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Dicono di lei approda al Teatro Bella Monaca

Al Teatro Tor Bella Monaca approda dal 12 al 14 ottobre DICONO DI LEI, di Roberta Calandra, con Nadia Perciabosco e la regia di Massimiliano Vado.

Presentato dall’Associazione Culturale Attrici Clandestine e dalla Casa Internazionale delle Donne al centro dello spettacolo troviamo Anita Marzo, famosa attrice immaginaria, che fa perdere le sue tracce mentre altri cinque personaggi si interrogano sulla sua fine…Morte, suicidio, capriccio, amore, insoddisfazione professionale, stanchezza, voglia di stupire o solo normalità… la madre borghese, la sorella vagamente ottusa, la sedicente rivale in amore e palco, l’energica manager, la figlia smarrita e assetata di normalità compilano ipotesi senza risposta. DICONO DI LEI non è solo un testo teatrale, ma una collezione maniacale di informazioni, un museo teorico intitolato ad un’attrice, una confessione di impotenza del genere umano, una contraddizione fitta come un gomitolo di corda che nessuno può riuscire a sciogliere.

La sfida intellettuale dell’autrice Roberta Calandra è di disegnare una persona senza mai farla vedere – e ovviamente senza mai sentirla parlare – affidando ogni confessione a chi le stava accanto, per vocazione, per legame familiare o anche solo per invidia professionale quanto umana. La protagonista, una famosa attrice contemporanea, non si vedrà mai, ma compariranno in scena solo le voci familiari che cercano, anche attraverso paradossali contraddittori, di codificarla. Una donna ironica ed ottusa, depressa e iperattiva, una donna di grande fascino e insicura, ci ricorda l’immensa fatica di essere se stessi in una società sempre meno privata e insieme l’irrefrenabile bisogno di piacere per esistere, una donna che, malgrado sia così speciale, assomiglia terribilmente ad ognuno di noi.

dicono di lei

Info

Teatro Tor Bella Monaca, via Bruno Cirino | 00133, Roma
all’angolo di viale Duilio Cambellotti con via di Tor Bella Monaca

Prenotazioni: tel 06 2010579

Botteghino: feriali ore 18-21.30, festivi ore 15-18.30

promozione@teatrotorbellamonaca.it

www.teatrotorbellamonaca.itwww.teatriincomune.roma.it

Biglietto intero 10,50 Euro- ridotto 8,50 Euro

Venerdì 12 e sabato 13 ottobre ore 21.00

Domenica 14 ottobre ore 18.00

Diversa Interpretazione, al via la nuova stagione artistica del Nuovo Teatro Orione

Diversa Interpretazione è l’emblematica denominazione con cui inizierà la nuova e diversa interpretazione artistica che caratterizza la stagione 2018/2019 del Nuovo Teatro Orione.

Ecco allora un’anteprima degli spettacoli cui si potrà assistere quest’anno.

Si parte con “Corti da legare”, la rassegna già portata in scena lo scorso anno frutto della sinergia tra teatro e psicologia; il primo appuntamento serale avrà luogoil 27 ottobre con “Il disturbo multiplo di personalità” per poi proseguire con temi quali la dipendenza da Internet, l’alcolismo, l’autismo, il disturbo Borderline, la dipendenza sessuale.

Novità di quest’anno saranno i matinee dedicati e appositamente studiati per i ragazzi, che verranno

avvicinati a tematiche tanto delicate quanto drammaticamente vicine al loro immaginario: bullismo, gioco d’azzardo patologico e dipendenza da internet.

A dicembre andrà in scena a grande richiesta, in una veste rinnovata lo spettacolo musicale dedicato ai bambini“Un Natale da favola” in versione serale e mattutina per le scuole. Il 23 dicembre sarà una vera e propria festa per le famiglie, prima dello spettacolo serale infatti avrà luogo un evento dedicato ai più piccoli che potranno giocare, divertirsi e condividere una merenda.

Si prosegue con un’altra iniziativa di sicuro interesse: “Costellazione Cancro”(gennaio 2019).

Una rassegna interamente gratuita, promossa dalla clinica Sanatrix e dal dott. Andrea Mancuso,Specialista in Oncologia Medica di Ricerca/ Biologia Molecolare applicata ai Tumori Solidi e fondatore di B-Mat ILab, che intende informare e confrontarsi su tematiche quali la nutrizione oncologica con la presentazione del libro“il cibo ideale”, la psiconcologia, in collaborazione con Corti da legare e su argomenti molto delicati quali le nuove terapie e l’efficacia del sistema sanitario nazionale nella lotta al tumore.

Anche quest’anno i live di “Molto rumore per nulla”caratterizzeranno la programmazione musicale al teatro di via Tortona; il progetto di quest’anno si pone un obiettivo differente: trasformare il format in una vera e propria stagione di concerti.

Molte le novità ma tante anche le conferme rispetto alla scorsa edizione: Matteo Casilli, organizzatore di vari festival musicali e fotografo romano la cui arte è esposta in maniera permanente nel Foyer del Nuovo Teatro Orione sarà il Direttore Artistico della stagione musicale.

Il nuovissimo format degli eventi, che partiranno a gennaio 2019, prevede anche quest’anno il consueto aperitivo nel servito dal Bar Orione, il live principale avrà luogo in sala – 976 posti a sedere – e sarà un vero e proprio concerto.

Giuseppe Di Falco porta in scena per “Diversa Interpretazione” due spettacoli musicali, rispettivamente “Il volo di Leonardo”sul genio italiano scritto e diretto da Michele Visone e “Disincantate! Le più stronze del reame”, migliore musical edito al Musical Day 2017,  migliore direzione musicale, migliore regia/coreografia e migliore spettacolo al BrodwayWord Awards 2017.

