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Addio a Franca Sozzani, Vogue ma non solo

Franca Sozzani è morta. “Chi era?” mi ha chiesto un ragazzo non riuscendo a capire il mio sconcerto. Mi sembrava inconcepibile che quel volto non gli dicesse nulla, tanto quanto che non cogliesse il lutto per il mondo della moda e del giornalismo. Certo magari lui non si sarebbe capacitato del fatto che io non sappia la formazione di Italia ’90 e ci sono sicuramente calciatori famosissimi che ignoro. A ognuno il suo. Ma nella moda le uniche due voci che davvero contavano erano due. Nemiche amiche, con personalità troppo forti per poter dividere lo stesso Continente e troppo influenti per non capire che ognuna aveva bisogno dell’altra. Anne Wintour e Franca Sozzani, le direttrici di Vogue America e Vogue Italia.

Franca Sozzani e Anne Wintour
Franca Sozzani e Anne Wintour

Nata a Mantova, un destino borghese che sembrava già scritto: matrimonio, famiglia, vacanze, frivolezze. Franca Sozzani dopo il diploma al liceo classico “Virgilio” nella sua città, si laurea a Milano, alla Cattolica, in lettere e filosofia. Si sposa e dopo tre mesi di separa. A 25 anni nasce la grande passione per la moda.  Erano gli anni Settanta ed entra a Vogue Bambino: «Ho deciso che volevo lavorare e fare la stylist e ho preso subito tutto sul serio. Oliviero Toscani racconta sempre che ero “una deficiente puntaspilli vestita Saint Laurent”», ironizza. Nel 1980 è già a dirigere un femminile vero Lei e nel 1983 le affidano anche la versione maschile Per lui. Nell’88 arriva a Vogue Italia e per la sua audacia più di una volta il direttore di Condé Nast International Jonathan Newhouse minaccia di licenziarla perché le sue «impertinenze», cioè foto e messaggi, sono troppo forti agli occhi di troppi pubblicitari perbenisti. Che dire del numero (luglio 2008) tutto con servizi con protagoniste solo modelle di colore e con articoli contro il razzismo? O quello contro la chirurgia estetica? O per le donne curvy? O contro le violenze domestiche? E tutto questo sul palcoscenico di un teatro di sete e lustrini. Da una parte le denunce sociali (nel 2014 è stata nominata anche ambasciatrice Onu per il programma alimentare). Dall’altra l’intuito per i talenti: da Gianni Versace a Giorgio Armani da Bruce Weber a Peter Lindbergh a Steven Meisel.  Dal 2006 è anche direttore di Vogue Uomo e dal 2015 è responsabile di tutti i periodici Vogue (Bambino e Sposa).

Franca Sozzani con il figlio Francesco Carrozzini
Franca Sozzani con il figlio Francesco Carrozzini

Nel documentario Franca, la famosa critica di moda Suzy Menkes spiega che Sozzani ha reso «Vogue Italia leader di stile. Tutte le edizioni di Vogue sono di impatto, ma quella italiana ha sempre scelto immagini al limite: e questo è il vero senso della moda». Sozzani invece diceva di lei, più semplicemente: «Sì che sono una vincente! Non perché sia presuntuosa, ma perché tutte le mie idee hanno avuto successo».

Paolo Sorrentino: ritratto del regista per neonati opinionisti

Premessa: non ho nessuna intenzione di fare un altro inno a La Grande Bellezza ne’ di sparare a zero sul film con titoli tipo “la grande bruttezza/schifezza/monnezza”. Direi che ne abbiamo abbastanza. Su ogni sito, giornale, blog, social network esistente sono fioccati sapienti critici cinematografici che sanno tutto sulla decadenza o sullo splendore di Roma ma sono convinti che Gep Gambardella sia Paolo Sorrentino. Quindi spendiamo due parole sul regista (che non è anche l’interprete) de La Grande Bellezza.

Parla poco, è ossessionato dalla scrittura, ascolta la musica di Califano e considera twitter una “stronzata”. Questo è Paolo Sorrentino l’uomo del momento, il regista che ha riportato in Italia l’Oscar dopo quindici anni. Allora, era il 1999, la vita era bella per Roberto Benigni che dopo l’annuncio si arrampicò sulla poltrona del Dolby Theatre di Los Angeles, salì sul palco saltellando, e in un discorso di quasi tre minuti ringraziò “mamma e papo” e la “life that is beautiful”, la vita che è bella. Oggi, è il 2014, “The Great Beauty”, La Grande Bellezza, trionfa agli Oscar come miglior film straniero, ma Sorrentino non è Benigni e chi si aspettava un altro “One man show” è rimasto deluso. Niente urla di gioia, solo una rapida stretta di mano agli attori Ewan McGregor e Viola Davis dai quali ha ricevuto la statuetta. Meno di un minuto di ringraziamenti pronunciati tutti d’un fiato in cui le menzioni d’obbligo ad attori e produttori si sono mischiate a quelle per i Talking Heads e Maradona, accenni di comicità un po’ malinconica in linea con il suo Gep Gambardella. Un discorso a braccio, ma decisamente più articolato di quello, dominato dall’emozione, ai Golden Globes, in cui definì l’Italia “Crazy country but beautiful”, “paese pazzo ma bello”. Torna a sedersi, tutto finito, alla stampa poi dichiarerà che avrà bisogno di mesi prima di rendersi conto di quello che è successo ieri notte a Los Angeles.

