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Vittoria Faro è Ersilia Drei in Vestire gli ignudi di Pirandello al Teatro Palladium

Vestire gli ignudi va in scena al Teatro Palladium di Roma dal 15 al 18 marzo per la regia di Gaetano Aronica. Nel cast Vittoria Faro che interpreta la protagonista Ersilia Drei.

Vestire gli ignudi è una commedia di Luigi Pirandello, tra le più intriganti del suo repertorio. Si tratta di una commedia noir, un giallo che  si sviluppa verità dopo verità, in cui niente è come sembra. Vestire gli ignudi è un testo di contrasti, primo tra tutti quello tra “maschile” e “femminile”. L’ uomo rappresenta in modo emblematico la società e il potere, agendo, come in un meccanismo comandato, sempre per dovere; la donna invece  si libera nell’ istinto, non teme la sua interiorità, i suoi sentimenti sa mettersi a nudo, sa rischiare, vivendo la vita senza riserve.

L’eclettica attrice e regista Vittoria Faro diplomata all’Accademia Nazionale D’Arte Drammatica Silvio D’Amico è l’interprete del celebre e complesso personaggio di Ersilia Drei, protagonista di “Vestire gli Ignudi”, per la regia di Gaetano Aronica, già andato in scena al Teatro Pirandello di Agrigento il 22 dicembre scorso, partito in tournée da Modica venerdì 9 marzo. L’attrice agrigentina, dopo “Sogno (Ma forse no)” a Febbraio al Teatro di Documenti di Roma per cui ha curato anche la regia, si misura, ancora una volta, con un testo di Luigi Pirandello interpretando un personaggio dalle mille sfaccettature.

 

È la storia di Ersilia che sentendosi niente, per essere qualcosa, accetta di essere quella che gli altri hanno voluto che fosse. Un dramma interiore il suo, non del tutto risolto che rimane avvolto nel mistero. Una donna romantica ma sventurata che viene investita da una serie di maldicenze che la condurranno a sentirsi colpevole di un delitto non commesso, non amata ed usata dagli uomini che ha incontrato sulla sua strada. Per questo deciderà, alla fine, di abbondare questa vita terrena per rimanere definitivamente “nuda” senza i vestiti che gli altri le hanno fatto indossare.

Un personaggio difficile e articolato quello di Ersilia Drei, già interpretato molti anni fa dalla grande Mariangela Melato. Una donna che sceglie di liberarsi dalle catene della parola e di allontanarsi dalle malelingue per far emergere la sua purezza e la sua verità. Una donna oggetto di violenza, ma non vittima. Ersilia è l’esempio non solo della ribellione femminile, ma della ribellione della vita che pulsa. “Vestire gli ignudi” entra nel pieno nelle tematiche attualissime sulla violenza contro le donne, con la sconvolgente modernità di Pirandello.

INFO

Vestire gli Ignudi – Adattamento e regia di Gaetano Aronica

Cast: Andrea Tidona, Gaetano Aronica, Vittoria Faro, Stefano Trizzino, Barbara Capucci, Fabrizio Milano

Scene e costumi: Antonia Petrocelli
Disegno luci: Luca Pastore
Assistente alla regia: Riccardo Contrino
Assistente scena e costumi: Francesca Rossetti
Sartoria Farani – Roma

Una produzione Teatro Pirandello (Agrigento)

Orario spettacolo: da giovedì 15 a sabato 17 ore 21.00 – domenica 18 ore 18.00

Prezzi: Intero € 15 / Ridotto € 10 / Studenti € 5

Prevendite:
biglietteria.palladium@uniroma3.it – tel. 327 2463456 (orario 10:00-13:00 / 15:00 – 20:00)
http://www.liveticket.it/TeatroPalladium

Teatro Palladium – Università Roma Tre
Piazza Bartolomeo Romano, 8
00154 ROMA

Gaudenzi e le modelle di Anticoli Corrado

Anticoli Corrado è il paese degli artisti e delle modelle, è un luogo incantato in cui l’arte ha contaminato la vita dei suoi abitanti rendendoli i protagonisti di opere straordinarie. La mostra “Disegni smisurati del ‘900 italiano” ha portato tutti i loro volti dipinti nei lavori di Pietro Gaudenzi al Casino dei Principi di Villa Torlonia a Roma.

C’è un paese immaginario dove le femmine sono modelle, i contadini si scoprono artisti, dove pittori e scultori si sentono a casa loro. C’è un paese che per un secolo ha raccolto, ospitato e fatto crescere generazioni di creatori di bellezza. Il bello che nasce e si auto genera radicandosi nel profondo e poi ancora riemergendo dalle viscere per prendere vita e scorrere nelle vene di un popolo che diventa protagonista e fattore al tempo stesso dell’opera d’arte. Ad Anticoli Corrado, una manciata di tornanti sopra la via Tiburtina, fra Tivoli e Subiaco, tutto si tiene insieme, e intere famiglie sono nate intorno a questo fuoco che ha unito artisti e modelle.

Un amore che negli olii e nelle tempere, sulle tele e nella terracotta, si trasfigura e sublima trasformando le donne in madonne, i figli in angeli, gli incontri in annunciazioni e le nascite in natività, e dove le nature, anche dei fiori appassiti, non sono mai morte. C’è sempre il rapporto tra l’artista e la sua musa nelle opere che ad Anticoli Corrado hanno preso vita. Su questo rapporto e su quanto ha inciso nell’ opera di un’artista del calibro di Pietro Gaudenzi, che una modella di Anticoli sposò per trasferirsi poi in paese, si interrogherà oggi a Roma, alle 16.30 al Casino dei Principi di Villa Torlonia, Marco Fabio Apolloni, curatore con Monica Cardarelli della mostra, prorogata fino al 6 maggio, “Disegni smisurati del ‘900 italiano” che dedica due sale ai dipinti di Gaudenzi e soprattutto ai cartoni degli affreschi perduti del Castello dei Cavalieri di Rodi. Immagini potenti di donne forti e consapevoli, custodi della fatica del focolare. I curatori hanno adunato e restaurato, rastrellandoli dal mercato dell’arte o direttamente dagli eredi degli artisti, per costituire una sorta di pinacoteca di “disegni smisurati” per dimostrare l’alto livello dell’esercizio del disegnare nella prima metà del secolo scorso.

 

Per una singolare coincidenza, sempre a Roma, si inaugura alla Galleria Berardi   la mostra “Attilio Selva, Sergio Selva, dentro lo studio” curata da Manuel Carrera e Lisa Masolini.  Un accostamento e non un confronto fra le opere di padre e figlio. Le mogli di Selva e Gaudenzi erano sorelle e modelle e la loro famiglia, i Toppi, il prototipo di quella contaminazione di vita e di lavoro con gli artisti intorno alla quale Anticoli Corrado ha costruito la sua storia ed il suo mito.  

 

La mostra “Disegni smisurati del ’900 Italiano” al Casino dei Principi di Villa Torlonia fino al 6 maggio è stata promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, con i servizi museali Zètema Progetto Cultura.

Stephen Hawking l’uomo delle stelle

Stephen Hawking, l’uomo delle stelle, è tornato in cielo

Stephen Hawking, illustre astrofisico britannico, tra i più autorevoli scienziati è morto all’età di 76 anni nella sua casa di Cambridge. Da 55 anni combatteva contro una grave malattia, infatti era solo 21enne quando gli era stata diagnosticata la SLA e i medici avevano previsto per lui una speranza di vita non superiore ai due anni.

“Siamo profondamente rattristati per la morte oggi del nostro padre adorato. É stato un grandissimo scienziato e un uomo straordinario. I suoi lavori vivranno ancora per molti anni dopo la sua scomparsa. Il suo coraggio e la sua perseveranza, insieme al suo essere brillante e al suo umorismo, hanno ispirato persone in tutto il mondo.”

