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Roma

“Trent’anni senza”, la mostra per ricordare Andrea Pazienza

L’opera antologica del fumettista in esclusiva nazionale dal 25 maggio al 15 luglio 2018 al Mattatoio di Testaccio

Satira, irriverenza, genialità. Ma non solo, anche una lente sulla società e le generazioni del suo tempo, cinica e puntigliosa. Arf! Festival, giunto alla quarta edizione, ricorda l’artista Andrea Pazienza con una mostra – dal titolo “Trent’anni senza – al Mattatoio di Testaccio, Roma, dal al 25 maggio al 15 luglio 2018 in esclusiva nazionale, proprio a trent’anni dalla morta avvenuta a Montepulciano il 16 giugno del 1988.  Trentadue anni di vita intensa, piena di opere dal fumetto alla pittura, conditi con diverse collaborazione con riviste di settore come “Il Male o “Avaj” (supplemento mensile della rivista Linus). Considerato uno degli artisti più rappresentativi e innovatori della sua generazione, molte sue opere sono rimaste nei cuori di chi ha vissuto la fine degli anni ’70, tanto che molti fra scrittori e cantanti lo ricordano nelle loro opere (Roberto Benigni dedica all’amico Pazienza il film Il piccolo diavolo).

Tra le tavole di Paz, le più famose sono le storie di “Le straordinarie avventure di Pentothal” e i fumetti che hanno come protagonista Massimo Zanardi. Arf! Festival presenta al pubblico molte fra le storie di Zanardi con le tavole di “Giallo scolastico”,”Verde matematico”, “Pacco”, “La prima delle tre”, “Notte di Carnevale”, “Cuore di mamma”, “Cenerentola 1987”, “Lupi” e alcune delle straordinarie pagine di “La vecchiezza è una Roma” e di “Zanardi medievale”. Ma si trovano anche “Tormenta”, le caricature disneyane di “Perché Pippo sembra uno sballato” e “La leggenda di Italianino Liberatore”, “Pertini”, le tavole a colori di “Campofame”, poi “Francesco Stella”, “le Sturiellet”, “Una estate”,  l’incompiuta “Storia di Astarte”, passando per “Il perché della anatre”. A chiudere una collezione fantastica l’immenso “Gli ultimi giorni di Pompeo”, l’opera magna che lo ha fatto entrare a suon di matitate nell’olimpo dei grandi disegnatore del XX Secolo. Dunque un’intera esposizione dedicata a conoscere, e a ricordare, i meandri di Paz, la sua tecnica geniale e complessa, grazie – come ricorda il sito di Arf! Festival – alla preziosa collaborazione di tutti i suoi familiari.

“Regina” e “Perché mio nonno ha i capelli bianchi”: incontro con l’autore Mauro Scarpa

Presentazione dei libri di Mauro Scarpa “Regina” e “Perché mio nonno ha i capelli bianchi” venerdì 25 maggio 2018 dalle ore 17 alle 21:00 presso la Read Red Road. Se leggi, fai strada – Via Padova n. 51, – Roma (zona Piazza Bologna).

Incontro con l’autore Mauro Scarpa.

“Italia 2025. Regina, la dittatrice della nazione omosessuale, è intenta a scrivere il nuovo decalogo di Leggi che i cittadini italiani dovranno rispettare. Da cinque anni il nuovo governo è centrato sul mantenimento di uno stile di vita compulsivo. Regina ha iniziato la sua rincorsa al potere già nel 2016, approfittando di un quadro politico e sociale instabile….” Regina è un libro che è una denuncia dell’assenza di intimità nelle relazioni intime. Un romanzo che ci farà riflettere e dialogare.

Perché mio nonno ha i capelli bianchi è una storia dal sapere antico per parlare di amicizia, amore, tenacia, fiducia. Una storia buona come il pane e dolce come una giornata di primavera. Un libro adatto ai bambini dai 4 anni in su. Per una recensione del libro.

Mauro Scarpa, pedagogista e scrittore, dopo il dolcissimo albo illustrato Perché mio nonno ha i capelli bianchi, (Zoolibri, editore) torna con un testo adulto, drammaticamente vero, a raccontare del nostro presente e di quello del nostro paese. Ingresso libero.

Sin volver la cara. La passione del flamenco

La passione del Flamenco arriva all’Auditorio Parco della Musica con Sin volver la cara, il nuovo spettacolo della Compagnia Algeciras Flamenco, frutto di collaborazioni che come sempre arricchiscono e stimolano la creazione di una pièce, della performance.

Sin volver la cara nasce dall’esigenza di trattare temi attuali, continua la volontà di dare vita non solo a concerti o composizioni coreografiche, ma a spettacoli teatrali con spunti narrativi mediati dal flamenco. “Senza voltarsi”, lasciandosi alle spalle ciò da cui ci si separa, portandone memoria, iniziare un nuovo percorso e dare vita ad una nuova realtà. Questo è ciò che racconta Sin volver la cara. Attraverso diversi tableaux, vengono descritte le emozioni che immaginiamo pervadano gli Esseri Umani nelle diverse occasioni di separazione: dalla tradizione, dalla madre, dall’amore, dalla propria Terra. La separazione per eccellenza è la Nascita: da questo viaggio e dalla relativa e necessaria separazione dal grembo materno germoglia una diversa esistenza. La Nascita è fonte di dolori, gioie, paure, speranze, inquietudini, aspettative, dubbi, desideri.

sin volver la cara

Il Flamenco fa da comun denominatore all’interno dello spettacolo, in cui convivono contaminandosi anche altre forme di musica, di danza e di espressione. Il flamenco, per sua stessa natura, è il risultato di influenze varie, legate anche alle migrazioni che hanno portato all’incontro di culture diverse, musiche e danze, dall’India (secondo alcuni studiosi di Flamencologia) fino allo stanziarsi dei Gitani in Andalusia, la regione della Spagna considerata la culla del flamenco. Nuovi eventi hanno portato altre influenze: l’influenza araba, la scoperta delle Americhe, lo sviluppo canoro, lo sviluppo della tecnica musicale e della danza, el baile, che ha fatto il suo ingresso in teatro e vi ha trovato nuove ed infinite possibilità, anche attraverso l’incontro con altre forme espressive. La musica non soltanto accompagna, ma fa parte integrante del flamenco. Una storia ricca di separazioni e di ritorni, di viaggi, di ricchezza che appartiene al grande tesoro culturale del Mediterraneo. L’andata ed il ritorno (la ida y vuelta) possono avere tregua solo quando ciascuna cosa trova la propria collocazione, il naturale approdo, dopo tanto vagare, ad una condizione migliore.

