Home / Spettacolo / Cinema / Love di Gaspar Noé
love

Love di Gaspar Noé

A un certo punto di Love, Murphy, il protagonista, comincia a blaterare del fatto che vorrebbe creare il primo film della storia a convogliare in qualche modo l’esperienza del sesso da innamorati. Quando il protagonista di un film è un aspirante regista è generalmente ragionevole pensare che il personaggio rifletta in qualche misura le vedute dell’autore del film stesso, e viste le dichiarazioni di cui sopra e il film nel contesto del quale vengono proferite, è abbastanza naturale arrivare alla conclusione che Love sia in effetti il film di cui Murphy stava parlando.
Molte delle cattive recensioni che l’ultimo lavoro di Gaspar Noé ha ricevuto si sono concentrate sul fatto che Love in definitiva fallisce nel sostanziare l’ambizione espressa dal suo protagonista. Preso come un dramma il film è in effetti piuttosto insoddisfacente, e immagino addirittura fastidioso da un certo punto in poi.

Prendere in parola le dichiarazioni di un personaggio che il film descrive inequivocabilmente come un idiota immaturo, violento e intellettualmente limitato non è però forse la chiave interpretativa più efficace per affrontare il film stesso. Capisco che la quantità di cazzi che compare su schermo durante le due ore di Love possa rendere difficile concentrarsi sul film, ma come l’evidente tono satirico della pellicola possa essere sfuggito alla pressoché totalità delle recensioni che mi sono capitate sott’occhio è sinceramente sorprendente.
Love racconta la storia della relazione tra il succitato Murphy, uno studente americano a Parigi, ed Electra, la sua ragazza francese. Il grosso del film è un flashback che parte da un momento futuro in cui la rottura tra i due è ormai definitiva, e il loro rapporto ci viene raccontato tramite le memorie di Murphy, ora intrappolato in un’altra relazione da cui ha avuto un figlio, ma ben lungi dall’essersi liberato dallo spettro della sua ex.
Fin dall’inizio della loro conoscenza -che ci viene mostrato verso la fine del film- l’attrazione fisica tra Murphy ed Electra è dirompente, e il film fa una rappresentazione degli incontri tra i due che non è esagerato definire pornografica. Non arriviamo al tipo di inquadratura anatomica a cui ricorrono i porno veri e propri, ma il sesso in Love è evidentemente non simulato, e non c’è nulla che viene lasciato all’immaginazione. I protagonisti si proclamano spesso innamorati l’uno dell’altra, ma l’immaturità e la superficialità della loro relazione è immediatamente evidente allo spettatore. Electra a tratti sembra rendersi conto delle fragili fondamenta del suo rapporto con Murphy (che infatti si concluderà per un di lui tradimento), mentre il protagonista maschile resta perpetuamente in balia delle sue pulsioni fisiche ed emotive, mostrando senza possibilità di errore come tutta la situazione sia interamente al di fuori del suo controllo.
La sua sprovvedutezza non è significata tanto dalle infedeltà, in cui del resto anche lei cade, quanto piuttosto dalla completa incapacità di affrontare con la minima razionalità qualsiasi ostacolo, qualsiasi attrito, situazioni nelle quali Murphy non riesce a fare altro che sbraitare terribili insulti.

Da un certo punto in poi, diventa dolorosamente chiaro quanto quello che i due ragazzi si professano sia amore solo a parole, e prendere Love come il racconto di una storia d’amore, per quanto estrema e disfunzionale, signifca non coglierne il punto. Ho menzionato in precedenza il tono satirico del film, ma non voglio che si pensi che Love sia una specie di commedia. Nonostante le molte scene umide, il film è decisamente secco e quasi aspro, questo specialmente nei confronti dei suoi protagonisti, che mai per un minuto sono presi sul serio. La loro pochezza è proprio il punto di partenza per la raffigurazione dell’attrazione come una calamità naturale, capace di deragliare completamente le vite di coloro che non abbiano gli strumenti per affrontarla.
Di questi strumenti, che possono essere la fiducia nel prossimo, l’autostima, la pazienza, sia Electra, sia, soprattutto, Murphy, sono completamente sprovvisti e il dazio che pagano a queste loro carenze è un completo annientamento emotivo.
Che quello tra loro non sia definibile come amore è definitivamente sancito dalle virgolette tra cui il titolo del film viene rinchiuso nella prima schermata dei titoli di coda, che ci lascia ancora osservare in trasparenza l’immagine dei due, nudi e abbracciati dentro una vasca.

Come si sia potuto pensare che a Gaspar Noé interessasse realizzare un film sulle tenerezze e gli eccessi dell’amore giovanile resta abbastanza inspiegabile. Stiamo parlando di un pervertito, narciso e nichilista che ha fatto della stilizzazione visuale estrema, della violenza e dello spregio dei tabù pilastri della propria opera. Love in questo ribadisce la visione crepuscolare, materialista e sogghignante che colleghiamo al regista argentino, e tra tutti i suoi film è quello che la articola meglio, pur risultando forse meno grottesco e dirompente di Irreversible.
L’accoglienza che è stata riservata a Love mi è sembrata analoga a quella che ricevette un paio di anni prima un altro grande film come Only God Forgives, il cui stile visivo notturno e illuminato al neon ricorda peraltro quello dell’ultimo lavoro di Noé. Siamo nel 2016 ma a quanto pare in molti fanno ancora fatica ad affrontare determinati argomenti e determinati stili di messa in scena di questi argomenti, il che è triste ma non impedirà al manipolo di pervertiti che sopravvive nel circuito cinematografico internazionale di proseguire con la propria opera.

About Lorenzo Peri

Studio informatica e sono un vorace -bulimico direbbero alcuni, e avrebbero ragione- consumatore di cultura pop in forme varie ed eventuali. Tutto mi interessa e niente mi conquista, non so proprio cosa farò da grande.

Check Also

A PROPOSITO DI AMORE E ARTE CONTEMPORANEA – HAPPY BIRTHDAY CHIOSTRO DEL BRAMANTE!

“L’esposizione romana intende affrontare uno dei sentimenti universalmente riconosciuti e da sempre motivo d’indagini e ...