Queste le parole del comunicato diffuso dalla stampa con le quali i tre figli del grande scienziato, Lucy, Robert e Tim hanno voluto annunciare la scomparsa del padre. Un uomo a cui ispirarsi perché lui, a quella malattia che aveva progressivamente inibito tutte le sue funzioni vitali,  costringendolo in tutti questi anni, alla sedia a rotelle e a comunicare tramite un sintetizzatore vocale, non si era mai arreso continuando a studiare e a contribuire al progredire della scienza.

Nato a Oxford l’8 gennaio 1942 Stephen Hawking è stato un fisico, astrofisico, cosmologo e matematico. Il suo quoziente intellettivo era, secondo i test, di 160/165 come Albert Einstein e Isaac Newton. Di fama mondiale, i suoi studi più rilevanti sono stati quelli dedicati alla cosmologia quantistica, i buchi neri e l’origine dell’universo. Negli anni il suo contributo alla scienza è stato sempre più consistente, ha formulato teorie rivoluzionarie come quella cosmologica sull’inizio senza confini dell’universo chiamata la radiazione di Hawking, e la termodinamica dei buchi neri. Ha collaborato con altri elaborando numerose teorie fisiche e astronomiche: il multiverso, la formazione ed evoluzione galattica e l’inflazione cosmica.

Da buon britannico il senso dell’umorismo lo ha sempre contraddistinto, portandolo ad ironizzare senza mai perdere la passione per la vita. Dal 1979 al 2009 titolare della cattedra lucasiana di matematica all’Università di Cambridge, direttore del Dipartimento di Matematica Applicata e Fisica Teorica di Cambridge fino a oggi. Membro di numerosi Club e Associazioni Scientifiche come la Royal Society,la Royal Society of Arts e Pontificia Accademia delle Scienze; ha ricevuto moltissimi riconoscimenti come quello assegnatogli nel 2009 dall’allora presidente americano Barack Obama,la Medaglia presidenziale della libertà, la più alta onorificenza degli Stati Uniti d’America.

 

Nico Vascellari. L’italiano della performance art

Nico Vascellari, l’artista dalle mille sfaccettature, il più accreditato performer italiano, leader di gruppi musicale punk è a Roma con Bisca Vascellari, la sua nuova mostra evento.

Dal 21 febbraio al 21 marzo va in scena al Basement Roma la mostra personale di Nico Vascellari: Bisca Vascellari. L’evento però è iper esclusivo e si rivela in soli 5 appuntamenti serali, di questi i primi quattro sono riservati, su invito o prenotazione, a sole 33 persone, per l’ultimo invece c’è in serbo una sorpresa speciale.

Ma chi è Nico Vascellari?

Nico Vascellari è nato a Vittorio Veneto nel 1976 ed è stato eletto migliore performer artist italiano di sempre. Ad attribuirgli tale merito non un nome fra tanti ma IL nome. Marina Abramovic. Lei è la madrina della Performance Art e segue il lavoro di Vascellari dal 2005 quando presiedeva la giuria del concorso Internazionale della Performance, assegnandogli il primo premio per Nico & the Vascellaris. Si trattava della sua prima opera, un’opera corale per la quale Nico aveva coinvolto tutta la sua famiglia. In quell’occasione l’artista si era esibito improvvisando una canzone dal titolo “Hotel” ispirato alla frase che ogni genitore ha detto a proprio figlio: “questa casa non è un albergo”. La musica era eseguita dai familiari di Vascellari, la madre al basso, il padre alla batteria e la sorella alla chitarra. Durante la performance, Nico è al centro della scena, intorno a lui i membri della sua famiglia, i genitori, uno di fronte all’altro sostenevano una grande e pesante tavola di legno, mentre la sorella dietro di lui, teneva in mano una grande scritta al neon “Nico e the Vascellaris”. Un lavoro personale quanto autentico, l’intento era quello di partire dal personale per arrivare a un pensiero molto più generico e universale.

Quello fu solo l’inizio di una carriera di sperimentazione, innovazione ed esplorazione. A Great Circle, HYMN, Lago Morto, Jesus, I Hear a Shadow, Codalunga, tanto per fare qualche nome fino alla sua ultima Bisca Vascellari.  Un titolo, un intento. L’artista ricrea gli ambienti loschi, proibiti e clandestini di un club privato del gioco d’azzardo. Protagonista e complice di questa esperienza è ovviamente il pubblico, senza di esso l’opera non avrebbe infatti ragione di esistere. I partecipanti si ritrovano in una realtà parallela, una bisca a tutti gli effetti, i quali giochi (veri) sono ideati da Vascellari che prende le sembianze della tentazione, pizzicando le “debolezze” dei presenti, provocandoli ad abbandonarsi all’istinto, quello privo di regole, se non quelle del gioco. Fortuna e caso vincono su strategia e calcoli. Assoluto il divieto di comunicazione con il mondo reale, il mondo esterno, non si può utilizzare il cellulare, non si possono fare fotografie né video. L’esperienza è dunque riservata completamente ai partecipanti fisici i quali devono dedicarsi ad essa senza riserve.

Il linguaggio di Nico Vascellari ha un alfabeto personalissimo che si compone di elementi fondamentali: la performance, l’installazione, il video ma soprattutto la musica. Il suono lo esplora fin da giovanissimo, il suo percorso comincia proprio dalla musica, come leader di una punk band chiamata “With Love”. La musica però non ha fatto di lui un musicista quanto invece un attivista, gli ha dato modo di cantare le sue battaglie. Filo conduttore di moltissime sue opere è il senso di disagio che come fosse il testimone di una corsa a staffetta, Nico Vascellari trasmette allo spettatore per farlo proprio e saper andare oltre. La sua ricerca artistica è in continua evoluzione, è fatta di istinto ma anche di pensiero, di preparazione, disordinata solo apparentemente, segue invece un disegno ben preciso.

Nico Vascellari, poliedrico e provocatore è nel panorama artistico italiano contemporaneo una delle figure più interessanti e curiose. Non rimane che sperimentare la sua realtà con lui e misurarsi al suo tavolo da gioco. È vero, Bisca Vascellari è esclusivo ma rimangono ancora due date e tentar non nuoce.

 

INFO

Per prenotarsi alla Bisca Vascellari scrivere a hello@basementroma.com

 

Aspettando la cerimonia de i David di Donatello 2018

Il David di Donatello è alle porte. Manca pochissimo alla 63 esima edizione della cerimonia di premiazione cinematografica più attesa dal cinema italiano. Scopriamo insieme i candidati vincitori categoria per categoria.

 Il David di Donatello, prima statua e poi premio quando nel 1955 il Circolo del Cinema, ormai denominato Club Internazionale del Cinema, istituiva insieme all’ Open Gate, un club fondato a Roma nel 1950, i Premi David di Donatello. I premi erano destinati alla migliore produzione cinematografica italiana e straniera e i criteri erano gli stessi dei Premi Oscar a Hollywood. A fare la differenza però le fattezze del premio stesso. I vincitori avrebbero brandito orgogliosi la meravigliosa statua del David di Donatello, riprodotta in oro da Bulgari. Così dal 1956 ad oggi, anno dopo anno il David di Donatello premia il cinema italiano, categoria per categoria.

