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Nico Vascellari. L’italiano della performance art

Nico Vascellari, l’artista dalle mille sfaccettature, il più accreditato performer italiano, leader di gruppi musicale punk è a Roma con Bisca Vascellari, la sua nuova mostra evento.

Dal 21 febbraio al 21 marzo va in scena al Basement Roma la mostra personale di Nico Vascellari: Bisca Vascellari. L’evento però è iper esclusivo e si rivela in soli 5 appuntamenti serali, di questi i primi quattro sono riservati, su invito o prenotazione, a sole 33 persone, per l’ultimo invece c’è in serbo una sorpresa speciale.

Ma chi è Nico Vascellari?

Nico Vascellari è nato a Vittorio Veneto nel 1976 ed è stato eletto migliore performer artist italiano di sempre. Ad attribuirgli tale merito non un nome fra tanti ma IL nome. Marina Abramovic. Lei è la madrina della Performance Art e segue il lavoro di Vascellari dal 2005 quando presiedeva la giuria del concorso Internazionale della Performance, assegnandogli il primo premio per Nico & the Vascellaris. Si trattava della sua prima opera, un’opera corale per la quale Nico aveva coinvolto tutta la sua famiglia. In quell’occasione l’artista si era esibito improvvisando una canzone dal titolo “Hotel” ispirato alla frase che ogni genitore ha detto a proprio figlio: “questa casa non è un albergo”. La musica era eseguita dai familiari di Vascellari, la madre al basso, il padre alla batteria e la sorella alla chitarra. Durante la performance, Nico è al centro della scena, intorno a lui i membri della sua famiglia, i genitori, uno di fronte all’altro sostenevano una grande e pesante tavola di legno, mentre la sorella dietro di lui, teneva in mano una grande scritta al neon “Nico e the Vascellaris”. Un lavoro personale quanto autentico, l’intento era quello di partire dal personale per arrivare a un pensiero molto più generico e universale.

Quello fu solo l’inizio di una carriera di sperimentazione, innovazione ed esplorazione. A Great Circle, HYMN, Lago Morto, Jesus, I Hear a Shadow, Codalunga, tanto per fare qualche nome fino alla sua ultima Bisca Vascellari.  Un titolo, un intento. L’artista ricrea gli ambienti loschi, proibiti e clandestini di un club privato del gioco d’azzardo. Protagonista e complice di questa esperienza è ovviamente il pubblico, senza di esso l’opera non avrebbe infatti ragione di esistere. I partecipanti si ritrovano in una realtà parallela, una bisca a tutti gli effetti, i quali giochi (veri) sono ideati da Vascellari che prende le sembianze della tentazione, pizzicando le “debolezze” dei presenti, provocandoli ad abbandonarsi all’istinto, quello privo di regole, se non quelle del gioco. Fortuna e caso vincono su strategia e calcoli. Assoluto il divieto di comunicazione con il mondo reale, il mondo esterno, non si può utilizzare il cellulare, non si possono fare fotografie né video. L’esperienza è dunque riservata completamente ai partecipanti fisici i quali devono dedicarsi ad essa senza riserve.

Il linguaggio di Nico Vascellari ha un alfabeto personalissimo che si compone di elementi fondamentali: la performance, l’installazione, il video ma soprattutto la musica. Il suono lo esplora fin da giovanissimo, il suo percorso comincia proprio dalla musica, come leader di una punk band chiamata “With Love”. La musica però non ha fatto di lui un musicista quanto invece un attivista, gli ha dato modo di cantare le sue battaglie. Filo conduttore di moltissime sue opere è il senso di disagio che come fosse il testimone di una corsa a staffetta, Nico Vascellari trasmette allo spettatore per farlo proprio e saper andare oltre. La sua ricerca artistica è in continua evoluzione, è fatta di istinto ma anche di pensiero, di preparazione, disordinata solo apparentemente, segue invece un disegno ben preciso.

Nico Vascellari, poliedrico e provocatore è nel panorama artistico italiano contemporaneo una delle figure più interessanti e curiose. Non rimane che sperimentare la sua realtà con lui e misurarsi al suo tavolo da gioco. È vero, Bisca Vascellari è esclusivo ma rimangono ancora due date e tentar non nuoce.

