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Corti da legare: l’inedito progetto che unisce due mondi complementari: il teatro e la psicologia

Il 16 novembre si darà inizio al progetto “Corti da legare” al Nuovo Teatro Orione di Roma. A partire dalle ore 20.00 avrò luogo il primo appuntamento che tratterà il gioco d’azzardo patologico (GAP) un disturbo caratterizzato da “comportamento persistente, ricorrente e maladattivo di gioco che comprende gli aspetti della vita personale, familiare e lavorativa di chi ne è affetto”.

Il progetto prende vita dal felice incontro di due mondi: il teatro e la psicologia con l’obiettivo di gettar luce sul pregiudizio sul tema del disturbo mentale; mettere a nudo l’infondatezza di credenze diffuse sullo schizofrenico, sul giocatore d’azzardo, sul depresso; turbare l’abitudine di rimettersi a etichette diagnostiche di cui sappiamo poco e niente.

L’obiettivo del progetto, ideato e realizzato da giovani professionisti di entrambi i settori, è gettar luce sul pregiudizio sul disturbo mentale turbando l’abitudine di rimettersi a etichette diagnostiche di cui si sa poco e niente. Ne nasce una serie di corti teatrali di natura al contempo narrativa e didattica, al termine dei quali è previsto un approfondimento sul disturbo di volta in volta messo in scena.

I prossimi appuntamenti, calendarizzati in un evento al mese, tratteranno tematiche come: Il disturbo ossessivo compulsivo – 12 dicembre, La depressione – 22 gennaio, la dipendenza affettiva – 15 febbraio e, a concludere, il 16 marzo la schizofrenia.

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DOIT e ARTIGOGOLO 2018: i due bandi di concorso promuovere e stimolare la simbiosi tra scrittura per il teatro e messinscena

Sono online i bandi del DOIT – Drammaturgie Oltre il Teatro (bando teatrale) e dell’Artigogolo (bando letterario) entrambi giunti alla quarta edizione, curati da Angela Telesca e Cecilia Bernabei e prodotti dall’Associazione Culturale ChiPiùNeArt.

I due concorsi sono strettamente legati dal comune obiettivo di promuovere e stimolare la simbiosi tra scrittura per il teatro e messinscena, valorizzando proposte creative e innovative attente al sociale e alla commistione tra i linguaggi artistici.
Sul sito www.artigogolo.eu sono online il bando e il form di partecipazione alla quarta edizione del concorso di scrittura per il teatro L’Artigogolo.
Per il DOIT, il bando, il form di partecipazione e la scheda tecnica dell’Ar.Ma Teatro saranno online fino al 31 gennaio 2018 su www.doitfestival.eu

Il DOIT 2017

Più che un Festival di teatro contemporaneo DOIT – Drammaturgie Oltre il Teatro è un progetto di promozione culturale volto a favorire l’incontro tra realtà teatrali “periferiche”, provenienti da tutta Italia, e la critica, gli operatori teatrali e il pubblico.
Potranno partecipare alla selezione spettacoli originali di drammaturgia contemporanea senza limitazione di genere (commedia, dramma, tragedia, teatro danza, teatro canzone, teatro di narrazione, teatro civile) con particolare attenzione agli allestimenti delle giovani compagnie, alle tematiche sociali, alle performance in cui confluiscano stimoli di differenti linguaggi e ai progetti che promuovano il patrimonio storico e culturale.
Gli spettacoli selezionati andranno in scena per due sere consecutive, percependo il 70% dell’incasso, presso l’Ar.Ma Teatro di Roma, dal 13 al 25 marzo e dal 3 al 15 aprile 2018.
Il bando, il form di partecipazione e la scheda tecnica dell’Ar.Ma Teatro saranno online fino al 31 gennaio 2018 su www.doitfestival.eu.
Eventi editoriali, spettacoli fuori concorso e conversazioni con gli artisti, curate da giovani giornalisti, arricchiscono l’offerta del Festival.
Una Giuria (*) composta da Esperti e Docenti di scuole romane e una Giuria Giovane di studenti decreteranno lo spettacolo vincitore che otterrà un contributo alla promozione e la possibilità essere pubblicato all’interno della collana di drammaturgia contemporanea Le Nebulose, edita da ChiPiùNeArt Edizioni S.r.l.s.