Quella che si svolgerà il 21 marzo 2018 è la 63ª edizione della cerimonia d premiazione, condotta da Carlo Conti dagli Studios di Via Tiburtina a Roma, su Rai 1 alle 21.25 . Non è la prima volta per il conduttore Toscano, direttore artistico dal 2015 al 2017 del Festival di Sanremo, alla guida della cerimonia dei David di Donatello già nel 1999 e nel 2000. Oltre ai vincitori, il palcoscenico più desiderato dal cinema italiano, ospiterà anche artisti internazionali. Due star eccezionali, due nomi sinonimo di cinema in tutto il mondo arriveranno da Hollywood per ritirare i premi David Speciali, Steven Spielberg, premiato dalla più famosa attrice italiana all’estero, Monica Bellucci e Diane Keaton. Il terzo premio David Speciale sarà consegnato a Stefania Sandrelli.

 

21 categorie per 5 (6 in due eccezioni) candidati vincitori. Vediamo insieme chi sono i nominati ai David di Donatello 2018.

-MIGLIOR FILM

A CIAMBRA

REGIA DI JONAS CARPIGNANO

AMMORE E MALAVITA

REGIA DI MANETTI BROS.

GATTA CENERENTOLA

REGIA DI ALESSANDRO RAK — IVAN CAPPIELLO — MARINO GUARNIERI — DARIO SANSONE

LA TENEREZZA

REGIA DI GIANNI AMELIO

NICO, 1988

REGIA DI SUSANNA NICCHIARELLI

 

-MIGLIORE REGIA

A CIAMBRA

REGIA DI JONAS CARPIGNANO

AMMORE E MALAVITA

REGIA DI MANETTI BROS.

LA TENEREZZA

REGIA DI GIANNI AMELIO

NAPOLI VELATA

REGIA DI FERZAN OZPETEK

THE PLACE

REGIA DI PAOLO GENOVESE

-MIGLIORE REGISTA ESORDIENTE

BRUTTI E CATTIVI

REGISTA ESORDIENTE COSIMO GOMEZ

CUORI PURI

REGISTA ESORDIENTE ROBERTO DE PAOLIS

EASY – UN VIAGGIO FACILE FACILE

REGISTA ESORDIENTE ANDREA MAGNANI

I FIGLI DELLA NOTTE

REGISTA ESORDIENTE ANDREA DE SICA

LA RAGAZZA NELLA NEBBIA

REGISTA ESORDIENTE DONATO CARRISI

 

-MIGLIORE SCENEGGIATURA ORIGINALE

A CIAMBRA

JONAS CARPIGNANO

AMMORE E MALAVITA

MANETTI BROS. — MICHELANGELO LA NEVE

LA RAGAZZA NELLA NEBBIA

DONATO CARRISI

NICO, 1988

SUSANNA NICCHIARELLI

TUTTO QUELLO CHE VUOI

FRANCESCO BRUNI

-MIGLIORE SCENEGGIATURA NON ORIGINALE

LA GUERRA DEI CAFONI

BARBARA ALBERTI — DAVIDE BARLETTI — LORENZO CONTE — CARLO D’AMICIS

LA TENEREZZA

GIANNI AMELIO — ALBERTO TARAGLIO

SICILIAN GHOST STORY

FABIO GRASSADONIA — ANTONIO PIAZZA

THE PLACE

PAOLO GENOVESE — ISABELLA AGUILAR

UNA QUESTIONE PRIVATA

PAOLO E VITTORIO TAVIANI

 

-MIGLIOR PRODUTTORE

A CIAMBRA

STAYBLACK PRODUCTIONS — JON COPLON — PAOLO CARPIGNANO — RAI CINEMA

AMMORE E MALAVITA

CARLO MACCHITELLA E MANETTI BROS. CON RAICINEMA

GATTA CENERENTOLA

LUCIANO STELLA E MARIA CAROLINA TERZI PER MAD ENTERTAINMENT E RAI CINEMA

NICO, 1988

MARTA DONZELLI E GREGORIO PAONESSA PER VIVO FILM — CON RAI CINEMA — JOSEPH ROUSCHOP E VALÉRIE BOURNONVILLE PER TARANTULA

SMETTO QUANDO VOGLIO SAGA

DOMENICO PROCACCI — MATTEO ROVERE — CON RAI CINEMA

 

-MIGLIORE ATTRICE PROTAGONISTA

COME UN GATTO IN TANGENZIALE

PAOLA CORTELLESI

FORTUNATA

JASMINE TRINCA

IL COLORE NASCOSTO DELLE COSE

VALERIA GOLINO

NAPOLI VELATA

GIOVANNA MEZZOGIORNO

SOLE CUORE AMORE

ISABELLA RAGONESE

 

-MIGLIORE ATTORE PROTAGONISTA

COME UN GATTO IN TANGENZIALE

ANTONIO ALBANESE

EASY – UN VIAGGIO FACILE FACILE

NICOLA NOCELLA

LA TENEREZZA

RENATO CARPENTIERI

NAPOLI VELATA

ALESSANDRO BORGHI

THE PLACE

VALERIO MASTANDREA

 

-MIGLIORE ATTRICE NON PROTAGONISTA

AMMORE E MALAVITA

CLAUDIA GERINI

COME UN GATTO IN TANGENZIALE

SONIA BERGAMASCO

LA TENEREZZA

MICAELA RAMAZZOTTI

NAPOLI VELATA

ANNA BONAIUTO

THE PLACE

GIULIA LAZZARINI

 

-MIGLIORE ATTORE NON PROTAGONISTA

AMMORE E MALAVITA

CARLO BUCCIROSSO

FORTUNATA

ALESSANDRO BORGHI

LA TENEREZZA

ELIO GERMANO

NAPOLI VELATA

PEPPE BARRA

TUTTO QUELLO CHE VUOI

GIULIANO MONTALDO

 

-MIGLIORE AUTORE DELLA FOTOGRAFIA

A CIAMBRA

TIM CURTIN

MALARAZZA – Una storia di periferia

GIANNI MAMMOLOTTI

NAPOLI VELATA

GIAN FILIPPO CORTICELLI

SICILIAN GHOST STORY

LUCA BIGAZZI

THE PLACE

FABRIZIO LUCCI

 

-MIGLIORE MUSICISTA

AMMORE E MALAVITA

PIVIO & ALDO DE SCALZI

GATTA CENERENTOLA

ANTONIO FRESA — LUIGI SCIALDONE

LA TENEREZZA

FRANCO PIERSANTI

NAPOLI VELATA

PASQUALE CATALANO

NICO, 1988

GATTO CILIEGIA CONTRO IL GRANDE FREDDO

 

-MIGLIORE CANZONE ORIGINALE

AMMORE E MALAVITA

“BANG BANG” MUSICA DI PIVIO & ALDO DE SCALZI TESTI DI NELSON INTERPRETATA DA SERENA ROSSI, FRANCO RICCIARDI, GIAMPAOLO MORELLI

GATTA CENERENTOLA

“A CHI APPARTIENI” MUSICA E TESTI DI DARIO SANSONE INTERPRETATA DA FOJA

RICCARDO VA ALL’INFERNO

“FIDATI DI ME” MUSICA E TESTI DI MAURO PAGANI INTERPRETATA DA MASSIMO RANIERI, ANTONELLA LO COCO

SICILIAN GHOST STORY

“ITALY” MUSICA DI ANJA PLASCHG, ANTON SPIELMANN TESTI DI ANJA PLASCHG INTERPRETATA DA SOAP&SKIN

THE PLACE

“THE PLACE” MUSICA DI MARCO GUAZZONE, GIOVANNA GARDELLI, MATTEO CURALLO, STEFANO COSTANTINI, EDOARDO CICCHINELLI TESTI DI MARCO GUAZZONE, GIOVANNA GARDELLI INTERPRETATA DA MARIANNE MIRAGE

 

