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Prova costume ci siamo. I 7 rimedi anti cellulite

La cellulite è il più democratico dei mali. Giovani e adulte, magre e grasse, alte e basse, indipendentemente dal lavoro o dalla celebrità. Se ce l’ha Scarlett Johansson possiamo averla tutte. Se Gisele Bundchen si mette persino il burqa per non farsi riconoscere quando va a farsi i trattamenti di bellezza non dobbiamo sentirci in colpa a cercare pacchetti di massaggi su Groupon. Sulle riviste (e su Instagram) il foto ritocco e l’effetto blur possono tutto ma ogni anno arriva puntuale la gallery sulla buccia d’arancia delle celebrità al mare a ricordarci che quella ritenzione idrica che temiamo quanto gli Estranei del Trono di Spade è in realtà qualcosa di molto conosciuto con cui tutte abbiamo fatto e facciamo i conti.

Eppure è bene ricordare che nessun nemico è invincibile e, in molti casi, il maggior alleato della cellulite è la pigrizia. Ecco i sette famosi rimedi anti cellulite, molto più facili che trovare il vetro di drago:

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  1. Fare esercizio fisico. Basta camminare a ritmo sostenuto da mezz’ora a un’ora al giorno.
  1. Bere acqua a volontà, almeno otto bicchieri. Utili tisane a base di anice, finocchio, malva, cumino. Mai sentito parlare di linfa di betulla? Provatele in gocce da diluire nell’acqua.
  1. Ridurre il sale e fare attenzione a salse, intingoli, pietanze pasticciate, cibi preconfezionati, precotti e salumi, insomma, alimenti in cui il sale è nascosto.
  1. Limitare gli zuccheri raffinati e le fritture, cucinando al vapore, bollito, ai ferri, al forno, alla piastra
  1. Evitare i superalcolici e non bere più di un bicchiere di vino a pasto
  1. Aumentare gli alimenti ricchi di potassio: frutta in generale, verdure a foglia verde, pomodori, patate, cereali e carni. Sì anche a agrumi, uva, mirtilli, albicocche, prugne, ciliegie, more, melone, papaya, nel grano saraceno, nei broccoli.
  1. I prodotti anticellulite non fanno miracoli ma servono. Vanno applicati almeno due volte al giorno per almeno due mesi quindi è potenzialmente un po’ tardi (salvo formule snellenti in 7 notti che tutte almeno una volta nella vita abbiamo provato). Come sceglierli? Bisogna verificare gli ingredienti. Sì a edera, centella, ippocastano (drenanti), caffeina e foglie di tè (riducenti), ananas (levigante). Considerate già che al di là della cellulite, anche solo mettendosi un qualunque idratante due volte al giorno la qualità della pelle migliora (pensate a quando vi ustionate al primo sole rigorosamente senza protezione e poi per evitare di spellarvi prima ancora di esservi abbronzate davvero vi cospargete di crema in ogni momento della giornata).

Anche questa rientra tra le cose che sappiamo ma non facciamo mai, come il punto 1, come il peeling, come il corso di cucina o il viaggio on the road con le amiche. Ma sicuramente a giugno siamo molto più motivate che a dicembre.

Il costume da Uomo: tra errori di gioventù e il sogno della pudicizia altrui.

Li guardiamo tutti con malcelato disprezzo mentre ci passano accanto, anche quando cerchiamo di spiaggiarci nelle mete estive più esclusive, e ogni volta c’è qualcuno come me che esclama – ” mmmh Il costume a Slip? pensavo che un decreto legge lo avesse vietato alla fine degli anni 90” – seguono risate, ma purtroppo non è vero. Non c’è nessuno decreto.

Il passante oliato lo sa, e con il suo “pacco” senza troppe pretese in mostra, mi sfila davanti con la legge dalla sua parte. Lui sogna la novità del 2014 appena ordinata su Ebay, il Mezzo-slip, il Mens Brief Bikini. A suo parere è sexy – “Si sexy come lo scroto in persona” – lo incalzerei se conversassimo. Io schifato chiudo gli occhi e mi sforzo di pensare ad altro. Lui passeggia con i piedi alle 10.10 e pensa a quando riprenotare la ceretta per il petto, si accarezza il tribale generoso sull’avambraccio.

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Eppure un tempo eravamo uguali, glabri, e commettevamo lo stesso crimine.

