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6 mode orribili su cui cambiare idea

“Il segreto del mio look è osare, amo mixare gli stili e scelgo sempre accessori insoliti” cit. qualunque vera o presunta socialitè o hit girl che dir si voglia. Questo mantra della moda è però fondamentalmente vero e le sfilate ce ne danno sempre prova: il rosso con il rosa, il viola con il verde, le fantasie più assurde si abbinano sorprendentemente bene e perfino le righe orizzontali con quelle verticali superano il fashion test. Nella moda non ci sono regole, è vero tutto e il contrario di tutto e il peggior errore che tu possa fare è credere ancora che la borsa si abbini alle scarpe. Da Olivia Palermo ad Alexa Chung, da Louise Roe a Blake Lively, siamo state tutte almeno una volte stupite e prese da attacchi di bile di fronte a improponibili look fantasticamente riusciti. Dopotutto se il classico bianco e blu non tradisce mai, lo sappiamo tutti che Danny Zucco non se la filava di pezza Sandy quando sfoggiava i suoi twin-set color pastello.

Ma che succede se il gerriscottiano “only the brave” finisce nelle mani, o meglio, sulle cosce sbagliate? Qual è il confine tra un look coraggioso e un look suicida? Consideriamo anche che gli stilisti almeno tre volte l’anno ( autunno-inverno, primavera-estate e collezione crociera) vengono presi da fortissime ansie da prestazione che spesso sfociano nel teatro dell’assurdo… Per rimediare spediscono poi i capi più borderline alla celebrità del momento che magari li indossa una volta e li butta, tu invece non solo li compri e non te li regalano, ma perseveri anche nell’errore pensando che quell’orrore sia in realtà molto trendy.

Ecco quindi cinque mode orribili su cui cambiare idea ( in ordine di urgenza):

1. Tacco basso, scarpa a punta. Le vedi a Sarah Jessica Parker in Sex and the City e sono sexy, le vedi in vetrina e ti sembrano sofisticate, te le vedi addosso e assomigli a Zia Pina. Addio plateau, le scarpe a punta sono tornate di moda. Iper-femminili e iper-scomode, bisogna saperle portare e la regola è una ma inderogabile: tacco alto. Anche se la 4 cm tenterà di sedurti con “sono alla moda e ideale per essere utilizzata nella vita di tutti i giorni, per andare a lavoro, ma anche per andare a bere un drink con un’amica”, non cedere. Tra le affascinanti avvocatesse in tailleur di The Good Wife e Maga Magò il passo, anzi il tacco, è breve.Scarpe a punta

2. Il piumino. Resistere, resistere, resistere. Ok è caldo, è utile, è comodo, ma è brutto. Irrimediabilmente brutto. Non parlo ovviamente di tutti i piumini, un Uniqlo come sotto giacca può salvarti la vita. Mi riferisco a quei modelli lucidi, che arrivano a mezza coscia, a metà tra un salvagente e una busta della spazzatura (c’è il classico nero ma anche le versioni giallo canarino o rosso fuoco stile sacchetti della differenziata) e con il collo sciallato. L’ultima donna di cui si ha memoria a cui donava il collo sciallato è Malefica.geox

3. Le finte superga con la zeppa per slanciare i nostri salsicciotti deambulanti fingendoci contemporaneamente ragazze semplici della porta accanto. Tanto vale attaccarvi due comodini alle suole delle scarpe e camminare con quelli perché anche se tu ti ci senti Rihanna, ti assicuro che sei molto più simile al Fantasma del natale passato che si trascina dietro le catene. Che fine hanno fatto le dignitosissime e bassisime superga, un tempo simbolo delle belle vere e sicure di se?! Abbi il coraggio delle tue azioni: ti senti un po’ bassa o pensi di non avere gambe chilometriche: vai con i tacchi! Pensi di avere così tanti punti di forza che alta o bassa, tozza o slanciata sia uguale e preferisci la comodità perché la bellezza vera è quella interiore!? Mettiti le scarpe da ginnastica e non fare la falsa. Pensavamo di aver toccato il fondo con le Hogan..ma al peggio non c’è mai fine..

Le sopracciglia di Cara Delevingne

4. Alla ricerca delle sopracciglia perdute
Il più grande sterminio mai compiuto nella storia delle tendenze di moda. Miliardi e miliardi di estetiste zelanti si sono accanite con una ferocia e una costanza senza eguali su quei poveri peletti facendoti sentire come una Frida Calo stonata se solo lo spessore delle tue sopracciglia superava i dieci millimetri. Ed eccoci quindi solo noi, le pinzette e uno specchio su cui è attaccata una foto del gabbiano Jonathan Livingstone, perché dopo tanti anni non mi è ancora chiaro quale sia l’esatta apertura alare che le mie sopracciglia dovrebbero avere. Poi è arrivata lei, Cara Delevingne, la modella londinese classe 1992 che ha fatto delle sue folte sopracciglia il suo marchio di fabbrica. In un intervista ha dichiarato di non essersi mai tolta nemmeno un pelo se non per evitare l’effetto monociglio. Siamo state incredule, meravigliate, le abbiamo pure bistrattate, ma alla fine le abbiamo amate. Chi trova una brava estetista trova un tesoro. E se trovi qualcuna con un arcata invidiabile e le chiedi “ma chi ti fa le sopracciglia?” preparati a risposte elusive. E’ uno dei segreti custoditi più gelosamente dopo quelli di Fatima.

