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Roma

Dopo il Grand Tour. Riferimenti | Revisioni | Ritorni

Il prossimo 12 aprile 2019 si terrà presso l’Accademia Nazionale di San Luca (Roma, p.zza dell’Accademia) il convegno internazionale di studi già noto come “Grand Tour del Terzo Millennio”. Si tratta di un appuntamento che, negli anni passati, si teneva con cadenza biennale presso l’Università di Roma “Tor Vergata” per iniziativa della cattedra di Storia dell’Architettura e che – da quest’anno – sarà coordinato dal Rome Art History Network (RAHN), un’associazione di giovani storici dell’arte e dell’architettura italiani e stranieri il cui intento è quello di promuovere il dialogo tra le istituzioni culturali italiane e straniere presenti a Roma.

Il tema di quest’anno sarà, nello specifico, il lascito del Grand Tour sotto il profilo delle arti figurative e dell’architettura.

Di Grand Tour si parla spesso; forse, a volte, anche troppo. In genere, l’argomento è ricondotto al Settecento e – di solito – collegato con il viaggio di nobili inglese, francesi, tedeschi e altri europei i quali, desiderosi di affinare la loro istruzione personale, girovagavano in gioventù per la penisola italiana ammirando le sue bellezze. Ciò nondimeno, molti erano anche gli artisti in movimento fra le varie città dello Stivale e, fra queste, l’Urbe ricopriva per la sua storia un ruolo preminente. D’altra parte, la stessa non era stata solo la capitale di un impero antico e poi perduto le cui vestigia affioravano da ogni dove suscitando ammirazione e interesse ma, allo stesso tempo, la città era da diversi secoli pure la sede del Papato.

Certo, a partire dalle paci di Westfalia (1648) il Pontefice aveva cominciato lentamente a perdere la sua autorità e i ripetuti scontri con le potenze straniere avevano ulteriormente ridotto il suo prestigio. Tuttavia, il fascino che sollevava Roma con le sue architetture e opere d’arte non poteva essere ignorato. Numerosi furono quindi i giovani artisti forestieri che vi si fermavano per visitarla e, in breve tempo, diverse furono anche le accademie che vi si stanziarono allo scopo di favorire i contatti fra le comunità nazionali d’appartenenza e la realtà capitolina. Ad esempio, già dal 1666 Jean-Baptiste Colbert (1619-83) aveva concesso la fondazione dell’Académie de France à Rome, un ente appositamente predisposto per accogliere e alloggiare durante il loro soggiorno romano i vincitori del Prix de Rome e gli artisti protetti dai grandi nobili francesi inviati in Italia per ottimizzare la loro preparazione. E non passò molto tempo che, istituita a Madrid la Real Academia de Bellas Artes de San Fernando nel 1752 sotto il patrocinio di Ferdinando VI di Borbone (1713-59), anche questa cominciò a mandare i propri borsisti in Italia. Questa circolazione – che negli anni divenne sempre più consistente – mantenne saldo il ruolo internazionale di Roma nonostante la sua decadenza e le consentì di continuare a esercitare un ruolo nello sviluppo delle Belle Arti.

Perciò, obiettivo della giornata di studi sarà il ragionare sul lascito dell’esperienza del Grand Tour nell’ottica di costruire una piattaforma di confronto fra la ricerca nazionale e internazionale a Roma: una riflessione che però, al giorno d’oggi, non può dimenticare il presente. Pertanto, si cercherà anche di discutere sul risvolto attuale di queste tematiche attraverso una tavola rotonda che si terrà, al termine dei lavori, presso la Bibliotheca Hertziana – Istituto Max Planck per la storia dell’arte (Roma).

Che altro dire se non …. Save the date!

