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Colpi di testa..Quando il parrucchiere fa la differenza

capelli“Il vero psicanalista delle donne è il loro parrucchiere”. (Ennio Flaiano)

Guardate una donna quando entra dal parrucchiere: coda (se non addirittura mollettone), aspetto sconvolto, occhiali da sole e sguardo circospetto nella speranza che non la veda nessuno.
Guardatela quando esce: irriconoscibile. Capelli fluenti, sguardo fiero e un inevitabile sorriso di chi sa che dei bei capelli fanno la differenza tra il trasandato e l’invidiato. Ci si chiede cosa sia quell’altra famosa metà della bellezza oltre all’altezza..bene, un buon 30% sono i capelli. Immaginate Eva Longoria senza capelli, vi sfido a riconoscere Kim Kardashian prima e dopo il parrucchiere, Nicole Kidman senza la sua chioma rossa e arrivata dov’è. Lo psicanalista fa venire a galla i tuoi problemi, il parrucchiere li nasconde sotto il casco per la permanente.

Cosa hanno in comune Jennifer Aniston, Elisabetta Canalis e Leighton Meester?
Storie d’ amore sfortunate e capelli fluenti. Dopo aver lanciato il “taglio alla Rachel” negli episodi di Friends, Jennifer Aniston è diventata una sorta di Hair Icon e le interviste che nel tempo ha rilasciato in merito alla sua meticolosa attenzione per la cura dei suoi capelli ne hanno alimentato le leggende. Fu uno scandalo quando si scopri che Jen aveva speso oltre 40 mila sterline per portarsi il suo parrucchiere, tale Chris Mcmillan, in giro per il mondo durante la promozione del suo film Io & Marley.
Elisabetta Canalis, mollata dall’altro dei due uomini più belli del mondo, è diventata il nuovo volto della campagna pubblicitaria Pantene e dichiara di curare i suoi capelli ogni giorno.

jennifer_anistonUn po diversa la vicenda di Blair, anche se già il fatto che se dico Blair tutto ok ma se dico Leighton avete qualche dubbio a inquadrare di chi sto parlando, dovrebbe farvi capire che anche la ragazza potrebbe avere problemi di autostima.. Blaire, al secolo Leighton Meester, si è dichiarata “super entusiasta” di essere diventata la testimonial mondiale di Herbal Essence. Ma non tanto per il cachè o per i prodotti per capelli gratis, ma perché per la prima volta dopo 5 serie e qualche centinaio di episodi è riuscita a spuntarla su Serena. Il brand internazionale di shampoo e prodotti per capelli l’ha infatti preferita a Serena, anche lei nella lista delle possibili testimonial.
Il motivo sarebbe che la chioma fluente, sana e “nature” di Leighton mentre pare che la Lively usi capelli posticci ed extension.

Al di là dei gossip da corridoio, dietro ogni nostra testa, dietro ogni nostra acconciatura si nasconde una giornata si o una giornata no, un pensiero, uno stato d’animo un modo di essere. Ed è per questo che anche dalle passerelle non si può rintracciare una tendenza univoca. I capelli che hanno sfilato sulle passerelle della primavera/estate 2012 sono trecce, simil-chignon, banane ultra-grafiche, architetture studiate che rimanda al contegno delle dame del tempo che fu ma anche capelli spettinati, addirittura bagnati che ci fanno sembrare scappate via dalla pioggia, reduci da una battaglia di gavettoni o emerse dalla spuma marina. I capelli sono come le scarpe e le borse, un accessorio che coinvolge la testa e cambia, evolve insieme all’ umore e allo stile personale.

Ci sono donne che quando non hanno niente da fare si fanno la piastra, donne che l’ultima volta che si sono lavate i capelli a casa ancora esisteva lo shampoo piccol’Oreal e altre a cui dà fastidio persino farsi toccare i capelli..
Altro che psicanalista…

L’uomo ha da puzzà. Tendenze e falsi miti sul mondo maschile

johnny deppHanno milioni di fan, sono seguiti in tutto il mondo, hanno fior fiori di stylist e make up artist.. ma venire da marte o da Venere nel mondo delle celeb fa una grande differenza.

