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Tag Archives: seth rogen

Red wine and food for free

La settimana scorsa ho scritto su questo blog di This is 40, l’ultimo film di Judd Apatow. Il film mi è piaciuto parecchio e mi ha fatto venire voglia di rivedere Knocked Up -Molto Incinta dalle nostre parti- un precedente film dello stesso regista in cui avevano fatto la loro prima comparsa i personaggi del lavoro più recente.
Avevo molto amato Knocked Up ai tempi (non lo vidi al cinema, ma non possono essere passati meno di 4-5 anni dalla prima e, fino a poco fa, unica visione) e in queste situazioni, nonostante l’entusiasmo causato da qualsiasi sia stato l’innesco della voglia di rivisitare un film già visto, è sempre più grande la paura di rovinare una memoria che non la convinzione di poter “rinverdire dei fasti” e passare due ore piacevoli.
Questo è particolarmente vero nel caso di un film, come Knocked Up, che non spicca certo per virtuosismo registico o raffinatezza intellettuale: una bella fotografia è una bella fotografia oggi e lo sarà domani, non altrettanto una battuta sul sesso durante la gravidanza o una scena di riconciliazione che potrebbe essere presa da un’altra rom-com qualsiasi.
Sciolgo subito la suspance anticipando che fortunatamente il film mi è piaciuto di nuovo moltissimo, probabilmente anche più che la prima volta. Mi è piaciuto talmente tanto che ora sono un po’ incazzato per il fatto che Allison e Ben non compaiono in This is 40, e la colpa sarà sicuramente di Katherine Heigl ma l’incazzatura mi passa se penso alle maniere in cui si lega i capelli nel film. Non so se esistono premi per le acconciature cinematografiche ma se esistono e Knocked Up non li ha vinti mi impegno ufficialmente ad intasare di hatemail la casella postale dell’ente che li assegna.
Bisogna ora riconoscere la natura miracolosa di un evento del genere. Il gradimento di un film alla fin fine è talmente dipendente da fattori estemporanei e imprevedibili che la possibilità che una certa storia abbia un effetto così potente più di una volta e a distanza di tanto tempo è piuttosto scarsa, soprattutto se, come me, non siete persone per cui la trama e i personaggi sono necessariamente le prime cose che cercate in un film.
Certo, la storia di Molto Incinta per noi maschietti ha un che di ancestralmente attrattivo, probabilmente anche più di quanto il pur ovvio appeal di un drogato ciccione che conquista una figa spaziale possa lasciar pensare, ma nonostante tutto sono sempre molto riconoscente ogni volta che riesco a rievocare delle sensazioni che credevo perdute; riguardare un film e riapprezzarlo come la prima volta è uno dei metodi per camuffare il passaggio del tempo più efficaci che io conosca, una maniera di sfogliare un album di ricordi immaginari che non ci riporta necessariamente alla memoria un taglio di capelli o una figura di merda. Una canzone è più dolorosa perchè più astratta, mentre la concretezza del film buca il velo della memoria e ci porta altrove senza molti dei disagi che il trasporto spesso comporta.
Restano dei tabù: non so se avrò mai il coraggio di riguardare Il Posto delle Fragole o Say Anything…, ma nonostante gli inevitabili rischi che l’attivià porta con sè dovrei forse cominciare a guardarmi alle spalle più di quanto non abbia fatto negli ultimi anni in questo campo.