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Storie di Beni Comuni | Leggere l’Innovazione Sociale

Storie di Beni Comuni | Leggere l’Innovazione Sociale. Sabato 15 settembre 2018 dalle ore 11 presso Liberi sulla Carta,Via Sant’Anna – Polo Culturale di Santa Lucia, 02100 Rieti.

Oggi migliaia di persone in Italia si prendono quotidianamente cura dei beni comuni, in autonomia e fuori dalle logiche tradizionali del binomio Stato – Mercato. Dal nord al sud del Paese, vi sono tantissime storie di beni comuni in cui, spesso tra mille difficoltà e lontani dai riflettori dei media nazionali, gruppi formali e non di cittadini attivi dimostrano, con la pratica della collaborazione, che si può e si deve agire il cambiamento: non più come semplici utenti, ma come co-produttori e gestori dell’interesse generale.

A cosa e a chi ci riferiamo quando parliamo di beni comuni? In che senso la loro cura condivisa produce innovazione sociale? Come può generare un impatto positivo in termini di rigenerazione ambientale e socio-culturale? E in cosa consiste, in definitiva, l’innovazione sociale?

Nell’ambito della decima edizione di Liberi sulla Carta – Fiera dell’Editoria Indipendente, dedicato quest’anno al tema del coraggio, abbiamo radunato esperienze e testimonianze diverse per discuterne insieme, portando per la prima volta a Rieti questo dibattito cruciale per il futuro stesso della nostra democrazia. #civuolecoraggio.

Interverranno:

Pasquale Bonasora (Labsus)
Amministrazione condivisa: un nuovo paradigma

Claudia Bonfini (Il Pungiglione Cooperativa Sociale)
I beni comuni visti dalla cooperazione sociale

Pablo De Paola (Postribù)
Acqua, Aria e Ricostruzione al tempo delle tribù

Sandra Giuliani (Associazione Donne di carta – Persone libro)
Di Cultura si vive

Alessandro ‘Santre’ Splendori (OZ – Officine Zero)
Prima e oltre i beni comuni: i processi di commoning

Introduce e modera: Elena Taverna (Labsus)

Not Forgotten: per non dimenticarsi di Campo Testaccio

La nuova tappa della seconda edizione di Forgotten Project, il progetto di recupero degli spazi abbandonati, ha coinvolto Campo Testaccio con l’emblematico intervento dal titolo Not Forgotten.

Lo storico campo capitolino, immaginaria culla della prima epoca dell’A.S. Roma, risulta da anni abbandonato a se stesso, derelitto di un’immagine del calcio che fu, visto ancora con nostalgia dai tifosi che ebbero il privilegio di seguire la propria squadra nel luogo della sua nascita (sebbene in realtà non abbia formalmente debuttato nello scenario testaccino), tanto da cantarne ancora le gesta in un famoso coro intonato ad ogni partita.


Un luogo già al centro di molteplici vicende, passato spesso ai (dis)onori della cronaca per le varie proposte, più o meno fantasiose, relative ad un suo utilizzo: sotto la falsa insegna del recupero si sono susseguite ipotesi di riconversione a fini edilizi, in particolare per la creazione di un grande parcheggio, ad illuminati ipotesi di riadibirlo a centro sportivo. Propositi che si sono scontrati, ognuno dal proprio punto di vista, con criticità ed intoppi, secondo una maledizione che, alla luce dei recenti scandali che riguardano la prossima costruzione dello stadio di Tor di Valle, basati sull’inchiesta dall’allegorico nome  “Rinascimento” , sembra aleggiare sulla parte romanista del Tevere, che appare destinata ad un eterno esilio, nomade raminga nella ricerca della propria terra promessa.

Su tali premesse è nata l’idea di portare il Forgotten Project in questo santuario calcistico.

Identificato come emblema dei tanti impianti sportivi realizzati in Italia e poi progressivamente abbandonati a se stessi, Campo testaccio è stato teatro della realizzazione dell’opera dall’artista britannica Lucy McLauchlan dall’emblematico titolo Not Forgotten.

Attraverso il connubio del bianco e del nero, i “vivi” colori dell’epoca che rese famoso il Campo di Via Nicola Zabaglia, tinta nostalgica che mostra l’attenzione per il ricordo, simbolo di un passato sbiadito ed anelato, pensato e rammentato con orgoglio, l’artista ha cinto con la propria arte i confini dell’impianto, di cui si possono continuare ad osservare le strutture architettoniche, visibili tra gli intervalli dell’opera che appare come abbracciare l’impianto, cullarlo nel suo ricordo in attesa di un suo nuovo risveglio.

E proprio immediatamente dopo l’ultimazione di tale rigenerazione artistica l’iter amministrativo di recupero di Campo Testaccio sembra esser sbloccato, mediante un passaggio di competenze, non solo particolarmente emblematico ma altresì essenziale per la futura destinazione dell’impianto, al Dipartimento Sport del Comune.