Lo spettacolo vincitore sarà ospite nella stagione 2018/19 dell’Ar.Ma Teatro e sarà inoltre proposto ai teatri che fanno parte della Rete DOIT.
È possibile proporre l’adesione del proprio teatro al progetto di distribuzione e promozione della Rete DOIT compilando l’accordo scaricabile dal sito www.doitfestival.eu.

L’ARTIGOGOLO

Sul sito www.artigogolo.eu sono online il bando e il form di partecipazione alla quarta edizione del concorso di scrittura per il teatro L’Artigogolo.
La Giuria(**), composta da editori, scrittori, docenti e operatori teatrali valuterà le proposte pervenute e decreterà i vincitori delle due sezioni: Drammaturghi in azione, Drammaturghi esordienti.
All’interno della seconda sezione è prevista la partecipazione dei giovani studenti delle scuole secondarie. Il testo vincitore di ciascuna categoria sarà pubblicato come opera monografica all’interno della collana teatrale Le Nebulose edita ChiPiùNeArt S.r.l.s. e parteciperà, in concorso, al DOIT Festival 2018/2019, qualora venga a costituire spettacolo completo. Il vincitore della sottocategoria dedicata ai giovanissimi autori riceverà un buono libri e la sua opera sarà pubblicata online.
I vincitori e i menzionati di entrambi i concorsi presenzieranno alla Cerimonia di Premiazione che si terrà il 15 aprile 2018 presso l’Ar.Ma Teatro e riceveranno una targa di merito.

Info e sostegno
Il progetto di promozione della drammaturgia contemporanea proposto dai due bandi è totalmente autofinanziato dall’organizzazione.
Possibile aderire alla campagna di donazioni attiva sul sito www.doitfestival.eu.
Diverse ricompense, tra biglietti omaggio e riduzioni sugli ingressi a chi sosterrà con un contributo, anche minimo, la promozione del Festival.


Contatti
DOIT Festival – Artigogolo
angela.telesca@chipiuneart.it, cell. 3208955984
cecilia.bernabei@chipiuneart.it, cell. 3701359966
simona.lacapruccia@chipiuneart.it cell. 3923000475
Ufficio stampa DOIT Festival – Artigogolo
Chi Più Ne Art
ufficiostampa@chipiuneart.it; cell. 3208955984
Ar.Ma Teatro
Direzione artistica e tecnico-organizzativa Daria Veronese e Massimo Sugoni
Via Ruggero di Lauria, 22 – Roma
Email: info@capsaservice.it
Tel. 0639744093
Facebook: Ar.Ma Teatro

La più meglio gioventù sul palco del Nuovo Teatro Orione di Roma

Il 21 Ottobre alle ore 21.00 La più meglio gioventù andrà in scena sul palco del Nuovo Teatro Orione di Roma e garantirà un’atmosfera esilarante, con battute fulminanti, sarcastiche, ironiche e frizzanti.

Con inaspettate incursioni sul palco di ospiti noti e uno stile ispirato dal teatro canzone di Gaber, da richiami a Woody Allen, Ben Stiller, Marco Tullio Giordana e Samuel Beckett, La più meglio gioventù” nasce da un’idea di Alessandro Bardani e Francesco Montanari che, nei panni di loro stessi si ritrovano a scambiare opinioni sul mondo che li circonda, esprimendo a ruota libera pensieri, pareri ed ansie del tempo attuale.

Montanari e Bardani sono ormai una coppia di fatto in quanto a collaborazioni artistiche, hanno già recitato insieme in tv nella serie “Romanzo Criminale”, in teatro nel reading tributo “Grazie ancora Signor Gaber” e nello spettacolo teatrale campione di incassi che ha goduto della partecipazione di Giorgio Colangeli: “Il più bel secolo della mia vita”, scritto e diretto da Bardani stesso insieme a Luigi Di Capua dei The Pills.