Paolo Sorrentino non è un animale da palcoscenico eppure di premi ne ha sempre vinti tanti. Il regista napoletano che avrebbe potuto essere un dottore in economia e commercio, si lancia nel cinema per divertimento, per mettersi alla prova, perché un buon film “richiede solo un buon dilettantismo”. Debutta nel lungometraggio con L’uomo in più nel 2001, del quale è anche sceneggiatore. Un film profetico, basato sull’idea dell’omonimia e del caso che decide la vita dei due protagonisti.

Per Sorrentino sarà proprio Servillo “l’uomo in più” e la collaborazione tra i due porterà fortuna anche negli anni successivi. Le conseguenze dell’amore (2004), ottiene un successo critico ancora maggiore dell’opera precedente, vincendo 5 David di Donatello. Il riconoscimento internazionale arriva nel 2008 con Il Divo, ispirato alla storia di Giulio Andreotti, che si aggiudica il premio della giuria al Festival di Cannes 2008 e sette Golden Globes. Il regista vince e non cambia la sua squadra, un po’ perché le storie le costruisce partendo dai personaggi, un po’ perché gli attori in generale gli stanno antipatici, troppo “narcisisti”, “capricciosi” e “finti anche nella vita”, mentre lui lavora bene solo con chi riesce a instaurare una sorta di “affinità elettiva”.

Con la fama arriva anche un nuovo look. Sorrentino posa per Vogue e veste Armani. Lo stilista ha dato anche un party in suo onore a Los Angeles la sera prima degli Oscar. Nonostante il taglio più scompigliato e sbarazzino, Sorrentino pare non montarsi la testa: “Io tendo a non interrogarmi molto su quello che faccio e a che punto mi trovo nel mio lavoro. – ha dichiarato in una vecchia intervista – A costo di essere deludente, dico che io prendo tutto molto più alla leggera. Il cinema, mi dà l’idea di un rifugio per chi non sa fare nulla, anche se in realtà poi uno le cose deve saperle fare eccome, ma è certamente una cosa molto divertente, un grande gioco e come tale va vissuto”. Dice di non seguire un percorso, una direzione, quando lavora, eppure ogni suo film è curato al dettaglio. Nulla è lasciato all’improvvisazione, Sorrentino è attentissimo alla fotografia e fa personalmente sopralluoghi per scegliere le ambientazioni dove girare. Ma l’elemento fondamentale è per lui la scrittura, la grande passione. Ogni altra cosa è recuperabile e correggibile nel fare un film. Il testo se è fatto male, farà andare tutto male. Non lo recuperi strada facendo”. Sorrentino scrive su tutto e di tutto e nel curriculum annota anche l’esperienza come sceneggiatore per la tv generalista per la serie “La Squadra”.

L’ossessione per la scrittura, la fotografia spettacolare, il protagonista di sempre, l’avversione personale verso i narcisisti capricciosi, sono tutti elementi che ritroviamo nel film La Grande Bellezza. Nel cast oltre a Servillo ci sono anche Sabrina Ferilli, Iaia Forte, Carlo Verdone, Pamela Villoresi, Isabella Ferrari. Ma nessuno di loro c’era a Los Angeles, ogni film candidato ha diritto a un certo numero di poltrone nella sala del Dolby Theatre: quattro quelle assegnate a La grande bellezza, a occuparle, oltre al regista, la moglie Daniela D’Antonio, il produttore Nicola Giuliano e ovviamente Toni Servillo, con lui anche sul palco a ritirare il premio. Niente posto dunque per la coppia Ferilli – Verdone, già contrariati da un altro “incidente diplomatico” verificatosi durante la consegna dei Golden Globe: i due attori non erano stati nemmeno menzionati nei ringraziamenti pubblici del regista Sorrentino. Infine, per tutti quelli che in questi giorni scrivono, twittano, postano commenti su di lui, sappiate che non li vedrà mai. Da uomo di penna, Sorrentino delle nuove tecnologie ha un po’ paura (“sono tutte una stronzata” ha detto una volta), persino per il cinema digitale ha un’avversione. Ma dopo l’Oscar nulla è impossibile, nel suo prossimo film combatterà con la sua nuova ossessione. Si intitolerà “Il Futuro”.

