Sinner ha deciso il suo ritorno in campo e lo farà a fine anno. Approfittando dello slittamento della manifestazione Six Kings Slam in Arabia per problemi di sicurezza, Jannik ha deciso che la data del 27 dicembre sarà ottimale per rimettersi in gioco. Cosa è successo in questi mesi? Dopo Wimbledon Jannik ha accusato un problema al ginocchio che lo ha costretto a cancellare tutte le gare e gli eventi sino all’inizio del 2027. Stando però così lontano dal tennis che conta, non solo ha perso matematicamente il n1 al mondo, ma sta perdendo la preparazione e l’approccio ideale alle gare. Quale migliore occasione di un evento non ufficiale? Ed ecco che oggi sui social, sul profilo di Sinner, spunta la locandina del Six Kings Slam, segno che il campione italiano ha deciso. Altra decisione importante è la scelta di smettere di curarsi al Jmedical a Torino e di aver scelto una struttura di altissimo profilo.
Va detto con franchezza: il ritorno a Riad è una buona notizia, ma non basta. Sei mesi senza partite ufficiali sono un’eternità per chi vive di ritmo, e vedere il numero 1 passare a Zverev, senza che Jannik abbia potuto difendere la vetta in campo, lascia un po’ di amarezza. Il Six Kings Slam è un’esibizione ben pagata, 13,5 milioni di dollari in palio e nessun punto Atp, e Sinner l’ha già vinta due volte: come test fisico e mentale è ideale, come metro competitivo però vale poco. Chi lo ama si augura che il ginocchio regga e che Jannik rientri subito sul livello di sempre, senza il tempo di rodaggio che i suoi rivali sperano di sfruttare.
Da giornalista tifoso, spero che non resti un episodio isolato. Le notizie sull’allenatore, con Magnus Norman che secondo il Times potrebbe sostituire Darren Cahill, vanno accolte con fiducia: una squadra rinnovata, con Simone Vagnozzi, può dare nuova linfa. Pesa però l’assenza dalle Final Eight di Coppa Davis a Bologna, dove gli azzurri inseguono il quarto titolo consecutivo: è comprensibile la prudenza, ma ci si augura che sia l’ultimo passo di una lunga convalescenza. Il cammino verso gennaio e l’Australian Open passa dalle scelte di questi giorni, e il pubblico ha bisogno di rivedere il suo campione competere per i titoli veri. Basta rinvii, basta attese: ogni settimana lontano dai campi è una settimana di troppo. Il tennis, senza Jannik, è davvero un po’ meno bello.