Scuole aperte a Roma

Scuole aperte e condivise a Roma – Giornata di studio/incontro – Scuola Di Donato via Bixio 83, MM Manzoni – Sabato 6 APRILE 2019 ore 9.30-16

Una giornata per rilanciare le SCUOLE APERTE E CONDIVISE e riprendere il dialogo tra i cittadini (genitori, studenti, associazioni) ed il mondo delle Istituzioni (Scuole, Comune e Municipi) per mettere in rete prassi e progettualità delle tante esperienze romane, agli esordi o già consolidate, per scrivere insieme, nel “fare”, un progetto di scuole aperte a Roma.

Un progetto che si basa sulla rete cittadina che abbiamo costruito in questi anni e che vuole raccogliere le esperienze e gli strumenti (normativa, protocolli, convenzioni, tavoli, consulte,ecc.) in modo da renderli disponibili.

Per facilitare la partecipazione di tutti sarà aperta la Ludoteca ed il Cortile dalle 10 alle 13 e dalle 14 alle 16 ed organizzato un pranzo di lavoro.
I bambini che vorranno potranno partecipare ad un Laboratorio sulla Scuola Aperta.

Di seguito il programma della giornata:
ore 9.30 Accoglienza
ore 10 Saluti e Presentazione Giornata – Rete romana Scuole Aperte Partecipate
Roma rinasce dalle Scuole Aperte e Condivise”  Gregorio Arena presidente Labsus
“Il progetto Scuole Aperte del Comune di Milano”  Giovanni Del Bene ex dirigente scolastico e responsabile Ufficio Scuole Aperte

Ore 11.30   Laboratori: 
LABORATORIO 1 “Normativa e Strumenti Amministrativi per l’apertura delle scuole”
con la partecipazione di Giovanni Del Bene resp. Ufficio Scuole Aperte Assessorato all’Istruzione Comune di Milano che risponderà alle domande di dirigenti scolastici e amministratori comunali/municipali e presenterà le soluzioni adottate a Milano

LABORATORIO 2 “Aprire le Scuole Superiori con la partecipazione attiva degli studenti”
con la partecipazione dell’Unione degli studenti e di alcune esperienze di scuole romane.

LABORATORIO 3 “Verso un Manifesto delle Scuole Aperte partecipate”
con la partecipazione delle associazioni e comitati di genitori della rete romana che siconfronteranno sulla visione della scuola aperta dai genitori.

LABORATORIO 4 “Verso un Vademecum delle Scuole Aperte partecipate”
con la partecipazione delle associazioni e comitati di genitori della rete romana che presenteranno una Mappatura dello stato delle esperienze romane, la Normativa di riferimento, gli Strumenti per aprire le scuole e risponderanno alle domande frequenti riguardo le difficoltà pratiche.

LABORATORIO 5 “La scuola aperta vista dai bambini”
In Ludoteca a partire dalle 10 i bambini che vorranno potranno dire la loro sul tema della giornata.

Ore 13 Pranzo di lavoro
Ore 14 Laboratori, seconda parte
Ore 15.30 Plenaria Conclusiva
Ore 16.15 Conclusione dei Lavori

Notizie organizzative: per poter organizzare meglio i lavori vi chiediamo di comunicare la presenza rispondendo a questa mail o a chi vi ha contattato dalla rete.

DI SEGUITO DOCUMENTO DI BASE DELLA GIORNATA.

per la Rete romana delle Scuole Aperte partecipate
Gianluca Cantisani, Associazione Genitori Scuola Di Donato 

Documento di Base della giornata – Lettera aperta alla città di Roma
ROMA RINASCE DALLE SCUOLE APERTE E CONDIVISE

A che punto è il percorso sulle Scuole Aperte a Roma ?
Nel territorio romano la crescita delle esperienze di cittadinanza nelle scuole è costante. Sono oltre 25 le associazioni di genitori (in crescita costante dal 2014 quando erano solo 6) ed altrettanti i comitati di genitori spesso in cammino verso la costituzione di un impegno associativo. L’impegno associativo testimonia la volontà di essere protagonisti della vita civile, di volersi prendere responsabilmente carico di costruire un pezzo di strada per il futuro.Costituire una associazione di genitori ha poi il significato di costruire uno strumento che sai già che dovrai passare ad altri genitori; un esempio bellissimo di pratica democratica che guarda al futuro.

