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Tag Archives: oscar 2016

Tutte le nomination agli Oscar 2016

Tutte le nomination agli Oscar 2016

Miglior film

  • La grande scommessa
  • Il ponte delle spie
  • Brooklyn
  • Mad Max: Fury Road
  • Sopravvissuto – The Martian
  • Revenant
  • Room
  • Il caso Spotlight

Miglior regia

  • Adam McKay – La grande scommessa
  • George Miller – Mad Max: Fury Road
  • Alejandro Gonzales Inarritu – Revenant
  • Lenny Abrahamson – Room
  • Tom McCarthy – Il caso Spotlight

Miglior attore protagonista

  • Bryan Cranston – Trumbo
  • Matt Damon – Sopravvissuto -The Martian
  • Leonardo DiCaprio – Revenant
  • Michael Fassbender – Steve Jobs
  • Eddie Redmayne – The Danish Girl

Miglior attrice protagonista

  • Cate Blanchett – Carol
  • Brie Larson – Room
  • Jennifer Lawrence – Joy
  • Charlotte Rampling – 45 anni
  • Saorsie Ronan – Brooklyn

Miglior attore non protagonista

  • Christian Bale – La grande scommessa
  • Tom Hardy – Revenant
  • Mark Rylance – Il ponte delle spie
  • Mark Ruffalo – Spotlight
  • Sylvester Stallone – Creed

Miglior attrice non protagonista

  • Jennifer Jason Leigh – The Hateful Eight
  • Rooney Mara – Carol
  • Rachel McAdams – Spotlight
  • Alicia Vikander – The Danish Girl
  • Kate Winslet – Steve Jobs

Miglior sceneggiatura originale

  • Il ponte delle spie
  • Ex Machina
  • Inside Out
  • Spotlight
  • Straight Outta Compton

Miglior sceneggiatura non originale

  • La grande scommessa
  • Brooklyn
  • Carol
  • The Martian
  • Room

Miglior film straniero

  • El abrazo del serpiente (Colombia)
  • Mustang (Francia)
  • Il figlio di Saul (Ungheria)
  • Theeh (Giordania)
  • A War (Danimarca)

Miglior film d’animazione

  • Anomalisa
  • Boy and the World
  • Inside Out
  • Shaun – vita da pecora
  • Quando c’era Marnie

Miglior montaggio

  • La grande scommessa
  • Mad Max Fury Road
  • Revenant
  • Spotlight
  • Star Wars: il risveglio della Forza

Miglior scenografia

  • Il ponte delle spie
  • The Danish Girl
  • Mad Max: Fury Road
  • Sopravvissuto – The Martian
  • Revenant

Miglior fotografia

  • Carol
  • The Hateful Eight
  • Mad Max Fury Road
  • Revenant
  • Sicario

Migliori costumi

  • Carol
  • Cenerentola
  • The Danish Girl
  • Mad Max Fury Road
  • Revenant

Miglior trucco e acconciature

  • Mad Max: Fury Road
  • Il centenario che saltò dalla finestra e scomparve
  • Revenant

Migliori effetti speciali

  • Ex Machina
  • Mad Max: Fury Road
  • Sopravvissuto – The Martian
  • Revenant
  • Star Wars: il risveglio della Forza

Miglior sonoro

  • Il ponte delle spie
  • Mad Max: Fury Road
  • Sopravvissuto – The Martian
  • Revenant
  • Star Wars: il risveglio della Forza

Miglior montaggio sonoro

  • Mad Max: Fury Road
  • Sopravvissuto – The Martian
  • Revenant
  • Sicario
  • Star Wars: il risveglio della Forza

Miglior colonna sonora originale

  • Il ponte delle spie
  • Carol
  • The Hateful Eight
  • Sicario
  • Star Wars: il risveglio della Forza

Miglior canzone

  • Earned It – 50 sfumature di grigio
  • Manta Ray – Racing Extinction
  • Simple Song #3 – Youth
  • Til It Happens To You – The Hunting Ground
  • Writing’s On the Wall – Spectre

Miglior documentario

  • Amy
  • Cartel Land
  • The Look of Silence
  • What Happened, Miss Simone?
  • Winter of Fire: Ukraine’s Fight for Freedom

