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BORGATE. Il cuore di Roma, quello vero

Le BORGATE non sono solo periferia, sono soprattutto il cuore di Roma

12 periferie di Roma, quartieri sorti alle estremità della città, le cosiddette “borgate”, una volta distanti oggi parte integrante del tessuto urbano della capitale. Questi i soggetti scelti da Pasquale “Pas” Liguori per il suo reportage fotografico in mostra alla Casa della Memoria e della Storia dal titolo BORGATE.

La mostra, a cura di Daniele Zedda, promossa da Roma Capitale- Assessorato alla Crescita culturale- Dipartimento attività Culturali in collaborazione con Zètema Progetto cultura, è aperta al pubblico fino al 31 ottobre 2017.

Sono nata a Roma, vivo a Roma, conosco Roma. Il ragionamento fila. Ne sono più che convinta di conoscere la mia città e in effetti se qualche “outsider” me lo chiede rispondo sempre di sì. So dare ottimi consigli sui luoghi da visitare, i bar e i ristoranti dove mangiare, le stradine e i vicoli nei quali perdersi tra foto e scorci pregni di storia. Roma conta 2.873.494 abitanti per 35 quartieri. Dunque, pensandoci bene, alla domanda “conosci Roma?” dovrei proprio rispondere di no. Io a San Basilio non ci sono mai stata, a Val Melania nemmeno, idem con patate per Gordiani, Primavalle o Quarticciolo e potrei anche continuare.

Questi e altri sette distretti: Acilia, Pietralata, Prenestino, Tiburtino III, Trullo e Tufello costituiscono il cuore dell’indagine fotografica di Pasquale Liguori, detto “Pas”.

 

Ogni domenica mattina, alle prime luci dell’alba Pas si è dedicato alla ripresa fotografica delle dodici borgate storiche istituite in epoca fascista, un viaggio stimolato dal desiderio di esplorare una Roma autentica. Il criterio di ripresa ha seguito condizioni temporali e ambientali omogenee. Pad, tramite le sue fotografie, racconta un silenzio apparente, che coincide con il ristoro collettivo nelle prime ore del mattino del giorno festivo, dopo la frenesia e la routine dei giorni precedenti. In quei momenti sono tutti a casa, mentre piazze e strade sono deserte. La scelta non è stata casuale, da un lato l’autore esplora volumi, spazi e strutture; dall’altro, registra un’umanità che sebbene non visibile rimane l’assoluta protagonista di quei luoghi. L’indagine, fedele ai valori, alla storia e alle trasformazioni delle borgate, si discosta da quel tipo di retorica un po’ pettegola sullo stato di problematiche che non vengono comunque omesse. Quello che Pas privilegia è la percezione del luogo, il rapporto uomo- territorio e la possibilità di sviluppo sociale. L’intento è quello di indurre lo spettatore non solo alla riflessione ma anche all’iniziativa consapevole in aree complesse dove tradurre in pratica i vantaggi che potrebbero derivare dall’integrazione di istanze e culture differenti, contrastando derive urbanistiche e incitando a una vita degna e migliore.

   

È chiaro che per conoscere Roma, in tutte le sue sfumature, una mostra non basta, ma nel mio caso è stato sicuramente un inizio. Spesso crediamo di conoscere la nostra città perché frequentiamo i quartieri centrali, i locali alla moda, perché andiamo a far compere nei negozi di nicchia o sappiamo dare indicazioni ai turisti. Oltre le mura però si snoda il vero cuore della città, quello dove vivono i romani, ben diverso da quello dei bed and breakfast e dagli Hop on Hop off Bus. Realtà da mille sfaccettature, fatta di quotidianità e non di un week end last minute.

 

BORGATE è un progetto articolato che propone, oltre la mostra, anche un programma di appuntamenti sul tema delle borgate, sotto il profilo storico, urbanistico, sociologico e culturale, sempre alla Casa della Memoria e della Storia, dal 5 ottobre al 6 dicembre 2017.

