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La solidarietà sul palcoscenico : “Il fratello di mia sorella”

 

 

SO.R.TE – Solidarietà Romana sul territorio- torna sul palcoscenico del Teatro Italia il 24 maggio con una nuova e spumeggiante commedia dal titolo “Il fratello di mia sorella”, già SOLD OUT a un mese dallo spettacolo.

Giunto ormai alla sua quinta edizione, il progetto teatrale di questa associazione va avanti da anni in maniera impeccabile coinvolgendo ogni volta centinaia di persone e raccogliendo fondi per molte delle attività portate avanti dall’Associazione durante tutto l’anno.

I protagonisti di questa avventura sono un gruppo ormai affermato di giovani volontari talentuosi che con grande spirito solidaristico cercano, attraverso il divertimento e la spensieratezza di dimostrare che per fare del bene basta poco, e per farlo bene solo un pizzico di volontà.

Maglioni pesanti, regali e un abete a maggio. Per ricevere l’eredità del padre 3 fratelli, Gabriele, Mario e Pino, si ritrovano a trascorrere assieme un insolito natale primaverile nella loro casa di montagna. La convivenza forzata tuttavia non è facile: Gabriele e Pino non si parlano da anni per via della bella e divertente Betta, moglie di Gabriele, di cui però sono entrambi innamorati. Maria sta invece per convolare a nozze con Vito, ragazzo premuroso ma non dotato di particolare acume. Tra gli ospiti, a sorpresa anche Vincenzo, uno psicolabile psicologo.
Riuscirà la magia di questo improbabile Natale a risolvere i dissapori familiari?
A decretarlo sarà soltanto un fedelissimo ed elegante maggiordomo di nome Giangiorgio.

Solidarietà e divertimento, anche quest’anno sarà un successo!

About Elena Riccardini

Laureata a fatica in Relazioni Internazionali e felicemente iscritta oggi al corso di laurea "Progettazione dei Servizi Sociali". Credo nell'esistenza di persone buone, ogni tanto le trovo. Osservo con attenzione ogni cosa, ma non sempre le mie deduzioni/intuizioni si rivelano corrette. Le mie più grandi vittorie le devo al volontariato, l'insegnante migliore che abbia mai avuto. Amo l'ordine, quando non sono io a doverlo costruire; è dal caos che (ahimè) escono sempre fuori le mie idee più belle.

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