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Theia, presentazione dell’album “Yugen” al Wishlist Club

I THEIA presenteranno il loro album di debutto “Yugen” nella sua interezza LIVE al Wishlist Club, accompagnati da due grandi band romane: i Discoveries e gli Achrome.

Theia sono una giovane band progressive metal italiana. L’album di debutto, Yugen, è stato scritto dall’ottobre 2016 al marzo 2017, registrando e missando il prodotto finale al Sickboy Studio di Cerveteri con Marco Mantovani nel maggio 2017.
Yūgen è unico: la sua caratteristica prevalente è il virtuosismo originale e potente di tutti gli elementi. è un lavoro magistralmente complesso. Un viaggio attraverso la maestria strumentale e un grido di protesta contro questo mondo. Il suono di Yūgen è particolarmente unico grazie anche alle chitarre Overload, prodotte ed esportate in tutto il mondo da Matteo, il bassista di Theia.
L’approccio coraggioso della band è caratterizzato dal muro di suono delle chitarre e batteria. L’intero album è coloritamente tecnico, con la batteria tenace di Paolo focalizzata sul groove con il suo potente approccio ritmico moderno. Le grida acute di JP sono il suo marchio di fabbrica, mentre i cori sono più facili da cantare.
L’album è ufficialmente uscito indipendentemente il 23 febbraio 2018, ed inseguito al release party al Wishlist live club di Roma i Theia sono stati invitati al prestigioso Euroblast Festival di Colonia insieme ai più grandi nomi del progressive mondiale come Monuments, Vildhjarta e i VOLA.

La band ha da poco subito un cambio di lineup, scegliendo Marco Zuzolo alla chitarra e, dopo un primo live test, è pronta a salire sul palco dell’Euroblast in Germania.  Tutto questo non prima di aver scaldato e salutato il pubblico di casa, con un live per l’uscita del nuovo video di ‘Cactus’.

Yugen è uscito il 23 Febbraio e acquistabile al seguente link: https://theiaofficialband.bandcamp.com/releases

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Programma dei concerti :
9.30 PM
ACHROME ( https://www.facebook.com/achrome.official/ )

10.00 PM
DISCOVERIES ( https://www.facebook.com/DiscoveriesIT/ )

11.00 PM
THEIA ( https://www.facebook.com/OFFICIALTHEIA )

Ingresso : 5 EURO con tessera

WISHLIST CLUB
Via dei Volsci 126 B
Rome, Italy 00185

Anonima Armonisti at Mancio

Anonima Armonisti at Mancio – 22 settembre dalle ore 22:00 presso Mancio, Piazza Mancini 14, Roma. Ingresso gratuito.

Anonima Armonisti at Mancio sarà il nuovo appuntamento per assistere al concerto degli Anonima Armonisti senza alcun costo del biglietto: l’ingresso è infatti gratuito.

 

ANONIMA ARMONISTI
Settetto vocale a cappella

CHI SONO
Nata nell’estate 2003, l’Anonima Armonisti è un complesso vocale a cappella, che si basa cioè sul canto armonizzato a più voci, totalmente privo di accompagnamento strumentale. Il repertorio del gruppo, che ha all’attivo due album e centinaia di concerti in giro per l’Italia, comprende grandi successi del passato e del presente e brani originali. A caratterizzare il gruppo, composto da sei cantanti e da un beatboxer, è la sorprendente eterogeneità dell’ispirazione dei singoli elementi così come degli ambiti professionali dai quali ciascuno di essi proviene. Mettendo insieme la passione per i generi musicali più vari, dalla musica leggera al canto popolare italiano e internazionale, dai classici vintage ai più recenti successi del pop e del rock, il repertorio è improntato esclusivamente alla creazione di arrangiamenti originali. Per restituire un’esperienza live sempre originale e in grado di soddisfare il bacino di utenza più vasto possibile, i concerti dell’Anonima Armonisti inseriscono l’esecuzione musicale in una vera e propria performance di intrattenimento. Non si tratta però di uno spettacolo scritto a tavolino, quanto piuttosto del tentativo di ricreare in scena lo spirito goliardico, ironico e irriverente che caratterizza le prove.
PRODUZIONI DISCOGRAFICHE
Il primo album dell’Anonima Armonisti, dal titolo omonimo, è stato pubblicato nel dicembre 2009 e distribuito da Preludio Music. A seguito della diffusione del singolo Il primo della lista, il secondo disco Poeoeing!, coprodotto da SunnyBit/Brutture Moderne e distribuito da SELF, ha raggiunto gli scaffali e le piattaforme di web download nell’ottobre 2012.
Nel dicembre 2013 esce “EP CHRISTMAS!” una raccolta di alcuni dei più bei canti della tradizione natalizia, rielaborati e reinterpretati a cappella dal gruppo.