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Lo Stato liquido e la lotta alla mafia: la storia di Falcone e Borsellino in scena al Teatro Orione

Lo Stato Liquido

Scritto e diretto da Sofia Bolognini – Produzione Young Theatre – Intervallo Teatro.
Con Alessandro Di Giulio, Alberto Albertino, Roberta Azzarone, Eletta Del Castillo, Tony Scarfì.

“Che cosa è lo Stato?”

In un gioco di flashback che incornicia la storia delle stragi dell’estate 1992, viene posta la suddetta domanda da un giovane Paolo Borsellino alla figlia Lucia, Cassandra premonitrice dei tragici eventi. Grazie alla scenografia dei ragazzi del liceo artistico San Giuseppe di Grottaferrata di Roma e il talento degli attori* , il palco si trasforma nella Palermo corrotta, posta sotto scacco da Cosa Nostra; ma come afferma Falcone all’amico e collega Borsellino “il vento sta cambiando”, perché si sta per celebrare il maxi processo. L’impegno dei magistrati antimafia viene rappresentato con cura nei dettagli storici del processo penale più famoso di tutti i tempi: una voce fuori campo ricorda l’ingente numero degli imputati, degli interrogatori, degli avvocati, dei pentiti, per non dimenticare e per insegnare l’impegno antimafia ai ragazzi. Questo spettacolo infatti è pensato per le nuove generazioni e riesce a trattare in maniera “leggera” un tema molto delicato.  Il pool antimafia composto dai magistrati Caponnetto, Falcone e Borsellino sta per arrivare alla verità sui traffici della mafia e per questo i veri servitori dello Stato vengono minacciati più volte dai boss, finché arriva quel 23 maggio. La strage di Capaci, e solo dopo 56 giorni, quella di Via D’Amelio. Lo Stato, da aggregazione di materia, diventa “liquido”, perché non è più solido nelle sue istituzioni, ormai infettate dalla illegalità e dalla mafia che si è insinuata nel tessuto sociale. Tramite gli occhi della figlia Lucia Borsellino, si ripercorrono i giorni precedenti le stragi, quando i due magistrati continuavano il proprio lavoro con impegno e dedizione, pur sapendo che avevano le ore contate. La storia dei servitori del vero Stato è anche vita privata: Falcone e Francesca Morvillo, colleghi e coniugi, si difendono l’un l’altro per rimanere uniti fino alla fine. Molto toccante è il monologo della Morvillo davanti a un Falcone spiazzato dalle sue parole dolci e al contempo forti, per rispondere al marito che voleva allontanarla, al fine di proteggerla da una morte certa. Con le ricerche e l’approfondito studio della regia si è riusciti a delineare la personalità di una donna magistrato su cui purtroppo non si è mai saputo molto dalle cronache, una donna  che ha amato tanto la giustizia, quanto il suo Giovanni. E ancora, un’altra donna è la giovane Lucia, combattuta tra la voglia di una vita normale e la volontà di stare accanto al padre magistrato, Paolo Borsellino. La scelta di affidare il timone della trama alla giovane ragazza è vincente, in quanto la platea è e sarà composta, nei successivi spettacoli, da ragazzi delle scuole superiori. Nel momento della prima strage in cui persero la vita i giudici Falcone e Morvillo e  i tre agenti della scorta, Vito Schifani, Rocco Dicillo, Antonio Montinaro, il pubblico riceve un fascio di luce accecante, proprio come la strategia mafiosa colpì all’epoca la società civile. Da quel momento in poi l’amico Borsellino vuole dedicarsi nella prosecuzione del lavoro investigativo e processuale del collega estirpato dalla lotta alla mafia, ma anche lui sarà ucciso il 19 luglio, mentre si recava a far visita alla madre, insieme ai cinque agenti di scorta Agostino Catalano, Emanuela Loi (aveva solamente 24 anni, prima donna a far parte di una scorta e prima donna della Polizia di Stato a cadere in servizio), Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina. Quel 19 luglio scosse ancora una volta il Paese e in particolar modo una ragazza che si era affidata al coraggio e alla protezione di Borsellino, Rita Atria, che in seguito si suicidò. Quel 19 luglio qualcuno trafugò l’agenda rossa del giudice dal luogo dell’attentato. Tuttavia  la mafia non ha vinto perché “gli uomini passano ma le loro idee restano e camminano sulle gambe di altri uomini”, come affermava il giudice Borsellino.