Queste 60 realtà sono attive con alterne fortune. Laddove le scuole sono ancora chiuse grande è la fatica e la fiammella accesa rischia ogni giorno che passa di spegnersi, laddove invece si apre la scuola i frutti sono evidenti per tutti e la vita della comunità scolastica e del quartiere migliora, la speranza cresce.

Dallo scorso anno si è costituita una rete informale; nonostante le difficoltà di una città grande e dei molteplici impegni dei genitori, la rete nell’ultimo anno si è incontrata in  6 scuole aperte della città (Perone a Boccea Mun XIII, Laparelli e Pisacane a Tor Pignattara Mun V, Principe di Piemonte a San Paolo Mun VIII, Belforte del Chienti a San Basilio Mun IV, Manin/Di Donato all’Esquilino Mun I)  e sta costruendo un Manifesto delle Scuole Aperte, una Mappatura delle esperienze ed un Vademecum che raccolga le buone pratiche di trasformazione delle scuole in beni comuni a disposizione del territorio.

Obiettivo comune è sostenere la crescita di tutte le associazioni ed i comitati in cammino. Particolare attenzione dobbiamo porre a chi si trova in difficoltà perché non trova uno spazio per esprimere le proprie istanze.

Questo movimento ha incontrato l’attenzione di alcuni (pochi) municipi, il primo, il secondo, il terzo e l’ottavo che hanno intrapreso o stanno intraprendendo un percorso con le scuole del territorio mentre il Comune di Roma nonostante i numerosi solleciti è fermo e non riesce a considerare questi cittadini una risorsa per la città. Il quadro generale in Italia è simile.  A fronte di centinaia di esperienze di Scuole Aperte dai genitori  ed il sostegno di alcune istituzioni locali lungimiranti (solo a Milano ci sono 60 associazioni di genitori sostenute dal Comune con un Ufficio a loro dedicato), e nonostante le Scuole Aperte siano entrate nella riforma della buona scuola, il Miur sembra non in ascolto di questo tema che sicuramente esula dal servizio pubblico ma guarda alla scuola come ad un bene comune a cui tutto il paese dovrebbe dedicarsi e non solo gli addetti alla scuola.

Questa riserva indiana nella quale si è rinchiusa l’istruzione in Italia è uno dei motivi principali per i quali il paese ha cominciato a “far da solo”. In alcuni casi, soprattutto al nord, le scuole più attive cercano soluzioni in autonomia attingendo alle imprese, con evidenti rischi di delegare al privato la propria funzione educativa e di indirizzo. In molti altri casi diffuse in tutto il paese sono nate molteplici esperienze di “Scuole Aperte Partecipate” che appaiono, allo stato attuale, la proposta più vicina a promuovere la scuola come bene comune del paese.

La proposta per il 6 aprile 

Questo quadro anomalo di straordinarie esperienze per la città da un lato e di poco riconoscimento da parte delle istituzioni ci spinge a rilanciare a Roma una Giornata con l’obiettivo di promuovere le esperienze generative di collaborazione tra istituzioni e  cittadini come proposta di rinascita della nostra città.

Le Scuole Aperte dai genitori si fondano, infatti,  sull’enorme capitale sociale della città che è in grado di apportare un contributo concreto e sostenibile alla soluzione dei problemi ed al miglioramento della qualità della vita delle scuole e dei territori.

Le Scuole Aperte, generate dal volontariato dei cittadini e non da fondi pubblici, sono una soluzione concreta al degrado in cui sono state lasciate le scuole e la città dalle istituzioni.

Ma anche, e allo stesso tempo, una risposta dei cittadini alla vergogna di mafia capitale e della corruzione diffusa che impedisce una città civile per tutti.

Le Scuole Aperte dai cittadini/genitori sono, quindi, una strada nuova, generativa, per il futuro della città.
La giornata vuole esserne testimonianza e rilancio.