Ero alle elementari e ogni tanto tra i corsi di nuoto e il mare indossavo anche io lo “slippino”, poi in seguito all’incombente rischio delle prime erezioni balneari invocai la grazia. Mia madre acconsentì senza fare troppe domande e quell’indumento venne eliminato a vita dal mio armadio, esiliato per sempre nei miei ricordi infantili. Purtroppo non è andata così per tutti, e il successo di Borat non ha aiutato.

I passaggi dopo non furono immediatamente rose e fiori. Alle medie, recidivo, caddi come molti in un altra bislacca tenuta estiva tuttora osservabile nei peggiori bar di Caracas o nelle spiagge di confine del più esotico lido di Torvajanica magari: Il Sundek corto nero con l’arcobaleno sulle natiche. Consuetamente indossato con le Magnum e la t-shirt aderente corta all’ombelico va annoverato sicuramente tra ” i 10 look da non adottare al mare”. Passò anche quello, ma la tappa successiva non migliorò di molto la situazione. Ormai erano i tempi del liceo, le erezioni balneari erano continuative e frequenti e allora la fortuna giocò dalla nostra: La moda del costume da Surf anche per chi faceva solo gara di Calippi alla coca-cola. Lungo al ginocchio o a volte anche pericolosamente oltre, rigorosamente di fantasie fiorate, o comunque ampiamente tamarre; come dimenticare il Katin con la retina che con l’acqua cambiava colore, quello camouflage , inconsapevole precursore della tendenza dell’estate scorsa, i Billabong con il pettinino per togliere la paraffina che penzolava a caso dalla tasca senza un degno impiego, il Quicksilver con le ali dorate intorno alla vita ( minuto di vergognoso silenzio) e per quelli che proprio non avevano genitori accorti e intesi a difenderli dalle mode passeggere: Il pinocchietto fiorato ancora una volta firmato Sundek. Ricordo che tra gli altri ne avevo uno della Bear, nero con la bandiera della Nuova Zelanda ricamata su una coscia: Union jack e stelle sparse. Era bello ma troppo sobrio, per quello non lo mettevo mai.

Altro giro altra corsa. Anni dopo sbocciò la moda di indossare per il mare i pantaloncini da calcio delle divise di squadre inglesi e non. Forse l’idea più stupida dopo fare il flashetto con il filtro degli spinelli finiti, farsi il bagno con quei calzoncini 90% acrilico 10% elastico voleva dire rimanere bagnati fino all’ora della doccia a casa. Un appunto, tanti abbinavano, e continuano ad abbinare sotto ognuno dei capi citate elegantissimi boxer con elastici a vista con sobrio contrasto. Unica nota a favore : buon contenimento delle erezioni improvvise. Note a sfavore? Elencarvele mi impegnerebbe la settimana.

Naufraghi in pena finalmente trovammo un porto sicuro e a tratti adeguato à la plage: Il celeberrimo, fomentato, variopinto, audace, inflazionassimo Boxer da mare targato Ralph Lauren. Comodamente reperibile al prezzo quintuplicato del suo reale valore negli States, rimane tuttora l’instancabile divisa da mare di chi sa quasi darsi un contegno sulla sabbia. Certo ha veramente stuccato, e se abbinato co le Havaianas o le L.A. Trainer fantasiose e la t-shirt anch’essa color pastello Ralph Lauren va a comporre un totalook che mi infonde una certa “ansia”. Ma di solito lo fanno solo quelli che hanno mentalmente o anagraficamente sedici anni. Passerà anche per loro.
Ormai l’età si faceva sentire. I tempi erano abbastanza maturi per la scelta del costume giusto e di un outfit da mare piacevole era consigliabile. Del resto la prova costume, inesorabile scossone alla pigrizia, ogni anno ribadiva puntualmente spietata la stessa verità : l’unica cosa che poteva starti bene era il numero delle ciabatte. I boxer da mare Vilebrequin delle fantasia così stravaganti da saper distogliere tutti dalla pancia. Il classicone di Hartford, che ti accompagna una vita scolorendosi delicatamente fino a raggiungere la tonalità unica, idilliaca. I costumi su misura con gli scampoli di cotone fatti a Salina, a pois, con piccoli quadri, disegni semplici ed eleganti. Oppure quelli confezionati da Mosaique e Poche.

Ecco insomma l’eterna risposta alla scelta per l’outfit da spiaggia. Boxer, semplice, rigorosamente di una lunghezza a mezza coscia, tassativamente senza tasche laterali o fronzoli strani, ben allacciato e senza mutanda sotto, sopportate il fastidio. Siete uomini. Sopra una bella camicia di lino ampia e delle esparillas sobrie, magari originali comprate a Biarritz. Niente eccessi, niente stravaganze che finiscono per sfociare sempre irrimediabilmente nel cafone. Altrimenti proprio non sopportate le cose bianche, e potete permettervelo, fate come l’avvocato Agnelli a largo di Port Cross, prendete il sole completamente nudi. Ma lo Slip, o il Mezzo-Slip ve prego NO!