5. Cechi di tutto il mondo unitevi contro coloro che non capiscono il vostro male. Vi confido un segreto. Il 60% delle persone che portano gli occhiali ci vedono benissimo. Quelli che davvero hanno problemi di vista si mettono le lenti. È per colpa dei finti ciechi con gli occhiali non graduati che i veri ciechi vengono scambiati per bugiardi o snob/altezzosi/maleducati quando non salutano qualcuno e dicono di non averlo visto. Dico io, vi verrebbe mai in mente di fasciarvi una gamba anche se non vi siete fatti male solo perché magari secondo voi dona alla caviglia?! Il principio è lo stesso..eppure un altissimo numero di anime alla ricerca di una vena radical chic comprano occhiali ricercatissimi e magari le lente non la mettono proprio, sperando solo che nessuno gli chieda: “quanto hai? me li fai provare?”..non vorrei dirvelo così ma se li è tolti Harry Potter gli occhiali ve li potete togliere pure voi che non ne avete alcun bisogno.

Gonna jeans anni ’90

6. La gonna alla Brenda di 90210 di jeans, svasata, corta ma non cortissima, con cuciture a vista. Ok che abbiamo rivalutato gli anni ’90 e che quell’odore di naftalina sui vestiti della mamma “diquandoavevalatuataglia” fa tanto shabby chic, ma questa gonnellina è decisamente più dal lato suicida che da quello coraggioso…

Street style 2016, l’intramontabile moda

Il fenomeno della street fashion, della moda di strada, non è certo una novità di questi ultimi anni. Potrebbe sembrarlo, ai profani dell’ universo della moda. Ma gli osservatori più attenti sanno che sono decenni, e non solo anni, che molti dei maggiori designer attingono alla strada come fonte di ispirazione più o meno dichiarata. E che già oltre quarant’ anni fa, quando l’haute couture dominava la scena fashion e il pret-a-porter non era che agli albori, erano gli stili di strada a fornire ispirazione e linfa agli stilisti più innovativi. Pionieri dello street style furono negli anni Cinquanta un genio come Yves Saint Laurent e un grandissimo fashion designer come Pierre Cardin, giusto per fare due nomi..ma l’ elenco potrebbe durare per svariate pagine. Il pret-a-porter riduce in qualche modo il divario tra il vestiario delle persone comuni e l’ alta moda. E gli stili di strada servono da ispirazione al ready to wear. Dalle strade alle vetrine, dalle vetrine alle passerelle…pensateci…

E se è proprio grazie ai look di strada che negli anni Settanta fanno il loro ingresso sulle passerelle minigonne, jeans, pantaloni da donna, cos’è oggi lo street stile? È Un underground sexy visionario, come l’inafferrabile falcata della replicante di Blade Runner, da rivisitare con i tacchi e occhi altrettanto cerchiati di nero. Anche se il bermuda è in raso rosaconfetto, anche se la polo è femminile. Guerriere urbane, con un glam funzionale, misto d’eleganza e muscolare determinazione, equipaggiate di parka, leggings e stampati, vedi Isabel Marant. Shorts e chiodo, zip e scaldamuscoli, fluo e furiosamente bicolor, l’ alta moda si immerge nel quotidiano ma i tacchi alti aiutano a tenere la testa fuori dall’ acqua. Non si vive di alta moda h24.

C’è tutto un mondo al di la delle copertine dei giornali di moda dove lo sfondo delle foto non è bianco ma animato da persone che vanno anche all’ università al cinema al supermercato. E persone in jeans (jeggins ormai) e maglietta di giorno possono portare vestiti da gran sera di notte. La stessa Miranda Kerr, la stessa Giselle Bundchen possiedono una felpa e un paio di legging. Dalle strade alle vetrine, dalle vetrine alle passerelle. E così gli stilisti, da Marc Jacobs a Blumarine, da Kenzo a Dolce & Gabbana hanno iniziato a puntare sullo street style come ispirazione per il pret-a-porter. Al di sopra delle mode e delle manie del momento, in questo ventunesimo secolo, più che il fascino élitario della moda parigina, è un approccio di questo stampo ad apparire in testa alla continua, intensa e affascinante competizione della moda.

 

Ricominciamo dai fondamentali: L’orlo dei pantaloni

Questo articolo, che potrebbe essere catalogato come veramente inutile per l’umanità, tratta un argomento allo stesso tempo essenziale, che conforterà molti e aiuterà tanti, se avranno la pazienza di applicarsi.  Signori, oggi parliamo di orlo dei pantaloni.

Tendenza che solo di recente ha preoccupato il grande pubblico, come per ogni genere di emulazione, è finita nel piano quinquennale per sfuggirci di mano; tanto che spesso ci troviamo davanti individui che non riusciamo a definire se abbiano addosso un paio di pantaloni lunghi orlati per qualcuno affetto da nanismo, o dei bizzarri  pinocchietti da uomo. La battuta – Ma che hai l’acqua in casa? – Ormai è inflazionata come la Germania nel dopoguerra. Recente trovata poi è quella di aggiungere il risvoltino a dei pantaloni già abbastanza corti da mettere le caviglie in mostra. Questo abuso sartoriale è stato al centro di diverse campagne denigratorie, dai video virali che riprendevano dei militanti nel cimentarsi a togliere i risvolti eccessivi ai passanti di Milano, fino alla campagna del movimento di destra Lotta Studentesca, che per acquistare share cavalcando l’onda del niente si anche è ridotta alla campagna: “Contro il declino dell’Occidente” e l’hastagh #MaschioResisti incentrato sui risvolti dei pantaloni. Insomma il vero declino delle idee dell’Occidente.

