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Costellazione Cancro: una sfida lanciata al futuro dal Nuovo Teatro Orione

COSTELLAZIONE CANCRO SPESSO IL CAMMINO DELLE PERSONE CHE AFFRONTANO IL CANCRO È COLMO DI IMPRECISIONI, INFORMAZIONI FRAMMENTARIE MA SOPRATTUTTO POCA ATTENZIONE AL MODO IN CUI IL MONDO PROGREDISCE.

Costellazione Cancro è un’idea nata da un’esperienza di vita diffusa. Sono le difficoltà a spingere l’essere umano a trovare soluzioni e l’esperienza può fornirne diverse. Siamo qua per condividerle, trovarne di nuove e soprattutto reagire. Spesso il cammino delle persone che affrontano il cancro è colmo di imprecisioni, informazioni frammentarie ma soprattutto poca attenzione al modo in cui il mondo progredisce. Il tumore è una realtà diffusa, ostile e mal gestita. Un rigore maggiore sui metodi e sulle varianti di cura offrirebbe un ventaglio di opportunità ampio sulle prospettive di guarigione di ogni singolo paziente. Vogliamo proporre a tutti una serie di incontri gratuiti, che rispetteranno il seguente calendario e le rispettive tematiche:

31 gennaio 2019 – Nutrizione oncologica
13 febbraio 2019 – Psiconcologia
13 marzo 2019 – Le nuove terapie
17 aprile 2019 – Il Sistema Sanitario Nazionale è efficace nella lotta al tumore?

Il Nuovo Teatro Orione vuol provare a tracciare una guida, un modo di barcamenarsi in una sanità purtroppo confusa che non si rende conto di ciò che può davvero fare. Ci piacerebbe cambiare qualche finale di molte storie, dare un contributo attraverso una divulgazione libera e trasparente.


Referenti medici del progetto saranno il Dr. Andrea Mancuso e la Dtt.ssa Veronica Varchetta. Una sfida lanciata anche attraverso una lettera aperta al ministro Giulia Grillo:

“Egregio Ministro, sono Carlo Oldani, ho 29 anni e vivo a Roma. Le scrivo per manifestarLe un
malessere così denso e torbido che mi impedisce una vita serena. Come molte persone ho una
storia da raccontare, una voce che ne racchiude tante altre, un grido…”

Da questa frase, da questa lettera diretta alle istituzioni, nasce il progetto Costellazione
Cancro; un’idea scaturita da un’esperienza di vita diffusa che da gennaio 2019 prenderà vita
grazie al Nuovo teatro Orione di Roma, alla consulenza medica del dott. Andrea Mancuso –
Specialista in Oncologia Medica di Ricerca e Biologia Molecolare applicata ai Tumori Solidi,
al suo staff e all’importante sostegno di B-MAT ILAB e della Clinica Sanatrix.
Spesso il cammino delle persone che affrontano il cancro è colmo di imprecisioni e
informazioni frammentarie, con poca attenzione al modo in cui il mondo progredisce.
L’obiettivo principale di questo ambizioso progetto è dare un contributo divulgativo libero e
trasparente, con un’attenzione particolare ai metodi, alle varianti di cura e alla sofferenza
psicologica del paziente e di chi gli sta attorno.
Ancora una volta al Nuovo Teatro Orione la cultura entra al cuore dei suoi visitatori, utenti e amici.

Costellazione Cancro

#CostellazioneCancro | Informare, sensibilizzare, condividere.📍 "Alla cortese attenzione del Ministro Giulia Grillo…"

Pubblicato da Nuovo Teatro Orione su Martedì 25 settembre 2018

Una serie di incontri in teatro che fanno del Nuovo Teatro Orione una realtà socialmente responsabile. Poiché tutti hanno una stella presa dalla costellazione del cancro. Poiché nessun male è curabile, se si persiste nell’indifferenza.