Le date delle repliche saranno rispettivamente, per “Il volo di Leonardo” il 15  e 16 febbraio 2019 alle ore 21.00 e per le scuole il 15 febbraio 2019 dalle ore 10.00, mentre per “Disincantate!” la data prevista è il 15 marzo 2019 alle ore 21.00.

Il 2 maggio 2019 sarà il turno de “L’Ascensore, un thriller sentimentale”,spettacolo di stampo Off Broadway, con 3 attori e un pianoforte sul palco, lo spettacolo prevede l’alternanza di suspense e romanticismo, tra continui colpi di scena in cui sarà il pubblico a dover riordinare i pezzi del puzzle per comprendere il ruolo di ogni personaggio in questa partita a carte contro il destino.

Andato in scena per la prima volta in Spagna nel 2017, viene presentato in Italia dalla compagnia “I perFORMErs”, in collaborazione con Altrove Teatro.

Per concludere si riserva un accenno ad “Attori in corso”, l’offerta formativa del Teatro Orione distinta in due percorsi, uno per professionisti e uno per amatori. Il percorso amatoriale, dedicato a tutti coloro che intendono approcciarsi per la prima volta allo studio teatrale e che vorrebbero apprendere gli strumenti basilari per poter affrontare il palco, si terrà ogni lunedì dalle 19:00 alle 21:00.

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04-05-’98: Strage in Vaticano – Quando il teatro sostiene la cronaca

Dal 2 al 6 maggio andrà in scena al teatro dei Documenti di Roma “04-05-’98: STRAGE IN VATICANO” lo spettacolo ispirato ai fatti di sangue avvenuti in Vaticano vent’anni fa in cui morirono tre persone. Ne abbiamo parlato con il regista Paolo Orlandelli.

Sarà in scena al Teatro Di Documenti dal 2 al 6  maggio lo spettacolo 4-05-’98: STRAGE IN VATICANO di Fabio Croce e per la regia di Paolo Orlandelli. In scena: Giuseppe Alagna, Antonietta D’Angelo, Emanuele Linfatti. Lo spettacolo è ispirato al triplice delitto avvenuto il 4 maggio del 1998 nella palazzina delle guardie svizzere presso la Città del Vaticano, nel quale perirono il neo-comandante dell’esercito pontificio Aloys Estermann, sua moglie Gladys Meza Romero e il giovane vice-caporale Cédric Tornay. La versione ufficiale fornita dalla Santa Sede poche ore dopo la strage e confermata con la chiusura dell’inchiesta (svolta senza il coinvolgimento della polizia italiana e degli avvocati dei familiari delle vittime), accusa il vice-caporale Cédric Tornay di omicidio-suicidio.

La magistratura vaticana ha respinto la richiesta di ricorso della famiglia di Tornay, basata sui risultati di una seconda autopsia effettuata sul corpo del vice-caporale presso l’Istituto di Medicina Legale di Losanna e di una perizia grafologica condotta sulla presunta lettera d’addio del giovane elvetico, i quali portano a credere ad un complotto volto ad eliminare il neoeletto comandante della Guardia Svizzera, con il Tornay utilizzato come capro espiatorio, colpevole solo di essersi trovato a portata di mano degli assassini.

A venti anni dalla strage, Fabio Croce e Paolo Orlandelli riportano l’attenzione su questo caso di insabbiamento e chiedono a Papa Francesco, tramite una petizione su Change.org, la riapertura del caso e la dichiarazione d’innocenza di Cédric Tornay.

 -Ciao Paolo, ci racconti la genesi dello spettacolo?

 L’idea è stata di Fabio Croce, editore romano che aveva pubblicato il libro di uno storico dell’arte che aveva conosciuto una delle vittime della strage. Nel 2008 Fabio mi chiese di lavorare insieme al progetto di uno spettacolo sul triplice delitto in Vaticano, in occasione del decennale. È stata la mia prima esperienza di teatro di denuncia. In seguito abbiamo realizzato altri due spettacoli insieme; “Vite Violate: Crimini sessuali nella Chiesa Cattolica” e “Il Cardinal Mia Cara”.

-Perché la scelta di un tema così spinoso?

Quando mettemmo in scena lo spettacolo per la prima volta, ricorreva il decimo anniversario della strage. Purtroppo ci ricordiamo del passato solo nelle ricorrenze. In realtà il tempo non passa mai quando si tratta di ingiustizie clamorose che turbano le coscienze dei cittadini, impotenti di fronte all’arroganza dei poteri forti. Non si dimenticano mai un figlio, un fratello o un amico morto, o un semplice cittadino sacrificato per logiche di convenienza. I cittadini onesti non dimenticano e chiedono, responsabilmente e democraticamente, unendo le loro voci per essere sentiti, che venga sempre ricercata la verità e vengano perseguiti i responsabili delle malefatte.

-Dato il tema scottante, ti è successo di incontrare difficoltà durante lo sviluppo del progetto?

Assolutamente no, la strategia del Vaticano è di ignorare completamente queste iniziative. Se esprimesse un qualunque parere su di esse, contribuirebbe a dare risalto all’operazione.

-La scelta di riproporre questo spettacolo a 10 anni dalla sua nascita, si connette con altri scandali di possibile insabbiamento ora molto caldi come quelli che riguardano Cucchi o Regeni?

