Almanacco di domenica 13 settembre 2026: santo, storia, curiosità e proverbio del giorno

Domenica 13 settembre 2026 è il 256° giorno dell'anno e mancano 109 giorni alla fine del 2026. Potrebbe sembrare una normale domenica di fine estate, ma basta scavare appena sotto la superficie del calendario per trovare storie incredibili. Un uomo sopravvissuto a una barra di ferro che gli attraversò il cranio, una battaglia che contribuì alla nascita dell'inno americano, un record mondiale di temperatura cancellato dopo decenni e persino un curioso legame tra questa data e il mondo dell'informatica. Senza dimenticare il santo del giorno, conosciuto da secoli con un soprannome decisamente particolare: “Bocca d'oro”.
Il santo del giorno: San Giovanni Crisostomo, l'uomo dalla “bocca d'oro”
Il 13 settembre la Chiesa ricorda San Giovanni Crisostomo, vescovo di Costantinopoli e dottore della Chiesa. Nato ad Antiochia intorno al 349, Giovanni possedeva una qualità che nel mondo antico poteva cambiare completamente il destino di una persona: sapeva parlare in pubblico in maniera straordinaria.
Il soprannome “Crisostomo” deriva infatti dal greco e significa sostanzialmente “bocca d'oro”. Non gli venne attribuito per ricchezza o prestigio, ma per la forza della sua oratoria. Le sue prediche erano capaci di attirare grandi folle e di affrontare temi che ancora oggi apparirebbero tutt'altro che comodi: ricchezza, disuguaglianze, corruzione e responsabilità di chi esercita il potere.
E fu proprio questa franchezza a procurargli diversi nemici. Giovanni non amava addolcire le parole quando riteneva necessario denunciare qualcosa. Entrò in contrasto con personaggi influenti della corte imperiale e con parte dell'ambiente ecclesiastico, fino a essere mandato in esilio. Morì nel 407 durante uno dei trasferimenti impostigli. La sua storia lascia una curiosa lezione: quella voce che lo rese celebre fu anche ciò che gli complicò maggiormente la vita.
13 settembre 1848: l'incidente che sembra impossibile
Tra tutti gli avvenimenti accaduti il 13 settembre, quello di Phineas Gage sembra quasi tratto da un romanzo. Siamo nel Vermont, negli Stati Uniti, nel 1848. Gage ha 25 anni e lavora alla costruzione di una ferrovia. Durante la preparazione di una carica esplosiva qualcosa va storto.
L'esplosione scaglia una pesante barra di ferro attraverso il cranio dell'uomo. Una ferita che, soltanto a raccontarla, sembra incompatibile con la sopravvivenza. E invece Phineas Gage sopravvive.
Il suo caso diventerà celebre nella storia della medicina e delle neuroscienze. Le osservazioni sul suo comportamento dopo l'incidente contribuirono al lungo percorso scientifico che avrebbe portato a comprendere meglio il ruolo delle regioni frontali del cervello nella personalità, nelle decisioni e nel controllo del comportamento.
È uno di quegli episodi capaci di trasformare una normale data dell'almanacco in una domanda affascinante: quanto di ciò che siamo dipende dal nostro cervello?
Una notte di bombardamenti e una bandiera ancora al suo posto
Facciamo un salto indietro al 13 settembre 1814. Durante la guerra anglo-americana, le navi britanniche iniziano a bombardare Fort McHenry, la fortezza che protegge Baltimora. L'attacco durerà per ore, proseguendo nella notte.
Tra coloro che assistono agli eventi c'è l'avvocato americano Francis Scott Key. Quando arriva l'alba e vede la grande bandiera americana ancora sventolare sul forte, rimane profondamente colpito. Scrive alcuni versi ispirati proprio da quella scena.
Quelle parole avrebbero avuto una vita molto più lunga della battaglia stessa: diventeranno infatti il testo di “The Star-Spangled Banner”, futuro inno nazionale degli Stati Uniti.
Dietro una delle melodie più riconoscibili della storia americana, dunque, c'è una notte iniziata proprio il 13 settembre.
Il giorno dei 58 gradi che poi scomparvero dai record
Un'altra storia curiosa arriva dal deserto libico. Il 13 settembre 1922 a El Azizia viene registrata una temperatura di 58 °C. Per moltissimo tempo quel valore viene considerato il record della temperatura più alta mai misurata sulla Terra.
