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Roma

Roma Best Practices Award 2018: al via il concorso per le migliori pratiche capitoline

Il Roma Best Practices Award è il primo concorso che premia le migliori idee, i migliori progetti e le migliori soluzioni per il recupero dei beni comuni della città, l’integrazione, la solidarietà, la formazione, l’innovazione, la comunicazione.

A Roma, ogni giorno, migliaia di persone si incontrano per realizzare qualcosa per gli altri. Le associazioni, le scuole, le aziende, le comunità, le istituzioni, i singoli cittadini sviluppano idee, si organizzano, si confrontano per trovare soluzioni nuove per la città. L’edizione 2018 del Roma Best Practices Award “Mamma Roma e i suoi figli migliori” nasce proprio per questo: riconoscere e premiare le migliori pratiche che sono già – o lo diventeranno – un modello e che saranno condivise da tutta la città.

l Roma BPA, non a caso sottotitolato “Mamma Roma e i suoi figli migliori”, si svolgerà a Roma venerdì 21 aprile 2018, in occasione del 2771° Natale della Città di Roma.

Le aree tematiche a cui si può partecipare sono:

  • “Roma cresce bene”, le buone pratiche scuola-territorio;
  • “Roma Tvb”, le buone pratiche che migliorano i beni comuni della città;
  • “Roma accoglie bene”, le buone pratiche per l’integrazione e la solidarietà;
  • “Roma parla bene”, le campagne di comunicazione che fanno bene alla città;
  • “Roma innova bene”, le soluzioni che migliorano la qualità della vita in città,
  • “Roma si muove bene”, le attività sportive e culturali che fanno integrazione.
  • “Roma coltiva bene”  per i tanti progetti legati agli orti urbani ed alla condivisione ambientale.


Ognuno potrà partecipare ad una sola area tematica descrivendo la propria attività in formato testo, immagini, video. Tutto il materiale prodotto sarà pubblicato on line e sarà valutato dalla giuria scientifica e dalla giuria popolare per la fase finale. Il termine per la presentazione dei materiali è il 21 marzo 2018. A fine concorso, tutti i materiali saranno pubblicati sul book della manifestazione.

Link al sito del concorso: http://www.romabpa.it

Per maggiori informazioni: romabpa2018@gmail.com

Laboratorio Roma di poesia contemporanea

Laboratorio – Roma di poesia contemporanea
Genealogie novecentesche – Tendenze della poesia degli anni 2000
a cura di Roberto Antonelli e Luigi Severi

Presso Fondazione Primoli, Via Zanardelli 1 – Roma dal 25 gennaio al 19 maggio.

Ciclo di incontri con i poeti contemporanei a Roma
Tra modelli novecenteschi e tendenze contemporanee: formazione sulla poesia contemporanea con gli autori

La poesia italiana attraversa un momento di notevole vivacità. Tuttavia, non è facile individuarvi delle tendenze unitarie, per via di un crescente attraversamento dei confini tra un genere e l’altro, tra una forma e l’altra. Proprio questa crescente vitalità e, al tempo stesso, questa fisionomia sfuggente alle consuete categorie (anche in accordo con nuovi modelli letterari, in particolare statunitensi e francesi), rende particolarmente degno d’attenzione il panorama dei numerosi poeti letterariamente nati nei primi anni Duemila e oggi operanti a Roma, ovvero della poesia contemporanea, ben rappresentativi non solo della qualità ma anche della multiformità delle scritture poetiche di ambito italiano. Per questa ragione sembra utile proporre tali scritture ad un pubblico che, quando anche di intendenti, resta tuttavia lontano dalla poesia contemporanea, e in particolare dalle sue direzioni più recenti. Poiché decisivi restano i nodi con la tradizione, e anzi con la somma di tradizioni novecentesche, è sembrato opportuno proporre lezioni sugli autori del Novecento, cruciali e tuttora esemplari, oltreché centrali nei programmi scolastici, seguite da incontri con poeti contemporanei, trascelti e raggruppati di volta in volta sulla base di tratti comuni, quanto a visione del mondo, stile, legame con la tradizione novecentesca.