Una Cinderella nella Repubblica Democratica del Congo

Il progetto della Fondazione Cariello Corbino

Ho sempre pensato che, se un impiegato di una casa editrice (ovviamente digitale o ultra digitale) del futuro dovesse trovarsi di fronte al compito di definire la nostra epoca avrebbe poca difficoltà e prima di riaddentare il suo ultra panino bio-digitale ,se la caverebbe banalmente con uno Sfittismo. Slide 150 “Lo sfittismo”:

Sì, un’epoca di sogni sfitti e abusivamente occupati da un caos panico, digitale e non, che ci distoglie costantemente dal contenuto proponendoci nuovi contenuti, secondo la legge antica della matrioska e alla fine rimane una scatola vuota di altre scatole vuote. Un caos che occupa abusivamente gli istinti più naturali e umani del fermarsi per la strada perché Mario, il vecchino che non conoscevi, è caduto  e a tutti quelli che gli chiedono se sta bene dice di sì perché si vergogna o fare un complimento alla signore della metro che hanno gli occhi tristi, una porticina per farle sfogare un po. Un occupante abusivo che infine stende il tappeto rosso a tutte le dimore della paura, frustrazione, della diffidenza nelle quali si entra a braccetto con a solitudine che finisce per cannibalizzarci tutti in questi non luoghi dove, sotto sotto, non si sente a casa nessuno.

Nel nostro sfittismo però esistono ancora quelle persone che sono andate a riprendere i propri sogni e che ci promettono di disintossicarci tutti dal vandalismo cannibale del caos regalando il difficile ma non l’impossibile. Delle Cinderelle che,  senza cavallo bianco, rendono lieto un fine che ci redimerà tutti, con coraggio e gentilezza, come vuole la favola.

Per questa ragione meritano di essere raccontate le azioni e i progetti come quelli che porta avanti la Fondazione Cariello Corbino che ho avuto il piacere di contattare. La Fondazione, nata nel 2017, istituzionalizza lo spontaneismo benefattore di Silvana Cariello che nel corso della sua vita, supportata da tutta la famiglia, è stata in grado di ridare la fiducia nei sogni con supporto e assistenza poliedrica ma costante.

Oltre le attività in Italia e nel territorio campano è degno di attenzione un progetto “coraggioso e gentile”  in Repubblica Democratica del Congo che ci permette di apprendere molto sulla situazione attuale del paese di cui, sfortunatamente, si parla così poco sulla stampa italiana.

Non molti sanno infatti che con le immense risorse minerarie di cui dispone (oro, diamanti, petrolio, coltan, rame, legname) la Repubblica Democratica del Congo ha la potenzialità di essere uno dei paesi più ricchi al mondo. Nonostante ciò, la diffusa rete criminale organizzata ha trovato lo spazio sufficiente per assorbire questa ricchezza per quasi il 98% (Secondo l’Unep (Agenzia Ambiente della Nazioni Unite). I conflitti e la violenza tra tribù sono estremamente diffuse e, nel Nord Kivu, regione in cui la Fondazione ha deciso di operare, dal 2004 si trascina una grave crisi tra governo e ribelli, che ha dato e dà origine a migliaia di morti, e razzie di adolescenti rapiti per “servire” le truppe ribelli.

In questa regione nasce la storia di una Cinderella che, come dicevo prima, ci salverà tutti. Si tratta di Passy Mahano, figlia di un ranger che decide deliberatamente di lasciare gli studi e accogliere gli orfani dell’area, vittime dei conflitti. Passy si fa aiutare da chi può, non può contare su risorse fisse all’inizio e ospita sempre più bambini in una baracca di legno.

 Il crescente numero di bambini da ospitare e da sfamare e l’instabilità delle risorse rendono la sua missione, una sfida contro il tempo, il disagio diffuso e infine la vita. Ma considerando che è l’uomo a salvare l’uomo quando non si bunkera in fatiscenti lochi di diletto della paura, non è il destino a far incontrare Passy con quelli che saranno i suoi benefattori ma la stessa consapevolezza che nessuno si può salvare da solo.

È così che PAssy viene in contatto con una filantropa svizzera, Malene Zähner che le assicura maggiori risorse. L’aumentare dei bambini che arrivano a 63, diventa tuttavia di nuovo insostenibile e a questa nuova sfida risponde Alberto Corbino, il cuore della Fondazione. Il giorno dopo la firma dell’atto di fondazione della Fondazione Alberto Corbino è già in Congo. Pochi mesi dopo Alberto aveva acquistato già due lotti di terra in un’area più sicura, alle porte del Parco Nazionale del Virunga, per costruire un edificio con dormitori, mensa, scuola, foresteria, infermeria, laboratori e un’area esterna per coltivare e allevare animali.

Ad oggi, uno dei quattro edifici, il dormitorio femminile, è in fase di completamento e i bambini sono in procinto di essere trasferiti, finalmente al sicuro e in un ambiente dignitoso e sano.