Fatboy Slim torna a Roma per la preview di Just Music Festival

Torna a Roma per la preview di Just Music Festival il dj e produttore britannico Fatboy Slim. Fedeli alla concezione di un festival itinerante su tutto il territorio di Roma, dopo le Terme di Caracalla – Maxxi e Auditorium, JMF ha scelto come cornice della preview dell’edizione 2019 Via di Portonaccio 23.

Il 6 aprile, Roma con una preview imperdibile, che annuncia l’arrivo del JMF 2019, torna capitale della musica in Italia e per una notte europea.

Produttore discografico, beatmaker e dj, Fatboy Slim – nome d’arte di Norman Cook – è considerato il padre del big beat, quel mix di house, breakbeat, rock, hip hop e r’n’b che ha segnato gli anni a cavallo tra fine ’90 e inizio 2000, facendo impazzire quella che in molti hanno chiamato la “Trainspotting generation”.

Fatboy Slim @ British Airways i360 per Cercle

Musicista e producer dalle infinite identità e dai mille progetti, con oltre 30 anni di carriera alle spalle, Fatboy Slim continua a divertirsi e a divertire come DJ. Ci sono infatti pochissime cose che il nostro Cook ama fare quanto stare in piedi dietro ai piatti, indossando camicie hawaiane e saltando a tempo di musica, tra un mash-up e l’altro.

Grazie a hit planetarie come “Right here, right now”, “Slash dot dash”, “Gangster trippin’”, “Praise you” e “The Rockafeller Skank”, Norman Cook è uno dei pochissimi artisti contemporanei che può vantare di aver (letteralmente) fatto ballare milioni e milioni di persone in tutto il pianeta.

Fatboy Slim scelse questo pseudonimo definitivamente nel 1996, quando riprese il nomignolo di un artista blues degli anni ’40. Così ha affermato lui anche se del brano da lui citato Baby, I Want a Piece of Your Pie non vi è traccia. Nel corso della sua trentennale carriera è chiara la volontà di far divertire il pubblico legando alla ricerca di suoni una innata capacità di porre riferimenti di altissima qualità a generi e stili apparentemente lontani.

Il suo ultimo live per Just Music Festival nel 2017, presso l’Ex Dogana, convinse molti che a Roma ci si potesse divertire lontani da sirene negative e da finte mode locali.

Il ritorno di Fatboy Slim in uno spazio, per un festival ormai consolidato, è una nuova primavera per Roma. Con lui in consolle anche Leon e Timo Mass.

Möbius: inaugurazione dello spazio culturale con Jerico

Inaugurazione dello spazio culturale Möbius sito in Via Santi Quattro 90, 00184 Roma (Colosseo) il 15 marzo 2019 dalle ore 21:30 all’1:00

L’associazione culturale Möbius inaugura il 15 marzo il proprio spazio culturale. 

Möbius nasce come una “Wunderkammer” contemporanea, uno spazio dedito alle arti e al dibattito. Un ambiente che si propone come incubatore di idee, laboratorio per professionisti e non, centro congressi e salotto letterario.

A sottolineare la sua natura eclettica, Möbius periodicamente si trasformerà in teatro, galleria d’arte, cinema-forum e boutique d’artigianato. Il tutto sarà accompagnato da un’accurata selezione di liquori, distillati e musica live.

Durante la serata d’inaugurazione saranno esposte opere di diversi artisti tra cui  Jerico, famosissimo arista specializzato nel graffissimo, tra le altre cose autore nel 2015, con il progetto Big City Life, patrocinato dal Comune di Roma, di una profonda riqualificare le periferie romane, che lo ha portato a essere uno dei principali protagonisti della street art romana, con una padronanza di stili che variano da tecniche figurative ad un espressionismo e un naturalismo che viene mostrato appieno nelle sue opere.

Dalle 22.00 alle 01.00 avrete il piacere di ascoltare un live mix a cura di Makossa.

L’ingresso è riservato ai soli soci.