Non proprio, ma ho fatto una esperienza molto positiva nel 2014 con uno spettacolo sul caso di Emanuele Scieri, l’allievo paracadutista morto a Pisa nel 1999, vittima di un atto di nonnismo. Tramite una petizione su Change.org, abbiamo interessato l’allora Ministro della Difesa Roberta Pinotti e provocato un movimento d’opinione che è sfociato nella istituzione di una commissione parlamentare d’inchiesta e nella richiesta di riapertura del caso presso la Procura di Pisa. Così abbiamo pensato di tentare il binomio spettacolo-petizione anche per la strage in Vaticano. Ci auguriamo che gli spettatori prendano posizione contro una palese ingiustizia e firmino la petizione a Papa Francesco e al Promotore di Giustizia dello Stato della Città del Vaticano affinché venga accolto il ricorso presentato dai legali della madre di Tornay e, ammesse le prove a discolpa del giovane vice-caporale, questi venga dichiarato innocente. Ecco il link della petizione: https://www.change.org/p/papa-francesco-verità-sulla-strage-in-vaticano

 -Ti sei avvalso di di esperti e professionisti in indagini/forensi per sviluppare la trama?

Una delle fonti principali del testo di Fabio è “Bugie di sangue in Vaticano” (Kaos edizioni, 1999) un libro scritto dai “Discepoli di Verità” un gruppo di ecclesiastici e laici residenti nello Stato della Città del Vaticano, che pubblicano informazioni sottaciute dalla Santa Sede. In questo libro, che riporta i risultati della seconda autopsia effettuata sul corpo del presunto omicida-suicida Cédric Tornay, si parla chiaramente di un complotto volto ad eliminare il neo-eletto comandante del Corpo della Guardia Svizzera Aloys Estermann, con il vice-caporale Tornay utilizzato come capro espiatorio.

-Dall’intrattenimento all’informazione. Qual è il valore del teatro?

Entrambe le cose, ma mai una sola di esse. È fondamentale che la società riservi degli spazi, oltre che per il divertimento, anche per la satira, la critica, la denuncia e l’approfondimento.

-Lo scopo è quello di convincere il Papa a riaprire questo discorso. Possibilità concreta o utopia?

Un sogno, direi. Noi ci proviamo…

INFO

Dove: Teatro Di Documenti, via Nicola Zabaglia, 42 – 00153 Roma

Quando: 2-6 MAGGIO 2018

Orario Spettacoli: da mercoledì a sabato ore 21.00 – domenica ore 18.00

Biglietti: intero € 12,00 –  ridotti  € 7,00 Tessera € 3,00

PRENOTAZIONI  da lunedí a venerdí dalle 10.30 alle 18.30  – tel. 06/5744034 – 06/5741622 – 328 8475891 www.teatrodidocumenti.it – teatrodidocumenti@libero.it

 04-05-’98: STRAGE IN VATICANO

di Fabio Croce

regia Paolo Orlandelli

con Giuseppe Alagna, Antonietta D’Angelo, Emanuele Linfatti

Aiuto regista Antonio Vulpiani

Movimenti di scena Roberta Lutrario

luci e audio Marco Di Campli San Vito

video editingVitamin Cor

 

Molto rumore per nulla – Gli Scortesi e Giovane Favoloso

Ottavo appuntamento della manifestazione Molto rumore per nulla con Gli Scortesi e Giovane Favoloso che si esibiranno presso il Nuovo teatro Orione giovedì 26 aprile 2018ore 19.30. Ingresso libero

Il programma dell’ottavo appuntamento, fissato per giovedì 26 aprile 2018 a partire dalle 19.30 presso la sede del Nuovo Teatro Orione in via Tortona 7 prevede l’esibizione de Gli Scortesi Giovane Favoloso.

Gli Scortesi sono una band nata nelle borgate di periferia a sud di Roma sul finire del 2015. Da allora tanti live, l’uscita di tre singoli (Gabbiani, Lexotane I Trentenni Non Esistono) e le registrazioni in studio del primo LP. Buona Convivenza, la canzone scelta come singolo, è il brano che meglio riassume lo spirito del gruppo e che esprime l’incapacità di due persone di coesistere nello stesso spazio, sia esso fisico o mentale.

Giovane Favoloso è un ragazzo della provincia toscana ma abita ormai quasi stabilmente a Roma.
Ha suonato in alcune band prima di intraprendere il suo progetto musicale da solista.

Il DJ Set della serata, di genere indie rock, sarà curato da TSIND. Si assisterà, inoltre, all’esposizione delle creazioni di Noemi Intino costume design, delle installazioni di Gubrin – Claudia Intino, oltre che di alcune delle foto di Matteo Casilli, tratte dalla sua ultima opera “Musician”, in mostra permanente nel foyer del teatro. Molto rumore per nulla apre le porte dell’ambiente teatrale a declinazioni artistiche inconsuete, con il nuovissimo BAR che farà da sfondo a ogni evento, accompagnandolo con cibi e bevande di qualità. Ogni aperitivo avrà luogo nel foyer del teatro.

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Generazioni scorrette. Storie di illogica realtà

Alessandro Martorelli ed Enrico Sortino ci parlano di Generazioni Scorrette, lo spettacolo che racconta le storie di chi non ritenuto conforme alle convenzioni sociali, viene considerato “diverso” esistendo e/o resistendo ai limiti della normalità.

Il 13 e il 14 aprile invadono il palcoscenico dello Spazio Diamante le storie di illogica realtà di Generazioni Scorrette, con gli artisti Alessandro Martorelli, Antonio Pellegrini, Francesco Di Cicco e Enrico Sortino.