-MIGLIORE SCENOGRAFO

AMMORE E MALAVITA

NOEMI MARCHICA

BRUTTI E CATTIVI

MAURIZIO SABATINI

LA RAGAZZA NELLA NEBBIA

TONINO ZERA

LA TENEREZZA

GIANCARLO BASILI

NAPOLI VELATA

DENIZ GOKTURK KOBANBAY — IVANA GARGIULO

RICCARDO VA ALL’INFERNO

LUCA SERVINO

 

-MIGLIORE COSTUMISTA

AGADAH

NICOLETTA TARANTA

AMMORE E MALAVITA

DANIELA SALERNITANO

BRUTTI E CATTIVI

ANNA LOMBARDI

NAPOLI VELATA

ALESSANDRO LAI

RICCARDO VA ALL’INFERNO

MASSIMO CANTINI PARRINI

 

-MIGLIORE TRUCCATORE

AMMORE E MALAVITA

VERONICA LUONGO

BRUTTI E CATTIVI

FRÉDÉRIQUE FOGLIA

FORTUNATA

MAURIZIO FAZZINI

NAPOLI VELATA

ROBERTO PASTORE

NICO, 1988

MARCO ALTIERI

RICCARDO VA ALL’INFERNO

LUIGI CIMINELLI — EMANUELE DE LUCA — VALENTINA IANNUCCILLI

 

-MIGLIOR ACCONCIATORE

AMMORE E MALAVITA

ANTONIO FIDATO

BRUTTI E CATTIVI

SHARIM SABATINI

FORTUNATA

MAURO TAMAGNINI

NICO, 1988

DANIELA ALTIERI

RICCARDO VA ALL’INFERNO

PAOLA GENOVESE

 

-MIGLIORE MONTATORE

A CIAMBRA

AFFONSO GONÇALVES

AMMORE E MALAVITA

FEDERICO MARIA MANESCHI

LA RAGAZZA NELLA NEBBIA

MASSIMO QUAGLIA

NICO, 1988

STEFANO CRAVERO

THE PLACE

CONSUELO CATUCCI

 

-MIGLIOR SUONO

A CIAMBRA

PRESA DIRETTA, MICROFONISTA, MONTAGGIO: GIUSEPPE TRIPODI – CREAZIONE SUONI: FLORIAN FEVRE – MIX: JULIEN PEREZ

AMMORE E MALAVITA

PRESA DIRETTA: LAVINIA BURCHERI – MICROFONISTA: SIMONE COSTANTINO – MONTAGGIO: CLAUDIO SPINELLI – CREAZIONE SUONI: GIANLUCA BASILI, SERGIO BASILI, ANTONIO TIRINELLI – MIX: NADIA PAONE

GATTA CENERENTOLA

REGISTRAZIONE, EDITING & MONTAGGIO VOCI: ANDREA CUTILLO – MONTAGGIO: TIMELINE STUDIO – CREAZIONE SUONI: GIORGIO MOLFINI, TIMELINE STUDIO – MIX: TIMELINE STUDIO

NAPOLI VELATA

PRESA DIRETTA: FABIO CONCA – MICROFONISTA: GIULIANO MARCACCINI — DANIELE DE ANGELIS – MONTAGGIO: GIUSEPPE D’AMATO, ANTONIO GIANNANTONIO, DARIO CALVARI – CREAZIONE SUONI: GIUSEPPE D’AMATO, STUDIO 16 – MIX: ALESSANDRO CHECCACCI

NICO, 1988

PRESA DIRETTA: ADRIANO DI LORENZO – MICROFONISTA: ALBERTO PADOAN – MONTAGGIO: MARC BASTIEN – CREAZIONE SUONI: ERIC GRATTEPAIN – MIX: FRANCO PISCOPO

 

-MIGLIORI EFFETTI DIGITALI

ADDIO FOTTUTI MUSI VERDI

CHROMATICA — WONDERLAB — HIVE DIVISION

AMMORE E MALAVITA

PALANTIR DIGITAL

BRUTTI E CATTIVI

AUTRECHOSE

GATTA CENERENTOLA

MAD ENTERTAINMENT

MONOLITH

FRAME BY FRAME

 

-DAVID GIOVANI

GATTA CENERENTOLA

REGIA DI ALESSANDRO RAK — IVAN CAPPIELLO — MARINO GUARNIERI — DARIO SANSONE

GRAMIGNA – Volevo una vita normale

REGIA DI SEBASTIANO RIZZO

SICILIAN GHOST STORY

REGIA DI FABIO GRASSADONIA — ANTONIO PIAZZA

THE PLACE

REGIA DI PAOLO GENOVESE

TUTTO QUELLO CHE VUOI

REGIA DI FRANCESCO BRUNI

 

Afghanistan: la vittoria è dei Talebani

Nel 2018 la vittoria in Afghanistan è dei Talebani. Ma, la storia del processo afgano ha una genesi lontana.

E’ l’11 settembre del 2001 quando il mondo cambia per sempre e l’occidente inizia a familiarizzare con un Paese lontano, fisicamente e culturalmente da esso.

Pochi mesi e l’Alleanza Atlantica inizierà la conquista dell’Afghanistan al fine di sconfiggere i Talebani e l’estremismo islamico, un tempo alleato in chiave anti-sovietica. Storicamente l’Afghanistan è sempre servito a tener a riparo da uno scontro diretto occidente e oriente, nacque al fine di non far confinare le Indie Britanniche con i possedimenti dello Zar. Dopo anni di guerra, bagnata anche dal sangue di alcuni nostri militari, è avvenuta un’apertura che ha il sapore di un evento storico.

La scorsa settimana il presidente afghano, Ashraf Ghani, ha offerto ai Talebani, la proposta che prevede una tregua in cambio del riconoscimento politico. Sì, poiché migliaia di morti, attentati e bombe non hanno risolto pressoché nulla. La realtà effettuale è sempre differente dalla politica programmatica. L’Afghanistan pretende la Pace e, soprattutto, la merita. Così, come una resa dal sapore vietnamita, si è inaugurata la stagione del “Processo di Kabul” davanti ai delegati di 25 Paesi e organizzazioni internazionali.

Come Henry Kissinger insegna la realpolitik è il più utile e, probabilmente, efficace esercizio per la stabilità globale. Il presidente Ghani ha dichiarato che “la pace non può essere raggiunta senza i Talebani“, ammettendo di fatto la sconfitta delle politiche occidentali volte a trovare una strada alternativa alla riconciliazione nazionale. Includere i Talebani in un processo di pace è un azzardo politico, ma al tempo stesso un bagno di realtà.

Le proposte ai Talebani per la partecipazione al Processo di Kabul sono le seguenti: il rilascio di un certo numero di prigionieri; la garanzia di un cessate-il-fuoco; l’assegnazione di passaporti per i combattenti e le loro famiglie; la creazione di un ufficio che si occupi di amnistiare i leader dell’organizzazione, togliendo loro le sanzioni e cancellandoli dalle liste dei terroristi. Ma soprattutto, c’è l’apertura alla revisione della Costituzione.

“Stiamo facendo quest’offerta senza precondizioni, nell’ottica di arrivare a un accordo di pace”, ha affermato il presidente Ghani, che ha aggiunto come “l’obiettivo è quello di attirare i Talebani, come organizzazione, nei colloqui”.

I Talebani la vittoria se la sono meritata sul campo si direbbe commentando una partita di calcio. Si deve partire dalla constatazione che le forze armate afghane hanno subito in totale oltre 14 mila perdite, tra morti e feriti. E sono già quasi 400 le vittime nei primi due mesi del 2018. Tutto ciò, mentre i Talebani mantengono il controllo totale o parziale di circa metà dell’intero territorio, grazie a una forza operativa che oggi è stimata intorno alle 50 mila unità, solo per citare i combattenti. Inutile fornire i dati sulla sofferenza della popolazione che al momento paga il tributo più altro al mondo per i sacrifici sopportati negli ultimi quarant’anni.

