Home / Architettura / Quale futuro per l’architettura in Europa. I casi portoghese e francese

Quale futuro per l’architettura in Europa. I casi portoghese e francese

Per la seconda volta a poca distanza di tempo, in due paesi molto diversi dell’Unione Europea ma che a loro modo hanno prodotto negli ultimi anni un’architettura di indiscutibile qualità, gli architetti sono scesi in piazza per rivendicare l’importanza dell’architettura e il futuro della professione.

Fino alla modifica di legge approvata nel Marzo scorso, gli architetti portoghesi iscritti all’Ordine professionale erano gli unici che potevano elaborare progetti di architettura.
Dopo l’approvazione della modifica della legge n. 31/2009 del 3 Luglio questa prerogativa, storicamente ad appannaggio esclusivo degli iscritti ai due rispettivi ordini portoghesi (Ordem do Arquitectos do Nord e Ordem dos Arquitectos do Sul) é stata estesa anche agli ingegneri civili. Seguendo una direttiva europea, infatti, il governo Portoghese, con i voti dei tre principali pariti di maggioranza, il PSD (Partito Social Democratico), il PAN (Persone-Animali-Natura) e i Verdi, hanno approvato una modifica che ha scatenato un’ ondata di polemiche tra gli architetti fino al punto da farli scendere in piazza per manifestare contro la decisone del governo.
Secondo gli architetti, grazie a questa decisone, viene fatto un netto passo indietro che farà esplodere il mercato creando una competizione inutile tra professioni i cui obbiettivi e competenze dovrebbero intrecciarsi in un dialogo e non una totale sovrapposizione a discapito della qualità dei progetti. I due maestri viventi dell’architettura lusofona, Alvaro Siza Vieira e Eduardo Souto de Moura, sono scesi personalmente in campo a difesa della loro professione lanciando la petizione Arquitectura por Arquitectos. Secondo loro, l’architettura, il territorio e il paesaggio sono beni fondamentali della vita collettiva e in un momento critico dello sviluppo economico del loro paese che si caratterizza soprattuitto per carenza di qualità in favore della quantità , l’industria della costruzione e l’arte del costruire non possono adattarsi acefalicamente a questa tendenza.

Quasi in parallelo, giusto al di la della penisola iberica, in Francia un’altra legge rischia di far tremare il mondo degli architetti. Sbandierando la liberalizzazione del mercato, la legge ELANEvolution du logement, de l’aménagement et du numérique, promette, tra le altre cose, di costruire di piu’, piu’ veloce e meno caro, di abolire i concorsi per la costruzione di alloggi sociali e di rendere obbligatorio a solo il 10% degli edifici sociali l’accesso alle persone diversamente abili. Riguardo al primo punto risulta facile immaginare che gli studi che resteranno aperti fino all’alba o addirittura che non chiuderanno mai si moltiplicheranno ma rimane una supposizione che solo il tempo potrà verificare. Riguardo al secondo punto, l’impressione é che la qualità della costruzione francese, resa famosa nel mondo grazie anche ai concorsi, sia in fase di smantellamento e non stupisce che a risentirne per primi siano le classi meno agiate.

 

About Bernardo Grilli

Bernardo Grilli
Si laurea in Architettura all’Università Sapienza di Roma. Studia e lavora a Lisbona per tre anni. Dopo una breve parentesi brasiliana approda a Parigi dove attualmente collabora in qualità di architetto per il Renzo Piano Building Workshop.

Check Also

L’opera d’arte nell’epoca della sua diffusione multimediale. Riflessioni sul tema

…io credo che per godersi una città (o un quartiere) coi tempi che corrono bisogna ...