LIVE
Dal 2004, l’Anonima Armonisti occupa regolarmente i palchi dei maggiori live club di Roma e Milano, tra cui Blue Note, The Place, Geronimo’s Pub, Big Mama, Crossroads, Stazione Birra, Locanda Blues, teatri come Brancaccio, Morgana, Vascello e Palladium a Roma e Teatro Petruzzelli a Bari ed eventi di portata nazionale e internazionale come Fiesta!, Mostra del Cinema di Venezia, September Concert, Festa della Cgil nazionale, VivaVoce International Festival a Treviso. Il VokalFest, raduno della musica corale giovanile, è ideato e prodotto dall’Anonima Armonisti dal 2010.

Le partecipazioni televisive e radiofoniche includono Miss Italia 2010 (Raiuno), RaiSat International, Maurizio Costanzo Show
(Canale 5), Niente di Personale (La7), Uno Mattina (Raiuno), La Botola (Raiuno), Stella (Sky Canale 109), Rai Radio Uno e Rai Radio Due, Radio Rock e Radio Popolare.

 

Non mi hai amata e la forza delle donne. L’ultimo singolo di Symo

Non mi hai amata è da oggi su tutte le piattaforme online! L’ultimo singolo di Symo è un messaggio per le donne, un inno alla loro forza perché non è mai troppo tardi per essere libere. In occasione del lancio del brano abbiamo fatto a Symo qualche domanda!

Quante volte capita a noi donne di rimanere incastrate in relazioni che non ci fanno bene, per insicurezza, pazienza o per poco amore di noi stesse come se quel babbeo lì che ci fa quasi la “grazia” di accompagnarci fosse davvero il meglio per noi. Pensiamo troppo spesso che in fondo siamo fortunate se c’è lui “perché uno come me quando ti ricapita?” e allora chiudiamo un occhio e pure l’altro. Non mi hai amata è l’ultimo singolo di Symo, cantautrice romana che ha l’Africa nel sangue. Il brano, uscito oggi in tutti gli store digitali e sulle piattaforme online per la Honiro Ent. è un messaggio di forza per tutte le donne. Ascoltandola ci si possono ritrovare in molte e questo è il goal di Symo ovvero che ci si riconosca nelle storie che racconta. Non mi hai amata non parla di una donna quindi ma di tante, tutte quelle che pensano di non potercela fare da sole ma che poi credono nella loro energia e tirano fuori tutta la loro potenza trovando il coraggio di dire basta e andare avanti. La resilienza è il vero tema di questa canzone.

Nata a Roma, classe 1991, da mamma etiope e papà eritreo, intrattiene con la musica un rapporto speciale fin da bambina, avendo sempre ben chiaro il suo obiettivo. Le prime influenze musicali sono Stevie Wonder, Michael Jackson e la musica nera in generale, gli artisti preferiti dai genitori insomma e poi crescendo scopre nuove voci da Erykah Badu a Lauryn Hill, le TLC, le Destiny’s Child, e l’RnB degli anni ’90. Nel 2005 il fidanzato di sua sorella Michael Calandra, in arte Ringo Redstar, metà di La Squadra: un duo che si muove nella scena rap della Capitale vuole duettare con lei in 3 brani del suo album “Punto di fuga” (coprodotto da Tommaso “Piotta” Zanello). La squadra si scioglie e Symo accantona per un po’ la musica ma solo finchè non incontra il DJ e producer Francesco “CukiMan” Cucchi che riaccende la miccia. Più matura e consapevole, Symo vuole scrivere le proprie canzoni e raccontare storie, lo fa muovendosi su sonorità RnB, new soul e afro, sostenuta dai beat creati da CukiMan, sui quali stende melodie e parole. Africa, Prototipo e Come se fosse un sogno sono i primi frutti della sua creatività e di quest’incontro artistico.