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Che siano estivi o invernali, eleganti o sportivi, chinos 5 tasche o con la piega, non si può ignorare ne sorvolare riguardo all’orlo, che definirei a tratti fondamentale e pietra miliare del buon vestire. A mio parere (supportato da tanti) un orlo può esaltare, come allo stesso tempo vanificare qual si voglia tentativo di vestire correttamente . Ebbene scendiamo nello specifico: l’orlo deve essere leggermente corto si, ma mai eccessivamente, deve sfiorare appena la scarpa se si tratta del pantalone di un abito da sera, o di uno spezzato. Si può mostrare una parte del calcagno se si tratta di un pantalone più sportivo. La prova va fatta sempre sulle scarpe che si pensa di abbinare più spesso al tipo di pantalone, per evitare brutte sorprese, e si tenga sempre conto di fare una prova da seduti. Dovrà terminare con un diametro compreso tra i 18,5 cm e 17 cm a discrezione e a seconda del carattere di chi lo indossa. Se si posseggono dei polpacci imponenti bisogna saper desistere e contemplare anche i 19 cm di ampiezza, per non riprodurre l’effetto leggings. Come dice sempre mia Mamma- E’ sempre meglio indossare qualcosa che ti sta bene addosso piuttosto che indossare qualcosa di costoso e basta – Ecco, nel caso dei pantaloni è quanto mai vero. Scegliete sempre dei pantaloni che valorizzino la vostra figura, e abbandonate marche e griffe. Prediligete la qualità di buon cotone e un taglio regolare. Commissionate gli orli se possibile, non al negozio quando li acquistate, ma ad una sarta che impari a conoscervi e ad accontentarvi. Lasciate sempre detto, li dove possibile di riportare la cucitura dell’orlo originale alla fine. I risvoltini di cui sopra sono accettabili solo in 2 casi: da 2 cm  sugli abiti da giorno, e sui jeans solo se vi improvvisate calciatori in spiaggia d’inverno.

Se da un lato l’eccesso di orli corti ci dona divertimenti circensi ogni qual volta ci troviamo a passeggiare per la città. L’assenza di articoli come questo lascia ancora aperto il capitolo: Nessun orlo ai pantaloni. Rabbrividisco  infatti quando sfortunatamente mi imbatto in qualcuno che indossa convinto dei pantaloni talmente lunghi da poterne fare due paia, con tutte quelle spiacevoli pieghe che comporta la lunghezza eccessiva, o nel peggiori dei casi, quel vago e goffo effetto a zampa.

A tutti voi, amici, fratelli, che ogni volta siete fieri di voi stessi quando entrando in sartoria con un paio 501, o un con un panta grigio ferro in mano, disponete con tono certo – Fammeli a 18 – e intanto  immaginate già la scarpa di forgia squisitamente inglese esaltarvisi sotto, io vi dico – Non siete soli.

Come affrontare il grande freddo senza sembrare l’omino Michelin

Al freddo non siamo fisicamente e stilisticamente preparati. Noi che viviamo in un clima mite ci possiamo permettere di indossare una chicchissima mantellina da cui spunta un sottile girocollo di cachemire in pieno inverno. Ci possiamo permettere di lamentarci perché “si muore di freddo” quando ci sono 4 gradi e trovare denti che battono in assenso. Se il termometro scende ancora, casa. Ci possiamo permettere di considerare gli occhiali da sole un corredo naturale al cappotto perché il cielo lo vediamo grigio giusto con le lenti specchiate. “Copriti che ti ammali” ormai mio padre ha smesso di ripeterlo di fronte alla mia strenua opposizione ad ogni forma di giubbottone imbottito stile omino Michelin che provava a rifilarmi.

Nell’epoca in cui le stagioni-non-sono-più-le-stesse, il cambio di armadio si fa a dicembre e i ristoranti a Fregene sono aperti anche il primo dell’anno. Una settimana di pioggia ci debilita completamente: dopo l’iniziale entusiasmo nel poter indossare Hunter e impermeabile, comincia l’irritazione fortissima per le pozzanghere, l’umidità che rende i capelli ingovernabili, i vestiti zuppi. L’arrivo del freddo è annunciato dal moltiplicarsi delle pellicce sintetiche, fino ad allora ti può capitare facilmente di imbatterti in stormi di ragazzine con grandi golfoni rubati ai fratelli e grandi sciarpoini, nulla più nulla meno. La battaglia tra quelli con il Woolrich e quelli con il North Face che ha segnato tante adolescenze, lascia il posto a quella tra Parka e pelliciotti di vario genere: corte, colorate, a gilet, a fantasia, persino con Spongebob.  Sotto poco o nulla di particolarmente impegnativo.

Ma che succede quando ci troviamo a dover affrontare il generale inverno? Non parlo solo della montagna ma anche di un semplice weekend nei paesi del nord o dell’est Europa. L’idea base sarebbe quella di evitarli in periodi proibitivi. Di solito si tende a rimandare tutto a delle idealmente lunghissime vacanze di Pasqua dove da anni ti riproponi di visitare: la Russia, la Norvegia, la Polonia, l’Ungheria, la Svezia. Quando però vieni tentato da offerte low cost o dal fascino dei paesaggi innevati, parti e decidi di tentare dove Napoleone ha fallito. La roba-della-montagna di solito è in qualche scatolone irraggiungibile quindi la strategia diventa “mi vesto a strati”. Dopotutto, quanto freddo potrà mai fare?

Il giorno 1 parti con golf e giaccone. Il giorno 2 hai già doppia calzamaglia, canottiera, tre pullover, guanti cappello. Porti così tanti strati che fai fatica ad infilarti la giacca. Perfino a camminare. Ai piedi hai tutto il pacco di calzini di H&M. Ecco che improvvisamente scambieresti tutti i tuoi bellissimi cappottini di Zara in cotone con l’orrendo Woolrich. Ti guardi intorno e rimani stupito dall’agilità con cui gli autoctoni riescano a sopravvivere senza collant di lana e con soprabiti apparentemente non foderati di grasso di foca.”Vabbè loro sono abituati. Poi a Roma è più umido”, questo ti viene da pensare mentre ti infili l’ennesimo strato.

Sopravvivere al freddo senza perdere in eleganza, questa è la sfida.

