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I principali eventi politici e sociali del 2014: what you need to know.

 
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Il 2014 e’ stato un anno ricco di avvenimenti politici e sociali di grande importanza a livello mondiale, che avranno ripercussioni sugli sviluppi politici del 2015. Eccone alcuni. 
 
  • Islamic State of Iraq and Syria (ISIS)

Il 29 giugno 2014, la nascita del “Nuovo Califfato” e’ stata auto-proclamata dal gruppo di jihadisti estremisti di Iraq e Syria; Abu Bakr al-Baghdadi ne e’ stato nominato il califfo.

L’ISIS rivendica un’autorità religiosa e politica su tutte le comunità musulmane del mondo, nonostante i leader dei vari governi musulmani non ne abbiano mai legittimato il potere.

A partire dalla proclamazione del Nuovo Califfato, l’ISIS ha intrapreso una sanguinosa battaglia, mirata a reclutare adepti provenienti da tutto il mondo e sconfiggere le società occidentali.

Per far fronte alla minaccia terroristica posta dall’ISIS, gli Stati Uniti si sono alleati con altre potenze, occidentali e non, e hanno iniziato una serie di bombardamenti aerei nel Settembre 2014. I bombardamenti hanno rallentato l’avanzata dell’ISIS a Kobani, città strategica della Siria, al confine con la Turchia.

Dall’altra parte, gli estremisti islamici hanno intensificato le brutali esecuzioni degli ostaggi. Tra le vittime, gli americani James Foley e Steven Sotloff e gli inglesi Alan Henning e David Haines.

Dato preoccupante e’ la capacita’ dell’ISIS di attirare un ingente numero di giovani reclute provenienti da Paesi Europei, pronte a tutto per supportare la causa islamica.

L’adesione al gruppo terroristico da tutto il mondo e i continui messaggi d’indottrinamento diffusi dall’ISIS (inclusa una guida dedicata alle madri, affinché’ imparino a crescere i perfetti jihadisti) indicano che il gruppo terrorista non si fermerà presto e continuerà a mietere vittime e combattere la guerra di religione anche nel 2015.

 

  • “Bring Back Our Girls”

Le minacce terroristiche non sono provenute solamente dall’ISIS, lo scorso anno.

Il 15 aprile 2014, 273 studentesse sono state rapite dalla loro scuola in Nigeria dall’organizzazione terroristica Boko Haram. A oggi, 230 ragazze non hanno ancora fatto ritorno a casa.

Una grande campagna internazionale e’ stata lanciata per salvare le giovani, caratterizzata dall’hashtag #bringbackourgirls. tra i sostenitori della campagna, Michelle Obama.

In Ottobre, la speranza di rivedere le ragazze tenute in ostaggio si e’ accesa, quando le forze armate nigeriane hanno annunciato una tregua tra Boko Haram, che ha costretto le studentesse a convertirsi all’Islam e sposare membri dell’organizzazione, e il governo. Tuttavia, la veridicità di una potenziale tregua tra le autorità’ nigeriane e il gruppo islamico e’ ancora fonte di dubbi e la maggior parte delle ragazze e’ ancora in mano a Boko Haram.

 

  • Attacco dei combattenti Talebani del Pakistan (TTP) a una scuola militare

Il rapimento delle studentesse nigeriane non rappresenta l’unico caso in cui, nel 2014, una scuola e’ diventata teatro di orrori.

Il 16 Dicembre, 132 bambini sono stati uccisi durante un attacco dei TTB, i Talebani Pakistani, alla scuola militare di Peshawar, a Nord del Pakistan.

I responsabili dell’attacco hanno dichiarato di aver agito per vendicarsi dell’operazione militare “Operation Zarb-e-Azb”, che ha causato le morti di molti membri delle loro famiglie.

L’uccisione violenta dei bambini ha scatenato le proteste dei gruppi per la salvaguardia dei diritti umani di tutto il mondo. Secondo l’Unicef, l’unica speranza rimasta e’ che un evento così scioccante possa cambiare le coscienze di coloro che combattono le proprie battaglie tra i civili.

 

  • Ebola

Tra gli eventi che più hanno segnato il 2014, la diffusione dell’Ebola.