Sin volver la cara Sin volver la cara

Sin volver la cara

Ideazione, Coreografie e Regia di FRANCISCA BERTON.

BRUNO MAROCCHINI Electronic music, SERGIO VARCASIA Chitarra, RICCARDO GARCIA RUBI Chitarra, JOSÉ SALGUERO Cante flamenco, PAOLO MONALDI Percussioni, CLAUDIO MERICO Violino, ENRICO GALLO Tamburello, CATERINA LUCIA COSTA Bailaora ospite, FRANCISCA BERTON Solista, CHIARA CANDIDI Teatro e pizzica, FLAVIA LUCHENTI-GIULIA PETTINARI Corpo di ballo, PAOLO DE PASCALE Testi e narrazione.

Costumi di Daniela Catone  – Scultura Toro-Chitarra di Alessandro D’Ercole   – Versi di Luigi De Pascalis

Sin volver la cara

INFO

Dove: AUDITORIUM PARCO DELLA MUSICAVia Pietro De Coubertin, 30 – Roma

Quando: Mercoledì 23 Maggio 2018 ore 21:00

Prenotazioni: Associazione Culturale Algeciras Flamenco www.algecirasflamenco.com Tel. +39 331 5973316  info@algecirasflamenco.com  algecirasflamenco@gmail.com

 

Rosse rose della Pentecoste

Domenica prossima, come avviene da ormai 23 anni, al termine della messa di Pentecoste al Pantheon, seguirà un lancio di petali di rosa rosse dall’oculo della Chiesa.

La Pentecoste è la festa cristiana che celebra la discesa dello Spirito Santo su Maria e agli apostoli; in greco, Pentēkostḗ (cinquantesimo) sottintende la parola hēméra, ovvero giorno, e perciò si inserisce nel calendario sette settimane dopo la Pasqua. Come questa, quindi, è una festa mobile, la cui data di celebrazione cambia di anno in anno e rappresenta una delle solennità più importanti dell’anno liturgico.

Come molte feste religiose le sue origini sono da ricercarsi nella vita agreste e agricola: gli ebrei la chiamavano festa della mietitura e dei primi frutti e segnava l’inizio della mietitura del grano.
La ricorrenza era l’occasione per ringraziare Dio per i frutti della terra e, secondo il rituale ebraico, comportava il pellegrinaggio di tutti gli uomini a Gerusalemme, l’astensione dal lavoro, un’adunanza sacra e alcuni sacrifici particolari.

La pioggia di petali rievoca un’antica celebrazione in cui i petali di rosa rossa vengono fatti cadere dall’oculus del Pantheon rappresentando la discesa dello Spirito Santo, sotto forma di lingue di fuoco, sui discepoli di Gesù. Il colore dei petali della rosa, rosso, simboleggia il sangue versato dal Crocefisso per la redenzione dell’umanità.
Anche i paramenti liturgici indossati da chi celebra le funzioni liturgiche durante la Pentecoste sono rossi, colore che rappresenta l’amore dello Spirito Santo o, per l’appunto, le lingue di fuoco.

Una simile ma non analoga celebrazione è quella della Madonna della Neve, rievocazione storica che si celebra a Roma il 5 agosto. Questa occasione, infatti, ricorda il Miracolo della Neve a Santa Maria Maggiore: la leggenda vuole che nel 358 d.C. un nobile patrizio romano e la moglie decisero di offrire i loro beni alla Santa Vergine, per costruire una chiesa da dedicarle. La Madonna apparve agli sposi la notte fra il 4 e il 5 agosto, designando con un miracolo il luogo dove doveva sorgere la chiesa: il colle Esquilino. L’allora Papa Liberio, ebbe lo stesso sogno e quando si recò sul colle lo trovò coperto di neve nonostante fosse piena estate. Il perimetro della nuova chiesa venne tracciato seguendo la superficie del terreno innevato e l’edificio costruito a spese dei nobili coniugi che avevano fatto la promessa alla Madonna.
Il miracolo viene ricordato con una pioggia di petali di rosa, bianca in questo caso, cadenti dall’interno della cupola durante la celebrazione liturgica. Il colore simboleggia l’innocenza e la verginità di Maria, nonché l’inaspettata nevicata in quel caldo agosto.

Ma le attestazioni dell’uso dei petali di rosa nella tradizione romana è ancora più antica: nell’antica Roma i Rosaria o Rosalia rientravano nel calendario delle feste dedicate ai defunti ed erano legate alla stagionalità della fioritura delle rose. In questa occasione le famiglie si recavano in visita e adornavano con petali di rose e di violette le tombe dei loro cari defunti, le ghirlande militari, gli altari e le statue degli dei.
Fra il 10 e il 31 maggio anche le legioni dell’impero romano si riunivano in prossimità del saculum, una sorta di tempio al centro degli accampamenti: innalzavano quindi gli stendardi, li riponevano intorno all’altare e li decoravano con corone di rose accompagnate da preghiere e ringraziamenti.

Fino al XIX secolo, l’uso di far piovere dall’alto sui fedeli petali di rose rosse durante la messa di Pentecoste era presente in diverse località Italiane, tanto da riconoscere la festa come Pascha rosatum, Pasqua rosata, dicitura ancora oggi presente in alcune zone del centro e del sud dell’Italia.