Se sei una donna prima di esporti al pubblico ludibrio ti devi sottoporre a trattamenti di bellezza che neanche la regina cattiva di biancaneve: dalle mutande contenitive ai corsetti da apnea, dalle sanguisughe alle maschere al caviale, sai di dover essere perfettamente elegante o perfettamente stravagante ingabbiata in impalcature da circo perchè ogni tuo pelo o centimentro di ricrescita sarà messo sotto la lente d’ingrandimento.

Se sei un uomo è tutta un altra storia, più sei sfatto più sei cool. Johnny Depp fa scuola. Capello lungo possibilmente (finto) lurido  jeans e maglietta ma anche pantofole sotto lo smoking. A volte ti viene il dubbio che si facciano disegnare le occhiaie dal truccatore.. Questa è l’assurdità. Anche lì è tutto studiato, nulla è lasciato al caso. La maglietta sdrucita magari è di Armani..gli occhiali da sole apparentemente raiban aviator da plebeo che portava Brad Pitt a Cannes hanno un prezzo superiore a 1200 euro…

justin timberlakeE allora perchè tutto questo? perchè questa finta ostentazione di non curanza? ..ma perchè sanno che sotto la lente d’ingrandimento ci stanno pure loro. E se sei un uomo e ami lo shopping ti marchiano come gay, se ti depili pure, per non parlare di cosa possono pensare di te se fai pilates,  se hai il ciuffo phonato, se sai cos’è una pochette, se invece di infradiciarti virilmente sotto un acquazzone tiri fuori l’ombrellino.. Gli stilisti? tutti gay. I parrucchieri? pure. Attento a riconoscere la marca dell’abito di una signora. Il maschio da manuale “ha da puzzà”. Ma oggi non è più cosi, l’odore del sudore ( quello del giardiniere sexi tutto sudato dei film per capirci) è stato sostituito da raffinatissime eau de toilette all’ aroma di “terra e muschio”. Ora capisco che a vedere Zac Efron con le sopracciglia depilate e il lucidalabbra il dubbio ti viene, capisco che a te pimpante vent’enne malamente mollata da George Clooney un pò ti rode e capisco che fare coming out al posto degli altri sembra essere diventata una mania..ma rassegnati, molti uomini di oggi sono attenti a quello che indossano, fanno le prove di look prima di uscire e certe volte la piega dei loro capelli è migliore della tua. Ma non necessariamente sono gay. E un uomo con le mutande con i power ranger altezza ascellare e pantaloni al ginocchio che sfidano la forza di gravità non te lo fili nemmeno per caso. Vestiti bene e noteranno la persona vestiti male e noteranno il vestito. Vale per tutti ( mentre “vestiti di bistecche perchè cosi tutti parleranno di te” vale solo per Lady Gaga).

george clooneyAltro che parità fra i sessi.( che poi..quali sessi?! )Mentre eravamo impegnate a guadagnare i pantaloni, non ci siamo accorte che gli uomini stavano iniziando ad esplorare ciò che ci lasciavamo alle spalle. Ed ecco gli uomini cuochi, gli uomini dall’estetista  e gli uomini al passo con la moda. Il nuovo volto della campagna pubblicitaria di Chanel N. 5 è un uomo. Ci aspettavamo Angelina Jolie e invece sarà Brad Pitt il nuovo testimonial del profumo più famoso della storia, reso celebre dalla celeberrima frase pronunciata dalla diva senza tempo Marylin Monroe che dichiarò di non andare mai a letto senza due gocce di Chanel N. 5. Sinonimo di fascino e seduzione, l’essenza di quella bottiglietta è diventata nota in tutto il mondo, rappresentata di volta in volta dalla donne più belle del mondo: da Catherine Deneuve a Audrey Tautou, passando per Carole Bouquet, Nicole Kidman, Keira Knightley. Dopo circa 90 anni tuttavia, dal prossimo anno non sarà più una bellezza femminile a rappresentare il profumo. Qualcosa è cambiato…
2012: Justin Bieber vince i Fashion Fragrance Awards con il suo profumo da donna Someday e si piazza al terzo posto delle 100 star più influenti secondo Forbes..la fine del mondo è veramente vicina.

