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La realtà si vede meglio dalla periferia

La realtà si vede meglio dalla periferia è il titolo dell’incontro nazionale sulla rigenerazione delle periferie con cui lo scorso 23 novembre è stata presenta l’omonima mozione che conclude (per ora) un complesso progetto nato dall’idea di Andrea Mazziotti di Celso, Presidente della Commissione Affari istituzionali della Camera dei Deputati, attraverso il quale è stata formata la Commissione periferie rappresentati associazioni per proposte di rigenerazione periferie.

All’interrogativo su come realizzare l’ambizioso progetto dell’effettivo rilancio economico-sociale delle periferie la Commissione di inchiesta ha prescelto un approccio peculiare ed innovativo, incentrato sulle collaborazione dal basso delle comunità locali e sulla diretta apprensione e conoscenza delle problematiche esistenti attraverso visite e sopralluoghi nelle parti della città critiche; un approccio “dal basso” multidisciplinare ed intersoggettivo necessario affinché lo Stato ritorni ad abitare territori che aveva dimenticato,  abbandonando la propria programmazione “aprogrammatica” e gli interventi estemporanei che hanno caratterizzato la politica fino ad ora prescelta.

Come ha infatti illustrato Giovanni Caudo, professore di architettura presso l’Ateneo di Roma Tre e già direttore di un laboratorio di urbanistica, che ha aperto la ricca serie di interventi della giornata,  il risultato fissato è raggiungibile solo attraverso una collaborazione virtuosa tra realtà civiche che da decenni si interessano ed operano nelle periferie locali, amministrazione e lo stesso mondo accademico di cui fa parte e rappresenta, corroborata da una nuova sensibilità delle istituzioni sul tema ispirandosi anche alle esperienze extrastatali; emblematico al riguardo appare il programma di “Parigi Regione capitale” per la cui realizzazione il governo francese ha stanziato 24 miliardi di euro in 10 anni.

Dalla sua visuale di architetto tale approccio si traduce in 3 direttive idonee a portare ad un nuovo livello l’urbanesimo moderno: 1) accesso effettivamente garantito mediante una concreta gestione programmatica ed al contempo immediata; 2) integrazione dei flussi, alla cui base c’è la consapevolezza della differenza ontologica tra il nomade ,che risiede in un posto, e la “pastorizia”, che riguarda al contrario “colui che passa”, per evitare esempi di enclave/ghettizzazione; 3) nuova accezione dei luoghi, in particolare modo nei quartieri sensibili sulle direttive del riuso del patrimonio immobiliare attraverso un protagonismo sociale che garantisca un approccio interdisciplinare e multiattoriale, creando un ordinamento unico per lo sviluppo economico e l’utilizzo delle risorse finanziare stanziate.

Per rendere effettiva questa integrazione multilivello viene indicato anche un peculiare strumento: la concreta programmazione dal basso può manifestarsi in precipui contratti di quartiere, da contrarsi in via “progressiva”, verificando ogni volta puntualmente i risultati raggiunti e finanziare di conseguenza i progetti che hanno un effettivo legame con la realtà; forme di cooprogettazione civica quali veicoli per rispondere ad esigenze attuali tramite la programmazione, l’unico sentiero per emergere dall’emergenza della improvvisazione.

Emblematico è l’ampio spazio destinato agli stakeholders: sono stati infatti convocati ed ascoltati responsabili dei Piani periferie, coordinatori di Urban Center e i rappresentanti di interventi in 7 metropoli urbane dai differenti contorni geosociali, a cui si sono aggiunte apposite tavole rotonde con cui si sono conclusi i lavori di giornata ed incentrate sul ruolo dei soggetti coinvolti nel progetto, sia privati che pubblici che nelle nuove possibili governance realizzabili.