Miglior corto documentario

  • Body Team 12
  • Chan, beyond the Lines
  • Claude Lanzmann: Spectres of the Shoah
  • A Girl in the River: The Price of Forgiveness
  • Last Day of Freedom

Miglior cortometraggio

  • Ave Maria
  • Day One
  • Everything Will Be OK
  • Shok
  • Stutterer

Brooklyn di John Crowley

Che tipo di vita vuoi per te? É questa la domanda attorno a cui ruota Brooklyn, la nuova pellicola del regista irlandese John Crowley, presentato al Sundance Film Festival e successivamente al 33esimo Torino Film Festival nella sezione Festa Mobile.

Tratto dall’omonimo romanzo di Colm Toibin e scritto da Nick Hornby, (già sceneggiatore di Febbre a 90°, An Education e Wild), Brooklyn é un dramma ambientato negli anni Cinquanta, quando la ricerca della propria identità passava spesso per un viaggio oltreoceano.

La protagonista é Eilis (Saoirse Ronan), una giovane ragazza irlandese che non trovando lavoro nella sua cittadina, decide di partire per New York dove viene assunta come commessa in un grande magazzino mentre segue dei corsi serali di contabilità. Non particolarmente bella, ma intelligente e gentile, Eilis passa dalla vita della provincia irlandese, scandita dagli orari delle messe e dai tè della domenica, alla caotica Brooklyn dove le ragazze indossano già collant e costumi da bagno attillati.

“La nostalgia di casa é una malattia, ti fa stare malissimo ma poi passa e va a qualcun altro”, spiegherà alla ragazza un prete anche lui immigrato negli Stati Uniti (Jim Broadbent). Così sarà, Eilis impara a “vivere da americana”, s’innamora e sposa segretamente Tony (Emory Cohen) un idraulico italiano, faccia da schiaffi, pessimo accento e grande cuore. Tornata a casa per il funerale della sorella, ritornerà alla sua solita routine e sarà costretta a scegliere tra la vita che ha e quella che avrebbe potuto avere.

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Brooklyn é un film composto eppure commovente. La storia di Eilis costretta a lasciare casa sua per trovare fortuna all’estero, può colpire di più chi qualcosa del genere l’ha vissuta, ma ha un carattere universale che è difficile non cogliere. Parla di distanza, fisica ed emotiva, del provincialismo delle piccole ma anche delle grandi  città (dove gli immigrati irlandesi sono tutti “rossi e con le cosce grosse” e gli italiani solo “football e mamma”), di amore.

Crowley sceglie una narrazione chiara e lineare ma mai piatta, é la storia a raccontarsi, come avviene in un romanzo. Per una volta il film non tradisce il libro.

Saoirse Ronan riesce a esprimere il dolore, i dubbi e le emozioni che sono tipici del passaggio all’età adulta. Straordinaria l’interpretazione di Julie Walters nei panni della signora Kehoe, la padrona di casa di Eilis, che con il suo umorismo irlandese riuscirà a strappare più di una risata.

Spotlight di Thomas McCarthy

Con Spotlight, il cinema rivive lo scandalo Watergate della Chiesa. Qualche palazzo più in là c’era la postazione della televisione vaticana, in sala decine di giornalisti di quotidiani cattolici, sullo schermo un film che sosteneva che il 6 per cento dei preti sono pedofili e il 50 per non rispetta il voto di castità. Questo succedeva all’ultimo Festival di Venezia quando è stato presentato Spotlight: il Watergate della Chiesa.

“Abbiamo due storie qui: una, su una diocesi degenerata e l’altra, su un gruppo di avvocati in grado di trasformare l’abuso dei minori in un lavoro a domicilio. Decidete di quale volete scrivere perché una delle due sarà la nostra,” dice durante una riunione di redazione il direttore del Boston Globe Walter Robinson, interpretato dall’attore statunitense Micheal Keaton. Quella stessa storia diventerà Spotlight.