PROGRAMMA APPUNTAMENTI DAL 5 OTTOBRE AL 6 DICEMBRE 2017

 5 ottobre, ore 15.30

Giornata di studi

La giornata di studi introduce il tema delle borgate a Roma, sia attraverso un excursus storico relativo alla loro nascita ed evoluzione, sia attraverso un riferimento alla situazione attuale nel contesto dell’evoluzione della città e delle sue periferie. Le borgate hanno avuto un ruolo fondamentale nello sviluppo della Capitale, sia dal punto di vista urbanistico e sociale, sia dal punto di vista identitario e dell’immaginario collettivo. Anche il termine “borgata” ha avuto diverse declinazioni nel corso della storia. L’introduzione a questi temi viene sviluppata attraverso il contributo degli storici sulla nascita e l’evoluzione delle borgate, dei sociologi (con particolare riferimento ai lavori di Ferrarotti e del suo gruppo di ricerca), degli urbanisti (con particolare riferimento all’evoluzione recente delle borgate e alla situazione della periferia romana), dei politologi (sulle politiche che le diverse giunte capitoline hanno sviluppato negli anni, a partire da quella di Petroselli).

Programma

Interventi:

– Borgate “ufficiali” a Roma: origini, cronologie, tipologie e modelli abitativi

La parola borgata ha acquisito nel tempo una tipicità tutta romana. Essa, tuttavia, rimanda ad una molteplicità di luoghi, forme di insediamento, contesti sociali e culturali non sempre tra loro sovrapponibili. Si pone dunque la necessità di una ricognizione in grado di classificare e distinguere meglio le varie specie di borgate, secondo specificità e caratteristiche che appaiono costitutive alla loro nascita, ma che non mancano di approfondirsi nel corso del secondo dopoguerra.

Intervento di Luciano Villani, Università degli Studi dell’Aquila, Centre d’histoire sociale du XXe siècle (Universitè Paris 1 Panthéon Sorbonne)

– Roma tra fascismo e dopoguerra: la progressiva “zonizzazione” della città capitale

Tra le due guerre mondiali – e in particolare nel corso degli anni Trenta, con la Roma “vetrina del regime” – la città avvia definitivamente un suo processo di “zonizzazione”, poi ripreso e amplificato nei primi decenni del dopoguerra, dividendo in modo esplicito il territorio in crescente espansione secondo aree socialmente connotate. L’intervento ripercorrerà sinteticamente tale dinamica, con attenzione per le condizioni di vita dei quartieri popolari e delle borgate, dai singolari elementi di continuità.

Intervento di Lidia Piccioni, docente di Storia Contemporanea, Dipartimento di Storia Culture Religioni, Sapienza Università di Roma

– Studi su borgate e periferie romane. Ferrarotti e collaboratori

Lo studio delle borgate è stato un momento importante nella formazione della sociologia a Roma e di un gruppo di ricercatori intorno alla figura di Franco Ferrarotti. L’intervento traccia i contenuti e l’evoluzione di queste ricerche a partire dalla prima lettura sociologica alla fine degli anni ’60, con il lavoro di Ferrarotti e le ricerche qualitative su Alessandrino, Acquedotto Felice, Quarticciolo, lo sviluppo successivo con un quadro generale della speculazione edilizia a Roma, e successivamente l’allargamento su Magliana nuova, Valle dell’Inferno/Valle Aurelia, ed infine una ripresa delle vecchie ricerche a decenni di distanza all’interno di un panorama mutato e lo sviluppo di zone borghesi, per concludere con gli studi su Acilia.

Intervento di Maria Immacolata Macioti, docente di Sociologia, Sapienza Università di Roma

– La politica per le borgate, da Petroselli a oggi

Nel corso degli anni il problema della casa e la questione delle borgate e della riqualificazione delle periferie hanno avuto sempre una grande importanza e hanno condizionato le politiche delle diverse amministrazioni capitoline che si sono succedute nel governo della città. Solo alcune hanno affrontato con organicità e decisioni i problemi, a partire da quelle di centro-sinistra (soprattutto col sindaco Petroselli). Le politiche pubbliche sono poi cambiate nel tempo fino a quelle delle amministrazioni più recenti.