Eureka! Roma 2018: il festival per la divulgazione scientifica

Molte le iniziative previste nella settimana di Eureka! Roma 2018 che va dall’11 al 17 maggio. Eventi, visite guidate, convegni, laboratori per grandi e piccoli e tanto altro saranno al centro del sempre più ricco calendario della manifestazione dedicata alla divulgazione e promozione scientifica ideata e promossa da Roma Capitale – Assessorato alla Crescita Culturale. Accanto alle proposte di enti, università e istituzioni cittadine, un ricco programma di eventi selezionati attraverso il primo avviso pubblico di Roma Capitale – Dipartimento Attività Culturali dedicato alla scienza. I progetti del bando sono realizzati in collaborazione con SIAE. Di seguito alcuni degli eventi in programma dall’11 al 17 maggio.

Nell’ambito della manifestazione Eureka! Roma 2018 partirà questo fine settimana l’iniziativa Genius Loci. Dove abita il Genio, a cura di Open City Roma, con lo spettacolo comico “Pe Dilla Tutta live – I ragazzi de sta Roma Bella”, che narra la vita di ricercatori e scienziati attraverso i testi dissacranti interpretati dalla voce dell’attore Daniele Parisi (Fondazione Gimema Onlus 13 maggio ore 18.30), e una serie di visite guidate: Palazzo Corsini – Accademia Nazionale dei Lincei (12 maggio ore 10 / 11.15 / 12.30), Accademia Nazionale delle Scienze detta dei XL (12 maggio 15-19, 13 maggio 10-13), Agenzia Spaziale Italiana (12 e 13 maggio ore 10 / 10.30 / 11.45 / 12.15 / 14 / 14.30 / 15.45 / 16.15), Centro Nazionale Trapianti Operativo (12 e 13 maggio ore 16 / 17 / 18), Fondazione Gimema Onlus – ex Pastificio Pantanella (12 maggio 14-18, 13 maggio 11-18), Ex – Vasca Navale. Dipartimento Ingegneria Università di Roma Tre (12 maggio ore 9.15 / 10.45 / 12.15).

Questa settimana si svolgono alcuni importanti appuntamenti dedicati agli 80 anni dal Nobel di Enrico Fermi: l’Associazione Culturale Teatro Mobile realizzerà l’11 e il 15 maggio dalle 12 alle 18, due giornate evento all’interno del Dipartimento di Fisica della Sapienza – Università di Roma, nell’ambito dell’iniziativa I mille nomi di Fermi, con rivisitazioni degli esperimenti e incontri dedicati a vita e operato del celebre scienziato. Il 16 maggio ore 10 inoltre l’Università Roma Tre e Accademia dei Lincei organizzeranno la conferenza pubblica Enrico Fermi – A ottanta anni dal Nobel (Aula Magna Rettorato Roma Tre).

Saranno sempre dedicati alla Fisica il convegno “La macchina delle meraviglie. Il Large Hadron Collider del CERN” alla Biblioteca Nelson Mandela (16 maggio ore 17) e  il talk “La creatività della scienza e la scienza della creatività: fisici e artisti a confronto!”a cura dell’Associazione Culturale Wunderbar (17 maggio ore 15 – Dip. e Museo di Fisica, nuovo edificio).

Anche la Matematica sarà al centro di varie iniziative: nel foyer del Teatro Valle lunedì 14 maggio alle 18 la conferenza divulgativa “Mondo Quantistico e Umanesimo” con il Prof. Sergio Doplicher, a cura del CMTP, e martedì 15 maggio alle 18 l’incontro “Probabilità: matematica e intuizione” con il Prof. Paolo Baldi, realizzato dall’Università di Tor Vergata. Prenderanno inoltre il via il 15 maggio gli Incontri di matematica ospitati dal Dipartimento di matematica della Sapienza con conferenze, mostre, e laboratori.

Come di consueto, sono numerose le attività dedicate a bambini, ragazzi e famiglie. I laboratori di BiodiverCittà – Alla scoperta del verde nelle Biblioteche di Roma, a cura dell’Associazione Culturale G.Eco:  “L’aspirainsetti” (11 maggio ore 17 – Bibl. Centrale Ragazzi; 12 maggio ore 11 – Bibl. Vaccheria Nardi; 12 maggio ore 15.30 – Bibl. Villino Corsini; 16 maggio ore 17.30 – Bibl. Gianni Rodari); il “GIGALAB – Essenza di cimice e bava di lumaca!” (11 maggio ore 17 – Bibl. Fabrizio Giovenale); “Da zero a mille zampe” (16 maggio ore 17 – Bibl. Fabrizio Giovenale); “L’orto da asporto” (17 maggio ore 17 – Bibl. Fabrizio Giovenale). Gli incontri-laboratori di Dis-Equilibri, a cura dell’Associazione La Compagnia de Il Clownotto, nella Biblioteca Cornelia (12 maggio ore 10.30, 17 maggio ore 17) e nella Biblioteca Valle Aurelia (15 maggio ore 17).

Sempre sabato 12 maggio: fino a tarda sera Open Day al Mercato Testaccio con laboratori e visite guidate alla mostra “I venti buoni”, a cura dell’Associazione di Promozione Sociale Buono, nell’ambito di Roma ti apiamo; alle ore 10 nella Biblioteca Galline Bianche letture e laboratori per bambini con “Alla scoperta della preistoria” nell’ambito dell’Archeofestival – Le scienze umane raccontano il passato, organizzato dalla Società Cooperativa Ricreazioni; dalle 18.00 alle 22.00 appuntamento al 3° Cancello della Litoranea per una visita naturalistica che incontrerà l’astronomia tra le dune di Castel Porziano, a cura dell’Associazione Spazi all’Arte.

Il Museo Civico di Zoologia proporrà, a cura della Cooperativa Myosotis m.m., il laboratorio Scienzacqua (12 maggio ore 15.30 e 16.00) mentre, per la festa della mamma, il 13 maggio si potrà festeggiare con Al museo con…Mamma. Nell’ambito dell’evento Le vie della scienza tra passato, presente e futuro, l’Associazione Culturale FormaScienza ha in programma il 16 maggio ore 10 il laboratorio “Racconti e visioni dal cielo” alla Biblioteca Pierpaolo Pasolini e il 14 maggio ore 17 il laboratorio “Il mappamondo parallelo” all’ARPJ Tetto Onlus.