Va annotato, come l’oppio dei popoli sia stato negli anni ottanta la maledetta “dea eroina”. Una droga amata dalle generazioni della post-contestazione, il cui traffico è stato favorito da molte agenzie governative occidentali al fine di sostenere la lotta contro i Sovietici.

A oggi la produzione di oppio ed eroina rappresenta il più florido mercato dell’Afghanistan e probabilmente il suo più grave problema interno. Per capire l’entità del problema, secondo l’ultimo rapporto dell’Ufficio delle Nazioni Unite contro il traffico di droga e la criminalità organizzata (UNDOC), si è passati dalla produzione di 4.800 tonnellate di oppio del 2016 alle oltre 9.000 tonnellate del 2017, segnando un incremento dell’87%.

Per comprendere questo mercato florido, inscalfibile e globale bisogna prendere ad esempio la Famiglia Giuliano a Napoli nel dopo guerra e i clan mafiosi americani legati alle famiglie palermitane. E’ doveroso citare la rete degli Haqqani. Essi, sono il più potente clan tribale afghano, vicini agli stessi Talebani e nati come clan familistico di tipo mafioso-religioso. Si ritiene che la loro rete possa contare su una struttura militare che è stata in grado di fronteggiare gli eserciti più preparati e capaci al mondo senza l’ausilio dei Talebani o AlQaida.

Fin dal 2001 era chiaro ai più che senza alternativa all’oppio la guerra l’occidente non l’avrebbe mai vinta. E così è stato. Afghanistan: soffia bandiera bianca.

ItaliaDoc alla Casa del Cinema

La dodicesima edizione di ItaliaDoc approda alla Casa del Cinema con una selezione dei migliori documentari del 2017. In programma dal 6 marzo al 17 aprile dieci film dedicati al racconto del reale. Tra ritratti d’autore e analisi di fenomeni sociali

Giunta alla sua dodicesima edizione la rassegna ItaliaDoc, curata da Maurizio Di Rienzo, torna alla Casa del Cinema (sito ufficiale) con un focus di ritratti individuali dedicati ad affascinanti personalità della cultura e una serie di documentari che passano in rassegna eventi, fenomeni e riti sociali della realtà odierna.

Grazie alla programmazione di questa edizione, che si svilupperà dal 6 marzo al 17 aprile, si avrà l’opportunità di conoscere da vicino personaggi decisivi per la storia dell’arte e del cinema come Julian Schnabel, Giuseppe Bertolucci, Sandra Milo e Marco Ferreri, si ripercorrerà l’intensa carriera musicale del compianto Pino Daniele o si affronteranno temi delicati come la malattia nel racconto struggente del giornalista Toni De Marchi. E ancora si conoscerà da vicino il percorso controverso dell’architetto di regime Piero Portaluppi e si analizzeranno importanti fenomeni sociali come la crescita e l’affermazione dell’automobile all’interno delle varie epoche storiche, l’impatto avuto dal terremoto sulle popolazioni dell’Umbria e la preparazione della stagione estiva sulla spiaggia di Mondello, tra riti abitudinari e lotte di classe.

I film selezionati quest’anno verranno proiettati ogni martedì e giovedì (con l’eccezione de La cena di Toni che sarà in programma mercoledì 11 aprile) e replicati nelle successive domeniche. Nell’arco di un mese si potranno conoscere 8 documentari che verranno integrati da altri 2 film previsti nella giornata evento di giovedì 15 marzo. In questa occasione, infatti, ItaliaDoc proporrà, in collaborazione con SNGCI, i due film premiati con il Nastro d’Argento durante la serata ufficiale dello scorso 1 marzo: Pino Daniele. Il tempo resterà di Giorgio Verdelli e La lucida follia di Marco Ferreri di Anselma Dell’Olio. Ad arricchire l’evento la presenza dei due registi prima delle rispettive proiezioni.

Ad aprire la rassegna sarà, martedì 6 marzo, Pappi Corsicato che attraverso il suo doc L’arte viva di Julian Schnabel racconterà l’attività instancabile del newyorkese ‘larger than life’ Schnabel, pittore e scultore d’impatto assoluto e regista dallo sguardo sorprendente (Basquiat, Lo scafandro e la farfalla). A seguire, giovedì 8 marzo, sarà la volta di Giorgia Wurth che con Salvatrice – Sandra Milo si racconta coglierà con discrezione la versatilità, l’ironia e la saggezza della musa felliniana. Terzo appuntamento, martedì 13 marzo, con Evviva Giuseppe di Stefano Consiglio, film che inquadrerà l’articolata personalità di un autore originalissimo e fratello ‘minore’ per eccellenza del nostro cinema (e oltre): Giuseppe Bertolucci. La rassegna proseguirà poi con la giornata evento del 15 marzo durante la quale verranno presentati i due film vincitori del Nastro d’Argento 2018: Pino Daniele il tempo resterà di Giorgio Verdelli, che ripercorrerà con un approccio giornalistico il percorso musicale del cantautore partenopeo e il racconto di Anselma Dell’Olio sul maestro Marco Ferreri – La lucida follia di Marco Ferreri –, un intenso ritratto che attraverso lo sguardo dell’autore, le sue battute e le scene dei suoi film delineerà le trasformazioni umane e sociali di un’intera epoca.

Dopo i ritratti di personaggi illustri prenderanno forma le altre strade del documentario. Con La botta grossa il regista Sandro Baldoni (martedì 27 marzo) racconterà la sua comunità umbra all’indomani del sisma del 2016, la scossa più forte degli ultimi 40 anni. I’m in love with my car di Michele Mellara e Alessandro Rossi (giovedì 29 marzo) ci porterà indietro di 120 anni, all’invenzione dell’automobile, per ripercorrere le tappe di una rivoluzione sensoriale e sociologica che continua ancora oggi. Happy winter di Giovanni Totaro (martedì 3 aprile) trasmetterà le sensazioni, le relazioni, le sorprese, le attese della promiscua comunità di bagnanti palermitani durante un’estate sulla spiaggia di Mondello. A concludere il percorso La cena di Toni di Elisabetta Pandimiglio (mercoledì 11 aprile), la storia di uomo in piena attività che, colpito da una malattia invalidante, reagisce con spirito costruttivo, rendendo la sua casa luogo di cene esemplari e L’amatore (martedì 17 aprile), il documentario dedicato da Maria Mauti al talento rigoroso dell’architetto di regime Piero Portaluppi, inventivo personaggio che operò nel controverso ventennio fascista e nell’immediato dopoguerra.

PROGRAMMA

 

Martedì 6 marzo ore 17.30

Replica domenica 11 marzo, ore 16.00

L’ARTE VIVA DI JULIAN SCHNABEL di Pappi Corsicato 84’

Mentre Julian Schnabel sta preparando la sua retrospettiva alla fondazione Peter Brant in Connecticut, il suo amico Lou Reed muore. Il dolore provocato da questo evento si ripercuote necessariamente nella vita di Julian e diventa il fulcro centrale del documentario. Scavando nel passato dell’artista emergono le origini familiari, gli inizi di carriera, l’arrivo sulla scena artistica della fertilissima e polimorfa New York degli anni ’80, il suo crescente desiderio di fare film, e anche le sue crisi da uomo e artista. Tutti elementi approfonditi attraverso video dell’artista e sull’artista, racconti di Julian stesso e dei suoi familiari e la sua turbolenta relazione lavorativa con Mary Boone, sua prima gallerista. E per cogliere la vera essenza di Julian Schnabel, ecco le fondamentali testimonianze dei suoi amici Al Pacino, Christopher Walken, Jeff Koons e David La Chapelle, le minuziose preparazioni delle mostre, lo spaccato della vita privata di Julian e del suo rapporto con i figli.