giovedì 25 gennaio, ore 17,30
Preludio: Incontro con PATRIZIA CAVALLI

1. giovedì 22 febbraio, ore 16,00
Il percorso: R. ANTONELLI, Le avanguardie, il canone lirico del Novecento e la scuola
L’incontro: Scomposizioni, ipotesi, metamorfosi del lirico con MARIA GRAZIA CALANDRONE / PAOLO FEBBRARO / GUIDO MAZZONI

2. giovedì 8 marzo, ore 16,00
Il percorso: A. MALAGAMBA, Montale e dintorni. La poetica del Soggetto
L’incontro: Scrittura poetica come opera mondo con MARCO GIOVENALE / VINCENZO OSTUNI

3. giovedì 22 marzo, ore 16,00
Il percorso: L. SEVERI, Da Campana al secondo Novecento. Percorsi della prosa in poesia
L’incontro: Autore al bivio: tra poesia e narrazione con FIAMMETTA CIRILLI / GILDA POLICASTRO / LAURA PUGNO

4. giovedì 12 aprile, ore 16,00
Il percorso: C. BELLO MINCIACCHI, Ungaretti e dintorni.
L’incontro: Poesia, installazione, dispositivo: politica dell’atto poetico con GIULIO MARZAIOLI / FABIO ORECCHINI / MICHELE ZAFFARANO

5. giovedì 26 aprile, ore 16
Il percorso: R. ANTONELLI, Tra Pasolini e Amelia Rosselli. Scrittura sperimentale e scrittura civile
L’incontro: Storia e scrittura: le forme del tragico con ELISA DA VOGLIO / SIMONA MENICOCCI / FABIO TETI / SARA VENTRONI

6. 19 maggio, Giornata di studio, ore 9,30-18,00
POESIA AL TEMPO DELL’ULTIMA MODERNITÀ: MODELLI, RISORSE, REALTÀ DELLA NUOVA POESIA

Info
tel. 0668801136
mail. info@fondazioneprimoli.it

Il weekend al Nuovo Teatro Orione: Disincantante! e Ti amo sei perfetto ora cambia

Dopo il successo di Lady Oscar e BOOM prosegue il Mindie, la rassegna pensata da Andrea Palotto e Marco Spatuzzi con l’obiettivo di presentare al pubblico i migliori spettacoli indipendenti di teatro musicale sul territorio nazionale in un weekend al Nuovo Teatro Orione del tutto inedito.

Venerdì 12 gennaio alle ore 21.00 andrà in scena il musical off-Broadway “Disincantate! – Le più stronze del Reame”, per la regia di Matteo Borghi. Dopo i successi internazionali le eroine delle fiabe più famose saliranno sul palcoscenico del Nuovo Teatro Orione per riscrivere le loro storie e dimostrare a tutti di essere tutt’altro che indifese. Un varietà esilarante, a ritmo di divertenti esibizioni, gag comiche e numeri da vere star.

Lo spettacolo nasce dall’idea di Dennis T. Giacino, un ex insegnante di storia che, durante una lezione sull’insediamento coloniale a Jamestown, in Virginia, si chiese: come sarebbe stata la vera Pocahontas nel 1616, rispetto all’immagine della ragazza giovane, dai lunghi capelli neri con la minigonna di pelle di cervo che abbiamo amato nel film di animazione del 1995? Ben presto l’autore si rese conto che anche le altre principesse erano ben lontane da ciò che sono diventate agli occhi di grandi e piccini.

Nel cast: Claudia Belluomini (La bella Addormentata), Claudia Cecchini (Biancaneve), Maria Dolores Diaz (La Principessa che baciò il Ranocchio), Simona Distefano (Belle, Rapunzel, La Sirenetta), Giulia Mattarucco (Cenerentola), Angela Pascucci (Mulan, Pocahotas, Badroulbadour)

Il weekend al Nuovo Teatro Orione continua sabato 13 gennaio sarà la volta di TI AMO SEI PERFETTO ORA CAMBIA di Joe Di Pietro e Jimmy Roberts e per la regia di Marco Simeoli.