Si è parlato di Scampia, destinataria di 30 milioni per il recupero e, ad oggi, diversa dalla rappresentazione gomorresca, le cui famose vele dovrebbero esser abbattute entro il 2018; a Bologna è stato presentato il Piano Innovazione Urbana in cui sono stati mappati i vari Piani relativi a finanziamenti e risorse, non solo prettamente locali o statali ma anche su base regionale nonché di matrice europea (80 milioni totali da spendere in 4-5 giorni); riguardo la realtà palermitana è stato raccontato il Laboratorio Zen Insieme, situato in un quartiere degradato (pressoché tutto occupato) ed oppresso dall’influenza della mafia la cui azione, nato con un approccio prettamente sociale che nel corso della sua evoluzione ha scoperto ed attuato la rilevanza della rigenerazione urbana per il recupero sociale. Di Milano è stato illustrato il lavoro di Avanzi, architetti che, tra le varie missioni “lavorative”, hanno provveduto ad effettuare una mappatura e catalogazione (“spuria”, stante il carattere spesso trasversale di progetti contermini) delle buone pratiche dal basso, dapprima del solo nucleo Milanese e poi dell’intero territorio milanese.

Tra gli interventi delle realtà locali anche quelli degli attivisti di Bari e Torino, intervallati dall’intervista al Capo della Polizia di Stato Dott. Franco Gabrielli e dalla proposta dell’Istat, interessata da anni a tale ambito che si interseca con il Rapporto BES 2017 (di cui viene sottolineata la critica assenza del rilievo del verde adibito a scopi sportivi e della sua problematica sistemazione tassonomica) di includere i “condomini di strada” quale elemento essenziale di rivalutazione urbana, proponendosi quale strumento di indagine e ricerca scientifica su cui poggiare alcune attività del volontariato e quale strumento di aggregazione tra le varie associazioni.

Infine emblematico l’intervento di chiusura di CorvialeDomani, vero corifeo del progetto di recupero del “serpentone romano” (un pantagruelico composto da1300 appartamenti con 1300 ettari di parco e verde circostanti) basato su 3 interventi locali coadiuvati dal lavoro del Mibact e del Ministro Calenda.

Tali progetti devono assumere un carattere durevole, raggiungibile per loro stessa essenza solo attraverso un’attenzione, non tanto economica ma perlopiù programmatica, costante dell’interlocutore pubblico.

In tal senso sarà peraltro essenziale che il contributo pubblico sia veicolato in una nuova procedimentalizzazione amministrativa, la cui partecillizazione ispirata a una maggiore ricerca democratica ha determinato una moltiplicazione degli stadi procedimentali come differenti iter approvativi: l’ideatore del progetto On. Andrea Mazziotti di Celso ha sottolineato come ,accanto all’applicazione pratica e al coinvolgimento diretto delle amministrazioni comunali, una primaria e decisiva importanza risiederà nella raggiungimento di una maggiore semplificazione amministrativa nel solco dei risultati raggiunti dalle più recenti riforme pubbliche e nella consapevolezza della necessità di una vera stabilità nella progettazione ed ideazione della rigenerazione urbana.

Solo una tale combinazione di fattori, non idonei singolarmente a superare le difficoltà odierne, riuscirebbe a superare le criticità organizzative ed amministrative incontrate ed ad oggi evidenti, conciliando una gestione veloce e rapida delle esigenze immediate con la necessaria programmazione di lungo termine: è essenziale infatti superare le ordinarie e costanti logiche governative per coinvolgere più governi temporalmente successivi, facendo sì che le decisioni assunte siano un impegno costante e duraturo che non cambi al mutare della legislazione o del potere esecutivo.

In altri termini si tratta di evitare di usare le problematiche delle periferie quale mero slogan elettorale, trasformandolo in uno strumento di incentivo diversità, per assumere un impegno pluriennale, con precipui interventi nei territori ad operatività immediata, che non siano estemporanei o propagandistici ma parte impegno costante e duraturo.

Proprio con tale consapevolezza è stata deciso che la descritta Commissione di inchiesta  (presieduta dall’On. Causin che ha assicurato l’esposizione al Parlamento delle conclusioni raggiunte) abbia durata (almeno) decennale, idonea ad attraversare più legislature ed affidare il proprio lascito ai vari parlamenti e governi che si susseguiranno, valorizzando le esperienze ed i risultati raggiunti ed evitando che ogni volta si inizi da capo.

Impegno civico, programmazione stabile e coinvolgente le realtà locali per lo sviluppo delle periferie solo il leitmotiv del progetto che mira ad assicurare un’attività pluriennale di rilancio dei quartieri sensibili instaurando un legame concreto tra le istituzioni partendo dal basso, in cui le amministrazioni assumono effettivamente il ruolo di “interlocutori”.