 

Giovedì 8 marzo ore 17.30

Replica domenica 11 marzo, ore 18.00

SALVATRICE – SANDRA MILO SI RACCONTA di Giorgia Wurth 60’

Il viaggio di Salvatrice Elena Greco parte da Tunisi nel 1933, e da lì non si ferma più. Tra successi, amori, sconfitte, incontri, processi, luci, silenzi e kebab, il ritratto di una donna che tutti credono di conoscere, ma che in pochi hanno capito davvero: Sandra Milo. La sua figura negli anni ‘60 ha catalizzato l’attenzione del pubblico, in particolar modo quello maschile, grazie alla sua sensualità. E’ la stessa regista Giorgia Wurth ad accompagnare la diva del secolo scorso nel viaggio dagli albori della carriera ai suoi ultimi atti. Tutti i momenti più singolari e significativi della sua vita sono racchiusi all’interno di un antico baule, che Sandra Milo apre senza indugi, ripescando ad uno ad uno i molteplici articoli di giornale e le numerosissime foto che ritraggono episodi dei suoi anni di gloria. Scopriamo così anche sue eccezionali amicizie. Poi si va a Cinecittà ove Sandra Milo è pervasa dai ricordi per un racconto sempre più personale e intimo, dal temporaneo abbandono del mondo dello spettacolo al lungo amore per Federico Fellini.

 

MARTEDÌ 13 MARZO ore 17.30

Replica domenica 18 marzo, ore 16.00

EVVIVA GIUSEPPE di Stefano Consiglio 90’

Viaggio nella vita e nei vari talenti preziosi di Giuseppe Bertolucci: regista di cinema, teatro e televisione; scrittore, poeta, talent scout, organizzatore culturale. Raccontato attraverso la voce del padre Attilio – che evoca il “doloroso privilegio” del suo essere fratello minore – di quella del fratello maggiore Bernardo – che racconta con struggente dolcezza la sua nascita e i giochi di quand’erano adolescenti, fino al desiderio di contagiarlo con la malattia del cinema – e le testimonianze di Lidia Ravera, Mimmo Rafele, Marco Tullio Giordana, Nanni Moretti, e i ricordi di alcune tra le sue attrici predilette: Stefania Sandrelli, Laura Morante, Sonia Bergamasco. Con il contributo di Gian Luca Farinelli – direttore della Cineteca di Bologna di cui Giuseppe fu Presidente per 11 anni – la partecipazione di Fabrizio Gifuni che interpreta testi di Giuseppe, di Emanuele Trevi che legge un suo racconto sugli ultimi giorni di Giuseppe, di Aldo Nove e con un inedito monologo scritto e interpretato da Roberto Benigni in omaggio all’amico di sempre. E soprattutto, corpo e voce di Giuseppe fra interviste, backstage, dibattiti e nella sua ultima commovente performance teatrale “A mio padre – Una vita in versi”

 

GIOVEDÌ 15 MARZO

In collaborazione con SNGCI – Nastri d’Argento 2018 al Documentario Italiano

Breve presentazione degli autori prima delle proiezioni

Ore 16.00 | PINO DANIELE IL TEMPO RESTERA’ di Giorgio Verdelli 108’

Viaggio attraverso musica, concerti, vita del grande artista partenopeo, uomo unico tra appocundria, musica e poesia: un nero a metà, un Masaniello in blues capace di parlare a tutti grazie alla relazione empatica e straordinaria con la sua terra. Film con straordinarie immagini – molte inedite – testimonianze e performance musicali, di produzione Sudovest con Rai Cinema distribuita da Nexo Digital. Tanto del materiale è stato selezionato dal regista attraverso lunghe ricerche e la consulenza del figlio di Pino Daniele, Alessandro, per 15 anni stretto collaboratore artistico del padre. Voce narrante del film è quella dello stesso Pino Daniele supportato dal contributo di Claudio Amendola. Fra le testimonianze: Tony Esposito, Tullio De Piscopo, James Senese, Rino Zurzolo (i musicisti della storica band di “Vaimò” con cui Pino Daniele si riunì nel 2008 ) Arbore, Bollani, Bosso, Jovanotti, Clapton, De Gregori, Giorgia, Gragnaniello, Mannoia, Metheny, Ranieri, Vasco, Sangiorgi e l’amico del cuore Massimo Troisi.

Ore 18.00 | LA LUCIDA FOLLIA DI MARCO FERRERI di Anselma Dell’Olio 77’

Il cosmo unico – inclassificabile – di un autore fra i più originali del nostro cinema. Che abbandonò gli studi di veterinaria ma mai gli animali, scegliendo di occuparsi principalmente dell’essere umano nella sua essenzialità corporea e desiderante. Per avvicinare a noi il mondo frastagliato, genuino, scompaginante e per alcuni ostico di Ferreri, il film offre clip dei suoi film spagnoli, italiani e francesi, tra cui El cochecito, La cagna, L’ultima donna, Dillinger è morto, La grande abbuffata, Chiedo Asilo, Ciao maschio, Storia di Piera, La donna scimmia. Il regista

riflette sulla nomea di “provocatore” che l’ha sempre seguito, perennemente accompagnato da censure, scandali, contestazioni, accuse velenose. Il documentario compone, come in un mosaico, l’arte, il carattere, la poesia, il pensiero e la visionarietà di un autore inclassificabile. Ecco testimonianze ironiche e taglienti, sue e dei suoi ‘compagni’ più affezionati: Mastroianni, Tognazzi, Piccoli, Noiret, in filmati e backstages dell’Istituto Luce, RaiTeche e archivi francesi, alcuni inediti in Italia. E testimonianze nuove, illuminanti sul suo modo di dirigere gli attori, di protagonisti quali Benigni, Schygulla, Huppert, Ferreol, Muti, il musicista Sarde, il regista Mihaileanu, lo scenografo Ferretti. Arguta e penetrante la poesia-prologo dedicata a Ferreri, scritta e recitata da Benigni.

 

MARTEDÌ 27 MARZO ore 17.00

Replica domenica 1 aprile, ore 16.00

LA BOTTA GROSSA di Sandro Baldoni 82’

Il 30 ottobre 2016 il terremoto ha colpito nuovamente il Centro Italia, già piegato dal sisma di agosto ad Amatrice, con la scossa più forte registrata in Italia negli ultimi 40 anni: magnitudo 6,5, con epicentro tra le province di Perugia e Macerata, in Umbria e nelle Marche, e un raggio d’azione che ha devastato tutta la zona dei Monti Sibillini, dove il regista è nato e cresciuto. Partendo dalla sua casa distrutta e dal suo personale stato d’animo, Baldoni compie un viaggio “da dentro” l’esperienza del terremoto, per cogliere le paure profonde, i traumi, le ansie, le rabbie, le speranze delle persone colpite

 

GIOVEDÌ 29 MARZO ore 17.30

Replica domenica 1 aprile, ore 18.00

I’M IN LOVE WITH MY CAR di Mellara&Rossi 72’

L’automobile ha segnato più di un secolo di storia umana. Il suo utilizzo ha cambiato il modo di vivere, di nutrirsi, di muoversi, di immaginare, delle società umane. L’automobile più di ogni altro oggetto ha modificato antropologicamente l’essere umano, ha cambiato la sua percezione del mondo. Attraverso i Cinque Sensi entriamo in contatto con gli oggetti e la realtà. Udito, olfatto, tatto, vista, gusto non sono soltanto la risposta biologica a necessità fisiologiche, sono l’essenza di ogni individuo. Cioè la natura biologica umana ridefinita, plasmata da quanto le automobili ci hanno imposto radicalmente. E ora che il modello sociale fondato sull’autovettura è in crisi per inquinamento, crisi economica, aumento dei costi dei carburanti, danni alla salute, l’affermazione di nuovi modelli di sostenibilità urbana stanno accelerando tale processo di trasformazione sociale. Ci avviciniamo a un complesso cambiamento di vastissima portata in cui tutti dovremo ripensare al nostro modo di muoversi, di viaggiare, quindi di vivere.

