che “a Natale siamo tutti più buoni”, perché non crederci?
Natale è la famiglia riunita sotto lo stesso tetto e gli amici che si ritrovano per grandi cartate. È gentilezza e disponibilità, anche quando il tempo è poco e le cose ancora da fare sono tante; è la corsa per gli ultimi regali e l’euforia di un bambino che scrive la letterina a Babbo Natale con la speranza che i suoi desideri vengano realizzati. Natale è fare il possibile affinchè tutti i bambini abbiamo un loro Babbo Natale. Natale è condivisione, è vecchi ricordi che tornano alla mente e strappano un sorriso. È dire “ti voglio bene”senza che la cosa risulti strana.
Natale è trovare un po’ di tempo da dedicare alla realtà che ci circonda. E’ quel momento in cui, tendere la mano a chi ha più bisogno, che sia amico o persona sconosciuta, viene quasi spontaneo. È pensare a cosa può essere fatto meglio, a cosa può essere cambiato.

Natale è un piccolo gesto che da speranza a chi lo riceve e rende fortunato chi lo dona.

Christmas Sorte, noi ci saremo e voi ?

Per info inviare una email a so.r.te@hotmail.it

Il presepe: la storia di una tradizione centenaria

Maria Fida Moro, nel libro La casa dei cento Natali, racconta come si svolgeva, nella sua famiglia e prima della morte del padre, il rituale della vigilia di Natale. Dopo il cenone ricco di prelibatezze, allo scoccare della mezzanotte come da tradizione, toccava al più piccolo della casa posare il bambinello nella mangiatoia accanto a Maria e a Giuseppe, circondati dall’abbraccio del bue e dell’asinello.

La descrizione che l’autrice riporta delle usanze che la famiglia osservava nel periodo natalizio vede un Aldo Moro lontano dalla vita politica e particolarmente devoto alla creazione di fantastici presepi. Leggendo questo passaggio del libro mi sono imbattuta nel significato simbolico del presepe e nella sua storia centenaria.

Il padre fondatore di tale tradizione della religione cristiana viene individuato nella figura di San Francesco d’Assisi. Nel 1223 infatti, secondo Tommaso Celano (1190-1265), famoso per aver scritto due Vitae di San Francesco e una di Santa Chiara, San Francesco si sarebbe recato nella località di Greccio (in Provincia di Rieti) ed in una grotta avrebbe riproposto l’atmosfera della grotta di Betlemme, predisponendo la scena della nascita di Gesù, con mangiatoia e bue e asinello viventi. Con lo sfondo di tale allestimento San Francesco avrebbe celebrato l’Eucarestia, la notte di Natale di quello stesso anno, per rivivere insieme alla comunità dei fedeli il momento della natività.  Il medesimo episodio venne narrato da Giotto nell’affresco della Basilica superiore d’Assisi per l’esecuzione del quale l’artista si servì del racconto che di quell’avvenimento aveva scritto anche Bonaventura da Bagnoregio nella sua Legenda Maior.

A seguito della morte (avvenuta nel 1226) e successivamente con la canonizzazione (compiuta da Gregorio IX nel 1228) del Santo, aumentò l’interesse per la vita di San Francesco e con esso anche la curiosità per l’ originale rappresentazione della natività da lui preparata nella grotta di Greccio qualche anno prima.

Ed ancora grazie all’opera degli ordini francescano e domenicano la conoscenza dell’avvento, così come narrato e descritto dai Vangeli di Matteo e Luca, fu resa accessibile anche ai meno abbienti permettendo al folklore del presepio di espandersi senza soluzione di continuità dapprima in Italia e in seguito in Europa centrale.

Infatti se fino al ‘600 l’allestimento dei presepi aveva interessato solo le chiese, fu nel corso del ‘700 e in seguito dell‘800 e ‘900 che tale tradizione divenne sempre più consueta, inizialmente entrando nelle case dei più ricchi e successivamente facendo capolino nelle case dei meno facoltosi affermandosi come tradizione popolare di tutti i paesi di religione cattolica.