Generazioni Scorrette (evento Fb) è lo spettacolo composto da una raccolta di storie i cui protagonisti sono persone che si trovano ai limiti o all’esterno di quella sfera inviolabile e sacra in cui l’individuo fin dalla nascita viene spinto per evitare l’esclusione dalla società. Una sfera con un nome preciso: normalità. Generazioni Scorrette  parla del diverso, che in tutte le sue forme ci spaventa e ci allarma. Il diverso, in quanto tale, non può far parte del nostro mondo sociale. Ma al giorno d’oggi, fare affermazioni di questo tipo, potrebbe comportare accuse e recriminazioni da cui è difficile difendersi. Che fare allora? Evitare facendo finta di avvicinare. Più precisamente avvicinare con le parole, ma evitare con i fatti. E questo lo sanno bene i personaggi di Generazioni Scorrette che con i loro racconti, ironici, comici e a volte drammatici ce lo ricordano, gettandoci addosso senza alcun filtro la scomoda verità. Uno spettacolo composto da brevi monologhi e dialoghi intervallati e accompagnati da commenti musicali ad hoc, il cui filo conduttore è la quotidianità, tagliente, a volte amara, ma soprattutto reale.

Abbiamo chiacchierato con due protagonisti dello spettacolo, Alessandro Martorelli, autore dei testi e da sempre appassionato delle storie degli altri, vere o finte che siano e Enrico Sortino, attore, cantante, conduttore e doppiatore.

 

– Come è nata l’idea di Generazioni Scorrette e quanto ti ha assorbito?

Alessandro: L’idea di Generazioni Scorrette (pag. Fb) è nata a seguito di una chiacchierata con Antonio Pellegrini con cui ho fondato la Compagnia Assioma. Avevo dei testi che ancora non prendevano una vera e propria forma. E Antonio buttò l’idea di provare a fare una serata di monologhi. Ma l’idea di eseguire solo dei testi non ci convinceva, perciò decidemmo di coinvolgere Francesco Di Cicco, e il tutto ha preso un’altra forma. Parole e Musica in pratica si sono fuse assieme e hanno creato un effetto particolare che ha suscitato emozioni più coinvolgenti e nitide.

Da lì è iniziata una scrittura frenetica e quasi di getto delle storie di vari personaggi, che probabilmente avevo già da tempo in mente, ma che ancora non avevano trovato il modo per uscire fuori. E scrivendo, poco a poco mi sono reso conto come questi personaggi fossero tutti uniti da un filo conduttore: essere ai margini della società.

Una generazione di persone che non trovano spazio e che vengono isolate perché non sottostanno a quelle norme sociali che sono accettate dalla morale comune. Insomma persone che si comportano in modo non corretto. Ma “non corretto” per chi?

-Come ti sei preparato per questo spettacolo, su cosa hai lavorato di più?

Enrico: La preparazione attoriale è sempre differente tra uno spettacolo e l’altro. Per Generazioni Scorrette ho preferito iniziare dall’analisi di ciò che poteva essere definito scorretto, rapportandolo alla contemporaneità della nostra generazione per l’appunto. In seguito, dopo avere scelto il monologo ho analizzato il testo provando a distaccarmi da qualunque forma di giudizio o pregiudizio personale. Credo che i personaggi di Alessandro Martorelli vivano vicende interessanti, affrontando la paura della diversità, che vista con gli occhi della “normalità sociale” può far apparire i protagonisti come dei pazzi.

– Da dove e/o chi prendi ispirazione?

Alessandro: Dalla vita. Dalle storie che ascolto, che mi raccontano, o che conosco personalmente.

In realtà io non faccio altro che assemblare pezzi di storie reali, mescolarle tra di loro e dargli una forma concreta. Certo, aggiungo molto del mio, ma di fondo, ogni storia narrata si basa su qualcosa di reale. Ed è per questo che le nostre storie piacciono. Perché sono plausibili. Perché ognuno di noi può riconoscerle e immedesimarsi.

Lo spettacolo è composto da una raccolta di storie, quale ti ha appassionato di più?

Enrico: Onestamente ti dico che ho letto tutti i monologhi di Alessandro Martorelli (stiamo parlando di un centinaio di scritti)! Devo ammettere che è stato difficile sceglierne uno, perché sono arrivate tante ispirazioni da diversi pezzi. Sicuramente il monologo che ho scelto mi ha calamitato a sé perché analizza la sensazione della paura, quella nello specifico di un genitore (e io non sono un genitore) che, per un imprevisto violento, rischia di lasciare la sua famiglia. Ho affrontato questo ruolo con curiosità e delicatezza abbandonando ogni forma di sicurezza per accogliere il crollo emotivo che sfocia nel pianto e, nel caso del personaggio, nell’alcol. Come sempre evito di stare ‘comodo’ dentro i panni di un personaggio, amo sperimentare attraverso la scomodità emotiva e fisica che sensazioni e sentimenti differenti possono far scaturire dentro il cuore. Tra i monologhi di Alessandro molti mi hanno appassionato: queste storie di apparente diversità che non rientrano nella “normalità sociale” andrebbero vissute tutte!

 

– Per te gli scorretti sono più intriganti dei “politicamente corretti”, perché?

Alessandro: Assolutamente sì. A prescindere dal fatto che i cosiddetti “politicamente corretti” hanno altissime probabilità di essere degli “scorretti frustrati”, i personaggi che suscitano in me emozioni, sono quelli che non riesco ad inquadrare. Mi piace allora andare a fondo. Cercare di capire perché hanno quel determinato comportamento, capire quali sono i loro pensieri, quali sono le loro paure, emozioni. Cerco di fare una mia personalissima analisi e di entrare in contatto con loro a livello empatico.

E a volte devo dire che ciò mi provoca molto disagio. Ci sono storie che sembrano troppo assurde per essere vere. Che ti colpiscono come un pugno allo stomaco.