La storia dell’antimafia deve esser ricordata sempre per non dimenticare, non solo in occasione delle commemorazioni delle stragi, e soprattutto deve essere insegnata alle nuove generazioni, affinché lo Stato ritorni alla sua integrità.

Stato liquido – Falcone e Borsellino al Nuovo Teatro Orione

STATO LIQUIDO – Falcone e Borsellino al Teatro Orione

Scritto e diretto da Sofia Bolognini – Produzione Young Theatre – Intervallo Teatro.
Con Alessandro Di Giulio, Alberto Albertino, Roberta Azzarone, Eletta Del Castillo, Tony Scarfì.

Uno spettacolo pensato per le nuove generazioni da una giovane autrice e regista nata proprio mentre Via D’Amelio s’infuocava.
Stato Liquido e’ la storia di quei bui anni che rivoluzionarono l’antimafia e che segnarono indelebilmente l’opinione pubblica scoperchiando definitivamente la tana del mostro mafioso.

A venticinque anni dalle stragi di Capaci e Via D’Amelio Intervallo Teatro propone il progetto  Stato Liquido”, con cui si rappresenterà la storia di quei bui anni che rivoluzionarono l’antimafia, ripercorrendo i momenti cruciali della vita dei giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino dagli anni ‘80 fino a giungere al 1992, l’anno delle stragi; eventi che segnarono indelebilmente la storia della lotta antimafia, scoperchiando definitivamente la mafia tentacolare nel territorio italiano.

Le scene sono realizzate in collaborazione con i ragazzi del Liceo Artistico Paritario “San Giuseppe” di Grottaferrata.

La piéce si svela in una serata-evento di anteprima per poi intraprendere una tournée di matinée dedicati alle scuole.

Prevendite su I-Ticket.it
Info allo 0692926680

Presentazione il 13 ottobre 2017

Nuovo Teatro Orione – Via Tortona n. 7 . Roma.

 

Nuovo davvero, la nuova stagione del Nuovo Teatro Orione

“Nuovo davvero”. Questa la filosofia della stagione 2017/2018 dell’intraprendente Nuovo Teatro Orione romano.

Un claim che viene divulgato a voce alta dalla oramai nota nuova gestione e che si respira in maniera palpabile in tutta la programmazione che verrà presentata al pubblico durante la conferenza stampa del 21 settembre 2017 alle ore 11,00: una miscela di intrattenimento, cultura, incontri e approfondimenti, capaci di rendere la stagione viva e attiva, avvicinandosi al pubblico con un ampio ventaglio di iniziative.

Uno spettatore preso per mano, attratto e sedotto da una proposta mai banale, valorizzata certamente da attori come Francesco Montanari, Alessandro Barbani, Giorgio Colangeli, ma allo stesso tempo arricchita con le proposte inedite del MINDIE, la rassegna di spettacoli indipendenti di teatro musicale curata da Andrea Palotto e gli appuntamenti singolari di Corti da legare e Costellazione cancro, incontri incentrati rispettivamente su temi di natura psicologica e medico-scientifica che avranno luogo sul palcoscenico del teatro dando ampio spazio al libero e diretto confronto con il pubblico.

Un cartellone eclettico, dove il contenuto prende il sopravvento e la necessità di comunicazione garantisce interventi “nuovi”, che possano incuriosire e insegnare.