Un progetto senz’altro innovativo e probabilmente unico, conscio che solo un procedimento effettivamente inclusivo e partecipativo, qualunque sia la velocità burocratica-amministrativa e per quanto illuminato sia l’intervento normativo, potrà far acquisire alle aree critiche un futuro in cui lo stesso concetto di periferia diventerà desueto: non più solamente luoghi “intorno al centro” ma aree con propri nuclei, dei “centri” nelle stesse periferie; un rapporto parallelo e al tempo stesso collimante tra centro e le stesse “occupazioni territoriali post metropolitane” (come felicemente ribattezzate dal prof. Caudo), le quali non siano più sinonimo solamente di degrado ma di comunità e sviluppo e di rilancio economico-sociale dell’intero Paese.

Per approfondire il progetto si può consultare il seguente link da cui accedere alla documentazione comprensiva della mozione presentata alla Camera dei Deputati: http://www.corviale.com/index.php/23-novembre/

Di seguito l’intero video dell’intervento

Giornate del territorio – 3a edizione

3a edizione delle giornate del territorio

Roma 10,11 e 12 novembre 2017 presso la Casa della cultura di Villa de Sanctis – Via casilina 665

Tre giorni per mettere a confronto pratiche, ricerche e progetti di rigenerazione territoriale fondati sulla salvaguardia e valorizzazionedel patrimonio culturale.
18 ore di lavori, 27 ospiti provenienti da tutta Italia (e non solo), 32 organizzazioni coinvolte. Una maratona che ha l’obiettivo di perimetrare un nuovo modello di rigenerazione “a trazione culturale”, che mette al centro comunità e territorio, e sia fondato su sostenibilità e partecipazione.

PROGRAMMA

10 Novembre 2017

Ore 17.00 | SALUTI ISTITUZIONALI E PRESENTAZIONE LAVORI

Ore 17.30 | LEGGE SUGLI ECOMUSEI: UN’OPPORTUNITÀ PER LO SVILUPPO DEI TERRITORI
Intervengono:

  • Luca Bergamo Assessore Crescita Culturale del Comune di Roma
  • Eugenio Patanè Consiglio Regionale Lazio
  • Marta Bonafoni Consiglio Regionale Lazio
  • Paolo Masini Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo
  • Eleonora Guadagno Pres. Comm. Cultura Capitolina
  • Mariateresa Brunetti Assessore alla Cultura del Municipio Roma 5

a seguire
ECOMUSEO IN “LUCE”: FILMATI INEDITI DEL TERRITORIO DALLA MEDIATECA DELL’ISTITUTO LUCE
Presenta Patrizia Cacciani (Responsabile Mediateca Archivio Storico Istituto Luce)

Ore 19.00 | RIPENSARE I MARGINI: L’ECOMUSEO CASILINO PER LA PERIFERIA DI ROMA
Presentazione del libro prodotto dall’Associazione per l’Ecomuseo Casilino e pubblicato da Aracne edizione.

Intervengono:

  • Alessandra Broccolini Università “La Sapienza” di Roma
  • Vincenzo Padiglione Università “La Sapienza” di Roma
  • Claudio Gnessi Presidente Associazione Ecomuseo Casilino
  • Stefania Ficacci Resp. ricerca storica dell’Ecomuseo
  • Stefania Favorito Resp. ricerca archeologica dell’Ecomuseo
  • Romina Peritore Resp. ricerca urbanistica dell’Ecomuseo
  • Carmelo Russo Resp. ricerca religiosa dell’Ecomuseo

a seguire aperitivo

11 NOVEMBRE 2017

Mattina

Ore 12.00 | CO.HERITAGE: PRESENTAZIONE DEI PROGETTI SELEZIONATI
60 minuti per presentare sei progetti di rigenerazione, salvaguardia e promozione territoriale inviati da cittadini e associazioni.