Ed è questo quello che ci piace fare con questo spettacolo. Raccontare attraverso le parole e la musica storie che partono come carezze ma che arrivano come pugni allo stomaco

-Il valore della recitazione

Enrico: Il “valore della recitazione” è un’affermazione molto molto importante. La recitazione non è altro che il colore della vita, dove la vita è una tela bianca e alla recitazione si affidano i colori. Sin dalla nascita ci si approccia naturalmente alla recitazione: ognuno veste panni di un personaggio; il bambino identifica la madre, identifica il padre, quindi assegnando un ruolo ai propri genitori riuscirà ad identificare se stesso per creare il suo personaggio. Io credo che la recitazione sia fondamentale per la crescita di ogni adolescente; confrontarsi con le proprie sensazioni, abbattere le protezioni e gli scudi che la società ci impone ci permette di vivere autenticamente per avere il privilegio di “esistere” realmente e di essere autentici, veri, rispetto ai sentimenti, agli impulsi del cuore. La recitazione ha un valore introspettivo fondamentale per la vita.

-Chi è il “diverso”?

Alessandro: A mio avviso il diverso è tutto ciò che da cui ci allontaniamo perché non è simile a noi. Ma chi è che ha stabilito le regole per definire cosa è normale e cosa no? Quali sono le norme comportamentali da seguire per essere accettato e rispettato dalla comunità? Il fatto è che non esiste una risposta certa. Ognuno di noi nel suo piccolo almeno una volta nella vita si è sentito “diverso”. Magari a scuola, a lavoro, o forse mentre faceva la fila alle poste. Almeno una volta ciascuno di noi si è chiesto se stava facendo la cosa giusta, o se ci fosse qualcosa di sbagliato in lui perché magari aveva un pensiero non conforme alla comunità. Ecco, in quel momento siamo stati diversi, e forse non ci siamo sentiti a nostro agio… ma se invece ci fosse piaciuto?

Enrico: Diverso è colui che non guarda con i suoi occhi ma con gli occhi del mondo; quel mondo che impone di vedere il bello sotto una convenzione preimpostata. La diversità secondo me rappresenta la normalità, o al massimo una parte di essa: il diverso fondamentalmente è speciale perché ha una indole, un’appartenenza o uno stile di vita che oltrepassa i canoni convenzionali che la collettività è abituata a vedere. Esistono naturalmente tantissime forme di diversità ma la diversità risiede nell’essere umano e ogni essere umano è differente dall’altro, pertanto io credo che le differenze, le diversità, per l’appunto, fondamentalmente non esistano: c’è solo un modo diverso di guardare le cose; ed è guardando le cose da una prospettiva differente che spesso si riscopre un’altra faccia della verità dove tutto è consentito e tutto è possibile.

INFO Generazioni Scorrette

Dove: Spazio Diamantevia Prenestina 230 B– Roma

Biglietti: Intero 15 € + 2 € prevendita, Ridotto 13,5 €

Info. Tel 06 6794753

Il botteghino aprirà 1 ora prima della spettacolo

Lo spettacolo non è adatto ai minori di 13 anni.

Prevendita:

Botteghino di Teatro Sala Umberto, via della Mercede 50 – Roma

Botteghino di Teatro Brancaccio, via Merulana 244 – Roma

Ticketone.it e presso i punti vendita tradizionali

Vestire gli ignudi. Intervista a Vittoria Faro

Vittoria Faro è l’eclettica attrice e regista che ha interpretato Ersilia Drei in Vestire gli ignudi di Luigi Pirandello. Agrigentina di nascita, appassionata e talentuosa. L’abbiamo intervistata per voi

Vittoria Faro non ci è nuova, no perché in effetti l’avevamo incontrata in occasione di Sogno, ma forse no, uno dei testi più brevi di Luigi Pirandello che ha diretto e interpretato. Ci è tanto piaciuta che siamo tornati a vederla al Teatro Palladium di Roma in Vestire gli ignudi. In questa rappresentazione di una delle commedie pirandelliane più complesse, Vittoria Faro è diretta da Gaetano Aronica nel complesso ruolo di Ersilia Drei, la protagonista. Un personaggio difficile e articolato, interpretato anni fa da Mariangela Melato. Vittoria Faro veste i panni o meglio quell’ “abitino decente” di una donna che sceglie di liberarsi dalle catene della parola e di allontanarsi dalle malelingue per far emergere la sua purezza e la sua verità. Una donna oggetto di violenza, ma non vittima, esempio della ribellione femminile tanto quanto della vita che pulsa. La sua interpretazione ci ha incantato al punto di farci affezionare ad Ersilia, di preoccuparci per lei; ci ha coinvolto facendoci sentire parte della rappresentazione, regalandoci il meglio che l’esperienza teatro possa trasmettere. Qualche giorno dopo lo spettacolo pensavo ancora ad Ersilia e così ho chiesto a Vittoria Faro di parlarcene. Ci ha raccontato della sua interpretazione, delle sue origini che si intrecciano come per destino con quelle di Pirandello e abbiamo affrontato uno dei temi trattati da Vestire gli ignudi, quello della violenza contro le donne.

  • Chi è Ersilia Drei?

Ersilia è una giovane donna, e non sappiamo esattamente da dove viene o meglio quali siano le sue origini, è un’orfana, un’anima nuda che sente la necessità di rivestirsi di un abito di rispettabilità, di qualità’ apprezzate dagli altri, per dare un senso alla propria vita e sentirsi concretamente qualcosa.

  • Quello di Ersilia Drei è un personaggio complesso che vive un conflitto interiore dalla prima all’ultima battuta. Come ti sei preparata per interpretarla?