La quota associativa annuale è di 15 EURO, con consumazione offerta.

L’adesione darà la possibilità di utilizzare lo spazio nelle ore diurne per studio e lavoro e partecipare alle future iniziative proposte da Möbius.

Tre moschettieri e mezzo. Gli squinternati al Teatro San Genesio

Tre moschettieri e mezzo… Scusasi Dumas. Spettacolo Teatrale presso il Teatro San Genesio, Via Podgora n. 1 (zona Piazza Mazzini) Roma.
Dal 19 al 31 Marzo. Da martedì a sabato ore 21.00 – domenica ore 17.30

Biglietti: Ingresso a offerta libera. Il ricavato dello spettacolo sostiene il progetto di scolarizzazione in India portato avanti da Amar e l’India Onlus
Info e prenotazioni: SMS/Whatsapp 3487652801 – info@squinternati.it

Tre moschettieri e mezzo è la rivisitazione teatrale della compagnia Gli squinternati del capolavoro di Dumas (da cui il sottotitolo dello spettacolo “Scusaci Dumas”). è il sottotitolo di questo spettacolo, che rivisita con sagace ironia la vicenda dei tre portentosi Moschettieri.
Il giovane D’Artagnan vorrebbe duellare al fianco dei tre prodi, ma non sarà facile per lui essere accolto nel nobile corpo delle guardie del Re… Rimarrà Moschettiere a metà?!

Gli ingredienti del romanzo di Dumas ci sono tutti: la dolce Costanza, il misterioso Rouchefort, il potente Richelieu, la perfida Milady e l’algida Regina tutti compaiono nella locanda dove si svolge la vicenda…

Riuscirà l’attenta regia ad evitare che la storia venga stravolta e che la compagnia prenda il sopravvento? In ogni caso, scusali Dumas!

L’INTERO RICAVATO SARA’ DEVOLUTO A PROGETTI SOCIALI DI AMAR E L’INDIA ONLUS

ELIA NOVECENTO E LEONARDO CRUDI: IL BLU E IL ROSSO

Il blu e il rosso, mostra di Elia Novecento e Leonardo Crudi a cura di Marta Bandini e Elettra Bottazzi presso la Fondazione Marco Besso, Largo di Torre Argentina 11, Roma. Orari: lunedi – giovedi 9.30 – 13; 14 – 17.30, venerdì 9.30 – 13. Accesso solo su accredito richiedibile scrivendo a: parione9@gmail.com con scritto NOME E COGNOME

Inaugura il 5 marzo 2019 Il blu e il rosso, mostra di Elia Novecento e Leonardo Crudi a cura di Marta Bandini e Elettra Bottazzi, nella sede storica della Fondazione Marco Besso a Roma.

Il blu e il rosso, sono le due punte di una matita, quella stessa matita ricordata con timore perché utilizzata dalla maestra per segnare la gravità dell’errore. In questo caso non è stato commesso alcuno sbaglio, semmai con questa mostra si vuole evidenziare la collaborazione tra due artisti i cui stili e poetiche benché diversi rappresentano le due facce di una stessa medaglia. Le tonalità del rosso e del blu accomunano le opere in mostra invitando lo spettatore a seguire un percorso in cui perdersi tra gli arabeschi e le inquadrature che compongono le tele di Elia Novecento e tra le forme geometriche e i segni suprematisti delle carte di Crudi.
Carta o tela, smalto o acrilico, sentimento o politica, elementi apparentemente differenti sono qui sinonimo di dualità. Una condizione che permette ai due artisti di esprimersi secondo il proprio linguaggio artistico dando vita ad opere che, come le due punte di una stessa matita, dopo essersi consumate, si incontrano al centro unite da uno stesso obiettivo: la volontà di un dialogo con il proprio pubblico.
E’ proprio in questa direzione che volge anche il Collettivo 900, realtà artistica-culturale, fondata dai due artisti, che da diversi anni ha come scopo un confronto sempre aperto con la propria città e i suoi abitanti intervenendo sui muri come fossero tele tramite l’affissione di posters. Nella mostra “Il blu e il rosso” il nostro sguardo è libero di interpretare ciò che vediamo come, quando passeggiando per le strade della nostra città, diventiamo veicolo di diffusione di un messaggio che gli artisti ci vogliono comunicare.

