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POP JET! Stupore e movimento in meno di un minuto

Il canone generico della musica pop prevede, a grandi linee, una composizione abbastanza breve, diciamo tra i due e i cinque minuti, che catturi l’attenzione dell’ascoltatore, la mantenga durante le strofe e la porti al suo culmine durante i ritornelli. Ora, cosa succede quando i punti cardinali di questo modello vengono estremizzati? I risultati sono i più disparati, come dimostra questa playlist da 25 pezzi da meno di un minuto
Ecco alcuni momenti notabili brevemente analizzati:

Alcuni di questi pezzi sono vere e proprie canzoni, più o meno compiute in tutte le loro parti, magistralmente compresse in poche decine di secondi in cui la composizione si sviluppa completamente. Maestri di questo sono Robert Pollard (Guided by Voices, Circus Devils) e Will Cullen Hart (The Olivia Tremor Control, Circulatory System), che ci regalano meravigliosi pezzi pop con melodie espressive, potenti o misteriose, che non hanno nulla da invidiare ai loro fratelli più lunghi, e che anzi, in aggiunta, ci lasciano lo stupore di aver ascoltanto tanto in così poco tempo.

Stephin Merritt (The Magnetic Fields) ha pochissimi pezzi sotto il minuto, eppure, da alchimista del pop quale è, riesce a elaborare una composizione di grande raffinatezza.

Alcuni, come Kevin Barnes (of Montreal) o Ettore Pistolesi (bassista degli Shout) usano i pochi secondi per scatenare della pura follia demenziale. Barnes trova anche il tempo per ironizzare sulla lunghezza della canzone: “the song will never end because it’s ¾ kosher ham” -e poi finisce.

Certi pezzi, come Tea Time dei Neutral Milk Hotel, sono talmente corti (8 secondi) da poter essere considerati solo frammenti. Eppure, nel tempo di un battito di ciglia, Jeff Mangum e la misteriosa voce famminile comunicano qualcosa che lascia traccia per molto tempo. “…And I will take all of the pain that I can(‘t?) stand…” 

Altri esempi, come i pezzi di Frank Ocean e Paul McCartney, forse colpiscono meno rispetto a  Tea Time, ma sono degli intermezzi placidi che dànno la sensazione (anche grazie ad alcune sagge registrazioni d’ambiente  di sottofondo, nel caso di Ocean) di aprire una finestra su un qualche momento della vita dell’artista.

Infine, Euros Childs (Gorky’s Zygotic Mynci) trasforma 38 secondi di musica in una vera e propria fanfara singalong come chiusura all’album Tatay (e alla playlist). Bravo!


Tea Time Neutral Milk Hotel
Demons Are Real Guided By Voices
The Preacher (Excerpt) Rock City
Boa Constrictor The Magnetic Fields
Maple Licorice of Montreal
End of the Swell Circus Devils
Shake! Shake! Shake! Cat Claws
News From The Heavenly Loom Circulatory System
Sono Molto Nervoso Babalot
Ho Bisogno di Pensare Shout
Green Typewriters 3 The Olivia Tremor Control
Did It Play? Robert Pollard
Yawn Parade of Stings The Clever Square
She Just Won’t Believe Me Tame Impala
The Lovely Linda Paul McCartney
Fertilizer Frank Ocean
Painted Raven Elyse Weinberg
Hey Aardvark Guided By Voices
Pound My Skinny Head Sebadoh
Bow Tie Daddy Frank Zappa
My Pretend The Apples In Stereo
Laurel Canyon Blvd. Van Dyke Parks
Good Riddence, Euridice The Capstan Shafts
Muddy Mouse (b) Robert Wyatt
Backward Dog Gorky’s Zygotic Mynci
PoliRitmi-Gianlorenzo Nardi