E’ stato molto difficile preparare questo personaggio e soprattutto conoscerlo a fondo a tal punto da farlo mio. Sicuramente un grande aiuto mi è stato fornito dal regista con cui abbiamo fatto un mese di tavolino per scavare, andare affondo quasi nelle viscere per capire realmente chi fosse senza il pregiudizio. Non poteva e non doveva essere una vittima, ma alla fine lo sarà, è una bugiarda ma in quel che dice c’è un fondo di verità, è innamorata ma forse non lo è più … insomma un personaggio abbastanza schizofrenico con molti cambi di registro. Quindi prima appare come un personaggio da rotocalco, poi si trasforma in una sorta di malata immaginaria, poi diventa l’innamorata e poi ancora donna. Ho semplicemente cercato di far spazio dentro me stessa a queste tante donne in una, mi sono lasciata andare e il personaggio ha preso spazio e forma.

  • È la prima volta che ti misuri con un personaggio così?

Posso dire di aver interpretato nel mio percorso da attrice molti ruoli da protagonista o che comunque avessero una loro complessità, e spesso questo ha giocato a mio sfavore dato che in Italia i ruoli da protagonista vengono quasi sempre assegnati ai soliti nomi o ai volti noti, o a donne troppo adulte anche se fuori parte, hanno cercato di farmi fuori con poco! Dunque non è la prima volta che mi misuro con un personaggio complesso ma la prima vera volta in cui riesco ad esprimermi con un personaggio così grande, davanti a un pubblico copioso e sulle tavole di un vero palcoscenico, questo si.

  • Tu sei agrigentina, come Pirandello. Le tue origine ti legano in qualche modo alle sue opere?

Che dire….io amo follemente Pirandello, e mi dispiace per chi lo trova borghese chi lo definisce così non ha affatto capito la sua poetica. I personaggi pirandelliani hanno, come dice Giovanni Macchia ne “la stanza della tortura”, un rifiuto dell’essere e della vita così come si presenta nella sua apparenza ingannevole e inconsistente, nella speranza che almeno nella finzione letteraria possa conoscere la felicità e la gioia di vivere. Mostri che vagano alla ricerca di un autore che li scriva, personaggi desiderosi di venire allo scoperto nella loro essenza, nella parte più’ intima del se, nella loro “mostruosità”.  Capisci bene che in una terra come la Sicilia dove la prima regola è il silenzio, un autore come Pirandello ha fatto centro. Aggiungi a questo che io gli sono affezionata perché ho anche avuto la fortuna di crescere giocando tra i suoi ulivi, la mia migliore amica viveva li e noi giocavamo sotto il suo pino, respirando le sue ceneri.

  • Vestire gli ignudi, scritto nel 1922 affronta un tema di grande attualità oggi, quello della violenza sulle donne…

Non esattamente, io credo che affronti il tema della violenza sulle donne e sugli uomini, senza distinzione di sesso ma è più una violenza psicologica che fisica, anche se sull’ultima scena il Console proverà nuovamente ad abusare di lei ma tenendola legata a un senso di colpa di cui riuscirà a liberarsi soltanto attraverso il suicidio. La vera violenza la fa la società, chiedendo quell’abito di rispettabiità,  che però deve rientrare nel gusto altrui! Non a caso prima di morire in una drammatica scena confessa di essersi suicidata la prima volta per dare un addio al mondo “con un abitino decente” ma la lacerazione di quest’ultimo da parte degli astanti la porterà a morire nuda. Ersilia si toglie la vita per la vergogna di essere stata la protagonista di vicende vergognose.

 

 

 

Vittoria Faro è Ersilia Drei in Vestire gli ignudi di Pirandello al Teatro Palladium

Vestire gli ignudi va in scena al Teatro Palladium di Roma dal 15 al 18 marzo per la regia di Gaetano Aronica. Nel cast Vittoria Faro che interpreta la protagonista Ersilia Drei.

Vestire gli ignudi è una commedia di Luigi Pirandello, tra le più intriganti del suo repertorio. Si tratta di una commedia noir, un giallo che  si sviluppa verità dopo verità, in cui niente è come sembra. Vestire gli ignudi è un testo di contrasti, primo tra tutti quello tra “maschile” e “femminile”. L’ uomo rappresenta in modo emblematico la società e il potere, agendo, come in un meccanismo comandato, sempre per dovere; la donna invece  si libera nell’ istinto, non teme la sua interiorità, i suoi sentimenti sa mettersi a nudo, sa rischiare, vivendo la vita senza riserve.

L’eclettica attrice e regista Vittoria Faro diplomata all’Accademia Nazionale D’Arte Drammatica Silvio D’Amico è l’interprete del celebre e complesso personaggio di Ersilia Drei, protagonista di “Vestire gli Ignudi”, per la regia di Gaetano Aronica, già andato in scena al Teatro Pirandello di Agrigento il 22 dicembre scorso, partito in tournée da Modica venerdì 9 marzo. L’attrice agrigentina, dopo “Sogno (Ma forse no)” a Febbraio al Teatro di Documenti di Roma per cui ha curato anche la regia, si misura, ancora una volta, con un testo di Luigi Pirandello interpretando un personaggio dalle mille sfaccettature.

 

È la storia di Ersilia che sentendosi niente, per essere qualcosa, accetta di essere quella che gli altri hanno voluto che fosse. Un dramma interiore il suo, non del tutto risolto che rimane avvolto nel mistero. Una donna romantica ma sventurata che viene investita da una serie di maldicenze che la condurranno a sentirsi colpevole di un delitto non commesso, non amata ed usata dagli uomini che ha incontrato sulla sua strada. Per questo deciderà, alla fine, di abbondare questa vita terrena per rimanere definitivamente “nuda” senza i vestiti che gli altri le hanno fatto indossare.

