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Il concerto dei Subsonica a Roma

Dopo 4 anni di assenza dalla capitale, il 21 Febbraio i Subsonica sono tornati a Roma, lasciando decisamente il segno.

L’esibizione del gruppo torinese al Palalottomatica ha fatto esattamente ciò che dovrebbe fare un concerto: far venire voglia di tornarci il giorno seguente, e suscitare sensazioni ed emozioni che rimangono per giorni. 

Pur avendo negli ultimi anni seguito progetti personali, i ragazzi dei Murazzi del Po, centro della scena indipendente di Torino dove si sono formati i Subsonica, sono rimasti insieme con la loro formazione originaria.

Questa vicinanza che pur ha lasciato spazio all’evoluzione, crea qualcosa di unico; il pubblico di Roma, e noi con lui, se ne accorgerà subito. 

Arriviamo al Palalottomatica e respiriamo subito un clima di autentica attesa da parte di un pubblico di tutte le età. E poi le luci si abbassano. Partono le prime note di Bottiglie Rotteed il dado è tratto. 

Il palco è formato da 5 sezioni, ognuna un palcoscenico in miniatura per uno degli artisti, che si muovono e diventano parte integrante della scenografia insieme agli schermi mobili che sormontano la scena. Su questi per tutto il concerto verrano proiettate grafiche accattivanti, ed uno schermo addirittura solleverà Samuel che canta una traccia intera, Respirare, sospeso sopra al pubblico. 

Ma prima il ritmo si alza, e con Up Patriots to armil Palalottomatica diventata una enorme discoteca, riempita da mani e musica elettronica che fa ballare tutte le generazioni presenti e le fa esplodere.

Gran parte del merito va a Boosta, che dal suo palco ci sembra al posto di pilota di un’astronave. Sotto al suo tocco il synth rack ondeggia, vibra e ci fa vibrare al tempo di questa musica italiana che faremmo fatica a paragonare a qualsiasi altro tipo di musica italiana. Ma poi, perchè mai dovremmo farlo.

Ci limitiamo a goderci un concerto che è una vera esperienza, musicale, visiva ed emozionale. 

Tracce tratte dai primi album, che si riconoscono alla prima nota, si intrecciano con quelle del nuovo, in un flusso coinvolgente ed accattivante, spezzato ma poi neanche troppo da una cover di Creep dei Radiohead, cantata e suonata da Vicio e Samuel seduti ognuno sul rispettivo palco.

Durante la seconda metà del concerto, si unisce ai Subsonica anche Willie Peyote, compagno sabaudo del quintetto che li sta accompagnando per tutto il tour, e che oltre a cantare L’incubo, featuring presente nel nuovo disco, ci dedica la sua I cani

Sul finale, il ritmo aumenta con tracce che conosciamo bene: Il Cielo su TorinoAbitudineBenzina Ogoshi. Il climax è Tutti i miei sbagli, che, come ci ricorda Samuel, i Subsonica hanno cantato a Sanremo nel 2000 e che è stata poi inserita in Microchip Emozionale. La memorabilità della performance di quello che è probabilmente il pezzo più famoso del gruppo, si deve in egual percentuale al gruppo ed agli spettatori in visibilio, in uno di quei momenti che scatenano l’energia di un milione di kilowatt. 

Io vi invito ad andare a rivedere l’esibizione del Festival, presentata da Fabio Fazio, vi impressionerà. 

Vi colpirà l’inattacabile energia di Samuel, di cui più volte ci siamo chiesti tra un salto ed un altro sulle casse se avesse una controfigura nascosta dietro le quinte. Vi farà sorridere una delle prime versioni dei tre microfoni effettati che hanno reso il gruppo di Torino semplicemente inconfondibile. Vi farà ballare, proprio come oggi.

Roma è una città importante per la band, lo ripetono più di una volta.

Roma è una città importante. E questo è stato trasmesso e comunicato alla grande.