 

Come sopravvivere con dignità alla settimana della moda

Parigi – street style

“La maggior parte delle persone che lavorano nella moda sono in assoluto le peggio vestite. Hanno degli accostamenti improponibili spesso poco adatti al proprio fisico. È forse un modo per essere fotografate e intervistate?” Narciso

Questa la domanda che un tale, dal nome già di per sé significativo, “Narciso” appunto, ha rivolto a Franca Sozzani. La direttrice di Vogue Italia ha candidamente risposto così:

 

 

Franca Sozzani

“Lo fanno per essere fotografate e intervistate. Per essere eccentriche per la gioia dei blogger di cui non si sa neanche che blog abbiano e dei fotografi di riviste che non si sa neanche di che riviste siano e che, se si sanno, sono così cheap che è meglio dimenticarle”.

Si è appena chiusa la Settimana della moda di Parigi. Dopo New York, Londra e Milano i riflettori si sono spenti anche sull’ultima delle “Big Four”. Quattro settimane frenetiche in cui le carte MilleMiglia delle più presenzialiste fashion victim registrano jackpot da record. Volano da una città all’altra con grandi bauli, generalmente pieni di pochissimi capi ma immensamente voluminosi tipo cappelli con piume di pavone e gonne a ruota panoramica. Si instagrammano davanti a ogni superficie riflettente e parlano di “Giungla metropolitana” come se fosse un’espressione con un qualunque senso sintattico.

Spotted at Paris Fashion Week

I loro tre accessori “must have” sono uno di questi nuovi sieri “anti fatica, anti stress, post alcool, post nottata” che promettono di distenderti la pelle come se avessi dormito dodici ore, degli assurdi ed enormi occhiali da sole e un rimmel waterproof per mantenere un contegno anche dopo gli infiniti pianti ai buttafuori per imbucarsi alla sfilata o al cocktail del giorno. Perché non conta la dignità, l’importante è esserci, o meglio, fare finta di essere qualcuno che dovrebbe esserci. E una volta entrate ci si mischia tra la folla: “Ciak, si va in scena”. Tutti ai loro posti con i costumi assegnati per la parte che si vuole recitare. Ma spesso sembra che il costumista abbia confuso tutti gli outfit e li abbia lanciati a caso ai vari protagonisti. Troppo alta, troppo piccola, troppo magra, troppo tonda. E che cosa ci fanno vestite così? Sono di moda.

foto mania

Comprensibile quindi l’ironia di Franca Sozzani di fronte a quelle scimmiette addestrate su tacchi che non avrebbero ragion d’essere pur di farsi fotografare da sedicenti fashion blogger coreani travestiti da pappagalli. Ecco quindi dieci regole di sopravvivenza per assistere alle sfilate:

1. Se vedi una persona vestita in modo strano non è detto che sia una «celebrità».
2. Non fotografarla.
3. Non fotografarti insieme a lei.
4. Non fotografarti davanti a ogni specchio, in ogni ascensore, di fronte a ogni vetrina riflettente.
5. Non usare l’hashtag #picoftheday se poi di «Pic of the day» ne metti quaranta.
6. Smetti di fotografarti i piedi dall’alto. Sono sempre piedi. Anche se cambi filtro.
7. Sgomitare per avere l’appuntamento per una piega all’ultimo minuto non ha senso se poi giri con un cerchietto da diavolina in testa.
8. Avere i piedi gonfi perché non sei abituata a indossare i tacchi, non ti da l’autorizzazione a toglierti le scarpe.
9. Se non sei capace di camminare sui tacchi, non metterli, è molto meglio una ragazza normo-gambe che cammina spedita che un fenicottero zoppo e lamentoso.
10. Impara ad apprezzare le mezze stagioni: il vestitino che hai comprato in spiaggia quest’estate non può essere abbinato a un piumino Moncler quando fuori ci sono 25 gradi. E se di gradi ce ne sono meno 3, e indossi una pelliccia, infila anche un paio di calze, la pelle da pollo non è mai andata di moda.

Paris – street style

L’eleganza deve essere creativa, anche eccentrica, ma non ridicola. Non c’è buono o cattivo gusto in assoluto. C’è quello che ti sta bene e quello che ti sta male. Ad ognuno la propria interpretazione della moda, libera. Ma basta con queste ostentazioni inutili.