VeriImportanPipol di Mauro Scarpa in scena a Lecce

VeriImportanPipol, a cura di Mauro Scarpa e promosso da Nahò.

Il 13 maggio 2017 alle “Manifatture Knos” di Lecce ore 20:30.

Con Stefania Quarta, Valeria Belardelli e i dipendenti della Nahò, azienda che si occupa di biologico, direttamente formati da Mauro Scarpa durante il proprio laboratorio teatrale.

Musiche di Angela Albanese e Marco Rollo, scenografie di Ferdinando Mandorino.

Il 13 maggio 2017 a Lecce andrà in scena VeriImportanPipol, commedia in cui si mescolano teatro, musica e cibo affrontando in maniera ironica la domanda essenziale (e quasi esistenziale): “Cosa significa mangiare sano?”

Nel corso della serata si potranno gustare diverse specialità, accompagnate da buon vino biologico. Inoltre, i ragazzi dai 5 ai 12 anni, avranno l’opportunità di prender parte a un laboratorio di costruzione di giocattoli con materiale di recupero e partecipare allo show.

Info allo 0832.520122/342.1900613.

Acquisto biglietti in prevendita entro le 13 del giorno dello spettacolo  presso Nahò oppure direttamente al Manifatture Knos

AmaLuna. Quando lo stupore non ha età

Amaluna è uno spettacolo che toglie il fiato e riempie occhi, anima e cuore di bellezza, sogno, poesia. Noi di Polinice siamo stati alla Grand Premiere e oggi siamo qui per raccontarvela.

Cirque du Soleil vuol dire incanto e meraviglia, le aspettative non potevano quindi che essere altissime e sono state tutte superate. Appena messo piede nel teatro, le Grand chapiteau, si viene catapultati in un mondo magico, un’isola lontana e misteriosa, Amaluna, dove la natura fantastica è protagonista insieme ai personaggi che la abitano. Già questo basta per far dire “ooooh”. Preso posto sull’isola, ecco apparire strane creature colorate dall’aspetto tra il mitologico e l’animalesco. Un drago dispettoso, pavoni dalla ruota sfacciata, amazzoni fiere e affascinanti. Gli “ooooh” aumentano. Le luci si abbassano, è buio e al centro del palco un drappo rosso volteggia a mezz’aria, da solo.

Comincia lo spettacolo che si apre con un rito di iniziazione, la celebrazione della maggiore età di Miranda, figlia di Prospera, la regina dell’isola. Il rito celebra anche il rinnovamento e lo spirito, l’equilibrio, la femminilità, un passaggio di valori da una generazione all’altra, di madre in figlia. Una tempesta causa il naufragio di un gruppo di uomini che si ritrovano così sull’isola, tra uno di loro e Miranda nasce un amore che per affermarsi dovrà superare tante prove.

Da donna si prova un certo orgoglio nel vedere la netta maggioranza di presenza femminile sul palcoscenico. Il cast, che conta 48 artisti è all’80% composto da acrobate e artiste. Anche la band è formata da sole donne. La band sì, perché il Cirque du Soleil pensa a tutto, le canzoni e le musiche sono interamente cantate e suonate dal vivo. In effetti già dal nome, una fusione tra la parola “Ama” che significa “madre” in molte lingue e “Luna”, simbolo di femminilità, si capisce che l’obiettivo dello spettacolo è quello di celebrare la donna. Sirene, sciamane, amazzoni, una regina protettrice, guerriere e fanciulle, la figura femminile è al centro, percepita come mistero, equilibrio, incanto, principio vitale.

Per Diane Paulus, che ha scritto e diretto lo spettacolo, vincitrice di un Tony Award nel 2013 come miglior regista di musical, è la prima volta che si trova a lavorare con il Cirque du Soleil e per questo evento voleva che le donne fossero viste come eroine. Per lei la bellezza è data dall’ignoto; del teatro ama le infinite possibilità, il mondo che può essere creato, perché in ogni creazione c’è una nuova possibilità ancora e nuovi limiti, che dice, vanno superati; e con AmaLuna ci è riuscita alla grande.