Intervento di Walter Tocci, senatore

– Identità e dinamiche attuali delle borgate e della periferia romana

Le borgate ufficiali fasciste hanno subito una profonda evoluzione nel tempo e ora si trovano inglobate all’interno della città consolidata, nell’ambito della quale costituiscono “paradossalmente” un luogo di qualità. L’identità locale e le caratteristiche urbanistiche giocano un ruolo rilevante. D’altronde devono essere lette e interpretate all’interno dell’evoluzione più recente delle diverse “periferie” romane, da quella abusiva a quella delle “centralità”, alla “città del GRA”.

Intervento di Carlo Cellamare, docente di Urbanistica, Sapienza Università di Roma

Coordina Alessandro Portelli, presidente del Circolo Gianni Bosio

 

18 ottobre, ore 15

Giornata seminariale sul tema La lotta per la casa

Programma

– Proiezione del docufilm “Sotto un cielo di piombo. Il movimento di lotta per la casa a Roma 1962-1985” di Massimo Sestili (2017, 65’)

Negli anni ’60 a Roma centomila famiglie vivevano in baracche, tuguri, grotte, in appartamenti fatiscenti, in promiscuità. Si stimavano in tre-quattrocentomila le persone bisognose di un alloggio. La lotta del movimento per la casa iniziò a radicalizzarsi dal 1961 con le prime occupazioni di case popolari in tutta la città. Il docufilm ne ripercorre la storia attraverso le testimonianze dei protagonisti.

Introduzione a cura di Massimo Sestili e Nina Quarenghi

A cura di Irsifar

– Proiezione del documentario “Good-buy Roma” di Margherita Pisano e Gaetano Crivaro (2011, 50′)

Abbandonato da anni, chiuso, protetto e minacciato da un alto muro spinato, ricoperto da tanta polvere, l’edificio di Via del Porto Fluviale 12 era un ex magazzino militare, di proprietà pubblica, uno di quei tanti scheletri che come funghi spuntano nel panorama cittadino. Era, perché oggi è qualcos’altro. Con gli anni e il lavoro la polvere è stata scacciata, il processo di degrado fermato, e la vita ha preso il suo posto.

Dal giugno 2003 abitano, in questo ex scheletro, circa 100 famiglie, provenienti da tre continenti. In 8 anni sono nati circa 40 bambini. Cosi l’ex magazzino è diventata non solo una casa, ma quasi una piccola città.

In selezione ufficiale in numerosi festival di cinema  nazionali e internazionali (Bellaria Film Festival,  Ethnographic and Documentary Filmfest Vienna, CineMigrante Film Festival, Ânûû-rû âboro Festival International du Cinéma des Peuples ,etc.) vincitore di numerosi premi tra i quali Premio del pubblico al Docucity – Documentare la Città; Menzione migranti  al Visioni Fuori Raccordo Film Festival; miglior film al Bastimento Film Festival.

Introduzione a cura di Margherita Pisano e Gaetano Crivaro

A cura di Carlo Cellamare, docente di Urbanistica, Sapienza Università di Roma

 

9 novembre, ore 15

Giornata seminariale sul tema La street art

 Programma

– Processi culturali e relazionali legati alla street art

L’intervento fornisce un quadro interpretativo critico e introduttivo al vasto tema della street art, con riferimento soprattutto ai contesti romani. La street art infatti è caratterizzata da processi e pratiche (non solo culturali) molto diversi, che si sviluppano e viceversa attivano insiemi di relazioni (tra le persone e con i territori) differenti. L’intervento intende fornire una griglia di questioni cui rivolgere attenzione quando si trattano tali problemi.

Intervento di Alessandro Simonicca, docente di Antropologia Culturale, direttore della Scuola di specializzazione in beni demoetnoantropologici, Sapienza Università di Roma

A cura di Carlo Cellamare, docente di Urbanistica, Sapienza Università di Roma

– Il Trullo. Quartiere, paese, esempio di accoglienza

Percorso tra storia, arte e memoria nella borgata storica del Trullo a cura degli studenti della classe V F dell’I. I. S. “Via Silvestri, 301” e della professoressa Fiorella Vegni.