Le tematiche sull’eco-sostenibilità, botaniche e geologiche saranno affrontate nel laboratorio all’aria aperta di Ambientarti, organizzato dall’Associazione La Platea (13 maggio ore 10 – Largo Arturo Donaggio), nell’esplorazione urbana in famiglia organizzata per Microcosmi Urbani (la natura invisibile) dalla Società Cooperativa Sociale Onlus Ruotalibera (13 maggio ore 9.30 – Centrale Preneste Teatro per le Nuove Generazioni) e nell’incontro a cura di Università Roma Tre e Accademia dei Lincei sul tema Proteggere e curare la Terra: cosa ci raccontano gli scienziati (17 maggio ore 18 – Dip. di Scienze Roma Tre).

La biomedicina sarà protagonista dell’incontro “Il futuro dell’uomo: invecchiamento e longevità. Fattori genetici, stili di vita e biotecnologia” (16 maggio ore 18 – foyer del Teatro Valle), a cura dell’Istituto Pasteur Italia nell’ambito di Science on stage, e l’ingegneria sismica dell’incontro “Sicurezza sismica e sostenibilità: strategie e soluzioni per riqualificare il patrimonio edilizio”con il Prof. Stefano Pampanin (17 maggio ore 19 – Facoltà di Ingegneria), per INgegneria INcontra.

Sul sito www.eurekaroma.it  è possibile consultare tutti gli appuntamenti

Eureka! Roma 2018, con aggiornamenti anche relativi alle altre settimane dell’appuntamento.

INFO PER IL PUBBLICO

Tel 060608 (tutti i giorni ore 9-19)

 

 

Prima domenica di Maggio gratis ai musei di Roma: tutti gli eventi in programma

Anche il 6 maggio, come tutte le prime domeniche del mese, l’ingresso a tutti i musei civici e alle mostre in programma in questi spazi sarà gratuito per i residenti a Roma e nella Città Metropolitana con una ricca offerta culturale promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali con l’organizzazione di Zètema Progetto Cultura, coordinate per la prima domenica di Maggio gratis.

Inoltre, come prima domenica del mese, il percorso di visita nell’area dei Fori Imperiali sarà aperto al pubblico gratuitamente dalle ore 8.30 alle 19.15, con l’ultimo ingresso alle 18.15. L’apertura straordinaria prevede l’ingresso alla Colonna di Traiano e, dopo il percorso con passerella attraverso i Fori di Traiano e di Cesare, la prosecuzione attraverso il breve camminamento nel Foro di Nerva, che permette di accedere al Foro Romano mediante la passerella realizzata presso la Curia dalla Soprintendenza di Stato. Un evento che impreziosisce ancora di più questa prima domenica di Maggio gratis per tutti i residenti romani.

Questa domenica sarà l’occasione per visitare gratuitamente le collezioni permanenti dei Musei e le mostre temporaneein corso tra cui la mostra sull’imperatore Traiano in occasione dei 1900 anni dalla sua morte ai Mercati di Traiano – Museo dei Fori Imperiali (Traiano. Costruire l’Impero, creare l’Europa) e l’esposizione ai Musei Capitolini sullo studioso Johann Joachim Winckelmann e il suo rivoluzionario approccio all’archeologia (Il Tesoro di Antichità. Winckelmann e il Museo Capitolino nella Roma del Settecento). Infine, nel nuovo spazio espositivo della Centrale Montemartini è in corso la mostra dedicata al dialogo tra due importanti culture del mediterraneo: quella egizia e quella etrusca (Egizi Etruschi. Da Eugene Berman allo Scarabeo dorato). Da non perdere anche ROMA CITTÀ MODERNA. Da Nathan al Sessantottoalla Galleria d’Arte Moderna di via Crispi, una rassegna unica che ripercorre le correnti artistiche protagoniste del ’900 con in primo piano la città di Roma.

Restano a pagamento la mostra in corso nello Spazio espositivo del Museo dell’Ara Pacis Magnum Manifesto. Guardare il mondo e raccontarlo in fotografia –che celebra i 70 anni della Magnum Photos con le celebri immagini e gli storici reportage della più grande agenzia fotogiornalistica al mondo – e la mostra Canaletto 1697-1768 al Museo di Roma a Palazzo Braschi, che celebra il 250° anniversario della morte del grande pittore veneziano presentando il più grande nucleo di opere di sua mano mai esposto in Italia, 68 tra dipinti, disegni e documenti, inclusi alcuni celebri capolavori.

INIZIATIVE DIDATTICHE

Nei Musei si svolgeranno anche alcune attività didattiche a pagamento per bambini e famiglie:

 

Scienza in famiglia. Chi ha paura dei serpenti?

Museo Civico di Zoologia

ore 10.30

Un evento dedicato ai misteriosi, affascinanti e “spaventosi rettili striscianti”.

Un’occasione per osservarli da vicino e giocare a riconoscerli, per scatenare immaginazione e fantasia e scoprire che non sono poi così spaventosi né sempre striscianti, allontanando le diffidenze e i timori di grandi e piccoli.

Durata: 1h. Bambini dai 3 ai 4 anni (accompagnati dai genitori).

http://www.museodizoologia.it/evento/scienza-in-famiglia-chi-ha-paura-dei-serpenti/

 

Scienzofficina “Parola di Animale”

Museo Civico di Zoologia

orari: 15.00 – 16.30

Tutti gli animali comunicano, usano un “linguaggio” fatto di suoni, versi, odori, segni visivi o specifici comportamenti. Alcuni agitano la coda, altri muovono le orecchie o battono le ali. Nel nuovo spazio scienza-officina scopriamo insieme chi ringhia, chi canta, chi bramisce e proviamo a costruire, da semplici materiali di uso quotidiano, i nostri speciali strumenti per comunicare.

http://www.museodizoologia.it/evento/scienzofficina-parola-di-animale/

 

Passeggiata scientifica al Museo

Museo Civico di Zoologia

orari: 10.45 – 12.00 – 14.30 – 15.45 – 17.00

Una “passeggiata scientifica” con tutta la famiglia per visitare il museo in un modo diverso dal solito.

