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La corsa di Bruno e del Toro

INTRO- “Bruno! Bruno! Bruno!” E’ il 20 di settembre, Stadio Olimpico di Torino; al ’76 il pubblico si alza, per l’ennesima volta, a causa del suo beniamino. Bruno Peres viene infatti sostituito, ed il popolo granata desidera tributargli una standing ovation degna di quelle riservate ai migliori numeri 10. Bruno è scosso, infastidito dal cambio che avrebbe favorito l’esordio stagionale di Davide Zappacosta, uno dei tanti colpi di mercato della squadra di Cairo. Bruno vuole giocare. A malapena si è accorto di aver mandato in visibilio oltre diciottomila spettatori per più di un’ora, facendoli alzare dai seggiolini neanche questi ultimi fossero infuocati. Come dare torto d’altra parte all’esterno destro del Toro. La sua partita contro la Sampdoria è stata pressoché perfetta, le condizioni fisiche gli permetterebbero di andare avanti ancora fino al ’90 per provare a coronare la prestazione con una rete. Il pubblico, però ha ben impressa la prestazione dell’esterno destro e, tra uno scrosciante applauso e l’invocazione del suo nome, fa si che Bruno Peres lasci il campo in una standing ovation generale. Ventura nota il disappunto, lo richiama, lo catechizza, ma come farebbe un padre con il figlio amato. Perché Bruno è come tutti gli altri, ma un po’ più speciale degli altri. Ventura gli fa notare l’ovazione del pubblico e la stizza per non aver concluso la partita lascia spazio alla gioia di aver regalato ancora una volta una grande prestazione. E che prestazione.

La sensazione per chi ha avuto la fortuna di trovarsi all’ex Comunale di Torino per la quarta giornata di campionato di Serie A è quella di aver visto un giocatore attualmente all’apice della forma, in un ruolo, quello di esterno destro del 3-5-2, nel quale non vi è particolare ricchezza al momento. Sono pochi, infatti, i giocatori che riescono ad interpretare le partite nella maniera in cui riesce a farlo questo Bruno Peres. D’altra parte, le richieste pressanti di Roma e Porto di quest’estate avevano fatto intravedere come società di primo piano nel panorama europeo puntassero all’ex Santos.

STATS- La partita contro la Sampdoria ha permesso a Bruno di toccare uno dei punti più alti della sua carriera, nonostante le dichiarazioni del brasiliano volte a minimizzare parzialmente la prestazione. I dati statistici parlano in questo caso chiaramente. Utilizzando due differenti database, di whoscored.com e legaseriea.it, si può evincere come le sensazioni avute a caldo dal sottoscritto e dagli altri 18.000 presenti dell’Olimpico fossero esatte. Il Torino ha giocato una partita di altissimo livello, il suo esterno destro, se possibile, ha fatto qualcosa in più:

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Le statistiche della Lega Serie A sono eloquenti. Nove cross tentati in ’76 minuti, due recuperi, due falli subiti due conclusioni in porta e tre occasioni da gol. Basterebbe questo per valutare come ottima la prestazione di Bruno Peres, eppure, grazie a WhoScored.com abbiamo ottenuto ulteriori dati, ancor più dettagliati sulla partita dell’esterno destro. All’Olimpico, infatti, la sensazione è che Bruno Peres avesse realizzato una quantità di dribbling degna di un’ala offensiva, e che grazie a questi e alle sue sgroppate che hanno letteralmente arato la fascia destra del campo, avesse creato più di tre palle gol per i propri compagni, oltre l’assist realizzato per Fabio Quagliarella che ha permesso di sbloccare il risultato. La conferma è difatti arrivata:

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ben sei dribbling, quattro passaggi decisivi, tre tiri di cui uno in porta

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ma anche nove (!) cross, di cui quattro “a segno” per un compagno, 90% di precisione nei passaggi, e tre lanci lunghi di cui due catturati da giocatori del Torino.
Il livello espresso nella gara dell’Olimpico da parte del numero 33 del Toro è ben evidenziato da queste statistiche, eppure per valutarne l’incidenza nel gioco della squadra di Ventura dobbiamo avvalerci di ulteriori dati, che permettono, non solo sulla base della gara contro la Sampdoria, ma anche sulla piccola frazione di campionato sinora disputata, di capire quanto Peres sia decisivo nell’economia di gioco della sua squadra.
Il Torino nelle prime quattro gare stagionali ha creato in media oltre sei occasioni da gol, con circa undici azioni d’attacco a partita. Se valutiamo che più di otto di questi attacchi vengono sviluppati sulla fascia destra, si può evincere come il due Peres-Acquah abbia sinora condizionato la maggior parte delle azioni offensive della squadra di Ventura, dati che la partita contro la Sampdoria del 20 di Settembre sono stati ampiamente confermati, nonostante la zona centrale del campo sia stata sfruttata maggiormente che in altre occasioni, spesso anche dallo stesso Peres, che ha dimostrato di poter rientrare spesso sul sinistro per concludere direttamente a rete.

Valori medi:
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Contro la Sampdoria. Cross in gioco:

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Bilanciamento offensivo. Numero di attacchi per fasce di campo:

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MAGICO- Le statistiche ci aiutano moltissimo, eppure non possono dirci tutto. D’altra parte il calcio è fatto anche di istinti, sensazioni, senza le quali i tifosi del Toro difficilmente avrebbero passato una giornata a fare continui squot per osannare ogni singola discesa del loro beniamino.

