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Tag Archives: Oscar 2017

L’Olimpo del Cinema

“Robberto”. Era dal 1999 che la bandiera Italiana non volava così in alto ad Hollywood nell’Olimpo del Cinema, quando Sophia Loren gridava entusiasta il nome di Benigni. Nella giornata di martedì 23 gennaio sono state annunciate le candidature alle ambite statuette. La 90esima edizione degli Oscar vede Luca Guadagnino con il suo film “Chiamami col tuo nome” comparire nella lista dei candidati al Miglior Film. Ricordiamo bene che l’Academy of Motion Picture Arts and Sciences, che riunisce circa ottomila professionisti del settore, è la cerimonia di premiazione per film di produzione americana. Noi abbiamo il David di Donatello.

L’ultima statuetta a rientrare in patria non è stata nel 2014 quella di Paolo Sorrentino con la sua poetica pellicola sulla città eterna “La Grande Bellezza” nella categoria dei Film Stranieri. Sicuramente è stata la più importante in termini d’immagine e divulgazione della nostra cultura, ma gli italiani sono sempre presenti e spesso vincitori a questo evento così importante. Recentemente siamo stati protagonisti nell’animazione, le musiche che ci hanno incantato di Ennio Morricone, Alessandro Bertolazzi e Giorgio Gregorini per il magnifico trucco e acconciatura Suicide Squad, i visionari Dante Ferretti e Milena Canonero, Gianfranco Rosi e molti altri.

Quest’anno “La forma dell’acqua” di Guillermo del Toro con tredici nomination guida la classifica, seguito da Christopher Nolan che con “Dunkirk” e le sue otto si aggiudica il secondo posto. “Tre manifesti a Ebbing, Missouri” ne ha ottenute sette, The Post soltanto due, ma una di queste porta il nome dell’infinita Meryl Streep alla sua ventunesima candidatura, la delusione dell’anno Blade Runner 2049 comunque si contenderà una delle categorie più apprezzate con il maestro della fotografia Roger Deakins. Rachel Morrison abbatte forse l’ultima barriera degli Oscar essendo la prima donna ad essere candidata per la miglior fotografia e tra i migliori registi rivediamo finalmente una donna Greta Gerwig con “Lady Bird” e l’afroamericano Jordan Peele con il suo debutto “Get Out”.

 

“Chiamami col tuo nome” di Luca Guadagnino si candida a quattro Oscar: miglior film, miglior attore, miglior sceneggiatura e miglior canzone originale. Fin dalla sua anteprima al Sundance Film Festival è stato molto acclamato dalla critica. La pellicola, si perchè girato in pellicola 35 mm, è l’ultimo film della “trilogia del desiderio”, dopo “Io sono l’amore” (2009) e “A Bigger Splash” (2015). Il regista ha commentato: “Questo è un film per famiglie, mi piace pensare che sia un film volto alla trasmissione della conoscenza. Di conseguenza abbiamo mostrato sullo schermo solo ciò che volevamo mostrare.”

Nota dolente è la continua assenza nella categoria cortometraggi, ma l’Italia è ancora una volta presente e protagonista alla cerimonia che si terrà al Dolby Theatre di Los Angeles il 4 marzo p.v.. Speriamo che qualcuno al check-in di ritorno debba imbarcare una valigia più pesante.

 

Oscar 2017 candidate a migliore attrice a confronto

Le cinque lady che si contendono l’Oscar 2017 per la migliore attrice protagonista provengono da tre paesi del mondo e in tre casi hanno interpretato personaggi reali. Fra la Hollywood dei giorni nostri, la Virginia di fine anni Cinquanta, la New York degli anni Quaranta e la Casa Bianca, si sono calate in personaggi femminili dalla forte personalità e volontà.

Alcune più esperte e già vincitrici dell’Academy Award, altre alla loro prima nomination. Ecco chi sono e cosa potrebbero indossare, anche se l’unica possibilità di trarre qualche suggestione è andare a rivedere che cosa abbiano scelto nelle scorse edizioni degli Oscar.

Emma Stone: Seconda nomination, ma prima come protagonista, per la favorita alla corsa all’Oscar per il suo ruolo in La La Land. Il Golden Globe, lo Screen Actors Guild Award e il BAFTA già conquistati per il film di Damien Chazelle la possono fare ben sperare. La Stone è a un passo dalla conquista della statuetta dorata, che si intonerebbe perfettamente con i costumi dai colori brillanti (ammesso che li abbia conservati) indossati per il film da 14 nomination. Non sarà facile in ogni caso eguagliare l’unica apparizione precedente: il suo look del 2015 è rimasto negli annali dell’eleganza.