Durata: 1h. Età: adulti e bambini

http://www.museodizoologia.it/evento/passeggiata-scientifica-al-museo-6maggio/

 

MOSTRE IN CORSO

Il Tesoro di Antichità. Winckelmann e il Museo Capitolino nella Roma del Settecento

Musei Capitolini. Fino al 20 maggio 2018

Una mostra per celebrare gli anniversari della nascita e della morte del fondatore dell’archeologia moderna, Johann Joachim Winckelmann (1717-1768).

www.museicapitolini.org

 

Egizi Etruschi. Da Eugene Berman allo Scarabeo dorato

Centrale Montemartini. Fino al 30 Giugno 2018

Un dialogo tra due grandi popoli del Mediterraneo in una mostra che inaugura il nuovo spazio per esposizioni temporanee della Centrale Montemartini.

www.centralemontemartini.org

 

Traiano. Costruire l’Impero, creare l’Europa

Mercati di Traiano. Fino al 16 Settembre 2018

Il “racconto” della mostra si sviluppa attraverso statue, ritratti, decorazioni architettoniche, calchi della Colonna Traiana, monete d’oro e d’argento, modelli in scala e rielaborazioni tridimensionali, filmati: una sfida a immergersi nella grande Storia dell’Impero e nelle storie dei tanti che l’hanno resa possibile.

www.mercatiditraiano.it

 

ROMA CITTÀ MODERNA. Da Nathan al Sessantotto

Galleria d’Arte Moderna. Fino al 28 Ottobre 2018

Un tributo alla Capitale d’Italia attraverso gli artisti che l’hanno vissuta e gli stili con cui si sono espressi. Una rassegna unica, che ripercorre le correnti artistiche protagoniste del ’900 con in primo piano la città di Roma, da sempre polo d’attrazione di culture e linguaggi diversi.

www.galleriaartemodernaroma.it

 

Disegni smisurati del ’900 italiano

Musei di Villa Torlonia – Casino dei Principi. Fino al 6 maggio 2018

Una trentina di cartoni di maestri del ’900 italiano mostrano l’alto livello dell’esercizio del disegnare nella prima metà del secolo scorso.

www.museivillatorlonia.it

 

Giovanni Gasparro. I Papi di Napoleone

Museo Napoleonico. Fino al 6 Maggio 2018

Un’esposizione incentrata su due dipinti del giovane artista pugliese raffiguranti i pontefici regnanti durante l’età di Napoleone: Pio VI Braschi e Pio VII Chiaramonti.

www.museonapoleonico.it

 

Soglie di Luce. Opere di Pietro Gentili dal 1970 al 2000

Musei di Villa Torlonia – Casina delle Civette. Fino al 27 Maggio 2018

Prima esposizione personale nella Capitale dopo la scomparsa dell’artista, con l’intento di farne conoscere l’universo artistico attraverso 50 opere tra quadri, sculture, gioielli, moduli tridimensionali, realizzate utilizzando tempera, foglia d’oro e d’argento, sabbia, polvere di specchio.

www.museivillatorlonia.it

 

Gianni Asdrubali “Lo spazio impossibile”

Museo Carlo Bilotti. Fino al 10 Giugno 2018

Diversamente da quanto avviene tradizionalmente con singoli dipinti collocati su parete secondo ordini lineari e ordinati, la mostra rende in tutta la sua vivace drammaticità e velocità la concezione spaziale e pittorica di Asdrubali.

www.museocarlobilotti.it

 

Matteo Negri NAVIGATOR ROMA

Museo Carlo Bilotti. Fino al 10 Giugno 2018

“Verrà, se resisto a sbocciare non visto”: il racconto di un viaggio nel parco popolato da persone, architetture, natura e dal tempo che scorre. Il progetto Navigator Roma, ideato e realizzato da Matteo Negri, prende le mosse dall’omonima installazione all’aperto.

www.museocarlobilotti.it

 

Dreamers. 1968: come eravamo, come saremo

Museo di Roma in Trastevere. Fino al 2 Settembre 2018

L’iniziativa intende delineare un vero e proprio percorso nell’Italia del periodo: un racconto per immagini e video del paese di quegli anni per rivivere, ricordare e ristudiare quella storia.

www.museodiromaintrastevere.it

 

BABELE – Gloria Argelés

Museo di Roma in Trastevere. Fino al 17 Giugno 2018

Le 30 opere in mostra, realizzate tra il 2000 e il 2018 utilizzando tecniche diverse, sculture di legno, rete metallica, rilievi in carta e disegni sono la riflessione dell’artista argentina sulla nostra Babele contemporanea, la storia del Novecento e sul disagio di questo inizio di secolo.

www.museodiromaintrastevere.it

 

MUSEO DI ZOOLOGIA… DIVERSO PER NATURA

Museo Civico di Zoologia. Fino al 30 giugno 2018

Decine e decine di specie animali trovano a Roma un ambiente ideale per vivere, scegliendo soprattutto i parchi, le ville storiche e gli edifici del centro che, con i loro tetti antichi e le tante cavità, riproducono gli ambienti naturali ricchi di ripari e anfratti.

www.museodizoologia.it

 

Şerban Savu

Museo Pietro Canonica a Villa Borghese. Fino al 1° Luglio 2018

In sintonia con le linee guida del programma espositivo “Fortezzuola”, Şerban Savu (Sighișoara, 1978; vive e lavora a Cluj), dopo aver soggiornato a più riprese a Roma, ha concepito un progetto ispirato al contesto storico e culturale del Museo Canonica.

www.museocanonica.it

 

INFO

Ingresso gratuito previa esibizione di valido documento che attesti la residenza.

tel. 060608 (tutti i giorni ore 9.00 – 19.00) www.museiincomuneroma.it

 

INFO VISITE DIDATTICHE

060608 (tutti i giorni ore 9.00-19.00)

www.sovraintendenzaroma.itwww.museiincomuneroma.it; http://www.museiincomuneroma.it/didattica/didattica_per_tutti

Biglietti vari a seconda dell’appuntamento

 

04-05-’98: Strage in Vaticano – Quando il teatro sostiene la cronaca

Dal 2 al 6 maggio andrà in scena al teatro dei Documenti di Roma “04-05-’98: STRAGE IN VATICANO” lo spettacolo ispirato ai fatti di sangue avvenuti in Vaticano vent’anni fa in cui morirono tre persone. Ne abbiamo parlato con il regista Paolo Orlandelli.