Questo esilarante, intelligente e ironico musical “da camera” esplora i tormenti e le tribolazioni dell’accidentato percorso verso l’approdo alla vita di coppia – single “sfigati” che non vorrebbero più rimanere tali; emozioni e delusioni del primo appuntamento; gioie e dolori del matrimonio; i suoceri! – mescolando cinico realismo e romantica umanità. Musiche e canzoni sottolineano drammaturgicamente i momenti più significativi, e se la comicità e le risate scandiscono il susseguirsi delle tante situazioni imbarazzanti – in cui molti di noi hanno avuto la sfortuna di incappare – come in tutte le belle scritture si raccontano grandi verità che inevitabilmente commuovono.

Questa commedia, un vero e proprio cult “off Broadway”, ha al suo attivo allestimenti in tutto il mondo. E chissà se alla fine potrete dire anche voi: “Ti amo, sei perfetto, ora cambia!”.

Nel cast: Daniele Derogatis, Piero Di Blasio, Stefania Fratepietro e Valeria Monetti

Roger Waters – La leggenda torna in Italia

L’estate esalta l’arte custodita in Italia, soprattutto a Roma, che da sempre è la capitale dei live musicali durante la stagione più calda. Così, oltre a Björk, tornerà a suonare e incantare Roma, la leggenda dei Pink Floyd. Lo farà Roger Waters, compositore e musicista che ha scritto la storia del rock e della musica. Allo stesso tempo e modo si esibirà in Toscana, che vede come sua capitale musicale Lucca.

Il ritorno di Roger Waters è previsto a Luglio. Lo farà però con una rappresentazione molto diversa, una produzione imponente e spettacolare finora messa in scena solo a Città del Messico e allo storico Desert Trip Festival lo scorso anno. Una lunga attesa che la più eclettica mente creativa d’Europa ha scelto di far approdare nel continente. Il format live del Desert Trip, portato in Italia da D’Alessandro & Galli, prevede elementi di altissima spettacolarità, a partire da un palco innovativo che riproduce la Battersea Power Station di Londra che evoca la storica copertina di Animals. Un album decisamente degno di un maggior rilievo, ma racchiuso in penombra dalla portata musicale e soprattutto dell’immaginario collettivo evocato di due colossi come Wish You Were Here e The Wall.

Se la Brexit spaventa i salotti e gli alternativi di Monti, stavolta un inglese, Roger Waters ha scelto solamente tre città europee. Partirà da Londra, la capitale culturale del vecchio continente, che ospiterà il concerto ad Hyde Park a cui si aggiungono ben due date italiane: Lucca e Roma. 

Lo spettacolo di una delle colonne portanti dei Pink Floyd, debutterà in Italia l’11 Luglio al Lucca Summer Festival, nell’area adiacente alle Mura Storiche. Non si tratta di una scelta casuale ma di un indirizzo preciso dell’Artista affascinato dal collegamento tra le Mura cinquecentenarie che avrà al fianco del palcoscenico e The Wall, la sua opera principe, i cui brani avranno una parte fondamentale nella scaletta di questo show che vedrà Roger Waters interpretare tutti i grandi classici del repertorio dei Pink Floyd insieme ai brani del suo nuovo album “Is This The Life We Really Want?”

La seconda data Italiana si terrà invece nell’affascinante scenario del Circo Massimo di Roma, laddove si respira come in nessun altro posto il fascino della storia. Un concerto che segnerà il ritorno di Roger Waters a Roma a 5 anni di distanza dalla sua rappresentazione di The Wall allo Stadio Olimpico.

Due occasioni imperdibili per coloro che amano la musica e dopo Venezia e Pompei, vogliono poter dire di aver visto la leggenda suonare. Incantare. A pochi chilometri dal cimitero di Anzio che è sede delle sue origini e dei motivi per cui la musica si è evoluta così come la conosciamo noi.

