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Tag Archives: relazioni virtuali

Facebook? No grazie preferisco la realtà.

IMG_0289Quando parliamo di rabbia, rancore, di amicizia, d’amore, oggi non è facile, in quanto un tempo tutte queste sensazioni venivano vissute direttamente con l’interessato. Invece oggi con la nascita dei Social Network, con la nascita di tutto il cosiddetto mondo virtuale, queste esperienze si scrivono o si affrontano indirettamente. Prima di dare la mia visione, vorrei sottolineare che non voglio affermare che i social network siano del tutto inutili o solamente dannosi, perché ammetto di farne uso anche io, ma vorrei mettere in luce un problema della perdita dell’identità, e dell’abuso che se ne fa oggi. Prendiamo per esempio che  devo far capire ad una ragazza che mi piace: cosa faccio? Prima di tutto scrivo stati su Facebook indirizzati a lei; inizio a mettere i cosiddetti “mi piace” sulle sue foto e, dopo un po’, inizio anche a cercarla in chat. E’ vero che lei sicuramente percepisce qualcosa, ma non ho ancora avuto un incontro reale con lei, non ho mai avuto un dialogo vero, semplicemente ho attirato la sua attenzione verso di me. Ciò che voglio dire è che il mondo d’oggi sta perdendo le relazioni reali, in cui due amici, due fidanzati, si incontrano al bar, in un parco, e si scambiano di persona i loro sentimenti. Ma esiste un problema ancora più grande, quando le persone nel mondo vero non riescono ad essere qualcuno, a contribuire al miglioramento della società odierna, perché vengono dalla medesima schiacciati sotto il peso del conformismo, la persona viene quasi, o meglio si sente, di nascondersi dietro un profilo, poiché è più facile ricevere un “mi piace” su Facebook che un complimento nel mondo reale.
Ecco perché con il nascondersi dietro a Facebook, o qualsiasi altro social network, si rischia di perdere la propria identità, di perdere la coscienza di essere una persona relazionale, intelligente e soprattutto collaboratore stretto di questo mondo, che ha bisogno, anche se a volte non sembra, di persone capaci di cambiarlo. E’ vero pure su Facebook si può iniziare a esprimere il proprio pensiero, creare relazioni, ma non è la realtà, non ci dobbiamo bloccare, solo “convertire” il mondo virtuale,  dobbiamo uscire dalla porta e relazionarci con il mondo e le persone che lo compongono, anche se a volte ci costa. Per comprendere questo concetto vorrei menzionare un filosofo ebreo, Emmanuel Levinas, che ha dedicato tutta la sua 
filosofia all’incontro dell’altro. 
 

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Lo stesso filosofo in una delle sue opere scrive così: 
Ogni relazione sociale, al pari di una derivata, risale alla presentazione dell’Altro al Medesimo, senza nessuna mediazione di immagini o di segni, ma grazie alla sola espressione del volto.” 
 
Bisogna pure dire che al tempo di Levinas, non esistevano ancora i cosiddetti social network (anche per questo è diventato quel grande filosofo che conosciamo), gli unici mezzi di comunicazione erano il telefono e le lettere.  Ma per il nostro filosofo, questi strumenti, ed oggi potremmo aggiungere pure i social network, sono mezzi utili per le relazioni? Esaminiamo attentamente questa sua citazione e mettiamo in evidenza questa frase “[…] senza nessuna mediazione di immagini o di segni […]”, con questa frase, a mio avviso, sta eliminando tutti quei mezzi di comunicazione che si frappongono tra un volto e un altro, poiché la vera relazione nasce nell’incontro del volto dell’altro. Non voglio dire che scrivere una lettera, chiamare una persona al telefono, scrivere su Facebook, non siano  relazioni, ma quello che voglio sottolineare, se sono riuscito ad esprimermi, è il fatto che bisogna andare oltre a questo mondo e avere più relazioni reali, che amicizie virtuali; abbiamo bisogno di parlare con persone, di incontrare persone; non come avviene in tutti gli strumenti virtuali e falsi, come Facebook, con cui si parla con la persona, ma non è la stessa cosa di incontrare il suo volto e leggere i suoi sentimenti. Cosa più importante di tutte, non sempre nella vita il correre, la velocità sono elementi giusti: le cose più importanti, come una relazione si sviluppano nel tempo. Anche per conoscere una persona bisogna dedicarle tempo, proprio quel tempo che i social network, unitamente alle nuove tecnologie, ci illudono di risparmiare, facendoci, secondo la loro mentalità un grande dono. È tutto ciò che non ci permette di non essere superficiali al giorno d’oggi. 
Quando incontriamo una persona, l’altro, non ha via di scampo è lui non si può nascondere dietro ad un profilo, in quanto quella persona si nasconde, volontariamente o no, mi parla,sento la sua voce, e mi mostra quello che è, cosa che non succede dietro ad un profilo di Facebook.
Per concludere questa mia breve riflessione, non condanno l’utilizzo di  Facebook, in quanto sono il primo che lo usa, ma vorrei solamente cercare di recuperare il mondo delle relazioni. riuscire ad andare oltre al profilo, ed essere persone vere nella realtà, che ne ha bisogno, e usare il mondo virtuale senza perdere il mio io reale, essere persona autentica sia nella realtà, che sui social network. Inotre penso che questa sia la vera sfida, che la nostra società ci chiede di affrontare, andare oltre le apparenze e le barriere insite nel meccanismo virtuale, che ci preclude molte volte di andare a fondo alle situazione e ci costringe, invece, a rimanere intrappolati nella prigione della superficialità e della finzione.