 

Per tutti coloro che vogliono salvarsi da se stessi e uscire dalla fatiscente dimora della frustrazione, la fondazione Cariello Corbino è impegnata a completare il suo progetto di costruzione, consapevole dell’impegno che dovrà mantenerà anche per assicurare la sostenibilità della struttura.

 

SITO: http://fondazionecariellocorbino.org

PER DONAZIONI: http://fondazionecariellocorbino.org/sostienici/ :

Responsabilità sociale d’impresa. L’esempio di Ferrovie dello Stato

LA TRIANGOLAZIONE DEL WELFARE: Istituzioni, Profit e No profit

Per lungo tempo la coscienza collettiva ha considerato le imprese come dei biechi roditori alla rincorsa costante della produzione, in nome del più spietato profitto.

Questo ritratto gretto ed egoista è iniziato a cambiare proprio in prossimità della crisi economica di cui siamo protagonisti da un decennio che ha costretto a tagli ingenti proprio nelle risorse del Welfare.

A farne le spese, un po’ tutti, noi cittadini, noi società e inevitabilmente non solo la “testa” dello Stato ma chi provvede ad erogare i servizi , gli enti locali. Schiacciati nell’incudine dei tagli delle spese, la mancanza di risorse e la crescita inversamente proporzionale della domanda dettata dal disagio sociale diffuso, hanno reso sempre più inevitabile la necessità di aprire il palcoscenico a nuovi attori.

È proprio in questo contesto che il dibattito pubblico e le esperienze locali si stanno orientando sempre più a triangolare la strategia d’azione in ambito sociale attraverso la collaborazione proficua tra pubblico, privato e terzo settore. Il modus operandi è molto spesso quello di mettere in campo competenze intersettoriali insieme a  risorse pubbliche, private e finanziamenti internazionali, per offrire una risposta condivisa e coerente ai bisogni sociali.

LA BEST PRACTICE DI FERROVIE DELLO STATO

In questo contesto si inserisce l’impegno del Gruppo Ferrovie dello Stato che si è dotata, dal 2001, di una divisione Corporate social responsability che offre risposte concrete al fenomeno dell’emarginazione e del disagio sociale nei pressi delle aree ferroviarie. Tra i fiori all’occhiello delle attività FS vi è la messa a disposizione di spazi, in comodato d’uso gratuito, ad associazioni del terzo settore e a istituzioni locali che hanno dato vita a 17 Help Center, nei pressi delle principali stazioni ferroviarie.  Un totale di quasi 3000 m2 che danno sostanza a oltre 480 mila interventi. Solo a Roma sono stati attivati oltre 30 mila interventi per combattere degrado e disagio sociale.

L’aumento significativo rispetto agli anni passati è dovuto principalmente dall’intensificarsi del flusso migratorio che, come è risaputo, tende ad agglomerarsi presso le stazioni ferroviarie in quanto strumento di movimento. Secondo Carlotta Ventura, dirigente delle Relazioni esterne del Gruppo FS, gran parte dei flussi degli ultimi anni sono passati per le stazioni ferroviarie, 130 mila sono passati solo presso la Stazione di Milano Centrale.

In questo contesto le stazioni di confine, Milano, Ventimiglia e Bolzano risultano le più frequentate, in quanto porta d’accesso al Nord Europa e porta di rientro per i c.d. “Dubliners” ovvero coloro che, dopo aver fatto richiesta di protezione internazionale in un altro paese europeo, sono stati rimandati nel paese di primo approdo, secondo la legislazione vigente di Dublino. Di tutta risposta FS ha rafforzato i propri servizi, nel 2014 durante il sovraffollamento a Milano, ha reso messo a disposizione un presidio medico per tutti i migranti.

L’impegno di FS sul tema migratorio non risale però alle ultime ondate migratorie ma si salda  già nel 2002 quando l’Ex Ferrotel di Roma fu destinato al Centro Astalli, servizio dei gesuiti per i rifugiati, pionieri dei servizi per i rifugiati sul territorio.

Il modello è stato perfezionato con il progetto dell’hub di Via Sammartinia Milano, dal valore di 1 milione di euro, gestito dalla Fondazione Progetto Arca, che usufruisce di oltre 1500 mq per rafforzare la sicurezza nel quartiere.

Per i progetti per il futuro FS è tornata a Roma che negli ultimi anni ha mostrato una grande emergenza abitativa in risposta alla quale è stato messo a disposizione il Ferrotel della stazione Tiburtina, come centro di assistenza e prima accoglienza con annesso un presidio sanitario, che sarà inaugurato nel primo semestre del prossimo anno. Molti dei progetti pilota di FS sono oggi inseriti nel Piano industriale 2017 – 2026, tra cui il riuso delle stazione, le greenways, gli Help Center come parte integrante a tutti gli effetti della strategia d’impresa.