La gonna..questa sconosciuta

allure-anni-50-per-helena-bordon-con-giacchina-bianca-e-gonna-in-pizzo-a-ruota-abito-nero-con-corpino-senza-maniche-e-occhiali-vintage-a-farfalla-per-laltra-addetta-ai-lavori“Voglio una donna, donna
Donna con la gonna, gonna…
Prendila te la “Signorina Rambo”
che fa la corsa all’oro
tenera come un muro
padrona del futuro
stronza come un uomo
sola come un uomo”
(Roberto Vecchioni, “ voglio una donna” 1988)

Il disegno stilizzato di un uomo o di una donna è identico tranne per quel triangolino che rappresenta la gonna. Avrebbero potuto disegnarci i capelli lunghi, una borsa, delle scarpe con il tacco, invece no. Questo perché la gonna vale per noi come un manifesto.

Erano gli anni 60, in un momento più dandy che mai, miscela di conservativismo, insolenza ed eccentricità, si andava verso la liberazione dei costumi e degli abiti: stufe di guanti, tacchi e corsetti, in ribellione con la società borghese, ipocrita e asfissiante, le donne sfidavano i confini e optavano per comodità e capelli corti, sfoggiano collant colorati, scarpe piatte e minigonna, sperimentando persino inserti techno. La minigonna nasce con, e trascina con sé, tutti i swinging sixties, ovvero i dieci anni più importanti del XX secolo, parlando di costume.

gonna-868x600_oggetto_editoriale_720x600Tutte noi abbiamo, da qualche parte nell’armadio uno svariato numero di minigonne di jeans, sfrangiate, colorate, con le tasche a contrasto…finite nel dimenticatotio.
Colpite a morte dagli shorts, uccise dai leggings, oggi sempre meno donne con la gonna e sempre più donne Rambo con i biker. Non voglio necessariamente dire che non cediamo al fascino di qualche gonna a vita alta o a ruota modello ballerina, dico che l’immagine della donna di oggi non è di una donna-con-la gonna, dico che per quanto belle siano aprendo l’armadio la mattina tra leggings e mini non c’è più nemmeno competizione. E non c’è competizione perchè ci siamo impigrite: la gonna è un manifesto, e come tale richiede un impegno, un ideale da sottoporre al giudizio del pubblico. Mettere la gonna vuol dire dover scegliere cosa abinare e come, cercare un equilibrio tra lo ” scoperto sotto” e lo “scoperto sopra” quindi riflettere, esporsi, esprimere se stessi anche in questa forma. Se metti un vestitino con un capo solo passa la paura. Non devi pensare, ti puoi arruolare nell’esercito del preconfezionato e sparire tra la folla.

La gonna, una sorta di tormentone delle sfilate francesi che si ripresenta ad ogni stagione senza effetti sul comune senso del vestire. E dire che ce le hanno riproposte in tutte le variabili: mini, maxi, perfino “midi” ( la gonna ben oltre il ginocchio e spesso e volentieri fino a metà polpaccio che fa pensare al guardaroba di Betty Draper dalla serie televisiva ‘Mad Men’). Forse sarà vero che la lunghezza della gonna si relaziona in qualche modo alla situazione economica e le gonne midi, dritte e svasate, proposte per l’inverno 2011 2012 ricordano gli anni ’40 e ’50,il periodo del dopoguerra.
Quest’estate si torna, dicono loro, femmine sui tacchi e con la gonna a ruota.
Quest’estate, dico io, si torna femmine anche con la gonna.