Piumino. Piccolo, brutto e nero: il piumino rende tutte un po’ Calimero o un po’ busta della spazzatura ma ci sono mezze misure per evitarne l’effetto. Utilizzate quello di Uniqlo sotto al cappotto. C’è, tiene caldo ma non si vede.

Galosce. Quando piove. Coprono i polpacci e permettono di indossare lunghi e caldi calzettoni.  Un po’ goffi ma altrettanto simpatici, i classici UGG sono la scelta ideale.

Colbacco. C’è chi crede di essere al Cremlino e lo mette un po’ troppo spesso, ma in queste settimane chi non lo aveva se ne è pentito. Il cappello è comunque un elemento irrinunciabile per evitare che si scatenino fastidiose emicranie dovute al freddo: scegliete le classiche cuffie in lana, magari con un simpatico pon pon. Da evitare i maxi cappelli a falde large che, perfetti in città, così imbacuccate rischiano di accorciare e ingolfare la figura.

Lupetto. Dolcevita tout court: siccome quando passate all’interno le temperature cambiano, tra i vostri strati è sempre bene avere un golfino effetto second skin. Quanto alle tinte, per tutti i capi oltre alle proposte classiche come nero, grigio e panna, sono di gran tendenza il bordeaux e il verde, in tutte le sfumature.

Guanti. Le muffole servono per fare i pupazzi di neve. Ma per affrontare la neve e gli intralci del mondo urbano, conviene affidarsi a guanti “maturi” in pelle con interno foderato ed elastico al polso. Ancora meglio se stile vintage.

Intimo. Non dobbiamo scendere a compromessi con la tutina Superpippo (il pezzo unico in maglia più maschile che femminile) ma rieditare il body è un’ottima soluzione, copre completamente e all’occorrenza diventa un sottogiacca.

Pelliccia. Eco, fantasia e colorata. Le pellicce ecologiche hanno il vantaggio di trasformare qualsiasi look invernale in una potenziale sfilata di moda perchè sono un capo chic e di carattere. Danno il meglio di sè se abbinate ad un outfit a contrasto e casual come jeans e biker boots, ma anche per la sera possono essere portate con eleganza su un abito e stiletti con il tacco

Montone. Questo inverno ha visto il grande ritorno della giacca in montone. Molto simile alla pelliccia ma più liscia e molto calda con uno splendido aspetto retrò. Può essere di pelle di agnello o pecora, scamosciata o in pelle rifinita, sempre over sized.

Sciarpa. Come indossare il pezzo di stagione (anche se è un evergreen) in piena bufera di neve. Il piccolo must (e lusso) dell’inverno è la sciarpina di pelliccia.

Primavera-estate: 10 trend per la bella stagione

Bomber-Alcott-Los-Angeles_su_vertical_dynAltro che maledetta Primavera. Tra false partenze e un caldo che sembrava non arrivare mai, quest’anno ne ha fatti più fuori lei di chiunque altro.

Primo giorno di sole:  Spunta dopo settimane di piogge torrenziali. Sei ancora imbacuccata con sciarpe e cappelli, magari hai anche gli stivali di gomma perché non si sa mai..

Secondo giorno di sole: Ci sono 30 gradi e le tue calze nere 50 denari sono assolutamente inadeguate. Basta un pranzo all’aperto per convincerti che ormai la bella stagione è arrivata.

Terzo giorno di sole:  Gambe all’aria, ballerine, hai anche tolto dalla naftalina il tuo spolverino beige. Peccato che fa freddo, diluvia, ti bagni, ti ammali. La primavera ti ha fregato.

La cosa positiva di questa strana condizione climatica è che non è più necessario fare il tanto temuto cambio di stagione. I costumi socializzano con i colbacchi e i trench con le pellicce. Al momento infilare una mano nel mio armadio è a metà strada tra la pesca miracolosa e la bocca della verità.

Tuttavia pare, dico pare, che il caldo sia arrivato, quindi ecco tutto quello che c’è da sapere sui trend della bella stagione. Dalle new entry, come l’abito disegnato e i nuovi pois, ai grandi classici rivisitati, dalla camicia azzurra al reggiseno in vista, sandali flat e texture metal inclusi. A voi la scelta.

1. Trend metallico.Tessuti cangianti e dai toni metallici. Possibilmente verde o gold, l’abito deve essere aderente e a “effetto corazza”, dai volumi quasi minimali.

2. Gonna a ruota. La gonne anni ’50, ampia e lunga fino almeno a sotto il ginocchio. Il loro vero punto di forza? Riescono a snellire la figura, nascondere la pancetta e mimetizzare i chiletti di troppo messi sui fianchi.

3. Bomber. Mandate in pensione il trench! Quest’anno dovrete puntare tutto su un bomber leggero: il mix tra sportivo ed elegante è uno dei trend di stagione. Il basico diventerà deluxe: T-shirt, felpe e jeans si trasformano per accompagnarci nelle serate più chic.

4. Piccoli tocchi etno. Tracolle, collane, sneakers e piccoli complementi d’abbigliamento riccamente impreziositi da medagliette, specchietti, conchiglie, pompon e beeds che mixano allegramente l’immaginario navajo con quello masai, e che collegano idealmente il Perù all’Africa nera.

5. Bocche.  Dall’iconico wrap dress di Hedi Slimane per Saint Laurent, agli ormai classici gioielli di Delfina Delettrez. Dalle felpe supercool di Au Jour le Jour alle leggendarie clutch di Lulu Guinnes. Le labbra rosso fuoco sono protagoniste assolute della moda di questa primavera.

6. Stampe floreali. Gonne, abiti, maglie e short: tutto è concesso se il tessuto ha una stampa floreale. Osate con le stampe dai colori più accesi e vivaci, con accostamenti coraggiosi e iniediti. Fiori colorati, trasparenze velate e lunghezze maxi. Così fa il suo ritorno trionfale lo stlie hippie, ma in chiave raffinata.

