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Perché tutti parlano delle nuove divise Alitalia

Sono cresciuta con un’amica che in fatto di moda ha due sole convinzioni ferree: le calze color carne sono il demonio e il verde sbatte. È stata lei la prima a cui ho pensato quando ho visto l’evento Facebook “Salviamo le hostess Alitalia dalle nuove divise” che in poche ore ha raccolto quasi 10mila partecipanti e 29mile clic. L’obiettivo, come si legge nella pagina, è una “petizione per la sostituzione della calza verde con una più sobria calza color carne!”. Non so quale orrore di moda avrebbe preferito ma sono certa che su una cosa sarebbe stata d’accordo: il motivo per cui si parla tanto delle nuove divise Alitalia è che sono irrimediabilmente brutte.

Le nuove divise Alitalia
Le nuove divise Alitalia

Dimenticati i tempi in cui vestivano Armani e Sorelle Fontana, oggi le assistenti di volo indossano tailleur rossi con le calze verdi per il personale a bordo e verdi con le calze rosse per il personale a terra. Per le divise maschili, invece, i colori sono grigio antracite e verde bosco, con cravatte rosse e verdi che richiamano gli abiti femminili.

Le divise Alitalia nella storia
Le divise Alitalia nella storia
Le divise Alitalia nella storia
Le divise Alitalia nella storia

Condannate a un perenne 25 dicembre, le hostess non possono ovviamente opporsi ma ci ha pensato il web a scatenarsi contro le uniformi ritenute dai più troppo severe, castigate e abbottonate ma soprattutto contro le calze.

Tra le voci del coro spunta anche quella di Selvaggia Lucarelli. “L’ultima (e la prima volta) che ho indossato i collant verdi ero alla recita scolastica e facevo il cespuglio parlante. Molta solidarietà alle hostess di Alitalia, davvero”.

Per molte donne texture, denari e trasparenza sono una scelta di vita, un terreno campale in cui si scontrano le puriste della calza velata e le integraliste dei 50 denari. Che il color carne dia lo stesso effetto lucido di un fondotinta sbagliato è ormai accettato invece dalla maggior parte della popolazione così come il fatto che neanche Elle Macpherson, la supermodella soprannominata “The body”, ha mai ostentato così tanta sicurezza da indossare quotidianamente collant colorati. Divertenti sì, donanti no.

Si sa però che non sempre uomini e donne hanno le stesse idee su cosa l’altro sesso dovrebbe o non dovrebbe mettersi addosso. Ci sono mariti e fidanzati che hanno il feticcio del plateau, impazziscono per le parigine, amano i cerchietti per capelli oppure odiano le ballerine. Non c’è un particolare motivo. Probabilmente il feticcio di Ettore Bilotta, designer italiano indipendente e stilista della nuova collezione di divise per il personale di Alitalia, sono le calze colorate.

Così ha risposto alle critiche in un’intervista all’Huffington Post: “Sono stato io a volere fortemente i collant verdi. Quelli color carne sono orrende, antiche. Era arrivato il momento di cambiare”.

E su questo siamo d’accordo. Ma del nero hai mai sentito parlare?

Dal 1950 ad oggi le divise dell’Alitalia sono state rinnovate per dodici volte con le firme di grandi nomi della moda: si va dalle divise più classiche delle sorelle Fontana (tailleur color blu scuro e gonna sotto al ginocchio) ad Alberto Fabiani (1973 divise giallo ‘albicocca’), fino a Giorgio Armani nel 1991 (giacca blazer color verde-grigio), poi le attuali divise Mondrian. Ora tocca a Bilotta, stilista molto amato in Medio Oriente, che disegna le divise di Etihad fin dal 2003 tanto che alcuni l’hanno anche accusato di aver imposto i dettami della cultura araba scegliendo un look tanto castigato (da notare però che le assistenti di volo Ethiad non hanno le calze fluo, fossi dell’Alitalia farei volentieri a cambio).

Divise Ethiad
Divise Ethiad

“Questi abiti sono una rivisitazione della moda anni ’50, con un’inversione di tendenza rispetto alla tradizione – dice ancora Bilotta all’Huffington Post – Per i colori, mi sono ispirato a quelli della nostra bandiera, anche se ho fatto un sogno che mi ha aiutato a definirne le tonalità. Per il cappellino, il cui ritorno è stato apprezzato da molte dipendenti, ho preso ispirazione dai terrazzamenti delle Cinque Terre, un luogo che amo particolarmente”.

Quindi care hostess è tutta colpa di un incubo, ma ringraziate di non essere delle Mauritius altrimenti vi toccava la divisa verde, gialla, blu e rossa.

 

About Maria Teresa Squillaci

Caporedattore Moda&Costume. Giornalista. Ho lavorato a La Stampa, Rai News24 e Sky Tg24. Nata a Roma, ho vissuto a Madrid dove lavoravo come ufficio stampa e social media manager. Scrivo di tutto quello che mi capita, dalla politica, alle sfilate, ai bigliettini di auguri, ma la cosa più difficile che ho fatto è stata scrivere questa auto-biografia. Twitter: @MTSquillaci

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