Anche per il direttore creativo Fernand Rainvill lo spettacolo è un tributo alle opere e alla voce delle donne. Tante le influenze e i rimandi presenti nello spettacolo, primo fra tutti The Tempest di Shakespeare, dal quale la Paulus ha attinto per il nome di Prospera, al maschile nell’opera teatrale, l’”evento” tempesta con conseguente naufragio e ambientazione sull’isola. Si è poi ispirata alla mitologia nordica e a quella greca, al Flauto magico di Mozart.

Assistere a uno spettacolo del genere è stupefacente perché quello che incanta e inchioda alla sedia con i peli ritti, si si peli ritti e brividi di emozione, è come si uniscano e si fondano la fisicità di certi numeri e acrobazie con la poesia e la delicatezza della loro esecuzione. Se poi ti soffermi a pensare che quelle che volteggiano sopra la tua testa, che volano, che si appendono a un cerchio sospeso nell’aria con la sola forza del collo, che si arrampicano su pertiche alte 4 metri o saltano dalle spalle gli uni degli altri, a loro volta sulle spalle dei compagni, il tutto come se fosse la cosa più facile e normale del mondo, senza sforzo… innumerevoli “oooh”, beh se pensi che sono persone come te, anzi come me, che già salire sulla scala del letto a castello è un miracolo, beh agli “oooh” non possono che aggiungersi gli “wow”. Il palco poi è un camaleonte che cambia di continuo, in perenne costruzione durante lo spettacolo stesso, si adatta e modella a seconda dell’esibizione per permettere agli artisti di esprimersi in un milione di pose diverse e tanto per complicare un po’ le cose, ruota! “oooh” misti a “wow”. Tutto lo spettacolo è un’esplosione di colori che sembra di essersi tuffati nella tavolozza di un pittore. I costumi di scena, I-N-C-R-E-D-I-B-I-L-I, sono in totale 1200 per 300 look diversi.

Ma voi riuscireste a volteggiare velocissimi e a 360 gradi sopra le teste del pubblico sorretti solo da nastri e sospesi a un Carosello? Io no ma gli artisti, anzi le artiste di AmaLuna sì e lo fanno, triplo “wow”! Può essere che il numero “cinghie aeree acrobatiche” non faccia per voi, parliamo allora del “teeterboard”, si tratta di eseguire evoluzioni in aria esibendosi in torsioni e rotazioni ad alta velocità, ne sareste capaci? Credo che la risposta sarebbe negativa, così come per “cerceau e il globo d’acqua”. In questo numero, Miranda si esibisce in un vero e proprio globo d’acqua, nuotandoci dentro, non-sto-scherzando! Mettendo così in evidenza la sua fisicità malleabile, esprimendo una sensualità morbidissima e sinuosa, il tutto eseguendo esercizi di equilibrio tenendosi su una sola mano… e qui ci sta un bel “AMAAAZING” sapete tipo quelli che mixano un po’ italiano-inglese perché fa figo…altro che figo qua rende e basta!!!

Veniamo al finale corale: tutti gli artisti sul palco si esibiscono insieme, sono tantissimi, chi volteggia dal carosello, chi sospeso su un cerchio, cantano, suonano, saltano, due donne vestite di oro pedalano su biciclette con una sola ruota, volteggiano, ballano e in un turbinio di colori ed emozioni le luci sono sempre più deboli, il buio. Il cerchio si chiude, al centro del palco volteggia una stoffa, questa volta è blu.

Vi ricordo che quella di Roma è l’unica tappa italiana, ergo non mancatela, del tour mondiale cominciato a Madrid nel 2015.  Il Cirque du Soleil vi aspetta dunque con il suo AmaLuna fino all’11 giugno al Tendone di Tor di Quinto, i biglietti su ticketone.it!