7. Radiant Orchid. Questo intrigante mix di fucsia, rosa e viola è la nuova nuanche che Pantone ha designato colore del 2014.Indossare indumenti di colore radiant orchid produce un effetto positivo sul colorito perché, grazie alle sfumature rosa che si riflettono sulla pelle, questo acquisisce un aspetto più salubre.

8. Quanto ai temi decorativi, la partita del trend più cool se la giocano, sostanzialmente, in tre: le righe (onnipresenti, soprattutto in versione macro, tipo sdraio al mare), le ruches (leitmotiv di collezioni come quelle di Gucci, Chloé e Givenchy) e i pois. Maxi o mini, i pois si riconfermano anche per questa stagione. In nuovi colori, più esplosivi e meno retrò.

 9. Palm beach. Dalla testa ai piedi, l’onda tropicale ci travolge con palme e fiori di ibisco. Sui toni di un tramonto, o del mare dipinto di blu. Per chi ama guardare lontano, poi, una menzione al giapponismo di ritorno: kimono e obi a go-go, per le più estrose delle geishe metropolitane.

10. Hello Sunshine. Ocra, senape, color limone o canarino. Su abiti, accessori, scarpe e persino gioielli. Aspettiamo la bella stagione colorandoci di giallo.

 

4 orrori di moda su cui cambiare idea

“Il segreto del mio look è osare, amo mixare gli stili e scelgo sempre accessori insoliti” cit. qualunque vera o presunta socialitè o hit girl che dir si voglia. Questo mantra della moda è però fondamentalmente vero e le sfilate dell’ultima stagione ce ne hanno dato prova: il rosso con il rosa, il viola con il verde, le fantasie più assurde si abbinano sorprendentemente bene e perfino le righe orizzontali con quelle verticali superano il fashion test. Nella moda non ci sono regole, è vero tutto e il contrario di tutto e il peggior errore che tu possa fare è credere ancora che la borsa si abbini alle scarpe. Da Olivia Palermo ad Alexa Chung, da Louise Roe a Blake Lively, siamo state tutte almeno una volte stupite e prese da attacchi di bile di fronte a improponibili look fantasticamente riusciti. Dopotutto se il classico bianco e blu non tradisce mai, lo sappiamo tutti che Danny Zucco non se la filava di pezza Sandy quando sfoggiava i suoi twin-set color pastello.

Ma che succede se il gerriscottiano “only the brave” finisce nelle mani, o meglio, sulle cosce sbagliate? Qual è il confine tra un look coraggioso e un look suicida? Consideriamo anche che gli stilisti almeno tre volte l’anno ( autunno-inverno, primavera-estate e collezione crociera) vengono presi da fortissime ansie da prestazione che spesso sfociano nel teatro dell’assurdo… Per rimediare spediscono poi i capi più borderline alla celebrità del momento che magari li indossa una volta e li butta, tu invece non solo li compri e non te li regalano, ma perseveri anche nell’errore pensando che quell’orrore sia in realtà molto trendy.

Ecco quindi quattro orribili mode su cui cambiare idea ( in ordine di urgenza):

scarpe da ginnastica con zeppa di Jeffrey Campbell

1. Le finte superga con la zeppa per slanciare i nostri salsicciotti deambulanti fingendoci contemporaneamente ragazze semplici della porta accanto. Tanto vale attaccarvi due comodini alle suole delle scarpe e camminare con quelli perché anche se tu ti ci senti Rihanna, ti assicuro che sei molto più simile al Fantasma del natale passato che si trascina dietro le catene. Che fine hanno fatto le dignitosissime e bassisime superga, un tempo simbolo delle belle vere e sicure di se?! Abbi il coraggio delle tue azioni: ti senti un po’ bassa o pensi di non avere gambe chilometriche: vai con i tacchi! Pensi di avere così tanti punti di forza che alta o bassa, tozza o slanciata sia uguale e preferisci la comodità perché la bellezza vera è quella interiore!? Mettiti le scarpe da ginnastica e non fare la falsa. Pensavamo di aver toccato il fondo con le Hogan..ma al peggio non c’è mai fine..

Le sopracciglia di Cara Delevingne

2. Alla ricerca delle sopracciglia perdute
Il più grande sterminio mai compiuto nella storia delle tendenze di moda. Miliardi e miliardi di estetiste zelanti si sono accanite con una ferocia e una costanza senza eguali su quei poveri peletti facendoti sentire come una Frida Calo stonata se solo lo spessore delle tue sopracciglia superava i dieci millimetri. Ed eccoci quindi solo noi, le pinzette e uno specchio su cui è attaccata una foto del gabbiano Jonathan Livingstone, perché dopo tanti anni non mi è ancora chiaro quale sia l’esatta apertura alare che le mie sopracciglia dovrebbero avere. Poi è arrivata lei, Cara Delevingne, la modella londinese classe 1992 che ha fatto delle sue folte sopracciglia il suo marchio di fabbrica. In un intervista ha dichiarato di non essersi mai tolta nemmeno un pelo se non per evitare l’effetto monociglio. Siamo state incredule, meravigliate, le abbiamo pure bistrattate, ma alla fine le abbiamo amate. Con la sua audacia, la giovane Cara ha ravvivato un trend che, sin dai tempi di Audrey Hepburn, sembrava essere caduto lentamente nel dimenticatoio. Le sopracciglia danno espressione al viso, sono infinitamente più espressive e magari richiedono la stessa manutenzione, ma almeno non ti fanno sembrare una shampista.

