Dopo lo slittamento dell’esibizione in Arabia Saudita e il forfait di Sinner, il torneo 500 di Vienna ha deciso di puntare tutto sul campione spagnolo offrendogli una Wild Card e una lauta ricompensa di quasi 1 milione di dollari per partecipare al torneo. Alcaraz quindi tornerà in campo tra 10 giorni, il 26 ottobre a Vienna dopo tanti anni di assenza. Come sappiamo l’Austria è terreno di caccia di Sinner ma senza il fuoriclasse italiano si è formato un vuoto importante. Alcaraz ha deciso così di non aspettare il prossimo torneo tra 1 mese ma di riprendere subito il campo già a ottobre. Per gli organizzatori, i tifosi e gli appassionati di tennis è una grande notizia soprattutto perché dopo l’eliminazione al terzo turno a Shanghai non si sapeva cosa sarebbe successo a Carlos nei prossimi tornei.
La scelta, però, divide, e conviene pesare pro e contro con lucidità. Tra i vantaggi, Alcaraz ha bisogno di ritmo partita dopo il lungo stop per il polso, e il cemento indoor di Vienna è lo stesso terreno che lo attende a Parigi e alle ATP Finals di Torino: giocare in Austria significa costruire sensazioni e fiducia proprio sulla superficie giusta. Il titolo di Tokyo dimostra che la condizione c’è, e partire da favorito senza Sinner gli permette di rilanciarsi dopo Shanghai con meno pressione di un grande torneo. Tra le criticità, invece, il calendario è serrato: la finale di Vienna cade il 1° novembre e il Masters 1000 di Parigi comincia il giorno dopo, con il rischio concreto di arrivare a Torino con le energie al limite. Ogni partita in più mette sotto stress il fisico, e un nuovo problema al polso costerebbe molto più di qualche punto in classifica. C’è poi il tema della pressione: tornare con una wild card e un ingaggio importante significa essere chiamati a vincere, e un’uscita precoce dopo Shanghai alimenterebbe dubbi inutili. Il bilancio pende verso il sì, a patto di gestire bene i carichi di lavoro e di non forzare nulla: una settimana di tennis vero a Vienna vale più di un novembre da spettatore.