Introduzione di Nina Quarenghi, ricercatrice Irsifar

A cura di Irsifar

– Tor Marancia e San Basilio: due esperienze di street art

Due esperienze diverse per modalità realizzative e dimensione d’intervento che si propongono lo stesso obiettivo: affidare all’arte urbana un messaggio che vada oltre l’immagine per rompere quel cordone d’isolamento che ha reso queste borgate a volte ostili, ripiegate su se stesse, sconosciute ai più. Una nuova stagione di ricerca artistica e di partecipazione degli abitanti per una rigenerazione culturale e sociale.

Intervengono Paola Rosati, architetto, e Simone Pallotta (Associazione Walls), e Stefano Santucci Antonelli (Big City Life)

Testimonianze dei rappresentanti delle Associazioni Residenti Tor Marancia e San Basilio

A cura di Istituzione Biblioteche di Roma

 

23 novembre: ore 15 – 19

Giornata seminariale sul tema La produzione culturale del territorio

 Programma

– La presenza delle biblioteche come luoghi di produzione culturale

La biblioteca come centro civico fondamentale che svolge un ruolo che va al di là della propria vocazione culturale: essa infatti è anche luogo di aggregazione e relazione importante per un territorio, nonché presidio che tiene viva una zona e le dona vivacità, aumenta la socialità ed è un servizio per la città che le ruota attorno e che può trovare in essa motivo per una nuova desiderabilità del territorio.

Intervento di Anna Andreozzi di Biblioteche di Roma. Testimonianze di Cataldo Coccia (Biblioteche di Roma) su Primavalle e dei vincitori del Premio Storie a Primavalle.

A cura di Istituzione Biblioteche di Roma

– Dialogo tra recitazione, musica, arte filmica e fotografia “La passione non ottiene mai il perdono – Ripensando Pier Paolo Pasolini”

A poco più di 40 anni dalla sua morte, un omaggio alla modernità di Pier Paolo Pasolini, al suo impegno colto e popolare. Si parte da alcune poesie per poi passare agli articoli raccolti negli “Scritti corsari”, a estratti cinematografici e teatrali, fino alla testimonianza di persone a lui vicine.

Intervento di Maria Letizia Gorga, attrice, con musiche dal vivo di Stefano De Meo.

A cura di Federica Altieri regista e guida dell’associazione culturale “Le Arti si sfogliano”.

– Da Armandino Liberti agli Assalti Frontali

Presentazione del progetto editoriale “Da Armandino Liberti agli Assalti Frontali”. Il cd annesso al volume, prossimamente pubblicato dalle edizioni Squilibri, contiene brani editi e inediti di Armandino Liberti, poeta e musico vissuto a Pietralata e ora non più attivo a Roma, dal cui repertorio Sara Modigliani ha tratto alcune canzoni che delineano con il colore di un romanesco mai volgare, con ironia ma anche con toni di amara denuncia, le condizioni di vita a Pietralata negli anni ’50/’60. Interessante è nel cd la riproposta dei brani di Liberti da parte di gruppi emergenti o consolidati della scena musicale popolare come gli Assalti Frontali.

Presentazione di Omerita Ranalli, antropologa ed etnomusicologa. Intervento musicale di Sara Modigliani.

A cura del Circolo Gianni Bosio

 

29 novembre: ore 16.45

Giornata di proiezioni Cinema e borgate

A cura del Circolo Gianni Bosio

– Proiezione del film “Et in terra pax” di Matteo Botrugno e Daniele Coluccini (2011, 89 min)

Storia durissima, pasoliniana, ambientata nella periferia romana del serpentone di Corviale. Il film, prodotto e  realizzato da ex studenti del centro sperimentale di cinematografia, parla di solitudine, emblematica in certe periferie. Come lo stesso poeta-regista ha profetizzato, “anche la periferia ha fatto un salto ma, probabilmente, nella direzione sbagliata. Se prima la necessità era sopravvivere giorno per giorno, ora sembra essersi spostato l’asse del bisogno. Se prima la necessità era quella di arrivare al giorno dopo e a quello dopo ancora, ora il bisogno è un qualcosa che va oltre l’istinto della sopravvivenza. La necessità è ciò che viene generato dal consumismo. È molto più importante l’apparenza che l’effettiva propensione alla sopravvivenza. Ma questo non è solo un problema della periferia”.

