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Casa di bambola: tra moda e fotografia

Angela-Lo-PrioreDonne tutte uguali, con lo sguardo fisso davanti a sé. Capelli a caschetto, unghie laccate, rossetto rosso, ti guardano fisso ma non ti vedono. Si apre oggi la cinque giorni dell’haute couture capitolina, ma non è solo sulle passerelle che sfilano le mannequins. Nel cuore del quartiere di San Lorenzo, lo Studio d’arte Contemporanea Pino Casagrande presenta i lavori fotografici di Angela Lo Priore. 16 immagini in bianco e nero e a colori ritraggono manichini alternati a corpi di donne che sfilano immobili in uno spazio senza tempo. In tempi in cui la bellezza made in Italy sambra essere una questione di bisturi, una mostra intitolata “Manichini – Mannequins” è più di un semplice gioco di parole.

Moda e fotografia confluiscono l’una nell’altra dalla notte dei tempi: non parlano, si fanno guardare, si fanno ammirare…ma nel momento in cui riescono a trasmetterti “quel” qualcosa..diventano arte. L’intuizione dell’artista è geniale: la fotografia è un’infedele riproposizione della realtà perchè sempre la interpreta ma mai la fa rivivere, ma con questo lavoro Angela Lo Priore dimostra di essere consapevole che anche la realtà si può fare gioco di noi. Se i manichini imitano meccanicamente le modelle e queste ultime somigliano fin troppo ai manichini, cos’è realta e cos’è finzione?e soprattutto, chi è l’originale tra le copie? Manichini in serie, donne in serie, una catena di montaggio senza fine. Le fotografie sono ambientate in un ex stabilimento metalmeccanico in Montenegro. Una fabbrica enorme e fatiscente, fredda e deteriorabile come la plastica delle bambole che produce.

Che siano manichini o che scorra del sangue nelle loro vene, queste donne plastiche e artificiali sono belle ma inquietanti, ti intrigano nella loro perfezione ma intimoriscono. Il solo fatto che sia stato possibile trovare donne identiche a manichini fa gelare il sangue. Si torna al tema dell’omologazione, della bellezza ad ogni costo, delle modelle troppo magre, dei ritocchi estetici: si torna all’alta moda. Tutto in una foto.
Secondo il britannico The Economist l’Italia sale sul podio, dietro soltanto a Corea del Sud e Grecia, per quanto riguarda il numero di interventi di chirurgia estetica. Inutile citare esempi, pubblicità immerititata nominare qualche starletta.

php5uyWhPAMAltaroma si è aperto con una mostra, (fotografica ancora) dedicata a Bianca Balti e intitolata appunto “Bianca Balti.Immagini di una favola di moda”. Quarantuno gli scatti di fotografi internazionali, quali Vincent Peters, Giampaolo Sgura, Settimio Benedusi, Ellen Von Unwerth, Camilla Akrans, Marcin Tyszka, Miles Aldridge, Patrick Demarchelier, Karl Lagerfeld, Txema Yeste, Signe Vilstrup e Dylan Don, che ritraggono Bianca nelle campagne pubblicitarie che dal 2005 la vedono protagonista della moda italiana. Dal debutto con Dolce&Gabbana a Roberto Cavalli, Revlon, Anna Molinari, Guerlain, Rolex, Missoni, Blumarine fino a ”The Cal – Mitology”, lo storico calendario Pirelli con gli scatti di Karl Lagerfeld. Una ragazza che e’ riuscita ad arrivare, caratterizzando il nostro Made in Italy a livello internazionale attraverso la sua bellezza, ma anche grazie alla sua solarita’, al suo carattere, a degli atteggiamenti che non sono artefatti, ma che sono suoi.

Bella come una bambola, Bianca rappresenta quello che i manichini non hanno: la voce. Non si tratta solo di saper incrociare bene le gambe in passerella. Non si è mai trattato solo di quello.