Multiculturalismo e integrazione nel II Municipio di Roma grazie all’associazione Piuculture

Nel 2010 a Roma, grazie all’intuizione di un gruppo di cittadini sensibili alle problematiche sociali del proprio territorio, è nata un’importante realtà associativa che favorisce, da circa 8 anni nel II Municipio dell’Urbe, l’integrazione tra persone appartenenti a culture differenti. Parliamo dell’associazione di volontariato Piuculture, un grande progetto di responsabilità sociale se solo consideriamo il numero degli abitanti stranieri della città di Roma –circa 365.000, ovvero il 12% dell’intera popolazione– e il grande rilievo mediatico che negli ultimi anni ha assunto il problema dell’immigrazione e, con esso, quello dell’integrazione.

Animata da un’effervescente dinamismo, Piuculture opera nel settore del volontariato muovendosi lungo tre direttrici principali. La prima è rappresentata dall’attività che i volontari dell’associazione svolgono presso le scuole pubbliche. In orari prestabiliti viene, dunque, offerto supporto linguistico a tutti quegli studenti che, non avendo una buona conoscenza della lingua italiana, incontrano difficoltà tanto nell’apprendimento delle materie scolastiche quanto, soprattutto, nelle relazioni sociali.

A tal proposito Nicoletta del Pesco, Direttore responsabile del giornale on-line Piuculture, nato contemporaneamente all’associazione per dare voce alla stessa e alle tematiche legate all’intercultura, riferisce che la scuola è uno dei luoghi principe da cui far iniziare l’integrazione. Il supporto che i volontari di PiùCulture offrono non è solo un supporto linguistico, ma anche di introduzione alla società e alla cultura italiana. Non può essere definito un doposcuola, ma l’approccio alla lingua si fa con modalità spesso giocose per facilitare l’interlocuzione con chi, alle volte, non ha neanche la conoscenza dell’alfabeto italiano. I risultati, cui questa prima importante tipologia di attività di Piuculture porta, sono sempre molto apprezzati sia dai giovani apprendisti che dai loro insegnanti i quali effettivamente registrano maggiore integrazione con gli altri compagni”. Ed è questa un’attività che non cessa di proseguire neanche l’estate se pensiamo che l’anno scorso Piuculture è stata impegnata nel progetto di un centro estivo, finanziato con l’8X1000 della Chiesa Valdese e realizzato con le scuole elementari e medie dell’istituto comprensivo Winckelmann di Via Lanciani.

La seconda attività principale svolta dall’associazione è rappresentata dal già citato giornale on-line Piuculture. Nato nel 2010 e composto da una giovane redazione, specializzata nel giornalismo sociale, questa testata registrata è, secondo il suo Direttore responsabile, Nicoletta del Pesco (già giornalista professionista per la Rai, il Gruppo Espresso e diversi quotidiani locali) un “piccolo miracolo”.

Basta collegarsi al suo sito per rendersi conto di ciò che esso rappresenta. Non si tratta solo di un informatore in continuo aggiornamento sulle news provenienti dal mondo dell’intercultura, ma di una piattaforma mediatica in grado di dare voce ad importanti valori sociali oltre che politici.

Lo spirito che anima il giornale in questione, infatti, è volto a debellare la paura e la diffidenza che troppo spesso vengono alimentate, soprattutto da alcune correnti politiche, nei confronti dello straniero.

Proprio in ragione della strumentalizzazione politica che il tema dell’immigrazione soffre da qualche tempo a questa parte, è interessante notare che, nonostante la percentuale degli abitanti stranieri nel II Municipio sia rimasta invariata dal 2008 fino ad oggi (rappresentando il 10% della popolazione), è un fenomeno solo degli ultimi anni quello per il quale la presenza degli immigrati viene avvertita come una minaccia.