“Mi considero una cantautrice, desidero che chi mi ascolterà si riconosca nelle storie che racconto”

L’interesse dei media non tarda ad arrivare e così si parla di lei nella rubrica “TG2 Storie”, nella rubrica “Fuori Linea” del TG3 e nel programma “DoReCiakGulp” di Vincenzo Mollica su Rai Uno; è ospite di Fiorello in “Edicola Fiore”, dove canta “Africa”; e presenta “Donna allo specchio”, una sua canzone che tratta il tema della violenza sulle donne, durante un importante convegno tenuto al Senato della Repubblica.

Una favola musicale  quella di Symo, notata da Antonello Venditti e chiamata ad aprire lo scorso 8 marzo 2017 il suo concerto evento romano dedicato alle donne. Davanti ad un Palaottomatica strapieno, Symo ha interpretato Sora Rosa, il celebre successo del cantautore del 1974 e L’amore non ha padroni. Un’emozione unica raccontato al Tg2 Storie insieme ad Antonello Venditti.

Oggi Symo torna a far parlare di se con il suo ultimo singolo Non mi hai amata e per l’occasione le abbiamo fatto qualche domanda!

Come é nato Non mi hai amata ?

L’intenzione è stata quella di scrivere una canzone che potesse creare dal primo istante un’ attenzione e un interesse per essere ascoltata interamente.

Cosa rappresenta Non mi hai amata per te?

Rappresenta una rinascita. È la storia di una donna che trova la forza di riprendere la sua vita in mano dopo una relazione non proprio sana e stabile e prende coscienza di non essere mai stata amata dal suo uomo.

Quanto c’è di autobiografico nel testo?

In realtà l’ho scritta per tutte le donne che a un certo punto perdono fiducia in loro stesse e non riescono a liberarsi dalle loro relazioni perché completamente dipendenti dai loro uomini.

Non mi hai amata lo dedichi a qualcuno?

A chiunque si trovi in questa situazione, è un messaggio per le donne.

Parlaci del videoclip

Il videoclip è stato girato da Tahir Hussein un regista molto giovane in vari luoghi di Roma. Più che sul racconto della storia il video si concentra su di me. È girato appunto nella città dove sono nata e cresciuta e abbiamo cercato di riprendere a tratti anche un po’ lo stile Rnb degli anni 90 attraverso gli outfit e il make up, uno stile al quale sono legata, mi ricorda tutta la mia infanzia.

Chi ha creduto in te?

Mio padre crede in me da sempre. E la mia famiglia in generale, se non avessi avuto loro molto probabilmente avrei ceduto ai primi no.

 Come sei approdata alla Honiro Ent.?

Mi sono iscritta ad un contest organizzato da loro precisamente una Rap Battle, con il dubbio di poter risultare un pesce fuor d’acqua. Arrivata lì mi sono accorta di non essere l’unica cantante e mi sono rilassata. Alla fine ho vinto il premio a cui puntavo ovvero la realizzazione del video.

Un modello musicale, a chi ti ispiri?

Ascolto molta musica. Ho vari artisti che magari mi hanno influenzato musicalmente. Sono molto legata al RNB, ma ultimamente ho capito che prendo molta ispirazione da me e dalle storie della mia vita e di chi mi sta attorno proprio come hanno fatto i più grandi cantautori italiani e non.

Progetti futuri

Sono chiusa in studio con dei veri musicisti e scrivendo sto scoprendo molte cose su di me che non vedo l’ora di condividere con il grande pubblico.

 

Cecilia Gaudenzi

 

Le Mani Avanti in concerto – Soci@l Days 2018

Le Mani Avanti – sabato 14 luglio 2018 dalle 0re 21:00 presso il Curvone di Ostia, piazza magellano.

ENTRATA LIBERA

In occasione del Soci@l Days 2018 e al termine del corteo del  Lazio Pride, il 14 luglio Le Mani Avanti, dopo l’evento HaRMonika,  si esibiranno sul palco installato al Curvone di Ostia per cantare una decina di brani pop/soul/folk, eseguiti rigorosamente a cappella.
Su quello stesso palco, dopo la loro esibizione sarà la volta de Lo Stretto Indispensabile – Disney Tribute Band.