Tra i presepi italiani più antichi e importanti, ancora oggi ammirabili, ricordiamo il presepe scolpito in pietra di Santa Maria Maggiore a Roma, eseguito da Arnolfo di Cambio nel 1289; il presepe quattrocentesco di San Giovanni a Carbonara a Napoli; il presepe dell’oratorio di San Giuseppe a Urbino, risalente al 1555 e realizzato da Federico Brandani; infine i due presepi del Museo nazionale delle arti e delle tradizioni popolari: il primo marchigiano del XII secolo ed il secondo napoletano composto da statue del ‘700 e ‘800.

Nei secoli diverse furono le tecniche in cui gli artisti dei presepi si specializzarono. Presepi in terracotta, cera, legno, rame, corallo con personaggi di grandi dimensioni hanno tuttavia lasciato il posto alle più economiche e minute riproduzioni in plastica -necessarie per fronteggiare la crescente domanda di tali articoli- confermando a distanza di quasi 800 anni la loro capacità di avvicinare i fedeli, dai più grandi ai più piccoli, ad un momento così importante del calendario liturgico cristiano.

Ugly Christmas Sweater: quando il brutto fa tendenza

Un tempo c’erano cose che avremmo tenuto segrete a ogni costo. Erano tra queste la faccia verde di quando ci facciamo la maschera, la mise da palestra, le felpone da casa e i golf orrendi che ti regalano i parenti e che indossi solo quando sai che nella foto sotto l’albero saranno nascosti dalla testa di qualche cugino. Ora che anche Miley Cyrus si fotografa con la melma alle alghe in faccia e che l’ hashtag #fitness #workhard è un must, anche l’Ugly Christmas Sweater ha avuto la sua rivincita. D’altra parte se è esistito un tempo in cui sono andate di moda le Shox, non c’è motivo di ghettizzare il maglione con i pinguini vestiti da babbo natale.

In realtà l’origine di questo capo risale addirittura agli anni ’80, quando esagerazione e colori accesi erano all’ordine del giorno. I maglioni di Natale diventano particolarmente popolari nel Regno Unito perché indossati da alcuni presentatori televisivi durante le trasmissioni del periodo natalizio.

Da noi il rito, la mania, il capriccio kitsch, è anche in parte colpa di una certa Bridget Jones. Era il 2001 e Colin Firth indossava le corna della renna tricot. Nel 2010 la tendenza spopola e designer e brand li sdoganano ufficialmente come must have per le festività.

L’Ugly Christmas Sweater è insieme ridicolo e cool, pudico e sfrontato al punto da instaurare quel meccanismo del “così brutto da essere figo”. Gli uomini belli lo indossando per dimostrare che riescono a raggiungere record di like anche vestiti da renna, quelli un po meno belli lo mettono perché fa simpatia, sulle donne può avere lo stesso effetto del completino di Santa Baby.

Un po’ di numeri. Tra il 2010 e il 2011 il colosso Amazon ha dichiarato un incremento delle relative vendite pari al 600%, confermando un sondaggio secondo il quale il 41% della popolazione Britannica possiede almeno un Christmas jumper.

Ce n’è di varie tipologie, da quelli più ricercati in lana pregiata, con dettagli piccoli e preziosi, a quelli con ricami in stile montagna, passando per i più buffi, caratterizzati da animaletti e scritte allegre. Si indossa con i jeans o sotto una giacca sartoriale per gli uomini. Con le mini o le gonne al ginocchio per le donne. In versione maxi con le parigine.

Visto e considerato che la sua fortuna durerà una stagione e un paio di scatti su Facebook, optate per le alternative economiche di Primark, H&M, Topman, Gant, Asos.

A ricordare i tempi in cui l’Ugly Christmas Sweater era roba per quelli del club di scienze più che per quelli da pranzo sulle scale del Met rimangono i siti ButtUglySweaters, Tipsy Elves e MyUglyChristmasSweater,

In un mix di nostalgia per il glorioso passato di indumenti eccentrici e un nuovo interesse per gli abiti di seconda mano, non rimane che ben sperare: forse un giorno anche i miei calzini con i panda e l’antiscivolo andranno di moda.