3. Cechi di tutto il mondo unitevi contro coloro che non capiscono il vostro male. Vi confido un segreto. Il 60% delle persone che portano gli occhiali ci vedono benissimo. Quelli che davvero hanno problemi di vista si mettono le lenti. È per colpa dei finti ciechi con gli occhiali non graduati che i veri ciechi vengono scambiati per bugiardi o snob/altezzosi/maleducati quando non salutano qualcuno e dicono di non averlo visto. Dico io, vi verrebbe mai in mente di fasciarvi una gamba anche se non vi siete fatti male solo perché magari secondo voi dona alla caviglia?! Il principio è lo stesso..eppure un altissimo numero di anime alla ricerca di una vena radical chic comprano occhiali ricercatissimi e magari le lente non la mettono proprio, sperando solo che nessuno gli chieda: “quanto hai? me li fai provare?”..non vorrei dirvelo così ma se li è tolti Harry Potter gli occhiali ve li potete togliere pure voi che non ne avete alcun bisogno.

 

Gonna jeans anni ’90

4. La gonna alla Brenda di 90210 di jeans, svasata, corta ma non cortissima, con cuciture a vista. Ok che abbiamo rivalutato gli anni ’90 e che quell’odore di naftalina sui vestiti della mamma “diquandoavevalatuataglia” fa tanto shabby chic, ma questa gonnellina è decisamente più dal lato suicida che da quello coraggioso…

 

Metereopatica

Si è spento il sole e con lui gli entusiasmi di un’agognata primavera. L’armadio, da tempo rinfrescato (più o meno un mese fa quando l’asticella segnava 10 gradi in più e il weekend al mare era una costante), ha perso qualche caposaldo del grande freddo che ci sorprende ancora. Negli armadi dominano ormai ballerine, canottiere, stampe floreali e colori pastello ma all’orizzonte solo pioggia, nuvole e meteropatia.

L’horror vacui è un diabolico compagno di viaggio, La paura di non trovare nell’armadio ciò di cui si ha bisogno, e di cadere nel vuoto di un’assenza tanto futile quanto terribilmente frustrante. In una situazione in cui le previsioni meteo degli smart-phone ormai hanno come segno fisso quello con la nuvola-più sole-più pioggia, il tempo pazzo che si prende gioco di stagioni e previsioni segna la rivincita delle donne che il cambio di stagione non lo fanno.

Caldo e freddo, sole e neve non le colgono mai impreparate. Per loro il cambio d’armadio è un pericoloso sconosciuto. Hanno tutto a portata di mano, ché non si sa mai: maglioni con canottierine, decolleté con Moon Boot, pashmine con sciarponi.

Ma se i metri quadrati nell’armadio o i rimproveri della mamma che giura di non comprarti nulla fino a che non metti in ordine non permettono questo accumulo semi maniacale, c’è comunque il modo di risollevare l’animo e lo stile in caso di temporale.

Il bollettino fashion prevede Maxi bag idrorepellenti, trench waterproof extra lucidi, pvc e sabot gioiello a prova d’acqua. A cavallo tra collezione autunno/inverno e primavera/estate, troviamo una serie di capi che sono perfetti per le giornate piovose.

 

 

 

 

 

 

Naturalmente il primo capo che viene in mente in questo contesto è il trench, un evergreen che viene riproposto ad ogni collezione con qualche variante, ma tra tutte le maison va da sé che ‘trench’ fa rima con Burberry Prorsum. Ma le proposte degli stilisti in merito sono davvero infinite, da quelle più hard in vernice rossa, al più mite in color verde militare.

 

 

 

 

 

 

 

 

Ma andiamo oltre il trench e troviamo i k-way più trendy che possiate immaginare: Wesc lo propone completamente trasparente e dalla silhouette affinata, con tasche e cappuccio, mentre Philosophy di Alberta Ferretti lo crea in PVC trasparente, corto. Il tutto da accompagnare con maxi bag in pvc. Ed è proprio il PVC a dominare indiscusso in questa non stagione. Dai sandali ai mocassini, dagli stivali da pioggia alle innovative loafers waterproof con suola in gomma.

Infine il passpartout per eccellenza, il denim. Si accorcia, si allunga, si strappa,si tinge, si mette sotto-sopra. Fate del jeans tutto quello che volete. Dalla camicia in stile America Girl alla Jumpsuit, la salopette denim da arrotolare in vita, pare che al jeans tutto sia concesso.

E in questo clima assolutamente imprevedibile crolla uno dei pilastri di tutte le nostre convinzioni in fatto di moda. Le passerelle riabilitano il total look denim. Giubbino, pantaloni e camicia, a volte anche le scarpe per un blue mood dalla testa ai piedi. E se che le stagioni non sono più le stesse si sapeva, questa proprio non ce l’aspettavamo…

 

La rivincita di Sporty Spice

“Amore come sei bella appena sveglia”… vero o finto che sia non credo ci sia complimento che faccia più piacere a una donna. Struccata (o con il trucco colato perché il tuo sexi completino perdeva se ti levavi il rimmel la sera prima), con i capelli arruffati e l’alito non proprio da famiglia Boccasana gli piaci lo stesso, quando si dice gli occhi dell’amore…

“Amore come sei bella appena uscita dalla palestra”…non suona, non penso nemmeno sia stato mai detto e se sul complimento precedente c’è qualche possibilità che sia sincero vuoi perché lui è ancora un po’ addormentato, vuoi perché il sonno fa miracoli, questo suona come una palese presa in giro.

La scelta della palestra è un momento fondamentale nella vita di una donna, una di quelle cose in cui si può dividere il genere femminile tutto (tipo “quelle da ballerine Vs quelle da tacchi a spillo”, oppure “quelle da calze velate Vs quelle da calze coprenti), su cui si potrebbe fare una puntata di Ciao Darwin per capirci.
La palestra sotto casa contro il grande centro sportivo.
La donna da Sportin Tower o Golden Gym (generalmente hanno nomi cosi) ha una confidenza inossidabile in se stessa e nella compattezza del suo lato B, porta completini sempre abbinati alle scarpe, va dal parrucchiere anche PRIMA della palestra perché tanto lei non suda, fa al massimo GAG o cammina sul tapis roulant e i suoi boccoli saltellano con lei. Generalmente questo è dovuto a qualche istruttore sexi o a qualche frequentatore palestrato con la t-shirt con le maniche rimboccate.. Le sporty spice devono seriamente confidare nel buon funzionamento dell’impianto di areazione della palestra, perché se una donna sudata non è il massimo, una donna che sgocciola fondotinta è qualcosa di aberrante.

