Una prova di forza, di maturità e di controllo totale del match. Jannik Sinner supera Ben Shelton in tre set e conquista la semifinale degli Australian Open, confermando il suo status di campione in carica e di riferimento assoluto del torneo. Il punteggio finale di 6-3 6-4 6-4 racconta una partita dura, fisica, segnata da servizi potentissimi e scambi ad alta intensità, ma sempre sotto il controllo dell’italiano, capace di colpire nei momenti chiave di ogni parziale.
Una partita di grande intensità fin dal primo game
Il quarto di finale si apre con ritmi elevatissimi e con Shelton subito aggressivo al servizio, capace di superare più volte i 230 km/h. Sinner, però, non arretra di un passo: risponde profondo, legge le traiettorie e imposta lo scambio appena possibile. Il primo set si decide su un break chirurgico dell’azzurro, arrivato nel momento di maggiore pressione, che gli consente di chiudere 6-3 senza concedere reali opportunità all’avversario.
Servizi devastanti e risposte decisive
Nel secondo parziale lo spartito non cambia. Shelton continua a spingere con il servizio e con il dritto, ma Sinner alza ulteriormente il livello in risposta, neutralizzando una delle armi più temute del tennis americano. Ancora una volta basta un solo break, frutto di pazienza e lucidità tattica, per indirizzare il set sul 6-4. L’italiano appare solido, concentrato, sempre padrone delle fasi cruciali dell’incontro.
Il terzo set e la gestione da campione
Il terzo set è forse il più combattuto sul piano emotivo. Shelton prova a restare aggrappato al match, aumenta i rischi e cerca di abbreviare gli scambi. Sinner non si scompone, difende con ordine e colpisce appena l’americano concede spazio. Il break decisivo arriva ancora una volta con puntualità, seguito da turni di servizio impeccabili che chiudono definitivamente la sfida sul 6-4, senza mai dare l’impressione di perdere il controllo.
Numeri, solidità e superiorità mentale
Tre set, tre break messi a segno e nessun passaggio a vuoto. La partita di Sinner è un concentrato di efficienza: risposte profonde, percentuali alte al servizio e una gestione mentale superiore nei momenti delicati. Contro un avversario esplosivo come Shelton, l’azzurro ha scelto la strada della continuità e della precisione, dimostrando una crescita evidente anche sul piano dell’esperienza.
Ora la semifinale contro Djokovic
Dopo la vittoria nei quarti, per Sinner si apre ora la sfida più attesa. In semifinale affronterà Novak Djokovic, leggenda del tennis mondiale e avversario simbolo di questa fase del torneo. Il match è in programma per venerdì 30 gennaio, dopo un giorno di riposo fondamentale per recuperare energie. Orario e copertura streaming verranno comunicati nelle prossime ore, ma l’attesa è già altissima: a Melbourne va in scena un confronto che profuma di finale anticipata e che dirà molto sul destino di questi Australian Open.