Piuculture, proprio attraverso i suoi variegati scritti (tante le sezioni offerte: dalla cittadinanza allo sport, passando per cultura, economia, religioni, scuola e salute), indaga sullo xenos, sulla sua storia, sulla sua cultura rendendolo così conoscibile e meno alieno agli occhi del lettore.

E se all’inizio è stato necessario interpellare le ambasciate, gli istituti di cultura e le moschee al fine di censire ed intercettare gli stranieri presenti nel II Municipio per poterli raccontare, oggi, il magazine Piuculture vanta una rete fatta da 100.000 contatti con più di 9000 follower sui social.

Infine, il terzo ramo, su cui Piuculture spende principalmente le proprie energie, consiste nell’organizzazione di presentazioni di libri, di mostre, di esposizioni fotografiche e, più in generale, di eventi culturali che, sempre connessi con il tema del multiculturalismo, aprono orizzonti e favoriscono integrazione.

Piuculture rappresenta, per tutto quello che abbiamo detto, un prezioso esempio di responsabilità sociale.

Frutto di una società che intende risolvere le problematiche sociali connesse alla coesistenza di tante culture eterogenee, Piuculture studia e monitora il proprio territorio e le persone che lo abitano, offrendo al contempo valide e costruttive soluzioni per il consolidamento di una comunità civile ed integrata.

Daforma: La Magnifica Forma

Venerdì 15 dicembre, ha aperto a Roma, in via dei Cappellari 38, proprio a un passo da Campo dei Fiori, Daformauno spazio espositivo completamente nuovo, tutto dedicato al design.

L’arte del progettare è protagonista di questo concept space nato dall’idea di Simone Menassè, Abigail Lewis e Claudio Salvatore che, appassionati di architettura ed interior deign, ha deciso di mettere in primo piano questo fenomeno artistico, caratterizzato dalla fusione tra forma e funzione, in cui si succederanno esclusivamente mostre di architetti, interior designer e artisti che riflettono sul tema dell’abitare, proponendo un modo alternativo di vivere l’intimità quotidiana.

Ma Daforma non sarà esclusivamente uno spazio espositivo, il respiro del progetto, infatti, è molto più ampio, nella misura in cui anche lo spazio della “galleria” è infatti stato concepito come un luogo vivo, abitato, dal giorno alla notte.

Proprio per questo all’ingresso trova posto un elegante caffetteria, aperta tutti i giorni, dalle 9.00 alle 19.00, offrendo l’opportunità di fare una pausa in un contesto dal sapore internazionale. La sera invece, aprirà le porte la sala rosa, il bar di Daforma, con proposte di altissimo livello tra la ricercata carta dei drink, la food selection e selezioni musicali, per viaggiare lontano tra colori e sapori diversi. Ed ancora, affacciati sula corte interna, tipica dei palazzi antichi nel centro storico di Roma, due temporary store, uno dedicato alla moda, con una proposta esclusiva di brand internazionali e uno dedicato al design in linea con la mission dello spazio.

Non solo, perché, nell’ottica di Daforma, interior design è anche un Floral lab, in cui fiori e piante diventeranno la materia per creare installazioni temporanee. Più avanti aprirà un project space dedicato all’organizzazione di workshop, tutti rigorosamente caratterizzati da uno spirito pratico, volto al recupero di quel “saper fare”, che oggi troppo spesso passa in secondo piano, rispetto ad un concettualismo di maniera che tende a delegare tutte le attività pratiche.

Anche lo spazio espositivo si articola in due ambienti, una sala principale, in cui verranno presentate le mostre e una project room, dal carattere più sperimentale, dedicata, che di volta in volta, ad un singolo artista o ad un’unica installazione.

Daforma inaugura la propria sede con l’esposizione La magnifica Forma, volta a celebrare il design attraverso un percorso che porterà il pubblico dalle sperimentazioni degli anni Cinquanta, fino allo sfarzo degli anni Ottanta, passando per l’incredibile ricerca che ha segnato l’Italia degli anni Settanta, per offrire un’idea della kaleidoscopica mutazione delle forme nella loro continua rincorsa della funzione. Il design, inteso in tutte le sue sfaccettature, dalla ricerca del minimalismo estremo alla sperimentazione dei materiali, rappresenta il focus attorno a cui si sviluppa la ricerca della galleria.