Natalie Portman: Terza nomination e un Academy Award già conquistato nel 2011 per Il cigno nero. Quest’anno di rosso vestita interpreta Jackie Kennedy nel primo film in lingua inglese del cileno Pablo Larraín. Per il suo regista l’attrice ha fatto uno straordinario lavoro sulla voce e adesso il suo volto si confonde, agli occhi di molti, con quello della first-lady più elegante d’America.

Isabelle Huppert: non è consueto che l’Academy includa nella cinquina delle migliori protagoniste una attrice non americana. È successo a Isabelle Huppert, francese (prima di lei nel 2013 Emmanuelle Riva). Capelli rossi, lentigini, sguardo impenetrabile per l’attrice sinonimo di cinema d’autore, di ruoli complessi e spesso provocatori. Per Elle di Paul Verhoeven ha già vinto il Golden Globe, e 15 nomination ai Cèsar (vincendone uno). Potrebbe sorprendere tutti e farcela anche con l’Oscar? Per la sua prima volta, sceglierà certamente un abito rigoroso e sofisticato.

Ruth Negga è certamente la sorpresa di questa edizione degli Oscar. Prima nomination (per il film Loving) per la lanciatissima attrice, diventata in breve anche fashion icon di primissima grandezza. La bella etiope che ancora bambina si è trasferita in Irlanda (paese di origine di sua madre) si è fatta notare e amare interpretando, in Preacher, l’energica ex del protagonista. In Loving, film per cui è candidata, è invece la remissiva, dolce ma determinata Mildred Loving, personaggio veramente esistito e parte di una coppia interraziale arrestata e poi esiliata dalla Virginia del 1958 per essersi unita in matrimonio. Ben conscia dell’importanza del progetto a cui ha partecipato insieme a Joel Edgerton, l’attrice si è detta onorata di far parte della cinquina e ha confessato di non aver fatto spazio, per scaramanzia, sulla mensola del camino, per un eventuale premio.

Che dire, infine, di Meryl Streep? Con la sua performance in Florence è arrivata alla sua ventesima nomination, con tre statuette già vinte (La prima è arrivata con Kramer contro Kramer, la seconda con La scelta di Sophie e la terza grazie a The Iron Lady). Possiamo affermare che dal 1979 ad oggi su quel tappeto rosso ha indossato davvero di tutto, ma negli ultimi anni pare prediligere Lanvin. È stata capace di grande eleganza, ma anche di memorabili scivoloni.

Ripercorriamo i precedenti look sul red carper delle candidate a migliore attrice protagonista agli Oscar 2017:

Moonlight verso gli Oscar con 8 nomination

Arriva nelle sale italiane Moonlight, il nuovo film di Barry Jenkins, vincitore del Golden Globe per il Miglior film drammatico, in lizza per ben 8 premi Oscar -tra cui Miglior film e Miglior regia– e apprezzato dalla critica internazionale.

“Nella vita devi decidere chi vuoi essere e non lasciare che nessuno prenda questa decisione al posto tuo”, dirà un uomo al piccolo Ashton Sanders, che nella sua vita sarà “Little”, il bambino di colore taciturno a casa e vittima di bullismo a scuola. Cresciuto in un quartiere malfamato alla periferia di Miami, da adolescente lo chiameranno con il suo nome, Chiron, ma dovrà ancora affrontare i problemi di avere una madre drogata e gli insulti dei coetanei per la sua presunta omosessualità. Reagirà, finirà in carcere, e lì diventerà “Black”. Prenderà la strada dello spaccio e acquisterà un aspetto da duro con tanto di denti d’oro. Tuttavia quello non sembra essere il suo posto nel mondo.

Per quasi due ore ripercorriamo la vicenda di Chiron, senza grandi colpi di scena o momenti di tensione narrativa ma è un viaggio introspettivo e profondo. Moonlight racconta la vita qualunque di un ragazzo come tanti, che cresce nei quartieri malfamati della periferia americana, dove fare lo spacciatore è un lavoro come un altro e dove tutti a un certo  punto finiscono dentro “per quelle cose là”.

Quella di Chiron è la storia di un ragazzino intrappolato in schemi e meccanismi di una comunità che lo circonda e capisce di lui cose che lui stesso ancora non sa. La gente lo incasella in una categoria, denigrandolo per questo, ancora prima che lui stesso ne capisca il significato.

Un dramma che si configura come un’Odissea emotiva, diretta e sceneggiata con ritmo ed equilibrio da Barry Jenkins, che copre un difficile percorso di 20 anni al crocevia tra razza, sessualità, virilità, identità, famiglia e amore.