Iniziata in Guinea nel Dicembre 2013, l’epidemia dell’ebola si e’ rapidamente diffusa anche in Sierra Leone e in Liberia. Nel Dicembre 2014, la World Health Organization (WHO), ha dichiarato di aver registrato almeno 20,206 casi sospetti e  7,905 morti. Isolati casi di Ebola hanno raggiunto anche gli Stati Uniti, in Texas e l’Europa (il più recente caso di Ebola e’ stato diagnosticato in UK).

Per combattere la diffusione del virus, severe misure di controllo sono state inserite negli aeroporti di tutto il mondo, a partire da USA e UK.

Che cosa aspettarsi, dunque, nel 2015?

Vari vaccini sono in via di sperimentazione, tra cui il siero prodotto dal gigante farmaceutico inglese GlaxoSmithKline (GSK). Soltanto il tempo ne rivelerà l’efficacia.

 

  • Umbrella Movement, Hong Kong

Il 26 Settembre 2014, a seguito della proposta di riformare il sistema elettorale di Hong Kong per limitare l’accesso dei civili cittadini alle candidature elettorali, un gruppo di manifestanti si e’ riunito a protestare di fronte ai quartier generali del governo. Il movimento di dimostranti pro-democrazia, costituito da studenti e intellettuali, e’ cresciuto nel mese di Ottobre, scatenando violente repressioni da parte della polizia.

Tra Ottobre e Novembre, varie trattative tra i dimostranti e il governo non sono andate a buon fine.

Il 15 Dicembre, la polizia ha eliminato i campi di protesta a Causeway Bay, ma alcuni manifestanti si sono nuovamente riuniti il giorno di Natale, portando a 37 nuovi arresti.

La strada per un Hong Kong più democratica e’ piena di ostacoli, ma i dimostranti non sembrano aver intenzione di arrendersi.

Il 2015 vedrà di certo interessanti sviluppi per il governo e l’Umbrella Movement.

 

Questi cinque eventi non sono di certo gli unici degni di nota.

Gli accordi per il nucleare iraniano, iniziati nel 2014, dovrebbero essere raggiunti il prossimo Giugno; gli sviluppi del rinnovato rapporto tra Cuba e gli Stati Uniti saranno evidenti solamente nel corso del 2015; e le elezioni di Maggio in Inghilterra riveleranno se la Gran Bretagna opterà per un referendum sull’ Unione Europea.

Il 2014 e’ stato denso di avvenimenti, positivi e negativi. La crisi della Crimea e la dittatura del Nord Corea, recentemente in lotta con gli USA per il film “The Interview”, ne sono esempi.

 

Il 2015 e’ appena iniziato, ma già si prospetta pieno di interessanti risvolti politici.

In attesa di vedere che cosa accadrà,

Buon Anno Nuovo a tutti voi.

 

 

 

ISIS: Sono i jihadisti occidentali la vera minaccia?

Sono sempre di più gli Europei che aderiscono al folle progetto espansionistico dell’ISIS, convertendosi all’Islam e adottandone i metodi sanguinari. Come avviene il processo di reclutamento in Europa? E, soprattutto, cosa spinge gli occidentali a radicalizzarsi? 
 
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Alla fine dello scorso giugno, l’ISIS (Islamic State of Iraq and Syria) proclamò la nascita del nuovo Califfato, riportando la lotta al terrorismo in cima alle priorità del mondo occidentale.

Da allora, in molti si sono uniti alla battaglia intrapresa dagli Stati Uniti contro gli estremisti dell’ISIS: a comporre la coalizione, sia alleati regionali, tra i quali Qatar, Egitto, e Kurdistan (Iraq), sia Paesi Occidentali, Europei e non (Gran Bretagna, Francia, Germania, Australia, Canada…).

Sebbene la coalizione guidata dagli Stati Uniti sia riuscita a bloccare l’avanzata dell’ISIS nella città strategica di Kobane e a Erbil,  con incessanti bombardamenti aerei, il gruppo estremista non ha sino ad ora mostrato segni di cedimento, continuando a decapitare ostaggi occidentali a un ritmo sempre più allarmante: ultima vittima della furia omicida dei fondamentalisti, l’operatore umanitario Peter Kassig.