La recente fusione con ANAS, che crea un colosso che vanterà più di 80 mila dipendenti, potrebbe essere un volano per l’espansione verso nuovi orizzonti di iniziative di responsabilità sociale. Assumendo il ruolo di capofila delle imprese italiane del settore, ANAS FS, potrebbe mutare il ritratto d’impresa da bieco roditore fedele al Dio profitto verso un ritratto banalmente più umano di questo profitto.

 

 

 

 

QUALE ONORE… Dal 16 al 28 gennaio al Teatro San Genesio

Quale onore… lo spettacolo teatrale che si terrà dal 16 al 28 gennaio presso il teatro San Genesio (zona Prati) è l’unione felice tra teatro e responsabilità sociale.

Ciò che li unisce, l’amore e la fiducia nell’uomo, la consapevolezza che il contatto tra le persone, a teatro come nei progetti di cooperazione allo sviluppo, è il contrario di uno e basta e della sua solitudine insufficiente (parafrasando Erri De Luca). Un punto di arrivo che è anche un, sempre nuovo, punto di partenza per gli Squinternati, compagnia teatrale che porta in scena lo spettacolo.

La parola chiave? libertà. Anche il prezzo del biglietto infatti è libero e tutto il guadagnato (credetemi!)  ricavato finanzierà progetti di scolarizzazione per bambini svantaggiati in India, gestiti dalla Onlus, AMAR E L’INDIA (http://www.amarelindia.it/).

La regia di Paolo Battisti, l’adattamento d​ella penna di Cinzia Giambenedetti e l’interpretazione degli Squinternati, fatti da persone di tutte le età, taglie, altezze e orientamenti vi faranno planare, liberi da ogni regola ma trasportati da ogni turbamento.

LA TRAMA CHE CI TREMA

Esistono luoghi sacri dove le regole sono dettate dai più alti e nobili sentimenti umani. La casa è un luogo sacro per una famiglia, la chiesa per i fedeli, il teatro per gli attori.

Ogni luogo può essere sacro e in quanto tale può essere sconsacrato e profanato.

Il difficile compito per gli attori sul palco sarà proprio questo;  quello di creare dei paradossi in alcuni luoghi sacri, di vivere situazioni irreali (che poi tanto irreali non sono), con grande rispetto e semplicità.

Gli  attori si fanno spettatori di ciò che accade e i loro comportamenti e le loro parole vi sveleranno l’universo che si cela dietro alla realtà appiccicosa fatta di caramelle e zucchero filato,  falsità e l’ipocrisia vive attorno ai momenti più importanti dell’uomo.

Gli attori vi dimostreranno quanto piace alla gente il bla, bla, bla e il  puntare il dito del giudizio, senza conoscere persone e fatti.

Non cadete nello stesso errore, perché prima o poi lo farete anche voi 

Ah no?

Andate a teatro, poi ne riparliamo ….

Pagina FB dell’eventohttps://www.facebook.com/events/237265403481728/

Scopri di più sugli Squinternati

FBhttps://www.facebook.com/squinternati

Nasce oggi una nuova rubrica: “Responsabilità sociale”

Tale spazio nasce con la volontà di raccontare un settore, quello sociale, che riteniamo di primaria importanza nella società moderna, soprattutto alla luce di recenti macabri eventi, e che sta assumendo positivamente il giusto risalto anche mediatico.

Si tratta senz’altro di una categoria aperta a più argomenti: ogni mercoledì verranno raccontate sia le esperienze positive e che le criticità attuali, i bisogni lamentati dalle comunità e i tentativi dalle stesse di superarle. Ugualmente molteplici saranno i mezzi utilizzati: report ed inchieste, ma anche racconti e testimonianze delle persone coinvolte in prima persona; saranno pertanto ben accetti anche contributi di persone terze al fine di differenziare le visioni narrate secondo uno spirito pluralistico che da sempre contraddistingue Polinice.

Nel raccontare quello che riteniamo esser un settore nevralgico per il progresso spirituale e materiale della collettività, manterremmo sempre la nostra equidistanza dalle posizioni politiche e religiose che non verranno trattate direttamente in questa rubrica come nelle altre presenti su Polinice, secondo una linea editoriale che rivendichiamo con orgoglio.