Pagina Facebook del gruppo

Ringo Starr in concerto a Roma

Ringo Starr ha annunciato il suo concerto a Roma. L’ex batterista della leggendaria formazione dei Beatles ha svelato le date del Tour Europeo con la sua All Starr Band. Un ritorno in Europa atteso sei anni che segue la tournée di successo appena conclusosi negli Stati Uniti.  Dopo anni con la stessa formazione Ringo  Starr ha dato il suo benvenuto al ritorno nel gruppo di Colin Hay e al nuovo membro Graham Goudman dei 10CC, storico gruppo di Manchester famoso ai più per l’utilizzo non convenzionale degli strumenti musicali.
Recentemente, dopo anni di attesa, anche Ringo Starr è stato nominato cavaliere “Sir”: il 20 marzo 2018 a Buckingham Palace il Principe William ha nominato Richard Starkey (questo il vero nome dell’artista) Cavaliere dell’Impero Britannico. Un riconoscimento a cui la leggenda di Liverpool teneva particolarmente. Il nuovo tour prenderà il via a giugno e gli All Starr hanno scelto come prima tappa Parigi per poi proseguire in toccherà 9 nazioni Europee. Tra le tre date europee l’11 luglio Ringo Starr ha scelto l’Auditorium Parco della Musica di Roma. Un riconoscimento per l’istituzione musicale romana e per la città, da anni capitale estiva degli eventi musicali.
 Dal live di Ringo Starr e delle sue All Starr non c’è da aspettarsi malinconia. L’ex Beatles ha infatti dichiarato che:
“Sebbene nessuna del- le canzoni abbia meno di 30 anni sia ben chiaro che quella di Ringo Starr e della sua All Starr Band non è una performance nostalgica. La nostalgia implica qualcosa di statico, irrilevante e vagamente frivolo. No, Starr e la sua allegra band sono troppo vivaci per questo e il messaggio di pace e amore che cantano è ancora importante oggi”. 
Una dichiarazione che accresce la curiosità per il concerto di luglio all’Auditorium. Ricordiamo che i biglietti sono disponibili sul circuito di TicketOne e che ora non resta che ripassare le leggendarie musiche di Ringo Starr in attesa di luglio.

TRACKLIST

  1. We’re On The Road Again – (04:23)
  2. Laughable – (02:58)
  3. Show Me The Way – (04:42)
  4. Speed Of Sound – (03:45)
  5. Standing Still – (03:06)
  6. King Of The Kingdom – (04:35)
  7. Electricity – (03:38)
  8. So Wrong For So Long – (04:02)
  9. Shake It Up – (03:01)
  10. Give More Love – (04:00)
  11. Back Off Boogaloo (Re-do) – (02:55)
  12. Don’t Pass Me By (Re-do) – (03:37)
  13. You Can’t Fight Lighting (Re-do) – (04:21)
  14. Photograph – (03:35)

 

BASSIANI: il club ostaggio dell’esercito che fa la rivoluzione a suon di techno

Sembrerebbe un film di fantascienza, eppure è la realtà di Tbilisi: dove un club  è stato circondato dall’esercito al fine di far chiudere un luogo simbolico per delle libertà individuali. Ora immaginatevi una generazione che a suon di beat, cori e bali assedia il parlamento georgiano per difendere il club simbolo della sua libertà. E non è un film quello della difesa del BASSIANI.

BASSIANI, oltre a presentarsi come una Mecca del clubbing dell’est, rappresenta anche un luogo di pace e tolleranza per molte minoranze osteggiate pubblicamente. Il club da lungo tempo, in un paese che dall’influenza russa è passato a quella statunitense, non ha ricevuto mai il placet della società georgiana. Un Paese che non è molto tenero con le forme d’espressione non convenzionali e che per capirci ha dato i natali a Joseph Stalin.

Lo scorso venerdì BASSIANI e il Cafè Gallery sono stati presi d’assalto da raid armati della polizia militare in tenuta anti-sommossa, come parte della risposta del governo a cinque morti per droga nelle ultime due settimane, che le autorità vorrebbero collegate ai club.

 

Il BASSIANI ha risposto alle accuse affermando in una nota ufficiale che

 “non ha mai intrapreso alcun commercio di droghe illecite e ogni frequentatore è accuratamente perquisito prima di entrare” e criticando l’attuale politica del Paese che “non è solo incapace di risolvere i problemi … ma spesso è la vera causa della tragedia“.