Sarà in scena al Teatro Di Documenti dal 2 al 6  maggio lo spettacolo 4-05-’98: STRAGE IN VATICANO di Fabio Croce e per la regia di Paolo Orlandelli. In scena: Giuseppe Alagna, Antonietta D’Angelo, Emanuele Linfatti. Lo spettacolo è ispirato al triplice delitto avvenuto il 4 maggio del 1998 nella palazzina delle guardie svizzere presso la Città del Vaticano, nel quale perirono il neo-comandante dell’esercito pontificio Aloys Estermann, sua moglie Gladys Meza Romero e il giovane vice-caporale Cédric Tornay. La versione ufficiale fornita dalla Santa Sede poche ore dopo la strage e confermata con la chiusura dell’inchiesta (svolta senza il coinvolgimento della polizia italiana e degli avvocati dei familiari delle vittime), accusa il vice-caporale Cédric Tornay di omicidio-suicidio.

La magistratura vaticana ha respinto la richiesta di ricorso della famiglia di Tornay, basata sui risultati di una seconda autopsia effettuata sul corpo del vice-caporale presso l’Istituto di Medicina Legale di Losanna e di una perizia grafologica condotta sulla presunta lettera d’addio del giovane elvetico, i quali portano a credere ad un complotto volto ad eliminare il neoeletto comandante della Guardia Svizzera, con il Tornay utilizzato come capro espiatorio, colpevole solo di essersi trovato a portata di mano degli assassini.

A venti anni dalla strage, Fabio Croce e Paolo Orlandelli riportano l’attenzione su questo caso di insabbiamento e chiedono a Papa Francesco, tramite una petizione su Change.org, la riapertura del caso e la dichiarazione d’innocenza di Cédric Tornay.

 -Ciao Paolo, ci racconti la genesi dello spettacolo?

 L’idea è stata di Fabio Croce, editore romano che aveva pubblicato il libro di uno storico dell’arte che aveva conosciuto una delle vittime della strage. Nel 2008 Fabio mi chiese di lavorare insieme al progetto di uno spettacolo sul triplice delitto in Vaticano, in occasione del decennale. È stata la mia prima esperienza di teatro di denuncia. In seguito abbiamo realizzato altri due spettacoli insieme; “Vite Violate: Crimini sessuali nella Chiesa Cattolica” e “Il Cardinal Mia Cara”.

-Perché la scelta di un tema così spinoso?

Quando mettemmo in scena lo spettacolo per la prima volta, ricorreva il decimo anniversario della strage. Purtroppo ci ricordiamo del passato solo nelle ricorrenze. In realtà il tempo non passa mai quando si tratta di ingiustizie clamorose che turbano le coscienze dei cittadini, impotenti di fronte all’arroganza dei poteri forti. Non si dimenticano mai un figlio, un fratello o un amico morto, o un semplice cittadino sacrificato per logiche di convenienza. I cittadini onesti non dimenticano e chiedono, responsabilmente e democraticamente, unendo le loro voci per essere sentiti, che venga sempre ricercata la verità e vengano perseguiti i responsabili delle malefatte.

-Dato il tema scottante, ti è successo di incontrare difficoltà durante lo sviluppo del progetto?

Assolutamente no, la strategia del Vaticano è di ignorare completamente queste iniziative. Se esprimesse un qualunque parere su di esse, contribuirebbe a dare risalto all’operazione.

-La scelta di riproporre questo spettacolo a 10 anni dalla sua nascita, si connette con altri scandali di possibile insabbiamento ora molto caldi come quelli che riguardano Cucchi o Regeni?

Non proprio, ma ho fatto una esperienza molto positiva nel 2014 con uno spettacolo sul caso di Emanuele Scieri, l’allievo paracadutista morto a Pisa nel 1999, vittima di un atto di nonnismo. Tramite una petizione su Change.org, abbiamo interessato l’allora Ministro della Difesa Roberta Pinotti e provocato un movimento d’opinione che è sfociato nella istituzione di una commissione parlamentare d’inchiesta e nella richiesta di riapertura del caso presso la Procura di Pisa. Così abbiamo pensato di tentare il binomio spettacolo-petizione anche per la strage in Vaticano. Ci auguriamo che gli spettatori prendano posizione contro una palese ingiustizia e firmino la petizione a Papa Francesco e al Promotore di Giustizia dello Stato della Città del Vaticano affinché venga accolto il ricorso presentato dai legali della madre di Tornay e, ammesse le prove a discolpa del giovane vice-caporale, questi venga dichiarato innocente. Ecco il link della petizione: https://www.change.org/p/papa-francesco-verità-sulla-strage-in-vaticano

 -Ti sei avvalso di di esperti e professionisti in indagini/forensi per sviluppare la trama?

Una delle fonti principali del testo di Fabio è “Bugie di sangue in Vaticano” (Kaos edizioni, 1999) un libro scritto dai “Discepoli di Verità” un gruppo di ecclesiastici e laici residenti nello Stato della Città del Vaticano, che pubblicano informazioni sottaciute dalla Santa Sede. In questo libro, che riporta i risultati della seconda autopsia effettuata sul corpo del presunto omicida-suicida Cédric Tornay, si parla chiaramente di un complotto volto ad eliminare il neo-eletto comandante del Corpo della Guardia Svizzera Aloys Estermann, con il vice-caporale Tornay utilizzato come capro espiatorio.

-Dall’intrattenimento all’informazione. Qual è il valore del teatro?

