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Cappello a Tesa Larga Giorgio Armani

Cappelli alla moda per l’estate: come trovare il modello giusto

Una volta le donne non ne potevano fare a meno: basti pensare che nel 700 tra piume, fiocchi e… velieri, il cappello era una dimostrazione di status ed eleganza. Oggi la moda detta nuove leggi al riguardo, trasformandolo in must have di stile. Romantiche come Carey Mulligan nel Grande Gatsby con i modelli di Topshop o classiche come Kate Middleton con quelli di Borsalino, femminili come BB con un cappello di paglia a tesa larga, sexy come Kate Moss, in barca o per un party sulla spiaggia, non potrete rinunciare a questo accessorio. C’è poi chi li colleziona come fa la rockstar Madonna, oppure l’icona sexy Dita von Teese.

Cappello di paglia Luisa Beccaria primavera estate 2016
Cappello di paglia Luisa Beccaria primavera estate 2016

Eppure, ”un cappello non è un cappello. O, almeno non è solo un cappello”, come dice il Cappellaio Matto ad Alice. Insomma, che si tratti di un baschetto borchiato, di un borsalino, o di una semplice cuffietta di lana, ognuno deve scegliere il suo e portarlo con eleganza. Esiste almeno un modello che si adatta ad ognuno: il problema è capire quale è quello giusto per noi e per il nostro viso. 6 sono i must have della prossima estate tra cui scegliere:

1. Rag & Bone
2. Borsalino
3. Hatattack
4. Cappelli di Paglia a Tesa Larga
5. Cappelli ad Ala

cappelli

Per farlo diventare parte integrante del guardaroba bisogna anche rispettare alcune regole. Per fortuna, poche e furbe.

Non dimentichiamo di porre attenzione alle giuste proporzioni: se puoi vantare gambe lunghe potrai  sfoggiare senza problemi i modelli più ampi, come ad esempio il “Pamela”, a falda larga, ma floscia, tipico degli anni ’70. Se sei più minuta scegli un borsalino a falda stretta, che contribuirà a verticalizzare la figura, oppure berretti, cloche e coppole. Ricordiamo inoltre che la falda del cappello non dovrebbe superare la larghezza delle spalle e non deve coprire le sopracciglia.

Anche la forma del viso è un elemento da non sottovalutare nel momento in cui si sceglie un cappello da spiaggia. Chi ha un viso allungato e fino sarà valorizzata da un cappello a falda stretta, mentre con un viso più arrotondato sarà perfetto uno a tesa larga, che contribuirà a snellire la forma del viso.

Ma la cosa più importante è piacersi senza sentirsi goffe. Il cappello, infatti, finisce inevitabilmente per attirare l’attenzione su chi lo indossa.

Cappello Temperley London
Attenzione però, sì all’autoironia ma con buonsenso
. Cappelli a falde incredibilmente larghe indossati in discoteca (dove già non vedi nulla normalmente, figuriamoci con mezzo panno di lana sugli occhi), zuccotti portati d’estate solo perché “mi piace poi come mi stanno i capelli”, improbabili bombette che non ti togli neanche al cinema. Non so come spiegarmi..se vi piace tanto un paio di scarpe ci andate anche a dormire? Evidentemente no.

Purtroppo, il cattivo esempio, lo dà proprio il mondo della moda. Alle recenti sfilate, tanto per citare un caso emblematico, molte fashion victim/fashion blogger/fashion addicted hanno tenuto ben calati in testa teatrali cappelli da Zorro (che, tra l’altro, impediscono l’altrui visuale), ostentano gipsy hats da butteri, calzano striminziti berretti in lana colorata in stile Fantozzi sulla neve.

Lo stesso accade in ristoranti e caffè, club, negozi e musei, in métro e taxi. La falange “hat obsessed” si sente emula di quei Grandi di Spagna che per diritto dinastico potevano orgogliosamente mantenere il capo coperto e ornato davanti al loro re.

In passato il cappello era uno status symbol, senza il quale le signore e le signorine della buona società non osavano uscire di casa, ma era (e rimane) assolutamente obbligatorio toglierlo quando ci si trova in un ambiente chiuso. No al cappello anche nelle cerimonie che si prolungano dal tardo pomeriggio a sera inoltrata: ricordiamoci che i copricapo scenografici sfoggiati dalle nobildonne ad Ascot o a Piazza di Siena sono sempre fotografate alla luce del sole.

L’unica eccezione può essere fatta per una sposa che con il cappello sostituisce il velo. In questo caso deve indossarlo per tutta la durata della cerimonia, mentre può scegliere di toglierlo, soprattutto se è ingombrante, durante il ricevimento. Può tenerlo anche dopo il sì, specie se si tratta di un cappellino di piccole dimensioni e se fa parte dell’acconciatura.

About Maria Teresa Squillaci

Caporedattore Moda&Costume. Giornalista. Ho lavorato a La Stampa, Rai News24 e Sky Tg24. Nata a Roma, ho vissuto a Madrid dove lavoravo come ufficio stampa e social media manager. Scrivo di tutto quello che mi capita, dalla politica, alle sfilate, ai bigliettini di auguri, ma la cosa più difficile che ho fatto è stata scrivere questa auto-biografia. Twitter: @MTSquillaci

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