Bruno ha qualcosa che non è facilmente descrivibile. Non solo è velocissimo, tatticamente preciso, tecnico. Ha un feeling per il gioco speciale. Quando Tasso nella Liberata voleva descrivere qualcosa di non afferrabile dalla razionalità, perché avvolta da un aura di magia, di ignoto, faceva precedere la formula da “un non so che di…”. Ecco, Bruno Peres ha “un non so che di unico” che attualmente gli permette di essere il miglior esterno destro del campionato, non me ne vogliano Lichtsteiner, attualmente non al top della carriera, e Florenzi, un terzino destro in fieri che potrà senza dubbio raggiungere i livelli di Peres.
Non è sempre stato così. Il rendimento di Peres è stato altalenante nella scorsa stagione. Dopo grandi prestazioni come quella nel derby nel quale il brasiliano ha realizzato un gol dopo un’indimenticabile cavalcata sulla fascia, sono arrivate le tirate d’orecchio da parte di Ventura, che, anche su un prospetto del livello di Bruno Peres ha impostato il proprio lavoro certosino, per far si di poter ottenere il massimo vantaggio per il Toro inserendo adeguatamente nel contesto di gioco un talento per certi versi anarchico.

Il gol contro la Juventus dell’anno scorso è stato sicuramente il miglior momento in Serie A per Bruno, eppure, sono la concentrazione difensiva e l’integrazione nel collettivo di Ventura che hanno lanciato definitivamente la carriera dell’ex Santos. Se la continuità di prestazioni dovesse aumentare progressivamente, con la base fisica e tecnica che solo lui può abbinare, non vi sarebbero limiti alle possibilità di questo calciatore. Il Torino e Ventura in questo senso sono la palestra adatta per un giocatore classe ’90 con ancora ampi margini di miglioramento.

BRASILE- Impensabile l’evoluzione della carriera dell’esterno brasiliano. A 20 anni arriva l’esordio in Serie B con il Bragantino, che lo preleva in prestito dall’Audax Sp, la squadra di formazione guidata all’epoca da Antonio Carlos Zago, ex centrale scudettato della Roma e dal presidente Vampeta, storico membro della nazionale verdeoro campione del mondo nel 2002 in Corea, meno apprezzato nel ruolo di guida del centrocampo dell’Inter. Dopodichè passa al Guaranì, che lo valorizza dandogli una maglia da titolare. L’arrivo al Santos appare una consacrazione. Giocare titolare accanto a Neymar a soli 22 anni, avrebbe potuto rappresentare un rampa di lancio considerevole per il giocatore nativo di San Paolo. La prima stagione, infatti, si rivela un successo. Peres in pochi settimane si guadagna una maglia, e alla tredicesima giornata sigla la sua prima rete nel Brasilerao contro il Ponte Preta.

Le voci di mercato aumentano e lo status del brasiliano cresce, anche fuori dalla patria, dove è contattato dall’Internacional di Porto Alegre. Il Santos, tuttavia, riscatta il calciatore, rinnovando il contratto fino al 2016, misura con la quale Roma e PSG vengono escluse dalla corsa al terzino destro. Zago, primo allenatore di Bruno Peres, aveva difatti consigliato il suo pupillo a Zeman, all’epoca alla ricerca di un terzino destro d’alto livello.

Al Santos, tuttavia, le cose prendono una piega inaspettata. Stavolta non c’entra la Roma, società alla quale Bruno Peres è legato da passato, presente sia direttamente che indirettamente. La squadra, oramai orfana di Neymar, sbarcato non si sa per quale cifra al Barcellona, acquista Cicinho. Non si tratta, tuttavia, di Cicero Joao, bensì di Neuciano de Jesus Gusmão, anche lui in arte Cicinho. Il terzino destro proviene dal Ponte Preta, prima squadra battuta da Bruno Peres in carriera. Viste anche le oltre 80 presenze collezionate tra i professionisti, Ramalho si affida al terzino attualmente in forza al Ludogorets. Bruno gioca poco, esce dalle rotazioni, ma soprattutto dai radar delle più forti squadre d’Europa. In questo contesto è il Torino ad assicurarselo, per appena due milioni di euro. Una cifra ridicolmente bassa. Il resto della storia la conosciamo.

FUTURO- Non è facile pronosticare il futuro di Peres. Attualmente il calciatore ha subito un infortunio grave, che lo terrà per un mese fuori dai campi di Serie A. Il Toro è coperto con Zappacosta. Sarà molto interessante valutare le quotazioni dei due tra quattro settimane. L’ultima volta che Peres si è trovato a dover competere per un posto da titolare è stato schiacciato dall’esperienza di Cicinho. Questa volta, con un anno di Toro in più rispetto al suo rivale potrebbe riconquistare rapidamente il suo posto in campo. D’altra parte, attualmente il tocco di palla e le abilità fisiche di Peres non sono eguagliabili neanche da un prospetto di livello come Zappacosta.

Il Toro ad ogni modo è chiamato ad una stagione di conferme. L’inizio sfavillante di campionato potrà rappresentare il definitivo volano per la carriera di Peres, che dovesse ottenere una qualificazione Europea con i granata potrebbe lasciare dopo due anni di grandi successi, tra cui l’eliminazione dell’Athletic Bilbao ai sedicesimi di Europa League dell’anno scorso, approdando in un club di prima fascia.

Se il motore di Bruno anche dopo l’infortunio dovesse essere ai livelli di quello portato sul campo contro la Sampdoria

Immagine 10non ci sarebbero più dubbi. I seggiolini di qualunque altro stadio nel mondo, tornerebbero ad infiammarsi con la rapdità che solo Bruno Peres può garantire.

 

 

Foto: Tratte dal web.
Statistiche: Tratte da legaseriea.it e whoscored.com
Video: Tratti dal web.