Ad oggi, le ipotesi circa la sua successiva destinazione, che appare destinata a l’utilizzo dell’impianto per promuovere il calcio a livello giovanile, perseguono lo scopo di ridestinare l’impianto alla sua originaria funzione, facendo sì che Campo Testaccio, patria di dei che furono possa, sebbene sotto un’altra veste, tornare agli antichi usi e lustro. Non più dimenticato anche grazie all’arte e a progetti come quello di Forgotten Project, già descritti precedentemente, in cui l’arte diventa veicolo di denuncia e di riflessione su forme di rigenerazione urbana.

 

Culturability : Cultura, innovazione sociale, collaborazione, sostenibilità per rigenerare le nostre città

Evocava di Mazara del Vallo (Trapani), FaRo – Fabbrica dei saperi di Rosarno (Reggio Calabria), L’Asilo di Napoli, Lottozero / textile laboratories di Prato, MET – Meticceria Extrartistica Trasversale di Bologna. Sono questi i 5 progetti selezionati dal bando culturability, a ciascuno dei quali va un contributo economico di 50 mila euro e la possibilità di prendere parte a un percorso di accompagnamento e mentoring.

Sono stati scelti fra ben 429 progettualità arrivate da tutta Italia per la call promossa dalla Fondazione Unipolis con l’obiettivo di sostenere progetti culturali innovativi ad alto impatto sociale che rigenerano e riattivano spazi abbandonati o sottoutilizzati. Palazzi storici vuoti, fabbriche dismesse, spazi commerciali sottoutilizzati, luoghi di cultura chiusi, beni naturalistici dimenticati che riprendono vita, rinascendo come luoghi di cultura e spazi di comunità: queste le sfide lanciate dalle 5 iniziative, la maggior parte delle quali arriva dalle regioni del Mezzogiorno.

I progetti sono stati scelti da un’apposita Commissione di Valutazione fra i 15 finalisti che, avendo superato la prima fase di selezione del bando nel mese di maggio, erano poi stati ammessi a un primo percorso di accompagnamento e formazione finalizzato a migliorare e sviluppare le diverse proposte, oltre che ad offrire un’occasione di crescita ai giovani partecipanti. Un lavoro difficile quello della Commissione, considerato il numero, la qualità e la visione dei partecipanti. Utilizzando i criteri di valutazione indicati dal bando, hanno prevalso i progetti più vicini agli obiettivi indicati dalla call.

La Commissione ha assegnato anche le due menzioni speciali, del valore di 10 mila euro ciascuna, rese possibili dalla collaborazione con la Direzione Generale Arte e Architettura Contemporanee e Periferie Urbane del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo. I riconoscimenti vanno ad: Area Archeologica Giardini Luzzati: Lo Spazio del Tempo di Genova e TOC Centre di Copertino (Lecce).

In allegato una sintesi di tutti i progetti selezionati.

Per l’edizione 2017 del bando culturability, Fondazione Unipolis ha stanziato complessivamente 400 mila euro, tra contributi economici per lo sviluppo dei progetti selezionati, attività di accompagnamento per l’empowerment dei 15 team finalisti e successivo mentoring dei 5 selezionati, rimborsi spese per partecipare alle attività di supporto. Anche quest’anno la call è stata sviluppata in collaborazione con Avanzi/Make a Cube3 e Fondazione Fitzcarraldo. Già negli scorsi anni, i tre bandi precedenti hanno riscontrato ottimi risultati di partecipazione, in termini di progetti aderenti e di qualità delle proposte, come dimostrato dai successi delle realtà sostenute che continuano i loro percorsi di sviluppo. Complessivamente, per le quattro edizioni Fondazione Unipolis ha investito un milione e 500 mila euro e oltre 2.770 sono stati i progetti partecipanti.

La Commissione di Valutazione era composta da: Massimo Alvisi – architetto Alvisi Kirimoto + Partners, Mario Cucinella – architetto MC Architects, Giovanni Campagnoli – direttore Politichegiovanili.it, Paola Dubini – docente Università Luigi Bocconi, Walter Dondi – direttore Fondazione Unipolis, Federica Galloni – DG AAP MiBACT, Mauro Magatti – docente Università Cattolica di Milano, Ivana Pais – docente Università Cattolica di Milano, Pier Luigi Sacco – docente Università IULM, Pierluigi Stefanini – presidente Gruppo Unipol e Fondazione Unipolis.

Bologna, 14 settembre 2017

Per informazioni:
Progetto | Roberta Franceschinelli | tel. 051.6437601 | roberta.franceschinelli@fondazioneunipolis.org Stampa | Fausto Sacchelli | tel. 051.6437607, 366.6172322 | stampa@fondazioneunipolis.org