L’attività espositiva di Daforma si articola proprio intorno al dialogo tra gli artisti, i designer e gli architetti ospitati e la collezione di design, per creare un percorso sempre diverso e imprevedibile.

Daforma si propone a Roma come uno spazio internazionale, aperto alla sperimentazione e al dialogo, da vivere in libertà, ogni volta in modo diverso.

Daforma / via dei Cappellari 38 – www.daforma.it

 

La sfida del Kontakt

Prendete Roma e il suo movimento legato alla musica elettronica e troverete tante piccole gemme. Gemme nate dalle rovine di una città che almeno otto anni fa, grazie all’evento di blog come Romafa*******, ha deciso al posto della creatività e condivisione un proibizionismo moralista per far spazio ai grandi centri commerciali. Eppure, soprattutto i più grandi, si ricorderanno che questa è stata la città di Dissonanze. La città dove sono nate le più belle feste al mondo e dove tutt’ora esistono festival di alto livello.

Nel vuoto più o meno generale, con un’assopita generazione che al travertino ha preferito il ferro berlinese, qualche anno addietro è nato Kontakt. Un format diverso da quelli presenti nella partita tra i club romani. Un format che è una grande festa.

Conosco uno dei tre ideatori e fondatori del Kontakt da oltre quindici anni. Con lui è sempre stato chiaro un concetto: che a far da padrone a qualsiasi nostro evento è lo spirito di amicizia e condivisione. Per un duplice motivo: mantenere la propria credibilità e non dover rincorrere le mode. 

Dal Lanificio al Warehouse passando per l’Ex-Dogana, ai parties on the Beach fino a quelli sulla neve questo è stato Kontakt nell’ultimo biennio. L’ultima volta in via Tagliamento n^9, un luogo tanto decadente quanto leggendario, ha tremato un interno palazzo, come non accadeva da anni. Ero presente e sono stato felice di aver visto un mood festoso e genuino.

Le consolle che prevedono sempre l’intervento del padrone di casa Riccardo Morra, aspirano a creare una nuova generazione di dj’s romani. Personalmente, più volte ho criticato la scelta di dar spazio a ragazzi e ragazze troppo avvezzi ai social e all’immagina, ma in quel tentativo si ritrova la bellezza di un gruppo di persone. Persone che utilizzando una festa provano a riportare la musica al centro della passione e del senso per cui si esce tardi la notte. 

Un modo per non inseguire nessuno e da Roma lanciare la propria sfida.

Stasera vi aspettano Riccardo Morra, Alessandro Segamonti e Giuliano Lombardozzi con al seguito Dumfound e altri. Al Lanificio, come accadeva già dieci anni fa. Quando forse erano (eravamo) troppo piccoli per lanciare la sfida. Ma, la traiettoria era ben presente.

Quello che ho imparato da Giacomo Balla

In una piccola galleria nel cuore di Roma torna in auge il Futurismo. Futurism & Co, situata a Via Mario De’ Fiori n. 68, a pochi passi da Piazza di Spagna, ospita fino all’8/01/2018 le opere di Giacomo Balla e Pietro Dorazio.

Un totale di 26 opere, a cui si aggiungono le tre lettere inedite spedite da Dorazio ad Achille Perilli propedeutiche a portare Balla per la prima volta in mostra oltreoceano a New York nel 1954, che raccontano il rapporto di influenza artistica esercitato dal maestro del Futurismo sull’artista torinese, da cui il puntuale nome dell’esposizione Quello che ho imparato da Giacomo Balla.

Un parallelismo che manifesta i punti di contatto tra futurismo ed astrattismo: “l’allievo” ha appreso dall’artista romano l’importanza della luce e del movimento come espressione della realtà portando nell’astrattismo elementi essenziali che caratterizzeranno l’intero movimento artistico.