Sono presenti gli autori.

– Proiezione del documentario “Piazza Tiburtino III” di Riccardo Morri, Marco Maggioli, Paolo Barberi, Riccardo Russo e Paola Spano (2011, 38 min)

Il lavoro trae spunto da una serie di attività di ricerca che si sono svolte nel quartiere di Tiburtino III attraverso la raccolta di 120 interviste a soggetti che abitano il quartiere e su ricerche di archivio (ATER di Roma, Comune di Roma, ATAC, Istituto Luce e AAMOD i più consultati). L’apporto alla ricerca del documentario, oltre alle video interviste realizzate sul campo, sta proprio nell’utilizzo di fonti audiovisive appartenenti a differenti periodi storici, dal Cinegiornale Luce relativo all’inaugurazione dei lotti datato 1937 fino al materiale contemporaneo.

Sono presenti gli autori.

 

6 dicembre: ore 15 – 19

Giornata seminariale sul tema Il focus sulle borgate: Primavalle, Tiburtino III, San Basilio e Gordiani

 Programma

– La borgata di Primavalle. La vita dei “trasferiti” prima e dopo gli sventramenti del Centro Storico.

Narrazione sul tema del trasferimento forzato di una parte della popolazione dal centro storico di Roma alle periferie alla fine degli anni 30 del secolo scorso, in seguito agli sventramenti realizzati dal regime fascista. I curatori hanno raccolto la testimonianza di una famiglia che abitava nei pressi del Colosseo, in particolare quella di una donna oggi ottantaseienne che ricorda il tipo di vita che conduceva all’epoca in quel quartiere, i giochi e la vita in strada, confrontandolo con quello intervenuto dopo il trasferimento della famiglia nel quartiere di Primavalle, alla vigilia della Seconda Guerra Mondiale.

Le foto di Ippolita Paolucci accompagnano il racconto e documentano i luoghi, com’erano all’epoca e come sono diventati oggi.

Interventi di Carlo Gnetti, giornalista, Ippolita Paolucci, fotografa, Roberto Morassut, politico e storico, Cataldo Coccia, Biblioteca Franco Basaglia a Primavalle, Carlo Cellamare, docente di Urbanistica, Sapienza Università di Roma.

A cura di Carlo Gnetti e Ippolita Paolucci

– La borgata Tiburtino III

Presentazione dei risultati di 5 anni di lavoro di ricerca sulla storia di 70 anni di vita della borgata, con un’ibridazione di metodi e saperi (geografia storica e urbana, storia orale, geografia e antropologia visuale, ecc..). L’intervento mira essenzialmente a mettere in evidenza la costruzione della relazione comunità-territorio nella considerazione della dimensione co-evolutiva del concetto paesaggio, la cui sintesi trova espressione simbolica nei luoghi della memoria collettiva, nel loro riconoscimento e nella sopraggiunta crisi di riferimenti territoriali di appartenenza, di rappresentazione e di organizzazione.

Paola Spano ha raccolto il materiale di storia orale, su Tiburtino III, conservato nel Fondo a suo nome nell’Archivio Franco Coggiola del Circolo Gianni Bosio.

Partecipano anche gli abitanti storici del quartiere, “testimoni” della sua trasformazione.

Interventi di Riccardo Morri, docente di Geografia, Università La Sapienza di Roma e Paola Spano, ricercatrice del Circolo Gianni Bosio.

A cura del Circolo Gianni Bosio

– La borgata di San Basilio

Verrà presentato il progetto SanBasilioCALLING: laboratori creativi e storytelling in una periferia romana. Premessa sul contesto sociale e motivi della scelta, strumenti e obiettivi, ruolo dei partner, aspettative.

Progetto a cura di AMM, Archivio delle memorie migranti con la collaborazione di AAMOD, Archivio del movimento operaio; Echis, Incroci di suoni; Cro.M.A, Cross Media Action e Circolo Gianni Bosio.

Intervento di Gianluca Gatta, antropologo presso Archivio delle Memorie Migranti.