Che altro dire, in realtà avrei ancora diversi “oooh” e “wooow” che mi porto dietro ma … “eh…”…AmaLuna, non è solo un titolo. È una promessa.

La crisi del teatro @ Teatro Anfitrione

Un dibattito sulla  profonda crisi economico – culturale che sta attraversando il mondo del teatro organizzato dalla Associazione Futura Ancislink il 2 marzo presso il teatro Anfitrione a Via di San Saba n. 24 – Roma

Interverrano Guglielmo Vaccaro, l’attore Sergio Ammirata, l’autrice Miriam Spera e Raffaella Celentano, direttrice della Sezione DOR della SIAE

Registrazione obbligatoria tramite email all’indirizzo futurancislink@gmail.com o con confermare della partecipazione sull’evento ufficiale.
Inoltre, per chi fosse interessato, al termine del dibattito sarà possibile assistere allo spettacolo dal titolo “Il Mascalzone e la Rompiballe ” con inizio alle ore 21.
Per informazioni, conferma della partecipazione all’evento e prenotazione dei biglietti dello spettacolo seguente ( € 10 c.) si può inviare un’email all’indirizzo futurancislink@gmail.com.

Il Vate e la Divina al Teatro Quirino

Edoardo Sylos Labini e Viola Pornaro interpretano Gabriele d’Annunzio e la Divina Duse in d’Annunzio Segreto, spettacolo che si chiude oggi al teatro Quirino. Il dramma, scritto da Angelo Crespi è interpretato anche da Giorgia Sinicorni, Evita Ciri, Chiara Lutri e Paola Radaelli.

Lo spettacolo racconta gli sbalzi d’umore degli ultimi anni di vita del poeta, tra le gelosie delle donne che ama, i battibecchi con Mussolini e tra tutti il ricordo dell’amore perduto con Eleonora Duse. I dialoghi tra i due sono la parte più bella di questo dramma, la Duse è interpretata da una magistrale Viola Pornaro, al suo pari Edoardo Sylos Labini vero protagonista del d’Annunzio segreto.

Il loro rapporto infatti, raccontato in parte in questo spettacolo, è una delle storie d’amore sentimentali e artistiche più belle e struggenti di sempre.

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La Duse già attrice di fama mondiale nel 1894 incontra D’Annunzio a Venezia. Il Vate, allora trentenne, stabilì con la donna un legame artistico e sentimentale tumultuoso, questo favorirà molto la carriera di drammaturgo di Gabriele d’Annunzio per il quale la Duse interpretò portando alla fama ben 4 testi teatrali del poeta: Il sogno di un mattino di primavera, La Gioconda, Francesca da Rimini, La città morta, La figlia di Iorio.

Addirittura la Duse si preoccupò di finanziare e quindi di produrre lei stessa gli spettacoli, così da assicurare il successo degli stessi sulla scena italiana ed europea.

La donna perdutamente innamorata del Vate degli italiani fece qualsiasi cosa per quell’uomo, nonostante questo, nel 1896 d’Annunzio le preferì Sarah Bernhardt per la prima rappresentazione francese de La ville morte.

“Gli perdono di avermi sfruttata, rovinata, umiliata. Gli perdono tutto, perché ho amato”. Queste le parole della Divina Duse riferendosi a d’Annunzio, unico grande amore della sua vita.

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Periodi di vicinanza a periodi di silenzi intervallarono il loro rapporto, il poeta raramente seguì l’attrice nelle sue tournée eppure nel 1898 affittò la Capponcina una dimora nella zona di Settignano, a Nord-Est di Firenze, per avvicinarsi alla Porziuncola, la villa della Duse.  Due anni dopo d’Annunzio pubblicò un romanzo dedicato alla loro relazione intitolato Fuoco, provocando le gelosie e suscitando le critiche dei seguaci delle Duse. L’attrice morì quattordici anni prima di d’Annunzio il quale pare che alla morte dell’amata disse “È morta quella che non meritai”, per poi, come racconta il dramma di Crespi, struggersi nel ricordo di quell’amore perduto.