Entrambe le cose, ma mai una sola di esse. È fondamentale che la società riservi degli spazi, oltre che per il divertimento, anche per la satira, la critica, la denuncia e l’approfondimento.

-Lo scopo è quello di convincere il Papa a riaprire questo discorso. Possibilità concreta o utopia?

Un sogno, direi. Noi ci proviamo…

INFO

Dove: Teatro Di Documenti, via Nicola Zabaglia, 42 – 00153 Roma

Quando: 2-6 MAGGIO 2018

Orario Spettacoli: da mercoledì a sabato ore 21.00 – domenica ore 18.00

Biglietti: intero € 12,00 –  ridotti  € 7,00 Tessera € 3,00

PRENOTAZIONI  da lunedí a venerdí dalle 10.30 alle 18.30  – tel. 06/5744034 – 06/5741622 – 328 8475891 www.teatrodidocumenti.it – teatrodidocumenti@libero.it

 04-05-’98: STRAGE IN VATICANO

di Fabio Croce

regia Paolo Orlandelli

con Giuseppe Alagna, Antonietta D’Angelo, Emanuele Linfatti

Aiuto regista Antonio Vulpiani

Movimenti di scena Roberta Lutrario

luci e audio Marco Di Campli San Vito

video editingVitamin Cor

 

Loro 1: la pesantezza dell’inconsistenza.

L’Italia delle cortigiane, l’Italia dei cicisbei. Con la sua nuova opera, «Loro 1», Paolo Sorrentino mostra quel lato del bel paese che il mondo ci invidia: quello del bunga bunga.

 Sono esattamente milleottocentosettantuno i chilometri che separano Roma da Londra. Una distanza davvero ragguardevole se considerate che per percorrerla in macchina ci vogliono più di 19 ore (senza considerare le eventuali e necessarie soste lungo il tragitto). Tuttavia, grazie ai privilegi del mondo moderno, oggi possiamo arrivare nella capitale britannica impiegando solo 2 ore e 45 minuti. Ma non è tutto. Con una giornata soleggiata e con il vento favorevole la durata del viaggio si accorcia di un’ulteriore quarto d’ora. In definitiva, con due ore e mezza si è a Londra. Solo due ore e mezza. Immagino che ora però vi starete chiedendo per quale motivo ho deciso di raccontarvi questa storiella.

Semplice, per mettervi in guardia. Perché se mai vi venisse in mente di andare a vedere il nuovo film di Paolo Sorrentino, è giusto che sappiate che quelle due ore e mezza di proiezione non ve le restituirà nessuno. Loro 1 più che intrattenervi vi scipperà della cosa più preziosa che possedete, il tempo. Tempo che avreste potuto impiegare per leggere, divertirvi, viaggiare e magari, che so, andare proprio a Londra. Ma se proprio siete masochisti è doveroso, da parte mia, darvi qualche elemento su questo im/perdibile capolavoro.

Loro 1 non è altro che un documentario sull’arrivismo italico. La pellicola mostra infatti la ferocia predatoria con cui “coloro che non contano” tentano la “svolta”, sacrificando tutto e tutti, persino se stessi. Una spirale fatta di droga e alcol, di escort e di appalti, di eccessi e successi. È l’Italia a cavallo tra il 2006 e il 2010, quella in cui uno dei protagonisti, Sergio Morra alias Riccardo Scamarcio, tenta la scalata. Un cammino che lo porterà dalle strade di Taranto ai sontuosi salotti di Roma e dai salotti di Roma alle paradisiache spiagge di Porto Cervo. Tutto questo per arrivare a Lui, il solo che conta, il solo che comanda: Silvio Berlusconi (Toni Servillo).

Recluso nel suo eremo sardo, Silvio canta, scherza ma soprattutto pianifica il suo futuro. Pianifica come ritornare alla guida del paese, pianifica come scalzare i suoi rivali, pianifica come portare il suo Milan sulla vetta d’Europa e perfino come riconquistare la sua bella Veronica (Elena Sofia Ricci) l’unico vero amore della sua vita (o quasi). Insomma, Silvio fa quello che sa fare meglio, amministrare il suo impero. Paradossalmente però, anche conducendo un’esistenza del tutto singolare, la vita del Cavaliere sembra essere contraddistinta da un certo grado di normalità. Ma è tutta apparenza. La normalità infatti poco si adatta alla smania di potere e di controllo, specialmente per chi ha già tutto ma che, allo stesso tempo, non ne ha mai abbastanza.

La ricerca dell’eccesso e del divertimento che viene mostrata nel corso della pellicola sembra quindi essere una componente necessaria, quasi vitale, per chi si trova all’apice. Una risultante figlia di un sistema che ha fatto della mercificazione della dignità e del superamento dei limiti i suoi elementi fondanti. Loro 1 ci propone quindi, in una maniera fantasiosa ma comunque reale, l’elementare incontro tra offerta di esuberanza e domanda di sregolatezza. La prima ascrivibile alla figura dell’intraprendente Sergio Morra e la seconda al quella del nostro volubile Silvietto nazionale.

Insomma, si può dire che con Loro 1 Sorrentino abbia giocato sul sicuro. In fondo, si sa che basta nominare Berlusconi e i cinema di tutto il mondo si riempiono incredibilmente. Raccontare scandali resta pur sempre una delle attività più remunerative nel campo dell’intrattenimento. Tuttavia, anche con la presenza dell’illustre cavaliere, la pellicola soffre comunque della mancanza di un aspetto fondamentale: l’originalità. Questo perché Loro 1 si limita solamente a raccontare ciò che gli italiani sanno già da un pezzo, non apportando nulla di nuovo e soprattutto adottando un approccio estremamente semplicistico. Guardandolo attentamente, si ha infatti la sensazione che sia un film pensato per un pubblico internazionale, per lo più ignaro o più propriamente, non avvezzo al decadentismo di stampo italiano.