 

VFNO 2012: caccia al gadget

vogueL’ appuntamento è a Roma il 13 settembre per la seconda edizione di Vogue Fashion Night Out. La manifestazione organizzata da Vogue Italia con il patrocinio di Roma Capitale, tiene accese fino alle 23.30 le vetrine del centro storico: da piazza di Spagna a piazza del Popolo, passando per via del Corso e via Sistina. Una sorta di notte bianca fashion, ossia arrivi vestita come Olivia Palermo, te ne vai ubriaca come Kate Moss e con tanti gadget quanti ne ha Paris Hilton. Una notte di incontri, musica, spettacoli e cocktail, soprattutto cocktail. Entri, dai uno sguardo a vestiti che non comprerai mai e prendi un bicchiare di quello che c’è, campari per le masse, champagne per i più “in”..e se sei fortunato riesci ad accaparrarti un gadget. Che sia a Roma, a Milano o a Firenze, la Vogue Fashion Night Out è la notte delle edizioni limitate (anche perchè quando altro mai venderesti una maglietta con la scritta VFNO a caratteri cubitali?!), delle offerte imperdibili, del “solo per una notte”. Ed è per questo che avendo a dispozione solo poche ore e più di cento negozi è necessaria una piccola guida per evitare di girare come trottole (anche se griffate) alla ricerca dell’ edizione più limitata.

Si inizia così la serata più alla moda dell’anno: ci si fa leggere la mano in boutique da Missoni (che per VFNO propone

degli anelli in caoutchouc realizzati dalle donne di Mali, il ricavato andrà in beneficenza), per poi proseguire con Ermanno Scervino e Casadei, che vi danno la possibilità di acquistare T-Shirt e ballerine esclusive.

Prima di lasciarsi invorticare da via dei Condotti d’obbligo una tappa alla Sala da tè Babington per assistere alla presentazioneSwatch della collezione ” Un tè sull’ Orient Express”.
Dirigendosi verso Via dei Condotti Salvatore Ferragamo vi tenterà con una colorata borsa shopping di tessuto tecno e vi offrirà un cocktail con scarpine di cioccolato che riproducono la zeppa “Rainbow”. Modelle, celebrities e un’elegante collana in pizzo macramè da La Perla. Nuova collezione “Chrono Plastic” con speciale cinturino VFNO da Swatch. Omega risponde con il nuovo orologio dedicato a James Bond.

Marella - shopperSulla parallela Via Frattina continuano le possibilità per soddisfare i desideri di questo speciale shopping notturno: PennyBlack propone la T-shirt “I’m no good” del progetto “just like Me-T by Mood”. Da Pinko braccialetti in metallo fluo con charms che rappresentano le città della VFNO.
Divertente Marella che allestisce un set fotografico con condivisione delle foto su Instagram, discreta la shopper stampata giaguaro.

Spostandosi su Via Borgognona imperdibile Stella McCartney dove artisti di strada personalizzano la Falabella Bag e una ricamatrice personalizza l’underwear.
Originali i Fratelli Rossetti che presentano una serata a tema Marilyn Monroe con tanto di nail’s bar per farsi dipingere le unghie rosse come Marilyn.
Ancora T-shirt da Blumarine.
Tra Via del Corso e Via del Babuino lo shopping è accompagnato da champagne e macarons da Zadig&Voltaire o da un Campari Orange Passion, cocktail ufficiale VFNO, nella boutique Gherardini.

Da non perdere una visita tra gli argenti di Christofle dove la serata sarà animata dalla pittrice fiorentina Elisabetta Rogai che si esibirà in una particolare performance di EnoArte (tecnica pittorica realizzata con il vino), mentre una degustazione di vini abruzzesi delizierà gli ospiti.

Le appassionate di bellezza invece, sono tutte invitate da Beauty Point per una seduta di make-up gratuita e da Aulo Cacciatore per una consulenza personalizzata sui propri capelli, mentre le amanti dei tacchi vertiginosi di Cesare Paciotti avranno l’occasione di incontrare personalmente il designer e le celebrities fedeli al brand.

H&M - clunchIn caso di ulteriori attacchi di fame in Via Vittoria, Sissirossi per la serata invita la giovane cake designer Camilla Rossi a realizzare dolci, biscotti e cupcakes, tutti rigorosamente a tema, in alternativa c.u.c.i.n.a in via Mario de’Fiori offre una dimostrazione culinaria di uno chef con degustazione.
Se ancora avete forza nelle gambe, e non vi è colato tutto il trucco, set fotografici e casting sono allestiti da subdued e Goldenpoint.
Non Classificati Marni e Elisabetta Franchi, va bene che una volta colpite dal raptus del gadget si prende tutto…ma non saremo un po troppo grandi per regalare palloncini?!
Must have: la clutch con borchie di H&M!