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PFW. I segreti dello stile parigino

Non sono ancora salita sull’aereo e i miei capelli che in teoria avrebbero dovuto avere una piega decente hanno già l’effetto sfatto tipico di Parigi. È iniziata la Paris Fashion Week e con lei gallery, foto e commenti sullo street Style. Un po’ eccentriche e un po’ raffinate perché si sa che maggiore è lo sforzo per conquistare i click della macchina fotografica, minore la resa del look. Ed è così che vediamo Olivia Palermo in pantaloni neri, camicia bianca e famosi capelli accroccati. Anche senza volerlo piove, c’è vento e cielo grigio e nemmeno il boccolo con il ferro di Aldo Coppola più resistente potrebbe sopravvivere quindi tanto vale prevenire.

Belle senza sforzo, eleganti senza impegno. Quei capelli che sembra non vedano una spazzola da mesi, sono infinitamente più chic del boccolo plastico stile Maria Antonietta fatto dal parrucchiere. Quel viso senza trucco mostra una pelle bianchissima dove anche le occhiaie hanno un ché di attraente. Non le vedrete mai accapigliarsi per un paio di appariscenti Louboutin perché loro collezionano Repetto, o meglio, Repettò. È lo stile parigino. Per le francesi innato, per il resto delle donne è un’ arte che si può imparare.

Inès de la Fressange insegna che si può essere parigina in ogni parte del mondo, anche senza baguette sotto braccio, perché l’allure made in Paris, tanto invidiato quanto copiato, è un atteggiamento mentale, da conquistare con il buongusto. Righe e basco a parte.

Ines de la Fressange
Ines de la Fressange

Un solo nome per due icone di stile. Non si parla più di Chiara (Biasi o Ferragni), ma di Charlotte, come Charlotte Gainsbourg e Charlotte Casiraghi.

Charlotte Gainsbourg
Charlotte Gainsbourg

Gli stilisti preferiti. Si spazia dalla Maison di moda più note e lussuose, come Chanel, Celine, Chloé, a marchi più abbordabili ma ugualmente trés chic come Sandro, Maje, Etoile Isabelle Marant, Vanessa Bruno. La parigina è sempre a caccia di nuove griffes, soprattutto se sono creative e abbordabili. Il suo guardaroba consiste in un abile accostamento di capi vintage, pezzi economici e qualche capo di lusso. Banditi i loghi, con un’unica eccezione: L’H di Hermes.

No ai coordinati. È la regola da tenere sempre presente. Decontestualizzare un capo invece che accettarne l’uso canonico è lo sport preferito della vera parisienne. Prima di Yves Saint Laurent nessuno aveva osato l’accostamento blu-nero che oggi è considerato uno dei più eleganti. Aggiungere un paio di dettagli vagamente assurdi può dare risultati follemente eleganti. Un vestito di chiffon stampato con i biker, un pullover di paillettes con i pantaloni da uomo. Una vecchia giacca denim con una camicetta di seta. Un golfino di lana sul vestito da ballo (non c’è niente di più Kitch delle stole o del bolerino). Lo scopo è di dare l’impressione che l’elemento di lusso (il vestito elegante o la camicia di seta), sia capitato lì per caso. Se traspare la ricerca dell’effetto, lo scopo è fallito e si finisce catalogate come “try to hard”, espressione che definisce le ragazze che cercano a tutti i costi di fare stile. Un esempio? Cappello nero a falde larghe, collana di Zara su camicia di jeans, leggings neri, scarpe con la para. Mai e poi mai la borsa abbinata alle scarpe.

Vanessa Paradis
Vanessa Paradis

Gli immancabili. Il buon look si fa con i buoni basici: una giacca da uomo, un trench, un pullover blu marine, una canottiera in cotone sottile, un tubino nero, dei jeans e un blouson di pelle. Le parigine non hanno idoli anche se ammirano Jane Birkin e Charlotte Gainsbourg che azzeccano immancabilmente il casual look (pull di cachemire grigio, jeans, converse o stivali vintage) o Jackie Kennedy nel periodo Onassis: pantaloni bianchi, t-shirt di cotone sottile, occhialoni da sole.

Charlotte Casiraghi
Charlotte Casiraghi

Assimilare le tendenze. Se va di moda il maculato, non vuol dire che bisogna conciarsi in modo da sembrare appena scappate dallo zoo. Basta un dettaglio, come una pochette stampata animalier. Prima di comprare un capo chiedetevi sempre: “Mi va di indossarlo stasera?” se la risposta è “no” oppure: “L’indosserò solo in casa”, oppure: “Magari una volta, a una festa..” lasciate stare.

Acconciature lazy-chic.  I capelli sono fondamentali nel dare quell’allure francese e intrigante, “ce je ne sais quoi” che regala un fascino innocente. Il segreto della francesi è acconciarsi in modo “effortless”: “le parigine fingono di lasciare i capelli al naturale o di averli raccolti in modo casuale e pigro, quando in realtà lo styling è ben studiato e calibrato. A Parigi esistono addirittura dei Bar à Chignon che in 10 minuti realizzano degli chignon meravigliosamente, ma non casualmente, morbidi e disordinati.

Lea Seydoux
Lea Seydoux

Le regole beauty. Per imitare lo stile parigino si dovrà optare per un make up rigorosamente acqua e sapone, della serie il trucco c’è ma non si vede. Unico tocco di colore concesso: le unghie laccate di rosso che donano un tocco di femminilità un po’ retrò.

About Maria Teresa Squillaci

Caporedattore Moda&Costume. Giornalista. Ho lavorato a La Stampa, Rai News24 e Sky Tg24. Nata a Roma, ho vissuto a Madrid dove lavoravo come ufficio stampa e social media manager. Scrivo di tutto quello che mi capita, dalla politica, alle sfilate, ai bigliettini di auguri, ma la cosa più difficile che ho fatto è stata scrivere questa auto-biografia. Twitter: @MTSquillaci

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