Un personaggio difficile e articolato quello di Ersilia Drei, già interpretato molti anni fa dalla grande Mariangela Melato. Una donna che sceglie di liberarsi dalle catene della parola e di allontanarsi dalle malelingue per far emergere la sua purezza e la sua verità. Una donna oggetto di violenza, ma non vittima. Ersilia è l’esempio non solo della ribellione femminile, ma della ribellione della vita che pulsa. “Vestire gli ignudi” entra nel pieno nelle tematiche attualissime sulla violenza contro le donne, con la sconvolgente modernità di Pirandello.

INFO

Vestire gli Ignudi – Adattamento e regia di Gaetano Aronica

Cast: Andrea Tidona, Gaetano Aronica, Vittoria Faro, Stefano Trizzino, Barbara Capucci, Fabrizio Milano

Scene e costumi: Antonia Petrocelli
Disegno luci: Luca Pastore
Assistente alla regia: Riccardo Contrino
Assistente scena e costumi: Francesca Rossetti
Sartoria Farani – Roma

Una produzione Teatro Pirandello (Agrigento)

Orario spettacolo: da giovedì 15 a sabato 17 ore 21.00 – domenica 18 ore 18.00

Prezzi: Intero € 15 / Ridotto € 10 / Studenti € 5

Prevendite:
biglietteria.palladium@uniroma3.it – tel. 327 2463456 (orario 10:00-13:00 / 15:00 – 20:00)
http://www.liveticket.it/TeatroPalladium

Teatro Palladium – Università Roma Tre
Piazza Bartolomeo Romano, 8
00154 ROMA

Torna molto rumore per nulla al nuovo Teatro Orione – aperitivi live a teatro

Torna Molto rumore per nulla al Nuovo Teatro Orione – teatro e musica live

Primo appuntamento di “Molto rumore per nulla”  venerdì 9 marzo 2018 – ore 19.30

l nuovissimo BAR del Nuovo Teatro Orione, che verrà inaugurato in occasione del primo appuntamento, curerà food & beverage nei prossimi dieci incontri (uno a settimana, fino al 19 maggio). Ogni aperitivo avrà luogo nel foyer del teatro e sarà accompagnato da musica e dj set live, con un palco aperto a ogni tipo di forma artistica.

Il programma del primo appuntamento, fissato per venerdì 9 marzo a partire dalle 19.30 presso la sede del Nuovo Teatro Orione in via Tortona 7 (INGRESSO LIBERO e PARCHEGGIO GRATUITO), prevede, in primo luogo, l’esibizione degli STAG. Gli STAG, band romana che nasce dal progetto musicale solista di Marco Guazzone, debuttano nel 2012 con un album prodotto da Steve Lyon.

Il loro percorso li vede divisi tra concerti, collaborazioni, e colonne sonore per il cinema, da quella con Malika Ayane per il film Fratelli unici a “To the wonder”, composta per il film Un bacio di Ivan Cotroneo, che gli è valsa la candidatura ai David di Donatello 2017 come Miglior brano originale. Dal 2016 conducono un programma di musica dal vivo su In Blu Radio. Il loro ultimo disco, Verso le meraviglie, è uscito nel marzo 2017.

Il DJ Set della serata, di genere indie rock, sarà curato da TSIND. Si assisterà, inoltre, all’esposizione delle creazioni della costume design Noemi Intino.

Molto rumore per nulla apre le porte dell’ambiente teatrale a declinazioni artistiche inconsuete, con un nuovo bar che farà da sfondo a ogni evento, accompagnandolo con cibi e bevande di qualità.

Relazioni Stampa e Media

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Sogno, ma forse no

Da stasera fino a Domenica pomeriggio andrà in scena al Teatro Dei Documenti, piccolo gioiello nascosto sotto al monte dei cocci di Testaccio, “Sogno, ma forse no”.

 

Vittoria Faro, regista e interprete, presenta uno dei testi più brevi di Luigi Pirandello. A pochi giorni dal debutto andiamo a trovare la compagnia, formata da Ivan Giambirtone, Elisabetta Ventura e Vittoria, in uno studio di architettura nei pressi del teatro. La regista ci spiega quanto sia forte l’influenza del cinema muto tedesco degli anni 20 e del “Gabinetto del Dott. Caligari”. Luci forti ed ombre dominanti, volti a veicolare meglio le nostre reazioni/emozioni.


La accompagneranno sul palco Ivan Giambirtone, un Uomo in frak, presenza (forse) reale dell’amante, del quale però la Giovane donna, ambiziosa e vanesia, è stanca: attratta, si direbbe, da un antico innamorato, tornato in patria con un cospicuo patrimonio, e da Elisabetta Ventura, una Cameriera muta, che si esprime solo con il Tip-Tap, ha il ruolo di testimone degli accadimenti e di una verità che verrà chiarita solo sul finale quando finalmente si udirà la sua voce.

 

 

I due amanti si attraggono e si respingono in un gioco spietato, a volte brutale, che solo alla fine si ricompone e si congela in un quadro surreale e angosciante. I due appaiono e scompaiono: sulla scena incorrono come in un sogno le loro voci che si propagano come rievocate in uno spazio irreale ( o forse vero?).

Vi proponiamo l’intervista realizzata e possiamo assicurarvi un’esperienza nuova e intensa, in uno spazio da riscoprire e rivalutare.