 

MARTEDÌ 3 APRILE ore 17.30

Replica domencica 15 aprile, ore 16.00

HAPPY WINTER di Angelo Totaro 90’

Ogni anno d’estate sulla spiaggia di Mondello a Palermo vengono costruite centinaia di cabine pronte ad ospitare altrettanti nuclei di bagnanti che vi passeranno la stagione. Per queste persone le capanne sono lo scenario perfetto per nascondersi dietro al ricordo di uno status sociale che la crisi degli ultimi anni ha minato. Una famiglia s’indebita per fare le vacanze al mare e apparire benestante tra i bagnanti; tre donne si abbronzano per sentirsi ancora giovani e diventare le star dell’estate, mentre nella stessa spiaggia un barista pensa a guadagnare più soldi possibili per superare l’inverno. Tutti aspettano la notte di ferragosto per vivere da protagonisti la fiera della vanità estiva e continuare a fare finta che la crisi economica non esista.

 

MERCOLEDI 11 APRILE ore 17.30

Replica domenica 15 aprile, ore 18.00

LA CENA DI TONI di Elisabetta Pandimiglio 68’

Tutto cambia per Toni quando una visita inopportuna si affaccia alla sua porta. Ha solo 53 anni e un passato di soddisfazioni, rapporti umani, conoscenza, scelte fatte con determinazione e

libertà. Difficile rallentare in corsa un viaggio che sembrava procedere senza ostacoli e, ancora più difficile, non lasciarsi vincere dal disagio accumulato in settimane, mesi, anni, ormai tanti, dalla scoperta della malattia. La cena di Toni racconta i tre anni in attesa del rimedio, un farmaco “immorale” che potrebbe finalmente dare una svolta. Tra speranze, attesa, indecifrabile burocrazia, preparando la cena per festeggiare con gli amici.

 

MARTEDÌ 17 APRILE ore 17.00

Replica Domenica 22 Aprile Ore 18

L’AMATORE di Maria Mauti 85’

Viaggio dentro le pieghe intime di uno degli architetti di fama del ventennio fascista, Piero Portaluppi, attraverso la riscoperta della sua opera nel presente e del suo diario filmico, un archivio inedito in 16mm girato e montato dall’architetto. Uomo di fascino e potere, Portaluppi attraversa questa epoca grandiosa e tragica con distacco e ironia, danzando sulle cose e creando bellezza. La Storia intanto cammina implacabile accanto alle vicende dell’uomo.

L’arte mette a nudo

All’ Atelier Montez non perdetevi l’evento di  inaugurazione di L’arte mette a nudo, la mostra e performance live di Davide Cocozza.

L’arte mette a nudo è una mostra/performance di action painting e digital art di Davide Cocozza.

L’artista intende innanzi tutto esprimere un concetto a lui caro, maturato durante l’esperienza che lo ha fatto divenire arteterapeuta, ovvero che l’arte mette a nudo, che ognuno attraverso il supporto, il colore, il segno e gli altri elementi che contraddistinguono l’azione artistica, come la scelta dei soggetti o lo spazio dove la stessa azione avviene, sono sintomi, espressione, e vera essenza dell’artista stesso. Quest’ultimo attraverso tale operazione rivela e trasforma la sua forma in purezza, le sue patalogie, le sue turbe, i suoi stati d’animo; linguaggi inconsci, a volte simbolici, come i sogni, mondi interni che parlano all’artista o al visitatore oltre l’apparente visione delle opere. Vero specchio emotivo dell’artista.
E’ quindi quale forma piu’ vera di presentarsi alla rivelazione della tela se non totalmente nudi, puri, veri, spogliati da strati di tessuti, che dividono la pelle, che l’allontanano dallo specchio. Così l’artista si spoglia lentamente dinanzi la sua modella, anch’essa compiendo la stessa azione, si denuda, guadagna fiducia. Solo allora una volta nudi, il dipinto comincia dal vero, in questo turbine emotivo che ha la durata di un amplesso.

In un’epoca come la nostra, in cui i nuovi media, le app e i social network moltiplicano i contatti ma rendono effimeri i rapporti,  l’artista mantiene la tensione emotiva con il soggetto rappresentato. Così lo spazio virtuale diviene vera e prorpia camera dove vivere il momento topico dell’atto pittorico.

L’artista

Davide Cocozza, classe ’82, è un artista, docente d’arte ed Arteterapeuta. Vive e lavora fra Roma, Bari, Pescara e Bologna, è ideatore e curatore di SAVEBIENNALE.

Dove

Atelier Montez, Via di Pietralata 147 A/B, Roma

Quando

Giovedì 8 marzo alle ore 18.00

Ghouta: L’inferno in terra

La parte orientale di Ghouta appare essere l’inferno in terra, distrutta dai cosiddetti “ribelli” e bombardata da mesi dalle forze governative e della Federazione Russa. E’ singolare come la parola “Ghouta” in arabo ”الغوطة‎, al-ġūṭa  significhi oasi, designando le terre coltivate che circondano la città di Damasco e costituiscono un’oasi nel deserto siriano. In realtà dall’inizio della cosiddetta “primavera araba” è il più grande girone dell’inferno in terra.

L’ATTACCO CHIMICO DEL 2013 –  L’area di Ghouta è composta da sobborghi densamente popolati a est e a sud di Damasco, facenti parte della provincia di Rif Dimashq 1. Ghouta è una regione sunnita prevalentemente conservatrice che sin dall’inizio della guerra civile, soprattutto nella parte orientale, ha visto la popolazione schierarsi in gran parte con l’opposizione al governo siriano. L’opposizione ha controllato gran parte della Ghouta orientale dal 2012, in parte tagliando fuori Damasco dalle campagne e imponendo da subito le sue regole.

Alle prime ore del 21 agosto 2013 le due zone controllate dall’opposizione dei ribelli nei sobborghi di Damasco, in Siria, furono colpite da razzi contenenti l’agente chimico sarin. Provocando la morte di centinaia di persone, le cui stime variano da almeno 281 persone 2 a 1.729.

Gli ispettori della Missione delle Nazioni Unite già in Siria per indagare su un presunto attacco di armi chimiche ebbero il permesso di visitare i luoghi tre giorni dopo. Il team investigativo delle Nazioni Unite confermò “prove chiare e convincenti” dell’uso del sarin fornito dai razzi superficie-superficie, e un rapporto 2014 del Consiglio dei diritti umani dell’ONU ha rilevato che “sono state utilizzate quantità significative di sarin in un attacco indiscriminato ben pianificato che ha colpito zone abitate da civili, causando vittime di massa. Le prove disponibili riguardo alla natura, qualità e quantità degli agenti utilizzati il ​​21 agosto hanno indicato che i perpetratori avrebbero probabilmente avuto accesso alle scorte di armi chimiche dell’esercito siriano, così come l’esperienza e le attrezzature necessarie per manipolare in sicurezza una grande quantità di agenti chimici 3.

 

L’opposizione siriana insieme alla Lega araba e l’Unione europea dichiararono che l’attacco fosse stato opera delle forze del presidente siriano Bashar al-Assad. I governi siriano e russo hanno accusato l’opposizione per l’attacco, il governo russo ha definito l’attacco un’operazione di bandiera falsa da parte dell’opposizione per attirare le potenze straniere nella guerra civile dalla parte dei ribelli 4. Åke Sellström, il leader della Missione delle Nazioni Unite, descrisse le spiegazioni del governo sull’acquisizione di armi chimiche ribelli come carenti, basandosi in parte su “teorie povere”.