La brillante esposizione è risultato dell’azione di Massimo Carpi ed Alessandro Bolic, creatori dell’omonima Associazione Culturale Futurism di Roma e del critico d’arte Giancarlo Carpi, fratello di Massimo e curatore della mostra.

Tra le opere esposte per analizzare l’assonanza stilistica tra l’artista torinese e quello romano risaltano le due versioni di Rumoristica plastica Baltrr di Giacomo Balla (1914 e 1916), riunite di nuovo insieme dopo molti decenni.

Indirizzo

Futurism & Co Art Gallery
Via Mario de’ Fiori, 68
Rome, Italy

 

Digital Yuppies fa tornare a vivere l’Ex Gil di Roma

La conferenza su digital e new media nel palazzo storico Ex-Gil a Trastevere

Il 15 dicembre torna Digital Yuppies presso il palazzo storico WEGIL a Trastevere, mai aperto prima al pubblico.

Stasera tornerà a rivivere uno dei palazzi simbolo di Roma. La Casa Balilla, commissionata a Moretti dall’ONB (Opera Nazionale Balilla), doveva concentrare al suo interno più funzioni e spazi diversi, come uffici di rappresentanza, spazi per attività ginniche e ricreative, attività assistenziali e lavorative.

L’accesso alla GIL, su Largo Ascianghi, avviene attraverso una scalinata a terminazione circolare e un portone collocato al centro della Torre Littoria. Dopo anni di chiusura il capolavoro di Luigi Moretti tornerà a rivivere grazie a Digital Yuppies. Un appuntamento ormai consolidato a Roma che prevede una prima parte di conferenza di un’ora con 4 talk e a seguire un party di networking per scambiare contatti professionali in un ambiente informale accompagnato da musica e drink.

Il community manager Tommaso Politano ha annunciato gli ospiti della conferenza di questa sera che saranno:

Matteo Bulgarelli (Associate Account Strategist @ Google Dublino), Davide Dattoli (Amministratore delegato @ Talent Garden Global), Livio Basoli (Direttore Creativo @ DUDE Milano) e Luigi Maccallini (Communication Retail Manager @ BNL Gruppo BNP Paribas).

I partecipanti potranno assistere, oltre che alla conferenza, anche alle attrazioni presenti alla rassegna culturale che li ospita, tra cui: la mostra di Steve McCurry e le installazioni di WEARE, curate da Nufactory e Regione Lazio

Al talk seguirà il dj-set dei Dumfound, per rivivere attraverso la tech-house spazi mai aperti al pubblico recentemente.

Digital Yuppies è stata fondata nel 2015 da Giorgio Gioacchini, ed è un network di professionisti e talenti dell’industria Digital: marketer, designer, sviluppatori e imprenditori radunati in una community online che conta 2500+ iscritti. La mission di Digital Yuppies è di creare connessioni ed opportunità professionali per i suoi membri, in una rete formata da professionisti, aziende ed istituzioni di alto livello, anche attraverso l’organizzazione di eventi di settore: ad oggi Digital Yuppies ha organizzato più di 17 conferenze ed eventi di networking tra Roma, Milano e Lipsia, in Germania.

La serie di talk Digital Yuppies è sostenuta e promossa da Nastro Azzurro, coerentemente con il suo impegno a sostenere le eccellenze e il talento italiano.

Ora non resta che divertirsi e vivere il capolavoro di Moretti restituito a Roma e ai suoi giovani. D’altronde il futuro a Roma era stato progettato oltre ottanta anni fa e ci spiace davvero per i detrattori dell’Urbe.

Cosa (proprio non) va nella ‘Nuvola’?

E’ passato un anno dall’inaugurazione del Nuovo Centro Congressi della ‘Nuvola’ e ne sono passati quasi 20 da quando venne lanciato il concorso internazionale la cui giuria era presieduta da Sir Norman Foster.

