Il secondo appuntamento stagionale di "Ulisse, il piacere della scoperta" è dedicato al Giappone. In onda lunedì 11 maggio in prima serata su Rai 1, la puntata firmata da Rai Cultura attraversa megalopoli, templi e tradizioni samurai con la conduzione di Alberto Angela.

Il viaggio di Ulisse, il piacere della scoperta si sposta in Asia. Nella seconda puntata della nuova edizione, in onda lunedì 11 maggio in prima serata su Rai 1, Alberto Angela accompagna il pubblico in Giappone, terra di contrasti che il programma di Rai Cultura prova a leggere nella sua stratificazione millenaria.

Da Tokyo all'incrocio di Shibuya

Il punto di partenza è Tokyo, megalopoli da trentotto milioni di abitanti dove caos e ordine convivono. La narrazione tocca la statua gigante di Gundam, meta dei fan dell'animazione giapponese, e il cosiddetto "tempio sotterraneo", l'infrastruttura realizzata per difendere la città dalle inondazioni. Spazio anche all'incrocio di Shibuya, l'attraversamento pedonale più affollato del mondo, e alla baia in cui per secoli era proibito l'attracco alle navi straniere, simbolo della lunga chiusura del Paese. Una sequenza è dedicata al vecchio mercato del pesce e all'ingresso in una cucina, dove la troupe segue la preparazione del sushi, il piatto identitario della gastronomia nipponica.

Kyoto e l'altro volto del Giappone

Dalla verticalità di Tokyo la puntata si sposta a Kyoto, città che custodisce le tradizioni più antiche del Paese. Alberto Angela visita il Kiyomizu-dera, fra i templi buddisti più antichi del Giappone, e raggiunge l'isola di Miyajima per il santuario di Itsukushima, riferimento centrale della fede shintoista, con il portale rosso che emerge dall'acqua al ritmo delle maree. Il racconto attraversa statue sacre, boschi di bambù trattati come spazi rituali e arriva al castello di Himeji, uno dei più antichi del Giappone, sulle tracce di samurai e ninja. Trova posto anche la vicenda dei 47 ronin, ricostruita nel luogo esatto in cui si svolse e che oggi coincide con il giardino dell'ambasciata italiana a Tokyo.

Una civiltà di opposti

Il filo conduttore è la coesistenza degli opposti: tecnologia d'avanguardia e culto degli antenati, fioritura dei ciliegi e memoria dei kamikaze, codice dei samurai e pratica del seppuku, esposizione costante alle catastrofi naturali e una raffinatissima cultura del quotidiano. Un quadro che intende restituire la complessità di un Paese di crescente fascinazione per il pubblico italiano, cresciuto con i manga e con l'animazione giapponese.

Le voci della puntata

Due interventi qualificano il racconto. Il primo è quello di Takahashi Yōichi, autore di "Capitan Tsubasa", la serie arrivata in Italia con il titolo "Holly e Benji" e diventata punto di riferimento per intere generazioni. Il secondo è quello della scrittrice Laura Imai Messina, residente a Tokyo, che nei suoi libri racconta la dimensione più intima e quotidiana della società giapponese. Il format conferma la formula consolidata del divulgativo di Rai Cultura: una destinazione, un percorso a tappe e contributi di testimoni privilegiati, costruito per la prima serata dell'ammiraglia di rete.