Elia Novecento (Roma, 1989)
Artista romano si avvicina al mondo dei graffiti nel 2001 e nel 2004 si iscrive al Liceo Artistico Statale Ripetta di Roma. Insieme a Leonardo Crudi fonda il Collettivo 900 con l’intento di comunicare con la città attraverso poster lasciati in balia del quotidiano e dell’interpretazione libera di chi li osserva. Parallelamente ai graffiti e ai poster, produce tele di grande formato ispirate al linguaggio dei popist romani degli anni Sessanta.

Leonardo Crudi (Roma,1988)
Autodidatta, scopre il mondo dei graffiti molto giovane. Questa sua prima formazione di “strada” gli insegna a costruire immagini bidimensionali e ad associare i colori, sviluppando un interesse per una rappresentazione in bilico tra astrazione e figurazione. A partire dal 2012, si dedica alla produzione delle sue prime opere su carta, ispirate, per gli elementi geometrici, al lettering dei graffiti e, per la resa realistica delle figure, alle inquadrature del cinema neorealista italiano. Nel 2015, si dedica allo studio del cinema d’avanguardia sovietico e successivamente, si rivolge alle avanguardie pittoriche e fotografiche del Suprematismo, Costruttivismo e Futurismo russo. Lo attrae la possibilità di unire astrazione e figurazione in un linguaggio capace di veicolare contenuti etici e politici.

per richiede accesso e visita della mostra scrivere a:
parione9@gmail.com con scritto NOME E COGNOME

Fondazione Marco Besso | Largo di Torre Argentina 11, Roma
Orari: lunedi – giovedi 9.30 – 13 | 14 – 17.30. venerdì 9.30 – 13


MAAM: il Museo abitato alla Biblioteca Guglielmo Marconi

MAAM: il museo abitato – mostra fotografica del Circolo Fotografico Photoup – presso la Biblioteca Guglielmo Marconi, Via Gerolamo Cardano 135, Roma – ingresso gratuito – dal 9/03 al 6/04 orari: Lunedì 15.00 – 19.00; Martedì / Venerdì 9.00 – 19.00; Sabato 9.00 – 13.00

I soci del Circolo Fotografico Photoup presentano una mostra fotogafica collettiva sul MAAM: il museo abitato presso la Biblioteca Guglielmo Marconi di Roma

Il #MAAM rappresenta un’esperienza unica nel suo genere; inserito nell’ex stabilimento del salumificio Fiorucci sulla Prenestina, all’estrema periferia est di Roma, è al tempo stesso alloggio per famiglie disagiate ed esposizione in continuo divenire di murales, sculture e manufatti artistici che, a pieno titolo, si devono considerare spesso dei veri capolavori. Ciò che rende ancora più unico il #MAAM è la coesistenza delle immagini fissate sulle pareti o negli spazi lasciati vuoti dai macchinari con quelle della vita quotidiana degli occupanti. I due mondi, quello della mostra d’arte e quello della quotidianità, non si ignorano né si scontrano ma convivono serenamente perché l’uno si alimenta dell’altro e si mostrano con distacco agli occhi del visitatore.

-> La mostra si articola in due sezioni di 50 foto che si alterneranno dopo le prime due settimane.

Inaugurazione sabato 9 Marzo ore 10.00
Interverrà Giorgio De Finis, direttore artistico #MACROASILO di Roma, che illustrerà l’esperienza del MAAM dalla sua fondazione ad oggi.

Per info:
https://www.facebook.com/events/2025127147795322/?event_time_id=2025127157795321 https://www.facebook.com/photoup.roma/
https://circolophotoup.com/

Monotòno (forse) l’ultimo appuntamento dell’Ex Dogana

Dal 12 gennaio al 1 di febbraio l’Ex Dogana ospiterà Monòtono, probabilmente “l’ultima” grande rassegna sull’arte contemporanea negli spazi dell’ Ex Dogana.