 

Prima dell’irruzione nel club, sulla sua pagina Facebook si parlava di minacce di chiusura e c’era scritto: ”BASSIANI / HOROOM è un movimento collettivo in prima linea nei cambiamenti sociali e parla ad alta voce per quanto riguarda la disuguaglianza nel paese, l’alto livello di ingiustizia e discriminazione. A causa dei suoi valori, il club è stato preso di mira dai movimenti di destra, che in cambio hanno lanciato una campagna di discredito contro il club“.

Dopo il raid sono “circa 60 le persone arrestate” inclusi i cofondatori, Tato Getia e Zviad Gelbakhian.

Fino a venerdì al questione era relegata alla Georgia, poi sabato dopo il raid decine di migliaia di ragazzi si sono ritrovati davanti al Parlamento per protestare contro l’azione della polizia ballando (“We dance together, we fight together!”) e per chiedere le dimissioni del Primo Ministro georgiano Giorgi Kvirikashvili e del ministro degli affari interni Giorgi Gakharia e difendere il BASSIANI.

Il coro era “We dance together, we fight together!”

 

Altro che ’68, questa  la vera rivoluzione che parte da un Paese povero, e non dal maggio parigino o da un festival nella prima economia del mondo. Una rivoluzione a suon di techno. E BASSIANI è già storia. Non solo del clubbing. 

Avicii – Il destino di un’artista

E’ morto il dj e produttore svedese Avicii, pseudonimo di Tim Bergling. Tradizione vuole che nella scelta del nome vi sia il destino di una persona, di un’artista.

Ebbene, Avicii deriva dal riferimento al Avīci:

 無間地獄. Il Naraka Senza Interruzioni. Gli esseri sono arrostiti vivi in un enorme forno per 339.738.624×1010anni. È il luogo di pena per chi compie una delle cinque azioni a retribuzione immediata.

Che nel Buddhismo corrisponde al livello più basso ossia al corrispettivo dell’inferno.

Tim Bergling era all’inferno. Stava all’inferno da molti anni, schiacciato da un successo senza pari nel tempo e figlio di un talento senza precedenti nell’EDM. Il nome gli era stato suggerito dal suo manager perso svedese Ash Pournouri che aveva scoperto il talento di Avicii quando il ragazzo era appena maggiorenne, nel 2008. Lo stesso manager gli suggerì il nome. Anni di successi e di fiamme dell’inferno quello passati insieme tra i due, fino alla separazione nel 2016 dei rispettivi percorsi.

Per capire il talento di Avicii basta ascoltare le sue produzioni. Icona dell’EDM, non ha trovato barriere per la sua musica in ogni parte della terra. Il 2011 l’anno della svolta eppure il suo percorso era iniziato bene prima. Avicii firmò il suo primo contratto discografico nel 2007, a soli 18 anni, con la casa discografica Dejfitts Plays Label. La sua prima canzone che entrò nelle classifiche di diversi paesi fu “Seek Bromance”, nel 2010.Lo stesso anno, chiamato dal re della trance Tiesto, Privilege di Ibiza. Il talento c’era, era stato notato e tre anni dopo cambiò la storia della recente musicale mondiale. E’ nel 2011 quando sulla base di “Something’s Got a Hold on Me” di Etta James lancia “Levels”. Il clamore e il successo raggiunto lo portano in vetta a ogni classifica.

Il 2011 è l’anno della svolta. In quell’anno crea Tom Hangs, un nuovo alter ego, e firma con i fratelli cantanti Shermanology il disco Blessed. A soli 22 anni Avicii è sesto nella Top 100 pubblicata da DJ Mag, la Bibbia dell’elettronica.

Da lì i poi Avicii non si ferma mai. Fino al 2016 quando decide di interrompere ogni rapporto con il suo precedente manager e di incominciare una nuova vita. Perché le fiamme del successo sono in realtà quelle dell’inferno. Un inferno fatto di dipendenze da alcool e da altre droghe. Un inferno che non gli permetteva più di lavorare, gli viene asportata la cistifellea e subisce una pancreatite acuta. Fermandosi incontra la nuova manager Diana Baron. Tornano i suoi podcast. Torna a produrre e si riavvicina alla trance. Poi il 20 aprile scorso la notizia.