Intanto ecco tutti gli Ugly Christmas Sweater delle star…

Xmas in Rome

Roma

Da Londra a New York, un Natale da fiaba con le principesse Disney

Cenerentola - Versace
Cenerentola – Versace

Harrods, Londra. Il Natale si tinge di fiaba e di fantasia con dieci principesse Disney a rendere uniche le vetrine del multibrand store di Knightsbridge. C’è Cenerentola, con le immancabili scarpette di cristallo, vestita da Versace. E poi c’è Biancaneve, fasciata in un abito di seta ricamato, firmato da Oscar de la Renta. Accanto a loro anche Aurora, La Bella addormentata nel bosco, vestita da Elie Saab, Mulan da Missoni, Jasmin di Aladdin da Escada, Raperonzolo da Jenny Packham e Tiana, protagonista de La Principessa e il Ranocchio da Ralph&Russo.

Barneys, New York. La campagna natalizia si intitola “Electric Holidays” e segue il successo della Lady Gaga Christmas Grotto del 2011. Per l’occasione i personaggi Disney si trasformano in modelle e modelli per le grandi maison e “trasportano” i grandi nomi della moda (come Franca Sozzani, direttore di Vogue Italia, Sarah Jessica Parker o Suzy Menkes) a “visitare” il mondo dei cartoons. E così Minnie veste Lanvin, Paperina Dolce&Gabbana e Pippo diventa modello per Balmain.

Cenerentola contro Minnie, Cartoni Animati contro Fumetti, Londra contro New York. Mondi e scuole di

Paperina - Dolce&Gabbana
Paperina – Dolce&Gabbana
Minnie - Lanvin
Minnie – Lanvin

pensiero che per Natale si confrontano sul terreno della moda. Avrebbero potuto avere chiunque, dalle stelle della moda a quelle del mondo dello spettacolo, ma sia a Knightsbridge che sulla 5th Avenue hanno puntato sulle uniche celebrieties che uniscono grandi e bambini. Tutti li conoscono, tutti li hanno conosciuti, sia che li abbiamo visti in videocassetta che in dvd o in 3D. I cartoni della Disney e la moda sono tra i più potenti creatori di tendenze nella storia.Ci hanno cresciuto con il mito dei vestiti con le sottogonne, dei corpetti e delle maniche a sbuffo, ti hanno insegnato che puoi lottare contro i draghi e sconfiggere il male, senza mai farti cadere la corona dalla testa e con l’ abito lungo.

Cambia il mondo, nuove sfide, nuovi temi, e così arriva Tiana: la prima principessa di colore. Con buona pace dei fedelissimi Disney i personaggi hanno subito un restyling in chiave moderna. Mentre Pippo, che in tutta Topolinia è uno dei pochi dotato del physique du rôle per salire su un catwalk, ha giusto subito un leggero ritocco di “hairstyle”, Paperina e Minnie si sono trasformate in silfidi diafane e magrissime per ovvie esigenze di copione, perchè ok le principesse, ma sentirsi un topolino cicciottello o una paperetta non è la condizione migliore per mettere mano al portafogli e darsi allo shopping.

Franca Sozzani e Sarah Jessica Parker
Franca Sozzani e Sarah Jessica Parker

Loro ti hanno dato il mito, la moda lo veste. Al progetto, pensato in collaborazione con la Disney, hanno aderito alcune tra le più importanti case di moda del mondo: Roberto Cavalli ha vestito Pocahontas; Belle di La Bellae la Bestiasfoggia invece un’esclusiva mise Valentino; Ariel, protagonista de La Sirenetta, ha indosso invece un abito lungo Marchesa. A New York dopo quelli delle favole, è il turno dei guro della moda del mondo reale: Sarah Jessica Parker , Brian Boy, Suzy Menkes, Steven Meisel e Carine Roitfeld sono i primi a comparire sulle vetrine del department store newyorkese, così iconici nel loro modo di essere da essere subito riconoscibili.

Vetrine non solo per bambini..