A cura del Circolo Gianni Bosio

– La borgata Gordiani

Dal libro “Storia di Borgata Gordiani. Dal fascismo agli anni del “boom”. Sono  gli abitanti a raccontare la loro storia, che copre trent’anni decisivi per lo sviluppo italiano e della città: gli anni del fascismo, la lotta di liberazione, così come la cultura della comunità, la vita quotidiana e la lotta per la casa sono i grandi temi in cui si inseriscono i discorsi di chi ha vissuto la borgata. Alle loro voci si contrappuntano alcune voci note, come Rosario Bentivegna e Sergio Citti, o di chi l’ha frequentata per rappresentarla, come Bernardo Bertolucci.

Intervento di Ulrike Viccaro, ricercatrice del Circolo Gianni Bosio.

A cura del Circolo Gianni Bosio

 

 

 

 

La Casa della Memoria e della Storia si trova in via San Francesco di Sales, 5

Lun- ven, ore 09.30- 20.00

Ingresso libero

 

 

 

E se invece…

Oggi parliamo un po’ di pianificazione e gestione della cosa pubblica in materia di trasporti urbani. L’idea di questo argomento mi è sovvenuta dalla lettura di un articolo dal titolo “Un piano credibile per i trasporti di Roma” di Andrea Boitani, docente di economia politica all’Università Cattolica di Milano, e di Pietro Spirito, dirigente Atac. Mi ha stupito soprattutto la somiglianza di alcune affermazioni con un progetto che, qualche tempo fa ho seguito all’università. E questo, devo dire, fa molto piacere. Ma entriamo subito nella materia. Come molti di voi sapranno in questi mesi si stanno portando avanti i cantieri di due linee di metropolitane nella città di Roma, la B1 e la C. La prima, aperta al pubblico nel tratto Bologna-Conca d’Oro, sta proseguendo fino al capolinea di Viale Jonio dove dovrebbe giungere entro la fine dell’anno. La seconda, lungi dal veder la luce di Roma Imperiale, è in fase di completamento nel tratto periferico Pantano-Parco di Centocelle. Ed è proprio su questa che gli illustri autori dell’articolo succitato ed il sottoscritto pongono l’accento. Forniamo qualche numero. La realizzazione della metro C ha Roma, con un preventivo di spesa di 1.9 miliardi di Euro, sta costando allo stato attuale 3.5 miliardi, un incremento di più del 70%. La linea sarà lunga 21.5 km fino a San Giovanni (interscambio con la linea A). Recentemente è stato avviato il cantiere che la condurrà da questa stazione alla tanto discussa stazione di interscambio con la linea B, Fori Imperiali/Colosseo.


Planimetria futura di stazione e di tracciato dell’interscambio Linea B/Linea C


Durante il mio progetto di cui parlavo prima, ero tenuto, insieme a due colleghe, a redigere un piano strategico per risolvere il problema della mobilità a Roma. Avevamo a disposizione cinque miliardi di Euro da poter essere usati come meglio credevamo, in base alle nostre conoscenze in materia di trasporti. I primi interventi che abbiamo suggerito di cantierizzare sono stati progetti tranviari. Ebbene sì. Ma parliamo un po’ dei costi delle diverse infrastrutture e delle loro capacità.

Una metropolitana tradizionale sotterranea ha un costo di circa 150 milioni di Euro al chilometro. Un treno medio ha una capienza di circa 1200 posti. Nelle ore di punta delle grandi città, viene fatto transitare un treno ogni 90 secondi, ossia 40 treni l’ora. Quindi facendo qualche rapido calcolo si ha che una metropolitana tradizionale durante le ore di picco può trasportare 48000 passeggeri l’ora. E sono parecchi. Tuttavia andiamo più nello specifico delle questioni tecniche. Per stimare il numero di convogli necessari si utilizza una grandezza chiamata Tempo Giro, la quale individua il tempo necessario ad un convoglio per rendersi disponibile ad una nuova partenza dallo stesso capolinea. Moltiplicando il tempo giro per la frequenza di passaggio ed arrotondando per eccesso il risultato, si ottiene il numero di convogli da acquistare per garantire il dato livello di servizio.

