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Tre bufale sulla Brexit

Il vento di tempesta filosofeggiante scatenatosi dopo il Referendum sull’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea non ha eguali nella recente storia. Si è assistito ad’analisi prive di ogni senso finanziario, poichè create a meno di ventiquattro ore dal voto e senza l’attesa dei risultati trimestrali. Ad analisi di politica programmatica europea, prive dell’attivazione in essere dell’articolo 50 del Trattato di Lisbona e della conseguente fase negoziale.

Per non parlare della corsa al disprezzo del voto e della maggioranza. Concetti alla base della democrazia, ma molto invisi all’establishment culturale. Così lo scrittore del gruppo editoriale L’Espresso Roberto Saviano ha scritto “Ha vinto il popolo. Me lo ricordo il Popolo, nel 1938, acclamare Hitler e Mussolini a Roma affacciati insieme al balcone di Piazza Venezia. Me lo ricordo il Popolo inebriato, esaltato, per la dichiarazione di guerra”. Il quale ha proseguito con una retrospettiva sulla natura dell’Unione europea, definita “un progetto politico, nato per scongiurare conflitti, poi culturale”.

Peccato si sia dimenticato che a trecento chilometri dalle coste italiane, ossia nell’altra parte del Mar Adriatico, gli anni novanta siano stati sconvolti da conflitti etnici e che per continuare con gli esempi l’Irlanda del Nord è stata in guerra per decenni con Londra.

Ciò avviene in un quadro in cui tutti si dimenticano che la pace in Europa è dovuta più alla NATO e all’influenza geopoltica statunitense, che non alle direttive su prezzemolo e basilico della Commissione Europea. Ma, d’altronde lo scorso anno gli stessi critici del voto e del popolo ignorante, volevano vietare il referendum alla Grecia, che si è inventata la democrazia  oltre duemila anni fa.

 

Ad ogni modo nelle svariate analisi, condite da imbarazzanti editoriali su testate di spessore internazionale, sono morte realmente la veridicità delle fonti e della stampa. Qui di seguito alcuni esempi.

 

WHAT IS THE EU? – Gli ignoranti hanno votato tutti per il leave, senza saper nulla, non come i commentatori facebook che si sono letti tutto il TUE e il TFUE. E a riprova di questa piuttosto discutibile lettura del voto sono emerse varie scoperte. Ad esempio, che subito dopo aver votato i britannici avrebbero googlato “What is EU”, per capire su cosa avevano espresso la loro preferenza. In un tripudio di editoriali (ad esempio sul Washington Post) è stato stabilito quanto gli elettori britannici abbiano votato senza nemmeno conoscere cosa fosse l’Unione Europea. Può considerarsi valido un voto del genere? Purtroppo sì. Ma, la notizia era falsa. Prima di tutto, la ricerca non è “What is the EU” ma “What happens if we leave the EU”.

Guardando i dati si riconosce che le ricerche siano triplicate, ma il dato di partenza è molto basso: sono 43 al giorno, 1.300 per il mese di maggio. Non un numero impressionante, o almeno non come la malafede di chi inganna.

 

EUGoogleBrexit

LA PETIZIONE DEL POPOLO ISTRUITO – La petizione per rifare il Referendum, ha una storia controversa, al limite del grottesco. Tale petizione è stata ideata  da uno dei maggiori sostenitori del Leave, presentata un mese prima del voto “per evitare – parole sue – che l’Inghilterra restasse ammanettata alla Ue” e, infine, dirottata dai pro-Remain, che l’avrebbero rilanciata per contrastare l’esito del voto. Nel giro di pochi giorni avrebbero raccolto tre milioni di firme, ma non si capisce bene quante siano vere e quante siano di cittadini britannici inglesi. Una petizione che legalmente ha lo stesso valore di quella per l’abbattimento delle barriere nelle curve dello Stadio Olimpico di Roma, battaglia nobile che sostengo, ma priva di vincoli ed effetti legali.

http://http://twitter.com/HoCpetitions/status/747024391960203264/photo/1?ref_src=twsrc%5Etfw

IL FUTURO DEI GIOVANI BRITANNICI – Se fino a una settimana prima erano disprezzati da un intero continente per quel che hanno posto in essere durante le fasi a gironi di Euro2016 e per i poco nobili comportamenti nelle località di villegiatura estive in Spagna, improvvisamente i sudditi di Sua Maestà Elisabetta II erano il baluardo dell’impegno civico e politico europeo.

I suddetti e giovani sudditi britannici secondo molti avrebebro scelto in maniera convinta il Remain. Una verità a tre quarti. Poichè come dimostrato dalla Bbc, che ha pubblicato una lunga serie di grafici e tabelle per spiegare la vittoria del Leave, rilevava questo dato sui giovani, citando un sondaggio, di Lord Ashcroft Polls: Remain per il 73% degli under 24enni e per il 62% della fascia di età tra 25 e 34 anni. In pochi, se non nelle disprezzate facoltà di Scienze Politiche, hanno notato un altro dato, contenuto nello stesso pezzo della Bcc, che riguarda l’affluenza alle urne: che è più bassa nelle aree dove la fascia di popolazione under 34 è più ampia.

A votare per scegliere quale sarebbe stato il destino del Regno Unito in Europa sono andati solo il 36% degli younger Millennials, appellativo in forte voga all’Ultima Spiaggia di Capalbio. Lo tweeta SkyData qui: dallo stesso cinguettio risulta che tra gli ultrasessantacinquenni l’affluenza alle urne è stata dell’83% e dell’81% per i 55-64 anni. E anche nella fascia di età tra i 25 e i 34 anni a votare sono andati solo il 58% degli aventi diritto. Altro dato di importanza incontrovertibile per la Scienza Politica da Pasquino a Michels, tanto per non essere relegati al ruolo di ignorante sostenitore del rispetto della democrazia, è che l’affluenza media è stata del 72%, più alta delle ultime elezioni politiche.

 

Un tripudio di inchiostro e bugie. Come annunciato sui nostri social network, l’analisi sul Brexit con dati oggettivi e non soggette a legami d’interesse, uscirà a settembre. Con i dati trimestrali e il delineamento del significato giuridico dell’articolo 50 del Trattato di Lisbona.

About Antonio Maria Napoli

Calcio, geopolitica ed economia. Qualche pillola di musica elettronica. Il mio concetto di perfezione è un libro di Paul Krugman o un romanzo di Dumas, con in sottofondo un remix di Frankie Knuckles o i Pink Floyd. Allo spritz preferisco il Nikka

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