 

INFO

Per prenotarsi alla Bisca Vascellari scrivere a hello@basementroma.com

 

LOOPS. Quando l’arte è esperienza

LOOPS è un evento ma prima di tutto è esperienza. Visiva, sonora, sensoriale. Artistica. Tre artisti per due performance per due momenti unici in uno spazio tanto non convenzionale da sembrare surreale.

Siamo stati al LOOPS, l’evento prodotto da Artchivio + Cultrise e ve lo raccontiamo.

Ci avevano incuriositi con la promessa di un’ambiente surreale, un’esperienza, un viaggio verso un universo parallelo così non abbiamo potuto che fare i bagagli e partire alla volta del LOOPS. Le premesse ci sono tutte, a partire dall’ingresso. Già fuori il portone del Popping Club si respirava infatti un’aria particolare, come sospesa, qualcosa stava accadendo all’interno. All’inizio sotto voce per poi non parlare più, le luci soffuse, l’ambiente è avvolto nella penombra ma presto, il buio. Dei fasci di luce ci guidano verso il LOOP 1. Viviamo così la prima performance dell’evento.

Ci troviamo su un piano rialzato, questo è tutto quello che si riesce a percepire. Quanto sia grande la sala, quante persone ci siano è impossibile da capire. La musica è penetrante, il fumo ci avvolge e il buio è rotto da proiezioni luminose. Si tratta di VEGA. Davanti a noi e dietro le macchine c’è il duo artistico Meta- composto da Simone Giudice e Luigi Calfa, autori appunto di VEGA. La loro collaborazione comincia nel 2014 dedicandosi alla musica elettronica sperimentale e alla musica ambient. La peculiarità del duo sta nella loro formazione professionale, entrambi infatti hanno alle spalle gli studi al conservatorio.

VEGA è una live performance in tutto e per tutto, la musica è suonata dal vivo così come gli effetti luce creati sul momento. L’intensità è crescente, sia quella musicale che luminosa seguono un climax.L’inconsistenza della luce prende forma e viene resa tridimensionale grazie al fumo. Come una bambina l’impulso di alzare la mano per provare ad afferrarla è più forte di me. 

L’intento degli artisti è quello di permettere allo spettatore di percorrere un viaggio, che non deve essere uguale per tutti ma che deve essere il risultato delle emozioni e sensazioni di ognuno rispetto alla performance. Il luogo è importante, tanto che l’esibizione è stata costruita su misura per la location ma allo stesso tempo non deve essere determinante. Lo spettatore deve infatti poter intraprendere il proprio viaggio libero da qualsiasi “condizionamento” all’insegna della propria immaginazione e percezione. Un gioco di luci strobo ci risveglia e dal viaggio ci riporta alla realtà. VEGA è finito ma è la volta di un’altra esperienza artistica, ci prepariamo al LOOP 2.

Luce, suono e colore sono le cifre di INTERCONNESSIONI, l’esposizione artistica di Mario Carlo Iusi, giovane artista sperimentatore. Studente di Filosofia, la sua ricerca spazia dalla pittura al cinema, alla Street Art, ispirato da Paul Klee, elabora un linguaggio espressivo del tutto originale e personalissimo.

Alle pareti ci sono le sue opere, quadri corposi e densi, colorati, le pennellate vigorose danno vita all’acrilico che sembra uscire dalla cornice. Elemento importantissimo perché oltre ad essere decorativo ha una funzionalità ben precisa. Rendere lo spettatore parte attiva dell’opera, coinvolgerlo. Di sua ideazione, le cornici sono dotate di un sistema di illuminazione a led capace di interagire in maniera inedita sia con l’opera che con il pubblico. Quattro pulsanti infatti, permettono di illuminare indipendentemente i quattro lati del quadro o anche nessuno. Il tutto a discrezione dello spettatore che si connette in questo modo con l’opera. Luce, colore ma anche musica. Colonna sonora dell’esposizione il sound di Riccardo Gasparini. A rendere unica l’esposizione è la presenza dell’autore stesso che con un’energia invidiabile ti accompagna alla scoperta delle sue opere.

Insomma dicevamo..quando l’arte è esperienza, la nostra che viviamo l’evento in prima persona, prendendo parte alla performance e degli artisti, che la mettono a nostra disposizione.