La pellicola è ispirata a fatti di cronaca: nel 2002 un’inchiesta giornalistica rivela lo scandalo dei preti pedofili a Boston. L’attore Mark Ruffalo, arrivato ieri al Lido e oggi sul red carpet con il regista del film Thomas McCarthy, interpreta Michael Rezendes, un reporter del quotidiano statunitense Boston Globe che proprio per quest’inchiesta vinse il prestigioso premio Pulitzer nel 2003.

Oltre a Ruffalo, McCarthy arruola nella redazione di Spotlight anche gli attori Rachel McAdams, Liev Schreiber, Billy Crudup, Stanley Tucci e Len Cariou – quest’ultimo nei panni del cardinale Bernard Law, arcivescovo di Boston dal 1994 al 2002, costretto a dimettersi in seguito allo scandalo per non aver denunciato pubblicamente i novanta sacerdoti coinvolti. Allontanato dalla Chiesa per sempre? No, trasferito a Roma, alla Basilica di Santa Maria Maggiore: risatine e bisbigli in sala.

The Danish Girl di Tom Hooper

Serviva una ragazza danese per mostrare cosa vuol dire vivere in un corpo che non è il tuo. The Danish Girl, presentato per la prima volta al Festival di Venezia 2015,  è la storia vera della prima transessuale.

Il regista britannico Tom Hooper, già vincitore del premio Oscar per Il discorso del re, sceglie Eddy Redmayne per portare sullo schermo la sofferenza, le difficoltà, ma anche la forza di essere transessuale quando ancora la società ti giudicava “schizofrenico”, malato, da curare.

danish-girl1L’attore premio Oscar per il ruolo dello scienziato Stephen Hawking in La Teoria del Tutto, si è trasformato ancora una volta sul set. Redmayne è Einar Wegener, artista danese nato nel 1882. Nel 1930 diventò Lili Elbe, una delle prime persone al mondo a sperimentare la riassegnazione di genere con interventi chirurgici. Prima di compiere quel passo, impensabile per l’epoca, Einar aveva lentamente portato alla luce il suo disagio. Togliere la camicia e indossare sciarpe di sete, farsi la barba e mettere il rossetto, sono per lui una liberazione, che riesce ad accettare grazie all’aiuto della moglie Gerda – interpretata da Alicia  Vikander, appena vista in Ex-Machina – artista come lui. È nei suoi ritratti che per la prima volta traspare l’identità sessuale dell’ormai ex marito.

La vicenda è ispirata al romanzo di David Ebershoff, “La danese”, pubblicato in Italia da Guanda. Nel cast del film anche Ben Whishaw, Matthias Schoenaerts e Amber Heard. L’attrice, arrivata al Lido con il marito Johnny Depp,  non ha mai fatto mistero di essere bisex e ama la storia del pittore Einar Mogens Wegener, diventato Lily. “Il mio personaggio, la ballerina danese Oola Paulson, è come me – ha dichiarato – non giudica, ma aiuta il protagonista a essere se stesso, contro le convenzioni sociali”.

Prima ancora dell’uscita del film era già polemica, per il mancato coinvolgimento di interpreti realmente transessuali. Ma la performance di Redmayne, che riesce a dimostrare una fluidità di genere sorprendente, è toccante e convincente: “Ho avuto modo di parlare con diversi transessuali – ha dichiarato l’attore – mi hanno aiutato tantissimo a capire”. In verità, al progetto era stato associato in un primo momento il nome di Nicole Kidman, ma la capacità di trasformismo dell’attore sembra una buona ipoteca per il successo di questo salto triplo interpretativo. Trampolino perfetto per un’altra nomination all’Academy. Toccante Alicia Vikander, altra vera rivelazione del film. Lo spettatore alla fine non potrà fare a meno di fare il tifo per Gerda.

The Danish Girl é una storia di amore non corrisposto che riesce a ritrovare se stesso. L’amore di Gerda per una persona che dell’uomo che ha sposato ormai non ha più nulla, l’amore di Einar per Lily che è l’unica cosa che gli impedisce di uccidere il suo corpo maschile, l’amore discreto di Hans per Gerda. Un film girato in maniera tradizionale, che si avvale di scene pittoriche offerte dal paesaggio danese.