Le opere inedite presentate sono state prodotte dagli artisti che hanno lavorato negli studi della factory “Studio Volante”. L’intenzione è quella di raccontare gli ultimi quattro anni di attività attraverso le testimonianze di fotografi e pittori che hanno avuto la possibilità di utilizzare la struttura generando contenuti di arte visiva che hanno avuto un grande impatto sulla città.

Gli esempi maggiori ne sono stati le mostre “Eterotopia” e “Roma Arte Aperta”. Ora che questo ciclo potrebbe concludersi, Monotono rappresenta un’occasione preziosa per raccontare questo percorso. Gli artisti si confronteranno con la bicromia, tutti i lavori saranno presentati in scale di grigio per sottolineare il rapporto tra il giorno e la notte, la gioia e il dolore.

L’auspicio è, tuttavia, che tutto questo possa continuare.

Artisti in mostra:

SBAGLIATO
Borondo
Andrea Andreco
Domenico Romeo
Rub Kandy
Canemorto Fan Club
Angelo Jaroszuk Bogasz
Guido Gazzilli
TELLAS
Viviana Berti
Martina Scorcucchi

Forse l’ultima occasione per Roma per scoprire l’Ex Dogana per come l’hanno conosciuta due generazioni di ragazzi. Un luogo e una programmazione che nel bene e nel male ha dato tanto a Roma ed è l’unico esempio italiano di gestione di spazi temporanei nella piena legittimità. Un’esperienza che tra un decennio, in molti, rimpiangeranno.

Wilma Labate presenta Arrivederci Saigon

Arrivederci Saigon, il documentario di Wilma Labate accolto con entusiasmo a Venezia 75 a Roma al Cinema Farnese distribuito da Cinecittà Luce

Venerdì 30 novembre alle ore 20.30 la regista presenterà il film al Cinema Farnese di Roma.

 

Arrivederci Saigon è l’incredibile storia de “Le Stars” (Viviana Tacchella, Rossella Canaccini, Daniela Santerini e Franca Deni), la giovanissima band italiana che dalla provincia toscana viene spedita inaspettatamente in Vietnam, a suonare nelle basi militari americane.

Hanno voglia di successo e di lasciare la provincia industriale dove vivono: vengono dalle acciaierie di Piombino, dal porto di Livorno e dalle fabbriche Piaggio di Pontedera. È la provincia rossa delle case del popolo e del PCI e uscire da quella provincia è il loro sogno. Siamo nel ’68 e ogni sogno sembra possibile. Ricevono un’offerta che non possono rifiutare: una tournée in estremo oriente: Manila, Hong Kong, Singapore… Armate di strumenti musicali e voglia di cantare, partono sognando il successo ma si ritrovano in guerra, e la guerra è quella vera del Vietnam…

Dopo cinquant’anni “Le Stars” raccontano la loro avventura vissuta nelle basi sperdute nella giungla, tra i soldati americani e la musica soul.

 

È il 1968 e mentre in Italia i giovani occupano le scuole, rinnegano l’autorità di una famiglia patriarcale, rivoluzionano i costumi governati dalla chiesa e decidono di essere soggetti politici – racconta la regista – cinque ragazzine della provincia toscana imparano il Soul insieme ai soldati afroamericani in Vietnam.

Ancora un altro ’68. La sfida è quella di raccontare la Storia con lo sguardo delle protagoniste, riaprendo un capitolo tra i più conflittuali del Novecento con la memoria e la leggerezza di una esperienza incredibile che ha segnato per sempre la loro vita”.

