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Retrogaming: pro e contro

Quello del retrogaming è un ambito ormai consolidato da anni di progressi in fatto di emulatori e un sempre maggiore spazio dedicato a vari repackaging di vecchi prodotti nei negozi online come Steam e GoG.

Se per altri ambiti culturali il problema della discrepanza temporale non si pone (come in letteratura) o si pone in misura minore (è il caso del cinema), l’esperienza che un gioco tecnologicamente obsoleto offre ad un pubblico contemporaneo può essere di qualità e gestibilità variabili.
Oltre a questioni tecniche ed estetiche legate alla grafica e alla presentazione del titolo, molti altri problemi possono venire fuori se cerchiamo di avvicinarci ad un gioco con più di qualche anno sul groppone. In primis molte interfacce possono risultare a dir poco rudimentali, specialmente quelle pensate per mouse e tastiera, ma anche scelte di design più intrinseche al gioco come la curva di difficoltà o il livello di “punizione” che un fallimento del giocatore comporta in termini di progresso perso, hanno preso direzioni molto più soft in anni recenti, e la brutalità di molti titoli old-school può risultare indigesta.
Questa questione viene spesso raccontata come un rammollimento dei giocatori moderni, con il conseguente codazzo di lodi sperticate ai titoli che fanno della difficoltà estrema un focus esplicito, ma sinceramente penso che una maniera ragionevole di inquadrare la cosa sia un parallelo col comfort di una macchina moderna paragonato a quello di una macchina di qualche decennio fa: si faceva quel che si poteva, e tante scelte di design dell’epoca possono tutt’ora esercitare un qualche fascino, ma non mi sembra il caso di fare una colpa dei propri standard a chi si è abituato alle comodità odierne.

È dunque molto difficile fornire un orientamento generale, perché il livello di familiarità che un giocatore può avvertire verso un gioco varierà rispetto a quello di un altro giocatore. Ciò detto penso di poter senza dubbio raccomandare il Super Nintendo, o SNES, come è conosciuto oltreoceano, come piattaforma retro da esplorare per chi fosse interessato ad approfondire la storia videoludica. L’accessibilità di giochi come Super Metroid, Yoshi’s Island, Final Fantasy VI o The Legend of Zelda: A Link To The Past è a tratti sorprendente, visto che si tratta di titoli vecchi oltre vent’anni, e questo vale sia per quanto riguarda le scelte di design, sia, forse ancora più inaspettatamente, per il lato estetico dei giochi, che offrendo uno stato dell’arte della grafica basata su sprites, risultano molto più congeniali all’occhio moderno delle prime produzioni poligonali.

Ribadendo che trovo la nostalgia verso il passato esagerata in questo campo come e più che in altri, e precisando che non tutti i titoli che magari anche a ragione sono considerati pietre miliari risulteranno approcciabili da un giocatore abituato agli standard odierni, penso comunque che la fatica nel cercare giochi appartenenti ad un’altra epoca possa occasionalmente essere ricompensata da esperienze che hanno perso molto poco rispetto al periodo della loro uscita, e che hanno guadagnato l’aura vagamente mistica che anche il più sofisticato dei motori grafici non può donare ad un titolo contemporaneo.

About Lorenzo Peri

Lorenzo Peri
Studio informatica e sono un vorace -bulimico direbbero alcuni, e avrebbero ragione- consumatore di cultura pop in forme varie ed eventuali. Tutto mi interessa e niente mi conquista, non so proprio cosa farò da grande.

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