Facciamo un esempio: la linea C di Roma lunga 21.5 km costerà come si è detto per lo meno 3.5 miliardi, qualora non ci siano nuovi costi, e durante il periodo di crisi che ci si trova a vivere difficilmente verranno acquistati convogli necessari a garantire un servizio adeguato. Il risultato è che una grande opera non verrà sfruttata al massimo delle sue potenzialità. 
Tracciato di progetto della linea C

Ma se è importante implementare un servizio di metropolitana sulle direttrici di penetrazione al centro, dove cioè si registrano picchi di domanda elevatissimi, altrettanto non può essere detto per le linee di distribuzione al centro. Qui realizzare una metro tradizionale risulta ancor più costoso di quanto detto prima, senza considerare i tempi di lavorazione che possono dilatarsi moltissimo. Inoltre in queste zone si ha una domanda più uniformemente distribuita lungo l’arco della giornata. Quello che suggerivo io nel mio progetto e che gli autori dell’articolo succitato avallavano era di arrestare, almeno per ora, l’avanzamento dei lavori della linea C al capolinea di Fori Imperiali/Colosseo, la cui entrata in esercizio tra l’altro è prevista non prima di 84 mesi (7 anni!), e realizzare con un dispendio infinitamente minore un linea circolare tranviaria circoscritta al centro. Per far ciò è sufficiente realizzare il collegamento tra il nuovo capolinea del tram 8, in via di completamento in Piazza San Marco, e via Labicana dove già insiste la linea 3. La tratta da realizzare è lunga poco più di 1300 metri. Ora. Il costo di investimento per un tram è di circa 15 milioni di euro al chilometro. Considerando che ci si trova a transitare su via dei Fori Imperiali ammettiamo anche un aumento del 100%. Ne deriva che con un investimento di 39 milioni di euro si può avere un collegamento piuttosto rapido tra il Casaletto, periferia ovest di Roma, e la Stazione Termini. Ripetiamo lo stesso tipo di calcolo prima presentato per la metropolitana: un tram regolare ha una capienza di circa 500 posti, una frequenza massima ammissibile nelle ore di punta di 30 treni l’ora e quindi una portata oraria di 15000 passeggeri l’ora. Per le esigenze del centro storico di Roma questa capacità risulta più che sufficiente e molto meno pesante sul bilancio comunale. Inoltre volendo ribadire numericamente la convenienza che si ha nel realizzare, ove la domanda lo consenta, una linea tranviaria piuttosto che una di metropolitana tradizionale dividiamo il costo unitario di un chilometro di linea sotterranea per i passeggeri trasportati in un ora, si otterrà 3125 € al passeggero all’ora. Ripetiamo il calcolo per il tram e notiamo che il valore ottenuto è pari a 2000. Non fatevi sentire dai miei colleghi perché questo indicatore in realtà non esiste, ma io trovo che dia una buona indicazione di come, con un po’ di accortezza, chiunque possa farsi un’idea di come funzionano le cose nel mondo dei trasporti, soprattutto essendo questo un tema su cui l’opinione comune indulge sovente.

Rete tranviaria attuale di Roma

Un paio di precisazioni, infine, sono d’obbligo. La metropolitana risulta un ottimo sistema per muoversi velocemente all’interno di una città e, qualora si disponga di risorse sufficienti per farla funzionare a regime, è sicuramente il mezzo da preferirsi. Tuttavia, trovandoci in una crisi economica che nella nostra città è anche figlia del malaffare e della malamministrazione, prima di imbarcarci in un’altra opera infinita, prima di fare promesse che poi palesemente non possono esser mantenute, ritengo sia da preferirsi una strada che dia risposte più nell’immediato ed allevi alcune criticità in attesa di tempi migliori in cui potremo donare a Roma ciò che merita. Questo considerato il fatto che ritrovarsi una linea tranviaria in più in futuro non potrà certo danneggiarci.

Nelle prossime puntate della nostra rubrica urbana vi racconterò degli altri interventi che avevo proposto, magari a qualcuno piacerà obiettare qualcosa!



Federico Giubilei