Sembrava una certezza scolpita nella storia della meteorologia. Poi gli esperti hanno ricominciato a studiare i vecchi dati.
Dopo un'approfondita revisione, l'Organizzazione Meteorologica Mondiale ha concluso che quella misurazione non poteva essere considerata attendibile, evidenziando problemi relativi agli strumenti, all'osservazione e alle condizioni della stazione meteorologica. Un record rimasto in piedi per decenni è così sparito dalle classifiche ufficiali.
È una piccola ma importante dimostrazione di come funziona la scienza: una risposta accettata per anni può essere riesaminata quando emergono nuovi elementi.
13 settembre 1993: la stretta di mano vista in tutto il mondo
Il calendario ci porta poi a un'immagine entrata nella storia contemporanea. Il 13 settembre 1993, alla Casa Bianca, vengono formalizzati gli accordi conosciuti come Accordi di Oslo.
Davanti al presidente americano Bill Clinton, il primo ministro israeliano Yitzhak Rabin e il leader dell'Organizzazione per la Liberazione della Palestina Yasser Arafat si stringono la mano.
Quell'immagine fece il giro del mondo e sembrò rappresentare la possibilità concreta di aprire una nuova fase nel conflitto israelo-palestinese. La storia successiva avrebbe mostrato quanto complesso e fragile fosse quel percorso, ma quella stretta di mano resta una delle fotografie politiche simbolo degli anni Novanta.
Il 13 settembre è anche il giorno dei programmatori
Ed eccoci alla curiosità più insolita del giorno. Il 13 settembre 2026 è il 256° giorno dell'anno. Per chi usa un computer, 256 non è affatto un numero casuale: corrisponde a 2 elevato all'ottava potenza ed è legato al numero di valori rappresentabili con un byte composto da otto bit.
Per questo motivo il 256° giorno dell'anno è diventato il Giorno del programmatore. Normalmente cade proprio il 13 settembre, mentre negli anni bisestili arriva un giorno prima.
Una coincidenza perfetta per il nostro tempo: una data antica del calendario diventata anche una piccola celebrazione dell'era digitale.
Chi è nato il 13 settembre?
Anche la lista dei compleanni riserva qualche sorpresa. Il 13 settembre 1819 nasce Clara Schumann, pianista e compositrice tra le figure più importanti della musica romantica europea. Il 13 settembre 1857 nasce invece Milton S. Hershey, destinato a costruire negli Stati Uniti uno dei nomi più celebri dell'industria del cioccolato.
Nel 1916 nasce Roald Dahl, autore che avrebbe regalato al mondo storie come “La fabbrica di cioccolato”, “Matilda” e “Il GGG”. Per lo sport italiano la data è importante anche per Fabio Cannavaro, nato il 13 settembre 1973, capitano dell'Italia campione del mondo nel 2006 e vincitore nello stesso anno del Pallone d'Oro.
Musica, libri, cioccolato e calcio nello stesso giorno: il 13 settembre sembra avere una certa predisposizione per lasciare il segno nella cultura popolare.
Il proverbio del giorno
Settembre è tradizionalmente il mese della vendemmia, dei fichi maturi e di quel momento dell'anno in cui l'estate comincia lentamente a lasciare spazio all'autunno. Non sorprende quindi che uno dei proverbi più adatti al periodo reciti:
“Di settembre l'uva rende e il fico pende.”
Poche parole nate dall'osservazione della campagna. Per generazioni il calendario non veniva letto soltanto sui fogli: lo si osservava nei campi, sugli alberi, nella maturazione dei frutti e nel cambiamento della luce.
La curiosità del 13 settembre
Se dovessimo racchiudere questa giornata in una sola immagine sarebbe difficile scegliere. Potremmo prendere San Giovanni Crisostomo che affronta il potere con la forza delle parole, Phineas Gage che sopravvive all'impossibile oppure una bandiera che continua a sventolare dopo una notte di bombardamenti.
Ma c'è forse un dettaglio ancora più curioso: nello stesso giorno in cui celebriamo un uomo dell'antichità soprannominato “Bocca d'oro”, celebriamo anche simbolicamente chi comunica con una lingua completamente diversa, quella dei computer e del codice.
Quasi diciassette secoli di distanza, nello stesso quadratino del calendario. Ed è proprio questo il bello dell'almanacco: dietro una semplice data possono nascondersi storie che non avremmo mai pensato di trovare.