Nel cuore dell’Italia che cambia, c’è un’esperienza unica capace di unire cittadinanza attiva, amministrazione condivisa e valorizzazione dei beni comuni. Si chiama Labsus – Laboratorio per la Sussidiarietà, ed è una delle realtà più innovative degli ultimi vent’anni nel panorama sociale e giuridico italiano. Ma cos’è realmente e perché se ne parla sempre di più?
Che cos’è Labsus
Labsus è un’associazione nata nel 2005 con una missione ben precisa: promuovere il principio di sussidiarietà orizzontale, sancito dall’articolo 118, comma 4 della Costituzione italiana. Un principio che ribalta la logica tradizionale dell’amministrazione pubblica: non solo lo Stato che fa per i cittadini, ma i cittadini che fanno per la comunità, sostenuti dallo Stato.
Labsus non è solo un think tank. È anche una piattaforma di conoscenza e sperimentazione che ha dato vita a uno degli strumenti più concreti per l’attuazione della sussidiarietà: i patti di collaborazione.
I Patti di collaborazione: il cuore dell’amministrazione condivisa
Un patto di collaborazione è un accordo tra cittadini attivi e amministrazione pubblica per prendersi cura insieme di un bene comune: un giardino, una scuola, una piazza, un centro culturale.
Non si tratta di volontariato occasionale, ma di un modello strutturato e riconosciuto, che mette i cittadini in condizione di agire in autonomia e corresponsabilità, con regole, obiettivi condivisi e sostegno concreto.
Il primo Regolamento per l’amministrazione condivisa è nato a Bologna nel 2014, ma oggi decine di comuni italiani, grandi e piccoli, lo hanno adottato. Labsus ha avuto un ruolo chiave in questo processo, fornendo supporto, formazione, documentazione e accompagnamento giuridico.
Un laboratorio di democrazia dal basso
Il nome “Laboratorio per la Sussidiarietà” non è casuale. Labsus è davvero un luogo di sperimentazione civica, dove le esperienze vengono raccolte, analizzate e rilanciate in tutta Italia.
Il sito ufficiale di Labsus raccoglie centinaia di storie, buone pratiche, articoli giuridici e riflessioni che documentano come i cittadini possano diventare protagonisti attivi nella cura della città e del bene comune.
Dai comitati di quartiere ai gruppi di genitori nelle scuole, dagli orti urbani alle biblioteche condivise: ogni iniziativa è la prova che la democrazia può essere partecipata, concreta e quotidiana.
Perché Labsus è sempre più attuale
In un tempo segnato da sfiducia nella politica e crisi della partecipazione, Labsus propone una via di mezzo tra delega e protesta: l’azione condivisa.
Una formula che piace sia ai cittadini che alle amministrazioni locali, perché crea legami, restituisce senso di comunità e produce valore senza sprechi.
Inoltre, la pandemia ha evidenziato quanto sia cruciale il capitale civico e la capacità dei territori di auto-organizzarsi, e in questo senso l’approccio di Labsus si è rivelato non solo utile, ma visionario.
una rivoluzione gentile ma concreta
Labsus dimostra che la cittadinanza attiva non è un’utopia, ma una pratica possibile, replicabile e trasformativa. Un modo nuovo di intendere il rapporto tra cittadini e Stato, tra diritti e doveri, tra spazio pubblico e responsabilità collettiva.
In un Paese che cerca nuove forme di coesione sociale e partecipazione, Labsus è una bussola per il futuro: non più cittadini spettatori, ma cittadini protagonisti.