 

Quando in una delle mie chat di Whatsapp si è sparsa la notizia mi sono domandato chi fosse per me Avicii?

La risposta è stata semplice “Il dj della mia generazione, dei miei vent’anni”.

D’altronde il ragazzo della periferia est di Stoccolma si era innamorato dell’elettronica, come tutti i nati a fine anni ottanta, grazie ai Daft Punk. Si era fatto conoscere e aveva conosciuto il mondo grazie a MySpace. Aveva ripreso i vinili di jazz e blues rendendoli immortali come oggi si è tornati a fare.

Adieu Tim.

 

L’Orchestra di Tor Pignattara vince il Best Practices Award: un successo su più fronti

L’Orchestra di Tor Pignattara è un progetto di solidarietà e integrazione, è una bella storia da raccontare mentre si ascolta la loro musica, esuberante e travolgente.

Le voci, i suoni e i colori dei ragazzi dell’Orchestra di Tor Pignattara, “immigrati di seconda generazione” e “romani”, tra i 13 e i 18 anni sono il simbolo della Roma che vuole lanciare un felice messaggio di rinascita e cambiamento. Il teatro del Lido di Ostia li aveva ospitati poche settimane fa per una serata evento davvero speciale e ricca di emozioni per grandi e piccini, mentre adesso questi ragazzi vincono la seconda edizione del “Best Practices Awards- Mamma Roma e i suoi figli migliori”, la cui premiazione si è svolta a Testaccio nel giorno del Natale di Roma.

Per la sezione “Roma accoglie bene” l’Orchestra ha visto riconosciute le proprie qualità e la buona riuscita del progetto volto all’integrazione dei ragazzi che la compongono. L’Orchestra è nata nel 2012 grazie all’idea di Domenico Coduto, produttore e musicista di Benevento che si è trasferito in uno dei quartieri più multietnici di Roma. I ragazzi sono diretti da Pino Pecorelli, una delle anime fondatrici dell’Orchestra di Piazza Vittorio, alla direzione musicale di questa avventura multietnica che raduna giovanissimi musicisti provenienti da Italia, Egitto, Senegal, Eritrea, Nigeria, Cuba, Argentina, Perù, Bangladesh, Filippine.

L’Orchestra racchiude ben 14 paesi riuniti nelle personalità di questi “nuovi italiani”.

La professionalità dei giovani artisti si evince dalla passione con cui scrivono i testi, animati dalla volontà di denunciare le difficoltà dei nostri tempi: razzismo, discriminazioni e degrado sono spazzati via a ritmo di rap con le loro note. Pur essendo giovani hanno partecipato a diversi concerti tra cui al MAXXI di Roma alla presenza del Ministro dell’Integrazione, al TedxRoma e al festival Arezzo Wave, al MACRO di Roma, ricevendo il Premio Simpatia consegnato in Campidoglio ed il premio Cultura Contro le Mafie al Meeting delle Etichette Indipendenti di Faenza.

“Basta! Non sopporto più la falsità di questa società che non accetta la diversità” è una strofa della canzone “Under”, inno della lotta alle emarginazioni che conducono tutti insieme questi ragazzi.  Contro la violenza, oltre qualunque barriera socio-culturale, i ragazzi si impegnano nella creazione di musica di buon livello che dona emozioni a chiunque li ascolti.

Spero che durante la lettura vi sia venuta voglia di ascoltare un loro pezzo…Perché chi lotta incessantemente contro le emarginazioni vince!

“Non esiste un vincitore né un perdente”, ma questa volta i veri vincitori sono loro! Complimenti a questi ragazzi, la cui ironia e bravura può riuscire sempre più a conquistare il cuore di tutti, oltre ogni pregiudizio.