Meglio Tacere! Al teatro Ar.Ma di Roma

«Meglio Tacere! è la nuova brillante commedia scritta e diretta da Alessandro Martorelli in scena al Teatro Ar.Ma di Roma»

Teatranti Tra Tanti presentano Meglio Tacere! La nuova entusiasmante commedia scritta e diretta da Alessandro Martorelli Con Luca Avallone, Alessandro Martorelli, Antonio Pellegrini, Gianluca Zanellato, Chiara Della Rossa e Chiara David. Lo spettacolo andrà in scena al Teatro Ar.Ma (Pag. FaceBook) di Roma sabato 24 febbraio alle ore 21:00 e domenica 25 febbraio alle ore 18:00.

Lo Spettacolo:

Il detective Rothery viene assoldato dalla bellissima e affascinante vedova Miss Hogarth per scoprire chi ha ucciso suo marito Frank Mosley. Solo uno dei componenti della splendida villa di Los Angeles è il vero assassino ma per il detective non sarà così facile scoprirlo … O almeno questa dovrebbe essere la storia da raccontare a meno che gli attori della commedia non comincino a mettere in piazza le loro stesse vite…Una destrutturazione dell’attore che da professionista deve immedesimarsi nell’attore improvvisato e goffo che, incurante dello spettacolo, mette avanti i suoi problemi personali con i suoi colleghi dando vita al più puro metateatro. Una commedia coinvolgente e carica di ironia che ha conquistato il pubblico al suo debutto.

Teatranti Tra Tanti:

La compagnia “Teatranti Tra Tanti” è la naturale conclusione di un percorso artistico avviatosi nel lontano 1998 tra persone di età diverse ed esperienze eterogenee.

I componenti, inizialmente, si sono fatti conoscere come la proposta teatrale di un’Associazione Culturale locale, mettendo in scena commedie di grande impatto sul pubblico, quali:

  • Non tutti i ladri vengono per nuocere – di Dario Fo (1999)
  • L’Importanza di chiamarsi Ernesto – di Oscar Wilde (2000)
  • Le pillole d’Ercole – di C. M. Hennequin & P. Bilhaud (2001)
  • Taxì a due piazze – di Ray Cooney (2002)
  • Miseria e Nobiltà – di E. Scarpetta (2003)
  • Caviale e Lenticchie – di Scanicci e Tarabusi (2004)
  • Rugantino – di Garinei e Giovannini (2005-2006)

Nel 2007 la compagnia si sgancia dall’Associazione Culturale per fondare un gruppo teatrale autonomo.

Nasce così la Compagnia Teatrale Amatoriale “Teatranti Tra Tanti” che si presenta al suo pubblico con la commedia:

E’ una caratteristica di famiglia – di Ray Cooney (2007-2008).

La compagnia dei T.T.T. per gli anni 2010-2012 ha portato in scena la commedia brillante del duo comico romano Lillo & Greg:

Il mistero dell’assassino misterioso

con la quale ha vinto i seguenti premi: Premio Gradimento del Pubblico al concorso “Passaggio a Teatro” svoltosi a Passaggio di Bettona (Pg), Miglior allestimento scenografico al concorso “Il Confetto d’Oro” svoltosi a Sulmona (Aq).

Nel 2013 la compagnia è stata attiva su vari fronti attraverso la produzione e la realizzazione di due spettacoli:

Anche i Pink Floyd possono sbagliare
un monologo con musica dal vivo di e con Alessandro Martorelli, con il gruppo Dark Side Theater e la regia di Silvia De Grandis

Doppie Punte
due atti unici di Fabio Salvati con la regia di Virgilio Scafati

Nel 2014 i T.T.T. presentano al suo pubblico una nuova commedia brillante scritta da Alessandro Martorelli

Follia d’Ufficio

Una nuova commedia brillante scritta da Alessandro Martorelli, che si è aggiudicata il terzo premio del Concorso Nazionale per Autori Teatrali “Parole in Scena” indetto dalla F.I.T.A. di Messina. Inoltre lo spettacolo è stato vincitore dei i seguenti premi al concorso “Confetto D’Oro” di Sulmona AQ:
• Miglior Attore Protagonista
• Miglior Commedia Giuria dei Giovani

Nel 2015/16 i Teatranti realizzano due nuove produzioni:

Effetti Collaterali
Commedia in due atti di Alessandro Martorelli, seconda classificata al concorso nazionale Teatrin100, che vede la partecipazione di Luca Avallone (Fiction Rai Un’altra vita,Melevisione ecc.) per la regia di Alessandro Martorelli.

Generazioni Scorrette
Brevi monologhi o dialoghi intervallati e accompagnati da commenti musicali ad hoc.
Generazioni Scorrette è un format e ciò fa sì che ogni sera lo spettacolo sia diverso dalla sera precedente: ogni rappresentazione infatti viene arricchita con ospiti che hanno libertà di esprimersi con la propria arte, interpretando i temi trattati.

Il tessuto connettivo dei Teatranti Tra Tanti è dato dall’amicizia che, ad ogni spettacolo, si manifesta sul palco in una mirabile intesa artistica.

Insieme al talento di ogni componente della compagnia, maturata anche attraverso studi personali, va sicuramente menzionata la capacità di saper raccogliere la sfida delle imprese più difficili.

L’esperienza fatta di Teatri, Piazze e Concorsi, in questi anni, ha creato una fidelizzazione del  pubblico sempre maggiore, che alla fine risulta essere la miglior gratificazione per il lavoro svolto dalla compagnia.

Quando si assiste ad una commedia brillante messa in scena dai Teatranti Tra Tanti ci si dimentica di essere  in presenza di attori non professionisti, avvolti dalla magia del teatro.

 

Info

Dove: AR.MA TEATRO, Via Ruggero de Lauria 22 (Zona Prati)

Quando: Sabato 24 febbraio ore 21:00 e Domenica 25 febbraio ore 18:00

Intero 12 Euro – Ridotto 10 Euro