Certo, bisogna ammettere che la fotografia, come in tutti i film di Sorrentino è qualcosa di incredibile (merito del maestro Luca Bigazzi) ma credere che essa, da sola, possa sopperire alla mancanza di contenuti è pura follia. Più che a un film siamo di fronte a un découpage di scene, ricalcate qui e là e appiccicate senza tener troppa cura della trama. In conclusione, Loro 1 non è altro che un incommensurabile assolo di sbadigli dalla durata di due ore e mezza.

PS: Ora provate ad immaginarvi quanto sarò felice quando il 10 maggio andrò a vedere il secondo capitolo di questo grandissimo capolavoro. Evviva.

 

Ginevra Di Marco presenta al Wishlist “La rubia canta la negra”

Sabato 21 l’artista italiana in concerto con l’album tributo a Mercedes Sosa, simbolo della lotta per la libertà del popolo argentino

Sabato 21 aprile alle 21.00 Ginevra Di Marco, una delle più autorevoli esponenti della world music e del nuovo folk italiano, presenterà al Wishlist Club di Roma “La rubia canta la negra”, il nuovo album tributo a Mercedes Sosa, con cui ha vinto la targa Tenco 2017 nella categoria Interprete. Tredici tracce per un disco che unisce all’interpretazione sentita e appassionata di Ginevra Di Marco alcuni dei brani più significativi della Sosa, conosciuta come “Pachamama” (Madre Terra) quali Alfonsina y el mar, Razon de vivir e Todo cambia (cantata in italiano su adattamento di Teresa de Sio) e tre pezzi inediti: Fuoco a mare, Sulla corda e Saintes Maries de la mer, primo singolo estratto.

Un disco e un live dedicati alla grande personalità di Mercedes Sosa, che è stata simbolo della lotta per la libertà del popolo argentino negli anni della dittatura, e che ancora oggi è una figura in grado di insegnare i valori del coraggio e della fiera resistenza alle oppressioni. Come dice la stessa Ginevra: “Esistono artisti ed esistono pupazzi che indossano la maschera della protesta per poi toglierla dietro le quinte. Mercedes Sosa ha scelto da che parte stare e ha pagato con la sofferenza dell’esilio questa coerenza feroce. Nonostante questo ha continuato a cantare sui palchi di tutto il mondo e il suo canto era un vento di speranza che sapeva arrivare ovunque”.

L’album arriva a 6 anni di distanza da “Canti, richiami d’amore” e porta avanti il percorso di recupero e la rilettura dei canti popolari del mondo iniziato nel 2006 con “Stazioni Lunari prende terra a Puerto Libre”, e proseguito nel 2009 con “Donna Ginevra”. Ad accompagnare Ginevra su palco ci saranno i compagni di sempre Francesco Magnelli (pianoforte e magnellophoni) e Andrea Salvadori (chitarre, mandolino ed elettronica), che con lei hanno pensato, arrangiato e prodotto il disco e lo spettacolo. L’idea di questo nuovo lavoro è nata grazie al Festival “Musica dei Popoli” di Firenze, che nel settembre 2015 ha invitato la cantante a mettere in scena uno spettacolo interamente dedicato a Mercedes Sosa, dove ripercorrere i momenti salienti della carriera de “la Negra”.

Sarà una magia collettiva quella che prenderà forma sul palco del Wishlist Club, un’occasione imperdibile per ascoltare “La rubia canta la negra” e per godere di un live nel quale la musica si manifesta nella sua natura più bella: quella di essere forza propulsiva che sorprende e avvicina, che crea comunità, che produce emozioni ed empatia.

Plogging: i runner in corsa per la cura dell’ambiente

Cosa è il Plogging, una modalità ecologica di fare sport di origine scandinava che sarà a breve importata in Italia.

Si dice che facendo sport si curi non solo l’aspetto fisico ma si affini anche l’anima. E se fosse possibile declinare tale attività lungo una terza direttrice, indirizzata a migliorare non solo noi stessi ma anche l’ambiente circostante? è probabilmente da queste premesse che è stato ideato il “Plogging”, che, in lingua scandinava indica proprio la crasi tra la corsa e l’attività di raccolta (plocka upp).

Uno “sport ecologico”, nato non a caso in Svezia, in uno dei paesi al mondo più attenti verso la cura e la preservazione dell’ambiente, che mira a combinare lo sport all’area aperta con la necessità di preservare l’ambiente, sempre più a rischio a causa del degrado e della lascività che pervade molte realtà, terreno fertile per il vandalismo incontrollato ed impunito con la correlata indifferenza della cittadinanza, restia a considerare l’ambiente un bene comuni, proprio di tutti e che pertanto da tutti deve esser tutelato e valorizzato.

Vengono così creati dei veri e propri “itinerari ecologici”, durante i quali i vari sportivi (o meglio sportivi-volontari) si uniscono in una marcia per l’ambiente, raccogliendo lungo il sentiero delineato l’immondizia e i rifiuti lasciati lì chissà da quanto tempo.

Si genera quindi una sorta di circolo virtuoso, in cui il miglioramento della propria salute passa per un’attività svolta in un’area aperta, resa a sua volta migliore dagli stessi sportivi che potranno così progressivamente migliorare la propria fruizione dell’ambiente circostante.

Esperienze dapprima lontane dal nostro Paese ma che, dalla prossima settimana, giungeranno in Italia grazie a Retake, associazione di cui abbiamo già parlato ampiamente riportando anche le varie manifestazioni che la vedono in prima linea: il primo “itinerario ecologico” italico è stato organizzato a Grottaglie, dove il prossimo 25 aprile gli sportivi-volontari realizzeranno per 2 chilometri il primo plogging in Italia; 3 giorni dopo sarà invece la capitale d’Italia ad ospitare il plogging: il 28 aprile il parco degli acquedotti sarà infatti lo scenario del primo plogging romano, organizzato anch’esso da Retake.

Una marcia comune verso la sensibilizzazione per la cura dei beni comuni, verso la consapevolezza della possibilità di poter contribuire al miglioramento dell’ambiente circostante, anche coniugando un’attività sportiva con l’interesse per la salubrità del territorio teatro della propria vita quotidiana.