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Ikea dà il benvenuto alla sharing economy

L’azienda si rivolge ai consumatori sempre più itineranti e alla ricerca di flessibilità.

Era il 1945 quando Le Corbusier, il rifondatore dell’architettura, padre del Movimento Moderno, concluse le ricerche che lo avevano appassionato per oltre 20 anni: il Modulor era nato – dalla crasi di module, modulo, e -or, in riferimento alla section d’or – per fornire quella  gamma di proporzioni e misure  armoniose per soddisfare la dimensione umana, applicabile universalmente all’architettura e alle cose meccaniche. Debuttava in società l’uomo con il braccio alzato come misura di tutte le cose costruite, quello che Albert Einstein definì un sistema bidimensionale che rende difficile il male e facile il bene. L’uomo, da particolare, diventava misura universale.

In anni più recenti, la comunicazione e il marketing hanno cominciato ad impiegare il termine Personas:partendo dal presupposto che i comportamenti di consumatori o utenti siano riconducibili per analogie a casistiche limitate, vengono immaginate, definite e create delle figure chiave che possano rappresentare gruppi più ampi: la signora Emilia ha 73 anni, è vedova, da qualche anno in pensione, ama il giardinaggio, non è ostile alla tecnologia; impiega il tablet raramente, solo per videochiamare i figli quando partono, il cellulare quotidianamente. Ciò consente alle aziende di conoscere – ed eventualmente dialogare – solo con particolari mercati di riferimenti. Le personas, insomma, sono gli identikit di consumatori e utenti, il profilo che rappresenta bisogni, comportamenti, interessi e aspirazioni reali e universali in individui particolari. 

In questo tipo di contesto si possono ricercare le ragioni del successo della sharing economy, che offre soluzione ai reali bisogni dei consumatori, rendendo disponibile l’uso, il riuso e la condivisione di un bene, né mio, né tuo, ma a disposizione di entrambi poiché i nostri interessi o bisogni non sono straordinari ma ci legano, sono comuni. 

Airbnb and the Sharing Economy

Se l’architettura era già stata investita dall’affermarsi del consumo collaborativo, basta pensare a Airbnb, nata nel 2007 in seguito all’arrivo a San Francisco di un po’ troppi designer in occasione di un convegno, il mondo degli arredi rimaneva in Europa ancora estraneo alla trasformazione in corso. Solo Jesper Brodin, CEO di Ikea, sembrava aver colto il potenziale offerto dall’attuale situazione economica e sociale: “La strategia di penetrazione è la stessa per tutti i mercati. Le esigenze dei clienti non cambiano da un Paese all’altro: vogliono servizi, comodità, vicinanza.

La scorsa settimana IKEA, amata e odiata azienda all’avanguardia, leader di mobili, arredi e oggettistica per la casa, ha annunciato che presto anche i loro mobili si potranno affittare all’interno di una logica di sharing economy. L’azienda non ha mai nascosto l’ambizione di trasformare la società, di migliorare la vita quotidiana delle persone e di rendere Ikea sempre più vicina ed accessibile al cliente.

E se già l’attuale servizio Dopo l’acquisto di Ikea consente di cambiare idea entro 365 giorni, tornare in cassa con lo scontrino e il prodotto integro e pulito per ricevere un rimborso, l’azienda ha cominciato anche a testare un sistema di affitto che comporti una restituzione dei mobili usati nel corso del tempo. 

Studenti, pendolari, lavoratori la cui vita è in continuo movimento, potranno affittare alcuni mobili selezionati, per un limitato periodo di tempo, come già succede in America, dove i consumatori son sempre più itineranti e cercano una maggiore flessibilità.

Two Toc, la prima piattaforma di eventi privati di intrattenimento

 

Nell’ambito della progressiva estensione dei servizi di condivisione, è nata Twotoc, la prima piattaforma di eventi privati di intrattenimento che permette di condividere interessi e passioni con nuove persone.

Il progetto, interamente Made in Italy, consiste in nuova piattaforma semplice ed intuitiva, mobile friendly e veloce nei processi di registrazione via Facebook connect oppure email. raggiungibile su twotoc.com, nella quale possono entrare in contatto i diversi utenti al fine di condividere un determinato evento o anche solamente trascorrere insieme una serata insieme socializzando, potendo anche eventualmente ridurre i costi sostenuti per l’evento chiedendo un contributo agli altri partecipanti.

In concreto quindi Two Toc permette agli utenti “Host” di organizzare in casa o in luoghi privati a propria disposizione eventi di ogni natura, gratuitamente oppure indicando un contributo economico a carico degli ospiti: un party, una serata karaoke, un torneo di giochi di carte o da tavolo, un piccolo concerto, una sfida ai videogiochi, un mercatino per collezionisti o uno swap party di abiti, o più semplicemente vedere un film, una partita di calcio o una serie tv da condividere con nuovi amici.

Gli utenti “Guest” di Two Toc, invece, possono navigare tra le offerte per partecipare all’evento che più li coinvolge o a quelli disponibili nelle vicinanze, corrispondendo il contributo economico richiesto da chi organizza.

A garanzia del livello del servizio, è previsto un sistema di feedback e commenti finalizzato a rendere affidabile e democratica la community di utenti, fornendo all’Host i criteri di accettazione o rifiuto dei propri ospiti, mentre dal punto di vista economico le transazioni avverano attraverso un sistema PayPal integrato che garantirà la sicurezza del servizio.

Una condivisione quindi sociale ma anche economica: non solo Two Toc mira ad invogliare le persone a tornare a socializzare nella vita reale, uscendo dal mondo virtuale sempre maggiormente inclusivo ed esclusivo, ma permette contemporaneamente di ridurre i costi connessi all’organizzazione di un evento tra amici attraverso una condivisione di tutti i fruitori.