Diversi paesi, tra cui Francia, Regno Unito e Stati Uniti discussero sull’opportunità d’intervenire militarmente contro le forze governative siriane. Il 6 settembre 2013, il Senato degli Stati Uniti autorizzò l’uso della forza militare contro l’esercito siriano in risposta all’attacco Ghouta 5. Il 10 settembre 2013, l’intervento militare fu scongiurato, anche grazie all’intervento del Vaticano, quando il governo siriano accettò un accordo negoziato tra Stati Uniti e Russia per consegnare “ogni singolo pezzo” delle scorte di armi chimiche alfine di distruggerle, dichiarando inoltre l’intenzione di aderire alla Convenzione sulle armi chimiche 6-7.

 

LA SHAHARIA DEI “RIBELLI” E LE COLPE OCCIDENTALI – Con il tempo, come avvisato e annotato dagli esperti di geopolitica, il fronte dei ribelli si dimostrò per quel che realmente era ed è: una costellazione paramilitare intrisa nel fondamentalismo islamico. Eccezion fatta per il fronte Curdo.

Nelle fotografie sottostanti noterete gabbie su cui sono stati caricati centinaia di civili, specie donne e bambini, la maggior parte catturata sin dal 2013. E’ a fine 2015, come avvenuto nella Ruhr, che le vittime sottostanti vennero ingabbiate e fatte sfilare per le strade di Ghouta tra due ali di folla festante. L’unica colpa di molti di loro era la fede alawita, ovvero l’appartenenza alla stessa minoranza religiosa di Bashar Assad.

Scrive su Il Giornale Gian Micalessin

 

“ Altri erano sunniti accusati di complicità con il regime per aver lavorato nei ranghi dell’amministrazione governativa. A chiuderli in gabbia con lo scopo dichiarato di usarli come «scudi umani» erano stati i militanti di Jaysh al- Islam, il gruppo ribelle che ancora oggi controlla vaste aree di questa zona. “

 

Le colpe dell’occidente, se così definibile in quanto aggregato unico in geopolitica, risiedono nell’aver finanziato e armato indirettamente gruppi quali: Harakat Ahrar al-Sham al-Islamiyya (alleato a lungo di Al – Nusra, una costola di AlQaida 8) o Hayʼat Tahrir al-Sham / Organization for the Liberation of the Levant la sezione di AlQaida in Siria, per cui il Qatar è stato accusato di favoreggiamento da parte dell’Arabia Saudita in fase di promozione dell’embargo del 2017.

 

Nell’ultima settimana si è giunti a un accordo su (un presunto e solo formale) cessate il fuoco. Ma, ciò a quanto pare non vale per Ghouta.  Dal cessate il fuoco sono esclusi gli attacchi contro Isis, al Qaeda, al Nusra e altri “gruppi, individui e entità” affiliati con terroristi. Una richiesta di Mosca che dal 2011, anno in cui iniziò la guerra civile, aveva posto undici volte il veto su risoluzioni riguardanti la Siria.

 

Quel che invece resta è la sofferenza dei Siriani. I bambini morti. I troppi bambini morti. Le donne stuprate e la sharia. Le bombe russe, americane, francesi, canadesi, degli Emirati, d’Israele. Le donne sfruttate sessualmente da alcuni “operatori” delle più importanti ONG. E soprattutto la nostra infamia di persone che chiuso con un clic la pagina di un sito torniamo a pensare alle miserie e banalità delle nostre semi-agiate vite occidentali. Come recitava uno striscione alla Sapienza “Le vostre guerre, il nostro sangue ”, ma se non faremo nulla saremo complici difronte la storia. Ghouta nel frattempo che scegliamo come fare è l’inferno in terra.

 

  1. “Veneer of peace over cradle of horror in Damascus, Syria”. Australian. Associated Press. 28 August0 2013. Postato nuovamente il 18 Maggio 2015.
  2. “Final report”(PDF). United Nations Mission to Investigate Alleged Uses of Chemical Weapons in the Syrian Arab Republic. 13 December 2013
  3. “7th Report of Commission of Inquiry on Syria – A/HRC/25/65”(PDF). United Nations Human Rights Council. 12 Febbraio 2014. p. 19. Retrieved 1 April 2016.
  4. ab Winfield, Gwyn (February 2014). “Modern Warfare” (PDF). CBRNe World. Retrieved 28 April 2015.
  5. ^Cox, Ramsey (6 September 2013). “Reid files resolution to authorize force against Syria”. Retrieved 9 September 2013.
  6. ^Gordts, Eline (10 September 2013). “Syria Will Sign Chemical Weapons Convention, Declare Arsenal, Foreign Ministry Says”The Huffington Post. Retrieved 18 September 2013.
  7. ^Borger, Julian; Wintour, Patrick (9 September 2013). “Russia calls on Syria to hand over chemical weapons”. The Guardian. Retrieved 9 May2015.
  8. Joscelyn, Thomas (25 October 2015). “Al Nusrah Front, Ahrar al Sham, Ajnad al Sham form anti-Russian alliance in Damascus countryside”Long War Journal.

Gli Arctic Monkeys annunciano due concerti in Italia

Sono passati ben quattro anni dall’ultima apparizione in pubblico per la band più seguita d’oltremanica. Gli Arctic Monkeys hanno annunciato il loto ritorno in Italia. Nome di spicco del post punk revival si esibiranno il 26 maggio al Roma Summer Fest, il nuovo Festival dell’Auditorium Parco della Musica, nella Cavea che per la prima volta avrà un parterre con soli posti in piedi, e il 4 giugno a Milano, al Mediolanum Forum.

Parliamoci chiaro, esulando dal valore tecnico, gli Arctic Monkeys sono i 5 Stelle della musica. Infatti, il gruppo è spesso citato come esempio di band emersa dal web, una delle primissime emerse in questo modo, in questo senso essi hanno plasmato la possibilità di un cambiamento nel modo in cui i gruppi ottengono attenzioni e promuovono la loro musica. Il grosso del lavoro su internet è stato fatto dai loro amici e fan, mentre il gruppo si è limitato a dare gratuitamente dei demo ai loro concerti. Una mossa che li ha resi celebri e li ha portati nell’olimpo della sfera musicale indie rock, anche se successivamente ha cambiato nettamente stile ad ogni album, un tratto distintivo della band.

AM, l’ultimo album della band, è uscito nel 2013, è stato l’album che ha emancipato la formazione dai perenni e nostalgici accostamenti con il Brit Pop.  L’ultima volta che li vidi dal vivo fecero saltare per ore ed ore Rock in Roma a Capannelle.

La notizia del nuovo tour, e conseguente album, è arrivata da una fonte inaspettata, il magazine di moto For the Ride, che ha scattato alcune foto al bassista Nick O’Malley “il giorno prima dell’inizio delle registrazioni del sesto disco, iniziate in una location segreta a settembre”.

Special guest di Arctic Monkeys sarà l’australiano Cameron Avery, l’ultima volta erano stati i The Vaccines ad accompagnarli. Ma, ne varrà comunque la pena. A produrre sarà Live Nation Italia.

Ricordiamo che sia i biglietti per il concerto di Roma che quelli per il concerto di Milano saranno in vendita dalle ore 10 di venerdì 9 marzo: quelli per la data romana potranno essere acquistati su Ticketone, quelli per la data milanese su Ticketone e Ticketmaster. Sempre dalle ore 10 di venerdì 9 i biglietti saranno disponibili anche presso tutti i punti vendita autorizzati.