 

La regista: fra un film e l’altro Wilma Labate gira molti documentari, da Genova 2001 alla Palestina, agli anarchici odierni alla fatica del lavoro, convinta che il documentario sia una forma espressiva autentica e necessaria. Tra gli ultimi lavori “Raccontare Venezia”, “Le navi dei veleni” e “Qualcosa di noi”, storia dell’incontro tra una prostituta e un gruppo di giovani aspiranti scrittori. Tra i lungometraggi ricordiamo “La mia generazione”, un viaggio da sud a nord di un furgone blindato con a bordo un capitano dei carabinieri e un detenuto politico.  “Domenica” che racconta Napoli attraverso gli occhi di una bambina dal futuro incerto e un poliziotto gravemente malato. “signorinaEffe” che racconta la storia d’amore fra un’impiegata e un operaio della Fiat durante i 35 giorni di lotta fuori ai cancelli della fabbrica nel 1980.

 

 

Domestic Boundaries – Verso nuovi limiti dello spazio vissuto a Roma

Domestic Boundaries – La mostra dedicata ai cambiamenti che hanno influenzato nel tempo lo spazio pubblico e privato, a Roma Smistamento dal 10 novembre al 7 dicembre 2018. Un percorso di riflessione del nostro modo di vivere la contemporaneità attraverso installazioni sottili, irriverenti, sensibili, seducenti e disorientanti. Tra neon, Netflix and chill, consensi social e salotti urbani.

 

Domestic Boundariesè realizzato in collaborazione con Open City Roma ed è il primo appuntamento di “Creature – Esperimenti d’Arte in Laboratori Urbani”, il festival della creatività urbana, parte del programma di Contemporaneamente Roma 2018 promosso da Roma Capitale Assessorato alla Crescita culturale e in collaborazione con Siae.

A distanza di un anno dalla vittoria del Premio Creature 2017, Roma Smistamento(sede di TWM Factory) si candida così come parte attiva del contest di quest’anno, inserendosi nel palinsesto dei laboratori urbani volti a rigenerare la città.

 

Il progetto nasce da un’idea di Flavio Martella,Maria Vittoria Tesei e Marta Rigato, collettivo di tre architetti che opera tra Roma e Madrid, che attraverso la loro ricerca architettonica e sociale, indagano il cambiamento dei confini ormai labili  tra spazio pubblico e privato.Una riflessione sui nuovi codici etici e progettuali, influenzati dall’incessante sviluppo tecnologico e della comunicazione.

 

L’allestimento di Domestic Boundaries si sviluppa dall’osservazione dei cambiamenti della nuova epoca, in cui le trasformazioniche influenzano struttura familiare, organizzazione del lavoro, tecnologie, comunità e comunicazione, si riflettono in una rivoluzione urbana che unisce lo spazio domestico a quello cittadino.

 

Domestic Boundaries vuole quindi svelare una realtà in cui siamo già effettivamente immersi, attraverso un vero e propriopercorso conoscitivo che mostra le mutazioni della nostra epoca in maniera tangibile. Un quadro generale sensibile e critico offerto al visitatore, che si troverà a vivere attivamente questa rinnovata consapevolezza. Un percorso seducente che mostra rituali odierni, confini labili, spazi in cui infine riconoscersi comprendendo di non essere più solo uno spettatore, ma il protagonista forse passivo di questa mutazione spaziale e sociale.

 

Il concetto di casa come luogo sicuro, dimora fissa, si smaterializza, mentre lo spazio pubblico diventa da generico a sempre più personale e vissuto h24. Mutano le relazioni e la convivialità, l’idea di abitazione sivanisce, accoglie addirittura lavori che non necessitano di spostarsi dalla propria scrivania, eliminando quel confine che lascia fuori dalla propria porta le preoccupazioni esterne.

 

Le sedi di lavoro accolgono momenti di convivialità domestica e confinano i propri dipendenti per 12 ore, i media domesticiisolano nelle proprie camere, dove abbiamo già tutto. Cambia l’idea di migrazione, l’uomo diventa a-topico, nomade, non dipende da alcun luogo ed è in grado di ricreare il proprio habitat ovunque. La casa si trasforma in città, la città tende alla casa.