Underrate, non non credo
dopo tutti st’anni
ancora la storia del nero?
ma siamo al medioevo
non mi sento sottomesso
il colore non è lo stesso allo specchio
ma poi noti che spesso
l’accento è da Roma che provengo
la situazione non mi è chiara
sparando i pregiudizi
io finisco l’amatriciana
me ne torno a casa direzione Lido
passando per Magliana
diamine lo so che non è facile
tornare a casa mia, ma c’è sciopero a Piramide
non è che non mi tange,
non è che non è importante
ma preferisco andare avanti
che dar retta a qualche ignorante
non fate i bigotti
so’ cresciuto coi cucchiai di Totti
i film di Alberto Sordi
ed acquista un po’ di raziocinio
aguzza la vista
per venirti incontro parlo la tua stessa lingua

Coachella 2018: da Beyoncé, al pugno di Justin Bieber per arrivare a Edoardo Tresoldi

Lo scorso weekend è iniziato il festival più glamour del mondo Coachella con l’esibizione di Beyoncè. Neanche iniziato ha fatto parlare di sé per il ritorno sul palco di Beyoncè e per una rissa che ha visto come protagonista Justin Bieber, il quale ha difeso una ragazza da un’aggressione. Il ritorno dell’ex Destiny Child, dopo la gravidanza, era l’evento più atteso del Coachella. Per me lo era l’opera dello scultore italiano Edoardo Tresoldi.

COS’E’ COACHELLA –  Il Coachella Music and Arts Festival (noto semplicemente Coachella Music Festival, o Coachella), è un festival musicale che si svolge annualmente nell’arco di due o tre giorni intorno alla fine di aprile negli Stati Uniti d’America, negli Empire Polo Fields di Indio in California. L’evento è famoso per ospitare molte esibizioni di artisti messicani alternative e di elettronica, come anche esibizioni scultoree.La prima edizione si è tenuta nel 1979, ma con scarsa affluenza di pubblico, per cui l’anno successivo il festival non si è tenuto. La macchina organizzativa è ripartita nel 1981 e da quell’edizione in poi l’evento ha continuato a crescere in popolarità. Ora, grazie anche al management del festival e a Instagram è probabilmente il festival più seguito al mondo. Ma, pur sempre dopo Glastonbury.

Tra le curisosità del festival vi è una specie di consuetudine che in ogni edizione di Coachella ci debba essere una qualche reunion di band sciolte da tempo: cominciata nel 2001 con il ritorno dei Jane’s Addiction (fortemente richiesto dagli organizzatori, incapaci di trovare un grande nome per riempire il cartellone), quasi ogni anno delle band ormai dissolte si sono ritrovate per suonare davanti alle folle di Coachella: nel 2002 i Siouxsie and the Banshees, nel 2003 gli Stooges, nel 2004 i Pixies, nel 2005 i Bauhaus (anche i Cocteau Twins erano previsti, ma il loro show è stato cancellato), nel 2007 Rage Against the Machine e The Jesus and Mary Chain, nel 2008 i The Verve, nel 2011 i Death from Above 1979, nel 2012 At the Drive-In, nel 2016 i Guns N’ Roses dei “tempi d’oro” con il ritorno live insieme del cantante Axl Rose, del chitarrista Slash e del bassista Duff McKagan e nel 2018 le Destiny’s Child con Beyoncé, Kelly Rowland e Michelle Williams.

BEYONCE E IL RITORNO DELLA DESTINY CHILD – Ora un po’ per l’aspetto glamour, un po’ in quanto regina della musica pop, l’esibizione delle Destiny Child era l’evento più atteso della kermesse californiana.

Beyoncé ha impreziosito ulteriormente il suo spettacolare set al Coachella riportando sul palco Michelle Williams e Kelly Rowland per un mini set. Le tre si erano lasciate nel 2006, per poi ritrovarsi sporadicamente, mentre Beyoncé lanciava la sua carriera solista: nel 2007  BET Awards nel 2013 al SuperBowl, nel marzo del 2016  allo Stellar Gospel Music.

Devo esser sincero e dire che i brani proposti da  “Crazy in love” e “Run the world (Girls)” fino a “Single ladies (Put a ring on it)”, oltre che a farmi pensare al mio amico Pietro F. che li innalza a inni, hanno fatto parte di un’esibizione che il New York Times stesso ha definito come una performance che:

«Non ce ne sarà un’altra più significativa, intensa e radicale quest’anno e neanche in quelli a venire» Nyt

 

