Home / Tag Archives: Sud America

Tag Archives: Sud America

CILE – Piñera: a volte ritornano

Prendete il Cile e unitelo all’Italia per un istante o almeno per chi ha più di venticinque anni verrà semplice comprendere la statura del personaggio di cui si parla.

Quando si parla di Cile, il mio pensiero automaticamente va al giocatore cileno che ha riempito per anni il mio cuore: David Pizarro. Non scorderò mai il suo attaccamento ai suoi colori nazionali, che occasione abbastanza rara, lo portarono a lanciare la propria maglia verso la Sud, nel settore un tempo occupato dal più glorioso gruppo ultras della storia romanista (se non italiana). Lo stesso gruppo nella sua mitologica antologia è rimasto celebre per lo striscione “A volte ritornano”. Questo si potrebbe dire di Sebastian Piñera, il nuovo presidente del Cile, che ha vinto il ballottaggio di domenica. 

Tornando all’unica religione mondialmente riconosciuta ossia il calcio, il neo eletto presidente è proprietario della squadra Colo Colo e della tv Chilevision e questo ci riporta a pensare a un altro, forse il più grande presidente della storia del calcio europeo, che a Marzo giocherà l’ultima discesa in campo, ma stavolta in Italia.

L’analogia con il Bel Paese vuole che a sinistra, al Presidente di un club e di una televisione, gli siano ricordate le storie di scandali dovute a problemi giudiziari. 

Come per l’Italia, marzo 2018,  sarà un mese cruciale e tre giorni prima le nostre elezioni giorno Sebastian Piñera s’insedierà al Palacio de La Moneda. Piñera è considerato un moderato, e non una figura direttamente associata ai conservatori di estrema destra che hanno fatto parte della dittatura militare guidata da Augusto Pinochet che ha governato il Cile dal 1973 al 1990.

Coe in ogni elezione al mondo il punto centrale della sconfitta della sinistra di Bachelet è stata la situazione economica. Nel 2016 la crescita del Pil è stata del 1,6% e nel 2017 del 1,4%, dati similari o di poco migliori di quelli italiani.

Ma, tutto ciò è assai poco per un Paese con straordinarie ricchezze naturali, il pensiero va al devastato Venezuela.

Le sfide maggiori e qui una nuova simbiosi con l’Italia sono le pensioni, ma con il problema inverso ossia il flop del sistema dei fondi privati e infine un’istruzione troppo elitaria per essere considerata degna in uno Stato democratico. O per lo meno la mia persona considera tale chi prende spunto dal testo della Politica di Aristotele.

E nel frattempo in Cile sta per arrivare papa Francesco, il primo pontefice sudamericano, la cui presenza non è caldeggiata dalla popolazione. Scrive infatti Vatican Insider:

La Chiesa cilena è una Chiesa ferita. Le sue molteplici piaghe, sofferenze, patimenti, fanno parte di un elenco lungo: dai difficili rapporti con il governo uscente della signora Bachelet (depenalizzazione dell’aborto, riforma educazionale, diritti civili, questione “Mapuche”, solo per citarne alcuni), ai gravissimi problemi di pedofilia, con particolare riferimento a casi di occultamento o copertura (che coinvolgerebbero anche alcuni vescovi), la vicenda del vescovo di Osorno, monsignor Juan Barros (nominato da Francesco e molto inviso a una parte dei fedeli), una stampa in generale piuttosto ostile e molto critica dei tre cardinali del Paese

Cile che sembra Italia, con le stesse problematiche strutturali. Gli eterni ritorni, una Chiesa Cattolica in difficoltà e, infine, la speranza di chi al welfare preferisce il sole.

Mondiali 2014: ulteriore sviluppo economico per il Brasile o fonte di nuovi problemi?

Nell’ultimo decennio, il mondo intero ha vissuto grandi momenti di cambiamento. Transizioni dovute a un’ingente crisi economica, tecnologie sempre più avanzate e importanti cambi di governo hanno avuto luogo in molti Paesi del mondo.

In questo panorama di trasformazioni, una particolare attenzione merita di essere data al Sud America. Il Venezuela, in seguito alla morte di Chávez, si avvia verso una nuova fase politica che promette di ristabilire gli equilibri del Paese, mentre la Colombia ha intrapreso un nuovo percorso a favore di pace e sicurezza. Ma il più strabiliante dei risultati ottenuti dai Paesi latinoamericani è di certo quello del Brasile. Non soltanto vi è in atto una rivoluzione culturale, che prevede un più economico accesso a musei, teatri e biblioteche per favorire la crescita dell’istruzione; il Brasile è inoltre stato scelto come Paese ospitante i Mondiali di Calcio del 2014. Un evento sportivo di tale portata non potrebbe che giovare all’economia brasiliana, già in grande crescita grazie a un florido turismo, al punto da superare la Gran Bretagna in fatto di PIL, diventando la sesta potenza mondiale.

Tuttavia, vi sono aspetti negativi che meritano di essere considerati. I Mondiali di calcio sono per il Brasile un’opportunità di confermare il proprio rilievo sul piano internazionale, ma pongono anche il Paese sotto a un costante riflettore, non sempre benevolo. Le prime critiche sono state mosse riguardo alla lentezza con la quale i lavori di preparazione all’evento sembrano essere svolti. Duri giudizi arrivano proprio da Jerome Valcke, segretario generale della FIFA.

Sorge dunque il dubbio che, se il ritmo dei lavori non sarà accelerato, la sede dei mondiali possa essere spostata. Gli stessi media brasiliani hanno posto l’accento sul diritto della FIFA di scegliere un nuovo Paese ospitante entro giugno, senza penale alcuna. A essere al centro delle polemiche non sono solamente gli stadi, bensì anche le extra strutture necessarie per la sicurezza degli spettatori e dei turisti. Un preoccupante segnale per il Brasile del Mondiale è stato il licenziamento di Ricardo Teixeira, storico Presidente della CBF (Confederação Brasileira de Futebol), recentemente accusato di corruzione.

Sarà il colosso sudamericano in grado di gestire un così grande impegno e portare a termine i necessari lavori, pensando alla prospettiva di guadagno e fama che potrebbe trarne, o non riuscirà a far fronte all’enorme responsabilità? Alla luce dei fatti, si dovrà aspettare qualche mese per sapere quali saranno le sorti del Brasile come Paese ospitante una dei più rilevanti eventi sportivi del mondo.

Giulia Aloisio Rafaiani – AltriPoli