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SOS prova costume

È tempo di esami. Tempo di panico dell’ultimo minuto e giornate passate chiusi a casa. Peccato che la materia di studio non sia né il diritto né l’economia ma la prova costume. Ma si sa, una volta che hai imparato il metodo, la storia è sempre la stessa: mesi e mesi a non fare nulla per poi passare le ultime settimane di passione tra esercizi forsennati e rimedi fai da te. Passi notti insonni a controllare se il trattamento intensivo di Somatoline agisce veramente, compri bignami dai titoli “come perdere sette chili in sette giorni” e temi il commento spietato dei tuoi giudici. Una differenza tra l’esame di economia e la prova costume però c’è: in quest’ultimo caso non puoi copiare o farti passare gli addominali di qualcuno più preparato di te.

Se siete tra quelli diligenti che iniziano a prepararsi dall’inizio dell’anno, come al solito non avete bisogno di consigli, ma per tutti quelli che pensano che 365 giorni di palestra e pollo alla griglia siano decisamente troppi, non tutto è perduto e il rush finale può dare ottimi risultati. Potrei dirvi “ basta mangiare sano e fare movimento fisico” ma questi slogan da scatola di cerali Fitness ci vengono ripetuti come un mantra da ogni mamma-nonna-allenatore-estetista-super modella di turno (“non seguo diete per tenermi in forma faccio solo tanto sport”.…ma per favore…)quindi si presume che siano acquisiti da tutti, più o meno come le mille funzioni del bifidusactiregularis …. Ecco dunque qualche consiglio in più per una terapia d’urto in vista dell’estate.

Apriamo il penoso capitolo della cellulite con una premessa: tutte le donne hanno la cellulite. Grasse o magre, giovani o adulte, la buccia d’arancia non fa prigionieri. Se anche le star di Hollywood coccolate dai massaggi più innovativi e plasmate dai trainer di grido ce l’hanno..non vedo perché noi comuni mortali con la nivea e il pacchetto da dieci ingressi dovremmo sperare di essere esentati. A tutto c’ è rimedio comunque. Bandisci prima di tutto zucchero e sale, che aumentano la ritenzione idrica e intossicano l’organismo, cammina mezz’ora al giorno per stimolare la circolazione e bevi bevi bevi (acqua!). Miracolose l’acquagym e l’idrobike, utili le tisane (al tarassaco, al finocchio o alla betulla). Per quanto riguarda l’universo sterminato delle creme, andrebbe utilizzata una crema in gel al mattino e una più corposa ad azione notturna ( e sempre a Somatoline torniamo). Una volta alla settimana alterna allo scrub i fanghi che sì sporcano e ti fanno sembrare uscita dal video Zombie di Micheal Jackson, ma assorbono i liquidi e rilasciano oligominerali. Se vi sembra eccessivo, vi dico che già se solo usaste mattina e sera una qualunque crema idratante la differenza poi si vedrebbe.

Per quanto riguarda il famoso gonfiore addominale, riduce alcool e carboidrati e il risultato sarà miracoloso. Due litri d’acqua al giorno, tre porzioni di verdura (possibilmente cruda) e due di frutta. Se ci scappa una tazza di tè verde per combattere grassi e tossine ben venga.Sull’ alimentazione ripeto sapete già tutto, ho solo una cosa da dirvi: se guardando la dieta che vi ha dato il nutrizionista vedete cibi tipo la carne di struzzo, l’agnello o qualunque altra cosa che vi sembra anticonvenzionale, non pensate “ vabbe lo sostituisco con il pollo, sarà uguale”. La combinazione degli alimenti e la variazione delle abitudini può essere importante per risvegliare il metabolismo. In altre parole: se il vostro metabolismo pigro di polli alla piastra ne ha visti passare a non finire, è possibile che vedendo arrivare uno struzzo decida di svegliarsi…

Sarà un estate da diva, all’insegna dei capelli ondulati dal sole abbinati a rossetto rosse e costumi anni ’50. spopoleranno righe, microfantasie e tendenze floreali provenienti dal Brasile…ma a tutto questo non siamo ancora pronte, ne riparliamo tra un paio di settimane…