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Napoli e la sua storia: il Museo civico Filangieri

Napoli e il suo misterioso centro storico si svela a chi vuole conoscerla nell’intimo. Una città complessa e straordinariamente entusiasmante, così come si presenta questo sontuoso Palazzo quattrocentesco riportato in auge solo nel 2017, grazie al Fondo Ambiente italiano, all’Associazione Salviamo il Museo Filangieri e Intesa San Paolo. Sito in Via Duomo, a due passi dall’antica Biblioteca dei Girolamini e dal Duomo dove si celebra il 19 settembre l’attesissimo miracolo di San Gennaro, il Museo civico Filangieri nasce dalla passione per le arti del Principe di Satriano. Questi fu novello mecenate in una Napoli non ancora pronta a accogliere la rivoluzione culturale cui il Principe aspirava, quasi come oggi.

La Sala Agata si erge in tutto il suo splendore non tra tendaggi e dipinti delicati. La collezione di opere del Principe comprende sculture, magnifici oggetti d’arte applicata (maioliche e porcellane, abiti, tessuti, medaglie, armi ed armature) e una ricca pinacoteca con dipinti che spaziano dal XVI al XVIII secolo e con un’ampia visione del panorama artistico napoletano, una preziosissima biblioteca e tre fondi librari donati nel corso dell’ultimo cinquantennio ( D’Ambra, Acton e de Sangro).

Fiore all’occhiello del museo è una raccolta unica al mondo: 3280 monete d’epoca, dalla dominazione bizantina a quelle coniate dalla Zecca di Napoli, chiusa nel 1866, pochi anni dopo l’Unità d’Italia, dono di Luisa Mastroianni, vedova del medico Giovanni Bovi.

Purtroppo circa duemila opere dell’originale collezione del principe Filangieri andò distrutto durante la Seconda Guerra Mondiale. Il 30 settembre del 1943 una squadra di guastatori tedeschi incendiò la villa Montesano di San Paolo Bel Sito, vicino Nola, dove, per prevenire i danni di guerra, erano stati ricoverati l’anno precedente le opere di maggior pregio del museo insieme ai documenti più preziosi dell’Archivio di Stato di Napoli, allora diretto da Riccardo Filangieri che contemporaneamente ricopriva la carica di direttore del museo. Del patrimonio del museo si salvarono circa quaranta dipinti ed una cassa contenente armi antiche.

Così scompaiono nel fuoco di distruzione un ” Ritratto di un personaggio di Casa Medici” del Botticelli, ” La Sacra Famiglia” attribuita al Pollaiolo, una ” Deposizione” del Pordenone, il ” Ritratto del giurista Gaetano Filangieri” di Domenico Morelli, numerose opere di Luca Giordano, di Francesco Solimena e di Mattia Preti.

Il visitatore non può che ammirare l’accoglienza e la rifinita eleganza del Museo in ogni suo dettaglio. Proprio come chi vi scrive, si riterrà doveroso consigliare a tutti una visita alla storica città di Napoli, finalmente tornata protagonista del Meridione e delle mete turistiche, nonché di questo piccolo tesoro, che contribuisce a arricchire il nostro patrimonio culturale.

About Alessandra Scafuri

Giurista da sempre innamorata dell'arte. Ama viaggiare, leggere e fotografare. In borsa porta una penna per scrivere pensieri e emozioni. Secondo lei non dovrebbero mai mancare il sole e il sorriso. Il suo elemento naturale è il mare, che rispecchia la sua personalità.

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