Presentano

  • Centro di documentazione Maria Baccante
    “Recupero storico e culturale e la valorizzazione ambientale dell’area Ex Snia”
  • Centro studi sul moderno
    “VuotidiSenso_SensodeiVuoti. Esplorazioni e azioni urbane partecipate tra Riva Ostiense, Marconi e Portuense”
  • Melting Pro
    “PLAN. Progettiamo luoghi, costruiamo comunità”
  • Omnia Urbes
    VALE …ROMA. Il nuovo Municipio Roma V. Storie, memorie, luoghi e… immagini per il futuro
  • Sguardo Contemporaneo
    “Nuova Gestione: arte contemporanea come strumento di rilettura del territorio”
  • Sguardoingiro
    “Gordiani in comune”

Pomeriggio

PATRIMONI LOCALI E RIGENERAZIONE
Dalle 15.30 alle 20.00 si parlerà di salvaguardia e promozione del patrimonio culturale come motore di un nuovo modello di rigenerazione e sviluppo locale. Una full immersion per mettere a confronto esperienze, progetti e ricerche regionali, nazionali e internazionali.

Ore 15.30 – PANEL REGIONALE

  • Sara Le Xuan, Serena Muccitelli | Avanzi (Milano)
    RE-SCAPE workshop: il caso pilota per la rigenerazione dell’ex cava di Monticchio a Sermoneta (LT)
  • Patrizia Gioia | Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali
    I musei in periferia: tra realtà e progetto
  • Pasquale Grosso | daSud (Roma)
    Àp – Accademia popolare dell’antimafia e dei diritti: educazione non formale, creatività e nuovi linguaggi
  • Deborah Navarra | Urbanita (Roma)
    Intorno alle mura: per un parco urbano e itinerario pedonale lungo le mura di Roma

Ore 17.00 – PANEL NAZIONALE

  • Mimì Coviello | Agrinetural (Matera)
    Green strategies: il Parco Agoragri a Matera
  • Emanuela Rossi | Università degli studi di Firenze
    Piccole comunità che resistono: l’esperienza di Casa di Zela in Toscana
  • Andrea Colbacchini | Pasubagria (Vicenza)
    Da un’associazione di singoli al marchio d’area, il caso Pasubagria
  • Silvano Falocco | Fondazione Ecosistemi (Roma)
    Acquisti verdi per la trasformazione ecologica dell’economia

Ore 18.30 – PANEL INTERNAZIONALE

  • Chiara Lucchini | Urban Center Torino
    Urban think tanks e coinvolgimento degli attori locali
  • Levente Polyak, Daniela Patti | Eutropian (Ungheria/Italia)
    Finanziare la città cooperativa: finanza di comunità e l’economia degli spazi civici
  • Alessandro Cattunar | Assocazione 47/04 (Udine)
    Strade della memoria. Un progetto di public history sulla storia del confine orientale.

a seguire aperitivo

12 Novembre 2017

Mattina

Ore 9.30 | PASSEGGIATA CULTURALE NEL QUARTIERE
Meeting point: Piazza della Marranella

Ore 12.00 | PATRIMONI LOCALI E TURISMO SOSTENIBILE
Paradigmi e proposte per un nuovo modello di turismo etico, responsabile e sostenibile.

Intervengono:

  • Agostino Riitano | Cultural Manager
  • Luigi Corvo | Professore in Social Entrepreneurship and Innovation
  • Ledo Prato | Segretario dell’Associazione Mecenate 90
  • Giovanna Barni | Presidente CoopCulture
  • Elena De Nictolis | LabGOV

Pomeriggio

Ore 16.00 | ECOMUSEO CASILINO: WORK IN PROGRESS
I principali progetti promossi dall’associazione, l’impegno per la sistematizzazione del patrimonio delle comunità migranti e per la diffusione della conoscenza dei valori culturali del territorio presso le scuole del Municipio.

Ore 17.00 | PER UN NUOVO MODELLO DI RIGENERAZIONE
Tavola rotonda con studiosi, esponenti istituzionali, tecnici e associazioni per produrre un primo documento di linee guida sulla rigenerazione dei territori fondate sulla sostenibilità ambientale, la salvaguardia e la valorizzazione del patrimonio culturale locale

Ore 18.00 | PATRIMONI DI QUARTIERE
Leonardo Zaccone facilità un laboratorio partecipativo per individuare i temi di esplorazione e le principali risorse culturali dei quartieri Pigneto, Centocelle e Quadraro Vecchio. Un primo momento di riflessione collettiva per avviare la mappatura del patrimonio culturale di questi territori dell’Ecomuseo Casilino.

a seguire aperitivo

Durante i tre i giorni saranno attivi uno stand della libreria La Rocca Fortezza Culturale, l’esposizione e l’infopoint del Phototelling Project.