Annunciato come il più grande e rilevante progetto completato a Roma negli ultimi 50 anni per le sue caratteristiche sostenibili e l’attenzione alle problematiche sismiche – come se costituisca titolo di merito rispettare le norme vigenti – la scorsa settimana l’edificio ha avuto finalmente un collaudo pubblico: Più Libri più Liberi.
Il grande valore dell’edificio, i grandi spazi pubblici e collettivi che offrirebbe – i due esterni antistanti e i grandi spazi interni che il progettista ha immaginato come piazze – non erano mai stati testati prima da grandi masse e la Fiera Nazionale della Piccola e Media Editoria ha finalmente fornito l’occasione per mettere alla prova l’edificio – e l’ente che lo gestisce.
Si tratta, comunque, di un test parziale, l’anno scorso ha infatti inaugurato solo una parte del grande e Nuovo Centro Congressi: il progetto complessivo di 55.000 mq, prevede infatti  anche l’albergo destinato ad ospitare i congressisti che arrivano in città. Beh, l’albergo attende ancora di trovare un acquirente, di completare le finiture architettoniche in relazione al fortunato acquirente e di essere inaugurato; essendo in Italia, naturalmente, non si esclude che l’ordine delle tre operazioni possa avvenire in ordine diverso da quello logico.
Comunque, dal 6 al 10 dicembre gli spazi del Centro Congressi della ‘Nuvola’, quelli caratterizzati dall’impiego di tanto acciaio pari a quello che occorrerebbe per costruire 5 Tour Eiffel e grandi, più o meno, quanto 7 campi di calcio, son stati riempiti di cose e persone: al piano interrato 500 espositori occupavano l’ampio spazio a disposizione con altrettanti stand espositivi. I pannelli scorrevoli progettati dall’architetto che renderebbero questo spazio modulabile e flessibile, inutile a dirlo, assolutamente inutilizzati.
10 piccole Sale rispettivamente Aldus, Sirio, Polaris, Vega, Elettra, Venere, Marte, Giove, Luna, invitavano forse con i loro nomi gli spettatori ad immergersi in una dimensione cosmico – stellare ed ospitavano in spazi piccoli e vagamente claustrofobici – dalle pareti rigorosamente giallo brillante – 550 appuntamenti ed incontri con libri e autori.
Tutto ciò che succedeva all’esterno di queste sale, non prevedeva la possibilità di accomodarsi e sedersi; nel primo pomeriggio, quando i visitatori hanno cominciato ad accusare i primi sintomi della stanchezza, giacevano rassegnati per terra, facendo somigliare vagamente il Centro Congressi ad un aeroporto.
Gli spazi destinati alla caffetteria ed alla ristorazione, forse sottodimensionati, all’ora di pranzo creavano file degne di un lunapark, interrompendo i flussi dei visitatori che resistevano ai morsi della fame e proseguivano il proprio tour de force zig-zagando fra gli stand.
Chi pazientemente dal Piano Forum – il primo, per intenderci – affrontava la fila per entrare all’interno della nuvola, si ritrovava immerso nella suggestiva gabbia di acciaio della struttura della Nuvola ma di entrare all’interno dell’Auditorium non c’era proprio modo: la Sala Nuvola dove si svolgevano le presentazioni era allestita all’esterno dell’Auditorium, presentando un inevitabile inquinamento e disturbo acustico ed adottando discutibili quinte sceniche con nuvole e libri.
Di estintori posizionati in maniera discutibile, assenza di arredi intesi come elementi in grado di definire spazialmente i diversi ambiti, di tubi e canaline a vista in uno spazio progettato da un grande, grandissimo, architetto e di bagni forse si è già parlato abbastanza e probabilmente la Fiera non ha mai vantato un successo ed una partecipazione simile, ma c’è una cosa che proprio sarà difficile perdonare all’organizzazione: nel 2017, alla Fiera Nazionale della Piccola e Media Editoria nella ‘Nuvola’, non è stato possibile pagare il biglietto di ingresso se non in contanti.
L’ingresso
Nuvola Fuksas Più libri più liberi
Il piano interrato
Area relax e ristorazione