Poi ci sono quelle da palestra sotto casa, o che se anche vanno alla Golden Gym evitano l’orario delle Sporty Spice che è generalmente tra le 6 e le 7. Sono la maggior parte delle donne, quelle che se non sudano rosicano perchè vuol dire che non stai dimagrendo di un etto, e diciamocelo, nessuna va in palestra per la gloria o per un irrefrenabile passione per gli squat. Se vanno dal parrucchiere in palestra non ci vanno proprio. Non hanno completini coordinati ma un angolo dell’armadio riservato alla “roba da palestra” in cui confluiscono vecchi pantaloni della tuta, magliettone larghe, felpe e golfoni. Poi magari nell’altra parte dell’armadio hanno borse di Celine e Scarpe di Fendi. Ma quella è un’altra storia, io in palestra e io in qualunque altro luogo, c’è una grande differenza.

E invece pare di no..torni a casa apri una rivista e trovi un vestito Prada con un paio di sneakers o una maxi felpa adidas con una lunga gonna in jersey e degli anfibi. I tuoi lanosi pantaloni della tuta sono improvvisamente diventati un capo di “sportswear”..      è lo Sporty Chic l’ultima frontiera della moda.Accessori tratti dal mondo gym, tra hot pants e sneakers che ricordano un’atletica Jane Fonda. Colori fluo, accostamenti cromatici forti, si spalancano le porte al PVC. Sportive con stile insomma, possibilmente con un tocco vintage.

La chiave per un perfetto look sporty-chic è la sapiente mescolanza dei classici capi sportivi a un look propriamente femminile, come può essere una giacca oversize su pantaloni morbidi e zeppa, formula scelta da Stella McCartney, o un abitino stile tennis abbinato a sandali con tacco, prendendo ispirazione dalla sfilata di Rag & Bone.
Da Londra arriva invece un look decisamente più elaborato, che Ashish interpreta aggiungendo asimmetrie agli outfits oversize, dove casualwear e dettagli da sera si fondono insieme dando vita a un look glamour che non rinuncia per questo al comfort.
In un perfetto look sporty-chic che si rispetti, abiti e accessori devono essere sempre a contrasto tra loro nello stile.

Una vera rivoluzione. Una versione Fashion della donna che va in tuta al supermercato il sabato mattina, ma gli occhiali da sole diventano un dettaglio di stile e non un modo per coprire le borse, il cappellino un tocco glamour anzichè il modo per nascondere la coda, e la sacca della palestra è la it-bag del momento. Una sporty spice da manuale insomma, ma se gli hot pans fluo cadono così bene devi sempre ringraziare le sudate in compagnia dei tuoi lanosi pantaloni della tuta…

 

Diario di una nerd superstar

pandora-31È seduta al primo banco, tutta protesa in avanti per ascoltare meglio, oppure in fondo curva sul suo quaderno a prendere appunti senza sosta. Magra, la pelle bianca di chi non si trucca mai. Nessuno la nota, nascosta dietro quel paio di occhialoni da vista. Nei migliori film è generalmente costretta a mangiare accanto ai cassonetti da qualche biondona procace con delle ciglia finte così lunghe che gli occhiali nemmeno potrebbe metterli. Poi arriva il ballo, ed ecco che Miss-nessuno-quattrocchi con un incredibile vestito fasciato, un colpo di piastra e una passata di rossetto fa un entrata trionfale. Ovviamente senza occhiali, e poco importa se andrà a sbattere contro qualche colonna perché tanto verrà incoronata reginetta.

“Nerd” e “occhiali”, erano considerati un connubio indissolubile. Gli occhiali da vista hanno per decenni sofferto della sindrome occhiali_0x440del “brutto anattroccolo”, sempre all’ombra dei loro omologhi estivi. Ma se c’è una cosa che Elizabeth Olsen, Elle Fanning, Monica Cruz e Lotti Moss ci hanno insegnato, è a non sottovalutare i parenti stretti…Non so come sia successo, ma gli occhiali da vista sono diventati un vero e proprio accessorio di moda, al pari dei cappelli, in gara con le borse. E’ però innegabile che se Arisa ora porta le lenti e Anne Hathaway degli occhialoni da nerd, qualcosa è successo.

Gli occhiali da vista sono stati uno dei grandi protagonisti delle collezioni autunno-inverno dei maggiori stilisti, da quelli da gatta di Prada ai maxi tondi di Tom ford, da Dolce e Gabbana a Cavalli. Ora anche Kate Moss e Victoria Beckam hanno disegnato una loro linea di occhiali da vista. Quello che prima era “sciatto” ora è “vintage” o “retrò”. Il club di scienze è diventato “cool” e le ragazze pon pon cercano di unirsi a loro. Glamour e raffinati, eccentrici o classic: in qualsiasi veste si presentino, gli occhiali da vista hanno conquistato le fashioniste. Tondi o squadrati, neri o tartarugati, l’importante è che si vedano (indipendente dal fatto che tu ci veda o no). Gli occhiali dalla montatura nera poi hanno un non so che di tenero che conquista.

ysl-pour-homme-1971Forse per chi lavora nel mondo della moda tale sensazione è dovuta all’associazione mentale con il maestro Yves Saint Laurent. Credo, infatti, che la foto che lo ritrae nudo, salvo un paio di occhiali dalla montatura nera spessa, nella campagna pubblicitaria del 1971 della prima acqua di colonia da uomo YSL “Pour Hommes” sia ormai entrata in maniera indelebile nell’immaginario collettivo degli addetti del mondo della moda. Tra coloro per cui l’associazione col grande maestro non risulta così immediata, il fascino suscitato da questa tipologia di occhiali si deve al look nerd chic che evocano. Sono, infatti, in grado di suscitare immediatamente un non so che di intellettuale in chi li indossa – persino su Justin Bieber. Comunicano serietà e praticità.