La decapitazione di Kassig, al pari delle precedenti esecuzioni, rappresenta l’ennesima dimostrazione di forza che l’ISIS ha voluto dare a Obama e ai suoi alleati: nonostante gli sforzi e i successi della coalizione anti-ISIS, i jihadisti perpetueranno la loro folle, sanguinaria crociata.

Nel video in cui è mostrata l’esecuzione di Kassig, insieme all’uccisione di alcuni soldati siriani, appaiono tra i jihadisti tre giovani europei: quale miglior propaganda mediatica avrebbe potuto usare l‘ISIS per presentarsi come un potente movimento internazionale, se non mostrare che persino i cittadini del “fronte nemico” intendono unirsi al suo progetto religioso, politico e sociale?

Nonostante la maggior parte dei combattenti dell’ISIS provenga dal Medio Oriente, sono molti gli europei che il gruppo estremista continua, ogni giorno, a reclutare.

I jihadisti inglesi, in particolare, hanno combattuto al fronte al fianco dei jihadisti mediorientali sin dalla nascita dell’ISIS. Ne è un famoso esempio l’uomo che, nei video delle esecuzioni, appare mascherato e con un coltello in mano, parlando inglese con un chiaro accento londinese.

Oltre che su Internet, dove numerosi siti web sono dedicati al processo di conversione all’Islam e a propagare la parola di Allah, anche città come Londra pullulano di predicatori dell’ISIS, impegnati nel  convincere i giovani musulmani ad aderire al progetto del gruppo terrorista e viaggiare in Siria e in Iraq per sostenere la causa.

Uno di questi predicatori, l’ex avvocato britannico Anjem Choudary, è stato recentemente arrestato con l‘accusa d’incoraggiare il terrorismo. Nell’arco degli incontri che organizzava in un seminterrato nella zona Est di Londra, Choudary ispirava i suoi seguaci a seguire il messaggio di Allah, più potente di qualsiasi democrazia. Appeso alle pareti del seminterrato, troneggiava un poster raffigurante Buckingham Palace trasformato in una moschea.

In un’intervista rilasciata a CBS News, il predicatore ha dichiarato che i suoi incontri, a Londra e all’estero, hanno convinto più di cinquecento persone ad abbracciare la causa dell’ISIS.

In una sconvolgente affermazione, uno dei seguaci convertiti da Choudary ha ammesso di non poter amare la sua stessa madre, poiché non musulmana; un combattente olandese, convertitosi alla religione islamica da adulto,  ha confessato che, se obbligato dalla causa, ucciderebbe persino il proprio padre.

Quando un cittadino europeo viene radicalizzato, accetta di rinunciare al proprio passato, alle proprie radici e ai propri affetti, adeguandosi a una realtà che sostiene di voler raggiungere il giusto equilibrio nel mondo in nome della religione, ma che cerca di raggiungere il proprio obiettivo tramite l’uso sconsiderato della violenza. Una realtà, quella dell’ISIS, che usa le guerre americane in Afghanistan e Iraq come pretesto per giustificare ogni tortura, omicidio e privazione dei più basilari diritti umani.

Cosa spinge i cittadini Occidentali, istruiti e abituati a una vita certamente più facile di quella che potrebbero avere nel Califfato, ad accorrere al fronte, per combattere una causa che non appartiene loro?

La risposta è più semplice di quanto si possa credere.

Potere. Fama. Gloria.

Le società occidentali, in particolare europee, vivono dall’inizio dell’ultima crisi economica in una situazione di costante precarietà (reale o percepita), in cui i giovani non hanno certezze per il futuro ed emergere è sempre più complesso. Quale opzione se non fuggire in direzione di un mondo che promette ricchezze, potere e immensi benefici per coloro che ne condividono i valori e gli obiettivi?

La vera minaccia dell’ISIS non è in Siria, o in Iraq. E’ molto più vicina, annidata nel cuore delle più evolute capitali occidentali, portata avanti da individui apparentemente integrati nel sistema in cui vivono, ma il cui progetto terrorista è pronto a esplodere da un momento all’altro.