L’ARTE DI EDOARDO TRESOLDI – Coachella ogni anno propone una parte di installazioni artistiche. Quest’anno ha scelto l’italiano Edoardo Tresoldi.
Forbes un paio di anni fa lo ha inserito nella lista degli artisti Under30 più influenti al mondo e adesso che i 30 anni li ha passati (da pochi mesi) Tresoldi ha committenze da tutto il mondo. Il suo codice è la trasparenza, infatti si è affermato con le sue creazioni con le reti, che compongono disegni nell’aria. Prima figure umane, poi architetture imponenti. Proprio grazie alla sua conoscenza tecnica, Tresoldi riesce a far svettare nell’aria edifici e strutture enormi delle quali si può vedere solo il perimetro.
Ha stupito il Coachella 2018 presentando tre basiliche, che ricordano il recente progetto per il MIBACT del 2016 co il restauro della Basilica paleocristiana Santa Maria di Siponto (FG), una convergenza unica tra arte contemporanea e archeologia.
Sostengo da lungo tempo che quel più apprezzo dello scultore lombardo è l’arte nel creare installazioni uniche e al passo con i tempi innalzando al tempio dell’arte l’italianità. La nostra storia e il suo essere il cammino dell’arte di domani. Un modo di lavorare e una preparazione uniche al mondo.
Ora in attesa delle foto degli angeli di Victoria’s Secret su Instagram non resta che ascoltare i live di Coachella resi gratuiti da YouTube. Una briciola per chi non può permettersi la presenza in loco.

 

Björk alle Terme di Caracalla per Just Music Festival

L’artista islandese Björk ha annunciato la sua unica tappa in Italia che si svolgerà il 13 giugno alle Terme di Caracalla di Roma per Just Music Festival. Il prestigioso palcoscenico delle Terme di Caracalla, sito in un’area archeologica unica al mondo, anche quest’anno vedrà alternarsi la lirica della stagione all’aperto del Teatro dell’Opera e l’eccellenze dell’attuale panorama musicale.

 

Björk per la prima volta a Caracalla – Per l’unica tappa italiana del tour “Utopia”, Björk tornerà a incantare la città eterna, in un concerto che data la location si annuncia come storico. Il tour Utopia segue l’uscita dell’omonimo album, lanciato dall’eclettica artista islandese lo scorso settembre, e annunciato dal video di “The Gate”. Come suggeriscono le prime parole del testo, la ferita sul petto che esibiva sulla copertina del precedente Vulnicura (e che rappresentava la fine del suo matrimonio), è guarita e si è trasformata in un portale per ricevere di nuovo amore. Utopia di Bjork è un album in cui spiccano prepotentemente gli arrangiamenti e dove la voce di Bjork incanta come una sirena dell’Odissea l’ascoltatore. Un parallelo con l’opera di Omero dove le Sirene spingevano l’Acheo ad aprire il suo cuore, nella mitologia con inganno. Utopia è un album che vuol raccontare una rinascita, dopo la lacerazione dell’ottavo capitolo del percorso musicale dell’artista islandese. Utopia è un disco coraggioso, forse autoreferenziale,, ma indubbiamente libero dagli steccati del dover piacere a tutti. Utopia e Bjork si discostano dalla massa, non vogliono esser di tutti, ma lasciano una chiave di ascolto a tutti. Personalmente non apprezzo il lavoro di copertina di Jesse Kanda, ma la produzione dell’album da parte del venezuelano Arca lo ha imposto.

“Ancora una volta con la presenza davvero eccezionale di Bjork la nostra programmazione estiva si apre ai diversi linguaggi della musica contemporanea, oltre che all’opera e al balletto – ha infatti spiegato il sovrintendente Carlo Fuortes – Dopo Bob Dylan, Elton John, Neil Young e molti altri artisti applauditi negli scorsi anni, tornerà a Roma la grande artista islandese che dal 2015 non si esibiva nella nostra città. Quest’estate con Bjork torniamo a proporre l’eccellenza musicale destinata al grande pubblico di Caracalla in un concerto unico che farà rivivere lo spazio straordinario delle antiche Terme”.

Come dichiarato dal sovrintendente Carlo Fuortes la musica contemporanea si apre a Roma e al mondo. Lo fa attraverso la sua istituzione musicale per eccellenza: il Teatro dell’Opera, con il sostegno di Just Music Festival. Un festival itinerante per la città che giunto alla sua quarta edizione sta riportando Roma, abbandonata da troppi, nel posto che merita per la sua storia.