Ma l’effetto fashion sarà totale solo se si assocerà il make up giusto. Step di base: occhiali2Sottolineare le sopracciglia, perché non devono mai scomparire dietro gli occhiali. Massima cura poi per la bocca. Secondo i make up artist più la montatura è classica, per esempio, più le labbra devono indossare una nota di colore, per non rendere il viso troppo inespressivo e severo, mentre se è un po’ bizzarra è preferibile scegliere i colori neutri, per non appesantire troppo l’immagine.

Capisco che per chi ha vissuto anni andando nel panico quando finivano le lenti a contatto, per chi strizzava gli occhi come le talpe pur di non uscire con gli occhiali, per chi è stato relegato al primo banco per una vita, sia un po’ strano vedere attrici, modelle e fashioniste con 10 decimi che indossano occhiali con le lenti di vetro pur di non rinunciare a questo accessorio.
Ma quello che vi voglio dire è: talpe di tutto il mondo, per una volta ci avevamo visto lungo.
Probabilmente l’avrete capito, io ho tre decimi di miopia…

 

In tempi di saldi….Istruzioni per l’uso

i-must-have-da-acquistare-con-i-saldi-estiviore 9.59, coltello tra i denti e segni neri sul volto. Vestiti comodi, niente cinture o abbottonamenti complicati che ti fanno perdere tempo a rivestirti nei camerini: ogni secondo è oro.

Si aprono le porte dei negozi e le donne cacciatrici si mettono alla ricerca dell’ “affare”. Chi ha inventato il proverbio in guerra, in amore tutto è concesso, evidentemente viveva prima dell’era dei saldi. La tua migliore amica con cui giocavi a fare le “gemelline” e ti scambiavi le Lelly Kelly, nel momento in cui rimane un solo paio di scarpe di Fendi del “vostro” numero, diventa il nemico. Migliaia di riviste di moda sfogliate, centinaia di vestiti guardati e prontamente rimessi a posto per la paura che sia come in quei mini bar dove se solo sposti qualcosa la devi pagare, nasi attaccati alle vetrine per controllare che non abbiamo comprato le scarpe che puntiamo da mesi: tutto questo si sfoga in circa 15 giorni di saldi.

È vero c’è crisi, pochi soldi, poca voglia di spendere migliaia di euro per una borsa, ed effettivamente i negozi delle marche meno accessibili, da Versace a Herve Leger a Hermes, erano vuoti prima e sono vuoti adesso. In molti casi nemmeno li fanno i saldi: per i loro clienti mille euro in più o meno non fanno differenza, e quelli che non ci entravano prima, certo non ci entrano adesso dove gli unici articoli che vanno in saldo (del 10% di solito!) sono i portachiavi.. Unica eccezione illustre: Gucci e Louis Vuitton. Non saprei dirvi bene il perché, dato che in 21 anni di vita non ho mai avuto il coraggio di affrontare quelle file spaventose probabilmente dentro regalano gioielli o danno panini gratis, ma le code di persone fuori da questi due negozi fa il giro dei palazzi con tanto di turni per entrare. La leggenda vuole che i giapponesi-dalla-carta-di-credito-illimitata si accampino li dalla sera prima…

occhiali-da-sole-prada-2012-530x300Tutt’altra storia per le grandi catene low cost. Zara, H&M, Top Shop: saldi sui saldi, stand di “tutto a 5,99”, abiti coscientemente e senza molti misteri copiati dalle grandi firme a prezzi stracciati. È questo il vero terreno di scontro. Il momento sicuramente migliore per affrontare uno Zara o similari è la mattinata, più vai avanti con la giornata più la tua ricerca si trasformerà in una pesca miracolosa dove dovrai mettere le mani in enormi cumuli di roba ammassata senza sapere cosa tirerai fuori. Le commesse, che già ti odiano perché puntualmente tiri all’aria quello che loro hanno appena piegato, smettono di interagire e l’unica risposta che ti danno è “ è tutto esposto”. Al di la delle varie strategie, i saldi sono sicuramente il momento per fare incetta di pezzi basici che vanno bene sempre, ma anche per procurarsi il capo “must” che segnerà la nostra estate per foggia e colore e che l’anno prossimo verrà già considerato out.

Ecco una mini guida su cosa comprare nella giungla dei prezzi stracciati:

1. Qualcosa di fluo: che sia arancione, fucsia o blu elettrico, basta che sia fosforescente.

2.  Occhiali da sole esagerati, da gatta o retrò, basta wayfarer

3. Un abitino corto con stampe a foulard, che sia floreale o jungle, l’importante è che sia corto e colora

4. No alle espedrillas e alle gonne lunghe, poi manca solo il tamburello e diventi Esmeralda. Si alle zeppe e ai vestiti lunghi. Sembra che ci sia poca differenza ma è la stessa che passa tra Vanessa Hudgens e Alessandra Ambrosio….

5. I blazer dai colori pastello

6. Borse grandi. Utili e comode, magari di paglia

7. Un costume intero. Lasciate da parte i trucidissimi trikini. Comprate un costume intero e aspettate, l’occasione giusta per indossarlo capiterà.

8. Un enorme, enorme cappello di paglia: per proteggervi dal sole e da sguardi indiscreti. 🙂

Nulla ma nulla a meno del 30%..tutto è necessario ma niente è indispensabile!